Del come nasce un progetto
(di Antheus)
Dopo aver divagato per alcuni post su temi di attualità, torniamo un po’ a parlare di noi. Ci tenevo infatti a farvi sapere come lavora Italia Independent: vorrei tentare di spiegarvi le fasi di un processo che, per certi versi, è più vicino ad un progetto d’arte contemporanea che a quello puramente industriale. Prima di tutto c’è l’idea, la folgorazione, che può arrivare improvvisa, non programmata. Pum! Di solito arriva da Lapo, ma anche da voi (prestissimo avrete le prime risposte de La libertà delle idee, scusate il ritardo). Foto, schizzi di disegni fatti male, collage e patchwork che nemmeno nelle scuole elementari, video fatti con il telefonino, pezzi di materie prime e semilavorati e tante tante parole per trasferire un concetto al paziente Renato Montagner, il designer di I-I, e al gruppo multiculturale del suo studio di design Changed. A loro va l’arduo compito di concretizzare il tutto in una bozza di prototipo.
In parellelo c’è la ricerca dei fornitori: questa forse è la fase più complicata e qui diventiamo improvvisamente serissimi e compiti , perché sono molti i requisiti a cui vogliamo far fede. I migliori materiali, piccole imprese o artigiani che eccellono nel loro campo, ma che hanno voglia di mettersi in gioco e mixare le loro competenze in settori a loro estranei creando un sistema virtuoso di collaborazioni (un artigiano che realizzava scarpe waterproof, adesso è il nostro partner per la produzione dei vasi, oppure i ragazzi che nella spiaggia di Jesolo producono kitesurf oggi realizzano i candelabri impregnati in carbonio). Come recita il claim dello studio di Renato “Changed is Good”.
Ah, ovviamente tutto all’interno dei confini italici.
Ed è qui, viaggiando su e giù per l’Italia, che si incontrano facce, esperienze, storie fantastiche. E aneddoti da raccontare. E speranze da coltivare, perché, nonostante tutto, esiste un’Italia che funziona, che si sbatte, “che sa fare”, che produce eccellenza e “cose belle”.
Adesso mi fermo qui, ma riprenderemo il discorso. Questo cappello serviva a dire che a fine mese presenteremo nuovi progetti, diretta emanazione di quelli presentati in passato.

February 13th, 2008 at 5:44 pm
Questo metodo di lavoro è segno di grande affiatamento nel gruppo, purtroppo non in tutti gli ambienti lavorativi è possibile creare un rapporto così …..ed è un peccato.
@ANHEUS: è troppo tardi per mandare qualche “idea” lì da voi in II?
Ciao
Ele
February 13th, 2008 at 5:46 pm
Eleonora, manda pure.
February 13th, 2008 at 11:31 pm
Aspetto di vedere le idee….sono molto curioso…è strano che un’azienda si metta ad ascoltare realmente il suo pubblico come fate voi in realtà è più strano sapere che gran parte delle aziende non lo fanno…mettere a disposizione il vostro tempo per dare opportunità alle persone non è da tutti è sintomo più che di voler cambiare il mercato di essere indipendenti da esso…e questo di certo vi fa onore…
February 13th, 2008 at 11:38 pm
Quando si dice la catena del valore vero Antheus? Cercare degli intermediari, dei fornitori, dei collaboratori dell’azienda che possano lavorare secondo dei dettami ben condivisi da tutti gli attori coinvolti e creare così maggior valore al cliente finale, il famoso valore aggiunto. Ciascuno passaggio da te descritto dovrebbe muoversi in questo senso, maggior valore percepito dal cliente; la somma delle singole azioni produce un valore maggiore che rimanda al concetto di sinergia, l’1 + 1 che fa 3. Beh, sono una persona che osserva molto e dando un po’ un’occhiata agli acquisti fatti recentemente da parenti, amici, conoscenti ma anche persone incontrate per caso, mi è sembrato di percepire una maggiore attenzione nei confronti della manifattura dei prodotti, del loro assemblaggio, della loro produzione. Ovvero si va sempre più a controllare se sulle etichette c’è la famosa scritta “made in Italy”. Alcune aziende hanno già capito che questo è un vantaggio di fronte al cliente finale, ( un noto stilista italiano, di adozione francese, sulle etichette dei suoi vestiti recentemente scrive “fabbricato in Italia” ); altri hanno deciso di arginare ancora la questione ( e qui cito un altrettanto famoso stilista italiano sulle cui etichette, almeno su alcune, è stata tolta qualsiasi informazione sul luogo di fabbricazione). Quindi spero che in questo senso, una giovane azienda come I-I faccia da apripista e riesca ad imporre questa nuova “attenzione alla filiera del prodotto italiano”, della quale fin troppi parlano ma con poche applicazioni concrete.
Un bacio
February 14th, 2008 at 10:01 am
…il vero problema è sapere…dove sono fabbricate le etichette
:-))
February 14th, 2008 at 12:09 pm
hai ragione Danilo!!!!!
February 14th, 2008 at 4:00 pm
Si é giusto sapere dove sono fabbricate le etichette, per buona etica di mercato. Ma la cosa che mi colpisce di piu é che dopo aver affrontato un tema posto da Lapo, sull’arretratezza del sitema Italia, mi pare che certi meccanismi non siano sempre in linea con questo filone. Abbiamo, o meglio, avete riportato degli esempi che dimostrano la superiorità del Made in Italy.
Forse la maggiore attenzione negli acquisti di cui parla Alix credo sia dovuta dal fatto che il mercato propone una infinità di prodotti pressocché uguali e di scarsa manifattura, spesso proveniente dall’est asiatico. aggiungeei anche che ci siamo impoveriti un po tutti quanti, economicamente parlando, quindi nel momento in cui si decide di acqustare un prodotto si tende a non fare numero nella quantità e di cercare un unico pezzo originale e di qualità, che possa contraddistinguerci dalla massa. In questo I - I si é saputa muovere bene, come lo hanno saputo fare molte altre aziende nostrane che non necessariamente sono dei colossi industriali. Un esempio é pineider.
Aspetto con forte curiosità le prossime ideazioni di I - I.
February 14th, 2008 at 4:14 pm
… ma io scherzavooo
;-D
February 14th, 2008 at 5:44 pm
siamo trepidamente in attesa!
February 15th, 2008 at 12:20 pm
no ragzzi guardate quessto sito….incredibile!!
http://www.crookedtongues.com
vi avviso, è semi fuori tema.
February 15th, 2008 at 1:50 pm
tutto questo è affascinante, è inutile negarlo!
February 15th, 2008 at 3:50 pm
Ritorno ora da Roma dove si è tenuto “Scrigno dei Tesori d’Italia” che ha mostrato, ancora una volta, l’eccellenza del fatto in Italia e l’abilità dei nostri grandi artigiani. Purtroppo molte piccole aziende d’eccellenza stanno soffrendo per la situazione del mercato estero (euro troppo forte) e per la stretta delle banche (dopo l’entrata in vigore di Basilea2) e rischiano di chiudere i battenti con conseguente perdita di un enorme patrimonio per l’Italia. Che fare? Perchè non pensare alla creazione di un “fondo” che si occupi di ristrutturare queste aziende finanziariamente ma anche di fornirgli idee nuove, nuovi orizzonti di mercato e, soprattutto, una rete relazionale efficace che le metta in contatto tra di loro e con il mercato interno ed estero? Sarebbe un primo passo di grande interesse e che porterebbe a salvaguardare una delle cose più preziose che abbiamo nel nostro Paese : la vera cultura artigiana.
February 15th, 2008 at 5:28 pm
OMG!! ho visto una foto di lapo con un cappello fedora fucsia (fuchis) con nastro verde acido…lo vogliooooooooooooooooooooooooooooooooooooo! dove l’ha preso, dove l’ha preso, dove l’ha preso?
February 15th, 2008 at 8:18 pm
no no cara, il fuchis compete solo a me!!!!!!!!!!!!!!!!!
Comunque se vai a San Lorenzo a Firenze (al mercatino) ne trovi una buona imitation……
February 15th, 2008 at 8:19 pm
p.s.:mie ultime fotocolor sul link sopra… eheheh
February 15th, 2008 at 10:21 pm
Oh Danilo, i’che tu sei toscano pure te?
‘E te le do io ‘i pane a fette’ ora…….
February 16th, 2008 at 12:15 am
> Danilo. Eh magari! dalle mie parti dovrò provare al mercatino di Senigallia sui Navigli!
Giusto per aggiornarti, questa settimana l’ho conclusa senza strishit…mi sa che mi funzioni come le Iene: Danilo porta bene!
February 16th, 2008 at 1:17 pm
beh, se porto bene, comprate le mie opere… eheheh
Basta, personalizzare i blog!!!
Grazie di tutto cmq
February 16th, 2008 at 5:38 pm
ciao chiara, non sapevo fossi anche tu a Milano.Mi sei venuta in mente l’altro giorno a Venezia ,c’è un hotel in piazza Roma che si chiama Hotel Santa Chiara. a me poi il nome chiara piace perchè sono stata chiamata cosi’ il primo giorno che sono nata:11 agosto.
Mi dispiace scrivere in questo blog solo il sabato ma ultimamente sono sempre in giro e posso collegare raramente il mio portatile
February 16th, 2008 at 8:28 pm
ragazzi cecchini ci ha riprovato..quattro modelle con il corpo dipinto sulla falsariga dei quadri di Giacomo Balla per protestare contro la tramvia a Firenze. l’iniziativa, presentata al Caffè delle Giubbe Rosse nel capoluogo toscano, è dell’artista futurista Graziano Cecchini, che nei mesi scorsi fece parlare di sé per aver tinto di rosso la Fontana di Trevi. Presente anche l’assessore alla Cultura milanese Vittorio Sgarbi….fonte: corrieredellasera…
February 17th, 2008 at 2:38 pm
A me sono piaciute molto di piu le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, rispetto all’ennesima ostentazione di basso fondo del Cecchini. Riporto qui degli stralci del Vittorio Sgarbi pensiero, riprese dall’ansa: “Se Domenici fosse sindaco di Venezia asfalterebbe anche il Canal Grande”.
“Avete il più brutto palazzo di Giustizia del mondo, anche se questo non è colpa di Domenici - va bombardato e se qualcuno facesse questo atto bisognerebbe farlo santo, naturalmente quando non c’é nessuno intorno”.
Poi se l’é presa con il progetto per l’uscita degli Uffizi dell’architetto giapponese Isozaki, progetto che lui aveva bocciato quando era sottosegretario, e contro il parcheggio realizzato nei pressi della fortezza da Basso. Quella di Domenici è un’idea sbagliata di città”.
Parlando invece della performance di Cecchini lo ha definito “un manierista del futurismo”, anche se si è detto “perplesso” nel chiamare questa ‘arte’ perché “l’arte è qualcosa che cambia la natura delle cose, qui tra 20 minuti tutto torna come prima, come alla Fontana di Trevi”.
Parole sacrosante quelle che Sgarbi ha rilasciato ai giornalisti. Quella del Cecchini non é avanguardia, ne una arte che possa realmente modificare lo stato delle cose. E’ a mio avviso un ricalcare rozzolanamente le glorie di una corrente artistica facendone una propaganda pubblicitaria a propio vantaggio, un far parlare di se….. Lo stesso Sgarbi, agli inizi della sua carriera televisiva, era tuttosommato una sorta di futurista del piccolo schermo. Anche lui fu sommerso da querele e denuncie, e tutto questo gli portò alla fine solo un beneficio di immagine.
Le Giubbe Rosse oramai vive solo di ricordi di una era gloriosa. Dentro al Locale ormai troverete uno degli storici gestori vestito pressoché sempre allo stesso modo: camicia bianca, bretelle, gravatta o papillon. Le pareti sono decorate da molteplici schizzi a matita lasciati dagli artisti, foto e stralci di giornali ingialliti rievocanti lo splendore del locale. Tra i tavolino troverete una clientela brulicante e rozza di turisti provenienti dalle piu disparate parti del mondo, che per un pranzo al tavolo (menù turistico che non ha niente a che vedere con la buonissima cucina toscana) pagano l’ira di Dio.
Sulla Fortezza da Basso, di cui parla Sgarbi, vi segnalo che durante i lavori del parcheggio che si trova sul retro dell’ingresso princiale erano stati interrotti i lavori. Il progetto iniziale prevedeva che il parcheggio fosse sotterraneo e improvvisamente ci si trovò con dei blocchi di cemento che comprivano la visuale delle mura medicee. Lavori bloccati per svariati mesi e infinite polemiche del caso….. A buon intenditore poche parole. Ho abitato a Firenze per 10 anni (durante i qui ciati lavori ero in un appartamento davanti alla fortezza) e l’urbanistica nel capoluogo toscano é uno scempio. Avrei altri esempi, come il cavalcavia adiacente la Fortezza da Basso e la Stazione di S.M.N., creato teoricamente per smantellare il traffico. In realtà il traffico che proviene dal V.le Fratelli Rossetti e si prolunga in quella sottospece di rotatoria, é rimasto invariato ovvero paralizzante.
A voi le riflessioni del caso
February 18th, 2008 at 10:42 am
scusa voglio sottolineare una cosa ovvia e risaputa: ma che grandezza ha internet: si parla di qualcosa e subito si incontra qualcuno preso in causa dall’argomento, pronto a spiegare dei particolari interessanti….NA figata!
February 18th, 2008 at 11:13 am
>@ ciao vick! Grazie per avermi pensato!! un abbraccio.
February 18th, 2008 at 11:30 am
son d’accordo con lapo, noto anch’io che le aziende cominciano a preoccuparsi di proporre e produrre prodotti con meno impatto ambientale, e credo che sia un bene.
ma io vivo un altro conflitto, mi occupo maggiormente di design orafo e mi piace molto……… se non per qualche aspetto, credo di essere al primo gradino della produzione di un gioiello, e quello che disegno e progetto verra realizzato in oro, e diamanti! perche questi due materiali possano essere estratti e raffinati si accetta di devastare ed inquinare i luoghi dove queste materie vengono estratte, si accetta di sfruttare le popolazioni indigene a regimi di manodopere che rasentano la schiavitu. come dovrebe porsi un designer come potrei essere io difronte a tutto questo, sopratutto se i gioielli che contribuisco a produrre sono indirizzati ad un mercato per pochi ricchi, straricchi, che probabilmente per arricchirsi hanno anch’essi contribuito a devastare l’ambiente, e sfruttare lavoratori ai limiti della decenza.
Vi prego di non prendere questa mia riflessione come assoluta, so bene che ci sono aziende (soprattutto oggi) molto attente alle problematiche ambientali e che rispettano in todo i diritti dei lavoratori, ma fino a pochi anni fa quando l’ecologia non era di moda avvenniva di tutto in virtu del profitto, profitto di pochi, quei pochi che possono permettersi oro e diamanti per pavoneggiare il loro potere.
……..da un designer in cerca di etica……….
February 18th, 2008 at 11:48 am
…allora, abitando a Livorno, conosco abbastanza le tematiche Dominicane e fiorentine.
Per dirla subito e breve: oggi là ci passano centinaia di bus, auto, moto, ecc, ecc. Quindi, o si chiude completamente al traffico la piazza, come avrebbero dovuto fare da anni, o il problema tecnico non sussiste.
E’ solo un problema politico e stanno cercando di far cadere Domenici almeno su questa cosa, visto che in Toscana la sinistra non cade mai su nulla (pur dovendo molte volte, ma si sa….).
Da artista dico che Cecchini è un opportunista, probabilmente nullafacente e multitenente, che in questa società dell’effimero e dell’immagine non fa altro che ricalcare lo schema dei reality inscenando performance spettacolistiche laddove maggiore potrebbe essere il ritorno in termini di immagine. Un’opera d’arte necessita di identità tra significato e significante. Altrimenti è altro, ma non arte. Nel caso della performance occorre anche che vi sia identità con il luogo in cui si compie. Sarebbe, ad esempio, inimmaginabile separare le plastiche colorate di Christo e Jeanne Claude dai luoghi in cui venivano collocate. L’impacchettamento era simbolo della “consumisticazione” del territorio e quindi dell’uomo. Quindi gesto artistico e luogo. Non genius loci ma “idea loci”. Cecchini invece compie gesti (con la “i”) artistizzanti, di richiamo, solo e perchè appunto richiamano. Poi, arrivata la folla belante, si mette a parlare di altro; con un’assoluta sconnessione tra il gesto (Futurismo? pallette colorate? Colorante?) e il significato del gesto, che è quello di parlare di cose che secondo lui non vanno bene. Una sorta di speaker’s corner di Londra (se c’è sempre). Non entro quindi nel merito di queste ultime (su cui in parte concordo) ma sul fatto che egli si definisca artista. Di questo passo qualunque manifestazione più o meno colorata diventa arte. Gli scioperanti con le bandiere rosse sono artisti quindi, perchè sono colorati, richiamano folla e poi spiegano perchè lo fanno.
C’è da dire che l’uso del colore è simpatico.
Ma c’è una cosa che a Cecchini non potrei mai perdonare: quella di aver tinto la Fontana di Trevi di rosso e non di fucsia. Questo gesto imperdonabile me lo metterà contro in qualsiasi momento……..
February 18th, 2008 at 6:13 pm
Scusami Danilo se ti tiro nuovamente in ballo. Non ce l’ho con te, é che spesso e volentieri tiri in ballo argomenti che condivido con il tuo pensiero o che conosco direttamente. Son toscana pure io quindi comprendo quanto te. Non direi che é da “Oggi là ci passano motorini, autobus…..”, qualche anno fa abitavo propio davanti alla fortezza ed il concetto era pari pari a quello attuale. Nelle ore di punta, quando mi ritrovavo a studiare (fortunatamente accadeva di rado perche ero sempre al lavoro) era un incubo… Sirene, motorini, bus….. di tutto e di piu. Aprire la finestra di camera era un tentato suicidio. Un pacchetto di malboro nuoce meno alla salute, in proporzione. A mio avviso Domenici qualche responsabilità le avrà; insoma é sindaco o no, qualche ordinanza le firmarà anche lui o pincopallino? Dai suvvia eh…… non facciamo demagogia. Da donna di sinistra a questo giro devo criticare in parte il mandato del Leonardo. Ammettiamo che Firenze ha grossi problemi di viabilità e che le dichiarazioni di Sgarbi hanno un fondo di verità. Sgarbi sarà pure un berlusconiano per convenienza e tirerà acqua al suo mulino, però in 10 anni di vita a Firenze quanto ho visto cambiare in negativo questa città ( sotto la giunta Domenici)! Traffico da metropoli, inquinamento, continui lavori in corso spesso inutili, un centro storico non sporco di piu (in estate se passeggiate tra le viuzze del centro non é che ci siano delle esalazioni di odori propio caruccie), microcriminalità. Ho visto vertiginosamente calare in negativo questa città che ho nel cuore.
Sul Cecchini ti do ragione in toto, tranne che sull’uso del colore. Dal momento che un nulla facente mascherato da artista, perche esaltarne l’uso del colore nel momento in cui ha rischiato di rovinare la Fontana di Trevi, uno dei monumenti piu belli che abbiamo. Chi ama l’arte dovrebbe avere un rispetto infinito nei confronti di chi é venuto prima di noi ed ha lasciato alle generazioni a venire il simbolo di una cultura. L’amore per l’arte e la genialità di chi, senza tecnologia, riusciva ad esprimere quell’esprit…. Io sono estremamente severa di fronte a certe questioni, forse perche credo troppo nel rispetto di cio che ci appartiene.
February 18th, 2008 at 6:31 pm
…la Fontana di Trevi non è uno dei monumenti più belli che abbiamo. E’ squallidamente retorica e scogliosa, roba da diga foranea…. vuoi mettere con San Carlino alle quattro fontane o la semplice elementarietà delle quinte dei Burrò di Sant Ignazio? E tra le fontane quelle mirabili della piazza Navona o le due eleganti di piazza Farnese? Comunque non si è rovinata. Almeno in questo Cecchini si è dimostrato professionista. Ha ben scelto un pigmento che non attaccasse. Solo che poteva farlo in fucsia. E qui casca l’asino…..

Firenze? Hai ragione tu. Non voglio rammentare come la Fallaci nominò i due di Firenze, Domenici e Martini. Non oso. Questo è il risultato delle politiche demagogiche ed asservite. Altro che competitività, questo è vero e proprio Made in Italy (Tuscany) con etichetta DOCG.
Cmq sul Duomo devo ripetermi. Appurato e constatato che oggi ci passano centinaia di bus ecc, e non dico che sia cosa buona e giusta, il problema tecnico non sussiste. Quindi o si chiude al traffico o le vibrazioni ed il caos, come dici tu, già ci sono. Poi bisognerebbe domandarsi a Firenze che bisogno c’è di arrivare in Piazza Duomo con la metro visto che in venti minuti si fa da Ponte Vecchio ai viali a piedi. boh. Misteri della comunicazione politica e misteri della pigrizia italica….
ma tutto questo che c’entra poi col blog di Antheus?
February 18th, 2008 at 8:49 pm
Hai ragione, la Fontana di Trevi non sarà l’opera piu bella che abbiamo. E’ un simbolo, come la Gioconda però rimane sempre un nostro patrimonio culturale e come tale va rispettato tutto qua. La Fallaci non sempre l’ho condivisa, ma su molto aveva le sue ragioni. Per il resto concordo con te: Firenze é una piccola creatura urbana, nente a che vedere con il concetto di metropoli. Solo il solitocontrosenso italiano per far mangiare soldi a chissachì…. Comunque si é deviato dall’argomento anche in Energie Alternative, o mi sbaglio? Il bello di un blog credo sia anche questo…. Antheus saprà benissimo quando intervenire…. se si dovese andare troppo oltre…..
February 18th, 2008 at 11:57 pm
Tranquilli ragazzi. Non siamo a scuola dove la prof si incazza se si va fuori tema. Qui si lanciano degli spunti, voi siete la corrente. Continuate così. Andate bene!
February 19th, 2008 at 11:31 am
beh, le metropolitane vanno a energia no? E i pedoni consumano energia, no? Altre forme di energie alternative possono essere la nutella, la marmellata, il miele, il caffè. Basta assumerle e poi vedi come vai bene a piedi. Ma perchè quando vado in giro per le metropoli mi faccio anche dieci chilometri a piedi al giorno e chi ci vive invece necessita del mezzo meccanico? Non parlo dei pendolari (che secondo il mio modo di vedere non dovrebbero esistere, basterebbe delocalizzare le attività) ma degli studenti, di chi circola in città…. A roma in venti minuti fai da Termini a Largo Argentina e ti vedi anche un po’ di città. Pensi di far prima tra aspettare il bus, il traffico ecc?
Riscoprire i piedi e le scarpe sarebbe una bella forma di risparmiare energia…..
Riguardo Firenze, ormai l’abbiamo stracciata a più non posso, smetterei di infierire…. sigh
p.s.: La Gioconda è una schifezza
February 19th, 2008 at 11:45 am
@danilo verticelli : quanti soldi vuoi per la jaguar xjs?…..e’ l’unica opera d’arte che hai? ciao ivanoz
February 19th, 2008 at 12:17 pm
eheheh la considerazione che è l’unica opera d’arte è un’affermazione o una domanda?

nel primo caso il prezzo non te lo dico,
nel secondo, se mi scrivi sulla mail privata……
February 19th, 2008 at 9:12 pm
Non sono fiorentina però ho visitato sia Firenze che Roma, secondo me per muoversi in centro è meglio andare a piedi o usare la metro.
p.s. La Gioconda non piace a molti di quelli che l’hanno vista(io non l’ho mai vista), però in compenso la Vergine delle Rocce che ho ammirato alla National Gallery è strepitosa!
February 19th, 2008 at 11:28 pm
Io ho quasi toccato a Berlino lo “studio per una Crocifissione”, trittico di Francis Bacon….
Altro che Vergine delle Rocce….. e poi mi sono immerso in una sala piena di opere di Vedova…altro che Gioconda…
L’Arte è potenza, violenza, passione, concetto, ricerca…..
Così come la fotografia e quindi la pubblicità….
Caravaggio dipingeva i piedi sporchi mentre Leonardo li puliva alla Madonna…
meglio andare a piedi…quando li avremo gonfi potremo sperare di incontare un Caravaggio che ci scelga per l’eternità, mentre un Leonardo ritrarrebbe solo la Bellucci…….

February 20th, 2008 at 10:10 am
@danilo verticelli: il tuo sapere e’ tanto, ma sei troppo pieno di te per capire il senso delle mie domande. chiudi gli occhi ,pensa…….e le risposte da sole in un attimo giugeranno a te.ciao ivanoz
February 20th, 2008 at 11:00 am
@DANILO: spero di aver interpretato male le tue parole. Quello ce dici su Leonardo, Caravaggio, sulla fontana di Trevi può essere condivisibile ma è soggettivo. Quello che piace a te può non piacere ad altri e viceversa.
ps: spero di aver nuovamente capito male, parli di energie alternative, dell’uso dei “piedi ” per girare in città, quasi contrario agli indispensabili mezzi pubblici (abito a Roma e mi devi proprio spiegare come si arriva dall’Eur a Termini a piedi, Roma è decisamente grande, molto più grande di molte altre città italiane e non tutti abitano nel centro storico), e leggo “jaguar”?!
Ele
February 20th, 2008 at 12:12 pm
@ivanoz, il mio poco sapere mi impedisce di capire veramente a cosa ti riferisci, se puoi esprimere chiaramente il pensiero sarò felice di leggerti. Se intendi dire che le mie cose non costituiscono arte, sei liberissimo di dirlo, per amor del cielo.

Ho altrettante dimostrazioni, anche su questo sito del contrario. Sennò, pur chiudendo gli occhi non ci arrivo, ivanoz perdonami ma è uno dei miei limiti…. E non voglio pensare che ti faccia impressione la parola jaguar….. eheheh
@Eleonora: che c’è? Ho toccato gli intoccabili? Non si può parlare di Leonardo? Della Fontana di Trevi? Perchè, sono emanazioni divine? Certo che sono opinioni personali, scrivo io. E scrivo a nome mio, come sempre no? Come te e gli altri….

