I mercati sono conversazioni
(di Antheus)
In questi giorni ho pensato spesso alla frase del titolo di questo post. E’ la frase con cui ha inizio un libro seminale e profetico del 1999 dal titolo Cluetrain manifesto. All’epoca non tutti avevano capito appieno la verità contenuta in questo libro. Oggi, quasi dopo dieci anni, i più attenti riusciranno a comprendere i link tra le 95 tesi del manifesto (le trovate qui) e ciò che sta succedendo oggi. Il libro analizzava i cambiamenti epocali che internet stava apportando e che, sopratutto, avrebbe portato sui mercati, sulle dinamiche relazionali tra le persone, sulle politiche delle imprese e su come sarebbero dovute cambiare le modalità di gestione.
In particolare, c’era una parte del libro che decretava la fine delle pratiche aziendali consolidate, come quelle della comunicazione e del marketing unidirezionale e che stimolava la pratica dell’ascolto attraverso strumenti trasparenti e partecipativi (allora i blog non esistevano ancora), eliminando ogni autoreferenzialità, accettando le critiche se espresse in modo corretto, supportando uno stile di comunicazione diretto, complice e coinvolgente. E, perché no, anche divertente.
Credo che questi messaggi possono essere oggi recepiti da un pubblico più vasto. E qui a I-I ci sembra di andare in questa direzione.

January 25th, 2008 at 11:38 am
Sicuramente, al meno ai non addetti ai lavori I-I stà intraprendo un cammino in quella direzione…
Per il momento mi sono limitato a leggere le 95 tesi ma cercherò il libbro, che trovo molto interessante, soprattutto perchè a distanza di qualche hanno si può capire se le previsioni e i cammini di certe aziende erano giusti o no… A tal proposito, ho appena finito di leggere il saggio di Naomi Klein “no logo” (2000), la prima parte e concentrata sul branding e marketing delle aziende mentre la seconda si occupa del movimento no global. Anche il saggio di Klein, già ormai datato, ti fa spesso dire “è vero!” o “è effettivamente andato a finire così”…interessante, lo consiglio!
January 25th, 2008 at 11:48 am
Interessante in effetti, non lo conoscevo.
Credo però che prima di parlare di cambiamenti epocali bisognerà aspettare ancora un decina di anni… adesso siamo in piena sbornia 2.0 ma, concretamente, non è ancora cambiato molto.
January 25th, 2008 at 12:57 pm
Lapo!!! io abito in una traversa del lungo po…magari un giorno ci incontreremo,oppure se vuoi un bel piatto di pasta,sei il il benvenuto a casa mia!!
Cmq grazie a questo sito ho scoperto che non fate solo occhiali (ero rimasta un po’ indietro)…molto bella la giacca in edizione limitata e poi i vasi in tessuto mi fanno impazzire!
bravi!
January 25th, 2008 at 6:19 pm
interessante, in effetti è da leggere. le 95 tesi sono molto chiare e decise, le appoggio in parte, come appoggio il post di Antheus, rimane comunque il fatto che internet, seppur realtà enorme, rimane un “bene” irraggiungibile a moltissimi. Dunque il dialogo “da uno a tutti” diventa “da uno a molti”..un ottimo risultato comunque! meglio piuttosto che niente!
January 25th, 2008 at 8:15 pm
breve diretto e conciso, ma i miei complimenti vanno alla persona che ha scelto la frase del post, se fossi una pittrice avrei riportato su tela una moltitudine di qualcosa perchè in un attimo ho rimesso insieme posti gente paesaggi, pensando a ‘i mercati’ sono ‘conversazione’, ho avuto una strana sensazione. Mà…
alcuni punti sono oggi lontani dalla realtà tipo il 74, al 67mo punto mi è venuto spontaneo pensare che veniamo da una storia tutto quà, in cui non è mai sorta l’esigenza di ascoltare soprattutto sotto un profilo umano e quì mi ricollego al punto 33, e molte aziende sono sulla torre d’avorio e gli stili di management sono basati sul comando e controllo che ci piaccia o no.
Ma la storia si evolve e cambia, giusto? Penso però che nel nostro paese ci vorrà molto tempo prima che cambi, parlo per alcune realtà non tutte naturalmente, e con questo vorrei riallacciarmi brevemente al 30mo punto, a mio parere è una nota dolente vista l’insicurezza del consumatore finale che invece vuole identificarsi proprio nel marchio (sinonimo di sicurezza).
Le aziende dovrebbero rilassarsi e prendersi meno sul serio ritrovando un pò di umiltà 21mo e 22mo punto, chiuderei così il mio commento.
e’ stato molto bello leggervi oggi.. grazie
January 25th, 2008 at 10:33 pm
Proprio ieri sera leggevo una riga da vogue italia a mia madre-myspace ha piu’ di cento milioni d’utenti registrati che visitano il sito in media due o tre volte al giorno……-
Lei naturalmente mi ha risposto…malati…come te.io ho continuato a leggere,ignorando il commento mentre lei si faceva il solitario:)
E pensavo. gli utenti.. cento milioni … malate….
poi mi sono ripigliata…macchè malate ! pero’ un piccolo tarlo mi è rimasto…solitudine?voglia di evasione dalla realtà?facilità di comunicare…in un blog posso presentarmi in mille sfacettature.Ma poi nella realtà sarei capace di essere cosi’?Forse si…forse…se gioco…
mi è piaciuta la ragazza che ti ha scritto facciamoci due spaghetti.Se fossi a Firenze te lo avrei scritto anch’io…forse…
January 25th, 2008 at 10:58 pm
troppi forse e troppi puntini per essere vera fino in fondo…o forse ti sto prendendo sul serio
January 26th, 2008 at 11:14 am
Grazie Antheus,
è il secondro libro che mi segnali.
