Stolen moments
(di Antheus)
A volte capita che certi segnali negativi racchiudano dentro sè altri messaggi significativi. Qui a Italia Independent lo abbiamo scoperto questa mattina. Mi spiego meglio.
Stanotte dei ladri sono entrati dentro gli uffici di I-I. Hanno portato via tre pc portatili e quattro occhiali in carbonio. Ma c’è di più: i ladri hanno aperto lo scatolone contenente molti occhiali, hanno aperto le varie confezioni e hanno rubato solo quelli in carbonio.
Hanno quindi preso le nostre idee e il nostro prodotto di punta, quantomeno quello più conosciuto. Magari c’erano altre cose di valore (quadri, mobili..) ma non sono stati rubati. Hanno invece sottratto la nostra creatività, sia nella forma primordiale che nel suo risultato finale. Tutto questo cosa significa? Forse è la conferma che la creatività è il nostro patrimonio principale.
E che ognuno hai i ladri che si merita: noi abbiamo i ladri intenditori.

January 21st, 2008 at 4:11 pm
Mi dispiace molto: essere derubati è in piccolo come essere violentati….i ladri oltre a rubare gli oggetti, rubano anche l’intimità delle persone…sapere che qualcuno di ignoto ha toccato e si è appropriato del proprio “mondo” è fastidiosissimo!
January 21st, 2008 at 4:55 pm
Ragazzi mi spiace molto.
Concordo con Andrea… Anche a me purtroppo è capitato, e al di là del valore economico degli oggetti, ciò che fa più male è che ti senti sottratto ingiustamente dei tuoi ricordi, di un pezzo di te: ogni cosa si lega indissolubilmente ad una nostra esperienza o più semplicemente ad un particolare momento della propria esistenza. Che ti viene portato via così, esclusivamente per il valore del denaro. Ti senti comunque violato nella tua intimità, nella tua forza interiore.
Comunque è vero Antheus, (nonostante la triste esperienza) la vostra creatività vi appartiene e nessuno può ledere alla vostra indipendenza di idee, è parte di voi…Forza!!!
Ciao,
Francesca
January 21st, 2008 at 5:05 pm
Posso comprendere….. l’altro giorno ero molto arrabiata per un motivo simile al vostro e ripetevo ‘questo è ingiusto, uno fà tanto..e…ecc’ se c’è una cosa per cui mi danno sono le ingiustizie.
Il segnale positivo è che siete sulla strada giusta, altri vi ruberanno il pensiero, se potranno ascoltarvi, così comprenderete che avete pure un certo potere del tutto mentale (le menti sono un grande patrimonio) e pensate un pò…!!!! Siete solo all’inizio.
mi spiace.
January 21st, 2008 at 5:10 pm
Ciao Antheus
sempre una gran brutta esperienza da qualsiasi angolatura tu la possa intravedere.
Ti hanno rubato alcune idee oramai materializzate, e questo e’ veramente vile e da incazzatura; ma non potranno mai rubarti la tua creativita’, perche’ quella non e’ materializzabile per fortuna, e ce l’hai sempre e solo tu.
E poi, non so’ se ti ricordi quando al grande Avv. Gianni Agnelli , una casa giapponese gli copio’ la Ferrari, e tutti quanti gli chiedevano adesso cosa avrebbe fatto; lui rispose tranquillo che … chi vuole veramente la Ferrari non si compra l’imitazione…!,e aveva perfettamente ragione.
Ciao
Uto
January 21st, 2008 at 5:13 pm
Spiace anche a me.
La creatività è sicuramente un patrimonio importante, ma il furto degli occhiali in carbonio non è significativo della scelta del prodotto più caro, più conosciuto e più facile da portare via?
Certamente questi ladri hanno buon gusto.
Ele
January 21st, 2008 at 5:22 pm
Dai momenti negativi si esce più forti di prima, sia nell’animo che nella testa!!!
Due anni fa mi sono trasferito da Roma in provincia di Cuneo, per inseguire il sogno di essere un designer. I primi mesi sono stati molto duri,da solo in una città nuova, senza le persone care al mio fianco, a contatto con una mentalità abbastanza diversa dalla mia….ma quei giorni mi hanno rafforzato, mi hanno fatto crescere….
Forza I.I.!!!
January 21st, 2008 at 5:45 pm
Beh, hanno buon gusto, questo é poco ma certo, dispiace, però, che a rimetterci siate sempre e soltanto voi..Ad ogni modo, forza, ragazzi, vedrete che i colpevoli verranno arrestati, e voi sarete ricompensati del maltolto.. o almeno, io spero che sia così..