Si, per andare da EUR a Termini c’è la Metro, o il bus, o la bici (in salita però) o il motorino. L’auto no. Il problema, chiudendo un po’ gli occhi, investiva però la filosofia delle città ed appunto il fatto che i centri storici non sono più abitati ma “ufficizzati” e la popolazione è stata espulsa dai centri… Il problema sono le metropoli (e cmq le metropolitane non inquinano). Se dall’EUR a Termini ovviamente (come da Ostia o da Bracciano) non ci si può arrivare a piedi, certamente da Ostiense si, anche se ci sono buoni bus e buone linee metropolitane o di ferrovia. Si parlava di metro e quindi della necessità o meno di avvicinarla sempre più al centro. Suggerivo di tenerla un po’ discosta dal centro e di camminare di più.
Poi i miei interventi sono sempre metaforici e provocatori. Prendeteli per quello che possono dare no?
Ultima cosa: jaguar. Embè? C’è chi c’ha la Panda e chi c’ha la jaguar, con la differenza che la mia vale meno della Panda perchè sono amante (e amatore) delle belle cose e quel modello mi piace per come è e non perchè è jaguar. Poi, se certe cose l’ha fatte la jaguar e non la Renault non ci posso fare niente. Si, è una coupè xjs del 1992 (!!!) quindi ha 16 anni e tra quattro mi passa auto storica. La uso tre volte l’anno. (dico tre) Mentre il resto dell’anno vado in giro a piedi principalmente o mi sposto fuori città in Berlingo (cattato perchè ci vanno i quadri). E mi pregio di non pagare il bollo da due anni perchè lo ritengo un furto autorizzato visto che come proprietà i soldi ce li ho messi io non lo Stato, e come uso praticamente è ferma (ecco perchè è quasi nuova). Costo di acquisto rapportato all’Euro 19.000. Praticamente il costo di un’auto proletaria. Problemi ulteriori?
Cmq visto che il blog si sta “personalizzando” su di me (ne sono lusingato ma occupiamo spazi pubblici) mi eclisserò per un po’ così la discussione si rialzerà quello che basta, dai. Antheus è ben in grado di ridirigere le discussioni su temi che non riguardino specificatamente me….

February 20th, 2008 at 12:18 pm
p.s.: quel costo l’ho pagato nel 1998. Oggi vale la metà.
February 20th, 2008 at 3:46 pm
Oh DANILO che ti é successo nel ‘98: ti é arrivata una bolletta dell’Enel troppo cara? Insomma, insomma……. questa energia noto che sa assumere molteplici sfaccettature. Città medio piccole (lasciando stare Firenze, non si a mai…..), che sono tra l’altro in stragrande maggioranza sulle metropoli in Italia, andrebbero predisposte maggiormente in aree pedonali e piste ciclabili. Su aree pedonali forse qualche passo in avanti (leggermente) é stato fatto, trasformando il traffico a zona linitata ai mezzi di trasporto privati con tanto di telecamere e multe salate verso chi non ha un permesso. Piste ciclabili, credo ancora molto assenti. In Toscana, dove le città hanno notiriamente distanze ridotte, la riscoperta della bici (quella elettrica per gli scansa fatiche, per centri storici come Siena ed Arezzo caratterizzati da fitte salitine) sarebbe una bella cosa in quanto a risparmio energetico. Soprattutto aria piu pulita.
Che le metropoli italiane, che contano sulle dita, inquinino meno ho qualche perplessità. Andare sul grande raccordo anulare di Roma o in Tangenziale a Milano a finestrini aperti non mi sembra una bella botta di salute. Per non parlare dell’inquinamennto causato non solo da macchine e aziende, ma anche quello acustico e dall’illuminazione artificiale. Insomma le varianti sono molte.
Personalmente non amo la Giocondae l’opera artistica Leonardiana in genere. L’unca é forse la Dama con l’ermellino. Degustibus….. Signorelli, Brunelleschi e Vasari sono stati piu geniali pittoricamente parlando. Il genio di Leonardo é da ritenersi tale sotto diversa forma: scientifica.
February 20th, 2008 at 5:03 pm
@DANILO: non volevo offendere nessuno quindi scusa se ti ho offeso o disturbato. Niente da dire sulla jaguar, che sia del 92′ o meno non importa, ognuno ha le sue passioni, e poi dato che nessuno ci regala niente siamo liberi di spendere i nostri soldi come vogliamo. Niente da dire sul tuo pensiero a riguardo di Leonardo , Michelangelo…. solo (io evito) che lo stabilire chi è meglio o peggio, chi è + bello e passionale o chi lo è - non la trovo una cosa “giusta”, trovo che tutto va contestualizzato.
Il discorso sull’avvicinare la metro ai centri storici è molto delicato. Roma in particolare è tutta un problema, quando si scava per ampliare il tracciato metropolitano si trova sempre qualcosa, e purtroppo il più delle volte lo stato interrompe i lavori ma non apre un “cantiere archeologico”, il tutto si risolve interrando i reperti. Così facendo noi rimaniamo senza mezzi pubblici, e nessuno si interessa più del possibile patrimonio artistico da mettere in luce. I mezzi sopra terra sono pochi e col traffico sono per di più lentissimi. Si camminare aiuta, ma non per i tratti lunghi delle grandi città, e soprattutto non per tutte quelle persone che attaccano a lavoro alle 8:30 e staccano alle 18:00 (se va bene).
ps:forse il blog si sta “personalizzando su di te” perchè tocchi temi interessanti! meglio essere anche solo contestati che ignorati!
February 20th, 2008 at 5:04 pm
scusate per il pessimo italiano
February 20th, 2008 at 5:24 pm
@danilo verticelli: sei un po’ permalosetto, datti una calmatina…….dai siamo tra amici.la jaguar mi interessa, ci sentiamo domani.ciao ivanoz
February 20th, 2008 at 6:26 pm
per tutti: sono le metropolitane che non inquinano, non le metropoli
eheheh, le sviste….
Suggerimenti tutti utili per una vivibilità migliore. Ce ne sarebbero altrettanti.
Solo una chiosa artistica. E’ vero che tutto va contestualizzato, ci mancherebbe.
Ma dal momento che giornalmente si DEcontestualizza l’Arte Classica riproponendola ai giorni d’oggi in virtù di una graduatoria esemplare nei confronti di una invece vituperata arte contemporanea, anche nel campo della moda, mi permetto di sentirmi autorizzato a fare confronti e paragoni, tecnici ovviamente. Leonardo sbagliò clamorosamente l’affresco della Cena, come tecnica. Michelangelo ha sbagliato clamorosamente le dimensioni della testa del David (e del pene, poverino) forse pensando che guardando dal basso in alto la prospettiva avrebbe compensato…ma non è così e David rimane ipodotato di uccello e iperdotato di crapone…. Insomma, ci dice più un Cristo Morto del Mantegna (con la prospettiva sbagliata perchè i piedi sono più piccoli della testa nonostante siano vicinissimi all’osservatore) o la splendida Decollazione del Battista del Caravaggio? E ci dice più (in termini culturali ed emotivi) un’opera di Rauschenberg o la Giocondina di Leonardo? leMona Lisas di Warhol o quella vera? Cose diverse certo, ma l’Arte è una, e occorre entrarvi in tutte le sue sfaccettature. Siamo nel 2008: occorre rendersi conto che ombre e visi non bastano più alla complessità dell’Arte. Ovviamente è un mio (ma non solo) pensiero e lo firmo come sempre. Qui ho un volto, una storia e un numero di telefono anche….
Ecco perchè contesto il riferimento a Magritte nella foto sopra: perchè esiste un mondo di cose nel mezzo, di cui un’azienda all’avanguardia non può tenere conto. Ma se lo spirito è “classicheggiare”, allora anche questo è il motivo perchè in questa nazione continuiamo ad essere indietro in tutto. Paura. Semplice paura del nuovo.
Al Louvre, per arrivare allo stanzone dove ora c’è la Gioconda, si passa davanti alle opere di Arcimboldo…. Bene, sono più tecniche, artistiche, futuribili, dinamiche le opere di costui o la statica espressione ebete di Lisa Gherardini? Eppure la gente si precipita nella sala della Gioconda, ammaliata dalla leggenda e da un qualcosa che non sa neppure. Voglio dire che alla fine l’Arte si appiattisce e, pur rispettando luoghi, cronologie, stili, storia, quando oggi ci viene richiesto di preferire un’opera d’arte, NON in senso tecnico o storico, ma tout court, come a volte si fanno le classifiche dei best di tutti i tempi (come se dovessimo sceglierla per appendercela al muro), ecco, allora credo che occorra riscoprire la capacità di essere contemporanei. Una cosa è il rispetto, un’altra è l’effettiva capacità di dare qualcosa, tipica di un’opera d’arte.
Jaguar: non sono permaloso, davvero. Ho messo delle faccine sorridenti per dimostrare il mio stato d’animo, solo che sia ivanoz che eleonora l’hanno tirata in ballo senza che io capissi veramente il succo del discorso e quindi le ho dette tutte provando ad interpretare. In fondo che c’entra la mia vecchia jaguar con l’arte o con l’energia?
Mi limito a rispondere. Mica faccio qualcosa di male. eheheh
@ivanoz: ti voglio bene. Soprattutto se mi catti la jaguar (eheheh). Ma la prossima volta sii più chiaro perchè ancora ora, nonostante tenga gli occhi chiusi da un’ora, e nonostante che io sappia tante cose e sia intellettualmente superiore a tutti voi, ancora non capisco cosa mi volessi dire….

Qualcuno ha capito più di me o sono il solo scemo qui dentro? Vi prego aiutatemi……
February 20th, 2008 at 7:07 pm
Elogio al commento di Eleonora. Sei stata perfetta, ma non mi riferisco all’attacco di Danilo. Sul problema romano hai perfettamente ragione. Le distaze sono talmente enormi che fare una passeggiata di un’ora se devi entrare in ufficio all’ora x (magari prima devi pure portare il figlioletto a scuola), o piu semplicemente per una persona ansiana che non ha propio le stesse energie fisiche di un trentenne e un effettivo disagio dei mezzi pubblici romani per i motivi ben descritti da te, eeeeh…. bella bestia. Dico fortunatamente, abito in una regione dove degli effettivi problemi si trovano forse solo a Firenze, ma non sono della stessa portata di Roma ad eccezion fatta per il ritrovamento di ruderi che va di pari passo con il resto del territorio. Anni fa ad Arezzo rifecero la pavimentazione di una piazza centrale, durante i lavori rinvenne un pozzo medioevale bellissimo. I lavori furono bloccati per mesi ed il pozzo dove é finito? Bho non se ne parla piu….. Per le altre questioni non credo sia cmq giusto dire meglio far discutere che passare inosservati o fomentare un uno contro tutti. Qui ognuno dice la propia opinione ed ogni idea sciocca o inteligente che sia deve secondo me essere sempre ben accetta. Altrimenti che Antheus metta dei paletti, ma non mi sembra sua intenzione.
February 20th, 2008 at 11:22 pm
…eccomi, eccomi, Danilo, ti aiuto io!!!
Buonasera a tutti,
io sono Stefano, vi scrivo da Padova, ed entro in questo blog dopo aver molto letto di voi e dopo aver lasciato appena qualche timida riga su un paio di argomenti…
Ebbene, caro Danilo, non temere, sono stato mosso proprio dalla tua esortazione (ed essendo io persona loquace e grafomane - e molto altro…-, se vi saranno colpe da attribuire per la mia discesa nell’agone, ovviamente saranno tutte sul tuo groppone!! ;-)) ed arrivo a salvarti.
Non sei l’unico scemo a non capire, io ti faccio buona compagnia…anche perché, come l’Arte ha le sue mille sfaccettature, pure le persone le hanno: così a volte si rimane disorientati solo perché si sta continuando a fissare una espressione altrui che ci ha colpiti, invece di vederne evolvere le emozioni. Questo lo dico prendendo spunto dal tuo commento su Ivanoz: con simpatia, io ti ho soprannominato “l’Ottovolante” - so che penserai che qui avrei potuto meglio dire “roller coaster”…certo, in carbonio!! (sono poi un “fan” di questo materiale, non solo dal punto di vista tecnico!) - perché dopo un po’ che ti leggo inizio ad avere le vertigini! Attenzione: leggilo come un attestato di stima, non è ironia o sarcasmo! I tuoi argomenti sono tali e tanti, le tue “derive” sono così variopinte che a volte, scorrendo al contrario la tua serie di interventi si riescono a cogliere sfumature quasi antitetiche…almeno all’apparenza. Credo che la tua Jaguar abbia fatto “scalpore” perché da un “fucsiaman” con sfumature verdi-bluastre non ce la si aspetta, come per me ha fatto scalpore la tua opera “barcode” (e non “codice a barre”…) dopo aver letto i tuoi interventi sui vari flagship store, leave a reply, comments, etc. Oppure, ti cito, “Tolleranza, vale a dire la capacità tanto difficile di pensare che chi ho di fronte ha pur delle ragioni per affermare ciò che dice” e poi pensare che se io ammiro Magritte (nella mia insipienza, lo giudico geniale, e poetico…) allora mi appiattisco sulla massa…
…salgo ora più saldamente sull’Ottovolante e partiamo - dai, Danilo, ragazzi, suh - per un giretto:
“Tecnicamente sbagliate [alcune opere] [...] ma l’Arte è una, e occorre entrarvi in tutte le sue sfaccettature.”: ma a che livello ci fermiamo se ne consideriamo solo l’aspetto tecnico? (che poi, ironia della sorte, l’etimologia di tecnica è proprio arte…) In termini culturali ed emotivi (non più tecnici?!) mi dice di più la Gioconda che “L.H.O.O.Q.” (splendida soluzione di Duchamp all’enigma del sorriso della Nostra…), quella mal “dipinta” da Warhol o quella più tecnicamente corretta di Leonardo? Ombre e visi non bastano più alla complessità dell’Arte o siamo noi - appiattiti - a non bastare più per comprendere il complesso linguaggio di emozioni di ombre e visi? (…ehm…aiuto…Danilo, ragazzi, un’altra domanda del genere e cercate d’urgenza un esorcista: temo che lo spirito di Marzullo si sia impossessato del mio esile corpicino…)
Se poi con “classicheggiare” richiami concetti propri della maniera o del neoclassico credo di intuire il tuo pensiero, ma se risolvi l’equazione con la paura del nuovo che spaventa allora non colgo appieno: il mio Professore di Storia dell’Arte al Liceo (un vero mito) diceva che le regole, per poterle infrangere, devi saperle padroneggiare. Ripenso qui ai disegni prima e ai tagli poi di Fontana…oppure ai Grandi Maestri Sarti che escono dagli schemi per dare al Classico nuovo respiro…si classicheggia prima di - o meglio, per - innovare. (I.I non parte forse dalla tradizione per evolvere i concetti?!)
Jaguar: vendi la xjs a Ivanoz, compera una E-type (quella è da vero amante del bello!)…e poi passa per Padova che ti offro “un” brindisi!!
“In fondo che c’entra la mia vecchia jaguar con l’arte o con l’energia?” chiedi…proprio tu che parli per metafore, iperboli…parabole, ellissi, climax, anacoluti e chissà quanti altri oggetti sospesi tra Retorica (intendo una delle Arti del Trivio) e trigonometria?! Ti avverto: se ora dici che la Jaguar (ma è meglio la E!!) non è arte pura, elegante, aggressiva, scendo dal roller coaster senza pagare il biglietto!! (tra l’altro, ti darei quegli stessi “euri” dei quali, a mio avviso, potresti meglio chiarire qualche aspetto…)
Anticipo un possibile appunto e poi lascio la penna (eh, vi avevo detto che sono loquace! …eh?! logorroico?! …mh… ;-)): non credo “fuori tema” quegli interventi che allargano gli orizzonti visivo o critico…abbiamo presente il “brain storming”?! (eh, scusa Danilone, ma come faccio a dire “cervello tempestante”?!:-))…penso poi che Antheus come gli altri (ottimi) padroni di Casa ci abbiano aperto le loro porte e non arginino in alcun modo il fluire degli argomenti, che anzi, magari, vengono stuzzicati e incoraggiati…insomma, tipo un the alle 5, una birra al pub o una cena tra amici, siamo qui a discorrere tranquillamente e a confrontare idee senza necessariamente dare a queste una gerarchia…
Ti senti sollevato ora che ti ho offerto cotanto aiuto?! Scherzi a parte, rileggendomi non credo di essere stato cristallino…pertanto attendo e incoraggio lo scambio…
A presto,
Stefano
February 21st, 2008 at 9:23 am
eheheh Stefano, sto ancora meditando sul tipo di aiuto ma credo di esserci arrivato….

veloce veloce perchè devo andare a levare i topi dalla cantina…..
jaguar: ho detto che sono blu. Ma uno che è blu non può guidare una jaguar (si fa per dire perchè la guido tre volte l’anno appunto)? Inquina? E perchè inquina più di una panda del 1993 che fa su è giù tutti i giorni per le strade delle città? Inquina solo perchè è una jaguar? casomai, visto che quelle lì erano macchine serie, inquina in proporzione meno dei trabiccoli pur dignitosi della stessa epoca. L’inquinamento, al contrario di ci che pensano i soloni che hanno partorito il bollo tassato, è il prodotto delle emissioni per il tempo di emissione, no? Io produco tre giorni l’anno gas “jaguar”…eheheh sempre meglio che produrre tutti i giorni gas Golf “macchinadelpopolo”..
Sull’uso dell’inglese nelle mie cose ne ho già parlato da qualche parte qui. Il mio criticare I-I era sulla versione italiana che pare quella inglese, e sul fatto che abbiamo rinunciato a tradurre le parole pur potendolo, persino quando parliamo tra di noi. Rinuncia culturale credo…. Le cose artistiche non hanno queste regole. Sono su siti esteri e quindi devo rivolgermi anche a quel pubblico. Vicevrsa se parlo con te è inutile dire flagship no?
Arte: parlavo di appiattimento solo come proiezione di tutte le epoche su un livello unico diacronico, inevitabile, che è quello delmomento in cui si osserva. Non appiattimento culturale, ci mancherebbe….
L’atteggiamento del tuo Prof, appunto, era classicheggiante, figlio della retorica della gavetta, dell’esperienza, la stessa che impedisce ai giovani di assumere posizioni di dirigenza a 35 anni, la stesa che tiene gente di 70 anni a governare questo paese, perchè poi la conoscenza delle regole te la fanno durare 30 anni. E’ un alibi. Per infrangere le regole basta infrangerle e punto. Costi quel che costi. Il ‘68 (che io per molti versi critico) conosceva forse le regole? Erano diciottenni quelli che manifestavano, quali regole vuoi che conoscessero…… Certi artisti hanno fatto il loro senza guardare al passato, ovvero lo hanno guardato per piegarlo al proprio volere. Non parlo di rinnegare il passato, dico solo che ci si aspetta, da manifestazioni legate alla futuribiltà, in questo caso di un prodotto, che ci sia una scelta più “contemporanea” e non il solito rieccheggiare ai classici perchè così si allarga la base imponibile del fruitore che, ovviamente, conosce più Magritte che Duchamp perchè l’uomo che vola con il cappello in testa è più carino che un cesso appeso al muro…. Di Magritte non si ricorda mai l’immagine della pipa ad esempio ed altre cose superiori…… Tradizione è tutto ciò che esiste in fondo. E per innovare devi partire da ciò che esiste. Ma non posso innovare se il mio riferimento pubblicitario è un’immagine datata. Pistoletto e Magritte sono geni dell’Arte. OK. C’è altro.
Ma si fa per chiacchierare ovvio. Ognuno poi la pensa come vuole……
Certo però che se la jaguar fosse stata fucsia………..
p.s.: la E-type è stupenda, ma quando fai una curva ti ritrovi nel fosso. Trazione posteriore e peso tutto sull’anteriore….. roba da FIAT anni 70
Grazie
February 21st, 2008 at 1:18 pm
p.s.: e poi con quello che mi danno per la XJS mi compro una Matiz…. eheheh
February 21st, 2008 at 1:48 pm
p.s.: #3….sull’euro non posso aggiungere altro perchè le fonti da cui ho tratto quelle cose tanto dicono e, per quanto mi riguarda, “di più nin so”. Giulia e Dama ci hanno poi integrato con le loro osservazioni. Se però ci sono spiegazioni ulteriori da dare, chi ce l’ha le metta. Sempre che sia di utilità al blogghe.

