Riflessioni sul caso Pistorius
(di Antheus)
Come spesso accade in questo blog, ogni tanto si va fuori dal seminato inserendo nuovi temi e argomenti. Vedo peraltro che i nostri lettori e commentatori gradiscono queste incursioni “sullo sterrato” e sul fuori tema. Che poi fuori tema, ma neanche troppo. Anche in questo caso si parla di parole e di valori che ricorrono spesso in questo blog: coraggio, virtù, indipendenza, magari declinati in modo diverso.
Volevo parlare del caso Pistorius, cioè dell’atleta portatore di handicap che, grazie alla tenacia, al carattere, alle sue sofferenze, alla voglia di sana sfida e alla prodigiosa ricerca tecnologica, gli hanno permesso di gareggiare e vincere contro gli atleti “normali”.
La recente decisione di non ammettere le sue protesi ai prossimi giochi Olimpici mi porta a fare una serie di riflessioni. Anche nel mondo sportivo, perfino quello dell’atletica non così ancora inquinato da interessi economici e di potere, quello che conta è soltanto la vittoria. Nella valutazione fatta dal Comitato Olimpico non è stato infatti tenuto conto del fattore umano e di quello che la sua impresa può rappresentare in termini di speranza e di simbolo per tutti i portatori di handicap. Ma, sopratutto, fino a quando gareggiava e non vinceva, nessuno metteva in discussione i suoi mezzi ma, al contrario, prevaleva un sentimento di compassione. Quando poi i “normali” si sono visti superare dal “diverso”, allora ecco che è scattata subito l’azione di difesa. Inesorabile e castrante.
La forza di volontà, la voglia di superare i propri problemi e la possibilità di offrire una speranza a chi ha voglia di lottare, con questa decisione non sono così state premiate. Cercate di estrarre il senso di questa decisione e vi lascio ad altre eventuali riflessioni.
Ah, dimenticavo… c’è un altro link tra la vicenda Pistorius e I-I. Le protesi sono in carbonio.


February 10th, 2008 at 2:10 pm
Beh io sono in parte d’accordo col fatto che sarebbe stato giusto premiare il suo coraggio e la sua volontà facendolo partecipare; tuttavia, da un altro punto di vista, credo che molti di quelli che parteggiano per la sua presenza all’Olimpiade, non lo facciano con la convinzione che sia effettivamente uguale agli altri atleti, ma spinti da una sorta di pietismo e ipocrisia.
L’Olimpiade è una cosa seria, con gente seria che si allena duramente tutti i giorni e non troverei giusto che gli altri atleti fossero svantaggiati; quindi, nell’impossibilità di stabilire se Pistorius sia effettivamente avvantaggiato o no, io opterei per una sua partecipazione simbolica all’Olimpiade.
Così la sua forza d’animo sarebbe premiata e servirebe ad esempio ad altri nelle sue stesse condizioni, senza però svantaggiare altri atleti e creare polemiche sul suo eventuale vantaggio, che distoglierebbero l’attenzione dal fatto più importante della storia di Pistorius, cioè proprio la sua capacità, nella difficoltà, di non lasciarsi andare.
February 10th, 2008 at 2:10 pm
Posso essere concorde sul fatto del vantggio strutturale di queste protesi, ma non sono per nulla concorde con quello che ha stabilito la comunità sportiva internazionale. Potevano essere trovate altre soluzioni: si poteva cercare protesi adatte per farlo correre magari rendendo le stesse più rigide, si poteva farlo comunque correre ma magari fuori gara per dare una buona dimostrazione di sport. Poteva essere una vera occasione di cambiamento per il mondo…come al solito i poteri forti dimostrano che l’immobilità è spesso il loro unico modo di agire e che come al solito il cambiamento deve avvenire dalla base.
February 10th, 2008 at 3:37 pm
L’atleta in questione è senza dubbio da ammirare e non solo per il coraggio e la tenacia ma anche per tutto quello che rappresenta sia per il mondo dello sport sia per il genere umano. Si può dire che nobilita l’uomo, soprattutto perchè siamo circondati da individui arrendevoli di fronte alle più piccole difficoltà della vita. Moralmente sono indignata dalla decisione presa dal Comitato Olimpico, nella valutazione presa dalla commissione evidentemente i valori presi in esame sono altri. E come tutti gli sport anche nell’atletica si denota che quello che conta sono la vittoria e il conseguente lato economico. Razionalmente però la trovo giusta; partendo dal presupposto che lo sport (come la vita) è fatto di regole, e che quindi tutti i partecipanti alla gara devono avere le stesse possibilità la sua partecipazione tra i “normali” non è corretta. Non lo è a prescindere dalla vittoria, non solo è ingiusto per gli altri partecipanti, ma è ingiusto anche per lui. Il suo gesto, il suo coraggio, è un simbolo sempre e comunque, darà speranza e forza anche se gareggerà tra i “diversi”.Se l’ammirazione verso Pistorius esce fuori solo con la sua vittoria allora si commette lo stesso errore del Comitato e degli altri sportivi indignati dal suo “sorpasso”. Io trovo questi ultimi compassionevoli!
February 10th, 2008 at 5:09 pm
…e allora: il CIO è un organo ufficiale, e come tale non può che dare risposte ufficialli dovute ai regolamenti. Ci sarà poi tempo per modificarli. Magari questa vicenda spingerà chi di dovere a prendere iniziative a riguardo. Non dimentichiamo però che esistono le ParaOlimpiadi e che lì Pistorius avrebbe tutti i diritti di partecipare. La domanda è forse questa: il desiderio di integrazione dei diversamente abili è divenuto così impellente e importante da non dover più costituire “luoghi” sociali differenti per i normali e per i meno normali? Il “politically correct” deve arrivare fino al punto da considerare tutti uguali (in termini funzionali) e quindi eliminare le strutture che oggi aiutano i meno fortunati a condurre una vita pseudonormale? Non si tratta in fondo di una ipocrisia montante dietro la quale la Società tenta di purificarsi la coscienza dalle deficienze specifiche che invece continua a portare avanti verso queste ed altre categorie di meno fortunati?
La decisione è una: o insieme o separati. In tutto però. A partire dalle scuole elementari, abolendo il sostegno e lasciando questi esserini a loro stessi. E’ possibile? No di certo. La vita è fatta di diversità, più o meno fortunate, più o meno coerenti con ciò che la Società corrente si aspetta dagli umani. Ogni diversità dovrebbe essere accolta e protetta a fin di bene e di miglioramento. La protezione non è nè razzismo, nè emarginazione. La protezione è una ragione scientifica. La protezione garantisce uguaglianza dall’handicap.
In sostanza, Pistorius ha voluto “provocare” la società dimostrando che l’handicap vuol dir poco, se recuperato attraverso mezzi tecnologici. Acqua calda. Lo sappiamo bene. Ma le sue protesi sono vantaggiose o comunque non possono essere paragonate ai piedi. Quindi bene ha fatto il CIO a non farlo partecipare. Piuttosto, una maggore copertura televisiva alle ParaOlimpiadi, darebbe onore e felicità alle migliaia di atleti sfortunati, che nel silenzio delle palestre e dei campetti di periferia si allenano ogni giorno per cinque minuti di felicità……..
P.s.: Antheus, ciò che volevo intendere all’inizio delle nostre bloggate, sulla necessità di mettere a buon frutto i cervelli e la creatività che vi caratterizzano è proprio nella tua chiosa (e non chiusa) finale: le protesi sono in carbonio. E qui il carbonio è assolutamente funzionale e strutturale sia al design che all’esistenza dell’oggetto. Non ne è una decorazione o un’elaborazione di pelle….
nel campo delle protesi ci sarebbe tanto spazio al carbonio. Conosco a Pisa una ingegnera al CNR che si occupa di questi campi. Se volete vi metto in contatto. Si potrebbero fare cose egregie…..