Perchè non aprite uno spazio I-I sul sito http://www.anobii.com ?
Pensateci……ciao
January 26th, 2008 at 12:08 pm
Lapo so ke tu credi tantissimo nell’amicizia, volevo 1 parere su 1a vicenda ke mi è accaduta: 1 mio amico carissimo a cui io tengo tanto, ha staccato il cell e penso nn mi voglia più sentire, il problema è ke io nn gli ho fatto niente!! e nn mi dire ke nn merita la mia amicizia xkè è scoparso nel nulla da prima di Natale e l’ho visto in TV!!! Ciao Grande!!!!
January 27th, 2008 at 6:25 pm
i mercati sono sempre meno cari e più preziosi,
lo aggiungo io
January 28th, 2008 at 3:14 pm
Vorrei lasciare un punto di riflessione forse un po’ folle:
Ma esiste ancora un MERCATO? o forse esistono decine, centinaia di mercati, che si creano a seconda delle necessità? Gli oggetti di lusso, o pseudo tali appartengono ad un mercato diverso da quello dei vestitti usati. Forse esiste ancora una idea di MERCATO quello del mondo delle idee delle grandi teorie, che in quanto tali sono autoreferenziate. Internet, la globalizzazione hanno creato una miriade di piccoli mondi virtuali in cui le persone si incontrano e socializzano. La realtà virtuale è in crescita, ma quello che abbiamo visto in passato, il mondo in un click forse è finito. Ormai i blog e i siti internet stanno tentando di creare piccoli universi. Pensate alle chat dove puoi inventarti una personalità, raccontarti per quello che vorresti essere , ma non sei. In una chat un ragazzo può essrre alto magro muscoloso, oppure essere un coccolone timidone, quello che vuole tutto questo crea FALSITA’ e crea mondi non veri, e per i mercati il marcketing e il mondo della pubblicità è lo stesso. I sondaggi per capire come indirizzare al meglio la pubblicità, una volta, senza accorgermene ho risposto in modo da sembrare un donnaiolo (forse è quello che vorrei esesre) ma io non sono così. Allora dove è il MERCATO. Il MANIFESTO racconta un “mondo” che per certi versi ora non esiste più. FORSE.
January 28th, 2008 at 6:05 pm
Bello, il mondo di internet.. che riesce a riunire tante persone di tanti posti del mondo diversi in un solo e unico posto.. su internet appunto..!!
Cmq, a me piacerebbe moltissimo comprare su internet, é, secondo me, bello e interessante.. Sarà sempre più possibile, comprare sempre di più su internet che non altrove, e questo futuro mi sembra sempre più vicino, chissà perché…!!
January 28th, 2008 at 6:18 pm
è un libro su commissione, per attirare interesse. comunque hai ragione Antheus
January 28th, 2008 at 7:31 pm
Azzurra: Bella frase, me la segno.
Gabriele: La prima parte del tuo commento lo seguo e ne condivido il senso, poi mi perdo.
Giorgia: in che senso su commissione?
January 28th, 2008 at 7:47 pm
IL BLOG E’ IL FUTURO
Con l’evento dei blog abbiamo avuto una democratizzazione della comunicazione. Giovani che probabilmente non si sarebbero mai incontrati nel mondo reale, hanno la possibilità di “incontrarsi”, conversare, appunto comunicare. Comunicare significa anche condividere informazioni, saperi, stati d’animo e perché no ! anche idee. Le idee non nascono per caso, prendono vita grazie alla comunicazione. Un mondo senza comunicazione, sarebbe un mondo senza idee.
E i blog sono un formidabile strumento di comunicazione, quindi un terreno fertile al confronto e luogo dove potenzialmente possono “germogliare” nuove idee. Anzi, sono straconvinto che tutti gli altri mezzi di comunicazione, compresa la stessa televisione presto si confronteranno con questa “realtà”. O meglio, i blog saranno il giacinto dove raccogliere idee che ispireranno molti dei progetti futuri.
Marco Patruno
January 29th, 2008 at 1:01 am
per Antheus: si tratta soltanto della prima immediata impressione, però condivisa anche da altri con cui se ne parlava casualmente tempo fa, e cioè che oltre all’analisi delle nuove realtà, si è cercato a bella posta un pretesto per pubblicizzare al massimo l’esistenza di nuovi sbocchi allora ancora poco conosciuti e utilizzati, e suscitare l’interesse e l’attenzione di consumatori, e aziende, in quel periodo altrimenti indirizzati e poco o niente interessati a quel settore.
considerazioni di profani, semplici fruitori di un servizio, naturalmente.
se c’è stato errore di interpretazione, poco male: illuminateci.