Una chiosa che non è una chiesa: la jaguar non la considero un’opera d’arte. O almeno non quella lì. La mia ottusità mi ha portato a non pensare che in un sito di roba d’arte (o almeno ci si prova) il commento potesse riferire tutto all’auto e non al resto, come invece logico per chi vi lavora.
Per me è naturale avere quell’auto, come è naturale parlare di arte o di altro. Non pensavo facesse impressione e non pensavo che si possano ancora mettere in relazione le idee ed i comportamenti con gli oggetti e gli abbigliamenti. Non ho mai detto di essere un noglobal e di andare in giro in bicicletta vestito con l’eskimo (si scrive così?). Ma le cose che ho detto, per alimentare i dibattiti, sono cose che penso e che derivano da ragionamenti o semplici intuizioni. Forse per alcuni sbagliate. Per altri no. Leggendo più a fondo, ma credo che veramente si abbia ben altro da fare, le cose che ho scritto, dopo un po’ si capisce che l’ottovolante diventa un sette e forse un seivolante ed alla lunga un unovolante (un flyingone) e le cose che sembrano contraddirsi invece sono aspetti diversi del medesimo pensare. Basta dislocarsi un po’, spostarsi un po’ di lato… oppure basta leggere più a fondo nelle cose di tutti…. eheh
February 21st, 2008 at 5:07 pm
p.s.:#4 brain storming vuol solo dire “scambio di idee” eheheh
February 21st, 2008 at 7:40 pm
Uno dei miei artisti rinascimentali preferiti è una donna, ovviamente Artemisia. Non è molto conosciuta, forse perchè donna, ma a me piace un casino, così vigorosa e luminosa! Adoro Caravaggio: irriverente e complesso, sempre in constrasto con l’autorità. Adoro Vermeer così rarefatto. Adoro Renoir: così dolce e vitale. Adoro Picasso, drammatico e controverso (una volta ho avuto un attacco di semi-follia di fronte a un suo quadro, uno spettacolo vedermi urlare, tremare e balbettare e semisvenire). Quando penso a Dalì mi viene in mente la poesia di Montale sul meriggiare: sognante ed immerso in un mondo tutto suo. Che dire delle incisioni di Blake?Della “pazzia” di Kandinskij (spero di averlo scritto bene!)? Del rifiuto del mondo moderno di Rousseau? Del “lussurioso” Rembrandt? Del delizioso Botticelli? and so on.
A me in realtà piacciono quasi tutti gli artisti, perchè ognuno di loro è un unicum e lascia qualcosa di sè nei quadri e così quando ammiri le loro opere scruti in realtà nella loro anima. Il mio rapporto con l’arte è molto sentimentale e passionale, irrazionale quasi e ci sono dei quadri che ho visto che mi torturano deliziosamente l’anima magari a distanza di anni. Non sarò molto tecnica ma che ci posso fare…
February 21st, 2008 at 10:19 pm
Rieccomi a voi…
Danilo, tu in particolare, scusami per la scarsa reattivtà che ti dimostro rispondendo “con calma”, ma purtroppo non sono sempre a portata di connessione…
Assecondando un mio difetto, ti rispondo partendo dal tuo ultimo intervento, e poi a salire…anzi, dalle ultime righe del penultimo, e poi…otto, nove, diecivolante pure!! (Non sono bravo, o non hai voluto cogliere, ma era stato scritto con accezione positiva…insomma, mi era pure scappato il complimentone a Danilone!) [Posso chiamarti Otto?! come Beppe per Lupo Alberto?!
]
Dislocandoti un po’ di lato, anzi di sotto, avresti visto che lo scambio di idee da te citato a spiegazione appariva qualche riga più in là nel mio intervento: quello scambio, quel confronto che tu stesso citi nel tuo blog (leggendomi a fondo, avresti colto che prima di risponderti mi sono documentato su di te attraverso ciò che scrivi: da “le (mie) regole di vita” ho tratto la citazione sulla Tolleranza, da altri tuoi interventi gli altri virgolettati…insomma, non solo mi sono dislocato, ma mi sono pure slogato…un polso a furia di cliccare per rincorrerti…Otto, su!) era ciò che intendevo sottolineare con “fa impressione”. E’ stato un modo spicciolo per arrivare al punto, ma purtroppo sono così: a volte mi lascio trascinare da idee ed emozioni e perdo in chiarezza. Intendevo dire che con ciò che scrivi, dici, dici di fare e pensare crei delle aspettative: soggettive, opinabili, illogiche magari, ma dai un messaggio di te (come ognuno di noi…) che va oltre idee, comportamenti, oggetti e abbigliamenti.
Piccola chiosa, che non è una chiusa: idee, comportamenti, oggetti ed abbigliamenti sono correlati eccome, soprattutto se è vero ciò che dici, cioè che ognuno di noi è poliedrico (diamo insieme vita alla “Trigonometorica”?! riusciamo a fondere trigonometria e Retorica come se piovesse…oh, rispunta lo storming…;-)), composto di svariati aspetti che lo caratterizzano, attraverso idee, scelte, cibi, abbigliamento. Perché non devo pensare che ti caratterizzi di più un ulster giallo piuttosto che un eskimo (neppure io so bene come si scriva…) verde?! E da ciò, penso anche che vi sia stato un motivo per cui tu abbia scelto proprio quello giallo (io, ad esempio, ne posseggo uno grigio chiaro, in herringbone twill), ed immagino, dato che per te è naturale parlare e fare Arte, che pure la tua Jaguar sia per te qualcosa di simile ad un’opera d’arte. Non parlo di emissioni, né di prestazioni, ma di emozioni: se potessi, mi riempirei i garage con Aston Martin DB5, Jaguar E, TVR, Morgan e Mercedes SL Roadster del’64, e la tenuta in curva sarebbe l’ultimo dei miei problemi!! Parafrasandoti, mi da più emozioni una Jaguar E o una Yaris con l’ESP?!
Ecco qui forse avresti dovuto leggerci un po’ più a fondo, perché se abbiamo parlato della tua Jaguar o di altro, era forse per spiegare, o tentare di capire, le idee che avevamo: anche noi scriviamo interventi dopo averci ragionato o in base ad una semplice intuizione. A volte si chiacchiera proprio per dipanare dubbi, o per mettere alla prova (anche per noi stessi) le idee che ci appaiono non ancora nitide. Non per fare gerarchie o classifiche, ma proprio per quello scambio di idee tempestoso e cervellifero…(ti va meglio questa simil-traduzione?)
[E con questo mi sono dislocato rispetto al pericolo "fuoritemistico": La chiacchera tra amici come arte maieutica, o "del come nasce un progetto"...Yeah!]
Tornando a bomba (?!), “Sono su siti esteri e quindi devo rivolgermi anche a quel pubblico. Vicevrsa se parlo con te è inutile dire flagship no?” Hai ragione, e capisco in parte il tuo pensiero, ma anche qui mi sono lasciato prendere la mano perché comunque il “barcode” appariva accanto alla tua biografia completamente in italiano, e ad altri scritti totalmente in italiano. Dal canto mio, ed esulando dall’ambito dell’Arte, ma pure da quello dell’arte, credo che non sempre si tratti di rinuncia culturale: un’altra mia Professoressa alle superiori (Italiano e latino questa volta) diceva che ogni cosa è nuova al suo tempo. Tu dici computer (pc magari) o calcolatore (elaboratore) elettronico? E-mail o posta elettronica? Non credo che questi (casi banali, ma prendili come trigonometorica…) siano esempi di rinunce culturali, appiattimenti, ma solo di abitudine e rapidità, sintesi ed efficacia…insomma, non è un buon pennello che fa di te un artista, ma come lo usi: e, a mio avviso, questo è uno schema applicabile anche altrove. Hony soit qui mal y pense, o per citare un artista, Goya, il peccato è negli occhi di chi la guarda, riferito alla sua Maya Desnuda.
Arte…geni…c’è dell’altro…d’accordo: con questa frase però ogni scelta può essere corretta o tremendamente sbagliata. Ti do piena ragione quando dici che nella maggior parte dei casi Magritte=uomo-con-bombetta/mela (personalmente sono stato colpito - alle medie quando i miei mi portarono ad una mostra del buon Renato - dalla Fata Ignorante, da Prospettiva, ed ovviamente dall’Impero delle luci…culminando con Ceci n’est pas une pipe, davanti al quale sorrisi ammirato…e per il quale ora me la fumo la pipa!), ma se dai per datato quel dipinto per poi proporre Rauschemberg o il più datato Duchamp, allora mi perdo sul tuo sedicivolante… Insomma, “Ars gratia artis” e morta là!
Et voilà…dopo aver chiarito (?!?!) il mio pensiero cedo penna e calamaio: Otto, mi raccomando, spero soprattutto di aver chiarito la mia simpatia per te e il mio voler capire e scambiare idee! [Non ho ben compreso infatti qualche tua riga che sembrava essere quasi una frecciatina, cosi' ho dato più peso alle faccine che ridono...right?! :-DDD ...dai, Otto, scherzavo abusando di british style...ancora?! ;-)...]
February 22nd, 2008 at 12:22 am
Grande Dama!
Apprezzo molto il tuo intervento: ciò che intendevo, sull’Arte come sul brain storming, sul lavoro come sulle auto, è proprio questo!
Ognuno degli artisti che hai citato ha qualcosa da dire - che pensi di Boccioni? e di Morandi? Lichtenstein? Johns? (con Warhol, Magritte, Caravaggio, Rembrandt, Rubens, Carlevarijs sono tra i miei preferiti…) - se tu hai voglia e predisposizione per ascoltarli…o meglio, ognuno di loro si riflette sulla tua sensibilità e ne fa uscire armonie, concetti, emozioni, pensieri…o solamente “serena” ammirazione!
In parallelo, ogni cosa che dico, faccio, mangio, indosso o distruggo parla di me: se confronto tutto ciò con quello che proponi tu ne nasce un dialogo…e via via fino ad un coro, magari cacofonico, magari celestiale…
p.s.: pure io, come vedi, non sono tecnico…ma tant’è…
p.p.s.: ho trovato questo aforisma di David Hume: “La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla”…cade a fagiuolo…hai una bella mente Dama, da ciò che ho già letto qua e là…
February 22nd, 2008 at 1:30 am
@Stefano é vero Dama ha una bella mente…… sempre precisa, ogni sua parola denota uno spessore ed una elasticità mentale. Forse i suoi sono spesso tra i migliori commenti. Non sono una che elargisce facilmente complimemti, anzi sono una rompiscatole che fomenta…..
Comunque si é tutto vero l’arte, a prescindere dai suoi colori o dalle sue forme ha una strabiliante forza: quella di riuscire a trasmettere vibrazioni, di riuscire ad emozionarti, a non stancarti mai di rimanere incantati difronte ad una bellezza che non invecchia nei secoli e che dietro a quelle forme esteriori si nasconde sempre un significato intenso, una vita trucida o sofferta. Spesso l’arte é sofferenza, ma non nell’accettazione negativa che generalmente intendiamo. La sofferenza di un artista é spesso data dal riconoscere la propia sensibilità messa a nudo, riconoscere il se stessi. Riuscire solo per un istante ad esprimere questo esprit é di per se grandezza. Non so perche ma tutto questo discorso mi evoca Munch che forse racchiude tutto il suo disagio e la sua grandezza nell’Urlo o coloratissimi dipinti di Frida Kahlo, che con il suo colore appunto sprigionava una vita intensa, fatta di trasgressioni e sofferenze anche. Adoro La mia Nascita…… l’arte resta sempre una luce nella vita di ciascuno di noi, é un atto d’amore grande da parte di un artista. Vedere quindi spesso come alcuni artisti si autoesaltino o denigrino l’opera altrui, non so non comprendo questo atteggiamento dissonante……
February 22nd, 2008 at 10:19 am
Giulia, rompiscatole fomentatrice (per me sei “solo” simpatica e frizzante…in quanto aretina poi godi della mia simpatia “a priori”!!), buongiorno!
Anche con te parto dal fondo: è un discorsone immenso e senza confini, ma forse l’atteggiamento che descrivi quegli artisti lo hanno perché sono del nostro tempo. Ora più di qualche anno, decennio, secolo fa arte-artista e mercato-marketing sono molto correlati…senza parlare di critici-investitori: questo, inevitabilmente già abbassa i toni. Un artista non ha solo l’obiettivo di emozionarti, di raccontarti storie e impressioni, di rapirti e donarti attimi estatici ed intensi, di scavare nel tuo io e portare a galla ricordi e stati d’animo, ma deve anche mangiare, vestirsi, fare vernici, contattare gallerie, gestire siti, andare in vacanza, insomma…vive a contatto ed immerso in un mondo che non sempre è “artistico”. Da ciò, credo che pensando all’artista come ad un uomo - sfaccettato, poliedrico, contraddittorio, incoerente…”ma anche” molto altro… - e non come ad un’entità, potresti capire queste dissonanze: ed in fondo, te lo dico un po’ a malincuore. Anche per me l’Artista è un essere superiore…ma che a volte si presenta così “normale”… Ho avuto la fortuna di incontrare e dialogare con alcuni artisti (tra quelli che piacciono a me, ho “chiacchierato” con Giovan Francesco Gonzaga, Ugo Nespolo, Antonio Nunziante, Antonio Possenti…): ebbene, da loro ho sentito emanare qualcosa che mi ha trascinato nel loro mondo, riportandomi poi nel mio più ricco (ma con uno di loro anche con il conto più leggero…) e appagato. (Forse anche perché li guardavo, li ascoltavo con gli occhi abbaccinati di un fan…) La stessa sensazione non sono però riuscito a provarla con altri: “più” artisti, “più” bravi, “più” geniali ed intellettuali…ma molto meno ricchi di emozioni. E forse questa potrebbe essere una chiave di lettura: artista non è solo chi fa Arte, ma chi in qualche modo cerca di viverla. Le emozioni che ho provato leggendo qualche intervento di Dama mi fanno pensare alla poesia; checché se ne dica, i candelieri in fibra di carbonio mi esaltano come fossero futuristi - alla Marinetti - perché coniugano l’eleganza e l’intimità di una candela con l’azione richiamata dalle prestazioni del materiale; sono appassionato di orologeria, ed ammirare le complicazioni di un meccanismo mi rapisce perché penso a come - con ruote dentate, bascule e rinvii - un uomo cerchi di dominare il tempo, cerchi di rendere un concetto infinito in uno spazio finito; appassionato di cucina, contemplo (e qualche rara volta fortunatamente assaggio) piatti di Chef famosi pensando non solo al mio panciotto, ma cercando di capire cosa significhi “l’interpretazione” che di quel piatto è stata data…
Giulia, insomma, la bellezza è negli occhi di chi la contempla…non solo in quelli degli artisti…
A presto,
Stefano
February 22nd, 2008 at 11:38 am
Bell’intervento o, come dicono qui, bell’interventi! eheheh
Ci deve essere qualcosa nel mio modo di esprimermi cha fa trapelare una sorta di astiosità o durezza che io veramente non ho. Anzi,mi diverto molto a scrivere e rispondere. Ma forse il vivere a Nord di molti, fa sì che gli atteggiamenti vengano sempre presupposti combattivi e cattivi o incazzati (d’altronde al Nord ce l’hanno duro si sa).
Stefano: ho compreso benissimo certo spirito del tuo intervento, che in fondo voleva da un lato esaltare la grandezza di tempi automobilistici cui dobbiamo molto e dall’altro la necessità di non cancellare la cultura che ci ha portato ad oggi. Io sono d’accordo con te in toto. Ma vivendo spesso in ambiente artistico, anche sui blog che tu frequenti e sai (l’avevo capito che avevi letto, mica sono tordo), spesso do per scontate cose che magari in altriambienti non lo sono e qui nasce l’equivoco. E l’equivoco della jaguar era che se mi si chiede se nel sito dove sono esposte le mie cose (non so cosa siano e che valore abbiano, così “alcuni artisti si autoesaltino o denigrino l’opera altrui” sono serviti, ci sono altre opere d’arte io, da povero ingegnere schematico quale sono ogni tanto, capisco:
1) la jaguar è un’opera d’arte e mi si chiede se ne ho altre? (ma come faccio ad averne altre, mica sono collezionista). Primo equivoco perchè chi mi legge non sa se sono morto di fame o se sono un collezionista di auto. No. Non ne ho altre e ho messo quella foto in uno spazio libero dove ci si mette ciò che si vuole, compresi i propri gatti ecc, magari per divertimento…..
2) la jaguar è un’opera d’arte e, pur vedendo i miei quadri sopra, mi si chiede se ne ho altre, quindi le mie cose non lo sono.
Scherzosamente rispondo come hai visto. Ecco gli equivoci. Noi artistigiani siamo un po’ suscettibili (come gli aretini, ma loro sono giustificati perchè non hanno il mare e quando vengono in costa affogano) sulle nostre cose e tu lo sai bene perchè i grandi artisti che hai citato e quelli che hai conosciuto (grande Nespolo, grande Possenti) conservano caratteristiche proprie di irritabilità orgogliosa e narcisista (Possenti meno) proprie del nostro mondo.
Sui grandi storici tanto di cappello. Ma Rauschenberg è vivo e le sue cose non solo sono contemporanee ma vanno oltre il presente. Non voglio fare nomi dei quotati attuali (Hirst, Beecroft, Fritsch e via così) perchè forse troppo specialistici ma, consentimi di dire, credo che sostituire l’utilizzo commerciale di Magritte con quello di autori come quelli da me “invitati” lo ritengo un fatto contemporaneo e non uno squallido specchietto per allodole commerciali. D’altronde la fotografia di marketing è funzionale a quest’ultimo e quindi se richiama elementi “diffusi” nella conoscenza del pubblico è tanto meglio per il prodotto.
Poi sugli autori famosi e classici ognuno la pensi come vuole. Ciò che credo io ha poca importanza ma, come ho scritto in uno di quei blog citati da te, l’Arte è altrove, è sempre altrove, deve essere altrove. Enon passa giorno che io (come altri immagino) non mi interroghi sull’identità e la coscienza contamporanea di ciò che faccio, e spesso non ho risposte. Che però non mi vengono date (non mi sono mai state date) dai merletti ruffiani (i merlettiiiiii non qualcun altro) di Renoir, ad esempio. nel passato abbiamo avuto moltissimi grandi pittori ma, per uno che pensa che l’Arte sia metafora, è meno facile trovare autori del passato che nell’esercizio della propria Arte abbiano voluto trasmettere messaggi concettuali e non solo nuove tecniche pittoriche. caravaggio, appunto, era un concettuale (oddio adesso mi linciano) perchè nell’utilizzo della sua tecnica eveva l’intenzione di comunicare l’umanità dell’essere religiosi e quindi le sue madonne erano donne di strada, ma erchè veramente anche la Madonna in fondo (per chi ci crede) era una di noi, magari bruttina. L’Arte è sempre altrove. E’ ricerca e emancipazione dallo strumento pittorico e tecnico. Arte è poesia. E’ musica. Arte è pensare e raccontare. Arte è anche condensare qualche pensiero profondo in queste righe bianche sul fondo nero carbonio che dopo un po’ ti stronca gli occhi.
Come dici tu, ogni scelta può essere contemporaneamente tremendamente giusta o sbagliata e questa è Arte. Da sempre. Continua diatriba tra acclamazione e disperazione, tra riconoscimento e svilimento. Bacon smise di dipingere per anni. Caravaggio fu rifiutato da molte botteghe (accademiche, eheheh). Brancusi dovette far difendere il suo “Uccello nello Spazio” perchè si dimostrasse opera d’Arte e non qualcosa d’altro (cosa mai avrebbe potuto essere, uno scovolino da bagno?) e via dicendo.
Inutile avanzare pretese di superiorità nella scelta dei “propri” artisti. E’ un giro a vuoto e neanche di ottovolante. E’ uno zerovolante che non porta altrove. Viceversa è utile portare avanti le proprie considerazioni critiche sull’utilizzo delle rappresentazioni artistiche.
Il mondo dell’Arte è complesso, ed è fatto di mercato, di critica, di gallerie, di artisti e simili. E tutto risente della circolazione viziosa dovuta ad un sistema chiuso e troppo economicizzato.
Ci sono artisti normali che ti emozionano con le loro opere e basta, perchè introversi e quindi l’arte è strumento tecnico per la loro emancipazione. Ci sono artisti in toto (Dalì?) che fanno della loro vita una missione e coinvolgono ogni senso coerentemente al loro pensiero. Ci sono artisti e artisti. E ognuno ha la sua dignità.
Io mi sono fatto fare un Casentino giallo perchè amo i colori e non perchè così è più visibile. Fatti degli altri se preferiscono ingrigirsi o annerirsi o beigirsi. Può darsi che a cstoro il grigio doni. A me dona il sentirmi colorato. E’ anche un modo per contrastare la depressione costante che mi tenta spesso….. Mi è naturale. pensate che volevo farmelo fare fucsia, ma mia moglie ha posto il veto. E così l’auto. Non sono prodotti studiati di una strategia di marketing ma emanzaioni inconsce di traumi infantili che mi hanno portato ad essere così…
Adoro le Aston Martin, le Merceds SL, ma l’altro giorno in versilia ho incocciato (nel senso di incrociato) un’Audi R8 e, sinceramente, pur non condividendo la cifra che occorrerebbe spendere per averla, mi è sembrato di sentirmi vicino allo spirito di quelle auto. Vedete, è una quesione di spirito, non di immagine o soldi. Si può spendere per un cappotto esclusivo ed entrare a comprare una finta pashmina fucsia dai cinesi (tanto quele dei negozi sono uguali). Spirito ed improvvisazione. occorre sempre perdersi, anche in ciò che semnbra illogico, per ritrovarsi, altrove, dislocati, traslati nei sedici e nei trentaduevolanti o comunque nei 2 alla enne volanti…….
February 22nd, 2008 at 11:46 am
p.s.: una chiosa che non è una chiasa (non vuol dir nulla ma stiamo finendo le vocali, ti lascio la “i”): regola vorrebbe che i termini che descrivono cose nate altrove possano essere conservati nella propria lingua, appunto pc che (figuriamoci) non è nato in Latinia (Italia) o leasing (che è un semplice pagare per non avere in proprietà nulla, caratteristica molto Italy ma mi rendo conto che “fregatura legalizzata” farebbe poco chic alla Bocconi…) o appunto Franchising (Chinaising) o altre cose del genere. Insomma, capito il concetto e la regola.

