Riflessioni sul caso Pistorius
Sunday, February 10th, 2008(di Antheus)
Come spesso accade in questo blog, ogni tanto si va fuori dal seminato inserendo nuovi temi e argomenti. Vedo peraltro che i nostri lettori e commentatori gradiscono queste incursioni “sullo sterrato” e sul fuori tema. Che poi fuori tema, ma neanche troppo. Anche in questo caso si parla di parole e di valori che ricorrono spesso in questo blog: coraggio, virtù, indipendenza, magari declinati in modo diverso.
Volevo parlare del caso Pistorius, cioè dell’atleta portatore di handicap che, grazie alla tenacia, al carattere, alle sue sofferenze, alla voglia di sana sfida e alla prodigiosa ricerca tecnologica, gli hanno permesso di gareggiare e vincere contro gli atleti “normali”.
La recente decisione di non ammettere le sue protesi ai prossimi giochi Olimpici mi porta a fare una serie di riflessioni. Anche nel mondo sportivo, perfino quello dell’atletica non così ancora inquinato da interessi economici e di potere, quello che conta è soltanto la vittoria. Nella valutazione fatta dal Comitato Olimpico non è stato infatti tenuto conto del fattore umano e di quello che la sua impresa può rappresentare in termini di speranza e di simbolo per tutti i portatori di handicap. Ma, sopratutto, fino a quando gareggiava e non vinceva, nessuno metteva in discussione i suoi mezzi ma, al contrario, prevaleva un sentimento di compassione. Quando poi i “normali” si sono visti superare dal “diverso”, allora ecco che è scattata subito l’azione di difesa. Inesorabile e castrante.
La forza di volontà, la voglia di superare i propri problemi e la possibilità di offrire una speranza a chi ha voglia di lottare, con questa decisione non sono così state premiate. Cercate di estrarre il senso di questa decisione e vi lascio ad altre eventuali riflessioni.
Ah, dimenticavo… c’è un altro link tra la vicenda Pistorius e I-I. Le protesi sono in carbonio.