February 10th, 2008 at 5:39 pm
p.s.:#1 …sul blog di Kissakì invito a leggere e riflettere sul concetto di Harajuku e di come in realtà noi siamo vincolati a criteri estetici di assoluto conformismo e borghesismo. Non c’entra nulla con questo blog, ma è la prima deriva di oggi…….
February 10th, 2008 at 6:47 pm
Torno oggi a visitare il blog dopo un periodo di silenzio. No so forse é stata una csualità oppure l’intuito, ma qualcosa mi diceva di tornare a visitare il blog e combinazione mi scontro con questo bel post dopo aver collaborato alla “Prima Fiera Italiana delle tecnologie per la disabilità e l’inclusione sociale”. La mia città, Arezzo, riesce forse per la prima volta ad essere Prima della Classe in quanto a senso morale comune e civico. La finalità dell’evento era promuovere le ricerche in corso presso i piu importanti Centri di ricerca che possono essere industrializzate e trasformate in prodotti per sviluppare il rapporto fra aziende e centri di innovazione per ausili destinati a persone disabili. Tra gli altri obbiettivi c’era quello di dimostrare ai potenziali utilizzatori le eccellenze prodotte nel territorio italiano. Il tutto accompagnato da convegni con autorita locali e nazionali e le varie associazioni nazionali dei disabili (non vedenti, sordi, down, salute mentale…..). Devo dire che sono stati 3 giorni estremamente intensi dal punto di vista non solo educativo, ma soprattutto umano grazie al contatto diretto avuto con i portatori di handicap fisici e mentali (molti dei quali purtroppo gravi) e da un pomeriggio dedicato alle varie attività olimpiche facendo interagire i cosiddetti bambini “normali” con i bambini portatoro di “handicap”. Posso assicurare che a volte non é stato facile reggere e descrivere le emozioni che queste persone danno. Un grande insegnamento di vita.
Tornando al post, sono molto contenta di leggere l’intervento di Antheus, nonostante la diversità dei contenuti e dell’operato dell’azienda. Anche questa é sensibilizzazione nei confronti di tutto ciò che é politica sociale. Senza un buon operato di informazione, soprattutto da parte di chi possiede un potere di immagine e comunicazione, puo facilitare l’abbattimento dell’ignoranza ed un rispetto verso tutti coloro che sono piu sfortunati dei “Normali”….. tra virgolette poiché spesso distinguere l’anormale dal normale mi sembra estremamente riduttivo e ghettizzante.
In tutto questo mio lungo discorso, dove ho voluto raccontare una mia recente esperienza, Pistorius
é il Dna inesorabile di quella differenza di cui accennavo sopra: quella tra normale e anormale, quella tra gareggiare interessi di immagine ed effettivi guadagni economici. Quindi, come Antheus ci fa notare, nel momento in cui l’handicap non era una minaccia in quanto a vittoria ed arricchiva un po tutti grazie all’enorme immagine che il fatto partoriva, l’ essere fisicamente diverso era quasi un simbolo di pisitività tanto subdola che si é disciolta con l’ultima notizia del comitato olimpico nel ritirare il Campione Morale delle Olimpiadi. Ecco tutto questo mi fa tanta rabbia perché come volevasi dimostrare il Dio Denaro viene sempre oltre tutto: oltre i valori, il rispetto, la sofferenza, la malattia. Le singole parole o persone non potranno mai cambiare questo aspetto trucido dell’essere umano che molto probabilmente non cesserà mai di esistere fin quando avrà vita l’uomo. Però credo che le singole voci, le organizzazioni no profit (parlo di piccole cooperative e associazini di volontariato che esistono in molte provincie) e i vari mezzi di comunicazione possano aiutare a far riflettere su certi temi spesso denigrati e avvicinare le Istituzioni locali e nazionali verso un mondo sommerso come quello dell’handicap. Alcuni passi in avanti, rispetto ad un ventennio fà ne sono stati fatti (basti pensare ai bancomat e bagni pubblici ideati per coloro che sono in carrozzina o delle protesi in carbonio come quelle di Pistorius), ma non é sufficente. Ancora c’é molto da lavorare in tal senso. Spero che la mia esperienza conclusasi ieri possa essere un esempio e di buon auspicio. Sppratutto voglio ringraziare con il cuore Antheus e I - I per aver affrontato un tema cosi importante e che, civilmente parlando, riguarda ciascuno di noi. Grazie veramente.
February 10th, 2008 at 7:13 pm
Danilo : Lo so che questo argomento avrebbe acceso una discussione interessante, e le tue considerazioni meritano ascolto. La cosa che mi fa irritare è che Pistorius da tempo gareggiava con le sue protesi, partecipando a gare di ogni tipo, ma finchè arrivava “esimo” veniva considerato un elemento folkloristico all’interno del circo sportivo. Quando invece ha iniziato a vincere allora è stato tirato fuori il Gran Libro delle Regole.
Prevedo che le olimpiadi di quest’anno saranno piene di polemiche, per via dei numerosi diritti civili che vengono sistematicamente violati in Cina. E proprio per questi auspicavo che il comitato olimpico (via quelle cazzo di maiuscole) mettesse via per una volta le norme inderogabili e controbilanciasse con un paio di decisioni mirate e dall’alto contenuto simbolico.
Per l’altra cosa credo che il nostro designer Renato Montagner sarebbe ben lieto di conoscere l’ingegnere del CNR….
Giulia: Grazie del tuo intervento. In perfetto sync.
February 10th, 2008 at 10:36 pm
Questo è un post per me molto caldo.
Ho una paralisi ostetrica (dalla nascita come potete capire dall’aggettivo), niente al confronto di Pistorius ma sono nata e cresciuta in una provincia del Sud culturalmente arretrata e tanto è bastato per essere vittima di emarginazione e indifferenza (”è storpia” tra i vari insulti) o di pietismo (e come si sentono buoni quelli che vogliono “proteggere” i “diversi”! Una rabbia, nemmeno fossi un’extraterrestre!). Ho sempre fatto sport e gareggiato e anche vinto nelle gare con persone “normali” e certo partivo da una situazione di svantaggio e dovevo lavorare più degli altri anche perchè il braccio era (ed è) quasi inutilizzabile e allora? I geni del CIO mi avrebbero esclusa se la mia infermità avesse potuto costituire ai loro occhi un vantaggio? Li avrei mangiati tra le lacrime…
Pistorius favorito dalle protesi? Non sono un ingegnere ma credo che le protesi abbiano le funzioni e caratteristiche di un paio di gambe di una persona “normale” non quelle di Superman! Hanno escluso Pistorius perchè era “diverso”. Punto. Non importa se lo è stato perchè troppo avvantaggiato o svantaggiato rispetto agli altri. Escluso perchè troppo bravo? Beh allora Schumacher non avrebbe mai dovuto correre perchè era troppo bravo rispetto agli altri,, perchè non l’hanno fatto? Ah sì era “normale”! Il talento è talento da qualunque parte lo si guardi.
Il vero vantaggio di Pistorius è il suo spirito temprato dalle difficoltà, difficoltà esistenti soprattutto nelle relazioni umane, l’essere considerato “diverso” è a dir poco umiliante per la dignità umana, ti senti come un ebreo in un ghetto nazista (i nazisti infatti, con gli ebrei, avrebbero gassato sia Pistorius che me).
Se una cosa quale l’handicap o l’omosessualità o tutto quello che vi viene in mente che può essere inserito nella categoria “diverso o non-normale” ESISTE IN NATURA non può essere considerato “diverso o non-normale”, perchè allora una persona sarebbe “diversa o non-normale” rispetto a che? Alla maggioranza?