Dove si può, invece, secondo regola si dovrebbe. Ciò che mi urta è che per fare figo si traducono a rovescio anche cose da noi ormai consolidate, tipo weekend, brain storming, wayout, escape, e termini finanziari collegati e un’infinità di menate inglesiste. Lo so, dal PIL e dal debito che abbiamo dimostriamo di avere tantissimi scmabi commerciali con l’estero e quindi tali termini sono più che giustificati……….
Per i miei quadri, nell’ultima mostra sui cartellini c’ho scritto la traduzione in italiano. Confidence Injection l’avrebbero (giustamente) interpretato come iniezione di confidenza o confidenziale invece del suo reale significato che è “Iniezione di Fiducia” rapportato a ciò che vi è rappresentato. Quella è Arte, cacchio!!!
eheheheh scherzoooooooooooooooooooooooooo
February 22nd, 2008 at 11:48 am
sigh avevo postato un bell’intervento di risposta e mi è sparito sostituito dalla chiosa….uff non lo scrivo. parlavo di Arte, di auto e di come in fondo gli artisti vanno presi per ciò che sono….
Uff……
:-((
February 22nd, 2008 at 12:01 pm
ok ora va bene
February 22nd, 2008 at 6:03 pm
@Srefano
ti ringrazio per la simpatia che mi offri e che contraccambio. Anche tu sei moltosimpatico….. Forse il mio essere frizzante spesso ha preso il sopravvento su dei concetti che volevano essere molto piu forti, complessi….. Forse il mio essere frizzante viene spesso confuso con superficialità o piccole provocazioni….. se non si ha originale poesia verbale arricchita da ipocrisia, sai come va….. Sono una di quelle persone che non conosce sfumature: o bianco o nero, però sempre coerente con i propi principi e sensibilità. Sempre (quasi) e ovunque. Difficile vivere così…… Provengo da una realtà dove l’ industrializzazione orafa ne ha fatto una roccaforte, pensando che l’arte che ci accompagna nella quotidianità fosse ( e sia tutt’ora) un’optional. Abbiamo dato patria a Guido Monaco, a Petrarca, a Michelangelo, al mitico Pietro Aretino, al grandissimo Mecenate, i Dalla Robbia e tanti altri… eppure la cultura non ha inciso, tradizionalmente parlando in questa città. Siamo sempre stati un passettino indietro. Ho dei ricordi di mio padre in azienda, quando lavorava. Il suo ufficio, non sapeva nemmeno che esistesse, se non per le riunioni importanti o il collegio sindacale. Altrimenti l’ho sempre trovato al suo tavolaccio di legno, ancora li presente, dentro la fabbrica. Ho dei ricordi di quando ero alle medie di mio padre a quel tavolo. Stava delle ore intere a disegnare macchinari. O mia madre a disegnare modelli nuovi di gioielli, o catene. Vederli ragionare con i nostri operai su come migliorare i particolari e mettere in pratica l’opera finita. Mio padre, mi ha sempre detto che vedrmi laureata sarebbe stato il suo sogno, ma non una costrizione. Avrebbe preferito
allora una figlia libera culturalmente. Avrebbe preferito vedermi rispettosa e culturalmente libera in fatto di arte fine a se stessa, piuttosto che plurilaureata e con tanto di snobbismo. L’umiltà è al primo posto, e l’umiltà ed il rispetto verso l’arte non è abbassare la testa ne tanto meno vantarsi della propia cultura. L’arte delle vita e dell’essere umano insegnano in questo. I miei genitori non sono laureati, ma li adoro ugualmente per cio che mi hanno insegnato anche in fatto di arte e cultura.
Cmq ora come ora, non credo che parlare di sentimento in arte sia cosi scontato sai. E parla una persona che con l’arte ha niente a che fare. Forse l’unica dote che mi ritrovo é la scrittura. Ma a parte la mia sensibilità nello scrivere articoli e poesie che in qua e la mi pubblicano, non significa che io abbia una concezione dell’arte o che possa comprenderla. Non significa che io voglia campare della mia arte, no anzi, delle mie qualità. Le mie poesie sono mie, i miei articoli forse sono solo per gli altri. Come non penso che lasciare dei commenti su di un blog possa realmente stabilire chi sia un artista, un estimatore, un critico…… Qui é tutto troppo virtuale….. in tempo (quasi) reale possiamo comunicare tra noi, scrivere pensieri, aneddoti, esperienze di vita e professionali, decantare le propie preparazioni culturali…… ma esiste sempre un mondo là fuori che, a prescindere se sia buono o meno, é meglio del virtuale….. Stabilire quindi in contenitori informatici o piu tradizionalmente cartacei cosa sia emozionalmente bello e brutto, lo trovo degradante per l’arte stessa, di per se.
Ho un corso di laurea alle spalle in lettere e ad ogni esame se un docente esigeva 6 libri per l’esame io ne studiavo almeno due in piu per cavoli miei, perche magari mi affascinava approfondire determinati concetti. Una minima preparazione in arti classiche e contemporanee le ho di base. Ma stare qui a fare nomi, come in molti commenti anche miei ho visto, non mi piace. Cristo l’arte è arte a prescindere dal Vasari o da Caravaggio o che ne so un Fiume o Fontana ( che personalmente mi fa cagare), un Wharol e via discorrendo…… Oggi il problema dell’arte sta proprio nel’uso sfrenato del marketing e del commercio. Oggi piu che nel Rinascimento ai tempi dei Medici O degli Sforza, quando del mecenatismo si faceva anche un uso commerciale dell’artista ( ma in modo piu sano ed intelligente) si hanno certi paradigmi. Oggi se non hai un gallerista bolognese o milanese famoso con che cazzo campi, di pennelli e tele? E se putacaso sei un bravo pittore e scultore che riesce ad entrare nelle grazie di un importante gallerista devi sperare poi le tue opere rientrino altrettantonelle grazie di un famoso critico, Sgarbi compreso, altrimenti cazzi tuoi….. La sofferenza attuale è questa commercialmente parlando. L’altra sofferenza di cui parlavo, caro Stefano, era rivolta molto piu volgarmente alla sensibilità di chi si raffronta verso l’opera d’arte in genere. Ricordo che cmq esiste veramente nel passato storie di grande emarginazione nei confronti dell’artista, il quale si ritrovava a confrontarsi anche con un a politica ecclesiastica e di casate nobiliari, influenzando l’opinione pubblica molto piu che adesso. Adesso anche Cecchini puo permettersi di fare l’artista e campare, anche Madonna riesce a cantare negli studi di registrazione e fare miliardi a palate…… Allora no era differente. Chi sofriva di arte non riconosciuta, soffriva veramente e quella sofferenza la ributtava in maniera eclatante nelle tele o sul marmo di carrara. Alcuni studi in psichiatria parlano proprio di questa sofferenza artistica prendendo spunto da Munch come avevo accennato sopra, o da Van Gogh e Gauguin…. Caro Stfano la penna a te e a tutti coloro interess
February 22nd, 2008 at 6:25 pm
Ehi unovolante fucsia (ma sei Danilo, giusto?) non è carino farci notare gli errori di grammatica che facciamo perchè magari non rileggiamo ciò che scriviamo!
Credo che Caravaggio dipingesse le Madonne come donne di strada ecc. ecc. anche per dimostrare e mostrare quanto fosse vero l’assunto “Dio si manifesta tra gli ultimi, tra i reietti della società” mentre tutti gli altri dipingevano i personaggi sacri come esponenti dell’alta borghesia o della nobiltà dell’epoca. Il buon caro vecchio Michelangelo conosceva bene i bassi, i vicoli, i bordelli ma anche i palazzi, le corti e probabilmente vedeva più “divinità” in una prostituta che era diventata tale in seguito magari ad uno stupro e che veniva stigmatizzata anche dalla Chiesa (all’epoca era così) piuttosto che nel suo stupratore che magari era un nobile che beveva e festeggiava col Vescovo suo amico.
Spesso gli artisti (scrittori, musicisti, compositori, pittori, scultori ecc.) riescono a comunicare soltanto attraverso le loro opere, sono d’accordo, è il loro canale per comunicare con l’esterno. L’anima può rimanere in alcuni casi prigioniera in una sorta di isola deserta e le opere d’arte (in senso ampio) sono dei messaggi in bottiglia che vengono lasciati al mare nella speranza che qualcuno li raccolga e li legga. Questo può far sentire l’anima meno sola.
Credo, inoltre, che un artista sia una persona profondamente sola (in fondo si crea in solitudine) e che consideri la solitudine una compagna di viaggio a volte difficile e pesante ma, per usare le parole della Dickinson, “Sarei più sola senza la mia solitudine” (citazione a memoria, se ho sbagliato correggetemi). Ci sono artisti che più si confanno alla nostra sensibilità e altri meno, altri ne sono estranei e per questo forse è spesso sbagliato considerare un artista superiore ad un altro.
Danilo, correggimi se sbaglio, ma credo che un artista consideri la sua opera come un qualcosa nata da se stesso ma che, una volta creata, assume vita propria, insomma un pò come è un figlio, giusto?
p.s. @ Stefano e Giulia: credo che sulla mia faccia siano passate tutte le tonalità di rosso: dal rosso pompeiano a quello valentino!
February 22nd, 2008 at 10:08 pm
@Antheus: avevo scritto un nuovo post, ma cosa è successo, si è cancellato? Forse è meglio così,alla fine era troppo smielato, però vatti a ricordare tutto quello che ho scritto!
February 23rd, 2008 at 10:58 am
@dama: tranquilla, i post spariscono e ricompaiono… eheheh
quandomai ho fatto risaltare errori di grammatica io? Anche ne faccio a caterbe perchè non rileggo…. boh Forse ti riferisci a “bell’interventi”? Perchè qualcuno aveva scritto così? Ma a Livorno si dice così…. Il qui era riferito a Livorno….mi rendo conto anche che le cose che si hanno in mente, se non le dico non si possono sapere….
@dama e giulia: concordo con voi con quanto dite sull’Arte. Non ho niente da aggiungere che non sia rafforzativo soprattutto sulla posizione dell’Artista e del Mercato, quindi del Sistema.
Solo una piccola cosa (che non è una chiosa): amate l’Arte, soprattutto quella contemporanea. Fontana, che fa cagare a molti, esprime un concetto in quel modo e quel concetto è però un passo avanti nella storia dell’Arte.
Non sempre l’Arte è estetica.
Non sempre può soddisfare palati o pareti.
Non sempre arreda e non sempre corrobora.
Occorre svincolare il concetto di Arte da quello di sublimazione del bello.
Solo questo….
February 23rd, 2008 at 11:30 am
@ Giulia: Grande commento, come al solito!
Cmq è vero a meno che non entri nelle grazie di un gallerista o di un critico d’arte è praticamente impossibile per un artista riuscire a vivere di pennelli e tele ma anche per una scrittrice come te è impossibile vivere di pennino e calamaio se non si entra nel circuito degli editori o di “agganci politici” vari, come spesso hai detto e lamentato. Mio padre spesso mi diceva che un vero artista assurge alla fama che merita solo dopo morto o comunque quando è molto vecchio e credo avesse ragione (tranne rare eccezioni che confermano la regola) forse perchè un artista riesce a vedere aspetti della realtà umana che gli altri riescono a cogliere solo retrospettivamente. é come su l’artista avesse un occhio in più ed anche questo è una fonte di sofferenza ma anche di isolamento per un artista, ricordo una poesia di Montale che parlava proprio di questo (Montale è stato sempre un pò bistrattato ma a me piace molto). Sono pochi gli scrittori, anche importanti, che vivono o hanno vissuto delle loro opere: Shakespeare era un attore, Goethe ministro a Weimar, tanto per citare due giganti. Gli artisti spesso hanno fatto letteralmente la fame, bene hai fatto a ricordare Van Gogh che tra l’altro è morto suicida, o Munch il cui urlo è così straziante che sembra uscire dalla tela per frantumare il mondo che ci ricopre come una cappa. Credo comunque che anche nella musica sia lo stesso tu hai citato Madonna ma fra duecento anni si ascolteranno ancora le canzoni di Madonna come adesso vengono ancora ascoltate le sinfonie di Beethoven ad esempio?
Quando sento parlare di artisti o scrittori o compositori particolarmente quotati ricordo le parole di mio padre e mi chiedo se questi resisteranno alla prova del tempo. Quasi tutti vorrebbero godere della fama in vita (anche se spesso non lo ammetterebbero nemmeno sotto tortura) ma in realtà quanti con le loro opere godranno dell’immortalità e non cadranno nell’oblio? La fama in vita è solo una, come dire, parvenza dell’immortalità a cui in realtà si aspira, o no? Certo fama+immortalità sarebbe il massimo ma il più delle volte il binomio non è possibile. Tra le cose che caratterizzano un artista credo, per questo, che cia sia anche la paura dell’oblio che è figlia dell’isolamento e dell’emarginazione di cui soffrono gli artisti.
February 23rd, 2008 at 11:31 am
@ Antheus: contrordine il post smielato c’è!
February 23rd, 2008 at 1:02 pm
@Dama i complimenti sono sempre ben accetti, prendili però in tonalità fucsia e che ce ne frega a noi degli errori grammaticali: perché una chiosa non è una chiasa…….. Oh vediamo se Danilo vorrà ricadere nella trappola dei miei schersi frizzanti, pittosto che ignorarli saggiamente…… Danilo si schersa, ammesso che tu non faccia sul serio ad ogni piccola provocazione che ti arriva. Lo spirito toscano, dovresti gia saperlo, é anche peggio…….. Alla fine siamo tutti amici e ci vogliamo un sacco di bene qui.
Scherzi a parte, in quanto ad arte trovo che i commenti lasciati vertano tutti alla fine verso un unico concetto fondamentale, anche se da angolature diverse (fortunatamente non ragioniamo a mò di gregge…. ). Insomma tutti quanti commenti buoni e finalmente senza punte di arroganza, ma semmai di umiltà nei confronti di l’arte la fa seriamente….. In quanto citazioni vorrei postare una poesia di Alda Merini, in merito a quanto scritto sulla psichiatria nell’arte (di cui l’Urlo munchiano ne é forse l’emblema, almeno per me):
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
[Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991]
Mi sembra potrebbe venir fuori un buono spunto per un ulteriore approfondimento. A voi la parola, nel caso in cui il tema vi attiri. Buon week end
February 24th, 2008 at 10:31 am
eheheh io faccio sempre sul serio, soprattutto quando mi tocco i cosiddetti se si parla di successo post mortem….eheheheh
Sapete, l’immortalità è noiosa. Preferisco una gioiosa mortalità……..
February 24th, 2008 at 5:38 pm
@Dama/Danilo anzi Ottovolante
certo non campo di inchiostro, carta e della mitica Olivetti. Certo, mi sentirei la donna piu felice del mondo se potessi divenire cronista (con tesserino da professionista….. tanto ambito quanto irraggiungibile) per un quotidiano o settimanale, piuttosto che continuare a scrivere pezzi a gratis o mal retribuiti…… o continuare a riempirmi la pancia di stage presso piccole case editrici, emittenti radio o agenzie di comunicazione…. ovviamente da ritenere queste tutte attività secondarie rispetto a quello che è il lavoro che materialmente mi offre da campare quotidianamente…. Schiettamente parlando non si campa di gloria…. L’editoria italiana ed il mondo librario in genere hanno dei meccanismi paradossali e complicati da comprendere e gestire anche per chi ci vive dentro. Il sistema editoriale, come quello discografico italiano (ormai quasi scomparso. Vi ricordo il caso Ricordi venduto ai tedeschi o tutte quelle etichette scomparse, che hanno fatto storia…. Forse la Sugar si salva tenendo il monopolio assieme a Sony), sono come l’equazione: Galleria/ Critico d’arte/ Raccomandazione = Potere / Marketing /Guadagno.
Preso atto di ciò, domando a me stessa:” io che posso farci, come posso combattere da sola?”….. Sicuramente non sono stata sufficientemente caparbia e le mie qualità non saranno geniali quanto tanti altri giovani in circolazione e che cmq sia continuano insistentemente, ma da soli contro questo plotone da armata imperiale cinese? Non Voglio fare vittimismo o compiangere chi non riesce a sfondare nel proprio campo di appartenenza, ben inteso. La situazione però è questa: esistono autorità che hanno il potere di osannarti se sei appoggiato da qualche nome altisonante, quanto stroncarti le gambe e cancellarti dal mondo editoria, musica, cinema, arte in genere….. Non è facile nemmeno per i giovani portatori di un nome importante e quindi notoriamente conosciuti…… Tutto questo non mi crea sofferenza ma irriverenza e rabbia si, come è umanamente concepibile.
Fare arte o cultura in genere, porta sempre con se i paradossi di una società. Fontana con i suoi strappi sulle tele indubbiamente creò molto scalpore (anche se mi pare che Picasso fece la stessa cosa prima, pur appartenendo ad un altro movimento), dando origine al movimento spazialista. Poi c’è Montale (si eccellente, per cartità….. ma forse un Mario Luzi il nobel se lo meritava di piu), anche se un Quasimodo o un Ungaretti erano poeticamente superiori secondo i miei gusti. Oppure ancora la metafisica di De Chirico, che senza manifestazioni eclatanti di avanguardia, aveva molto da dire. Insomma, tutti questi signori hanno raccontato il mondo attraverso la loro arte. Altri, con vite meno felici, come Munch o i gli appartenenti al decadentismo in genere, hanno visto nelle loro sofferenze una forma di arte attraverso la quale combattere e riemergere. Durante la vita di questi artisti esistevano alla fin fine delle correnti alle quali appoggiarsi. Ora avanguardie e movimenti artistici non esistono pressoché piu, tutto definito post moderno o post industriale……. o piu semplicemente raccomandazione/conoscenze/parente di……. L’arte non genera piu arte nei suoi valori e i giovani artisti sono buttati in un gran marasma….. Del resto creare caos genera ignoranza, l’ignoranza genera maggiore potere e piu facile gestibilità delle persone da parte di chi ha l’autorizzazione….. Per quanto riguarda al lato esteriore Platone dichiarava: “Non è bello cio che è bello, ma è bello ciò che piace”.
February 25th, 2008 at 11:24 am
Non sempre piace ciò che è “bello” e non sempre è “bello” ciò che piace.
Non sempre il “bello” ricerca il piacere e non sempre il piacere deriva dal “bello”.
Ciò che deve essere bello è l’essere aperti alla comprensione e non alla semplice fruizione.
Comprendere è “bello”, guardare non lo è.
Dietro alla comprensione c’è la ricerca, ma basta anche la sola attenzione o il desiderio di fondersi nell’ignoto.
L’Arte non genera -ismi perchè non può più farlo. La società è multicentrica, ogni -isma (o -ismo) è di troppo. L’artista vede nel marasma la propria contemporaneità e ne trae spunto. Ogni ordine è sovvertito. Ogni regola negata. Il Disordine è la regola. Il Caos genera però anche diversità, capacità di reazione, capacità di elaborare pensieri. Ogni Artista è solo con se stesso.
“Play it again Jerry”
Jerry armeggia con il sassofono come una pornoattrice esperiente con il suo fallo di turno. Jerry viola ogni Legge di gravità sonora e deriva le note di Body and Soul riempiendo le pause con riff di biscrome in trequarti e un po’….
Jerry guarda il pubblico che lo applaude. E’ il suo mondo ed è lì per questo. E io guardo te, jerry, volare con il tuo Tenore sulle ripide impossibili di Cherokee e ti penso tra un’ora, quando tutto questo sarà silenzio e luci spente e tu, nuiorhechese in trasferta, tornerai con la custodia del tuo sax all’albergo cheè lì, di fronte al porto, da solo con i tuoi pensieri e l’eco di ogni applauso nelle orecchie allenate.
Sarai solo anche tu Jerry. Tutto sarà finito. Sarai quindi solo con i ricordi e con il tuo sax.
Ed io sarò solo ogni volta che penserò all’Arte. Ogni volta che affronterò una tela bianca e il mondo oltre il cavalletto, sarò solo nell’immensità del mio pensare e nei limiti occlusi dal telaio.
La solitudine dell’artista è lo spazio creativo oltre il quale l’arte è solo immagine.
“Play it again Jerry”. Suonalo ancora una volta e poi il sonno, perchè il tuo mondo intorno è fatto di note e il mio di colori, ma in fondo siamo soli, con i nostri suoni colorati, con le nostre tinte rumorose, siamo soli, in fondo…..
February 25th, 2008 at 11:43 am
p.s.: Jerry è Jerry Weldon, da New York…….
February 25th, 2008 at 8:18 pm
@ottovolante
Ti rispondo qui su Toscani. Nessuno discute la grandezza di Oliviero e del suo operato riconosciuto (anche con premi ed incarichi di altissimo prestigio) universalmente. Con lui ci sono state delle rotture con un mondo della comunicazione che necessitava di grande novità e fermentazione.
Rimane pur sempre una ricca fonte di esperienza e un vulcano di idee al quale attingere. Un grandissimo esempio per tutti coloro che vogliono intraprendere il mestiere del comunicatore. Per questo merita ammirazione e rispetto. Però poi ha deviato un attimino troppo….. si è purtroppo fatto prendere la mano dal sistema che lo circonda, come spesso accade a molti grandi…oggi piu che mai. Credo che le arti visive (la fotografia, la pittura ed il cinema muto nello specifico) abbiano nella loro mancanza verbale di suoni un significato evocativo ancora piu dirompente emozionante all’ennesima potenza. Il silenzio apparente di una immagine sa destabilizzare, shockare, enfatizzare la diarrea verbale che affligge il mondo attuale (il mondo dei cellulari, delle tv digitali/terrestri/extraterrestri, dei satelliti……). Quindi, se Toscani avesse avuto l’idea di fotografare (come solo lui sa fare), adesso con il carico di bagaglio culturale che ha, ciò che accade nei Paesi dove esiste la pena di morte, avrebbe dimostrato molta umiltà intelligenza e avrebbe potuto dire: “Signori cari, anche alla mia età non piu giovanissima si può culturalmente trasgredire senza offendere. La realtà che vi comunico è questa. Non mi interessano i dibattiti radiofonici e tendenze di partito o istituire un laboratorio per giovani ricchi…. “. Avrebbe fatto una grande cosa.
Sulla citazione di Platone, non se se hai dato una tua riflessione personale e casuale, ma a grandi linee era pressoché ciò che Platone riteneva sull’arte.
Per tutto il resto credo che il caos di cui parli sia molto baconiano. Nell’era della comunicazione piu sfacciata e insistente è tutto sottilmente mascherato. Con la scusa di far credere alla gente di avere potere cambiando continuamente canale (lo zapping), di poter leggere infinità di giornali, saggi, periodici si regale l’illusione di una possibilità di mantenersi costantemente aggiornati e ascoltare piu voci….. dal vestirsi canonicamente con determinati colori o linee all’avere libertà scegliersi uno stile proprio. Ci vendono un sacco di miraggi. Facci caso, nell’arte come siamo messi? Se è vero che sono i galleristi, gli editori, le case discografiche che monopolizzano il mercato e i gusti della massa, come pensi che un’artista sconosciuto abbia la possibilità e libertà di espressione che tu dichiari. Non tutti gli artisti hanno questa gran fortuna, sai. Siamo passati vorticosamente dal dettare dei canoni ferrei (dando però piu spazio anche provocatorio agli artisti. Vedi i Futuristi) all’esatto apparente contrario. Caos totale, ma molto piu dittatoriale di 200 anni fa quando il marketing non esisteva nemmeno come vocabolario. Si dovrebbe rifare “Non ci resta che piangere – Atto II”….. Peccato non ci sia piu il grande Troisi.
February 26th, 2008 at 12:19 am
Eccomi, eccomi…sono tornato!!
Scusate il ritardo, ma purtroppo sono stato lontano dalla tastiera durante il weekend (
Ottooo, sono tornatooo!!!)
…ma non temete, ora recupero pure l’arretrato.
Otto, mi perdonerai se per dovere (?! è più un piacere direi!) di Cavalleria inizio a rispondere alle Signore del Blog…
>Giulia:
) resti comunque tra i riempipista della classifica della mia simpatia…in qualità di Aretina mi rimarresti simpatica pure se mi dicessi che l’arbitraggio di Juve-reggina è stato giusto…beh…dai…no, forse esagero…cmq, non osare neppure eh?!?!
) interiore, inadeguatezza verso la realtà, sensibilità oltre la media (sopra o sotto…non so…) che riescono davvero a dislocarsi per vedere oltre (o magari al di qua…), a fluidificare lungo la fascia dell’ovvio per andare in gol come non te lo aspetteresti…
Inizio con il dire che, nonstante l’affermazione sugli effetti lassativi di Fountain (…eh, Otto, vedi: ti dedico sempre qualcosina…intendevo Fontana, of course!
Poi vorrei rassicurarti-chiarirti che per me frizzante e leggiadra non fanno assolutamente rima con superficiale: forse perché in questo siamo simili, ho ben colto forza e profondità delle tue righe, che ho molto gradito proprio perché “dinamicizzate” dallo spirito e non dal solo eloquio! …tieniti forte, eh…ma sei come un calice di champagne: profumi, colori, perlage…mica uno sauvignon qualsiasi, profumi, colori…ma fermo! (Anche se il parallelo è poco azzeccato - alcuni sauvignon sono superiori ad alcuni champagne…- Giulia delocalizzati, dislocati…insomma, developpati ed apprezza lo spirito…tenchiu!)
Tornando alle tue righe, ho molto apprezzato la descrizione del “tavolaccio” di tuo papà: un simbolo che giustamente conservi lì dove serve! Attualmente (qui è solo il mio modo di vedere) non sarebbe applicabile appieno quella pratica (dati i costi, converrebbe più prototipare con la stereolitografia - ad esempio - che dedicare tempo e materiale per un pre-serie, magari poi da buttare…), ma guardando al simbolo-tavolaccio credo si potrebbero trarre insegnamenti non solo in ambito aziendale, non solo di progetto.
Tuo papà lavorava in team, il progetto veniva elaborato top-down sulla base del learning-by-doing, attraverso il feedback veniva rifinito bottom-up assieme agli operai…(qui Otto mi scuoia…)…tutto quello che io ho studiato per qualche esame all’università lo ritrovo nel buon senso, nel fiuto, nella vision di un imprenditore-artigiano, e lo scorgo pure nelle “direttive” che ti ha trasmesso (eh, tradizione e gavetta…non sempre sono da scartare…).
E l’umiltà?! Geniale! Per la tesi, ho la fortuna di lavorare con/per un Personaggio, un Nome nel campo della progettazione e dell’aerodinamica: ha svariati titoli mondiali nel suo C.V. grazie a moto “vestite” con le sue carene (è chiaro…in carbonio!!), svariati brevetti, svariati testi e studi…Ebbene, prova ad immaginare me, studentello abbondantemente fuori corso, il giorno del primo contatto: emozionato, occhi brillanti per l’eccitazione, ginocchia “fifoline” per la tensione, pantaloncino con piega a coltello e scarpa impeccabilmente lucidata…(non dirmi provinciale, ma pure con il mensile pronto per l’autografo!)…arrivo pronto ad incontrare un mito: “Buongiorno Ingegnere, la disturbo?” “No, prego, la aspettavo…”, mi fa accomodare e dopo avermi presentato staff e assetto mi dice “Le secca se ci diamo del tu?”…incredibile…occhi sbarrati…”Lei me lo dia di sicuro…io…” “Ben, Stefano, togliti la giacca che iniziamo!”. Dopo un po’ eravamo lì a parlare di barche (passione comune e suo ambito di lavoro) come vecchi amici e taac, dicendomi che per lui è fondamentale capire e che non si “vergogna” di chiedere, mi dice “Dovresti aiutarmi a capire certe cose a me poco chiare in ambito economico-finanziario…” Giulia, io mi sono guardato intorno per cercare la candid camera: lui, dall’alto dei suoi mondiali chiede a me di spiegargli qualcosa?!? Umiltà, disponibilità, apertura…
Il sentimento nell’Arte…sono d’accordo, non è scontato parlarne: dati gli argomenti in gioco (Arte, Sentimento), anche “solo” per la loro profondità ed ampiezza… Confesso però di non aver colto appieno il tuo commento (eh, qui al nord ce l’abbiamo duro…il capoccione!)…ma ciò che intendevo io è circa quello che scrivi tu (se credo di aver capito…): secondo me fare classifiche è di per sè opinabile, oltre che inutile, dato che soprattutto nell’Arte il canone è soggettivo… Per me l’Arte è come una lingua: mi racconta cose che conosco con suoni nuovi, o mi descrive emozioni ignote con parole a me familiari… Prima di conoscerlo, non capivo perché pagare un milione di “euri” per una tela tagliata: dopo aver compreso il significato (ed il racconto) ne pagherei 4 per averlo (…non ne faccio una questione di cifre…io, ma ahimè i venditori si…sigh). O Frank Sinatra: da piccolo mi piaceva perché mi immedesimavo in lui, intrattenitore di folle, in smoking e ballerino charmant, canticchiando in “Stefanenglish”…ora ne apprezzo anche qualche testo… Diversi gradi di fruizione, diversi di sensibilità, differenti i piaceri tratti…
Hai ragione: bello/brutto non ha molto senso…!
…e la sofferenza…diconoche sia uno dei “motori” dell’Arte: lacerazione (e qui Fontana non lo vuoi prorpio?!
Da qui, cito Dama in pratica: “Ci sono artisti che più si confanno alla nostra sensibilità e altri meno, altri ne sono estranei e per questo forse è spesso sbagliato considerare un artista superiore ad un altro.”
…ok, ok…vi do tregua: dopo aver seccato le vostre ghiandole lacrimali (e non ditemi cos’altro…) ed il mio calamaio, vado a fare il pieno, vi lascio riposare e torno tra un po’…che non è una minaccia… Tranne che per Otto: preparati…sweet in the end…dulcis in fundo cioè…
February 26th, 2008 at 1:13 am
…eccomi tornato…
>Dama:
Non è semplice rispondere a te…se non citandoti come già faccio qua e là…se non…ops…versando qualche vasetto di miele…che noto non essere il tuo dolcificante preferito…quindi continuo come ho fatto finora: ti leggo, ti rileggo…e imparo!
E non ti preoccupare se passi dal rosso carminio a quello vermiglio (vi ricordate i tubetti giotto alle medie?! …vado di là e li piazzo tra le icone…!): i tuoi colori sono ben accetti…anzi cercati…basta che non viri al fuchis, che Otto mi si agita dopo…
>Otto:
No, dai, mica avrai pensato che trascuri proprio te, “muso” ispiratore di mille arcobaleni…tutti fucsia ovviamente!
Per non tradire le tue aspettative, parto dalle tue ultime righe…
In totale accordo con il commento su Platone, non colgo però i passaggi logici delle affermazioni: “Ogni ordine è sovvertito. Ogni regola negata. Il Disordine è la regola.” A leggerlo a ritroso, mi pare di cadere in un’antinomia…o forse è una specie di “cerchio logico” che tutto crea, tutto distrugge, tutto trasforma… E poi, se il disordine diviene regola, non si crea un “-ismo”?!
Insomma, Otto, ti chiedo di aiutarmi a capire: non tanto le filosofie dell’Arte, quanto ciò che provi tu, artista, nel raffrontarti con questi argomenti.
Questo te lo chiedo perché ho serie difficoltà a capire alcuni commenti “sul sistema”: tra un po’ diventerò tuo collega, e la nostra facoltà ci ha formati con un certo modo di pensare…come dici tu, “a volte” - niente da dire, sei un Fenomeno - uso gli schemi ingegneristici per capire, e mi chiedo se questo sistema esista davvero o non siamo noi a crearlo, rodarlo, oliarlo, mantenerlo…
Poi, perdona il disordine con cui scrivo, ma stiamo chiaccherando davanti ad un bicchiere di whisky - gradisci? - e i pensieri vanno…
Il casentino giallo: qui gioco “in casa”, e può apparire una ruffianata, ma l’Avvocato lo ricordi? Il suo smanicato beige in piumino sopra la giacca, la cravatta blu con la gambetta più lunga portata sopra il gilet, i polacchini in camoscio sotto il gessato blu…(anche) quello era colore, non trovi? L’arte è altrove: mi è molto piaciuta…anche in sè, è una frase “artistica”…staticità, dinamismo, velocità, possanza, colore, suoni, materiali…un vortice, Danny, la tua frase! Futurista nell’intento, classica nell’apparenza!
Poi, se per altri la frequenza del giallo è fatta vibrare dai grigi o dai blu, non sono fatti loro, ma solo sensibilità loro: pensa che per il mio mi sembrava stravagante pure il grigio ghiaccio…e ho tediato, sfinito il sarto per deciderne collo e baveri…insomma…sulla tavolozza di ognuno di noi vi sono mille colori…e come dici tu, il “bello” nasce dal poterli guardare, cercare, capire tutti…tutti proprio no, ma quasi…
…ah, una chiosa, che non è un “chissà” (mi sono delocalizzato al punto da sconfinare nelle consonanti…grande Ottooo!): vedo il tuo Caravaggio concettuale (sono in totale accordo, anche se devo dire che non siamo originaloni nell’affermarlo…) e rilancio di un Picasso realista…
…oh, ho finito le pergamene…come la vostra pazienza…e vi lascio andare…
Buona notte,
A presto,
Stefano
February 26th, 2008 at 3:26 am
@ Stefano
Aih aih! Ma tu non mi puoi iniziare un post con l’arbitraggio di Juve – Reggina. La mia Juve…. Ma mi vuoi far ammalare di cuore tu? Non mi fare il birbone, mi raccomando…. Disquisizioni calcistiche a parte, tanto per non scaturire scaramucce da curva Scirea, inizierò a delocalizzarmi e comunque mi piace piu il Prosecchino veneto, il Ferrari piemontese…. Ma leggenda da santo bevitore a parte, veniamo al sodo. Non mi sono arrabbiata ne tanto meno mi sono sentita ravveduta dal tuo commento. No anzi….. Forse mia hai dato solo l’imput per farmi venire fuori un messaggio molto piu forte in cui tu non ci entravi niente. Quando scrivo perdo la cognizione di tutto. Parto e basta….Babbo mi ha dato molto, è uno che sa il fatto suo. E’ figlio di una generazione che non si è mai arresa davanti a niente, che si è rimboccata le maniche e che ha saputo non solo avere fiuto, ma rischiare. La concretezza in casa mia è obbligo, largo alle parole e semmai valore ai fatti. E’ forse da qui che ho perso la mia poesia verbale, per far posto ad una maggiore durezza…. Esiste uno scontro generazionale sul come e perché prendere certe decisioni, ancora stà li eh….. non demorde mica…. Però ecco quel tavolaccio per me è un fatto simbolico oltre che affettivo. E’ un qualcosa che sta in mezzo a due punti di vista differenti: chi la teoria l’ha avuta e immediatamente l’ha dovuta catapultare in realtà, perché non c’era tempo per riflettere su marketing e strategie di mercato, brief, etc. etc. etc…… io sono quella teorica e cervellotica, punto. Però l’interscambio c’è, esiste anche bruscamente, sai il gap…… c’è esigenza e rispetto per entrambi. In sintesi è un pò quello che hai descritto tu con il tuo Ingegnere: l’umiltà e un relazionarsi ad armi pari. Nel mio lavoro, i clienti lo avvertono molto questo clima e conta tanto commercialmente, sai….. Ovviamente abbiamo anche noi le nostre strategie di marketing fine a se stesse, poiché é…. È necessario mantenersi al passo ed essere innovativo, se vuoi sopravvivere….. ma resta il fatto che non invidio chi comanda un impero industriale… si perdono cosi tanto nel marketing, nel commercio, vite iperstressanti e si privano troppo di affettività…… e di tutti quei soldi poi che se ne faranno se lavorano quanto dei cinesi. Non sarò mai una arrivista, rimarrò una anonima…..ma ho tanto alla fine.
L’arte, l’arte, l’arte…. Se potessi respirerei d’arte…. E per dare maggiore enfasi a cio che scrivi ti riassumo tutto con queste parole:
Spasmo di dolore
nel sottile ventre materno….
Nata prematura e tra le lenzuola
il gemito dell’infante
senza nome……
cullava il silenzio delle parole.
Sospiri appesi nel vuoto,
voluttuose carezze
mancate,
forti mani di sopruso,
la cura dell’amore
avvolgeva in una incessante
sevizia…. Loro osavano,
loro afferravano,
loro….. bene conoscevano l ‘inganno
perverso dell’ amare.
February 26th, 2008 at 9:41 am
…un piccolo “interventi” al volo…sono di corsa, ma torno…
Giulia, dopo “la mia Juve” le tue azioni hanno avuto un’impennata inarrestabile…Giulia pop-idol ormai! …e data l’ora poco consona alle bollicine, ti faccio un bel brindisi con un cappuccio! Maggica Juve!
Ciao e a presto…
Stefano
February 26th, 2008 at 11:29 am
…è un ossimoro forse…. Disordine regolato…eheheh
Ma una regola che determini il caos esiste già, ed è la libertà.
La regola non influisce sul contenuto, il caos, ma sul contenitore, appunto, togliendolo.
Il caos non è contenuto, ma contiene.
Il caos non ha regole o ne ha una che è il caos stesso.
E’ un assioma indefinibile
E’ un quark irraggiungibile
Il caos genera se stesso (pur aumentando l’Entropia)
… e a volte genera anche questi nostri commenti…..
a dopo per le specifiche….

