Energie Alternative
(di Lapo)
In queste settimane sono negli Stati Uniti per chiudere alcuni importanti accordi per I-I e per altri progetti in cui sono coinvolto. Dopo aver passato un po’ di tempo in Italia, avevo voglia di cambiare aria. Qui l’atmosfera è frizzante ed energetica e c’è un gran voglia di rinnovamento.
Non è un caso che io parli di energia.
A New York in alcuni incontri a cui ho partecipato, anche se su argomenti diversi, un tema fisso era quello delle energie rinnovabili. Le aziende più innovative, i creativi più talentuosi, associazioni no profit e anche giovani politici stanno lavorando insieme per trovare nuove soluzioni per sfruttare al meglio le fonti energetiche alternative. Non tutti i progetti riguardano questioni ecologiche e non tutti ovviamente andranno in porto, ma vedo un entusiasmo e una voglia di rinnovamento incredibili. Voglia di mettersi in gioco e rischiare.
Entusiasmo, energia, coinvolgimento, coraggio e rinnovamento sono parole che in Italia oggi si sentono sempre poco.
Da lontano si riesce meglio a valutare quello che succede in Italia e devo dire che la situazione vista da qui non è delle migliori. Non mi intendo di politica, ma ho paura che chiunque vinca alle prossime elezioni avrà difficoltà a cambiare le cose. C’è bisogno di energie nuove, rinnovabili, coraggiose e giovani per portare avanti questo paese.
Io amo l’Italia, è il paese in cui si vive più a lungo, dove la qualità di vita privata (come si mangia, come si sta in famiglia e con gli amici, il territorio in cui viviamo) è la più alta del mondo, in cui in molti settori le cose vengono fatte bene per il semplice gusto di farle bene. L’Italia ha ancora molte carte da giocare e non vorrei che diventasse il fanalino di coda della comunità internazionale.
Scusate lo sfogo di questo post un po’ lungo.
Vorrei infine salutare tutti i lettori di MenStyle che da oggi ci leggeranno: il blog di Italia Independent sarà uno dei blog d’autore della nuova community di Conde Nast che partirà ufficialmente a fine febbraio.

February 12th, 2008 at 1:24 pm
caro lapo, sono sandra e ti scrivo dalla Sicilia.Su tutti i giornali nazionali è riportata la notizia che il vescovo della mia diocesi è stato minacciato dalla mafia per aver parlato contro il pizzo e l’usura e per non aver disposto la celebrazione in chiesa del funerale di un boss mafioso. Noi giovani siciliani lottiamo con lui contro la mafia,da soli perchè le cose le vogliamo davvero cambiare.Ciao a prerto
February 12th, 2008 at 2:30 pm
Ciao. Credo che gli Stati Uniti adesso stiano vivendo un momento di grande speranza e voglia di un cambiamento nel profondo per tanti motivi (Obama ne è un esempio). Qui in Italia si sente nell’aria una spinta verso il nuovo, ma…c’è sempre un ma, cioé la paura che il desiderio di svoltare venga usato nel modo sbagliato da qualche “gattopardo” ritornando sempre al punto di partenza (e il nostro non è il migliore ora). A questo punto penso che la mentalità di casta sia prevalente e che essere o meno il fanalino di coda (con effetti annessi) non interessi. Interessa invece ai ragazzi della mia generazione che si ritroverebbero in un angolo con poco ossigeno per le loro aspirazioni. Spero solo che ci siano altre persone che come me pensino a delle vie alternative per sviluppare il capitale Italia e che si possa trovare un modo per poter consolidare questa voglia di nuovo. Io ci conto, questo è il momento buono.
February 12th, 2008 at 3:08 pm
Caro Lapo,
energia, se si parla di energia morale, ti posso dire che, secondo me, in Italia ne abbiamo molta, forse dimenticata ma c’è. C’è in tutti coloro che combattono contro i sopprusi le violenze. Energia è presente in molte aziende, non in tutte. Coraggio ne abbiamo da vendere tutti, ogni mattina quando ci alziamo e andiamo a lavorare per 1000 euro al mese (generalizzo, ma non troppo) e arriviamo alla fine del mese con difficoltà (in Toscana c’era un prverbio bellisimo “sta sera si cena o si va all’opera? la risposta è…), ma poi ti vai a scontrare con un mondo spesso ottuso in cui non tutti vogliono progredire.
Energia, energie rinnovabili, allora qui ci si diverte: avevamo un Ministro un Verde (ah il post diAntheus sui colori dell’ambirntalismo) che non vuole le centrali eoliche in Sicilia perché deturpano il paesaggio. Nel mio condominio non si sonom essi i pannelli solari perché non si sa se sono affidabili, in Germania, dove notoriamente c’è sempre il sole, sono pieni di centrali solari. Non servono nemmeno gli aiuti di stato.
Penso che ormai siamo sulla straada di un Paese che viggia su due, o più, velocità: da una parte l’eccellenza, e dall’altra quelli che annaspano. La verità è che qui si annaspa. E’ un peccato
February 12th, 2008 at 3:13 pm
Caro Lapo,
tu parli di entusiasmo, energia, coinvolgimento, coraggio e rinnovamento…. tutto condivisibile e altrettanto condivisibili i tuoi dubbi sul nostro futuro cioe’ dell’Italia. Facile pero’ dar la colpa ai governi, a chi sta al potere, alla chiesa, a chiunque…. ma tu pensi davvero che i giovani italiani possano dare la risposta, il rinnovamento…. io vivo all’estero da 10 anni, ho 33 anni e molti dei miei coetanei affermati in Italia sono complici e vittime allo stesso tempo di tutte quelle logiche da cui io mi sono allontanta. Ci vorrebbe si un rinnovamneto ma io non riesco a vederlo in una cultura che se pure tra le piu’ affascinanti rimane per me troppo ambigua e quindi poco coinvolgente. Spero di sbagliarmi……
Ciao
Rossana
February 12th, 2008 at 3:29 pm
L’Italia si ama anche per le sue contradizioni. Siamo sempre piu il paese degli opposti.
Fortuna c’è ancora chi vive di energia. Si può vivere una vita senza sogni?
February 12th, 2008 at 3:34 pm
e per tutto ciò che tu hai detto che vorrei trasferirmi a new york, lapo…..però mi rattrista troppo pensare all’immobilismo italiano..purtroppo in questi anni i nostri politici sono riusciti a creare un sistema istituzionale che ci impedisce di mandarli via…ma le persone che si commuovono ancora pensando ai problemi del nostro paese non possono pensare di lasciare perdere… in un modo o nell’altro devono, anzi dovranno essere in grado prima o poi di spezzare questa realtà pressapochista e opportunista che oggi caratterizza l’Italia…perchè altrimenti l’italia andrà nelle mani dei soliti personaggi che non hanno alcuna sensibilità se non quella per la poltrona…
February 12th, 2008 at 4:00 pm
“A New York in alcuni incontri a cui ho partecipato, anche se su argomenti diversi, un tema fisso era quello delle energie rinnovabili”
negli Stati Uniti parlano di queste tematiche…da noi la ‘munnezza è ancora lì che prende fuoco a Napoli.
Dalle loro parti ci sono giovani designer…da noi la camera nazionale della moda è gestita da un personaggio non proprio nel fiore degli anni e i giovani designer li fanno sfilare gli ultimi giorni, così nessuno li va a vedere!!
No comment.
February 12th, 2008 at 4:56 pm
Prima di tutto spero che sei andato all’America perchè avevi tante cose veramente importanti da fare
perchè “cambiare l’aria” e renderla “frizzante” con i fumi di un jet è TOO MUCH ECOLOGIC
(ritiro tutto se sei andato colabbarcavvela).
Secondariamente, you know, all’Italia ci stanno una tombola di FDP che strapoterano su tutte le cose.
I FDP sono di tre categorie: 1) figli di puttana 2) figli di papà 3) fatti da parte.
In genere è difficile scernerli because sti camorristi si sovrappongono, si sovraespongono e si fanno scudo l’uno coll’altri.
Come fare per sgamarli: li riconosci perchè tutti loro sono abbastanza in salute ma cercano continuamente di dimostrare che quello che HANNO, quello che SONO o quello che VORREBBERO ESSERE e/o AVERE se lo meritano davvero.
Vediamo se mi viene un esempio sociologico…mi viene…eccolo… il MERICANO MEDIO.
Complimenti ( seriamente ) per esserti messo in gioco.
February 12th, 2008 at 6:38 pm
Capisco benissimo il tuo stato d’animo, che è poi quello di molti giovani, i quali, nonostante tutta la loro buona volontà, sono spesso impotenti nei confronti di un sistema ben collaudato, figlio di una visione del mondo che non esiste più. L’italia, oggi più che mai, ha bisogno di un concreto e serio investimento generazionale, condito da tanta fiducia nel futuro. Ciò è necessario in tutti i settori della vita sociale, non solo nella politica, che è una parte. Una revolution che dovrebbe essere prima di tutto, culturale. Poi ovviamente, noi poveri giovani, dovremmo cominciare a lottare con un pò più di cinismo.
February 12th, 2008 at 8:34 pm
Carissimi, la vera energia rinnovabile è quella che ognuno di noi ha dentro di sè per affrontare la vita:far finire la giornata meglio di come è iniziata! Credetemi,sono tempi duri,ma ce la faremo. Sandra
February 12th, 2008 at 9:59 pm
Seppur non sia filo- americana, prendo atto che loro hanno marce in piu ed un maggiore rispetto e considerazione nei confronti della gioventù. Soprattutto, noto una loro caratteristica non indifferente: nei momenti di crisi generale sanno compattarsi meglio di noi italiani. Si rimboccano le maniche, non hanno paura del nuovo, sanno osare ed investire in risorse. Hanno molta voglia di lavorare e non si perdono molto in chiacchiere. Mi rammarica constatare che ci troviamo ancora una volta ad affrontare certi argomenti, lo trovo un po frustrante per noi giovani. Forse un po é colpa anche nostra che non ci siamo mai uniti abbastanza nel far cambiare certe regole sbagliate. Forse in questo covremmo prendere spunto da loro, unirsi e contrastare il potere marcio. Leggendo i vostri commenti é tutto stramaledettamente vero: mafia, mondezza - notizia fresca Prodi ed il suo governoha inviato 30 milioni di euro al Libano per la “loro emergenza rifiuti” E’ ASSURDO! Abbiamo una regione intera sommersa dai rifiuti tossici, inquinanti e dannosi per la salute della popolazione, degli inceneritori predisposti per la raccolta differenziata mai usati. Pero al Libano i soldi si mandano -. Ma forse Montecitorio é ancora piu inquinante…… Mi dispiace leggere questo coro di lamentele e disillusione che aleggia in questo blog é come se un po tutti, con fare sornione, ci stessimo dicendo: “Siamo il Paese piu bello del Mondo ed il Peggio governato. La situazione é stagnante…. Si dovrebbe fare, ma alla fine cambieranno veramente le cose? Ma….”. E’ triste vedere questa visuale e leggere che molti se ne vogliono andare. Credo però che la responsabilità sia anche nostra, alla fine quegli s….. che ci governano non ci sono andati da soli, qualcuno li avrà pure votati. Forse se avessimo la serietà dei francesi, la voglia di lavorare e di reinventarsi degli americani, la forte determinazione dei tedeschi, il senso di nazione, tradizione e novità dei britannici potremmo riuscire a dare un bello smacco a tutti coloro che in questo momento di denigrano.