Non voglio negare che ci sia bisogno di aiuto, di sostegno “per quei poverini” (come li ha definiti qualcuno) perchè può essere “materialmente” difficile fare determinate cose ma la ghettizzazione dovuta a pietà o a razzismo è meglio eliminarla, grazie.
Anzi praticatela ai vostri figli!
Scusate lo sfogo che è a caldo, ma quando ci vuole ci vuole.
February 10th, 2008 at 11:33 pm
dipende
February 11th, 2008 at 1:30 am
Antheus
che scherzi, grazie a me? Grazie a te cavolo, perche altrimenti Dama chi lo sa se avrebbe segnalato la sua esperienza e non credo che sia stato facile parlarne. Quindi un grazie anche a Dama. Scusate lo smistamento di grazie, ma ci vuole.
Dama
il filone di pensiero del “poverino” in effetti é molto presente, come é presente quello dell’emarginazione. Abbiamo avuto entrambe un bel parallelismo: ghettizzare l’handicap.
Si, tutto tristemente vero. Tra le tue parole mi colpesce particolarmente una tua affermazione a caratteri cubiltali: “ESISTE IN NATURA”. La natura ci insegna dei fattori fondamentali: il primo in assoluto é quello delle molteplici diversità che riescono a coesistere in equilibrio perfetto attraverso leggi spontanee; il secondo é quello che il tutto riese a mutarsi in base alle necessità e in funzione di….. “istinto di sopravvivenza e rispetto reciproco”. Quindi la Normalità é relativa.
Io ho la vista, ho l’udito, ho il potere di linguaggio, ho facoltà di intendere, ho l’uso deglia arti. Sono sana e fortunata, ma non normale o anormale. E’ differente la base concettuale. Del resto anche tra i Normali esiste la stranezza e la diversità, no. Quindi tutto stà nell’accettazione. Per normale si intende schematicamente colui che appartiene e certi canoni imposti dalla società. Spero di essere riuscita a farmi comprendere…..
Poi il tuo sfogo caldo non ha scusanti, affatto…. E’ anzi un arricchimento per chi ha voglia di confrontarsi e migliorare. In questi giorni di lavoro alla Fiera un sordo muto, attraverso la sua interprete, ha voluto comunicare che: “Non esiste peggior sordo di chi non vuol ascoltare. Questo é il vero Handicap”.
Pistorius, che altro aggiungere. Come ho gia scritto, lo definirei “Il Vincitore Morale delle Olimpiadi”, ma non delle Olimpiadi 2008 o di chissà quale annata da infilare tra gli annuari. E’ il Vincitore Morale punto e basta.
Cio che mi altera é che come sempre il lavoro mediatico e di marketing che esiste dietro un personaggio o evento é quello di osannare e allo stesso tempo far decadere (velocemente)l’immagine dell’idea stessa, in un flop.
@Antheus scrive che con l’evento cinese probabilmente si innalzerà un polverone. Siiiiiii! Ti do ragione perche é molto possibile considerando i problemi della Cina (anche in fatto di aborto, per esempio. Chi sa comprende subito…. Ma non hanno solo questi problemi….). Però temo risulterà una ennesima bolla di sapone. Si farfuglieranno un po perche di fronte agli organi mondiali bisogna farfugliare….. questione di facciata e di sederino, sai….. pero poi? Appunto un punto interrogativo grande come un grattacelo di Hong Kong. Le stesse Nazioni Unite, gli organi umanitari mondiali in genere, sono solo politica e facciata. Dietro tanti interessi…. Non voglio far demagogia, visto l’argomento delicato. Ma ho rabbia veramente. Perche s abusa di persone che devono lottare molto piu per ottenere dei risultati vincenti.
Pistorius in parte la sua battaglia cmq l’ha vinta e che sia da esempio.
Mi aguro soltanto, riprendendo il commento di Danilo, che il Design non intacchi troppo anche questo ambito…… Qui mi piacerebbe un commento del grande Renato.
February 11th, 2008 at 9:58 am
…beh, pare sia stata fatta una scelta: tutti insieme e senza distinzioni.
Compresi coloro che non sono così “fortunati” (mi si perdoni il termine ambiguo e inadatto alla fattispecie) nella loro “sfortuna” e che non riescono a gareggiare o correre o neanche camminare.
La prima ghettizzazione è di coloro che si sentono ghettizzati senza nessuno che gliene fa pesare il senso ed il termine.
E’ una mia opinione personale, ma quando penso a….. come vanno chiamate queste persone ora per non sembrare suscettibili? Portatori di handicap, diversamente abili, sfortunate, o come? Quando penso a queste situazioni (dico così) io non riesco a pensare in termini di indifferenza e quindi di nullafacenza. La Normalità però non sta tanto nella coincidenza della persona a un modello diffuso, ma nel pensare appunto NORMALE che esistano diversità che comunque vanno affrontate perchè LORO lo richiedono e lo richiedono con piacere.
Per capirci: a me di Pistorius non me ne importa niente. Potrebbe esistere o no che la MIA vita non cambierebbe affatto. Se corre o no è un SUO problema. Se ha le gambe o no è un suo problema, non mio. Ma qualcuno ha pur dovuto lavorare su quelle protesi (che molto probabilmente hanno dei vantaggi che il piede non ha, tant’è che una pubblicità le metteva ai piedi di tutti per dimostare come fossero uno step necessario nel futuro dell’umanità e quindi un vantaggio riconosciuto…..) per andare incontro a esigenze che non sono comuni, e quindi normali, nel senso più pacifico e tecnico del termine.
Allora, se si vuole che l’azione di milioni di studiosi, volontari, ricercatori non passi come semplice beneficenza ma come apporto DOVUTO alla diminuzione della differenza che inevitabilmente c’è (e non vedo nè perchè vergognarsene nè perchè vantarsene) tra una situazione di diversa funzionalità (ecco l’ipocrisia dei termini a cosa porta) ed una invece di comune diffusione, occorre prendere atto delle cose come stanno e non far finta che siano “normali”.
Dovremmo quindi considerare inutile tutto l’Ambaradan di Telethon visto che chi ne ha usufruito è “normale” e non necessita…. Insomma, in questa società omologata è un pregio essere a-normali, ma la normalità segue anche una concezione statistica (non razzista) del termine per cui se 100 persone hanno le gambe, si intende per noi comuni e normalissimi mortali che sia “normale” avere le gambe, come lo sia camminare e farne funzione. Non è quindi “cosa normale” mancare delle due terminazioni (sì, alle elementari avrebbero detto storpio e monco o Gambadilegno…. questa è la vita. Altrove lo avrebbero ammazzato appena nato) perchè pur se purtroppo è un handicap (perchè lo è un handicap, nel senso che è l’opposto di un vantaggio) diffuso nel mondo, la stragrande e statistica maggioranza delle persone non ce l’ha. Si intende per handicap ciò che ti impedisce di fare le cose che “naturalmente” potresti e dovresti fare. E sappiamo bene quali sono queste cose.
Pistorius, finchè ci saranno le ParaOlimpiadi, dovrà partecipare a quelle e mettersi in fila con quei “poverini”, (sì, poveri in Natura delle opportunità che noi “normali” cerchiamo con i nostri studi di fornire loro), che invece a fatica riescono ad avere arti pseudonormali o neanche quelli. Sicuramente vincerà. E forse riuscirà un giorno anche ad accettare il suo dramma (non lo è? Allora è un vantaggio?) con la naturalezza e la normalità che ci si aspetta da persone che in qualche modo soffrono e che quindi sono più vicine a questo Mondo di quanto non lo siano le cacchine viziate. Sono appunto mooolto più normali di loro per alcune cose.