January 29th, 2008 at 10:56 am
Antheus,
io appartengo ad una generazione particolare, vivo su internet, lavoro grazie al pc, ma amo ancora scrivere s mano (amo il mondo virtuale, ma con moderazione), il mio dubbio è sempre uno, ma quando navighiamo su nternet diciamo sempre la verità? Il problema non è solo etico, ma è anche di tipo, come dire, pratico, per quello che riguarda il mondo del marcketing e della pubblicità. Il dare informazioni errate, o per errore o peggio volontariamente implica la modifica di un processo di marcketing o il rivoluzionamento di una strategia pubblicitaria..Il mercato come si pone? o meglio come si pongono i mercati? Spesso ci illudiamo che si possano far interagire il mondo delle idee e quello reale, ma nel mondo delle idee si può parlare, ancora, di un mercato globale con libero accesso per tutti, ma realtà è diversa. Le vostre giacche sono bellissime, le adoro, ma non potrò mai comprarle, il mio fisico non è adatto alle giacche tagliate in quel modo, quel mercato mi è precluso, ma se mi chiedi ti piace la risposta è positiva, Il sondaggio dice una cosa (vera) il mondo reale un’altra (vera uguale). Questo volevo dire.
January 29th, 2008 at 12:23 pm
Siete davvero sicuri che il virtuale non sia reale e viceversa.
Non siamo ancora nel mondo di Matrix, ma tutto ciò a cui vogliono farci credere lo crediamo; crediamo alle parole, alle foto ea ai fatti raccontati ma dove sono i riscontri.
Non preoccupatevi, volevo solo gettare l’amo, mettervi una pulce nell’orecchio.
A presto Ciao.
January 30th, 2008 at 9:57 am
il Mercato è ciò che i consumatori desiderano, ma ciò che i consumatori desiderano è quasi sempre ciò che il Mercato è disposto a fornirci. E così il Mercato crea solo ciò che è sicuro di alienare. E il consumatore finisce sempre per acquistare ciò che il Mercato ha deciso di fornire. Il Mercato non è un sistema economico, non un’entità sovrannaturale, è solo uno scambio di informazioni in cui io esprimo un desiderio e il produttore decide se quel desiderio è coerente NON con le aspirazioni di progresso dell’uomo (artistico, culturale, edonistico) ma solo con il bilancio economico della propria attività. Ogni mercato, proprio per l’essenza stessa del significato, tende quindi a vivere sul fatto economico, emarginando ogni aspetto etico. Si parla a volte di “mercato dell’Arte”, ad esempio. E c’è da domandarsi cosa sia un Mercato di qualcosa che per definizione esiste in quanto “metafora” di un concetto e quindi totalmente astratta da ogni tentazione vilmente commerciale. Eppure quel Mercato esiste, ed in parte è la rovina dell’Arte stessa.
Il 50% della popolazione mondiale aspira ad un mercato della vita, semplicemente domandandosi come potersi procurare la sopravvivenza. Ma quel Mercato spesso è chiuso perchè il consumatore è appunto consumatore ma non cliente.
Non esiste Mercato senza corrispettivo. Lo stesso termine presuppone un corrispondente scambio per acquistare il bene.
Il problema non è tanto come concepire o migliorare il Mercato, problema questo post-moderno e al limite interessante per chi produce se vuole trovare strategie per superare la concorrenza, ma il fatto che anche la “categoria” della sopravvivenza, o comunque del vivere, fanno parte del Mercato, e quindi ne seguono le qualsiasi regole esso voglia adottarsi. Ma è una mia opinione…..
Prima o poi mi cacciano da questi blog……
January 30th, 2008 at 11:13 am
Danilo, no no. I tuoi interventi su questo blog sono benemeriti.
January 30th, 2008 at 11:22 am
… si ma vorrei contrappuntare le mie cose spiegando a chi mi legge che credo nella vita, anche se ho spesso depressioni autoreferenziali (come ogni artista prima o poi prova) e che la coscienza del mondo aiuta anche a risolvere certe quotidianità represse.
La pesantezza di certi miei interventi è d’altra parte equilibrata da cose, fatti e pensieri che rendono più lieve il sopportarmi, ma qui appare solo un piccolo scritto e quindi ogni immagine è figlia di ciò che si scrive… Insomma, prendetemi sul serio, ma non prendetemi per serio… O almeno in parte…
January 29th, 2009 at 11:44 am
[...] Questa è la numero 20 delle “91 discutibili tesi per un marketing diverso” come recita il sottotitolo di [MiniMarketing] un ebook in download gratuito realizzato da Gianluca Diegoli già titolare del blog http://www.minimarketing.it . Il libro trae spunto - ed è l’ideale seguito - del Cluetrain Manifesto, libro “seminale” di dieci anni fa in cui si affrontavano i cambiamenti che internet avrebbe portato alle aziende e all’approccio rispetto al mercato. “I mercati sono conversazioni”. Ne parlammo già qui. [...]