February 12th, 2008 at 10:48 pm
vorrei lasciare un commento a favore di Andrea e dell’ottimismo generale:
la legge sulla privacy e la censura mista alla vergogna fanno dei due grandi schieramenti umani Buoni e Cattivi una grande famiglia di Sinonimi, i tempi duri, ovvero frettolosi? L’ambizione è una probabile causa della fretta, io mi sono arresa, credo che non potrò mai avere una visione d’insieme CERTA, quindi preferisco avere una visione d’insieme in miniatura e sottoscrivere
che la vita non è in rima;
baci & abbracci
February 13th, 2008 at 12:25 am
l’italia è sì un paese stupendo e compagnia bella…però la realtà è che qui molte cose fanno schifo,a partire dai governi nazionali e locali,che se avessero le palle avrebbero un po’ più di lungimiranza e si terrebbero “sotto l’ala protetiva” quelli che hanno attributi grossi come cocomeri (quadrati,per di più),e non li farebbero venire delle medesime dimensioni a tutti gli altri per le loro continue zuffe e cazzate varie.
quanto altro ancora dovremo aspettare perchè arriveremo al livello in cui ora si trovano le altre nazioni?50 anni?come agli inizi del ‘900,quando le altre nazioni erano già avanzatamente industrializzate??
è vero,ci sono realtà di eccellenza,ma sono troppo rare in proporzione ai cervelli che “sforna” l’italia,che irrimediabilmente poi decidono di emigrare,specie al sud.stop a tutto questo,il prima possibile.con questo però non voglio addossare tutte le colpe ai governi,perchè non è immaginabile che un uomo,o una delegazione,seppur “pallodotati”,possano cambiare realtà ben più grandi di loro,per cui la questione diventa subito più ampia,estesa ai singoli,che dovrebbero fare un po’ di lavaggio di coscienza,al fine di cambiare sé stessi e chi gli è più vicino.
il corriere della sera di ieri diceva che nazioni quali gli stati uniti stanno iper-tassando le acque minerali,in quanto i loro imballaggi producono grossi quantitativi di gas serra,per l’esattezza 162,ai quali si aggiungono poi i gas derivanti dal loro trasporto,che bello! credo facciano benissimo,incitando a consumare acqua corrente,del rubinetto,che è comunque molto controllata e quindi,sicura.
tale iniziativa è stata presa al volo da personaggi di spicco italiani,tra cui marco paolini e massimo cacciari,speriamo che questa moda si diffonda…io l’ho già applicata.e abbiamo deciso che con i soldi derivanti da tutto questo risparmio (e molti,molti altri ancora,credo),monteremo i pannelli fotovoltaici,soldi permettendo…
aò,lapo,io non lavoro e mia mamma è ‘na prof,ke voi???
in gamba,sempre,ragazzi
February 13th, 2008 at 12:48 am
mai come in questo momento si avverte un ricambio generazionale in politica…..porta a porta questa sera mi sembrava la replica di una puntata andata in onda un pò di tempo fa..neanche tanto lontano…
February 13th, 2008 at 9:59 am
…mi piace il commento di Andrea: energico e fantasioso e fuori dalle righe, ehm canoniche, di una discussione pseudoseria ma valida.
Gli USA? Forse gli USA hanno “energie” perchè hanno la possibilità di svilupparle economicamente. E forse hanno tale possibilità perchè controllano gli altri, direttamente: come sistemi elettronici, satelliti, intercettazioni di comunicazioni, spionaggi vari, CIE varie, ecc; indirettamente: poichè la stragrande maggioranza dei capitali che circolano per il mondo è in mano a Società, multinazionali (con base USA però), apparati bancari e assicurativi di proprietà di cittadini USA. Politicamente: nella maniera che tutti conosciamo e che non sto qui a ricordare. Basti leggere qualche numero di Limes per avere un’idea di ciò che dico.
Con tali premesse di conoscenza e investimento, anche mia nonna sarebbe stata una persona “energica”. Non a caso gli USA, che praticamente detengono il mercato dell’energia mondiale, stanno diventando matti a cercare nuove fonti di energia in vista di un calo di disponibilità dei combustibili tradizionali. Quando li avranno sviluppati, ne deterranno l’esclusiva (se non di brevetto, di commercializzazione) e con quella “ricatteranno” al solito il resto del mondo.
Poi, ci sono tante persone “innamorate” degli USA e di Nuova York…de gustibus. Io preferisco Roma, anche per abitarvi. O Lucca. O Napoli. O Venezia. O Pescara. O Lecce. O…..
Energie. Per qualche anno mi sono interessato di strumenti nuovi per l’elaborazione di energia solare. Il campo è limitato, come per tutte le energie rinnovabili attualmente conosciute. Solare ed eolico possono molto ma sono fonti soggette alle indipendenze del tempo meteorologico e quindi sono solo di supporto a fonti reperibili in qualsiasi condizione atmosferica.
Occorre quindi deviare l’attenzione verso processi chimici o fisici che siano estranei alle condizioni al contorno. Parlo innanzitutto del buon vecchio nucleare, con il quale, se non avessero gli italiani fatto la scelta scellerata venti anni fa di abolirlo, oggi non saremmo così dipendenti dall’acquisizione di energia dall’estero. Per cosa credete che siamo in bolletta e non competitivi con l’estero? Per la manodopera? In parte, ma soprattutto per il costo dell’energia (soprattutto elettrica) estremamente superiore ad ogni altra nazione pseudocivile. Ecco perchè il modello “americano” del tutti online e tutti collegati h24 qui non è applicabile: perchè poi qualcuno (papà?) deve pagare la bolletta e lì son dolori.
Poi parlo del buon nuovo idrogeno. Ovviamente bloccato nel suo sviluppo fino ad ora (FIAT compresa) perchè in contrasto con gli interessi “petroliferi” delle multinazionali (USA).
Poi parlo di fusione fredda e chissà quale diavoleria il futuro possa prepararci. Compresa l’eliminazione della razza umana.
Ogni altra fonte è di supporto integrativo. Un’industria non può funzionare a vento, nè a sole. La Germania, in specie quella dell’ex Est, si è riempita di torri eoliche a dismisura, ma è anche dotata di centrali nucleari. E’ insomma abbastanza indipendente dall’energia acquistata. Ma, e qui non riesco a dare torto a chi dice che l’eolico distrurba il paesaggio, guidare o vivere in quelle zone è abbastanza alienante e sconfortante. L’Italia ha come pregio le bellezze naturali ed artistiche. Se abdichiamo anche a quelle, veramente diventiamo una nuova Germania Est….
Un’osservazione elementare: poichè l’energia viaggia più o meno alla velocità della luce, che bisogno c’è di localizzare fisicamente in Italia una fonte quando potrebbe essere realizzata o acquisita all’estero e trasferita mediante cavo alle centrali di confine?
Se qui è un problema costruire centrali nucleari, acquistiamone di già costruite (costa sicuramente meno) all’estero (o costruiamone dove si può e dove costerebbe meno) e da lì in poi convergiamo il flusso energetico alle nostre centrali. Abbiamo delocalizzato tutto, delocalizziamo (con due zeta o una?) anche l’energia….
So che magari è una boiata e se mi legge qualche solone del’ENEA mi sputa, ma mi sembra una cosa talmente semplice……..
February 13th, 2008 at 10:02 am
> @ Giulia stai scherzando sui 30 milioni? No perchè su una cosa del genere bisogna scendere in piazza! E ci vado pure io che non ho mai fatto una manifestazione in vita mia. Ma Prodi che pusher ha? Cosa diamine ha assunto per fare una s…a del genere… 30 milioni in Libano. Quanti camion dell’immondizia si comprano con 30 milioni di euro e quanti stipendi si pagano ad operatori ecologici. Magari quei soldi sarebbero stati abbastanza per bonificare aree compromesse…
February 13th, 2008 at 10:04 am
Purtroppo hai ragione, la politica in Italia non riesce e non vuole rinnovarsi, stesse persone e quindi stesse teste….troppo lontane dalle realtà del 2008: internet, biomedicina, energie rinnovabili…
tutto sembra fermo agli anni 80.
E’ vero che l’erba del vicino è sempre la più verde…ma io voterei molto volentieri quel ragazzo che dice: yes, we can!
February 13th, 2008 at 10:49 am
david…vieni a Livorno a bere l’acqua del rubinetto e poi mi dici se non vai a comprare quella in bottiglia!
February 13th, 2008 at 11:44 am
LAPO
come tu non ti intendi di politica io non mi intendo di energia però dell’ipocrisia della classe dirigente americana in fatto inquinamento ambientale ne sappiamo tutti qualcosa, quindi non metto in dubbio che ciò che tu hai visto e di cui hai discusso con gente in gamba sia qualcosa che ci dia speranza per il futuro ma da quì a pensare che sarà preso minimamente in considerazione ce ne passa di acqua sotto i punti, perchè energia alternativa fa rima con meno petrolio, e meno petrolio non fa rima con niente da quelle parti.
cmq detto questo speriamo di sbagliare ma è più facile che tutto questo partirà quando avranno prosciugato tutto piuttosto che quando sarà morto anche l’ultimo “cosmo pavone”.
no no sti americani non mi piacciono per niente non mi piace manco il tacchino!
February 13th, 2008 at 11:59 am
forum di italia independent pubblicato su un forum di conde nast…lapo uomo meglio vestito del pianeta a giudizio (veramente insindacabile) di vogue(conde nast) …spero italia continui ad essere independent….
February 13th, 2008 at 1:27 pm
Carissimo Lapo ci siamo conosciuti di persona al Rally di Monza ed abbiamo passato con te 2 giorni veramente sereni e lieti tanto che mi hai pure mandato un jacket per tua immensa gentilezza e umilta’ penso che il tuo “sfogo” sia indirizzato e dedicato a giovani nostri coetanei che non credono molto in quello che fanno o meglio nel futuro e lasciano le cose come sono.
Beh io la penso come te sia sulla politica che sul fatto che dobbiamo proprio essere noi giovani a metterci gli attributi per dare un segnale forte a tutto il mondo e spiegare che l’ITALIA C’E’ non ha mai mollato e non mollera’ mai, siamo sempre al centro del mondo in tutto Ferrari,Fiat,design,cucina,monumenti,ecc. e’ proprio qualcuno che ci vuole colpire psicologicamente nel dire non e’ cosi’ ma noi ci dobbiamo credere e dire proprio come il significato di un tuo tatuaggio NON MOLLARE MAI…te lo diranno in tanti ma io te lo ribadisco LAPO SEI UN GRANDE ESEMPIO PER LA NOSTRA BELLA E AMATA ITALIA.un caro amico ALBERTO ODDI
February 13th, 2008 at 5:24 pm
Pensavo ancora al tema dell’ambiente e a come è stato concepito e percepito da miliardi di noi.
A me l’ambiente ricorda l’inconscio. E’ un pre-sente assoluto che si espande, si contrae, va e viene IN tutte le direzioni e DA tutte le direzioni. Ultimamente mi dicono che ne sono responsabile anch’io e
questo prelude alla fine della mia infanzia da avido consumatore. Come quando i genitori diventano vecchi e ti accorgi che è venuto il momento di rovesciare i ruoli. Bisona occuparsi di loro. Portarli al parco giochi, aiutarli col cibo, accompagnarli dal pediatra, ascoltarli seriamente pesando ciò che comunicano come avessero scritto una raccomandata con ricevuta di ritorno…doucement but right now. Niente a che vedere con il P.I.L.