Ma per favore basta con l’ipocrisia dei termini, della ghettizzazione, dei diversamente abili, degli handicappati ecc.. Chi mai, al di fuori delle elementari, si è mai sognato di dire ad uno: “handicappato”, con l’intento di offenderlo? Chi? se non qualche cretino emarginato mentalmente? Basta allora.
Che lo si chiami così o con un termine che lava la coscienza della Società dalle cose non fatte, non cambia nulla. Il problema (posso chiamarlo così o devo trovare un termine meno negativo?) rimane e va affrontato.
Io non ci sto a sentirmi ghettizzato dal signor Pistorius solo perchè lui ha avuto quel problema e quindi è tutto il resto del mondo a non capirlo. Io non ho fatto altro che nascere come milioni di altre persone. E non sono io il “fortunato”. Io sono normalmente formato. Con le mie pecche e i miei enormi difetti, ma non mi sento un “privilegiato” perchè ho due gambe funzionanti.
Come invece pare stia emergendo in tutti gli ambienti di minoranza (sempre in senso numerico e quindi statistico) che, spesso giustamente, richiedono maggiore attenzione e sensibilità da parte di istituzioni e società, ma che non possono fare di un’eccezione (pur se diffusa in termini di probabilità), una regola e quindi una “normalità” a rovescio. Poi, se tutto ci è normale, smettiamo di fare le rampe agli edifici, di menarcela con l’Adattabilità, la Visitabilità, ecc, di rovinare chiese importanti con rampettine in metallo, ecc. Non ce n’è bisogno. E’ tutto normale e naturale. E nella normalità del pensiero omologato la nostra Umanità farà naufragio……
Antheus: scrivimi sulla mail e vediamo come sviluppare qualcosa a riguardo
February 11th, 2008 at 10:04 am
p.s.: ovviamente si parla di “grosse problematiche”, non di un alluce valgo che, pare sia diffusissimo più della normalità attesa. Sempre statisticamente ovvio……
February 11th, 2008 at 10:22 am
non vorrei sbagliarmi, ma l’anno scorso, a Roma al gran galà di atletica, gareggiò con atleti normodotati…. e non gli andò troppo bene. Questo a significare che se avesse avuto veramente un gran vantaggio con le sue leve, avrebbe sempre vinto o comunque avrebbe sempre ottenuto dei piazzamenti…
Qualcuno dice che le olimpiadi siano per persone serie e atleti che si allenano tutti i giorni: credete forse che Pistorius non si alleni e non provi a mettercela tutta??
Io trovo che la sua esclusione sia più che per lui una sconfitta dei normodotati, che una volta in più hanno dimostrato la limitatezza dei loro cervelli…ci hanno privato di un nuovo confronto, di una nuova frontiera o muro da abbattere…ma si sà, tutte le cose che sono fuori dai soliti schemi, trattate come diversi fanno paura! Speriamo che il tempo porti consiglio…ciao
February 11th, 2008 at 12:28 pm
vi dirò erano meglio gli sparatani, più onesti, sei handicappato? caput finito.
quì invece ti dicono sei come gli altri ce la puoi fare, non ti abbattere…e poi quando riesci a compiere quel miracolo su te stesso, non ti buttano da una rupe però ti ci abbandonano su quel monte taigeto…
February 11th, 2008 at 12:49 pm
personalmente penso che il Comitato Olimpico, composto da “uomini” abbia tenuto conto del fattore umano….avete pensato cosa succederebbe se anche i “normodotati” pretendessero di aggiungere delle “protesi” sotto i piedi???
A PISTORIUS va tutta la mia sincera ammirazione; credo sia una grandissima VITTORIA la sua anche con la esclusione dai Giochi Olimpici…
February 11th, 2008 at 12:56 pm
Ci sarebbe molta carne al fuoco di cui parlare in questo post, ma comincerò anch’io ringraziando Dama per la sua testimonianza. Nessuno meglio di lei avrebbe saputo esprimersi su questo argomento così delicato e serio con tanta chiarezza e incisività.
Si è parlato di partecipazione simbolica di Pistorius a queste olimpiadi, ma cosa vuol dire partecipazione simbolica? A mio avviso, questa soluzione fa rima con un trattamento da “diverso”, cosa che lui stesso voleva evitare chiedendo di partecipare come un qualsiasi atleta. E mi fa anche sorridere che si parli di atleti “normali svantaggiati” dalla presenza di Pistorius, ma stiamo scherzando? Nessuno si ricorda che anche il mondo dell’atletica non è così un paradiso e questi poverini ( io il termine in questo caso lo uso per riferirmi agli atleti “normali”.. ) si aiutano utilizzando qualcosa che si chiama Doping????…ricordo vagamente un’atleta americana di colore che recentemente ha chiesto pubblicamente scusa perché messa alla gogna mediatica per aver ammesso, dopo anni, l’uso di “aiutini”…o ricordo male???? Proprio Dama, citando Schumacher, mi ha fatto venire in mente un altro caso, quello di Alex Zanardi. Pur conscia della profonda differenza tra i due sport, Zanardi è tornato a correre in macchina, come se nulla fosse accaduto. Perché nessuno ha elaborato qualche stupida teoria sul fatto che le sue protesi potessero favorirlo, non so, nella prontezza dei riflessi nel premere freno o acceleratore, o chissà altro? Forse perché, come ha già detto qualcuno, Pistorius è sicuramente un personaggio scomodo e chi ha voluto estrometterlo non ha nemmeno dovuto faticare nella creazione di qualche clausola ad personam, ma si sono limitati ad applicare alla lettera il regolamento sportivo, che in questo caso faceva comodo, in altri si chiude un occhio. Ed è paradossale, come ha ricordato anche il buon Antheus, che il contorno di tutto questo polverone sia proprio la Cina…circostanza che certo non aiuta…Forse i “poverini” ( stavolta le autorità cinesi ) hanno fin troppi problemi a capire che ci sono dei diritti umani elementari, basilari e che tutto il mondo ( o almeno i paesi civilizzati come lo è la Cina ) rispetta già da tempo, che il “problema Pistorius” deve esser loro apparso come un caso di fantascienza.
Il fulcro di tutto questo è giustamente l’integrazione, che si fa sempre più pressante, sempre più corretta. Ma non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Non voglio dire che a questo punto con Pistorius dovrebbero gareggiare anche le persone che si trovano sulla sedia a rotelle, tutti in un’unica categoria, né voglio dire con questo che bisogna allora abolire gli insegnanti di sostegno nelle scuole come ha detto qualcuno. Bisognerebbe solo ammettere che, grazie alle tecnologie e a molte brave persone che si sono prodigate in questo senso, finalmente è stato possibile annullare alcuni di quelli che prima venivano chiamati handicap. Pistorius è nato senza la parte finale degli arti inferiori, sono state inventate delle protesi in carbonio che gli permettono di camminare, correre, passeggiare, esattamente come io “normale” riesco a fare, e allora? Perchè non dovrebbe gareggiare? Dove sta l’impiccio? Dov’è l’handicap o la diversità in qualsiasi modo la si voglia chiamare?
Ultima cosa, e qui concludo, è stata anche citata la pubblicità futuristica di questi particolari sostegni ( non le definirei protesi ) che hanno come vantaggio la possibilità di saltare e percorrere più strada in meno tempo…c’era anche un articolo sul Corriere della Sera su questi gadgets provenienti dalla Germania…peccato che siano delle semplici molle, nulla di paragonabile alle protesi in carbonio di Pistorius.
Purtroppo sono d’accordo, è stato escluso solo perché diverso. Punto.