February 26th, 2008 at 12:30 pm
…lasciamo perdere Toscani. Ciò che è, è chiaro, così come ciò che è diventato. Ma è la parabola degli artisti. Soprattutto di quelli che guadagnano.
Sulla Società, ciò che dice Giulia è pienamente condivisibile. Il Sistema (Stefy fa il finto snob a non sapere cos’è, ma non è necessario saperlo. C’è chi può permettersi di evitarlo….) è ciò che condiziona la Società. Ed il Sistema è l’insieme delle relazioni finalizzate al profitto. O almeno ciò che io intendo come Sistema. Ho scritto alcune pagine di introduzione al mio catalogo per la mostra di Pescara in cui analizzavo questioni simili, relative alla perdita di libertà, informatizzazione dei controlli e quanto altro. Praticamente l’intrusione della Società nella nostra Libertà. La mostra chiamavasi Barcode (eheheh) “codice a barre”. Le cose che dice Giulia quindi stanno alla base di ciò che faccio, ed una pur rapida vista delle mie cose ne dimostra origini e finalità. Il Sistema, o i Sistemi, fanno sì che ogni dislocazione dagli stessi sia inizilamente incoraggiata e tollerata, per rafforzare l’idea di struttura democratica e pluralista, per poi essere velocemente tarpata laddove le dislocazioni generino effettivi controsistemi culturali. Il caos citato da Giulia non è calmo, ma lapidario, funebre. E’ un caos in cui gli atomi rimbalzano sulla superficie solida che circonda il vivere odierno e tornano indietro. Non vi è fuga nello spazio, ma solo una ridistribuzione di traiettorie, vincolate dagli angoli di inclinazione.
Per forza di cose il Caos deve allora inrtrovertirsi e cercare nel microcosmo mentale, piuttosto che nel mondo macroquotidiano. L’Arte è una risposta alle superfici. L’Arte, intesa come ricerca, è libera e libera è la possibilità che io ho di mostrarmi a tutti, anche attraverso i moderni media (strumenti comunicativi). E’ pur vero che il Sistema gestisce, e quindi vincola. Ma basta non averne bisogno o fare in modo che la propria ricerca sia gestita nell’infinatemente piccolo piuttosto che nel cosmo delle grandi opere. Certo, la finalizzazione dell’opera è la sua visibilità e la sua vendita e una certa sofferenza la si prova, soprattutto di fronte alle tante “deviazioni” che il Sistema artistico assume causa condizionamenti politici ed economici. Cosa prova Ottovolante quindi di fronte a questi argomenti? La demoralizzazione di chi il Sistema lo subisce pur combattendolo. Il Sistema esiste e come, Stefy, ed esiste in ogni cosa che facciamo. Esiste perchè strutturalmente assemblato da chi già possiede (denaro, potere, privilegi, statusquo) e quindi “strutturalmente” connotato istintivamente sulla definizione del nuovo come “intrusione” negli equilibri esistenti.
E’ un Sistema Naturale. Perchè determina meccanismi automatici propri dell’equilibrio “naturale”.
Ciò che un artista tenta di fare è essere la talea di queste piante, e generare virgulti che si spera possano dislocare anche un minimo la monotonia naturale della fioritura.
Capisco quindi Toscani che, dopo decenni di incomprensioni e battaglie, sta godendosi da buon borghese ciò che prima non aveva avuto. E’ naturale e comprensibile. Se non di diritto.
La battaglia tout court, la ricerca tout court, la contrapposizione estrema alle leggi indeterminabili di questo Sistema, sono concetti romantici e postivi, ma privi di una reale efficacia pratica.
La filosofia ci conduce altrove, come l’Arte. La prassi è ben altra e ci conduce nella merda in cui siamo.
C’è chi riesce a tapparsi il naso, perchè forse vive altre vite, altri ambienti, perchè ha un livello di vita che esula dall’avere a che fare con le bassezze indotte, con le “normalità” indotte, ed è forse per questo che vede tale Sistema come una proiezione di proprie abitudini e non come una reale catastrofe dell’Umano, quale è.
Tante volte ho detto della schiavitù che impne di lavorare per poter accedere alle minime cose necessarie per la sopravvivenza, e del ricatto del Sistema che alza la soglia di accessibilità di queste “minime” cose (alimentazione, casa, spostamento) adottando norme e regolamenti che implichino il continuo cambiamento degli stessi o l’adeguamento, con la conseguenza di doversi indebitare per mancanza di capitale di risparmio. Cicli normativi ispirati dal Sistema, che altro non è che una “gestione integrata” (la cui analisi la lasciamo al buon Albanese) di Banche ed Assicurazioni che detengono sia i diritti sulla moneta circolante, sia i debiti da noi contratti e che dovremo onorare con la moneta suddetta. Un ciclo di isteresi (termine ingegneristico vicino a “isteria” ma che denomina cicli di fatica alternati, tipo avanti-dietro, su un materiale per determinarne la rottura a fatica) tra interessi congiunti che però non giunge mai a rottura. Come se l’alternarsi dei due concetti (signoraggio/debito) di volta in volta rafforzasse il legame molecolare tra essi invece che diluirlo e quindi scioglierlo. Le nostre vite, vite soggette a debito, sono in debito di Vita invece.
Ed alla fine una Casentino giallo è solo un’estremo desiderio di Vita.
L’Arte è altrove.
Ma forse anche la Vita è ormai altrove…….
February 26th, 2008 at 2:18 pm
Stefy, su un grigio ghiaccio io avrei messo i rivsolti in velluto giallo acido o rosa antico…. forse fucsia… Tu?

Picasso? Ogni definizione è riduttiva. Picasso è l’Arte. Al confronto Michelangiolo è solo un fumettaro…
Con rispetto e devozione….
February 26th, 2008 at 4:50 pm
In primis una standing ovation al commento di Danilo!
Il Sistema così come lo descrive Danilo è sempre esistito (ed io che ho mollato il mondo moderno per immergermi nella storia del vicino e medio oriente nel periodo del nostro medioevo lo so) la differenza col passato è in due cose: il tempo, la produzione di massa con tutte le sue conseguenze.
Il tempo si è velocizzato, noi ci siamo velocizzati e non abbiamo più la capacità di fermarci, di osservare e di pensare in santa pace, ma abbiamo sempre i minuti contati. Ma come si possono produrre opere d’arte decenti se l’artista deve sfornare un tot. numero di opere, se deve pensare al marketing, al mercato ecc. ecc.?
La produzione di massa e le macchine hanno avuto una serie di effetti collaterali, esse sono nate per essere a servizio dell’uomo, per facilitargli l’esistenza ma ora è l’uomo ad essere a servizio delle macchine. Siamo noi che dobbiamo adeguarci alle macchine, ai ritmi di produzione industriale. Lo so che sembro una luddista (e non lo sono), ma l’essere a servizio delle macchine, della produzione (ricordo un famoso film di Chaplin) disumanizza l’uomo, lo aliena dal rapporto con gli altri uomini e con il resto della natura. Ci sono persone che non reggono quest’alienazione perchè troppo sensibili e impazziscono (colgo la palla lanciata da Giulia sul rapporto tra psichiatria e poesia), inoltre non c’è solo il problema dell’alienazione ma anche quello dell’omologazione. Anche le persone devono essere in serie come la produzione industriale e non parlo solo dell’aspetto fisico ma anche della psiche: se si è un pò troppo estroversi si soffre di iperattività, se si è più introversi si soffre di depressione e si prendono psicofarmaci, chi ha un’altra visione del mondo è considerato pazzo per principio. Chi è più sensibile però non regge questi ritmi e o impazzisce sul serio o riversa tutto nell’arte (o entrambe le cose). Lo so che quanto ho scritto è detto e ridetto ma sembra che non vogliamo mai capire…
February 26th, 2008 at 4:51 pm
@ Stefano: adoro il miele!
February 26th, 2008 at 5:53 pm
Grazie Dama.
Secondo me esiste una produzione artistica che può sposare esigenze produttive con quelle specificamente di ricerca. Ed è quella legata alla riproduttività seriale dell’opera d’arte. Nulla di più di quanto fece Warhol all’epoca con le serigrafie. Ed è quanto farò io d’ora in poi. Con la possibilità di “personalizzare” ciascun pezzo, senza la necessità di rifarlo daccapo. Tra l’altro così facendo si può abbassare il prezzo cadauno per via del numero di pezzi uguali prodotti.
Lo so che c’è una folta schiera di conservatori che se non vedono pennelli e olio e materia dicono che non è Arte.
Pazienza.
Ma l’Arte è appunto altrove, e questo è solo l’inizio………
February 26th, 2008 at 10:36 pm
Attenta Dama: ho già messo all’opera schiere di api Maia e Magà!!
Otto, “salgo” sui vagoncini dei tuoi interventi…che nel tuo caso divengono interquaranta dato lo stile e l’ampiezza! Quindi vi preavviso: sarò forse poco “organico”, il filo lo perderò, ma mi ritroverò ben da qualche parte…che so essere all’interno della mia testolina, con le finestre spalancate sul mondo… (non solo di paroline bianche su fondo nero…).
Otto, intanto grazie per quel nomignolo: era dalle elementari che non me lo sentivo addosso…sono ritornato bimbo per un attimo…!
)
Poi, il mio commento al tuo ossimoro in realtà aveva te “solo” come spunto: intendevo dire che, come dice Giulia (uèh, mi raccomando Giuggiù, stasera siamo impegnati, eh?!!!) per le classifiche sull’Arte, forse parlare di Sistema, Società, -ismi, in&out, etc, non è molto costruttivo, o utile. Quando tu parli di Società, io penso che sia io che te ci siamo dentro; quando nomini il Sistema, a me viene da pensare invece a “vari” Sistemi, micro o macro che siano, dentro i quali, con i quali ci muoviamo ed interagiamo. Faccio fatica a pensare a generalizzazioni così ampie, pensando che siano corrette (o corrotte?! …altro valzer di vocali intercambiabili e delocalizzabili…). Parliamo del Sistema Moda?! Stimo Ferrè (compianto), un po’ meno Trussardi… Parliamo del Sistema Arte?! Nunziante, grande tecnica, velatura all’uovo addirittura, ha una serie (4-5 se non erro) di allievi che gli dipingono i fondi e lui li rifinisce con particolari e firma: Warhol, come dici tu, docet… Parliamo del Sistema Finanza? Stimo Tronchetti (un mio idolo…), “un po’ meno” Tanzi… Insomma, a dar la colpa al Sistema si fa presto, ma ciò che intendevo io era: lasciamo per un attimo la tastiera (Otto, ti aspetto a Padova: vedrai che di duro qui c’è solo il “listòn” su cui si passeggerà dopo aver brindato con gli spritz per le Piazze!…ovvio: sulla Jaguar devi (!!) far salire pure Giulia e Dama!!), dicevo, lasciamo la tastiera e ci troviamo attorno al “Tavolaccio”. Non ditemi “altri tempi”: so che il papà di Giulia non è mio coetaneo, ma cerchiamo di coglierne lo Spirito…che credo si noti e si respiri nell’aria anche in I.I come in altre realtà che oggi puntano a quel modello di gestione. Il Sistema, se tutti ci dicessimo parte di esso, forse cambierebbe in meglio. Continuando sulla scia dei “micro-Sistemi”: ognuno cerca di seguire/dettare le regole del proprio Sistema (chi le chiama regole, chi valori, chi costrizioni, chi libertà…chi definisce Vita, chi definisce merda il risultato…sfumature: penso all’azione che ci porta avanti!); per te, Fucsiaman, il casentino è giallo e ci abbini una pochette fucsia, per me il casentino è in harris tweed verde scuro con pochette sui toni del bruciato: se tu fossi “al potere”, io sarei il reietto o un’altra voce?! Ebbene, secondo me, oltre ad essere pericolosa - ed in fondo inutile - ogni generalizzazione, si potrebbe pensare non più al Sistema come entità da combattere, che riduce Vita in merda (mi vengono in mente il Leviatano e Piero Manzoni…), ma, riporto Giuggiù, tralasciare le teorie e confrontarsi con la pratica… Otto, anche una delle tue salite/discese lo contemplava: filosofia da un lato, prassi dall’altro. Per allenare l’eloquio e le capacità deduttive (induttive forse, a volte abduttive…) benissimo la filosofia, ma da “ingegneracci” a volte non fa male dare un occhio a ciò che ci circonda ed agire.
In tutto ciò quindi, con affetto e simpatia, ti dico che mi spiace aver dato l’impressione del “finto snob” (che poi sarebbe un doppio affronto: non sono neppure riuscito ad apparire snob, ma una sua copia mal fatta…Otto, ti offrirò un calice in meno in Piazza!!): sono tutt’altro, e se “vai a fondo di ciò che scrivono gli altri”, senti che ciò che ti scrivo nasce da ciò che ho vissuto e che continuamente cerco di capire, attuare, conservare, tramandare, ampliare… Da questo nasce anche un mio sorriso - non snob, né di sufficienza, cerca di capirmi… - sul casentino giallo: ti ho ribattuto con “i colori” dell’Avvocato, “..profondo conoscitore dei codici più segreti dell´ abbigliamento maschile e maestro nel trasgredirne la lettera, pur rispettandone lo spirito” (G. Maresca)…per me quello è colore, stile, conoscenza e Libertà, caos e regola insieme (in fondo, Genio e sregolatezza non è un concetto così nuovo…). Avere un cappotto giallo fa artista, avere un basco e i baffetti riccioluti fa Dalì, ma è poi chi li porta che “è” Artista o no. Tu, Otto, per me saresti lo stesso personaggio anche se ti presentassi a Pd (dai, su, accendi per la terza volta ’sta Jaguar e muoviti!) con un blazer blu, camicia bianca, pantaloni in flanella grigia: un po’ ti conosco (da ciò che vedo di te) e ti riconoscerei comunque… [E parto dal presupposto che per me se l'abito non fa il monaco, di sicuro almeno lo differenzia da una p...escivendola!]
L’Arte è altrove…il Sistema è altrove…la Società è altrove…ma l’altrove è qui! (…miii…aiutoo…pure lo spirito di Otto adesso!!
Dama, il tuo ultimo intervento mi spiazza un pochino: per me sei “sturm und drang” - come Giuggiù…ma lei più leggiadra
- mentre qui ti sento un po’ passiva…dato il tuo spirito, sono certo di sbagliarmi…però non colgo appieno quel “è l’uomo ad essere a servizio delle macchine. Siamo noi che dobbiamo adeguarci alle macchine, ai ritmi di produzione industriale.” Spero anche qui di non apparire snob, o peggio fintosnob, ma non sono convinto che possiamo solo subire la cattiveria e l’iniquità del Leviatano: per chiarire anche a Otto quel passaggio, ti dico che “per ribellarmi al Sistema”, nella mia precedente esperienza lavorativa, mi sono licenziato dopo aver scoperto comportamenti poco limpidi e leali non solo dall’interno verso l’esterno, ma addirittura tra gli stessi componenti del “team” (termine completamente fuori luogo lì…). Anch’io ho pensato “chi me lo fa fare di essere leale, quando devo giocare ’senza regole’ - non come intendi tu Otto - : tanto vince il Sistema” però conservando e perseverando sui miei Valori ne sono uscito, trovando una realtà a me consona, dove si respira aria di squadra, si collabora e ci si aiuta… In fondo, chi me lo fa fare di aprire la portiera dell’auto alla Mia Dama per farla salire, o dedicarle qualche appassionato carme? Chi?! Me stesso… Tempo fa chiesi ad una Amico, più grande di me, circa coetaneo di Otto, “Chi ce lo fa fare?!” Lui mi disse “Stefano, nessuno te lo fa fare, ma la risposta te la daranno gli occhi di tuo figlio quando gli trasmetterai i tuoi valori.” E qui poche ciance, non parlo di Sistema, ma di Vita. Non sono quindi fuso con le abitudini del Sistema tanto da pensarlo normale, all’opposto, sorrido con chi, come me, come noi, lo guarda in maniera attiva…pro-attiva. E, Otto, è questione di tempo, ma vedrai “l’eccezionale tornerà al potere” (G. Maresca), e ci troveremo a sorseggiare spritz su quel Tavolaccio!
…come vi dicevo, mi sono perso tra i miei pensieri…vi aspetto se riuscite a trovarmi in questo labirinto…
Giuggiùuu…ma come siamo messi?!?!
Vi do tregua, mi verso un whisky, accendo un sigaro e vi aspetto…
February 26th, 2008 at 10:42 pm
…schersettooo! rieccomi!!
Otto…non ci siamo…volevo fare una foto-caricatura di me nella tua posa, casentino ghiaccio, pochette ton sur ton, sciarpa grigio scuro rigata ghiaccio, francesina stringata nera (la foto l’avrei scattata dopo le 18…)…e calzoni lilla!
Che dici?! Ho recuperato un po’?
p.s.: ce li ho davvero lilla: herringbone twill di peso medio, classico rivisitato con fondo 18 e risvolto 4…ma lilla!! Otto, allora?! E pensa che li ho fatti l’anno scorso, ben prima di conoscerti…è un segno del destino direi!!
February 27th, 2008 at 11:02 am
Non è una cosa negativa essere “snob”. Tutti coloro che frequentano questo sito in fondo lo sono. Non è un sito di Emergency, ma un “luogo” dove si vendono giacce a 1707 euro, occhiali a 1007, camicie a 197 (ma i sette euro vanno ad Antheus? Hanno un significatio esoterico? Sai, parlando di Torino, della magia….) Non siamo forse snob? Non siamo forse snob a trafficare di colori e tessuti nei nostri dialoghi, di piegoline o brossure, di inserti o risvolti? Cosa altro siamo?
Solo che io non me ne vergogno affatto e non vedo di cosa dovresti allora tu….
Non ti conosco. Sei un nome. Non conosciamo la tua età, dove vivi e cosa fai, “da chi” vieni. Ogni immagine di Stefy è quindi “corrotta” dall’assenza di dati essenziali che, quando ci si incontra personalmente, si incamerano immediatamente nella percezione globale della persona “correggendone” l’idea orfana di dati.
Parli di tessuti e quadri, conosci ed hai conosciuto artisti che io, da artista, non ho invece conosciuto. Hai avuto accesso da studente a gruppi di lavoro a cui difficilmente si accede senza determinati meccanismi. Tutto bene e buono, per amor del cielo. Ma devi ammettere che, come gli amici che si sono fatti impressionare per la Jaguar (ove rapportata al mio noglobalismo new age) l’impressione che tu dai è quella di persona ultravalida e (ma) privilegiata. Non so come e perchè. Ma tant’è.
Ecco perchè mi sono permesso di accennare, senza alcuna ragione di giudizio (non me ne compete e non vedo perchè dovrei sentirmi di farlo), al fatto che i microSistemi esistono e come, ma sono (come Einstein una volta disegnò) relativi all’osservatore. E sono tutti equipollenti.
Hai quindi ragione tu a dire che non è possibile (anzi è errato e concordo) generalizzare ed affermare che esista un solo secco e disegnato Sistema che determini le vicende degli umani, ma devo pur rimanere fermo nella mia opinione (anche io per vita vissuta) che esiste un macrosistema, generico, generalizzato, generale, genetico, genegnocchi quasi, cui tutti i microsistemi che hai citato tu, per esempio, alla fine si confanno.
Certo che ne siamo dentro. Dove vuoi che siamo allora? Siamo immersi nel “qui” pur sapendo che la Vita è altrove.
Il mio “elsewhere” era però un luogo temporalizzato (tempico?), un luogo connesso più al tempo che al sito stesso. L’Altrove è in fondo lo spirito che “ha” sempre da venire e che ci spinge alla continua ricerca e sublimazione del presente in uno spirito diverso.
Non è quindi un’accezione di rinuncia alla Vita vissuta e per tanti versi reale. Ma un invito a ricordarsi sempre di non accontentarsi perchè se pensi di essere “lì”, in quel luogo, in quel tempo, in quello spirito, devi immediatamente essere cosciente che ciò che fai è comunque altrove e quindi ti devi rimettere in moto perchè ciò che hai fatto non basta.
Vedi, tu forse ti sei potuto permettere di ribellarti al Sistema (che quindi esiste). Altre persone non possono, perchè probabilmente non hanno paracadute, non hanno strumenti per farsi conoscere, non hanno relazioni e contatti che consentano loro di accedere poi ad altre prospettive di lavoro o di vita.
Quanti come te si sono trovati a fare i conti con il Sistema ed hanno dovuto abbassare la testa non per mancanza di carattere ma per eccedenza di debiti contratti causa “Sistema”? Già il solo fatto di avere o non avere un mutuo da pagare, liberalizza la coscienza da scelte di vita che altrimenti non potresti fare. Ed è solo un esempio. Tu lo hai il mutuo? Hai altri introiti oltre il lavoro? Hai beni di famiglia?
Non voglio risposte, ci mancherebbe, ma faccio esempi pratici cui arriverebbero altri se il sito fosse più frequentato… vedi, io mi sono laureato a Pisa con il 110 e non è bastata una lettera del mio Relatore di tesi perchè Renzo Piano NON, decidesse di prendermi, ma solamente di parlarmi, lasciando invece alla sua segreteria il compito di rispondermi.
Sono oggi contento di non aver contribuito alla distruzione dell’architettura attuata dal suo studio, ma è un esempio di come vanno le cose. Lapo forse lavorerebbe nello studio emerito del grande Gehry con solo una telefonata. Esempi terraterra, lo so, ma reali. Praticamente reali.
Ciò che intendevo dire, e che comunque hai ben capito, è che se il Sistema economico fornisce denaro generando debito, e poi decide i tassi di interesse e poi decide di alzare le assicurazioni auto (ad esempio), e quindi genera inflazione che costringe all’ulteriore indebitamento (lo so è più complesso ma alla fine funziona così), questo pur “macro” Sistema impedisce ai comuni mortali di decidere di se stessi e di scegliere se comprarsi la camicia di Lapo o ripiegare su quella pur dignitosa dell’Oviesse.
Siamo dentro il Sistema; parafrasando De Gregori vorresti dire che “il Sistema siamo noi”… ma in realtà pur essendone dentro, possiamo solo cercare di aggiustarci il nostro microsistemino e sperare che sopravviva alle dinamiche di quell’unico grande sistema che è l’economia del profitto selvaggio.
E detto da uno che veste di giallo e fucsia ed ha una Jaguar è un bell’esempio di follia……
Qualche spot: nella Jaguar Dama e Giulia non ci vanno. Non certo per la loro pur sconosciuta dimensione, ma perchè mia moglie farebbe in modo (violento) che non ci vadano.
Il tuo pantalone l’ho provato anch’io. Carino. Solo che mia madre, che è abbastanza fuori di testa, veste spesso di lilla e quindi ho realizzato un’associazione di idee tra quel colore e quella patologia, per cui non riesco ad apprezzare su di me ciò che vedo come strumento di deviazione…. Lo so che non è così, ma per ora questo è il mio microsistema. Anche se volevo cattarmelo, devo dire la verità….
Non fare foto dell’Inimitabile… verrebbero male…
Sabato a Montecatini ho comprato un paio di Harris semibrogue rosse. Ovviamente in saldo al 50%. troppo snob?
p.s.: qui si può vedere il mio nuovo “corso” e cosa intendo per riproduttività seriale…
http://www.artbreak.com/work/show/22400-the-picture-of-dorian-gray-danilo-fucsiaman-verticelli
February 27th, 2008 at 12:36 pm
Buongiorno Otto!
Con piacere leggo le tue righe…ma con dispiacere devo rispondere “a spizzichi e mozzichi”: perdonami…ma apprezza l’impegno!
Per non perdermi troppo, questa volta vado con ordine…almeno rispetto a ciò che scrivi.
1° paragrafo: Snob or not snob, this is the question!
Neppure io credo sia negativo esserlo, solo che io non lo sono: sono alto 183 cm, peso 68 kg, capelli castani mossi - ma portati quasi sempre corti, quindi si nota poco… - occhi castano chiaro…ma non snob. E’ una caratteristica come altre, che però non sento mia: non penso che parlare di tessuti, risvolti, autori sia snob, se tali argomenti sono accompagnati, sostenuti da una ricerca ed una consapevolezza che li “incastona” nel proprio microSistema, tali da renderli non abbellimento ma struttura. Ecco perché mi dispiacevo di averti dato tale impressione: non è, semplicemente, corretta. Hai ragione dicendo che non conoscendomi la mia immagine risulta corrotta: se ne avremo disponibiltà, chiacchierando insieme scoprirai (scopriresti) che per me chiedere un tessuto, un tipo di risvolto o un’abbottonatura particolare è solo una manifestazione (per me artistica, ma semplicemente, forse, un modo di esprimere me stesso) di ciò che sono. Voglio dare l’impressione di lealtà, disponibilià, trasparenza, immediatezza, fermezza, entusiasmo: cerco di scegliere - nell’ambito delle mie disponibilità - qualcosa che sia coerente con ciò che vedo io di me stesso. Odio l’ipocrisia, odio le bugie: cerco di non essere ipocrita e di non dire bugie…neppure attraverso tessuti o immagini. (Non sempre ci riesco…a volte il piacere va oltre…altrove…). Ecco, per me, snob è colui che utilizza orpelli per “mascherarsi”, non per esprimersi: per me non è così. Se indosso un paletot ulster grigio ghiaccio è perché con esso vorrei richiamare quelle origini di militare fermezza che riecheggia il suo taglio, e con esso comunicare “non ti preoccupare con me: generale alla scrivania, soldato in battaglia!”. Non lo faccio fare giallo per non sviare la lettura di questa frase, lo faccio invece grigio ghiaccio per sottolineare “tranquillo, mi ispiro alla tradizionale fermezza, ma non sono immobile”!
2° paragrafo: Persona ultravalida e (ma) privilegiata:
Non conscendomi, in effetti, mi sopravvaluti molto. Aggiungo note per farti capire la mia ultravalidità: frequento Ingegneria Gestionale, ma all’alba dei miei venerandi 34 anni, se dio vuole, mi laureo quest’anno. Ho lavorato quasi fin dall’inizio del corso: in principio in maniera blanda, da più o meno nove anni in maniera più concentrata…e la cantonata maggiore l’ho presa proprio nella mia precedente esperienza di lavoro, nella quale, grazie/a causa del mio microSistema di Valori e comportamenti, ho dato più di quanto richiesto, “in fiducia”, per poi sortire l’effetto di cui ho già detto. [Ecco perché la mia allergia alle generalizzazioni]
Ho avuto contatti pregevoli: di certo da un lato la buona sorte mi ha aiutato (andare ad una mostra di Nespolo e trovarlo lì è fortuna…beccare Possenti che, disponibile, si è intrattenuto con me all’Arte Fiera di Bologna è ‘na manna…conoscere casualmente un gallerista che tratta Nunziante - all’epoca in esclusiva - e me lo presenta, pure… in quanto studente ho avuto - ma non ti nascondo, avrei potuto avere ancora di più se ne avessi avuto la disponibiltà - occasioni d’oro… In quanto appassionato di orologi e sartoria posso avere a disposizione altre situazioni invidiabili…che poi invidiabili lo sono solo per me: a chi frega sapere di quant’è il mio risvolto lilla?! O vedere come si smonta un bariletto di carica?!)…dicevo, da un lato la buona sorte mi rende certamente privilegiato - ma ti confesso che secondo me, almeno in parte, è verissima la frase “l’uomo è artefice della sua sorte” - , dall’altro ci sono situazioni (non ho molta voglia di accennarle…perdonami) che invece mi costringono a frenare, rallentare, modificare la rotta. E’ per questo che non apprezzo molto parole quali Sistema, Società, et similia…se non in filosofia… [Poi, quando dici "lo so è più complesso ma alla fine funziona così", da Ing. sai bene che dipende da cosa scarti per semplificare...e quell'"è più complesso" a volte comprende dati per cui non puoi dedurre "alla fine funziona così"...diventa semplicistico, non semplificazione...].
…per ora scappo…ma non ti mollo…spunterò più tardi…Ciao Otto!
Ciao ragazzi,
A presto,
Stefano
February 27th, 2008 at 1:24 pm
…beh, grazie delle belle parole sulla tua vita. In effetti a volte si generalizza anche se a generalizzare (ihihi) a volte ci s’azzecca.
eheheh
“alla fine funziona così” non è una deduzione scientifica, ma una semplice analisi pratica nel guardarsi intorno. Che il debito aumenti è dato di fatto. Che i prezzi aumentino pure. Che le assicurazioni aumentino anche. Che le Leggi europee comportino alti livelli di costi per “proteggere” le attività dal danno anche. Che il danno fisico sia considerato un costo anche. Che un ricovero in ospedale sia un costo anche. Tutto è quindi un costo. Solo che chi gestisce denaro (bankitalia), chi assicura e chi sponsorizza politici (e quindi leggi ad “obiettivum”) sono rappresentati dalle stesse persone, dalle stesse quote societarie. Le Assicurazioni Generali hanno a che fare con Benetton, Pirelli, Del vecchio, Tod’s, ecc e aggiungi all’infinito. Nonchè detengono il 6,33% di Banca d’Italia (!!!) e quindi da sole detengono lo 0,92% della BCE (!!!!). Il “più complesso” investe un mondo nel quale non voglio addentrarmi per personale ignoranza delle specifiche, ma ciò che ho detto si commenta da sè. Poi è ovvio che chi più ne sa, più fa bene a dirle.
Consiglio questo sito dal quale si capiscono tutti gli intrecci che fanno dei microsistemi un solo macroSistema finalizzato al profitto.
http://mappadelpotere.casaleggioassociati.it/
p.s.: hai ragione sulla tua interpretazione dell’essere o no snob. Solo che ci legge interpreterà snob anche la tua interpretazione… eheheh non se ne esce vivi
February 27th, 2008 at 6:05 pm
@ Stefano: Allora mio caro marpione
in quel post ero più passiva anche perchè sono napoletana e il “Sistema all’italiana” con raccomandazioni, spintarelle, mutui da pagare ecc. sarebbe già un passo in avanti: qui funziona “Sistema alla camorra-Stato”, tanto per intenderci e un ingegnere viene tranquillamente pagato 500 euro mensili senza alcuna forma di contratto o se è così fortunato da averla (dopo anni che hai lavorato in nero) c’è sulla busta paga è dichiarato un tot. che però è superiore ai soldi che effettivamente ci sono dentro, ad esempio, ah e andare dalla guardia di finanza è praticamente inutile… Il “Sistema” esiste ma è creato dalle azioni e dalle reazioni di ogni singolo individuo e come il battito d’ali di una farfalla provoca un uragano, così noi possiamo cambiare le cose rimboccandoci le maniche e lottando senza piangersi addosso. Certo per sconfiggere il tuo nemico lo devi conoscere!
February 27th, 2008 at 6:38 pm
@ Stefano: Eh lo so che sono pesante! (il contrario di leggiadra)
February 27th, 2008 at 8:13 pm
…eeeh dama, come sei giovane e illusa…… Spero sia come dici tu.

