Archive for April, 2008

Fast Lux

Tuesday, April 29th, 2008

(di Antheus)

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C’è questa immagine che trovo molto divertente che mi è tornata in mente leggendo le ultime notizie sulle nuove strategie di McDonald’s e dell’utilizzo di grammatiche ed estetiche del lusso per aggiornare la propria immagine.

Ne parlò tempo fa un vecchio articolo del NY Times , ma basta andare in qualche McDonald’s in centro a Milano (in Via Torino, ad esempio) per vcdere come sono cambiati. In Inghilterra è stato addirittura coinvolto lo stilista Bruce Olfield (che fu lo stylist di lady Diana) per ridisegnare l’uniforme dei dipendenti al banco, riprendendo per le ragazze dei modelli e dei tagli di camice e gonne di Louis Vuitton. McChic.

Quale saranno le prossime mosse di McDonald’s? Cannucce tempestate da brillanti Swarovski? Scatole porta hamburger di Goyard?

Peraltro l’immagine qui sopra è anche la copertina di un bel libro uscito un paio di anni fa intitolato DeLuxe: How the Luxury Lost Its Luster di Dana Thomas, di cui consiglio la lettura.

Montagne russe italiane

Wednesday, April 23rd, 2008

 (di Antheus)

Continuiamo a prendere in considerazione casi eccellenti di quel made in italy che, attraverso l’assunzione del rischio, creatività e una continua dose d’innovazione, si è affermato nel mondo.

Ad esempio, voi lo sapevate che la leader mondiale nella costruzione di giostre, montagne russe e ottovolanti era un’azienda di Altavilla Vicentina?

Già, è proprio così: si chiama Zamperla e le sue creazioni sono presenti nei principali parchi mondiali a tema e non (da Disneyland ai lunapark più avvenieristici; il 98% dei ricavi li fa all’estero). I software di calcolo e i macchinari per la progettazioni di nuovi impianti sono gli stessi utilizzati dagli ingegneri della Boeing; una volta ottentuto l’ok per la fattibilità e sicurezza su un impianto, entrano in scena i disegnatori, che rivestono le potenti macchine d’acciaio con i personaggi della Pixar, dinosauri o con scenari dell’ultimo film di fantascienza.

Insomma, innovazione e immaginazione al potere.

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The Future Is So Bright, I Gotta Wear Shades

Sunday, April 20th, 2008

(di Antheus)

Oggi sulle pagine economiche di Repubblica è uscito un interessante articolo sul mercato degli occhiali da sole griffati e sulle lotte intestine tra i tre grossi gruppi (Luxottica, Safilo e Marcolin) per aggiudicarsi il mercato e le licenze delle griffes. Come si legge sull’articolo trattasi di scontri di milioni di euro per i quali non si escludono colpi bassi. Di qualità, di innovazione, di rischi aziendali non si parla: questi grossi gruppi garantiscono una buona qualità industriale, ma c’è una bassa relazione e rapporto tra marchio e produzione. L’art director del brand disegna gli occhiali e invia alla fabbrica, spesso senza alcuna specifica sul materiale da usare

Ormai siamo sul mercato degli occhiali da più di un anno e mezzo e abbiamo iniziato a capire come funziona. Abbiamo perciò deciso di non essere solo una griffe, bensì dei “designer di occhiali”, che progettano uno o più modelli di occhiali, in ogni dettaglio (di materiale, di rifinitura etc..), scegliamo il partner giusto per realizzarlo e seguiamo passo per passo la produzione. Solo in questo modo riusciamo ad avere il pieno controllo dell’intero processo. Come potete capire i nostri partner sono piccole e medie aziende nel campo ottico che privilegiano la qualità e la ricerca.

Anche in questo caso ci poniamo come degli indipendenti all’interno di questo mercato. Ma i risultati ci stanno lentamente premiando e ci stiamo costruendo una credibilità in un mercato difficile e, per noi, nuovo. Così quest’anno per la prima volta avremo uno stand tutto nostro al MIDO, la grande fiera internazionale del settore occhialeria che si svolge a Milano dal 9 al 12 maggio, all’interno dell’area Mido Design Lab. Per noi è una piccola grande soddisfazione. Nei prossimi post vi racconteremo cosa faremo e quali nuovi prodotti presenteremo.

ps: il titolo fa riferimento ad una vecchia canzone (fine anni 80) dei misconosciuti Timbuk3.