Un bacio
February 11th, 2008 at 1:16 pm
…a Studio Aperto parlano delle Olimpiadi. L’organizzazione cinese vieta agli atleti di parlar male della Cina e dell’organizzazione; vietato inoltre parlare dei diritti umani. La democrazia cinese…
February 11th, 2008 at 1:41 pm
Andrea Squinobal:
sono perfettamente solidale con il te, é esatamente cio che penso.
Credo poi che nessuno abbia voluto creare un coro di squadra, anzi ciascuno di noi ha semplicemente espresso la propia singola opinione. Aggiungere in piu che non mi appare dagli interventi, che nessuno di noi voglia ghettizzare o rendersi un poverino, creando cosi l’effetto una differenza tra cio che é normale e anormale, semmai é l’esatto contrario. Qui mi rivolgo a DANILO VERTICELLI. La mia non vuole assolutamente essere una accusa a tuo favore, che sia chiaro. Posso semmai dire che le tue riflessioni sono molto interessanti, condivisbili e degne di rispetto come per tutti gli altri. Mi dispaice solo che tu abbia frainteso lo spirito del dibattito, quanto meno il mio.
Resta il fatto che se le parole in uso sono disabilità, handicap, sano, etc etc etc e che ci possiamo fare. Se qualcuno riesce ad inventarsi un vocabolario migliore ben venga.
Cmq la mia non é una polemica, quindo andiamo oltre.
Non credo che l’Italia sia messa male a cervelloni inseriti in aziende produttrici di accessori per i disabili o ottimi chirurghi che operano maggiormente nel centro nord. Non mancano assolutamente nel nostro territorio e seno menti eccelse.
Cio che mi fa letteralmente incazzare e che quotidianamante si parla di frivolezze che sfociano per assurdo in fatti seri. Alessandra la ex di Costantino ha rischiato la propia vita per un interventi di chirurgia estetica andato male? Roba da folli. Mi dispiace per la persona in questione, poiche il male non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico, però spesso i drammi si cercano. Ci sono donne che sono morte per interventi di chirurgia estetica. Questo cosa significa che LA SOCIETA’ DETTA DELLE REGOLE (DI MERCATO). SE NON SI APPARE BELLI, FORTI, IN PIENA FORZA FISICA E MENTALE NON SEI PIENAMENTE TOLLERATO. QUINDI ESISTE UNA FOLTA SCHIERA DI FANCIULLE DI BUONA VENTURA DISPOSTE A SOPPORTARE INTERVENTI SU INTERVENTI PUR DI AVERE UN NASO PERFETTO, DELLE TETTE SILICONATE, BOTULINO, ma non solo…. se non porti la taglia 38 e non ti vesti all’ultima moda, se non hai quel taglio di capelli, se non hai quella marca vieni isolato anche se non hai una disabilità oggettiva. Quindi il problema sta all’origine, ovvero: non sono le singole persone che ghettizzano, bensi un sistema di mercato che propingua continuamente degli stereotipi estetici pur di far guadagni stellari, creando dei meccansmi di maggiore insicurezza e fragilità nelle persone che abboccano. In tutto questo scenario l’handicap diventa un problema. Fortunatamente con alcune mie esperienze ho visto anche l’altra faccia della medaglia: esiste una enorme quantità di giovani che operano nel sociale attraverso il servizio civile o associazioni di volontariato, quindi il tutto senza fini di lucro. Ho visto tanti disabili nati tali o diventati successivamente carichi di amore per la vita e gioia di vivere nonostante le difficoltà che incontrano (mi sono sentita una cacchina pensando ai miei problemi). Le difficoltà ci sono eccome basti pensare alle barriere architettoniche o al dispendio di energie ed economiche che le famiglie dei disabili hanno, per non parlare del dolore nel vedere un figlio affetto da handicap. Spero un giorno di diventare madre e quando arriverà quel momento la prima cosa che farò forse sarà quella di vedere se mio figlio é sano. E se non lo fosse? Soffrirei da cani…. Considerando tutto cio esistono dolori, sacrifici maggiori per arrivare agli stessi obbiettivi, una assenza delle autorità in quanto a politiche sociali e di sostegno, una cultura retrogada.
Pistorius allora cosa rappresenta in tutto questo? Rappresenta il male ed il bene della Società. Il male perche si é scaturito un meccanismo mediatico e di risvolti economici (solo i media ci guadagnano facendo ascolti fin quando la notizia regge. Anche se magari velocemente andra tutto in sordina come al solito). Il lato buono é il fatto che Pistorius rappresenta lo schiaffo morale di cui avevamo bisogno, alla faccia di tutti coloro che non credevano in lui e di chi ha pappato sopra. Grande figura di cacca da parte del comitato dei giochi olimpici. Pistorius la sua battaglia a mio avviso l’ha gia vinta nel momeno in cui é riuscito a far parlare di lui con o senza gambe in carbonio. Ho conosciuto un tetraplegico che é riuscito a laurearsi in ingegneria e a progettare dei programmi per macchinari destinati ai disabili. Anche questa ultima storia si commenta da sola.
February 11th, 2008 at 4:26 pm
ragazzi…a volte la diversità che è senso di forza è scomoda per molti…o no???
February 11th, 2008 at 4:39 pm
Si, forse mi sono spiegato male io. Il mio modo di ragionare è abbastanza parallelo e metaforico. A volte iperbolico, ma alla fine tutto poi rientra nella “normalità”, di cui mi pregio essere un pessimo rappresentante di categoria.
Allora, la mia convinzione che a questo mondo TUTTO sia normale, è inossidabile.
Proprio io che traggo dalla normalità gli spunti per considerazioni artistiche o tecniche.
Quindi qualsiasi genere di “a-normalità” o “de-normalità” mi è comunque normale, cioè nella norma.
Ciò che più conta, secondo me, è il pensiero e per il pensiero è normale considerare che esistano manifestazioni che si discostano dalla norma. Sarebbe “idiota” (nel senso di “uomo privato” cioè di pensiero eslcuso da un suo verificarsi nella società) pensare che tutti gli esseri siano normali (ovvero in una qualche norma tra di essi). La norma della Natura è invece la casualità e le conseguenze delle metamorfosi dovute al caso. Le conseguenze dell’Amore, mi verrebbe da dire, parafrasando il bel film di Sorrentino.
Questa la teoria. La prassi vuole invece che queste irrilevanti a-normalità di concetto, diventino rilevanti, principalmente a causa di un principio fisico che è la forza di gravità. Quindi le difficoltà di locomozione e sollevamento, tipiche dei corpi meno abili ai movimenti, non sono più concetti “liberi”, ma imprigionati nello scafandro di corpi soggetti a vincoli ed ostacoli.
Questa la realtà. Il mio intervento era teso a dissacrare proprio l’atteggiamento compassionevole della società verso gli handicappati e viceversa vittimistico di questi ultimi verso la società.
Se io ho voglia di commuovermi ogni volta che vedo qualcuno in carrozzella, ho diritto a farlo, sia perchè sono libero, sia perchè non posso esimermi dal pensare che egli sia sfortunato rispetto alla norma. E qui entra in gioco certa terminologia di cui parlavamo tutti. Che vuol dire sfortunato? Se uno è sfortunato, ci sarà pur qualcuno fortunato no? Non esiste via di mezzo. Ma la fortuna è la norma allora? Si è fortunati a nascere con braccia e gambe e testa o si è solo normali? Perchè vergognarsi di termini semplici che solo preconcetti da entrambe le parti possono trasformare in offese? Allora, voglio avere il diritto di incazzarmi se un handicappato mi fa incazzare, ovviamente con tutti i limiti del caso, o se si approfitta del proprio stato per reclamare diritti che poco avrebbero a che fare con l’handicap stesso. Ci fu un film in cui un giovane faceva a cazzotti con un paraplegico dopo essersi seduto anch’egli su una sedia di fronte a lui. Ecco cosa intendo come normalità. E normalità è anche smetterla con la compassione. Per cui le Olimpiadi come altre gare ufficiali sono fatte per chi ha i piedi. Chi non li ha si attacca. Farà il ricercatore o il chirurgo plastico o soccomberà alle sue voglie come facciamo tutti noi “normali” rispetto a tante cose poi divenute irraggiungibili.
