Design and Elastic Mind
Wednesday, March 26th, 2008(di Antheus)
Per chi ha intenzione di andare nei prossimi mesi a New York, il mio spassionato consiglio è quello di andare a vedere al MOMA la nuova mostra intitolata Design and the Elastic Mind che è stata voluta e realizzata da Paola Antonelli, curatrice del settore design del MOMA (fino al 12 maggio). La mostra è molto interessante perché coniuga gli oggetti di design con concetti provenienti dalle avanguardie della ricerca scientifica secondo il criterio dell’intelligenza elastica, ossia quello dell’adattabilità e dell’accelerazione, cioè le caratteristiche indispensabili per rincorrere i cambiamenti della società in cui viviamo.
Insomma, una tema complesso ma contemporaneo e che introduce, tra l’altro, un paio di concetti interessanti su cui riflettere e che possono modificare quello che gli americani chiamano il design thinking. Oggi il designer è colui che è in grado di afferrare il senso dei cambiamenti in atto, nella tecnologia, nella scienza, nella storia (cambiamenti che richiedono un adattamento dei comportamenti sociali), e riesce a tradurli in oggetti funzionali e con un “impatto” positivo sull’esterno.
Mi sembra poi interessare l’idea di estendere agli oggetti il concetto di “beta” (utilizzato per siti internet e software per intendere una versione del prodotto non è ancora perfezionata), ovvero mettere sul mercato, con modalità diversificate, prodotti non ancora perfettamente finiti: in questo modo viene istituzionalizzato il “work-in-progress” e si valorizza la collaborazione con le persone che comprano e che diventano esse stesse, attraverso suggerimenti e miglioramenti, co-autori del prodotti.