Vetrina tridimensionale

Thursday, April 17th, 2008

(di Antheus)

Lo abbiamo detto qui mille volte. Il negozio è un media. Tra i più efficaci, per giunta. Perciò, quando si presenta l’occasione, cerchiamo di sfruttare al massimo le potenzialità comunicative inespresse dei negozi e delle loro vetrine.

Approfittando della design week milanese abbiamo voluto inaugurare un esperimento che vorremmo poi replicare, in forme diverse, anche in altre città. L’idea è semplicissima.

Biffi, la boutique di Corso Genova, ci dedica una sua vetrina dove oltre ai classici pezzi unici I-I (camicia quattro bottoni, outdoor jacket, tuxedo in cordura, occhiali fluo, pantaloni di lino e cotone etc….) abbiamo anche inserito due prototipi sempre progettati da Renato Montagner, responsabile del Centro Stile I-I e dal suo studio Changedesign: una bicicletta in alluminio fresato dal pieno e un baule in kevlar con interni in lino cimosato. Entrambe molto belle.

Però, ci siamo chiesti, perché non inseirire il tocco I-I anche sul marciapiede o sulla strada per fare in modo di far “toccare con mano” le idee di Italia Independent? Così, di fronte alla vetrina potrete vedere il prototipo della nuova 500 personalizzata I-I: esterni e cerchi nero opaco, interni in pelle nera con il logo I-I ricamato sui poggiatesta, plancia in metallo brunito, spoiler e specchiatta a quadri bianchi e neri.

Se capitare a Milano dateci un’occhiata. E’ visibile 24/7. Qui sotto le foto scattate dal sottoscritto or ora con il suo cellulare (cliccate sulle foto per vederle meglio)

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Guanti per piedi

Tuesday, April 15th, 2008

(di Antheus)

Visto che qui parliamo tanto di creatività, di innovazione e di “made in italy”, abbiamo deciso di scrivere una serie di post su casi eccellenti di aziende italiane, più o meno famose, che hanno messo insieme questi tre elementi e che il mercato sta iniziando a premiare. In particolare, vogliamo segnalarvi alcune delle finaliste del “Premio Italiano della Creatività” istituito da UniIndustria Treviso e che verrà consegnato il 24 maggio a Treviso all’azienda più innovativa.

Partiamo con un’azienda già piuttosto conosciuta, la Vibram di Albizzate (Varese), già leader nel settore delle suole in gomma (è quella che ha inventato il “carrarmato”), settore che potenzialmente potrebbe essere facilmente spazzato via dalla temibile concorrenza cinese. Ma quelli della Vibram hanno lavorato molto sull’innovazione e sulla ricerca di nuovi materiali, ma anche sul design. Il risultato è questo Fivefingers, una sorta di guanto per i piedi disegnato da un designer altoatesino appassionato di trekking: la sensazione è quella di camminare a piedi nudi, ma ben protetti.

Time Magazine lo ha eletto uno dei prodotti più geniali (e glamour) degli ultimi anni. Anche qui: stile e performance, ricerca e rischio.

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Impressioni spagnole

Saturday, April 12th, 2008

(di Antheus)

La presentazione madrilena di I-I è andata più che bene. Abbiamo tutti quanti notato che gli spagnoli -stampa e addetti ai lavori - sono assai più ricettivi sulla parte “concettuale” rispetto al pubblico italiano, che invece è sempre meno interessato alla sostanza e fossilizzato alla superficie delle cose e al “lato gossip”.  A Madrid in molti hanno chiesto approfondimenti sul “made in italy 2.0″, sui fornitori e sull’utilizzo di certi materiali. Alcuni si sono sbilanciati dicendo che i pezzi unici I-I fanno parte di quel guardaroba intelligente, quindi non soggetti della dittatura della moda, ma che riescono comunque a essere sempre contemporanei. Come diceva quello “son cose che fanno sempre un certo piacere”.

Qui e qui un paio di articoli di giornali spagnoli sulla presentazione.

Live from Madrid

Thursday, April 10th, 2008

(di Antheus)

Stiamo ultimando gli ultimi preparativi per la presentazione a Madrid. Questa volta abbiamo cercato di rendere tridimensionale il nostro look book, e quindi di replicare ai lati dello show room che ci ospita le stesse ambientazioni delle foto che vi abbiamo mostrato. In allegato alcune foto del work in progress.