February 27th, 2008 at 9:39 pm
@ Danilo: Non ho detto che è facile anzi moolti posts fa (si parla di inizio anno) dissi che è quasi impossibile e che io non ho la forza nè le capacità per farlo ma ammiro chi lotta per cambiare il sistema e poi Danilo non si può perdere senza combattere, bisogna tentare. Forse è una lotta contro i mulini a vento o forse no ma se non provi non lo saprai mai e qui mi ricollego anche al caso Pistorius e a ciò che dissi a riguardo perchè lo spirito è lo stesso ma è applicato ad un altro campo.
p.s. Non sono arrabbiata sia chiaro
Stai su, pensa positivo, lo so che è dura farlo quando vai a sbattere contro il sistema però se una persona si arrende allora sì che è davvero sconfitta!
February 27th, 2008 at 10:16 pm
Ottooo!! Ma lo fai apposta?!
Allora, al volo, perché non ho tantissimo tempo, ma conto di tornare:
Il costo non è un valore assoluto, è in relazione a ciò che ti da in cambio: dire che tutto è un costo è…vero, ma non aggiunge informazioni alla situazione. La mappa del potere del sito che presenti ha delle piccole righe nella home page che “sbolognano” la responsabilità di quello che affermano su eventuali errori, inesattezze, “magie nere” del Sistema di informazioni…evidentemente, se la mappa del potere è vera, anche quel sito avrà una piccola partecipazione o sarà partecipato da qualcuno che ha interesse a falsare “qualche” righetta tracciata qua e là…affermi che c’è “un mondo nel quale non voglio addentrarmi per personale ignoranza delle specifiche”: da qui mi chiedo come tu faccia a trarre conclusioni se per tua ammissione non hai capacità di valutare. Non credi, appellandomi al tuo principio di tolleranza, che magari si potrebbe concedere il beneficio del dubbio?! Non generalizzando, ovviamente, ma non sarà mica tutto merda là fuori?!
Snob: credo che chi si ferma al livello di “interpreto la sua spiegazione come snobismo” sia un po’ come quel tale che, indicatagli la luna con un dito si è soffermato sul dito. Otto, se volevi cogliere il messaggio era lì pronto e trasparente (metafore, allegorie, iperboli…non sei l’unico ad arricchire gli interventi con un po’ di fantasia…), se l’hai colto e volevi stuzzicarmi (o verificarne la fondatezza) sorrido con te ed in effetti si può sempre trovare il modo di fare aderire le teorie alle prove cambiando le prove (come suggeriva Einstein…), se non l’hai colto affatto…beh, pazienza, c’ho provato.
]
[Una chiosa, che non è una chioma: Harris semi brogue al 50%, oltre che essere fortunello, è molto snob...o per niente, se mi rileggi a fondo, dislocato, derubricato, isteresito, agile ma fermo...Otto, non l'oggetto, non il Sistema, ma la persona, l'Uomo come misura...
>Dama:
No, dai, non sono marpy…sono sincero in quello che dico…e mo’ però tocca a me tendere al rosso…anche se in realtà resto bianconero!
Ora però schizzo fuori, mi giro verso o’ Vesuvio, e con na tazzuliell ‘e caffè in coppa ti faccio la ola!! [Il napoletanese mi piace, ma c'azzecco poco: uno dei miei idoli è Totò...che snob...]
Riscrivo ciò che hai detto e lo appoggio in pieno:
“Il “Sistema” esiste ma è creato dalle azioni e dalle reazioni di ogni singolo individuo e come il battito d’ali di una farfalla provoca un uragano, così noi possiamo cambiare le cose rimboccandoci le maniche e lottando senza piangersi addosso.” Non credo sia illusione assumersi delle responsabilità e cercare di fare il possibile per Vivere e non solo vivacchiare. Certo che se ora cominciassimo a dire che il battito di ali di una farfalla crea un gradiente di pressione tale da rendere impossibile statisticamente poter riunire un numero sufficiente di ali di farfalla tale da equivalere la pressione generata in un uragano di medie dimensioni…beh, allora, che le farfalle si fermino tutte, che tanto è inutile anche iniziare… Credo sia semplice dire che è tutta colpa del Sistema, brutto e cattivo, che non mi lascia fare, né essere, ciò che vorrei: aspettiamo Goldrake o Mazinga Z che ci liberino?! In fondo, così ho sempre la scusa pronta per giustificare la mia situazione. …ehm, al limite va bene anche Jeeg robot d’acciaio…anche se si potrebbe ottimizzare inserendo titanio e carbonio qua e la…
Dama, sapevo scrivendolo di beccarmele
ma non intendevo pesante, volevo dire che siete su due piani diversi di fruizione e comunicazione…due stili diversi…che infatti non riconoscevo più molto in quello che abbiamo “analizzato” prima…poi mi fermo, altrimenti se ti rifaccio i complimenti scivolo sul miele, diventiamo rossi, mi ridai del marpy-one, mi difendo da snob e incolpo il Sistema perché, in fondo, ce l’ha con me!!
A presto cari, il calamaio è vuoto…come il mio panciotto!
Stefano
February 27th, 2008 at 10:29 pm
Dama/ Stefy/ Otto
Un accenno dalla Leggiadra Giulia (passando attraverso la Pesante Dama e il Discovolante fucsia Ottovolante) a Stefano il Marpione: se a te non davano nomignoli nemmeno alle elementari, a me non mi hanno mai chiamata Giuggiù….. Giulia è il mio nome preferito….. Scherzi a parte, mi si può chiamare con qualsiasi nomignolo rimanendo nel decoro e rispetto… A Dama dico che forse la frase di Ottovolante la trovo fondata leggendo qualche tua uscita maliziosa giovanile: “eeeh dama, come sei giovane e illusa…… Spero sia come dici tu. “ Non mi interessa sapere quanti anni tu possa avere, ma da certe tue parole a volte trapela quella malizia giovanile che con il tempo cambierà in una visuale piu pragmatica e furbamente piu sottile… Spiego subito il perché partendo da questa affermazione di Otto: “Siamo dentro il Sistema; parafrasando De Gregori vorresti dire che “il Sistema siamo noi”… ma in realtà pur essendone dentro, possiamo solo cercare di aggiustarci il nostro microsistemino e sperare che sopravviva alle dinamiche di quell’unico grande sistema che è l’economia del profitto selvaggio.”
Riprendendo questo bel periodo di Danilo, oserei dire che è in parte il riassunto di quanto ho scritto io svariate volte, forse rozzolanamente, o meglio tutti noi. Non credo che il sistema economico si possa basare in toto sull’esempio che ho riportato: Il tavolaccio di mio padre. Sarebbe molto riduttivo per i seguenti motivi da voi tirati in ballo nuovamente: 1) Tanzi, Tronchetti Provera, Berlusconi, gli stessi Agnelli con Ifi ed Ifil (anche se la dinastia piemontese, spezzando una lancia a loro favore, hanno dato posti di incarico a giovani fin dall’era del boom industriale. L’Avvocato in quegli anni si trovò all’interno della dirigenza Fiat) e tutti coloro che compongo il salottino finanziario italico (molto piu chiuso e ridicolo rispetto ai “sistemi salotto” americani ed europei), non gestiscono piccole medie industrie che sono il vero motore dell’economia italiana. Menti intelligenti, ma soprattutto tanta finanza creativa alla Tremonti miscelata da grossi conflitti di interessi: il tutto per far girare una enorme quantità di danaro tra le loro aziende, le banche e i partiti politici. In Italia non è mai esistita una Tangentopoli, quella vera deve ancora arrivare. Per non parlare di tutto il meccanismo di signoreggio, con effetti collaterali annessi, che ampiamente abbiamo descritto in tutte le sue sfumature….. anche con i vostri ultimi interventi. Il motore dell’economia italiano è quello che costruisce mio padre assieme a svariati milioni di micro imprese (I – I compresa), i quali subiscono maggiormente i danni dei signori dell’alta finanza, della politica etc. etc. etc….. Quindi evitiamo di ripetere le stesse cose miliardi di volte e copiarci gli stessi concetti stradetti solo per il gusto di lasciare commenti e arrivo al succo del mio discorso: al Sistema apparteniamo anche noi che, nel nostro piccolo, fomentiamo altri piccoli sistemi di signoreggio nelle città in cui viviamo, partendo quindi dai piccoli imprenditori, banche e politici che monopolizzano il territorio locale….. Per il piccolo settimanale per il quale collaboro ho avuto il piacere di intervistare un po di istituzioni a carattere politico ed economico della mia città….. vivono nel loro mondo che non è assolutamente in sinergia con il mondo esterno, quello reale, fatto di persone che lavorano sodo per 500 euro al mese, famiglie aretine (italiane) che se ne vanno a mangiare alla mensa Caritas perché i soldi pochi…. cara Dama non è solo Napoli che si trova in questa situazione…… tutta l’Italia vive certe situazioni fatta anche di Camorra, ‘ndrangheda (spero di averlo scritto bene…. Perdonate l’eventuale errore), mafia, sacra corona unita…… La malavita organizzata era molto localizzata ai tempi forse di Al Capone….. la Piovra è ovunque…… e noi cittadini subiamo e sfruttiamo allo stesso tempo. Combattere? Cosa/ Chi combattere la politica, la malavita? Io non sono un Peppino Impastato (pace all’anima sua ovunque egli si trovi). Io sono una persona onesta, per bene, che ogni mattina se ne esce di casa speranzosa del fatto che domani vada meglio per il fatto che ogni santo giorno mi do da fare per portare la paniottina a casa. Sono una di quelle persone che sa vivere non solo di affari, ma anche di passioni e sogni da realizzare nel giornalismo, nella associazione culturale che seguo con gli amici (dando spazio ad altri giovani artisti di esporre le propie opere). Non so se riuscirò a realizzare i miei sogni, però ci provo con tutte le mie forze, senza combattere o sfruttare il sistema perche: 1) il sistema non cambierà mai; 2) sfruttare si ma onestamente e con intelligenza (altrimenti trovi una fila lunga pronta a fare altrettanto…..). Il sistema arte in genere è di pari passo tutto questo. La cultura è lo specchio della società. E allora, morale della favola, è tutto un circolo vizioso. Insomma se i nostri politici (sia a livello locale che nazionale) non vanno, la responsabilità è anche nostra. Qualcuno li voterà no? Mica ci andranno da soli a governare, come non penso che ci arrivino le forze dell’ordine con dei mitra puntati per costringerci a votare quello e questo. Io dico che le cose non cambieranno facilmente. Sta solo a noi giovani insegnare ai nostri figli dei valori forti in cui credere: insegnare loro che il bene piu importante è l’amore per la vita, pe se stessi, e darsi da fare onestamente per ottenere tutti miglioramenti che si vogliono. Per cambiare mentalità, o meglio per acculturare la mentalità della società ci vogliono molti anni. Spero di essere stata chiara. Soprattutto concludo qui il discorso perché è da un bel po di commenti che stiamo ripetendo sempre le stesse cose e giriamo attorno agli stessi concetti….. alla faccia di Moretti e i girotondi.
Ps: sulla Jaguar concordo con Danilo. Punto primo perché mi piace molto di piu la bmw 635 e poi perche il mio compagno sarebbe altrettanto violento……
February 27th, 2008 at 10:32 pm
@Dama non prendere come un attacco le mie parole perche non é mia intensione contraddirti….. Se leggerai bene le mie parole noterai che non serve ne arrendersi ne combattere
February 27th, 2008 at 10:51 pm
Giulia, rapido rapido:
Non era mia intenzione offenderti, tutt’altro, e concordo con la bellezza del tuo nome rispetto al mio nomignolo (in fondo però, ogni nome è meglio del nomignolo…anche solo perché ci siamo affezionati da tempo…), quindi ti chiedo scusa per ciò che ti ha dato fastidio nelle mie parole. (Mai, comunque, ti mancherei di rispetto!)
…il marpione, poi, tanto per chiarire, è solo un aggettivo scherzosamente buttato lì da Dama - spero in maniera goliardica: non lo sono mai stato, neppure da single (sempre per la teoria dell’Ulster ghiaccio)…ora che il mio cuoricino batte solo per la Mia Fidanzata, ancor meno!!
p.s.: niente jaguar, ma una monovolume: se venite tutti accoppiati, vi accolgo accoppiato e facciamo una tavolata più lunga!!
February 27th, 2008 at 11:31 pm
@Stefano
forse non hai compreso affatto la mia leggerezza a questo giro. Uno dei difetti - e che odio - della rete é propio questo, che mentre comunichi non puoi guardare negli occhi una persona e comprendere al volo se si stia scherzando o meno. In questo caso volevo solo sdrammatizzare alcune parole che sinceramente io non avrei scritto. Sul nomignolo ho gia detto: non mi sono offesa poiche Giuggiu (era cosi no?) non é offensivo. Il marpione non te l’ho dato io quindi non mi mettere nella mischia e basta….. stavo tranquillamente scherzando, ironizzando su dei commenti e per par condicio ho citato tutti, me compresa. Spero quindi che ora tu abbia compreso che non sono arrabbiata, amici come prima e da domani possiamo tornare a comunicare anche con qualche battuta….. se poi sono risultata volgare e di cattivo gusto o offensiva ti chiedo scusa.
Ps: lasciamo stare jaguar, monovolume, bmw e vita sentimentale onde evitare malintesi sciocchi e inutili. Che ne pensi?
February 27th, 2008 at 11:55 pm
Giulia…anche da ora, non solo da domani…hai ragione sulla poca “trasparenza” del web…un po’ come gli sms…se poi aggiungi che io non ho grandissima dimestichezza con le faccine (anche se cerco di aggiungerle a gogò…)…
Insomma, nessuna offesa, arrabbiatura, seccature, scuse o altro, neppure per il marpione, che non mi aveva certo offeso, dato che avevo colto (spero) lo spirito di Dama nel momento in cui lo aveva scritto…
Infine, credimi, anche in qualità di iper-geloso: lungi da me insinuare o insinuarmi…jaguar, monovolume, bmw, Otto, Giuggiù, Dama, marpioni, brindisi, snob e champagne: tutto ciò è in me in buonafede qui come nel reale…e il mio invito “comunitario” era una conferma di ciò…anche perché magari sei bionda e io preferisco i capelli corvini della Mia Fidanzata!
…quindi, un nuovo brindisi e…Maggica Juve!
February 28th, 2008 at 2:11 am
Stefano, guarda in questo blog ho ricevuto un po di tutto: indifferenza, elogi, insulti a volte illogici altre volte meritati (e qui arrossendo faccio un mea culpa), però continuo a scriverci per il gusto di scrivere (appunto), imparare cose nuove, confrontarmi e prendere spunti per i miei articolo o per la mia tesi in sociologia della comunicazione (come vedi nemmeno io sono laureata avendo ormai oltrepassato la soglia dei trenta. Come te ho sempre unito studio e lavoro e mi ritrovo alle due di notte a scrivere sulla tesi). Sono sempre antipatiche alla fine le scaramuccie….. tutti i giorni come metti fuori il naso di casa devi subire mille attacchi a partire dalla sveglia, dal compagno o genitori che iniziano a gorgheggiare parole quando ancora sei appannato dal sonno, allo stronzo di turno che alle 8 di mattina ti fa rischiare il tamponamento per strada….. quindi almeno nel blog divertiamoci che la vita é tanto bella…… e guarda io personalmente non ho mai pensato che tu sia un tampinatore virtuale solo perche mi hai dato un soprannome, che tra l’altro é simpatico, o per la mitica juve e brindisi…. come sicuramente é uguale per Dama. Insomma siamo giovani e scherziamo come é giusto che sia. Non prediamoci troppo sul serio in questo contenitore. Quindi W Lapo e Antheus per il blog, W la Juventus, lunga vita ai Blogger e Prosecco Franciacorta a Gogot!!!
Ps: sono mora come la tua dolce metà. E ora come la mettiamo eh? Però non diciamolo a nessuno….. la gente mormora.
February 28th, 2008 at 10:45 am
…senza personalizzare i commenti quindi resto sul generico…
GIULIA: eheheh. D’accordo con te. Per quanto tutto ciò possa servire. Fatevi avanti voi giovini che io mi sono rotto.
STEFANO:la mia affermazione di “non saper valutare” era profondamente snob. eheheh.
Sai benissimo come siano intrecciati i rapporti che si deducono “anche” da quel sito. E questo è il macromotivo per cui in Italia (che è una striscina piccolina di terreno) le cose vanno da sempre così. E per dovere di ospitalità traslato, evito ogni riferimento alle grosse industrie automobilistiche. Quindi, diamo pure un piccolo dubbio a chi ci legge, dubbio fugato dalla “prassi” quotidiana (o almeno per chi tale prassi la vive normalmente e giornalmente). Ognuno di noi potrebbe fare nomi, cognomi e istituzioni dei microsistemi di regime con i quali più ha avuto a che fare.
Costi: vero, un costo non lo è se rapportato a un gran beneficio. Ma credo che in economia alla fine le cose funzionino come in fisica: ovvero il rendimento delle macchine non può mai essere pari a 100%. (il perchè dell’impossibilità del moto perpetuo). Quindi, parafrasando, il beneficio che se ne trae non può mai essere superiore al costo sostenuto. E questo è il motivo generale dell’indebitamento di ogni istituzione sociale o di welfare (come scriverebbero i bocconiani). I costi alla fine rimangono costi e di benefici se ne vedono pochi. Nel nostro caso insomma, a parte alcune felici realtà locali, il grosso delle istituzioni pubbliche fallisce nel beneficio ma incamera i costi, che evidentemente servono ad autoalimentare il Sistema (micro e macro), lasciando alle briciole le risorse per i benefici. Perdonatemi ma devo rimanere generico (il che non vuol dire nè generale, nè genescemo però…eheheh).
I costi che avevo indicato come macro gruppi (uff sto macro), e credo di non fare torto a Giulia nell’appello all’originalità necessaria in ogni intervento, sono costi imposti, a prescindere dai benefici. E la soglia di copertura di tali costi si eleva anno dopo anno. E’ di ieri la notizia del dollaro a 1,51 e del barile a quota >100. Economia americana ferma=speculazione sul barile di petrolio. Una volta sarebbe salito l’oro. Ma, ne abbiamo già parlato, ormai l’oro serve solo a Giulia per permetterle il suo bellissimo lavoro….
Chi pensate che ci guadagni da tale giro di “costi”? A chi verrà il beneficio di tali meccanismi macroeconomici?
Lo scrissi in qualche intervento fa, ma lo ripeto perchè nessuno ha risposto a “quella” provocazione: quando ci furono le svalutazioni della Lira, i membri (privati) della Banca d’Italia, secondo voi, hanno preso decisioni favorevoli all’economia nazionale o sotto sotto ai loro bilanci ed ai loro investimenti, nonchè alle loro partecipazioni azionarie all’estero? Il dubbio è legittimo e fondato, visto ciò che è successo dopo nell’era Fazio. Le Assicurazioni Generali (non ce l’ho con loro ma sono esempio sintomatico), con il 6,33% di bankitalia e qualche rappresentante in CdA, per chi hanno tifato obbiettivamente?
Ma non è un conflitto di interessi anche maggiore delle povere televisioni inutili, quello in cui una Società (o una Banca) che vive di mercato, a sua volta determina le leggi economiche che regolano il mercato? E leggi economiche vuole anche dire: politica, normative, meccanismi monetari, cambi, emissioni di BOT (che servono a pagare il prestito di soldi per la loro emissione) e altro.
Una normativa che obblighi a mettere il casco in moto per evitare che ci siano “costi” assicurativi, da chi volete che fosse ispirata? Dal desiderio (improvviso) di salvaguardare le nostre belle testoline o dall’evitare costi per i ricoveri e costi assicurativi per il ricovero del ferito?
Perchè poi alla fine tutto si trasforma in assicurazione. Tutto viene assicurato, anche l’errore.
E per non pagare risarcimenti, il Sistema prevede sempre più ristretti margini di libertà, affinchè l’errore non si verifichi o sia statisticamente meno probabile. Pur se possibile. Meno margini di rischio e più guadagni (sotto forma di meno costi). Infatti i “premi” assicurativi continuano a salire o a non scendere. Le assicurazioni comprano quindi immobili, quote di banche, quote di industrie (la mappa del Potere sarà anche superficiale e concordo, ma un bel fondo di verità lo detiene. Basti poi verificare in CCIA le partecipazioni…. ma che Della Valle sia consigliere in Assicurazioni Generali e proprietario della Todt’s, ed abbia a che fare con una grande immobiliare e con la RCS, beh c’è poco da verificare. E così per gli altri).
Mi interessa poco andare più a fondo. Mi è sufficiente sapere (perchè lo so) che amici e compagni (spesso di merende) siedono affiancati allo stesso tavolo, per pensare che gli interessi diventino quindi comuni e che le strategie siano poi finalizzate a ciò. E questo sia in CdA, sia in bankitalia (non merita le maiuscole), sia in BCE. Succede in Vaticano figuriamoci se non succede in CdA.
Questo è il Sistema, Stefano. Cosa altro sennò?
Poi ci sei tu, c’è Giulia, c’è Antheus, Lapo, Dama, Chiara, io, ci sono le piccole aziende oberate dai “costi” che neanche sanno perchè, ma è così; ci sono le persone oneste e quelle corrette e forse sono molte, molte di più di quanto si pensi.
Ma siccome l’economia è quella ormai del profitto selvaggio (e badate che io non sono affatto un noglobal sinistrorso), ampiamente manipolata da chi detiene il potere economico (che impone quello politico) e quindi da certe multinazionali di altri Stati, io non credo più ad una redenzione delle coscienze e quindi ad un cambiamento.
Ho passato le mie fasi rivoluzionarie su sponde dove si era in pochi a rappresentarsi. Specialmente dove vivo. C’ho provato. Il risultato è il fallimento più completo di ogni velleità.
Ho fede. Ma forse oggi solo la coscienza di un Mondo ulteriore, altrove diremmo ormai, è ciò che ci dà la forza di sottometterci quotidianamente a questo Sistema. In attesa di una rivelazione, di una epifania, non del nuovo Messia, ma della solidità della nostra fede. Per chi ce l’ha.
Un abbraccio a tutti perchè poi arriva il momento di cambiare blog. Ci leggiamo tra di noi ormai…
ehehehe
February 28th, 2008 at 10:49 am
p.s.: e poi piantatela con ’sti sdolcinamenti…. Anche l’amore in fin dei conti è un costo. Ma il beneficio?