Io sono “normale”, ma essendo alto 172 cm non posso giocare a basket o a volley perchè mi stoppano e mi murano. E quindi non posso neanche mettermi le scarpe con le molle sotto per superare quello che in questo caso è il mio handicap personale. Mi attacco e faccio altro. Nella vita non è necessario fare ciò che non si può. Le sfide sono importanti e servono ad elevarsi, ma non possono diventare un ricatto morale ed etico.
Le famose molle, perchè infatti di molle si tratta fondandosi sulle capacità elastiche della struttura soggetta a flessione, non sono paragonabili ai piedi, nel quale principalmente i peronei, nel loro limite, riescono ad imitarne in arte l’energia espressa.
Perchè Pistorius non fa sci di fondo o canoa o qualsiasi altro sport che non comporta il movimento elastico dell’articolazione del piede come elemento predominante della dinamica sportiva?
Ecco, solo questo intendevo. Se poi tutto deve diventare una esibizione, una rappresentazione di tutto, se tutto deve diventare privo di regole e se tutto va bene, allora reclamo il diritto di entrare nella nazionale di basket, previo indossare le scarpette magiche che qualche benefattore riuscirebbe senz’altro a realizzarmi.
February 11th, 2008 at 6:29 pm
PISTORIUS si PISTORIUS no!!!!!!!!!!!!
Il CIO ha deciso NO, ora noi possiamo parlare di tutto quello che vogliamo, possiamo tirare fuori tutti i migliori sentimenti di cui siamo capaci, ma c’ è un problema oggettivo. Pistrius è un atleta senza gambe, quindi con una deficenza motoria, la tecnonogia, come dice Atheus, gli ha fornito due gambe, leggere, molto molleggiate, che gli consentono di correre. L’allenamento lo rende di giorno in giorno più forte e più veloce. Cosa accade, e ricito i concetti di Antheus, fino a quando il “poverino” se la cava va tuto bene, poi l’allenamento lo rende come gli altri, forse meglo, e allora il paradosso, diventa veloce perché avvantaggiato. Si avvantaggiato, una persona a cui mancano le gambe, è più avvantaggiato di un altleta che corre sulle sue gambe,con i suoi muscoli. Per gioco mi sono messo dellle protesi alle gambe, le mie sono sane non ho bisogno di nulla, FANNO MALE (perdonate l’urlo è voluto). E’ qui il problema, è più veloce allora diventa avvaantaggiato. Mi viene volglia di dire a una persona che conosco che ha perso le gambe, “cosa rompi tu sei più avvantaggiato di me”. Credo che stiamo parlando di cose senza senso. Allora di che giochi olimpici parliamo o non di danno illusioni e si decide che una persona con protesi non può correre in nessun meeting di atletica o lo si fa correre e allora se raggiunge i limiti oer qualificarsi alle olimpiadi allora lo si fa correre. Deve correre. SE SI HA PAURA CHE SIA PATETICO ALLORA FATEGLI CORRERE LE PARAOLIMPIADI la burocrazia ha perso l’ennesima occasione per far progredire lo sport e la società. Gli atleti si possono dopare (la realtà è questa ne beccano uno ogni tanto, ma la maggior parte è marcia) e un ragazzo che ha perso le gambe e non si è buttato giù, lui non può correre…
February 11th, 2008 at 7:29 pm
Credo sia necessario operare un distinguo tra chi si ritrova con un handicap a causa di un incidente o di una malattia e chi nasce con un handicap.
Nel primo caso la persona prima fa la vittima (”o povero me, ma che mi è capitato, quanto sono sfortunato, non posso più fare questo, questo, quest’altro! Uè Uè!”, tra l’altro apprezza che qualcuno pianga per lui…) e poi impara ad accettare il suo nuovo stato o meglio si rassegna, “Va bè…”.
Nel secondo la fase vittima non c’è di regola, perchè se sei nato con un handicap non sai che vuol dire poter camminare con arti fatti di carne, ossa e cartilagine ad esempio, non ti senti vittima. Quando una persona ti vuole vittimizzare “Oh ma quanto mi dispiace, quanto se sfortunato…però tu questo non lo puoi fare perchè ha i questo handicap e quindi non ci riusciresti!” la reazione è: “Scusa e chi cavolo sei tu per dirmi quello che posso o non posso fare? Ma che ne sai se posso farcela o meno? Prima proviamo e se non ci riesco…ciccia, mi attacco al tram!Sono io l’handicappato non tu e quindi sono io che decido o vedo se posso farcela o meno, chiaro?Come fai a dire che non posso fare una cosa?Ma chi pensi di essere, il padreterno?Io provo, se fallisco fa niente, ma tu non venirmi a dire quello che SECONDO TE POSSO O NON POSSO FARE, SONO UN ESSERE UMANO COME TE E QUINDI COME SEI TU QUELLO CHE DECIDE SE GIOCARE O MENO A PALLAVOLO NONOSTANTE TU SIA BASSO (e infatti non c’è nessuna legge che vieta ad una persona alta solo 172 cm di giocare a pallavolo), SONO IO QUELLO CHE DECIDERE SE CORRERE O MENO NONOSTANTE IO NON ABBIA LE GAMBE!TU DECIDI PER TE?BENE E IO DECIDO PER ME, NON SEI TU CHE DECIDI PER ME COME SE NON POTESSI FARLO IO, CHIARO?MA CHE SONO UN ESSERE UMANO DI SERIE B?” Ovviamente quest’ultima parte è tutta in lettere maiuscole perchè la reazione termina a voce moolto alta.
Il voler costringere Pistorius alle paraolimpiadi è ghettizzarlo.
Inutile dire che, in genere, che chi è nato con un handicap sviluppa fin da bambino una forte aggressività sia per proteggersi dai bambini che lo canzonano e lo emarginano sia per proteggersi dagli adulti che lo vorrebbero limitare e ghettizzare perchè secondo loro è limitato e sfortunato (infatti ho sentito che Pistorius ha un bel caratterino…beh del resto anch’io!), hanno una fame di riuscire spaventosa e ben poche difficoltà possono davvero spaventarli perchè non hanno paura dei fallimenti. Se avessi “accettato” il mio handicap come tanti adulti compassionevoli mi hanno consigliato o provato ad imporre non avrei imparato a scrivere col braccio handicappato, giocare a pallavolo o a calcio (i miei ruoli preferiti erano difensore e portiere), non avrei imparato le arti marziali e vinto gare di combattimento (eh eh!), messo le canotte in estate invece che le maglie a mezze maniche o a maniche lunghe anche d’estate per nascondere il “difetto”, imparato a guidare l’auto, ecc. ecc. ecc.
February 11th, 2008 at 9:36 pm
@ Giulia: Ti sei spiegata benissimo! Mi sono scusata perchè sono stata particolarmente “dura” soprattutto alla fine…
February 12th, 2008 at 1:10 am
ciao amicicci! ho lungamente pensato a come rispondere a questo post di Antheus, non è semplice, il discorso è molto attuale.