February 13th, 2008 at 6:31 pm
l’ambi-ente è inconsapevole del tempo che ha a disposizione, in libertà;
e l’incoscio ricorda anche se non lo sa
baci a tutti
February 13th, 2008 at 7:03 pm
l’a-mbiente è ciò che diventerà un domani l’ambiente….
February 13th, 2008 at 9:40 pm
Una notizia che vi farà arrabbiare: vi ricordate del ritorno dei capolavori d’arte in Italia tanto pubblicizzato e che è stato presentato come una vittoria della diplomazia italiana?
L’operazione è costata alle casse dello stato (volontariamente lettera minuscola) 10 MILIARDI DI DOLLARI!
p.s. Quando ho saputo la notizia (fonte: un prof. universitario del ramo archeologico) non volevo crederci, pensavo stesse scherzando sulla cifra…
February 13th, 2008 at 11:40 pm
Caro Lapo, il tuo sfogo è ben accetto e ricorda tanto quelli che già noi ragazzi del blog abbiamo fatto tempo fa’, e che qui continuiamo a fare. Sono concorde con la maggior parte dei commenti qui esposti che insieme danno una descrizione dell’Italia molto precisa e veritiera. L’Italia degli opposti; dei giovani pieni di talento, determinazione e speranze e degli arrendevoli; paese delle persone più longeve, anche a capo dello Stato purtroppo; l’Italia dei paradossi e delle vecchie regole, dei vecchi rapporti di favoritismo; paese dell’arte, delle bellezze naturali, della bella vita, della cultura e della storia, anche se forse a questo passato eccelso si è aggrappata fin troppo restando indietro in molti campi e trovando quasi la perfezione in troppo pochi; l’Italia del faccio io se fai però anche tu…discorsi triti e ritriti che in questa sede non ci porteranno da nessuna parte. Agire dovrebbe essere l’imperativo.
Certo, come dici tu, guardando l’Italia da lontano si può raggiungere un metro di giudizio più equo, e forse ci si avvicina troppo allo stile di vita del paese ospite, si vivono con molto entusiasmo le novità da esso proposte e ci si può confondere….In questo sono d’accordo con canto libero, anch’io avrei qualche dubbietto su tutti i buoni propositi degli Stati Uniti. Forse guardandoli dall’esterno ho l’impressione, corretta o no, che si facciano prendere troppo spesso da nuove tendenze che poi non portano concretamente da nessuna parte, e New York non fa certo eccezione, anzi… Ma trattandosi in questo caso di un progetto nobile come quello delle energie rinnovabili spero tanto di sbagliarmi.
Non essendo comunque ferrata in materia, mi permetto una divagazione che ha a che fare con il rinnovabile e il recupero e che riguarda penso più da vicino I-I in quanto trattasi di moda, in particolare di eco-shopping. Scarti riutilizzati per creare vestiti realizzati con particolari fibre vegetali; borse create recuperando le vele delle barche, sneakers che, se sotterrate, si dissolvono in 18 mesi o ancora baguette fatte con le camere d’aria dei pneumatici. E, almeno stando a quanto ho letto, sembra che in questo campo l’Europa sia in anticipo sulle Americhe.
Un bacio
February 14th, 2008 at 9:03 am
Buongiorno Lapo, con amarezza leggo il tuo post, sono rientrato da pochi giorni da Barcellona per un week-end e la prima sensazione provata in Italia è stata la mancanza di vitalità e di energia. Due giorni passati in mezzo alle “ramblas” in mezzo alla gente, giovani e meno giovani, belli e brutti, europei e non, ma in tutte le persone che ho incontrato, ho riscontrato un euforia, una voglia di divertirsi una voglia di cambiare e di rinnovarsi che a stento riesco a vedere nel nostro paese. Vorrei poter fare qualcosa, dobbiamo fare qualcosa, per il nostro paese, ma soprattutto per noi stessi, per la nostra vita. Grazie per la direzione che hai preso, per la strada che hai imboccato, spero che il tuo esempio possa essere seguito sempre da più persone. Un saluto.
Band1
February 14th, 2008 at 9:56 am
http://www.momaboma.it/
February 14th, 2008 at 11:47 am
@DAMA: l’operazione da te citata infastidisce tutti, soprattutto quando è l’Italia a restituire (gratuitamente) beni artistici ai paesi proprietari degli oggetti, da noi arrivati in seguito ad eventi storici. Cito come esempio il noto obelisco del Circo Massimo (a Roma) collocato (ora non più perchè gratuitamente restituito) vicino alla Fao. Di esempi ce ne sarebbero da fare tantissimi, ho menzionato il più conosciuto. Anch’io faccio parte del ramo archeologico e la considerazione che lo Stato Italiano ha del nostro patrimonio artistico mi porta sempre di più a cercare altro. L’Italia è meravigliosa sotto tanti aspetti, ma sotto tantissimi altri è pessima. La qualità della vita tanto decantata da Lapo non credo affatto sia la più alta del mondo. Potrebbe esserlo. Non voglio star qui ad elencare tutto quello che non funziona, tutto quello che le istituzioni non fanno per migliorare la nostra bella Italia, e tutto quello che NOI italiani (tutti) non facciamo, ma (parlo per esperienza personale) in una città come Roma (che indubbiamente da tanto ma toglie tanto) la qualità della vita non è poi così alta. Sembrerò una pessimista, forse un pò lo sono, so che ci sono città e nazioni che navigano in acque peggiori, ma sicuramente ce ne sono altre che stanno ad un livello molto più alto del nostro. E l’Italia ha tutte le carte in tavola per arrivare a quel livello e superarlo. Il problema è come arrivare! Concretamente come arrivare!
February 14th, 2008 at 12:36 pm
Bravo Danilo, hai centrato in pieno. Mi piacciono molto le borse dell’italiana Momaboma. E’ proprio quello di cui stavo parlando. E già che ci sono, segnalo anche quelle, a dir la verità meno costose, dell’italiana Hell’s Kitchen, il cui sito web è molto simpatico, da andare a vedere, http://www.hellskitchen.it ; la francese Bilum, http://www.bilum.fr e anche la canadese Red Flag Design, http://www.redflagdesign.ca ( anche se a mio avviso i lavori degli europei, e italiani soprattutto, sono migliori ).
Ciao!
February 14th, 2008 at 12:51 pm
per Alix: per Moma ho disegnato qualche borsa d’Arte, ma non so come andrà a finire.
Occorre avere una distribuzione ad hoc e il mondo dell’arte lo conosco abbastanza per non immettere fiducia in Mauri per questa sua bella intuizione. Rimarranno prototipi o chissà…….
February 14th, 2008 at 3:41 pm
@Chiara ahime la notizia sui 30 milioni di euro é vera. Prodi e i suoi ministri non si sono scoraggiati in quanto a emergenza rifiuti. Il primo articolo del nuovo decreto legge sulle missioni internazionali dana al Libano 30 milioni di euro per il trattamento dei rifiuti. Anche questa é Itala.
@Alix gli esempi che porti tu sono corrette, però vorrei aggiungere un altro esempio i pannelli solari, l’energia a elio gia esistono in Italia anche se poco diffusa e poco se ne parla. Si presferisce esprimersi piu sul nostro deficit ed il nostro bisogno di aiuti da Francia e Germania.
Per gli States ripeto che, pur non essendo una loro fautrice, hanno indubbiamente delle marce che a noi mancano. Noi italiani fino ad oggi non siamo riusciti ad avere una effettiva voglia di migliorarci e andare oltre no. Semmai abbiamo uato molto menifreghismo: Negli Stati Uniti se sbagli clamorosamente paghi. Ripeto non voglio difendere gli americani, poiche dotati pure loro di grandi controsensi, ma ammettiamo che hanno piu energie nell’investire rispetto a noi.
Forse se per miracolo alle politiche di aprile andessimo quasi tutti a votare lasciando scheda bianca potrebbe iniziare un cambiamento. Ma non so trovo che il nostro bel Paese sia ancora ben lontano da cio.
@Dama a me fa arrabbiare molto la cifra che tu ci comunichi. Ho un grande rispetto per l’arte. Vivo in luoghi dove l’ho potuta respirare fin dalla nascita. Pero non trovate che certe risorse dovrebbero essere prima investite in risorse piu utili come appunto lo smantellamento dei rifiuti, o il degrado artistico di alcune nostre città, sul turismo, sulla lotta al precariato, o sull’energia non inquinante,o…., mille altre cose urgenti e utili per la collettività?
February 14th, 2008 at 4:02 pm
word.press
February 14th, 2008 at 4:58 pm
@Danilo : peccato perché l’ultima collezione Momaboma punta principalmente sul bianco e nero e, avendo dato un’occhiata veloce ad alcuni tuoi lavori ( a proposito complimenti! ), se i tuoi prototipi per loro avessero rispecchiato il tuo lavoro d’artista credo ne sarebbero venute fuori delle borse molto colorate e carine.
@Giulia : mi trovi d’accordo sul tuo discorso a proposito degli States, non volevo sminuire le loro iniziative ma soltanto ricordare che nemmeno loro sono la perfezione, e soprattutto la definizione che ho usato per l’Italia, paese delle contraddizioni, vale anche per loro. Però, come dici tu, noi spesso siamo menefreghisti, giustissimo, e loro sono sicuramente più aperti al cambiamento, alle sfide, alle novità…non a caso è il paese del “Yes, we can”…..
Insomma in molte cose dovremmo imparare da loro, come credo che anche loro abbiano da imparare da noi, almeno in qualcosina…spero!
La mia divagazione era dovuta al fatto che non sono ferrata in campo di energie alternative e rinnovabili. Quello che so è che esistono certamente da noi e non sono molto diffuse, come dici tu, ma anche che molti parenti e amici che stanno cercando di realizzare case con la bio-edilizia e quindi pannelli solari, caldaie ad alto risparmio e non inquinanti ecc ecc stanno incontrando molte difficoltà e devono fronteggiare dei costi esorbitanti, senza un minimo di contributi statali o comunque con degli aiuti miseri. E con questo non sto dicendo che lo Stato o le regioni debbano pagare la maggior parte dei costi sostenuti da chi decide di inquinare meno, ma auspicherei almeno ad un minimo di riconoscimento e di facilitazioni. Non mi sembra così fuori dal mondo incentivare questo tipo di iniziative…ma è anche vero che siamo nel paese nel quale un ministro Verde, come ricorda Gabriele, decide di opporsi alle centrali eoliche in Sicilia perché deturpano il paesaggio, come decide poi di non volere i termovalorizzatori in Campania lasciando la gente sommersa di rifiuti…va beh..
Che poi, e qui finisco, da ignorante, mi è capitato spesso di girare le isole e il sud della Spagna e di vedere molte centrali, o turbine eoliche, come le si voglia chiamare. Avrò un gusto estetico orribile ma a me non dispiacciono così tanto…
Un bacione
February 14th, 2008 at 6:43 pm
@Alix
non sono neppure io una ferrata in materia, ma indubbiamente il tutto é si un fattore politico. Le eoliche ne ho trovate molte in una vacanza in Puglia ed anche in Andalusia…. e deturpano,ma! Forse l’unica cosa che deturpa é il portafoglio di qualcuno, come al solito. Pecorario Scanio - Pecoraio come ama soprannominarlo un mio vicino di casa - se abitasse a Napoli come comune cittadino e non come ministro con una mensilità da 30.000 euro, forse cambierebbe idea.
Ho dei ricordi di quando ero piccola sul grande dibattito sulle centrali nucleari che furono chiuse grazie al referendum del 1987 (ancora oggi paghiamo nelle bollette enel una tassa sul nucleare). Forse oggi questo dibattito sarebbe esistito per il fattore inverso, ovvero quello di mantenerle aperte.