February 28th, 2008 at 1:04 pm
…e aggiungo:il Sistema ha fatto in modo che la vita umana fosse dipendente dalle leggi dell’economia, svincolandola totalmente dalla produzione diretta di risorse (agricoltura, fonti energetiche), acquisendo la produzione dei beni “vitali” e demandando quindi al solo rapporto commerciale l’acquisizione di tali fonti vitali. Il soggiogamento dell’Uomo al rapporto economico ha di fatto schiavizzato la società occidentale alla produzione di lavoro in cambio di capitale (minimo ed appena sufficiente a rigenerare la giustificazione per continuare a lavorare) da reinvestirsi ormai quasi esclusivamente in beni di prima necessità.
Tutto ciò potrebbe anche essere tollerato, se esistessero vie di uscita (a Milano direbbero wayout) o troppopieni da utilizzare quando il rapporto si deforma a totale vantaggio del capitale ed a scapito dell’umanità della società.
Ma siccome le regole le scrive e le impone il Sistema, ovvero coloro che adesso detengono capitali, fonti energetiche e fonti di sopravvivenza, capiamo tutti come sia impossibile, se non collassa autonomamente il Sistema stesso, sperare in un cambiamento anche minimo.
Siamo schiavi del deuemila, magari con le Harris rosse o il cappotto grigio ghiaccio. Ma paghiamo a caro prezzo le nostre ingenue soddisfazioni.
Perdonatemi.
February 28th, 2008 at 1:18 pm
Bonjour a tutti!
>Giulia:
), rideremo e ci divertiremo comunque! Con prosecchi e champo come se piovesse!
Accordo totale: volevo solo sottolineare (ma non ci sono molto riuscito) che tutto quello che ho scritto e che scrivo lo digito e lo penso con il sorriso (Otto mi perdoni, ma a me il sorriso lo danno gratis, niente costi…), proprio per evitare scaramucce o altro…siamo giovini, ma anche quando saremo decrepiti come Otto (
p.s.: Giulia, vacci piano: aretina, juventina, mora…faccio quasi fatica a crederle tutte insieme queste qualità!
Doppio brindisi, ma con lo spritz oggi!
>Otto:
Per me, Otto carissimo (un po’ di smielamento pure a te, così, per par condicio!), hai ragione su quasi tutto, solo che poi, passando dai massimi Sistemi alla Vita di tutti i giorni mi chiedo quanto influisca su di me il fatto che Tronchetti (da fonte certa ho notizie in tal senso) in una mattina, grazie ad un “affare” concluso, abbia intascato per sè 47 milioni di euri…beato lui (ed è uno dei miei idoli pure: gli ho fatto la ola quel mattino!), ma poi?
Quel parallelismo con il rendimento in fisica (sto proprio alle prese con l’esame di macchine…) cadrebbe a fagiuolo se considerassi tutti i contributi dell’equazione: e qui, mi hanno sempre detto, si vede il buon progettista. In fisica però hai unità di misura del Sistema Internazionale e normative varie, nella Vita è più complesso fare un’analisi costi-benefici… In fondo la chiave l’hai data tu con quella provocazione sulla Gioconda. Pagare 4 milioni per un Fontana è uno sproposito se pensi ad una tela tagliata (30 euro di tela, 10 di taglierino, 5 di tubetto bianco = 45 euretti…buona rivalutazione sto Fontana però…), può divenire accettabile (potendoselo permettere, ovvio) se acquisti Fontana ed il suo pensiero, e ciò che ti trasmette, etc…
E così diviene tutto (più o meno) relativo al tuo sistema di misura: come ti dicevo, sorridendo ma convinto, non le Harris semi-brogue, ma Danilo è la misura del suo essere snob, o del suo essere un “investimento” profittevole o meno.
Quindi, se per te è inutile agire in maniera virtuosa (in qualsiasi campo tu voglia) perché tanto il Sistema vanificherebbe ogni tuo sforzo, allora resta pure in ascetica attesa di una epifania, io non sono d’accordo e mi muovo nel mio sistemino perché sia positivo il bilancio tra costi e benefici. (Otto, attento, è una provocazione: da quello che scrivi, da come lo scrivi, da ciò che fai, si vede che mi dai ragione…poi, per amore di eloquio, si chiacchiera amabilmente nel blog e con piacere si valutano mille sfumature…così, giusto per…)
Poi, sarò giovine (?!) e illuso, ma per me l’amore non è un costo proprio perché è Amore…e i benefici (attenzione: miele prepotente!) li capiresti vedendo i miei occhi guardare gli occhi della Mia Fidanzata…
February 28th, 2008 at 1:38 pm
@Danilo
con molta serenità ti voglio dire che a me non fai nessun torto a prescindere….. Semmai posso spezzare una lancia a tuo favore, senza però scatenare le solite polemiche da gossip: quello ha scritto - l’altra ha risposto, quello é snob - quell’altra é cosi, perche ognuno é come é e qui siamo amici virtuali non reali. Sempre meglio un rispetto virtuale e falsato che le solite scaramuccie….. Ma a parte questo credo che il Danilo si sia mosso fino ad ora con molta inteligenza. Vabbé ogni tanto ha sparato qualche frecciatina di troppo ad Antheus, a me, a Stefano, a Dama ( e chi se ne frega, fortunatamente non dobbiamo sposarci col blog…. un compagno/a reale é gia tanto o far ridere lo staff di I I a tutti costi) …. però di cose argute ne ha tirate fuori con una certa coerenza e senso logico e soprattutto con ironia, che aiuta tanto….. Sull’essere sdolcinati caro Danilo, che vuoi che ti dica che se mai avrò un figlio non lo amerò? Non gli insegnerò dei valori un amore per la vita? Sarò una mamma priva di istinto materno (o con gravi problemi come spesso si sente nella cronaca nera dei giornali)? Sarò una mamma che al figlio insegnerò ad andare a spacciare la droga o a prostituirsi? Se parlare di sani principi e valori é sdolcinato fai un po tu….. Il tuo lavoro (che non é propio come fare l’impiegatino in banca o in comune, con tutto il rispetto per la categoria), per esempio, credo sia portato dall’amore per l’arte, quindi leggerti di amore sdolcinato ma….. Mi pare che sei troppo accellerato nello scrivere, non leggere tanto per leggere…. magari ogni frase seppur scritta male é carica di significati…. se rileggi il mio commento sopra vedrai che do molta ragione sul fatto che giovani o non giovani il sistema é questo, che tutti quanti noi abbiamo ampiamente descritto (non voglio originalità, quella la lascio al tuo esprit nel dipingere…..). Se rileggi ancora il mio commento vedrai che diciamo un po le stesse cose sullo stato dell’economia, poi se non vuoi intendere va bene lo stesso….. ripeto é da un bel po di commenti che ripetiamo gli stessi concetti e che l’originalità non ci entra niente….
“Ho passato le mie fasi rivoluzionarie su sponde dove si era in pochi a rappresentarsi. Specialmente dove vivo. C’ho provato. Il risultato è il fallimento più completo di ogni velleità.Ho fede. Ma forse oggi solo la coscienza di un Mondo ulteriore, altrove diremmo ormai, è ciò che ci dà la forza di sottometterci quotidianamente a questo Sistema.” Queste tue parole sono un bel riassunto su cio sono le mie parole.
Concordo poi sul fatto che “ci leggiamo ormai tra di noi” e quindi basta che non se puo piu……
Grazie comunque per tutti commenti e gli scambi di opinione, anche quelli piu accesi. Il fatto che delle persone giovani e meno giovani affrontino certi argomenti estremamente importanti é di fatto una bella cosa.
Un salutone a tutti e un abbraccio
Giuggiù
February 28th, 2008 at 2:49 pm
@Stefano
grande commento il tuo. Soprattutto hai dato un bel messaggio al significato dell’Amore e sull’essere giovani (anche se parlare di noii trentenni come creature mi pare un po eccessivo, non trovi Ste?) “Poi, sarò giovine (?!) e illuso, ma per me l’amore non è un costo proprio perché è Amore…e i benefici (attenzione: miele prepotente!) li capiresti vedendo i miei occhi guardare gli occhi della Mia Fidanzata…”. Belle parole e sagge per un trentenne che finalmente non corrisponde agli stereotipi dei vari Moccia, Muccino, Scamorcio (sembra quasi una parolaccia sto cognome… ), veline, letterine, numerine e numerini al lotto…. Sarò un pò da Sturm un Drang come Dama a questo giro, però é cosi che piace vivere anche a me, con il mio fidanzato reale (poi certo volendo fare un po di gossip ormai posso dire di aver trovato il mio Ufficiale e Gentiluomo, juventino e amante del buon vino come me, anche sul blog….. Uuuuuh mamma mia cosa ho scritto. Stefano mica ci arresteranno per oltraggio al pubblico pudore. Oihbò!!!) e nella via di tutti, pittosto che commercializzare anche i sentimenti e avere nel cervello i neuroni a forma di euro. E poi bella la schiettezza…..
February 28th, 2008 at 3:24 pm
mi si è cariata anche la capsula in resina……

February 28th, 2008 at 6:41 pm
@ Giulia: Il tuo post diretto a me è azzeccatissimo ed esprime esattamente quello che penso (nel post rivolto a Danilo mi rendo conto di non esser stata chiarissima). Un’unica cosa: a me dispiace sempre vedere una persona che ha capacità, intelligenza, forza di volontà gettare la spugna è per questo che dico di non arrendersi mai, di combattere ecc. anche se mi rendo conto che sembro una ragazzina idealista, ogni volta che sento una persona dire “Non ce la farò mai” io ribatto sempre, anche quando non lo penso “Dai, non ti abbattere ce la farai! Perchè non dovresti farcela? Blah blah”, in pratica se una persona è giù o mi sembra giù, cerco sempre di tirarla su, spero di essere stata chiara. é vero cmq il non vedersi dal vivo rende a volte difficile la comunicazione.
p.s. Sono giovane è vero: ho 25 anni!
@ Stefano: Ma certo che era uno scherzo! Marpione, pesante, leggiadra ecc. Siamo giovani, ridiamo, scherziamo! Io mi permetto queste “frecciatine” solo con chi mi sta simpatico (devi vedere come prendo in giro la mia migliore amica che adoro, pensa che io la chiamo mon amour e lei mi chiama tesò e col suo fidanzato presente), non voglio offendere nessuno!
Il fatto che sono molto sarcastica e mi piace ridere e a volte diventa difficile capirmi… Grandissimo Totò! Brindiamo col Bayles o hai qualche proposta tu? Premetto che adoro i vini sia bianchi che rossi e posso scolarmi un barilotto senza accorgermene (soprattutto se bianco)! Ah il fatto del battito d’ali è un riferimento a quello che viene comunemente definito “l’effetto farfalla”. Ingegnere, ingegnere non mi conosce la teoria del caos?
(Battuta, meglio scriverlo! Mi diverto troppo in questo forum!) Dama Sturm und Drang (mi piace!) Ragazzi mi sto troppo a sbellicare! Anch’io sono mora eh eh
@ Danilo: Concordo con quanto scrivi, lo so il mondo fa schifo (è per questo che mi sono rifugiata nella storia) ma ho bisogno di credere che qualcosa possa cambiare altrimenti mi impiccherei (è un’iperbole), come tu hai bisogno di credere in una giustizia ultraterrena (a cui io non credo, infatti se parlassimo di questo le parti si invertirebbero) per lo stesso motivo. Non lo dico con cattiveria, tranquillo.
p.s. Il mio post vuole avere un tono leggiadro anche se forse la leggiadria non è la cosa che mi rappresenta di più ed è per questo che a volte faccio fiasco. Va bè pazienza! Pardon ma spero che mi capiate
February 28th, 2008 at 6:44 pm
Miele per tutti! Scusate ma oggi devo essere fatta!
February 29th, 2008 at 12:02 am
Bonsoir a tutti, miei cari!
Appena rientrato, mi sono gustato le ultime righe inserite (pure un po’ vanitoso, oltre che snob…), preparo gli aperitivi (ad ognuno il suo…) e arrivo…
>Giulia:
…sto cercando i tastini per fare apparire la faccetta rossa, ma non la trovo, quindi intanto ti dedico “solo” un sorriso… Veloce però, perché sto lucidando le scarpe, dato che il pantalone con piega a coltello e la giacca della divisa sono già pronti…eccolo…! (Sott’)Ufficiale&Gentiluomo Ste operativo, busso al tuo uscio virtuale e ti porgo un calice di trento d.o.c. (bollicina profumata, sempre dalle mie parti, così prendi confidenza con il territorio) ed un girasole…fucsia, dedicato anche al mitico Otto che sembra nero (ma solo perché racchiude tutti i colori in sè prima di emanarli…). Arrestati?! Non ti preoccupare…ora do ordini alla scorta, così siamo tranquilli!
Muccino & co…non me li nominare: spero di non urtare la sensibilità di alcuno, ma proprio non li sopporto!! …anche se secondo me non sono poi così distanti da alcune realtà…
>Dama:
Non mi devi spiegazioni, perché ti avevo capita proprio come hai descritto…però, visto che sono snob, oltre che marpy, come aperitivo avrei pensato ad un Lugana affinato in barrique…ovviamente, tutta la barrique è già pronta per essere spinata… [barrique, Dama, barrique, non barilotto…snobbettiamo un po’ di più, su!] …ad accompagnare il “calice” di legno, una calla: apparentemente semplice, ma con una “struttura” in evoluzione, colori sfumati…che solo in apparenza non è Sturm und Drang…
La teoria del caos…ehm…se anche tu non mi controlli via satellite, apro google e la cerco… (eh, ci sarà pure un motivo se non mi sono ancora laureato…)
>Otto:
Non ti preoccupare per la capsula! Dai un morso alla Vita…ne prendo il calco, lo porto a Giulia e sul Tavolaccio ti faccio fare il ricambio…così sei tranquillo per i prossimi inter-venti!…che d’ora in poi chiameremo qui juve-venti…anzi, juvequaranta!! Otto, tu lo gradisci un pinot nero? un merlotino?! …non chiedermi fiori però…
February 29th, 2008 at 12:02 am
Buonasera anche a te, Antheus…scusa la mia pesantezza…ma le risposte alle idee inviatevi si avranno pure se “negative”?
…so di averti già tediato con tale domanda…ma forse l’ho lasciata in un post(o) non più molto visibile/visitato…
Grazie…anche per la pazienza…
February 29th, 2008 at 12:06 am
Antheus…o sono veggente, o sono un draghetto…per sicurezza, chiamami Grisù!!
Non so perché, ma questa sera avevo salvato in word i miei “juvequaranta”, così li ho fatti riapparire in tempo zero!! Yeah!
…mi manca solo quello in cui vi chiedevo se posso copiare la splendida soluzione per la chiusura “dietro rever” della giacca che Lapo indossa nel filmato…eccezionale! …posso?
February 29th, 2008 at 1:52 am
Stefano: Sì Sì , abbiamo finito di leggerle tutte.
Ci sono delle cose interessanti.
Dalla prossima settimana risposnderemo a tutti quanti.
February 29th, 2008 at 11:29 am
Come nasce un progetto? pensa sono un progettista e lavoro nella progettazione oramai da 20 anni … poi un giorno arriva uno e ti dice : domani chiudi perche’ per la legge dei grandi numeri sei caro e la tua creativita’ possiamo trovarla in quei paesi che sono in via di sviluppo.
Chi mi piega cosa e’ un progetto creativo ? Forse potrei chiamarlo idee di persona ! sviluppo di marketing ! sviluppo di conoscensce interpersonali !
February 29th, 2008 at 12:49 pm
Bravo Davide: vedo che cominci ad avvicinarti al concetto di base…….
February 29th, 2008 at 2:30 pm
@ Stefano: Vada per la barrique di Lugana! Secondo me sei un mago…le calle sono tra i miei fiori preferiti
Non sono ottograndefratello quindi usa pure l’algoritmo di Brin e Page!
February 29th, 2008 at 4:56 pm
@Otto un piccolo presente per te, tratto da una delle tante canzoni/colonne sonore della mia adolescenza:
….ma dimmi un cuore ce l’hai
un cuore vero per noi
che spinga più forte
e che non si fermi mai
eh mai sì
tu che ci fai volare
ma si che un cuore ce l’hai
un cuore vero per noi
che batta più forte
e che non si ferma mai……
Se passi dalle mie parti segui il consiglio di Ufficiale Gentiluomo Ste…… una riparatina in ditta in tonalità oro, tanto per far sprigionare un po di creatività anche a me…… Acquisteresti in risorse auree…… Alla faccia di Bush che dichiara la non retrocessione degli Usa…..
@ Dama
ma insomma che mi combini, ci provi con lo Stefano. Ma guarda un po questa fanciulla venticinquenne!!! Occhio che sono gelosa eh! E poi che speravo in una bionda e in una mora come a San Remo, con tanto di sana competizione femminile. Ora mi tocca esserti solidale….. Mannaggia!!!! La Dama ci sistema a tutti alla fine, zitta zitta eh! Oh Dama, come vedi non sei l’unica ad essere fatta….. E poi hai propio ragione tu, questo forum sta assumendo connotati molto divertenti.
A proposito di caos mi fai ricordare quella meravigliosa creatura letteraria e umana che era Pirandello (forse l’unico tra gli italiani vincitori del Nobel, che si é meritato fino in fondo tale riconoscimento….. molto piu di Montale). Lui scrisse: “Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poichè abbiamo in noi, senza sapere né come né perchè, la necessità di ingannare noi stessi…” a poi “Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna…”. Fu forse l’unco ad esprimere a pieno con le sue opere il vero malessere della sua società. Ironicamente e pirandellianamente nacque a Caos, un paesino della profonda quanto mistica e affascinante Sicilia. Concepì questo concetto in un periodo stoico italiano, non propio entusiasmante (dove la modernità industriale e le banche di allora iniziarono a dare cenni di frode economica politica e morale, esaltate da degli scandali di banchieri senza scrupoli)….. Per Pirandello, l’uomo percepisce casualità e caos da un lato e dall’altro disgregazione e fallimento nella società quanto nell’intimità stessa dell’uomo. Nonostante cio l’uomo tende apparentemente a rifugiarsi dietro degli schemi, delle regole ben precise. La società esternamente ci indirizza a degli stereotipi, costringendoci a delle maschere. L’ipocrisia delle istituzioni e delle regole date anche singolarmente dal singolo uomo sono l’unicità che unisce una apparenza dietro la quale la vita scorre. Dietro la sua visuale umoristica della società e dell’uomo moderno, Pirandello scorge la mancanza di sensibilità, di spersonalizzazione e l’alienazione dell’individuo. Tu cara Dama, ti sei buttata nella storia, io nella letteratura….. la mia sensibilità nel leggere questa leggenda del nostro patrimonio culturale, mi fa notare alla fine quanto poco siano cambiate le regole del gioco negli ultimi cento anni. Però non voglio nemmeno essere cosmicamente pessimista quanto Pirandello. La storia cin insegna anche molti fatti positivi…. anche se fanno meno notizia….
@ Stefano
Adesso sei tu che mi fai arrossire con le tue attenzioni da Gentiluomo di altri tempi e finale da film…..però le orchidee mi piacciono di piu…… ti smonto ora?
Moccia e compagnia bella, non li adoro, ma se esistono evidentemente racchiuderanno in se una triste realtà….. nel quotidiano é un po raro non scontrarsi con certi stereotipi trentenni da happy hours e bracardi party in crisi esistenziale (una volta c’era solo la crisi di mezza età…..). Ma non siamo tutti cosi…
February 29th, 2008 at 8:23 pm
…ho bisogno di una dentiera……
March 1st, 2008 at 11:50 am
ehi ragazzi tornando a discussione tipo Made in Italy e dintorni mi sa che Danilo (ottovolante…) ha proprio ragione quando si chiede dove vengono prodotte le etichette
baci baci….
skarabocchi@libero.it
March 1st, 2008 at 2:57 pm
@ Otto conosco un bravo dentista…. volendo posso prepararti delle capsule in oro (sempre a favore delle risorse auree)….. così, a lungo raggio, risparmieresti di cukident……
March 2nd, 2008 at 10:46 am
eheheh se me le regali vada per le capsule d’oro (e fucsia) ma… a misura di dinosauro…