Pistorius per me è un grande. IN OGNI CASO. gambe sì o gambe no, è un tizio che si è fatto un mazzo tanto per raggiungere i suoi obiettivi. Ancora più figo perchè ha saputo mandare a quel paese la sfiga e farsi la sua vita. Vince sempre, dovunque si rigiri la frittata. E’ un eroe positivo, tanto quanto altri “normodotati”, un tipo da poster nella cameretta di un quindicenne (altro che sti poser dei Tokio Hotel). Il comitato olimpico gli dice di no? Ok, è solo una battaglia, mica la guerra. Sono sicura che non si arrenderà tanto facilmente, ma non perchè è senza gambe…no,no, perchè lui AMA ciò che fa e quindi vuole raggiungere un obiettivo più grande e potente. Sapete una cosa? non è mica l’unico sapete. Tanti altri come lui che si danno da fare fortissimo e fanno di quei trick ragazzi, voi non ve lo immaginate nemmeno! Forse sono meno “mediatici” e meno bravi di lui, ma sono degli EROI lo stesso, anzi di più perchè non hanno sponsor e per loro (e anche per me) nulla è scontato, nulla! Quest’estate ho avuto modo di conoscere delle persone simpaticissime ve le presento: http://www.accessurfhawaii.org con loro ho passato una delle giornate sulla spiaggia più belle della mia vacanza e rimpiango il fatto di non essere potuta entrare in acqua con loro con la mia tavola (non ero in forma e laggiù le onde non perdonano). Poi, tornata a casa mi sono fatta altri amici…vi presento anche loro:www.myspace.com/pdgentry e http://www.myspace.com/adaptiveactionsports.
Sapete cosa vi dico? dovete conoscere anche Amy http://www.myspace.com/purdygurl
e adesso anche dama è mia amica e sono sicura che se mi tira una “castagna” in faccia mi mette ko!
Mi ripeto, Pistorius a solo perso una battaglia con il comitato olimpico, ma ha già vinto per tutti.
February 12th, 2008 at 11:00 am
Nessuno, dico nessuno potrà mai decidere della volontà e capacità di nessun altro. Sia chiaro.
Ma il problema, se colgo l’antefatto di Andrea Antheus, non è se accettare Pistorius a Pechino in quanto handicappato. NO. E’ invece se accettare gli strumenti che egli usa per superare l’ovvio divario con le persone normalmente dotate in quanto sono un meccanismo di cui ancora non si conoscono bene i vantaggi. (chi parla di svantaggi mi fa ridere). E’ un sistema non naturale paragonabile per assurdo al doping, ovvero ad un apporto rilevante non fisiologico nella dinamica sportiva. E il porsi il rpoblema di escluderlo è proprio il volerlo trattare da persona pari alle altre e senza ghettizzazione. Senza commiserazione e senza privilegio.
Ora, ampliando il concetto, ognuno ha i propri handicap, se proprio se li va a cercare. Io non posso giocare a basket, e nella mia passione e psicologia potrebbe diventare un trauma insostituibile (ma non lo è, di sicuro). Qualcun altro potrebbe essere attratto dalla pesistica e quindi riempirsi di anabolizzanti per aspirare pur solo alla partecipazione alle Olimpiadi (eeeh quanti ce ne sono). Insomma, non sempre l’handicap fisico ha il privilegio rispetto ad altri handicap, di tipo psichico o psicologico.
Domanda: perchè Pistorius, con il fisicone che si ritrova, non ha mai fatto canoa, dove l’uso delle gambe è praticamente inutile? Lì non avrebbe avuto problemi di omologazione a Pechino. Certo, la sfida, la ricerca, forse è sponsorizzato da chi produce quelle protesi, forse l’immagine pubblica e la presenza sui media garantiscono ritorni economici che dalla canoa mai sarebbero arrivati.
Ieri sera su La7 c’era Pistorius che spocchiava di regolamenti e partecipazioni. Contemporaneamente, su PortaaPorta nella serata dedicata a Lourdes, c’erano invece migliaia e migliaia di veri handicappati, malati, persone ai limiti della naturalità umana anche, che lontano dai riflettori, e con la massima serenità, naturalezza e dignità, essi stessi partecipavano ed aiutavano i loro “sfortunati” amici a superare almeno psicologicamente il dramma imposto dalla Natura o dalla Vita. NON, aspettando un improbabile e discutibile miracolo; ma applicando un principio di solidarietà molto più forte del carbonio.
E ancora una cosa. E’ purtroppo interessante notare come non si dica mai nulla delle tante malformazioni congenite che attanagliano i bambini nati durante l’Apartheid, per mancanza di assistenza e cure, nei campi di reclusione nascosti dietro i grattacieli che fanno da sfondo all’Afrikaan, biondo olandese, mentre parla di regolamenti. Ma si sa, l’immagine, la voglia di lavarsi la coscienza nel mondo occidentale, il “caso” Pistorius, le pagine da riempire su giornali e media, sono molto più producenti delle centinaia di malformazioni congentite dovute ad inquinamento a Gela, Napoli, Marghera o in IRAQ per i bombardamenti da uranio impoverito. Malformazioni le cui cause e conseguenze sono molto più gravi di una partecipazione ad una corsa da parte di un privilegiato bianco sudafricano.
La risposta al blog di Antheus? NO. Non potrebbe partecipare finchè approfondite analisi non dimostreranno che quelle protesi siano del tutto e in tutto assimilabili alle perfomance dei muscoli naturali e quindi non costituiscano “doping” per l’atleta. Siccome è intuibile che due molle (perchè di molle, ripeto, si tratta) abbiano indubbiamente dei vantaggi (se non altro non sono soggette a tossine o acido lattico), credo che tale problema non avrà mai soluzione se non con una forzatura di regolamento che aprirà a decine di altri casi “artificiosi”, perdendo del tutto l’etica del regolamento, e l’etica della vita che, secondo me ovvio, non è “arrivare” ad ogni costo, ma vivere bene le proprie cose, anche se si arriva un po’ più in basso. Lo so, è un concetto cristiano e la fede oggi non va di moda se non per i suoi aspetti deleteri ed autolesionisti di certo ambiente confessionale, ma se rileggo le Beatitudini (Mt 5, 3-12) proprio non riesco a pensare a Pistorius……
February 12th, 2008 at 11:30 am
Scusate il mio ennesimo intervento, non vorrei passare da logorroica o da paladina dei diritti umani perche francamente non mi interesserebbe esserlo. Trovo semplicemente importante che in un blog aziendale dove normalmente i temi affrontati sono il marketing, la pubblicità, un paio di occhiali da 1007 euro, dei giovani si confrontino anche su certi temi sociali. Resta il fatto che esistono molte realtà, ciascuna delle quali portano con se “storie umane” e non “casi umani” come spesso si vorrebbero definire. Il pietismo e l’isolamento esistono pesantemente, come dice Dama, sia da parte di chi é portatore di handicap che da chi é portatore di sano ignoranza, anche dei giovani stessi. Porto un esempio su un progetto al quale sto lavorando e che darà i sui piccoli frutti a breve. Sto preparando un po di articoli sulle strutture psichiatriche della mia città. Arezzo ha avuto uno dei manicomi piu importanti del territorio, in quanto ad avanguardia psichiatrica, richiamando a se fra i migliori medici e puntando su una ottima professionalità il corpo infermieristico. E’ stato una delle prime strutture a seguire, piu o meno, alla lettera la legge 180 la quale richiedeva la graduale chiusura della struttura manicomiale e la creazione da parte della provincia, dei dipartimenti della usl (comunque sia strutture ministeriali) e la nascita di cooperative e centri di accoglienza e aggregazione. Il manicomio di Arezzo, seppur all’avanguardia, seppur non avesse smesso da tempo l’uso dell’elettroshock o l’uso delle camere di isolamento etc. etc., era difatto un un contenitore ghettizzante e nocivo prima di tutto per i pazienti che non riuscivano ad integrarsi con il tessuto sociale e per la cittadinanza che guardava con ignorante diffidenza l’hadicap mentale. Quindi l’apertura prima e la definitiva chiusura dell’ospedale psichiatrico ha portato la mia città a ritrovarsi con buone strutture pubbliche e private di supporto verso tutti coloro che soffrono di malattia mentale e che sono considerati a tutti gli effetti dei disabili. Parlando con i medici e gli operatori che hanno avuo la fortuna di vivere questa bella quanto difficile realtà di culturalizzazzione e assistenzialismo mi hanno portata a comprendere quanto la diseducazione faccia paura ai cittadini, ma ancor piu fa paura a chi soffre di disagi mentali e/o fisici poiche non preparati ad affrontare un mondo a loro ignoto e spesso privo di senso di accettazione. Qunidi il concetto fondamentale a mio avviso ed in sostanza E’ LA PAURA DELLA DIVERSITA’ IN TUTTE LE SUE SFUMATURE, LA PAURA GENERA A SUA VOLTA IGNORANZA. Si parla dei problemi della Cina e va benissimo é giusto guardare oltre i propi confini, però non mettiamoci a fare demagogia subdola. Si critica e ci si scandalizza se la Cina non peremette ad un portatore di protesi di gareggiare le Olinpiadi come é giusto che sia, però allo stesso tempo rientrando nel nostro guscio magari capita che non si tolleri o bolliamo come poverino il vicino di casa disabile. Prima di scandalizzarsi degli altri e a tirare fuori mille sluzioni del caso guardiamo ai nostri panni sporchi, perché anche da noi esistono delle piccole grandi ingiustizie e problematiche.