Resta il fatto che il nodo focale si concentra sulle uscite del Ministro color Verde Dollaro, emblema -almeno in parte- di una forma mentis italiana. Sento dire in giro, sempre piu frequentemente, che si é stanchi di vedere Ministri, assessori, sindaci (e chi piu ne ha piu ne metta) che saltano per concussione, o che operano palesemente per interessi che forse nemmeno riusciamo ad immaginare. Il cittadino si lamenta, ma non fa niente poi per cercare di frenare certe realtà. Forse anche il cittadino medio fomenta questo circolo vizioso…. Come dici tu gli americani hanno da imparare loro stessi dagli altri, ma almeno loro ti fanno fuori se sgarri, senza tornare indietro. Sbagli? Bene via piazza pulita. Un abbraccio
February 14th, 2008 at 8:30 pm
@Alix: lo so bene. Infatti. Sono molto colorati e anche bene. Spero mi realizzino i prototipi così almeno quelli me li cucco io. D’altronde se non capiscono che il colore è il futuro, io non ci posso fare niente. Poi rimarrebbero i problemi distributivi (non volendo distribuirle nello stesso circuito di quelle attuali [???])… Oh, peggio per loro.
@Giulia. Io sono ferrato. L’eolico deturpa e anche molto perchè ogni torre raggiunge, compreso elica, anche i 150 metri e si vede da chilometri. Quando cercavo terreni per una multinazionale estera che voleva farci una scuola di golf, dovevano essere privi persino di tralicci e pali della luce (!!!). Per capirci a cosa si va incontro.
D’altra parte ogni torre può fornire almeno un megawatt che corrisponde a circa 600 appartamenti a pieno carico o a 1200 a carico normale. Tanta roba. Ovviamente se c’è vento medio, perchè se è troppo basso non girano le pale e se è troppo alto hanno un fermo perchè diventano pericolose per la meccanica e per il circuito. Quando siamo fuori della media quindi, oltre a non produrre niente, deturpano. Vanno bene in Germania, dove la nebbia ti salva l’estetica (che non hanno) e certi venti sono costanti. Ma nella striscina di terra che è l’Italia i venti sono sempre incostanti per via del riscaldamento/raffreddamento delle masse d’aria tra terra e mare (la famosa termica tanto cara ai velisti ed ai surfisti del Garda). Insomma, venti incostanti e tante volte insesistenti. Che si fa?
February 14th, 2008 at 9:12 pm
@Danilo
Ammetto la mia ignoranza in materia quindi grazie per la tua delucidazione. Allora, appunto che si fa? Il nucleare no, l’eolico no. I pannelli solari? Insomma si riuscirà a trovare un comun determinatore valido? Ma……
Poi ho dato un’occhiata anche io alle tue cose, in preda ad un attacco di curiosità. Belle cose, veramente. Ti mando un in bocca al lupo per il tuo progetto.
February 14th, 2008 at 11:16 pm
@Danilo : non solo non capiscono che il colore è il futuro e anche la moda lo ha riscoperto in tutte le sue tonalità, ma soprattutto che l’arte, in qualsiasi forma, sta contaminando sempre più campi prima in antitesi con essa; la si trova sulle magliette, sulle borse, sui pigiami, sulle lenzuola..
@Giulia : cara, hai tirato in ballo la parolina magica, la politica e hai perfettamente ragione! Non importa quanto un’iniziativa sia valida, se questa, per riprendere le tue parole, “deturpa il portafoglio” di qualcuno, e di molti spesso, non si fa, punto. E fa gioco a queste persone sicuramente il comportamento dei cittadini, ormai delusi e stanchi ma che nonostante tutto dovrebbero essere mossi almeno dalla rabbia di spazzar via certe cose e persone…e già..come dici tu, ci servirebbe in prestito per un po’ il sistema americano per fare un bel po’ di piazza pulita.
Ma sai che proprio oggi tu mi parlavi di energie alternative che esistono in Italia anche se sono poco diffuse e poco se ne parla, e mi è capitato di leggere un articolo che trasversalmente tocca quanto da te detto. Si parlava di diverse storie di successo ambientale made in Italy e di risparmio energetico, il tutto contenuto in un libro, Nostra Eccellenza di Cirri e Solibello, che racconta, come sostiene uno degli autori, “pezzi di un’Italia che non piagnucola ma che si dà da fare”. Una luce in fondo al tunnel…?…
Ricambio l’abbraccio, notte.
February 14th, 2008 at 11:17 pm
A proposito domani è la giornata del risparmio energetico
http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm
February 15th, 2008 at 9:55 am
@ Giulia e Alix.
Grazie dei complimenti. Come però ci insegnano gli amici di I-I, le cose devono poi tornare in termini economici e se non si ha il coraggio o la forza o i contatti giusti anche le buone intenzioni vanno a farsi friggere. A loro manca uno o più di questi elementi.
Energia: che fare? Niente. I pannelli solari servono a poco e dopo dieci anni vanno praticamente sostituiti. Vanno manutenuti. Hanno un valore di picco quando il sole è appunto “a picco”, ma decadono con l’inclinazione dello stesso. Si sporcano. E sono brutti. E costano. Aiutano, certo. ma non sono nè risolutivi, nè sostitutivi. Tutte, dico tutte le energie rinnovabili sono solo ausilii.
Occorre, secondo me, riprendere la strada del nucleare o continuare a pagare i petrolio ringraziando verdi e rossi del servizietto che ci hanno fato venti anni fa mischiando le carte tra Chernobyl e il nucleare occidentale. Demagogia. Ma tant’è, queste sono le conseguenze. Francia, Germania, Svizzera, Belgio, credo anche Serbia ci circondano con le loro centrali spesso pochi Km al di là dei confini. Ha un senso tutto ciò? Non c’è via di uscita.
Esistono generatori di corrente che usufruiscono dell’energia marina, si chiamano Pelamis Wave Power. Sono dei serpentoni che andando su e giù con le onde generano flussi magnetici e quindi corrente indotta. Ma pare che necessitino di flussi notevoli di onde e che nel Mediterraneo ciò sia utopico.
Insomma, la prima cosa da fare è cpnsumare meno, abbassare i riscaldamenti nelle case a 17 gradi, nei negozi anche, soffrire un po’ di più insomma. Cercare di spegnere i pc quando non si usano, le TV anche, non abbondare con luci ed elettrodomestici. uscire insomma da quella civiltà degli “iperconnessi” tanto decantata dal nuovo secolo, ma che necessita di notevole apporto energetico ed elettrico. Per ora, qui da noi, non possiamo permettercelo. Pensa a quanta energia va via solo per ricaricare i telefonini, e così via……
February 15th, 2008 at 11:24 am
io non sono per il risparmio energetico, per l’incentivazione dell’Energia Pulita sì
i termovalorizzatori sono una grande “botta di sfiga” non immaginavo si sarebbe prodotto di più solo per fare energia elettrica
February 15th, 2008 at 11:43 am
@Danilo: forse hai ragione, per la particolare conformazione territoriale dell’Italia alcune soluzioni di energia alternativa sono difficilmente applicabili. Quello che c’è di sicuro è che dovremmo imparare tutti a consumare meno ( è un po’ il discorso degli incentivi che ho fatto nel post dell’ambientalismo blu..quando l’acqua non ti costa nulla, non le si dà valore, non siamo incentivati alla sua conservazione..ecc ).
Dato che sono curiosa e che hai parlato di Pelamis Wave Power, del quale non ne avevo sentito parlare, ti segnalo invece questo progetto in cui mi sono casualmente imbattuta, anche se, per le stesse motivazioni da te descritte per i serpentoni marini, non credo sia realizzabile in Italia.
Un bacio
http://www.ictblog.it/index.php?/archives/2872-Hywind.-Ecco-la-prima-turbina-eolica-flottante-al-mondo.html
February 15th, 2008 at 1:46 pm
Si, più o meno ha le stesse difficoltà. Io sto sul mare e se ti dico che sono giorni che non tirano più di qualche nodo di vento mi credi?

L’unica cosa da fare è risparmiare, dai retta a papà…..
February 15th, 2008 at 2:31 pm
@ Danilo/Alix: senza ombra di dubbio avete ragione: non siamo culturalmente pronti e preparati sul risparmio energetico, altrimenti non staremo qui a parlarne no?
Danilo ha perfettamente ragione quando ci scrive su di un risparmio energetico da parte di tutti, però confido ancora su soluzioni alternative tipo i pannelli solari o l’energia idroelettrica che forse potrebbero funzionare, da noi, meglio rispetto all’eolico…. almeno in parte. Se i pannelli solari possono essere sfruttati solo in determinate ore (solari), sempre meglio che niente. L’energia idroelettrica é anch’essa una buona alternativa, scanso siccità e territori con poche risorse idriche, da poter sfruttare altrattanto parallelamente alla distribuzione classica di energia. Vi segnalo questo sito dove viene spiegato in modo sintetico l’energia idroelettrica: http://www.energoclub.it.
Il nostro Paese potrà essere si sfigato per quanto concerne conformazione morfologica del territorio, ma ripeto sta solo a noi sfruttare al massimo cio che le nostre risorse geofisiche offrono.
Per quanto riguarda il nucleare, mi fa piacere vedere che Danilo é concorde con quanto penso. Mi viene in mente tutta la polemica che nella seconda metà degli anni ‘80 ci fu sulla chiusura della centrale nucleare di Montalto, in coincidenza e di riflesso (soprattutto) del caso Chernobyl. Ho dei ricordi di quel periodo abbastanza chiari, seppur fossi piccola. I media fecero una campagnia spietata nei confronti del disastro Chernobyl. Ricordo il panico che suscitò la notizia anche in Italia (calarono le vendite per esempio sulle verdure, per non parlare poi di tutte le altre psicosi del caso…). anche qui vi consiglio un ottimo sito che affronta anche questo fatto: http://www.politicaonline.net.
Il nucleare, se saputo utilizzare nel modo piu opportuno, é a mio avviso una alternativa valida. Ma come spesso mi trovo a scrivere, il potere ed il denaro la fanno sempre da padroni. Quind fino a quando la politica internazionale non si deciderà a trovare dei giusti compromessi esisteranno sempre i risvolti negativi della medaglia che vinceranno sulle positività da sfruttare.
Inoltre sui generatori di corrente che sfruttano le correnti marine credo che nel mediterraneo sia da escludere considerando che prima di tutto é un mare e non un oceano, quindi gia da questo si deduce a logica la differenza tra correnti e quindi forze maggiori/minori di onde. Poi il nostro é un mare chiuso.
Le uniche onde (anomale) che abbiamo in Italia, é il caso di dire, sono formate da Politici. Dei veri e propi stunami umani.
Quindi Cara Alix, la politica, in special modo da noi, causa piu disastri velati da conflitti di interesse ed i cittadini questa rabbia la riversano con gli stessi comportamenti dei politici. Siamo o no il Paese degli inciuci, delle raccomandazioni, delle mazzette….? Pure per mettere il propio figlio a lavorare in comune si cerca il politico che ci raccomandi. Quindi il sistema fa comodo pure al cittadino, che se vogliamo é ancora piu subdolo dei politici, propio per il fatto che di questo sistema ne fa una critica costante con tanto di lacrime di coccodrillo. Chi ci governa, a prescindere dall’orientamento politico, é solo l’immagine del cittadino medio italiano. I film di Alberto Sordi, li trovo molto piu invoga ora che non 40 anni fa.