March 2nd, 2008 at 1:21 pm
@ Giulia
Pirandello appartiene alla categoria degli scrittori che a scuola ti fanno odiare e che riscopri solo dopo, un pò come Dante: entrambi sono dei veri e propri giganti.
Le azioni compiute da una persona si intrecciano con quelle compiute da altre persone, provocando reazioni a catena ad effetto domino non lineare; le interconnessioni sono tali da creare una realtà la cui complessità sfocia nel caos. L’uomo percepisce il caos della realtà che è un’enorme ragnatela che lo imprigiona nella rete delle interconnessioni umane e non, costringendolo a indossare una o più maschere (o ad assumere ruoli -diverse espressioni, lo stesso significato); la percezione può essere coscente o meno, qualora sia cosciente essa porta alla disperazione perchè non si può essere se stessi, non si può andare in giro senza maschera, senza morirne. Purtroppo bisogna essere “colei che mi si crede” (citazione da una commedia di Pirandello, come saprai), le azioni e le reazioni altrui e le interconnessioni, ossia la realtà, impongono all’uomo fin dalla nascita una maschera che può modificarsi nel corso degli anni, una maschera che può riflettere la verità o meno. Provo a spiegarmi meglio, un uomo, secondo me, può indossare una maschera che rispecchi la sua anima o meno, se lo fa è in parte salvo, altrimenti la dilacerazione può diventare insopportabile anche psicologicamente. L’uomo può modellare la propria maschera affinchè si avvicini, quanto è più possibile, al suo vero aspetto, però è difficile, richiede un dispendio di energie enorme e poi c’è il rischio per l’uomo che indossa una maschera “vera” di ritrovarsi letteralmente solo in mezzo a tante maschere, certo sarebbe ugualmente solo se non indossasse una maschera “vera” però non so se soffrirebbe di meno. Non dimentichiamo poi che dietro una maschera può anche esserci il nulla perchè l’uomo può aver ceduto la propria anima in cambio di soldi, successo o tante altre “vanità” (nel senso di cose vane) e spesso senza nemmeno rendersene conto. Alla fine la vita si trasforma in uno spettacolo circense ed infatti il pagliaccio è per me l’emblema della situazione umana, come già capì Picasso.
p.s. Detto questo, ma come diavolo siamo finite a parlare di ’sta roba in un blog di un’azienda di design-abbigliamento ecc.?
A proposito di azioni, reazioni e interconnessioni!
March 3rd, 2008 at 10:57 am
@Dama se ti hanno fatto odiare Dante e Pirandello a contrario mio che amo la letteratura, e se propio devo odiare qualcuno tiro in ballo Montale e Fontana, coa significa la tua domanda? Perche di uscite che non avevano senso le hai avute pure tu, come tutti. Cara Da, prendi un caffe d’orzo e rilassati. E poi se tu hai una visuale divera di caos della quale non mi trovi concorde ad un certo punto non interessa, come non interessa la mia. Però la prossima volta come dire cerca di avere piu cura e rispetto della diversità di pensiero invece di manifestare sempre cultura per il gusto di farsi supriori. Non sei l’unica ad aver cultura, sai. Lascimo stare altrimenti, rischierei una tua reazione a dir poco allucinante. Dama, sii piu furba eh!
March 3rd, 2008 at 12:57 pm
…eccomi tornato! Vedo che vi sono mancato (??!! …ormai, fatti per fatti, mi auto-complimento da solo pure…), quindi recupero subito il tempo perduto…
>Dama:
Ho fatto scorta questo fine settimana, l’orario mi sembra adatto, la “botte piccola” è pronta…inauguriamola!! …cin!
…la calla…non sono mago, ma l’ho “intravista” tra le tue righe…poi piace molto anche a me… …anche per la sua forma “a calice”!
>Giulia:
…eh, Giulia, dammi tempo: se fossi partito con un’orchidea me l’avresti giustamente tirata dietro… Almeno dal mio punto di vista, l’orchidea - sarà un retaggio di “orchidea selvaggia” forse… - ha in sè l’immagine della passione elegante, quasi distaccata sebbene travolgente: troppo diretta direi… Così, se di “corteggiamento” virtuale da (sott’)Ufficiale-ma-soprattutto-Gentiluomo dobbiamo dire, lasciami creare una specie di climax che ci porti a “due calici, luna, risacca e fantasia”… (ora poi che mi hai dato indicazioni…ah, che fortunello che sono!!)
Poi, ti chiederei - da enorme ignorantone - qualche “appunto” su Pirandello: mi è sempre piaciuto, ma avendolo studiato solo alle superiori e poi visto qualche sera a teatro, non l’ho mai compreso appieno…
Mi colpisce soprattutto la sua “teoria delle maschere”: in parte, forse, hai già risposto con un tuo commento sul pessimismo di Pirandello, ma, seguendo appunto la sua descrizione, queste maschere sono “vincoli” statici o ne possiamo fare a meno, attraverso magari evoluzioni personali? Perdona la poca chiarezza, ma come vedi “enorme ignorantone” non era eufemistico: intendo, ognuno di noi vive con una (o più) maschere sul viso, ma questa è una condizione che, volenti o no, ci accompagna fino alla fine o si può arrivare al punto di avere una maschera con i miei precisi connotati? …o meglio, a non averla proprio? Cioè, le varie maschere possono essere semplicemente vari aspetti del mio carattere che via via adatto alle differenti situazioni, senza però tradire il mio io e i miei valori?
In tutto ciò, cosa c’entra del come nasce un progetto? Forse qui appare dilatato il tutto - o per contro, concentrato su una lunga colonna di paroline bianche… - ma magari può essere l’ossatura di come “può” nascere l’idea di un progetto… A Giulia può essere venuta in mente una nuova creazione (tipo un anello a forma di dente di dinosauro titolato l’anello mancante…), a Otto un nuovo ciclo di opere (lampi di fucsia su fondo nero…anche se magari Ennio Finzi mi direbbe “ah, però, che originalone!”), a Dama nuove interpretazioni su episodi storici finora poco chiari, ad Antheus magari l’idea di diventare “Maestra” così ci può bacchettare un po’ se dilaghiamo troppo… (Ovvio che scherzo, paziente Antheus…)
Insomma, non sempre così esteso, ma magari lasciare fluire il pensiero ci porta dove non ci saremmo aspettati… (Otto docet…)
Poi, Davide, credo che una risposta alla tua domanda, tutt’altro che semplice, potrebbe essere nel fatto che, come sottolinei, si segue più la legge dei grandi numeri che quella della alta qualità…
Iniziamo con i brindisi…così ricarico il calamaio…
A presto,
Stefano
March 3rd, 2008 at 1:54 pm
@ Caro Stefano
grazie innanzitutto per le tue parole. Iniziamo dall’orchidea selvaggia come la definisci tu. L’orchidea avrà retaggi simbolici, come la rosa in tutti suoi colori, la calla, il giglio….. e qui si impongono degli schemi pirandelliani nel senso che dici tu….. però ecco il mio non era una provocazione…… mi piace l’orchidea per la sua forma e colori punto e basta. Non esistevano significati maliziosi nel mio post. Mi dispiace leggere che hai interpretato male, come ha interpretato male Dama, nella quale ho letto un voler riprendere infierire (a lei eventualmente smentire) ….. Ecco le maschere pirandelliane sono un concetto molto complesso….. Uno, nessuno e centomila a cosa vi fa pensare? A me fa pensare in parte a ciò che io ho postato e anche a cio che tu hai postato….. e qui non darti dell’ignorante perche lo sono pure io….. Le onorificenze , i titoli, sono solo pezzi di carta da appendere in bella vista alla parete o da rinchiudere nei cassetti dei ricordi (quando riuscirò a laurearmi, quel pezzo di carta sarà solo un bel ricordo di tutti gli anni passati a Firenze che mi hanno insegnato molto piu umanamente che in fatto di cultura)….. Mi dispiace vedere certe diatribe culturali sorte qui del tipo: io so di piu, quello mi fa schifo, l’altro che piace a me invece é il genio di tutti i secoli….. un mio caro amico ha solo la terza media e lavora come magazziniere, eppure ha una cultura allucinante. Ad alcune cene, dove lui é l’unico non titolato, incanta con la sua raffinatezza culturale. Una enciclopedia vivente. Non posso far altro che abbassare la testa e dire….. non dire niente ed ascoltare…… Spesso mi ritrovo a risultare antipatica, dura, snob, smaliziata o esuberante (come nell’esempio dell’orchidea) perché mi piace scherzare….. la Giulia però non è questo….. la Giulia è l’opposto di tutto questo. La Giulia magari è molto piu sensibile, complessa e umile di tanti altri, o di quanto si possa immaginare. La complessità di una persona si racchiude nelle esperienze di vita, nel fattore culturale in cui si nasce (la famiglia, lo stato sociale – ricchi, benestanti, poveri o quasi- e nel Paese in cui si vive). La società ti impone degli schemi ai quali volontariamente o involontariamente si rende conto. Nel nostro paese per esempio diamo molta importanza al buon gusto ad una certa esteriorità, alla creatività del design in tutte le sue forme a contrario dei britannici i quali hanno a loro volta altre caratteristiche nel loro dna. Relazionarsi in un blog (dove teoricamente si puo fingere di essere anche Superman) e soprattutto nei contatti umani si deve rendere conto a degli schemi comportamentali e culturali. Per esempio nella mia città, una realtà di provincia, se ti vesti nella Boutique, se giri con la mini minor o il bmw (a prescindere che tu possa permetterti o meno certi tenori di vita. Molti non possono) fingono apparentemente di avere certe maschere. Altri che non frequentano il locale del momento, preferendo il circolo arci o il pub di periferia e girano con i soliti vestiti dalla dubbia qualità avranno altri comportamenti. In ufficio sono in un modo, con il relatore della tesi in un altro modo, con gli snob veri diversa ancora, con i genitori o i miei veri amici (che si contano sulle dita e che mi conoscono e mi vogliono bene per quello che sono veramente) ancora diversa. Ma in ogni caso devo socializzare, raffrontarmi con il diverso e cambiare maschera a volte fregandomene, a volte sentendomi toccata nella mia sensibilità, altre volte arrabbiandomi e lottando verso ciò che non è lecito, ma pur sempre con nuove maschere e diversità apparenti o realmente profonde. Ecco ho cercato di spiegare, almeno in parte, quella complessità di Pirandello il quale viveva in un periodo forse piu bigotto del nostro, ma rimane pur sempre moderno. Forse vi sembrerò una persona rozza per come esprimo dei concetti di cultura, ma è con esempi concreti che a me piace spiegare la grandezza e la modernità di Pirandello, a prescindere che possa piacere o meno.
Poi hai ragione tu, ciascuno di noi ha da imparare ed è proprio per questo motivo che a questo giro non ho apprezzato l’ultimo intervento di Dama. La semplicità è a prescindere. Rispetto Dama comunque sia, anche se a volte non mi trova vicina alle sue idee….. ma il bello sta proprio nella diversità e nel rispettare le idee altrui, senza mai mettere in cattiva luce chi pensa diversamente da te.
A presto e un abbraccio a tutti
Giulia
March 3rd, 2008 at 4:00 pm
@ X TUTTI
voglio precisare, e non per ruffianeria o ipocrisia (spesso ho problemi per il contrario: la mia schiettezza, nel bene e nel male, mi ha creato molte incomprenzioni….), ma Dama assieme al mitico Ottovolante hanno fatto di questo post un contro blog molto profondo e interessante (uno dei post di Antheus piu positivamente commentati)…… io arrivo da una piccola città provinciale e nonostante i miei studi, i tanti viaggi fatti per turismo e lavoro, nonostante i miei genitori mi abbiano educata a vivere sempre con una valigia fin da piccola e ad avere tanta liberta culturale e valori sani, ho un infinito rispetto per l’arte (Ottovalonte) e per chi ama la cultura (Dama)….. io mi sento solo una persona che ha solo da imparare, non da insegnare…… quindi grazie per questi commenti e spero di tornare a scrivere presto in questo blog e a confrontarmi ancora una volta con voi…. é sempre un piacere.
Giulia
March 3rd, 2008 at 5:06 pm
…mi si è cariata anche la capsula in oro…
March 3rd, 2008 at 6:45 pm
@ Giulia
Ops…forse sono stata poco chiara, non volevo riprenderti o fare sfoggio di cultura e se ti ho dato quest’impressione mi dispiace, era solo un commento non una critica, ho cercato di dire la mia opinione (e come tale opinabile) sull’origine del “caos”. Sai, tu hai associato Pirandello al caos e questo mi ha portato a riflettere su entrambe le cose e volevo semplicemente dirti quello che pensavo in merito, ripeto, non ho mai voluto fare sfoggio di cultura.
Ho riscoperto Dante e Pirandello solo dopo aver finito le superiori visto che all’epoca non mi andavano giù mentre adesso sì, li adoro (ma alla fine sono gusti). Spero di esser stata chiara questa volta…
March 3rd, 2008 at 6:47 pm
@ Stefano
glup glup! Sono un pò ubriaca!
March 3rd, 2008 at 7:11 pm
…..otto anche a me si é cariata la capsula in oro e tra un po magari mi vanno in tilt anche i neurono a forza di postare….. A voi il sipario!!!
March 3rd, 2008 at 9:15 pm
@ Dama
ok il classico pri quo quo da blog….. dispiace semmai a me per i toni un po accesi ma non provocatori…. propongo l’ennesimo cin cin a base di prosecco e crema di whisky….. cosi sdrammatiziamo con allegria….. baci baci.
March 4th, 2008 at 9:35 pm
> Giulia:
WOW
Bello l’intervento, bella l’evoluzione del pensiero, intense le immagini… Mi piace molto leggere la “teoria” applicata alla vita di tutti i giorni… più che grezza, ti avrei pensato raffinata: non è facile intendere a tal punto una “teoria” da saperla applicare o tradurre… Grazie per “gli appunti”, che userò di certo per approfindire meglio Pirandello…e le sue traduzioni/trasposizioniai giorni nostri!
Poi, vorrei rassicurarti/spiegarti che non ti avevo affatto giudicata esuberante né maliziosa per l’orchidea: stavo al gioco e ti “prospettavo” un corteggiamento più lungo e sfumato…ovviamente, giocavo anch’io, come quando offro una barrique a Dama: sono sempre 225 litri in fondo… [Dama, ti credo che siamo alticci adesso...anche se vedo che non abbiamo proprio diviso a metà, eh?!
] Quando ti scrivo, o vi scrivo, pensami comunque con il sorriso, nel senso che intendevi tu qualche “interventi” addietro: ci stiamo confrontando su vari argomenti, non per primeggiare ma per capire (e capirci…) meglio… Comunque, mi pare tutto passato e ben concluso…quindi, mi unisco con i calici e…andiamo di proseccooo!!
> Dama:
Seccata la barrique, ora concediamoci una passeggiata al chiar di luna (anche se da me ora non se ne vede l’ombra, nei tuoi occhi ne ammirerò il riflesso…)
> Otto:
…sto cercando un buon dentista che ti tratti bene…perché mi sa che con questa ti ho compromesso pure le dentiere di riserva…
A presto,
Ste
March 5th, 2008 at 3:08 am
@ Stefano
Grazie per il tuo post e per aver cercato di comprendere il mio messaggio….. Non è facile far afferrare i propi concetti alle persone che piu ci stanno vicine, figuriamoci in un blog….. cercare di umanizzare e dare un senso alla tecnologia ( che non amo molto) è compito assai arduo, ma dobbiamo conviverci per forza di cose…… Pirandello, la sua arte e la Sicilia sono come l’orchiedea selvaggia di cui tu avevi detto, per me si intende….. Solo essere nato in quella terra aspra, baciata dal sole quasi come un sospiro, piena di odori, di mare, i colori e profumi dei limoni, delle bouganville, in un piccolo paesino chiamato Caos, dove tutto è rarefatto, contrapposto e mondo a sestante è di per se arte e poesia…. Amo da morire il teatro e la recitazione (ho fatto anche dei corsi dando risultati talmente pessimi per il mio orgoglio che prontamente ho rinunciato) che appena posso vi metto piede. Però, pensa, non ho mai voluto di proposito vedere Pirandello messo in scena Il teatro è per me come Eduardo de Filippo che amava ripetere: “ La vita è come un palcoscenico dove l’uomo è attore e regista”. Voglio che le mie letture pirandelliane rimangano nel mio immaginario e non vengano contaminate dall’esterno. L’incantevole della lettura e dello studio è anche questo…. Se vorrai, se vorrete, leggetevi Nietsche e di come lui osservasse l’uomo e la società…. Oppure ascoltate Debussy, “Prélude à l’Après Midi d’un Faune” e scoprirete quanti parallelismi esistono nella cultura di fine ottocento/inizio novecento, non solo con Pirandello ed un Super Uomo nietschiano, ma col mondo di oggi….. Scusami, sai. Forse sembrerò un po’ pazzerella per come mi esprimo, e Uff….lo sono un po’ in effetti… L’altro giorno avrei sparato a qualsiasi parola letta e udita e…. l’ho fatto, ho sparato. Ho un caratteraccio pazzerello, ma poi passa come le nuvole…. Can c’abbaia non morde, come babbo ama dire di me. E allora si giochiamo….giochiamo con noi stessi prima di tutto e se sono stata seriosa, piu del soliti, perché…. Perche sono cose miei.. ma la mia ironia esiste sempre e tiriamo fuori il mio tubino nero a poits bianchi, tacco a spillo, Ufficiale & Gentiluomo e fantasia…..
@ Dama
Ora il ragazzo dobbiamo gestircelo seriamente. Parliamone, discutiamone….. una sera si una no, però facciamo qualcosa….. Dobbiamo prendere una decisione seria qui… Poi Dama ( e qui son piu seria) ormai ti ho messo sotto la mia ala e guai a chi ti tocca virtualmente parlando….. In questo sono estremamente schietta!
Otto
hai la moglie violenta, eeeeh eeeeh! Se torno a casa con gli occhi viola, il babbo juventino ci rimane male….. ‘azzi miei (scusate la mancanza di finezza)! Poi le dentiere….. altra bella storia. Più del rame, dell’oro e del platino ad una buona percentuale io, modestissimamente e onestissimamente parlando, non posso offrirti…… Ragioniamo anche per il fatto che Gucci ( che compra a basso costo da ditte aretine e vicentine) e i maggiori designer orafi stanno ben lavorando per prodotti in oro rosa che in Oriente vanno prima che da noi (noi italiani siamo commercialmente e orgogliosamente…. dei napoletani)…..
Ps: che barba che non posso postare le faccine……
March 5th, 2008 at 11:20 am
Grazie Giulia per il tuo ultimo intervento, mi si stava cariando anche lo spazzolino…..
March 5th, 2008 at 11:47 am
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March 5th, 2008 at 11:48 am
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March 5th, 2008 at 6:19 pm
Rispondo per ordine:
@ Stefano
Credo che dovremmo rinunciare alla passeggiata al chiaro di luna per due motivi: 1. sono troppo ubriaca per muovermi
2. Nemmeno qui a Napoli si vede la luna a causa del maltempo (stamattina ero bagnata come un pulcino) e poi in questi giorni c’è la luna nuova o, più poeticamente, la luna nera!
@ Giulia
Ricordi la fine del video degli Articolo 31 “Mamma, mi ci vuol la fidanzata” (non ricordo se questo è il titolo della canzone, però è sicuramente il ritornello), quando i due scagnozzi del boss imploravano perdono “I’m sorry! I’m sorry! I’m married with your daughter!” ed erano sulla riva del porto con un paio di scarpe di cemento? Il boss, con accento siculo rispose: “Eh, I accept your apologies!” e poi li fa buttare a mare. Questa storia me l’ha fatta ricordare
per cui ti dico “Eh, I accept your apologies!”, però non ti butto a mare
A scanso di equivoci, sto scherzando, infatti te lo sto scrivendo ridendo
Seriamente, commento cancellato e grazie per la “protezione”, tra l’altro meno male che siamo diverse altrimenti che “sfizio”, ossia divertimento, ci sarebbe? Parleremmo a noi stesse, non ad un’altra persona e quindi non ci sarebbe nessuno scambio di idee.
Allora per quanto riguarda il ragazzo: io i giorni pari, tu i dispari e le domeniche lo lasciamo alla fidanzata, che ne dici? Mi sembra un’ottima soluzione…
Sulla visione dell’uomo e della società, Nietzsche e Debussy, concordo e secondo me possono esservi associati, ad esempio, anche i “maledetti” Verlaine e Rimbaud che nei loro scritti hanno espresso gli stessi concetti. Ops, ci sono ricascata, altro sfoggio di cultura!
Seriamente, è vero, gli esponenti della cultura tra i due secoli hanno tracciato una visione dell’uomo e della società che è dannatamente vera, è come se avessero previsto il crollo avvenuto nel XX sec. e il secolo di macerie che è iniziato da meno di dieci anni (ci fu un poeta, non ricordo chi, forse Rimbaud che parlò del poeta-veggente): la società, le ideologie tutto è crollato. Ci voltiamo e non vediamo nulla a cui appigliarci, è come se fossimo nella stessa situazione che si ritrovò il mondo occidentale all’epoca della caduta dell’Impero romano, una situazione di caos. Almeno credo. La cosa interessante è che questa sensazione si riflette anche nella fisica: la teoria del caos è nata negli anni ‘50 (dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale) e gli scienziati sono passati da una concezione dell’universo rigidamente determinato e “quadrato” ad una in cui l’universo è considerato come il risultato di un lancio di dadi quantici (sto andando a memoria e sto facendo un’analisi personale, si accettano critiche), ossia l’universo nato dal caso e dal caos. Forse questa non è la sede per parlarne e poi per un’analisi seria ci vorrebbe un trattato…
Anch’io sono un pò pazza!
Il mio cervello mezzo pazzo si è messo in moto con la palla che hai lanciato, scusa Giulia, forse non ha senso ciò che ho scritto o forse sì
March 5th, 2008 at 7:52 pm
@Dama,
mi sto prendendo una pausa in ufficio e che pausa leggera. Qui si parla di filosofia…. wow!
Stefanoooo: l’aperitivo, please, ora le bollicine ci stanno bene.
Povero, si é ritrovato in un harem…tra un po ci manderà a quel paese…… Comunque si la canzone era quella e se finivo anche in mare, pazienza, sò nuotare… iamme aimmo a naviga…… E comunque é capitato un po a tutti di fraintendere o sparare…… questa volta é stato il mio turno…..
Comunque si quel periodo storico con l’inferno dei bakcani, l’assassinio del fratello di Francesco Giuseppe (mi sfugge il nome, pardon) che portò l’Impero austro ungarico al declino e soprattutto alla guerra del ‘15 -’18 ebbe una devastante importanza. I poeti maledetti quindi il decadentismo, poi il simbolismo, il futurismo, l’ermetismo, il crepuscolarismo etc etc etc….. Insomma era un periodo storico di grave crisi politica ed economica mondiale, dove il caos generava gravi eventi e giochi di potere….. Penso che Oliver Twist di Dickens, sebbene fu pubblicato nella prima metà dell’ottocento, sia la prima vera opera mediatica in quanto a disfacimento e disfattismo dell’uomo. L’orfanello (il Dolce Remi dei cartoon) costretto a lavorare in condizioni disumane, circondato da educatrici e datori di lavoro senza scrupoli, una indiustrializzazione britannica velocissima per l’epoca, una società bigotta…… tutto attuale. Oggi, anche noi abbiamo il nostro Oliver…. Si era Rimbaud che parlava del “Poeta Veggente” visto come un essere che doveva quai sacrificarsi, trasgredire, ricercare l’ignoto in avanscoperta nel creare nuovi suoni, emozioni, sviluppando dei concetti….. Mamma mia sto facendo l’erudita, non accoltellatemi ora…..
La differenza sostanziale é che oggi, ripsetto a cento anni fa si sono scardinati quei margini culturali. Tutto un gran scopiazzamento, un recilcare il già vissuto, un monopolizzare ancora di piu e piu sottilmente la cultura che sembra diventata un qualcosa da commercializzare (pensiamo all’editoria italiana…. alle librerie riempite di libri di Moccia, Travaglio, Susanna Tamaro, Bruno Vespa…Aiha ho fatto nomi intoccabili…)…. cultura per pochi intimi, dalla dubbia passione per la cultura….. piu vicini forse alla coltura…. Oggi é ancor peggio…. Di fisica non parlo: primo perchè ne capisco poco o niente (quindi aspetto notizie da voi piu dettagliate); secondo perche tra un po Antheus e Lapo potranno commercializzare una collana editoriale I-I di saggistica; terzo devo finire di preparare in ufficio la mia partenza di domani (sti arabi del cavolo lavorano il fine settimana. Ma si puo fare affari dal venerdi alla domenica. Che barba).
Ps: però é carina l’idea di una collana editoriale II. Scherzi a parte un libro con i commenti piu comici e grotteschi, o quelli piu interessanti nel contenuto. Riflettete, riflettete…..
Ps: Dama pace fatta, capo a…. e aperitivo decadente a base di assensio….. Chi ci legge chissà che penserà…..
March 6th, 2008 at 1:07 pm
Eccomi tornato…per gustare il mio Harem!
Con qualche ora di ritardo, ma i calici sono pronti e colmi…pure con qualche stuzzichino, che non guasta mai!
Purtroppo sono di corsa, ma non potevo mancare:
Mi è piaciuta, Giulia, l’idea di non farti compromettere la tua personale pièce interiore di Pirandello da attori e attoretti vari…se penso a come la interpreta invece la mia mente, è una grazia che pure gli attoretti esistano!
Mi piacerebbe poi chiederti lumi su Nietzsche da accostare a Pirandello: il primo è uno di quei filosofi che mi ha molto colpito, e che mi piace molto, ma finora non l’avevo mai avvicinato al secondo…passando poi per Rimbaud (più di Verlaine) chiuderemmo il cerchio di ciò che mi appassiona… Sarebbe bello avere uno scambio (figurato, dacché io darei ben poco…se non barrique a gogo!!) con voi, Giulia e Dama, su questi paralleli (”Vite Parallele” di Dama&Giulia, edizioni I.I, a tiratura limitata con copertina in carbonio…taac, già pensata linea editoriale e packaging: con il titolo ci rifacciamo senza dubbio alla tradizione, con la copertina la proiettiamo nel futuro più lontano!! Yeah!)…dicevo, uno scambio (…un dono cioè…) dato che vedo che spesso traducete/trasponete in realtà sia carmi che concetti…e ciò mi affascina davvero!
Tornando all’harem, ieri ho latitato (e se non ho fatto male i conti, ero stato dedicato a Giulia=giorno dispari…
) e per par condicio (ma anche perché oggi è il mio mesiversario reale…) oggi chiedo venia a Dama per la mia assenza..ma non temete: sarete comunque tra i miei brindisi!!
…e certamente recupererò il tempo perduto!
A presto,
Ste
March 8th, 2008 at 1:40 pm
Dopo un paio di giorni di latitanza sono tornata! Allora cara Giulia tu porta l’assenzio ed io porto il narghilè - utile anche con i clienti arabi, perchè è un’usanza araba fumare del tabacco particolare col narghilè - Stefano perdono la tua defezione se contribuisci con vino a gogo, magari qualche vino spumante dolce e delicato. “Annuncio da parte del blog I-I: Cari dama, Giulia, Stefano ecc., abbiamo ricevuto una diffida da parte delle forze dell’ordine a causa delle vostre conversazioni virtuali chiaramente condotte in uno stato alterato (alcol e probabilmente anche altro) e questo vostro comportamento può essere un incoraggiamento per chi ci legge ad usare sostanze alteranti. Vi preghiamo pertanto di non partecipare più al blog o cmq di partecipare in stato non alterato. Grazie. p.s. IL FATTO CHE VOI SIATE COSì DI NATURA E NON PER VIA DI SOSTANZE ALTERANTI è IRRILEVANTE!”
Sono d’accordo, ciò che caratterizza questi ultimi anni è proprio l’assenza di idee, è come se la nostra mente avesse dato fondo a tutte le idee e ideologie possibili e questo vale anche per ciò che può essere considerato futile come la moda. Osserviamo il passato, prendiamo una cosa e la rielaboriamo ma non riusciamo più a farci venire in mente un’idea del tutto nuova, niente. Si cerca, si ricerca, si scava ma è come se la miniera creativa si fosse esaurita: in questo devo purtroppo dare ragione a Ratzinger, le ideologie hanno fallito (ma io aggiungerei anche la religione tra le ideologie) e adesso siamo sperduti nel vuoto. Mi auguro che questo vuoto però sia da intendersi nell’accezione buddhista del termine, ossia un vuoto pieno di potenzialità, perchè magari abbiamo, adesso, a che fare con una tabula rasa, completamente bianca che possiamo dipingere come ci pare e senza rapportarci ai quadri precedentemente dipinti da altri. Ricordo un’intervista a Levi-Strauss in cui lui disse che nel XXI sec. c’è ancora spazio per la filosofia ma essa non può prescindere dalla scienza e credo che forse abbia ragione, forse è questa la soluzione per uscire dall’impasse in cui siamo finiti: riunire la scienza alla filosofia. Nel 1600 circa, i rami “umanistico” e “scientifico” della cultura si sono separati e si sono sviluppati quasi indipendentemente l’uno dall’altro e forse è il caso di ricelebrare un nuovo matrimonio. Forse è questa la vera origine dell’apparente schizofrenia presente sia nel mondo che nell’uomo (in fondo l’uomo è parte del mondo), il voler separare assolutamente due aspetti apparentemente contraddittori ma in realtà complementari della cultura, ma anche di se stessi. Forse bisogna lasciar perdere l’eccessiva specializzazione, parcellizzazione del sapere, del lavoro, bisogna lasciar perdere l’etichettizzazione (anche dell’uomo) perchè alla fine tutto ciò si traduce in un riduzionismo (uh la beppa, che termine!) e in questa monadizzazione che è veramente pesante da digerire. (Che virtuosismo da persona sotto l’effetto dell’assenzio! Non sparatemi…)
p.s. Decisamente qui siamo in una sorta di “Vite parallele”!
October 4th, 2011 at 4:26 pm
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October 23rd, 2011 at 2:13 am
girlfriends exposed…
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November 13th, 2011 at 11:33 am
auto epoca…
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