Pistorius se ne parlerà finche i media vorranno e fino a quando ci sarà qualcuno a cui piacerà guadagnare sopra a questo caso. Gli organi umanitari si faranno paladini della giustizia di fronte ad una Cina arretrata quanto creatrice di paura (politica essendo, volendo nolendo, una potenza piu di quanto si possa immaginare) e probabilmente finirà tutto a taralli e vino. Poi si tornerà alla propia realtà. Forse avrò una vsuale pessimista, ma temo che lo scenario si presenterà cosi.
Pistorius, o la ballerina/pittrice che senza l’uso delle braccia riesce ad avere una vita normale (non miricordo il nome, aiutatemi), poi abbiamo fatto anche questa scoperta su Dama che con la sua esperienza di vita QUOTIDIANA E NON MEDIATICA, PERCHE E’ LA VITA DI TUTTI I GIORNI CHE CONTA ALLA FINE annuisce ai soliti discorsi di facciata e con una grande grinta, fierezza, ostentazione quasi del suo stato portando le canotte in estate ci insegna che le sfumature della normalità sono infinite e ciascuno di noi ha la propia bellezza e doti, che non ci si deve arrendere mai e lottare per ottenere i propi traguardi. Io non sono nessuno, non sono una operatrice sociale ne una volontaria e tanto meno voglio passare da Candy Candy, anzi ammiro tutti coloro che lavorano sul sociale senza fini di lucro, io non ce la farei sono limitata in questo. Pero nel mio piccolo mi piace guardare oltre e capire e aiutare per quanto posso a divulgare un senso civico.
Voglio sperare e credere che una piccola battaglia l’abbiamo vinta anche noi blogger solo per il fatto di aver lasciato in rete i racconti delle nostre esperienze e pensieri. Una piccolezza che forse conta piu di tanto altro.
@Antheus avendo contatti con la provincia e la cooperativa che ha organizzato la Fiera ad Arezzo, i quali gia pensano ad una seconda edizione in ottebre 2008, potrei mettervi in contatto con loro nel caso in cui vi prendesse la voglia di creare un prodotto in carbonio (o altro) a favore dei disabili oppure una semplice colaborazione….. getto una idea, a voi rifletterci sopra.
February 12th, 2008 at 12:35 pm
Danilo
pienamente concorde con te. Pistorius in tutto questo gioca in parte il suo interesse fomentando tutta una serie di parallelismi. Gioca il suo, e chi non lo avrebbe fatto? Chi non avrebbe approfuttato della situazione per portarsi a casa un po di pubblicità? Molti lo avrebbero fatto, non facciamo gli ipocriti.
Teoricamente hai ragione ciascuno di noi ha i propi handicap, tu quello del basket, io invece ho ambizioni nel giornalismo (mondo in cui il fattore donnna é un handicap se guardiamo a pari opportunità. I numeri parlano di una schiacciante presenza maschile su quella femminile) e nonostante il mio impegno sfrenato collaboro solo per un settimanale locale (che amo per l’oppurtinità di gavetta che mi concede) e non avendo conoscenze importanti non riesco ad avere occasioni di inserimento in testate giornalistiche importanti dove poter imparare a pieno un mestiere. Quindi anche io se vogliamo ho il mio disagio no. Però non per questo mi arrendo e mi dico che coloro che hanno disagi piu ravi del mio spesso mi insegnano ad andare avanti e tenere la testa alta senza arrendersi. Non diventero mai forse una seconda Gruber però non vogliosentirmi esclusa o gettizzata e fare del vitimismo. Tu hai il basket non divenerai un Meneghin ma hai la tua passione e amore per uno sport con tutti i valori i suoi annessi. Quindi si non ci scandalizza sul deficit che causa il dopping o non si da la dovuta attenzione a tutte quelle persone che si mettono in moto Per Lourdes o San Giovanni Rotondo qui in Italia. Gli esempi che porti tu infine sono solo la punta del iceberg e un nodo importante da sciogliere. La storia recente ci insegna i vari massacri che non cessano di esistere nonostante lo scalpore e l’ipocrisia parata dallo scandalo. Gli esempi sono infiniti e a cosa ci porta ripetere fare l’elenco e continuare a scandalizzarci sull’atteggiamento a sua volta scandaloso di certi fatti….. a creare forse un circolo vizioso, un po come fa il cane che si morde la coda. Come ho detto nel mio post precedente cio che conta al momento é affrontare temi di vita quotidiana che accadono anche da noi e sensibilizzare la gente. Questo é il punto di partenza poi il resto viene man mano é sprecare tempo continuare a parlare degli sbagli fatti e che si ripeteranno purtroppo. Il denaro si sa a cosa porta…..
February 12th, 2008 at 12:49 pm
D’accordo con tutte voi…
February 12th, 2008 at 3:54 pm
@ Antheus> la proposta di Giulia vale un patrimonio! Accoglietela! Siete giovani e carini, supportare iniziative di questo genere fa bene al cuore.
A me piacerebbe vedere in tutte le spiagge d’italia delle passerelle che possano facilitare l’accesso al mare a tutte le persone in sedia a rotelle. Ma ci pensate? in quante spiagge è possibile fare una cosa del genere!
February 12th, 2008 at 4:37 pm
… carini?
February 12th, 2008 at 5:51 pm
> @ Danilo.
era per dire!
February 13th, 2008 at 9:42 pm
@Giulia: Hai trasformato una mosca in elefante
February 14th, 2008 at 1:17 am
credo che la sua forza d’animo sia la dimostrazione che gli anormali sono gli altri…
February 14th, 2008 at 5:02 pm
Se trasformare una mosca in elefante (alla faccia di Ferrara, augurandoci che non se la prenda a male) significa positività, why not? Cmq é vero, non per autoelogiarmi, ma credo che la mia proposta fatta ad Antheus e lo staff potrebbe diventare una bellissima cosa sia dal punto di vista commerciale, di immagine e soprattutto di sostegno alla disabilità. Apportare aiuto in tal senso puo creare anche fonte di lavoro e guadagno a tutti (disabili compresi) trovo sia un investimento ad altissimo valore. Ho come però l’ impressione che non sia una loro prerogativa urgente, magari piu avanti. Ma loro sapranno meglio di me.
February 17th, 2008 at 11:23 am
@Giulia: sono d’accordo.