Infine, Danilo credo che da quel poco che ho visto, tu abbia delle potenzialità, come spesso si é fatto presente su questo blog un po tutti quanti, mai arrendersi anche se gli orizzonti non sono favorevoli. Se tu non lo avessi gia fatto, prova ad inviare le tue idee a I- I. Mai arrendersi e sempre a testa alta. Non molto tempo fa, ho inviato dei mieie articoli pubblcati ad un giornale nazionale, non hai idea cosa si siano inventati pur di scoraggiarmi, dopo aver constatato delle mie doti nello scrivere e strutturare una intervista e articolo. Lo ho madati garbatamente a quel paese, dopo aver consegnato i miei articoli a chi di dovere. Non avrò fatto una mossa da furba, ma i rospi amari si ingoiano si presentino persone laddove inteligenti. Ma non demordo.
Poi per quanto riguarda l’uso del colore, lo trovo sublime. A me torna alla mente Benetton, uno fra i primi fautori dell’uso del colore o Marni, altro grande stilista che adoro. Lui ha una grande raffinatezza nell’accostare i colori ad un design geometrico. E qui mi riallaccio al grande Kandnskij che dell’uso del colore e delle linee ne aveva fatto la concezione della sua arte.
February 15th, 2008 at 3:51 pm
beh grazie Giulia. Io non demordo perchè credo di avere un prodotto abbastanza unico o cmq particolare. L’Arte è un mondaccio e va avanti per meccanismi che con l’Arte hanno poco a che fare.
Con Antheus abbiamo un buon contatto, ma non sono qui per questo. I canali sono molteplici e differenziati ed anche esteri. Poi, se loro vogliono far qualcosa, tanto meglio…..
Il colore è importante,ma il concetto lo è di più. Non fatevi irretire dai miei colori senza guardare bene cosa dico con le mie cose…….
Una sola cosa sul nucleare: nell’86 ci fu Chernobyl. Mio padre era nella Protezione Civile, VVF. Sempre sano, mai una malattia. Nell’89 muore di cancro al colon, così, in tre mesi. io credo sia dipeso da quella esposizione (andavano in giro a far prelievi ecc), ma questo non mi deve far rinunciare all’idea che ilbuon nucleare (non quello sovietico) sarebbe stato necessario anche qui da noi. Grazie ancora a tutti.
February 15th, 2008 at 8:37 pm
@Danilo comprendo molto bene sulle difficoltà che esistono nel riuscire a fare delle propie passioni una professione, magari anche retribuita. Ne so qualcosa anche io nel giornalismo. Per il momento ci sro lavorando molto e a gratis. Spesso non si immagina il grosso lavoro che c’é dietro la preparazione di un articolo. Oltre ad una buona cultura e capacità stilistiche di scrittura, bisogna aggiornarsi quotidianamente. Quindi tutte le mattine, prima di entrare in ufficio, mi ritrovo sempre sommersa nella lettura di quotidiani, essere sempre pronti nel tirare fuori argomentazioni interessanti di cui poco si parla, farsi due p….e enormi per farsi rilasciare una intervista……. Ingoiare tanti rospi amari, vedersi passare avanti gente che di giornalismo ha una percezione minima di cosa significhi. Fare questo mestiere é, a mio avviso, avere tanta passione nel raccontare alla gente degli eventi che abbiano un’anima e che trasmettano delle emozioni sul tema, dare un senso alle parole, non lasciando che la notizia di cui si parla sia fine a se stesa. Sono due mondacci, l’arte e il giornalismo. Pero bisogna mettercela tutta e credere molto in se stessi.
Poi i colri nell’arte, soprattuto nella particolarità delle tue ideazioni, credo che aiutino molto nel comprendere il messaggio che vuoi trasmettere….. non ha caso ho citato Kandnskij.
Parlare, infine, di nucleare in quel preciso periodo storico é sempre molto delicato e complesso. Eravamo agli sgoccioli della Guerra Fredda e l’uso del nucleare da parte dell’ex Urss, era un tema molto scottante (anche se con la Russia non é cambiato forse un gran che…). Mi dispiace sapere che tu ne sappia qualcosa, che ti riguardi cosi duramente.
Da noi il nucleare era tutta un’altra storia, fortunatamente.
Buon fine settimana a tutti.
February 15th, 2008 at 8:57 pm
@Danilo Verticelli: Mi piacciono i tuoi lavori, sono veramente belli!
Per quanto riguarda l’energia rinnovabile credo che il nucleare possa solo essere una soluzione temporanea perchè bisogna pensare anche allo smaltimento delle scorie, all’inquinamento ecc., credo che la soluzione sia l’energia solare (almeno in Italia) e cmq credo sia meglio un paesaggio pulito ma “deturpato” da una centrale eolica piuttosto che un paesaggio inquinato ma “bello”.
Forse in futuro si potranno costruire delle centrali che siano anche belle esteticamente e/o che si mimetizzino bene con l’ambiente circostante; bisogna trovare nuove soluzioni…
February 15th, 2008 at 9:06 pm
Mi dispiace per tuo padre.
February 16th, 2008 at 1:13 pm
…si, è dispiaciuto anche a me, ma questa è la vita. That’s All Folks!
Le scorie le hanno anche tutti coloro che da sempre utilizzano l’EN per usi civili, perchè proprio noi dobbiamo porci questo problema come insuperabile o deleterio?
Un’opzione deve essere anche paesaggio pulito e non deturpato (in fondo i nostri paesaggi non sono così inquinati no?). Ma una “centrale” eolica è un’area di diversi ettari e quindi perde il senso di “centrale” per assumere quello di “periferia” eolica. E’ un insieme di torri (almeno 4 e fino a 10/20) distanti decine di metri l’una dall’altra e sistemate in modo che i flussi di uscita dalle eliche non influenziono quelli di entrata nelle pale di dietro. Alla fine, il consumo di paesaggio, se così si può dire, è notevole. E’ quindi necessario posizionare le “centrali” laddove il paesaggio non è esigenza primaria. Sui porti ad esempio o vicino alle città o alle industrie o alle centrali stesse. Ma l’orografia italiana, come già detto, consiglia di mettere i ventilatori sulle montagne (ad Avezzano ne è pieno, così come verso il Casentino a Firenze) e lì di paesaggio sensibile ce n’è purtroppo molto.
Guardate che non è un problema semplice. Si è sforato dal tema del blog che, ritengo, avesse preso l’argomento della ricerca sull’energia negli USA per evidenziare il desiderio e lenergia appunto dei giovani in quel paese. Il problema è che siamo civiltà diverse, la nostra filosofica, la loro pragmatica. Linguaggi diversi, capacità di verse di affrontare i problemi. Noi li svisceriamo, loro li superano.
Lapo, se ci leggi, tu sai come noi quali difficoltà sussistono nell’affrontare la ricerca e l’estabilishment industriale, basato su assistenzialismo e rendite posizionali. Ma la soluzione è ben lungi dall’essere trovata. Ilmondo va a rovescio.
Proprio ieri ho approfondito certe tematiche sul valore della cartamoneta e ho scoperto che la Banca d’Italia è una società di privati e che la BCE stampando gli euro in carta incassa pari pari il valore che c’è scritto sopra, senza fare niente, per il solo fatto che lo fa. Questo è il debito pubblico. E l’azione si chiama da secoli “signoraggio”.
Con queste norme medievali, dove pretendi di andare?
February 16th, 2008 at 3:11 pm
non condivido quanto dice qualcuno che i pannelli solari sono brutti…a monaco il bmw welt è stato realizzato con celle fotovoltaiche…solo che in italia siamo molto lontani da avere l’idea di realizzare gli immobili con i pannelli solari integrati nella architettura…
February 16th, 2008 at 3:29 pm
…sostanza: quanti più biglietti vengono messi in corcolazione, tanto più la BCE, e quindi le banche (di privati) che la compongono, incassa e tanto più il debito pubblico (che è costituito dal valore nominale stampato su ogni banconota + il tasso di sconto) aumenta. Considerando che gli euro sono carta straccia perchè non esiste un controvalore in oro depositato da qualche parte, sarebbe il caso che di moneta circolante ce ne fosse sempre meno. Domanda per gli specialisti: nel caso di pagamenti con carta di credito, cosa succede? Ciò è comunque indice di un sistema malato e virtuale, in cui il valore del denaro è completamente effimero e non coperto da alcuna riserva aurea. Il denaro circolante è carta e basta, il denaro attribuito ai conti correnti non è neanche quello. Tutta la ricchezza del sistema economico vigente nel mondo è affidata alla memoria di hard disk ed alla convenzione che quella carta valga ciò che vi è scritto. In pratica: il denaro non esiste e la ricchezza è una convenzione.
Qui ho proprio sforato, ma la cosa mi sembra interessante………….
February 16th, 2008 at 6:31 pm
Appena posso mi piacerebbe andare in Peru’ o Equador.Se proprio… mi potrebbe bastare il Messico
February 17th, 2008 at 1:56 am
Qui si parla di temi fuorvianti ma pur sempre interessanti. Partirei da questa frase: “il denaro non esiste e la ricchezza è una convenzione.” Aggiungerei che: “La ricchezza é in mano a chi se la può comprare e che il valore della moneta ha sempre avuto un circuito di lobby. Non é quindi una scoperta dell’ultima ora che le banche e le assicurazioni siano affidate a degli Enti Privati”.
Il Signoraggio, Caro Danilo, nasce propio in America…. quindi, parafrasando la tua affermazione sul buon utilizzo delle energie americane, mi pare che sconfinino molto sul lato valutario. Pensiamo un attimo alle carte di credito, quale paese al mondo detiene il primato di produzione delle carte (di plastica) e di fruizione di esse? Gli States, non erro. Cosa significa fomentare l’uso di tale strumento di pagamento? Significa: 1) Introiti abnormi sui tassi di interesse, soprattutto con le nuove (almeno qui in Italia), carte revolving (che permettono dei micro finanziamenti rigenerabili. Teoricamente quindi prima di estinguere il debito dovrebbe passare un bel po, accrescendo il taeg); 2) Con l’uso di carte di credito diminuisce il potere valutario e di potere di acquisto.