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Independent in Madrid

Tuesday, April 8th, 2008

(di Antheus).

Negli ultimi tempi la stampa e i commentatori internazionali hanno più volte paragonato e confrontato la Spagna e l’Italia, sia da un punto di vista politico e sociale sia da quello di crescita economica. Uno degli ultimi è stato il Financial Times che, nel notare come i cambiamenti culturali spagnoli si siano riflettuti sul “mondo reale” cioè l’economia e politica, ha confrontato la situazione della Spagna con quella italiana defininendola di “frenetica instabilità”. Personalmente ritengo che un paragone di questo tipo - specialmente se si utilizzano indicatori come il PIL pro-capite - sia assolutamente fuori luogo e un’operazione piuttosto puerile. Sebbene la Spagna negli ultimi anni abbia conosciuto un’importante crescita economica e sociale (ma del resto partiva dal basso) credo che sia ancora piuttosto lontana dall’Italia, la quale da parte sua ha ancora un patrimonio di potenzialità e di energia ancora da liberare.

La Spagna rimane comunque una nazione in grande crescita e un mercato importante. In particolare per I-I rappresenta il secondo mercato in termini di vendita sia nei negozi che online. La Spagna ha sempre seguito con molto interesse e affetto le attività di Italia Independent e di Lapo Elkann (alcune settimane fa El Pais ha dedicato a Lapo la copertina e un servizio di 6 pagine sul suo magazine settimanale). Così giovedì andremo a presentare i nostri nuovi pezzi unici a Madrid e a portare in alto il nome dell’Italia e del “Made in Italy 2.0″.

Insert coins

Monday, April 7th, 2008

(di Antheus)

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Quelle che vedete qui sopra sono le nuove monete che entreranno in vigore dai prossimi mesi in Gran Bretagna.
Io le trovo bellissime.
Ma, a parte il gusto personale, quello che mi premeva segnalare è che la Royal Mint (il corrispettivo della nostra zecca) dopo regolare gara iniziata nell’agosto 2005 e che ha visto coinvolto 4000 proposte ha affidato l’incarico ad un 26enne graphic designer nato a Bangor e che lavora a Londra.
Mi sembra una scelta originale e assai coraggiosa.
Nella foto qui sotto potete vedere che le monete, se poste in modo diverso, formano l’elemento araldico inglese che è interamente visualizzato nella moneta da 1 £.
Innovazione e tradizione, creatività e meritocrazia. Chapeau.

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F come Falso (e I-I come Impossibile Imitarli)

Friday, April 4th, 2008

(di Antheus)

Negli ultimi post si è sviluppato tra i nostri commentatori un lungo thread sul tema della falsificazione e sull’effettivo valore dei prodotti e degli accessori di lusso e della moda. Fenomeno dilagante, quello della contraffazione. Secondo Ethical Corporation negli ultimi vent’anni è aumentato del 10.000%.

E’ paradossale ma anche evidente che avere il proprio prodotto contraffatto è il segno di una vera notorietà della marca. Casi di falsi I-I ancora non si sono manifestati in modo diffuso, ma solo in sporadiche occasioni. La nostra arma contro tutto questo è l’utilizzo di materiali difficilmente replicabili (il carbonio e la cordura hanno dei costi intrinsechi altissimi) e la quasi assenza del nostro logo sui prodotti.

Molte aziende e marchi famosi, ben più esposti di noi al fenomeno, si stanno attrezzando da tempo con azioni più o meno provocatorie ed efficaci. Alcuni giorni fa Louis Vuitton ha presentato al Brooklyn Museum la nuova linea degli accessori “monogramouflage” disegnati da Takashi Murakami. Fuori dal museo, sulla strada, vi erano delle bancarelle che vendevano le nuove creazioni “vere” di Murakami - Vuitton, prodotte in edizione limitata e a prezzo più basso del normale prezzo di vendita: un modo, dicono qui, per sottolineare come Louis Vuitton stia lavorando per combattere la contraffazione e per fermare i copycats. Al di là di questo, Louis Vuitton sta facendo alcune cose interessanti: ne parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni. Intanto altre notizie sulla collaborazione Murakami - Vuitton la trovate qui
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