Il fatto che che il pezzo di carta (scusate il termine rozzo usato) sia carta stracci lo era alla fin fine pure 20 anni fa (durante l’era Craxiana mi pare che la lira fosse una moneta debole, eppure eravamo la IV potenza mondiale o mi sbaglio?). Non credo sia una grossa novità. Piu semplicemente credo che l’ingresso dell’euro sia giunto in un periodo cruciale per l’economia mondiale: anno 2000, ingresso dell’euro ed una certa crisi economica era gia nell’aria. 2001, attacco terroristico alle torri gemelle ed invasione in Afghanistan. 2003, III guerra del golfo (il motore della macchina - denaro / guerra americano ed europeo in moto): Crisi economica mondiale, con una America finanziariamente inginocchiata (grazie anche ad ad una politica finanziaria di Clinton gestita al rialzo. Quindi il ribasso dell’economia statunitense era gia di per se prevedibile solo per questo). Come conseguenza l’Europa ha visto bene di innescare il mitico euro in questo periodo. I vantaggi quali sono: sempre piu minore potere di acquisto e banconote che potenziano all’ennesima potenza le lobby europee. In quanto al fattore oro come metallo puro ( non lavorato) il problema é un po piu ampio. In fasi di appannaggio come quello attuale questa materia prima subisce forti rialzi, calcoliamo che un grammo di oro oscilla tra i 15 ai 20 euro. Otto anni fa aveva una media di 11 euro al grammo circa ( in piu ovviamente c’é da aggiungere la manifattura, l’iva, i dazi doganali per l’export, tassi e cavoli vari per il prodotto lavorato e finito….. ma questa é un’altra storia lunga e complessa da raccontare). L’oro, senza dubbio si destabilizza non per un discorso legato strettamente alla banconota, ma ad un potere di acquisto ok. Se non riesco ad arrivare a fine mese che mi compro la catena d’oro da 800 euro,nooooo? Semmai preferisco risparmiare per farmi un mutuo trentennale per l’acquisto di una casa, oppure un finanziamento per comprarmi una macchina, un computer per il figlio, etc etc etc…. finaziamenti a taeg variabili (consigliati dalle banche stesse, in modo tale che le percentuali su tassi oscillano cosi bene da poter spillare piu soldini ai correntisti….. e qui sono stupidini i consumatori….. un tasso invariabile é meno rischioso). L’oro dunque non é piu un bene di rifugio come lo pooteva essere un tempo. Le leggi di mercato hanno sostanzialemte modificato profondamente la cultura della società. Se un tempo si regalava la catenina d’oro, per far un esempio simbolico, per le comunioni i battesimi…. (cmq sia per gli eventi piu importanti della vita) adesso si punta su altre tipologie di beni: una fra tutte é l’informatica. Grazie all’avvento di colossi come Microsoft o Apple. Oppure si preferisce investire sul mattone, come accennavo prima. Quindi non scandalizziamoci sul non valore della banconota perche é un problema che esiste da, non decenni, forse da quando é iniziato lo scambio commeciale e le prime banche durante il rinascimento, quindi da secoli. Questi problemi ci saranno sempre piu in avanti. Attualmente in Europa quelli piu accorti sono stati i britannici mantenendo furbamente la sterlina, prima ancora di loro gli svizzeri, considerandosi zona neutrale fin dagli anni ‘50.
Tornando un passettino indietro, Caro danilo mi parli di ventilatori in Casentino dove si trova tra l’altro uno dei piu bei parchi naturalistici d’Italia. Ad Arezzo però la polemica politica é ancora in atto sull’inceneritore a ridosso della Val di Chiana (zona altrettanto bella della mia provincia. Consiglio a tutti di visitare questa meravigliosa vallata). Abbiamo questa struttura ormai vecchia che a mala pena riesce a bruciare un quinto della produzione della provincia (calcolando che in quanto a raccolta differenziata tra l’altro siamo messi maluccio, solo il 25 % della popolazione segue un acorretta differenziazione). Polemica accesa tra la giunta comunale ed il Presidente del Regione Martini ed il Presidente della Provincia di Arezzo che vuole l’ampliamento della struttura. Uno schifo…. da aretina francamente mi vergognio per cio che sta accadendo. Mi fanno incavolare a morte certe questioni. Non voglio andare oltre altrimenti farei un commento lungo una settimana.
February 17th, 2008 at 1:57 am
Comunque spero di essere stata chiara almeno sulla parte iniziale. Ciao a tutti
February 17th, 2008 at 12:02 pm
L’euro, il dollaro, il gold exchange…ah che mi hai fatto ricordare! I vecchi tempi in cui mi laureai in Scienze Politiche! Nessuna e dico nessuna moneta al mondo (forse a parte e in parte la sterlina) è ancorata più all’oro. L’euro è agganciato all’economia europea e il suo scopo è quello di “scalzare” iò dollaro come moneta “franca”, ma per fare questo il suo valore deve mantenersi costantemente al di sopra del dollaro per diversi anni a danno delle esportazioni ecc. Il motivo? Molti benefici: esempio gli USA combattono l’inflazione semplicemente stampando moneta e mettendola in circolo oppure sono sempre gli USA in virtù del dollaro che decidono le politiche del FMI e della Banca Mondiale and so on, certo ora bisogna fare sacrifici ma fra una decina d’anni si recupererà con gli interessi. Il dollaro non è più agganciato all’oro di Fort Knox dagli anni ‘70 e viene tenuto basso volontariamente per favorire le esportazioni come del resto fa la Cina con lo yuan e ha fatto il Giappone negli anni ‘80 e ‘90, ovviamente una politica economica del genere non può durare a lungo e alla fine va a danno di chi la fa. Sono stati scritti interi trattati economici in merito ma sintetizzando vi dico: la BCE sta aspettando al varco un tracollo dell’economia statunitense e trasformare la UE nella superpotenza economica mondiale (e una moneta forte è essenziale) da superpotenza regionale e questo è il primo passo per scalzare gli USA anche come superpotenza politica (si diventa prima una superpotenza economica e poi politica). Gli USA in questi ultimi anni stanno attuando una politica esterna molto aggressiva e apparentemente inspiegabile perchè sente il suo trono vacillare: la UE, la Cina (fra qualche anno la Russia e forse anche l’India). Le missioni in Afghanistan, in Iraq (e in futuro in Iran)sono missioni suicide e lo sanno tutti quelli che ne capiscono di Medio Oriente: Karzai, ad esempio, viene soprannominato il sindaco di Kabul perchè non ha alcun potere nel resto del paese. Se si volesse risolvere la questione mediorentale basterebbe risolvere la questione palestinese (la soluzione c’è ma nessuno vuole adottarla perchè significherebbe inimicarsi Israele ed essere tacciati di antisemitismo: il fatto è che gli Israeliani stanno sterminando il popolo palestinese che viene considerato un cancro da estinguere. Vi ricorda niente?) e la questione Arabia Saudita che è la vera roccoforte del terrorismo di matrice islamica. Le missioni in Afghanistan e in Iraq servono a far girare l’economia americana e a dimostrare che sono ancora loro la superpotenza. Che centra questo con le energie rinnovabili?Niente, ho divagato…lo so che il commento è lungo ma sono stati scritti diversi trattati su questi argomenti ed io ho cercato di riassumere.
February 17th, 2008 at 2:14 pm
Beh si, chiarissima. E grazie per la delucidazione dovuta e necessaria.
Due piccoli post it:
la mia affermazione sulla “straccetà” della moneta di carta non era tanto riferita al potere di acquisto della stessa (variabile appunto con le politiche e conomiche e con gli eventi della vita), ma prorpio al fatto che una banconota di carta costa 0,03 euro e non è “coperta” da una riserva aurea come invece usava fare prima dell’Euro e come credo usi ancora negli USA, dove ad ogni dollaro in circolazione equivale un qualcosa di oro, depositato credo a Fort Knox o non ricordo dove.
Quindi il valore di una banconota è simbolico ed assegnato “tipograficamente”. E’ come se io vendessei appartamenti sulla carta senza averli costruiti, maari come bene rifugio, e quindi senza necessità di abitarli. E che questi appartamenti continuino a passare di mano in transazioni legali ma pur sempre prive di oggetto. Se alla fine uno si stufa e dice: ora voglio andare ad abitare la casa, datemela, nasce il problema che questa casa non esiste. Esisteva un disegno, una descrizione, un valore accreditato da un perito, ma la casa no. L’Euro è uguale: esiste sulla carta manon altrove. Un biglietto da 10 euro costa quanto uno da 500 appunto 0,03 euro di stampa e carta e distribuzione. Stop. Il resto è una convenzione……. Su questo meccanismo iniziale perverso si è innestato tutto ciò che hai ben descritto sopra. hai fatto caso che quando il signoraggio lo faceva la Banca d’Italia (SpA di privati), sulle banconote c’era scritto : pagabile a vista al portatore? Ora non c’è più scritto. Così come non c’è scritto Repubblica Italiana, perchè i soldi sono di proprietà della BCE che li presta ai vari stati in cambio del valore tipografico più il tasso di sconto. In questa ottica mi sembrava che il pagamento in carte di credito eliminasse la necessità di moneta circolante e quindi di “controvalori tipografici” che lo Stato e quindi noi dobbiamo pagare per la sua presenza. Ma se mi dici così, mi adeguo alle tue considerazioni….
Secondo post it: l’oro di cui parlavo non era appunto inteso come bene di investimento ma come “bene copertura” della moneta circolante.
Ci scusino i lettori di queste divagazioni su campi che forse poco hanno a che vedere con la “mission” di I-I, ma la provocazione di Lapo è forte ed investe poteri e possibilità superirori alla mera constatazione di desideri e potenzialità più omeno espresse da noi e dagli States. La ricchezza (interiore come puramente materiale) è figlia appunto della mancanza di debiti e se partiamo già oberati dal fatto che abbiamo l’Euro invece del Dollaro, il problema di essere competitivi ed entusiasti diventa di colpo una delle risposte al blog di Lapo. Grazie Giulia per l’intervento.
February 17th, 2008 at 2:41 pm
@Paolo: è vero. Ma parlavo del patrimonio esistente. Pochi nuovi edifici non fanno testo. Qui si parla di soluzioni a larga scala e sappiamo tutti cosa vuol dire lavorare nel centro di Siena o anche a Roma o a Spello, ecc…….
February 18th, 2008 at 12:37 pm
Premetto che non sono una economista e che la mia preparazione ha basi culturalmente classiche. Quindi tutto ciò che scriverò sono semplici considerazioni personali e di come vedono i miei occhi il sistema economico - finanziario. Non vorrei, perciò, passare da un Giulio Tremonti II fautore della finanza creativa. Fondamentalmente ritengo che, come principio di base, l’euro sia tutta una impostura per i consumatori ed un grosso vantaggio per l’alta finanza, di riflesso che si estende anche all’economia mondiale. Ciò che volevo dire sulle carte di credito ripeto é che sono nate per arricchire le banche e gli Istituti che le emettono (Visa, American Express, Master Card colossi americani insomma) tramite i tassi di interesse. Conclusione: meno liquidità e maggiore debito per i cittadini, tutto virtuale appunto. In base a questo concetto, ora piu che mai le Istituzioni private e pubbliche (Banca d’Italia compresa) ci guadagnano e sempre piu a scapito del comune consumatore, proprio per quel fattore di cui parlava Danilo: euro = banconota fittizia, senza un controvalore effettivo. Molte cose in fatto di condizioni d’uso o non vengono enunciate o al contrario spiegate male, in modo tale da depistare il fruitore (me compresa, per carità…. I am ignorant about economy!). Per quanto riguarda la riserva aurea negli Usa esiste bene ancora oggi, ed ogni dollaro equivalente al metallo prezioso viene proprio depositato a Fort Knox, dove chissà come mai esiste una riserva militare …….. ( dal nome sembra quasi di uscire da un film di Ford con l’esercito nordista, gli indiano e l’età dell’oro…..). Per quanto riguarda l’oro, il detentore rimane sempre la banca o il banco metalli che però non ha monopolio in tal senso (deve sempre acquisire all’Istituto bancario). Esiste, esiste ancora la riserva aura in Italia e in Europa. I passi e le definizioni sono solo semplicemente camuffati, molto piu che rispetto all’America dove hanno un sistema economico e fiscale molto diverso e semplificativo rispetto al nostro.
February 18th, 2008 at 12:47 pm
A Dama dico che il tracollo dell’economia statunitense è gia in atto. Ripeto, la gestione Clinton ha gonfiato l’economia americana, influenzando le borse e i mercati mondiali e di riflesso Fort Knox . Con Bush poi si è avverato l’esatto contrario, in parte per fatti internazionali difficili da gestire per chiunque. Ma resta il fatto che la sua amministrazione ha facilitato un meccanismo tale far decadere il dollaro(il deprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro ha influenzato in buona parte anche i mercati internazionali, tra cui l’Italia, grande esportatore verso gli States). Se gli Usa cedono, di riflesso cede anche l’Europa. Per non parlare poi della crisi scaturita dai mutui. Affermare che la politica o gli eventi collaterali ad essa siano di riflesso all’economia mi pare una grande baggianata, camminano semmai di pari passo. Le esportazioni, parlando dell’Italia nei confronti degli States hanno avuto un forte boom dagli anni 70 fino ai ’90. Ora con il dollaro debole nei confronti dell’euro, i dazi doganali a mille, l’export ed import tra America e Italia, il tutto è degenerato abnormemente. Prima che la Romania, per esempio, entrasse nella comunità europea, riusciva a fare da ponte tra i due Stati sia in fatto di abbattimento di costi di produzione che di dazi doganali. Adesso esiste la Turchia, ma è difficile entrarci per tutti, perché di riflesso allacciata alla Russia (senza contare la sua vicinanza all’Afgnanistan). La Russia è attualmente la contraddizione dell’Europa. Potenza e miseria assieme. Mafia e burocrazia inquinata (la nostra mafia è da solletico a confronto), economia e finanza da Lobby vertiginosa. Entrare in questo mercato senza rischiare è da paraculati …. scusate il termine. Però è un mercato che potrà potenzialmente dettare la sua, dipende da come si muoverà l’America e l’Europa. La Cina temo che se non cambierà politica ed economia interna potrà avere una grossa crisi. Ha avuto troppa crescita in tempi eccessivamente ristretti, e copiano molto piu dei giapponesi (però il Giappone è gia totalmente differente…). L’India? Grandi Ingegneri e popolo in forte espansione economicamente e culturalmente parlando (dal Cinema, dall’oreficeria, al tessile). L’Arabia Saudita non è terrorismo fanatico, come intendiamo noi… altrimenti si rischia di generare confusione e maggiore ignoranza verso i popoli islamici in generale. L’Arabia Saudita è semplicemente lo stato del medio orientale che economicamente detiene il monopolio petrolifero e finanziario. E’ un porto di slancio tra Occidente ed estremo oriente. E’ fulcro del mediterraneo, è lo Stato che detta tra le righe la politica estera dei vicini paesi, ma non in fatto di islam e/o terrorismo, non gli converrebbe cosi tanto come apparentemente si può immaginare ( non ha caso non è un produttore di armi, le armi semmai le comprano da noi occidentali.). In Arabia Saudita ci sono stata spesso per lavoro ed è un mondo a parte, difficilmente spiegabile in poche parole…..
Per concludere ringrazio Danilo e Dama per il loro intervento, i quali hanno ulteriormente stimolato una riflessione interessante tratti da degli spunti di Lapo. Un caro saluto a tutti.
February 18th, 2008 at 3:25 pm
… senti, mi sa chi ci pigli per il culo quando dici che non ti intendi di economia eh…
Aggiungo, concordando, che spero che quando le condizioni di vita in Cina saranno migliori, risorgano le spinte autonomiste delle varie nazioni ed etnie inglobate durante la Marcia Rossa, diminuendo il potere centrale ed ampliando le diversità anche economiche di quell’area del mondo.
Se mettessimo anche noi dazi a chi di dovere forse riusciremmo a fare qualcosa in più, ma si sa: l’Europa deve far vedere di essere perfetta e liberale (solita facciatina da verginella pudica dovuta alla mancanza di cosiddetti) e quindi tutti proteggono i fatti loro, meno noi, che importiamo carciofi dall’Egitto!!!!
Domanda (anche se il mio intervento era più filosofico che economico) ma se gli Euro aumentano il debito pubblico e le carte di credito quello privato, qual’è la soluzione? In un modo o nell’altro siamo sempre oberati……
February 18th, 2008 at 5:33 pm
oh Danilo che ti arrabbia: Oh tu sta ‘almino, che ti agiti…… Chi prende per il culo non sono io, noi…. sappiamo chi….. Bhe che dire, parafrasando un detto toscano: “E’ meglio un morto toscano, che un americano all’uscio”. L’America, sia in fase di grassa sia di magra, detta sempre le regole del gioco. L’economia la vedo, concettualmente parlando - non filosoficamente, poiche troppo astratta per il danaro - come lo scacchi. E’ solo strategia pura composta da pedine, con una gerarchia feudalesca. L’Europa, stanca di questo monopolio made in Usa ha pensato bene di inventarsi la “monetina - specchitto per gli allori”, con tutta una diatribia e conflittualità di interessi enormi. La soluzione, paradossalmente non esiste poiche la posta in gioco é fin troppo elevata, ma ritengo che il male minore sarebbe stato quello di non inventarsi l’euro e rimanere come eravamo 9 anni fa. L’Europa potrà voler apparire liberale, ma non credo che possa reggere la mancanza di attributi nei confronti di Usa o Giappone, logorata da retaggi antiquati e di poco spessore finanziario. Del resto la colpa é solo dell’Europa stessa se ha concesso troppo alle multinazionali degli States ( che si garantiscono un piccolo popolo - quello ebraico - che fa ruotare un mercato) e Cinesi, Giapponesi e Sud Coreane.
La Cina come dici tu potrebbe essere un buon repellente slutare per l’economia mondiale. Abbaterebbe forse molti costi superflui e togliere un po di potere a chi non dovrebbe averlo….
February 18th, 2008 at 6:19 pm
ahi ahi, qui si fanno i nomi……
February 18th, 2008 at 10:27 pm
L’Arabia Saudita finanzia letterlamente il fondamentalismo e il terrorismo di stampo sunnita: suoi emissari vanno nei villaggi dei paesi arabi a offrire soldi, finanziamenti ecc. in cambio di imam wahabiti (il wahabismo è un tipo di fondamentalismo islamico, forse anche più pernicioso di quello dei taliban) e di uomini disposti a sacrificarsi per il jihad (è maschile) minore (ossia armato) le cui famiglie verrano mantenute a vita…
Effettivamente c’è l’oro a Fort Knox ma non è a garanzia del dollaro, la convertibilità è stata sospesa nel periodo della crisi petrolifera degli anni ‘70 (non ricordo l’anno preciso) e poi con più di tre trilioni (trillion) di dollari di debito pubblico non potrebbero convertire i dollari in oro nemmeno volendo.
Può sembrare assurdo ma senza l’euro avremmo fatto la fine dell’Argentina che è crollata in seguito a: forte debito pubblico+moneta debole+situazione economica generale simile a quella italiano+crisi di una delle più importanti aziende nazionali. Se avessero avuto una moneta forte il colpo della crisi dell’azienda sarebbe stato minore perchè avrebbe evitato l’attacco speculativo internazionale con conseguente crisi di liquidità prima e bancarotta poi…Da noi invece c’era solo l’imbarazzo della scelta, FIAT, Alitalia, Parmalat, Cirio: le crisi di queste nostre aziende sono state ammortizzate da tutta l’area euro (meno male!). Mi rendo conto che è una semplificazione ma spero di essermi spiegata.
La Cina non è “ethically correct” mentre l’Europa sì (almeno in teoria) per cui ha più credibilità politica internazionale rispetto al Gigante cinese.
February 19th, 2008 at 11:45 am
E’ vero, senza Euro saremmo in qualche problemino, anche se mi sembra che l’Argentina non stia tanto male e cominci a risorgere (evidentemente le botte fanno bene ogni tanto).
Il fatto che l’economia industriale italiana sia (stata) in mano a dei mariuoli non ci consola sul fatto che il meccanismo tecnico con cui si batte moneta attualmente sia causa del debito pubblico.
Se ci stampassimo l’Euro in Italia e se ogni Euro nazionale appartenesse alla repubblica o monarchia rispettiva, non dovremmo regalare soldi alla BCE e quindi alle banche che la compongono. Volete sapere chi sono gli azionisti della Banca d’Italia, l’istituto di banche e assicurazioni che dovrebbe vigliare sulle banche e sulle assicurazioni? E che lucra sull’Euro attraverso la BCE? Ecco:
Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3% 50
UniCredito Italiano S.p.A. 15,7% 50
Banco di Sicilia S.p.A. 6,3% 42
Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% 41
INPS 5,0% 34
Banca Carige S.p.A. 4,0% 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1% 16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0% 16
costoro incassano il 14,5726% degli utili della BCE. Non gli italiani, ma gli azionisti di tali istituti privati. E quei soldi sono il “debito pubblico” e lo paghiamo noi con le tasse. Perchè? Solo per farci fare da tipografia?
Ecco perchè non c’è sviluppo in Europa, perchè è asservita a banche e Assicurazioni e perchè le Leggi, sempre più restrittivie e cautelative e garantiste, vengono ispirate da banche ed assicurazioni per diminuire il loro rischio e quindi aumentarne gli utili. Tra poco ci obbligheranno a camminare con ginocchiere, gomitiere e caschetto, perchè potremmo scivolare e farci male e questo rappresenta un costo per le assicurazioni e per la società….
ma vaff…………
February 19th, 2008 at 12:20 pm
Cara Dama ti ringrazio per le tue delucidazioni sull’Arabia Saudita, notizia ormai nota e non irrilevante a tutti e di cui non ho tenuto affatto conto. Dal canto mio come ho gia detto non sono una esperta di economia a contrario di quanto ironicamente dice Danilo, quindi ho solo da imparare dalle vostre lezioni. Per quanto riguarda l’Euro è stranoto anche ai ragazzini delle medie che l’Italia sarebbe stata l’Argentina europea, se non avesse partecipato al sistema monetario europeo. Come è stranoto l’operato delle Banche. Ne abbiamo già abbondantemente accennato negli altri post. In questo senso hai perfettamente dato le ragioni del caso. Per quanto mi riguarda, il mio parlare sull’ euro era inerente alla Banca Europea. L’Italia l’ho tirata in ballo solo per un discorso di import ed export con gli States. Sulla Cina nessuno qui mi pare abbia mai negato il contrario di quanto tu affermi. Per quanto riguarda l’Europa non la metterei tanto sull’ethically correct, ma piu rozzolanamente su di una tradizione economica piu solida della Cina, per ovvi motivi politici e di mercato. Su Fort Knox cara Dama ti porgo un paio di domande: se con i vari scandali avvenuti allora a cosa gli serve l’oro in quel bel posticino? Se potresti darmi le spiegazioni ufficiali abbondantemente descritte nei manuali, durante le lezioni universitarie, attraverso tutti i media in genere. A cosa serve quell’oro li, non ufficialmente parlando, ma ufficiosamente? Mi interessa molto comprendere questo meccanismo subdolo e perverso degli Usa….. la data dovrebbe essere il ’71 (durante l’amministrazione Nixon se non mi confondo), quando appunto si scoprì “improvvisamnte” che l’oro in circolazione non era sufficiente a coprire la quantità di dollari in circolazione.
Piccola trasgressione non provocatoria: per sapere chi siano gli azionisti della Banca d’Italia, con dati annessi, basta dare un’occhiata ai bilanci ufficiali resi ovviamente pubblici.
Quindi annuisco ancora una volta che Danilo ha perfettamente ragione: il problema Italia non è essere o meno una Argentina, ma piuttosto avere legami con una certa politica europea. Il sistema bancario e assicurativo nostrano del resto è sempre stato di stampo stra usuraio. Esempio molto banale e di poco conto, ma forse puo far comprendere: i nostri conti correnti bancari sono fra i piu cari d’Europa.
Per quanto riguarda i finanziamenti ad Al Qaeda mi risulta che l’Arabia siano circa 20 anni che foraggia il terrorismo islamico sotto gli occhi indiscreti dei servizi segreti americani, considerando che: l’Arabia è il maggiore Paese produttore di Petrolio e l’America è il maggiore esportatore grazie alle sue multinazionali. Qui incalzo provocatoriamente è solo una questione di interessi che noi non riusceremo forse mai a comprendere ed il vero stronzo bigotto foraggiatore è l’America non necessariamente il mondo arabo. Quindi rafforzo ulteriormente quanto ho scritto in un altro post.
Rilascio qui sotto degli stralci di un articolo pubblicato su Repubblica se non ricordo male, articolo che porta la firma di di David E. Kaplan:
“ Dagli anni ’80 con la rivoluzione in Iran e l’invasione sovietica dell’Afghanistan, gli istituti di beneficenza dell’Arabia Saudita diventano la principale fonte di finanziamento della Jihad. Secondo. L’istituzione degli enti di beneficenza rientra nell’ambito di un progetto saudita da 70 miliardi di dollari per promuovere la diffusione della setta fondamentalista Wahabi. Secondo alcuni membri dei servizi segreti, la generosità degli arabi avrebbe indotto i funzionari Usa a chiudere un occhio: miliardi di dollari in contratti e borse di studio sono fluiti nelle tasche di ex-funzionari americani che avevano a che fare con l’Arabia Saudita - diplomatici, funzionari della Cia, segretari di gabinetto. Quinto. La riluttanza di Washington a confrontarsi con i sauditi rientra nel quadro degli errori compiuti dagli Usa.” Questo articolo lo avevo mantenuto per scriverne un mio pezzo su di un quotidiano, considerando la ricchezza delle informazioni utilia. Concludendo il vero vero fautore del terrorismo, ma quello piu subdolo e schifo l’ha fomentato l’America stessa.
February 19th, 2008 at 1:00 pm
scusate… ma perchè vi arrabbiate?
io non ero ironico, ero simpatico ammirato della competenza….
February 19th, 2008 at 1:00 pm
errata: simpatico
corrige: simpaticamente
February 19th, 2008 at 2:07 pm
@Danilo:
Caro nessuno si arrabbia. Molto probabilmente ho messo un po troppo impeto nel comunicare i miei pensieri. Mi dispiace quindi leggere le tue parole “simpaticamente errata - senza corrige”…. soprattutto mi dispiace vedere la tua risposta nell’altro post, riguardo a Firenze. Devo aggiungere che semmai il piu delle volte ho esaltato i tuoi pensieri rispettabili e giusti, almeno per quella che é la mia visuale su certi temi
@ X Dama
anch a te vorrei dire che l’energia che ho messo non era rivolta a te, ma all’importanza enorme che certi argomenti hanno, corredati da risvolti di conflittuaità di interesse.
February 19th, 2008 at 2:47 pm
si ok, ma perchè cosa ho detto contro di te nell’altro post? Lo so che hai esaltato i miei pensieri….

ma sei permalosa?
February 19th, 2008 at 5:02 pm
Danilo non sono assolutamente permalosa, ho altri difetti ma non questo. Volevo solo precisare che nessuno si e arrabbiato. Mi sembra solo un pri quo quo.
February 19th, 2008 at 9:05 pm
@ Giulia: Tranquilla avevo capito che l’energia era una conseguenza dell’argomento ed infatti anch’io sono stata energica per lo stesso motivo!
Per quanto riguarda l’oro di Fort Knox: (vado a memoria) l’oro serve come, diciamo così, ricchezza di riserva (infatti si chiamano riserve auree), in caso di crisi di liquidità si dà fondo all’oro (ma a quel punto è bancarotta), è l’ultima spiaggia di uno Stato che, oberato dal debito pubblico, non riesce a pagare gli interessi sul debito (il debito in sè non viene mai estinto ma si pagano solo gli interessi sul debito); è come quando una famiglia ingolfata dai debiti vende gli oggetti d’oro per far cassa. Spero di essermi spiegata, cmq cerco meglio sui manuali e nel caso avessi detto una castroneria rettificherò…
@ Danilo: La BCE stampa i biglietti che vengono ceduti all’Italia e alle altre nazioni perchè è lei che decide la politica monetaria all’interno di tutta l’UE (anche della zona non-euro) e quindi decide lei quanti biglietti e monete devono stare in circolo, i tassi di sconto ecc. e il metodo è proprio attraverso la “vendita” alle BC dei vari paesi dell’Euro (il fatto che le Banche italiane ci speculino sopra, a differenza degli altri paesi, non è colpa della BCE che non entra nel merito delle politiche bancarie nazionali). Però è vero fa una rabbia…
February 19th, 2008 at 9:32 pm
@ Giulia: Una chicca
Il traduttore dell’articolo di Kaplan ha fatto un errore madornale, jihad è una parola maschile, non femminile; deriva dalla radice trilittera “jhd” che indica tutto ciò che è connesso con lo “sforzo”, ijtihad, ad esempio indica lo sforzo interpretativo ed è una delle fonti del diritto islamico (non ugualmente importante per tutte le scuole sunnite). Il jihad nella fattispecie indica sia lo sforzo nell’affermare il vero Islam sia la difesa dell’Islam e ci sono due tipi di jihad: il “jihad maggiore” è lo sforzo di ogni fedele di mettere in pratica gli insegnamenti dell’Islam, il “jihad minore” (definito così perchè meno importante) è la difesa dell’Islam, anche ma non solo, con le armi qualora sia attaccato dagli infedeli o da membri di un’ Ahl al-Kitab (Gente del Libro, ossia Cristiani, Ebrei, Zoroastriani) che teoricamente non sono infedeli perchè credono nello stesso Dio dei musulmani. La differenza tra i due tipi di jihad venne fatta da Muhammad in persona. Un’ultima cosa: l’unica persona che avrebbe l’autorità nel mondo sunnita di dichiarare il jihad è il khalifa, cioè il califfo che non c’è più; mentre nel mondo sciita è l’imam che è attualmente (da quasi 1000 anni) in occultamento e ritornerà alla fine dei tempi (infatti viene definito al-Mahdi, l’atteso. Noi aspettiamo il Messia e loro l’Imam), l’imam non è ovviamente lo stesso per gli sciiti ismailiti (il cui capo è l’Aga Khan) e gli sciiti imamiti (quelli iraniani per intenderci). Dimenticavo: per i sunniti l’imam è colui che guida la preghiera del venerdì, quelli che abbiamo noi gli sciiti non definiscono imam colui che guida la preghiera del venerdì.
p.s. Piccola digressione erudita, spero di non essere stata leziosa o troppo tediosa!
February 19th, 2008 at 11:39 pm
ehm… domandina ebete: ma perchè qualcuno deve lucrare sulla “stampa” dei soldi? Non sarebbe più semplice affidare la stampa a tipografie “centrali” e punto e basta. Tanto, se non c’è oro a coprire il liquido circolante, che questo sia stampato in BCE o in BC cambia poco, è sempre carta straccia e la ricchezza in questo caso, veramente è una convenzione.

Ci credo che la BCE decide la politica monetaria dell’Europa: ci guadagna sopra! Ma lo sai che anche Inghilterra, Danimarca e Svezia, pur non avendo adottato l’Euro, per il solo fatto che sono nella BCE incassano il signoraggio?
Credo, molto terra terra quale sono, che siano tutti dei compagni di merende (a proposito di Firenze) e che si facciano i loro giri alle spalle dei cittadini europei.
Fa rabbia? Ma io con le mie tasse devo far arricchire la Cassa di Risparmi di Bologna o il Monte dei Paschi di Siena o le Assicurazioni Generali, ecc? E perchè? Che mi danno in cambio questi emeriti? Perchè un manipolo di privati riuniti in cartello ha deciso per decenni la politica monetaria italiana, comprese le svalutazioni? Pensate che l’abbiano fatto con interesse a noi o alle loro quote azionarie o magari con un occhio agli investimenti che loro avevano fatto all’estero?
Chissà perchè Mediobanca non figura tra gli azionisti della BC italiana……
Fa rabbia? A me fa schifo……
February 20th, 2008 at 1:14 pm
@Cara Dama
ancora una volta niente da rettificare sulle tue spiegazioni sempre esaustive e precise. Hai spiegato molto chiaramente quindi il concetto di riserva aurea fine a se stesso. Certo é ovvio: qualora si venisse ad intaccare quella riserva si creerebbe un debito pubblico tale che il metallo prezioso non sarebbe sufficiente……. si arriverebbe rapidamente alla degenerazione catastrofica della crisi argentina del 2001. A prescindere da questo, la mia domanda era piu complessa. Seguendo il principio: dal ‘71 il sistema monetario fondato sull’oro é stato sostituito al valore monetario basato sul dollaro, l’America ha cosi potuto giocare molto distribuendo dollari e prodotti a iosa e senza piu intaccare le loro riserve in oro, comprando beni dagli altri Paesi. Ovvia conseguenza un debito annuo nei confronti di paesi esteri sempre piu in aumento ( mi pare che il debito americano si aggiri abbondantemente sui 60 milioni di dollari l’ora, finanziando l’economia mondiale. Debito che di conseguenza coincide con le riserve internazionali).Ovviamente con le riserve auree questa logica di liquidità enorme, stampando titoli di debito, non sarebbe potuta sussistere poiché bloccata da motori di regolazione automatici. Durante il periodo dello standard aureo le banche non fallivano: dagli anni ’70 in poi invece questo aspetto è sempre piu frequente. Le crisi delle banche costringono i governi ad indebitarsi per saldare i creditori e creano un enormità di produzione di beni e insostenibili prezzi azionari. Le banche falliscono perché la discesa dei prezzi degli apparati finanziari e quella dei beni rende impossibile il pagamento dei debiti contratti nella fase di boom. In tutto questo scenario i mercati asiatici stanno subendo onerosamente questa bolla di sapone: è per questo che citando la Cina dicevo che è a rischio, non essendo paragonabile alla maggiore solidità degli stati europei e non dovendo sottostare a dei parametri economici comunitari, piu una BMI. Attualmente gli americani acquistano beni in Asia, gli asiatici usano i dollari ricevuti per comprare azioni, obbligazioni e immobili statunitensi. Per tutti gli anni ’90 ( con l’amministrazione Clinton come spesso ho detto) l’eccedenza dei partner commerciali dell’America arrivò a 400 miliardi di dollari e poiché questi dollari non poterono più essere indirizzati nell’acquisto di nuovi titoli di stato comprarono obbligazioni societarie e immobili facendo scaturire tutta una serie di bolle speculative gigantesche: quella sul mercato immobiliare, obbligazionario ed azionario. Per l’america aumentare il proprio debito al ritmo del 5% annuo del loro pil e sostenere un deficit di 500 miliardi di dollari, avrà inesorabilmente un effetto di grave crisi mondiali, perche il motore dell’economia del pianeta si basa proprio sulle loro esportazioni. Allora questo deficit è la vera causa dell’esplosione del credito mondiale creando danni enormi a tutti quanti, Europa compresa. Fino a quando non si arriverà ad un equilibrio il dollaro andrà sempre piu in discesa. Quindi rigenerando liquidità come i banchieri centrali stanno facendo porterà la crisi a rafforzarsi sempre di piu. Questi stronzi hanno il potere in mano dagli anni 70. In qualsiasi momento possono dire in questo paese si ad un boom in modo tale da arricchirsi sempre sia in fase di positività che di passività.Ecco dopo questo bel riassuntone, Cara Dama la domanda che non avevi colto – perche spiegata da fare schifo – era questa : secondo te cosa ha spinto i B…….i negli anni 70 ad intraprende