Ilaria
January 21st, 2008 at 6:26 pm
Ebbene lo ammetto. Sono stato io…
January 21st, 2008 at 6:46 pm
Caro Antheus,
pensa positivo . Un lato buono c’è sempre. Vi hanno permesso di stare un giorno completamente staccati dal mondo senza distrazioni di computer. Sono sicuro che le idee che vi sono venute fuori oggi saranno eccezionali forse anche di più di quelle contenute nei computer. Questi ultimi si ricomprano la creatività no.
January 21st, 2008 at 8:55 pm
ke gran figli……..mi dispiace molto!
January 21st, 2008 at 9:43 pm
Che i ladri abbiano buongusto perchè hanno rubato solo gli occhiali in carbonio, può anche essere vero. E’ anche vero però che se per loro sarà molto più facile rivenderli a prezzo stracciato, sarà anche molto più facile essere individuati in questo “mercato parallelo” di un prodotto di nicchia e venduto ufficialmente con un sistema piuttosto vincolato. Quindi, come tipico dei ladri, sono sostanzialmente degli idioti. E spero vivamente che le nostre forze dell’ordine li prendano, con il fondamentale aiuto della gente (giova ricordare che la ricettazione viene punita con più severità del furto…).
January 21st, 2008 at 10:33 pm
ciao antheus e lapo,
ho letto con molto dispiacere di quello che vi è accaduto.
Chiunque sia stato è un emerito figlio di….
ma non andrà molto lontano.sicuramente lo beccheranno!!
comunque non ha rubato la vostra creatività xchè è unica e non si può copiare.
capisco il tuo stato d’animo antheus xche’ è una cosa orribile e scioccante.
siate forti e andate avanti cosi!!
un mega abbraccio e salutoni da una milanese
tiziana
.p.s. forza lapo!!!
January 22nd, 2008 at 1:13 am
Ragazzi mi dispiace.
I computer di soliti sono gli oggetti più ambiti quando ti svaligiano l’ufficio, conosco la materia.
Che dire poi, forse è anche ovvio che abbiano preso gli occhiali in carbonio, l’oggetto di punta che si è reso noto proprio in funzione del suo prezzo. Ma questo denota anche che i ladri sapevano sì dove stavano entrando e cosa poter portar via, ma non sapevano certamente nient’altro. Perché altrimenti non portare via anche una multipurpose bag o una giacca sartoriale (ovvio se erano presenti in ufficio)?
Comunque Antheus mi siete già sembrati positivi nel post, è il modo giusto di reagire. Nessuno potrà rubarvi le idee né tantomeno la creatività. E io voglio essere ancora più positiva..per me hanno della merce che scotta tra le mani, non credo sia impossibile beccarli.
Un abbraccio
January 22nd, 2008 at 1:59 am
I ladri
Ciao. Venerdì scorso Gilindo mi ha detto che gli stava andando via. Si riferiva all’effetto della maria che aveva fumato poche ore prima. Voleva farsi subito un richiamino ma io gli ho detto: quello che sta andando via lascia il posto a quello che viene. Quello che viene bisogna accoglierlo come si deve, volergli bene e ricordarsi che è sato lui ad invitare quello che è appena andato via.
I vasi
Alcuni vasi cinesi sono molto preziosi. Lo sono perchè sono antichi, lo sono perchè sono rari. Soprattutto però, lo sono perchè sono fragili e per giungere fino a noi sono stati amati dalle moltissime persone che si son presi cura di loro.
January 22nd, 2008 at 9:52 am
per fortuna che non c’era nessuno a lavorare di notte.
antheus ma la sede è dove avete fatto la presentazione? cioè in via bergamo? perchè io abito lì vicino anzi lì troppo vicino…oddio adesso ricomicio con le mie paranoie, c’ho pure una finestra che si chiude male, dimmi che non è lì la sede.
January 22nd, 2008 at 11:15 am
No, la sede è a Torino.
January 22nd, 2008 at 11:43 am
Non voglio fare il paranoico, ma nessuno a pensato all’ipotesi “spionaggio industriale”?? mi auguro vivamente di no….
January 22nd, 2008 at 12:13 pm
Siamo nel 2008 e ancora c’è gente che nn sà vivere la propria vita creandosi e trovando delle proprie aspettative e degli spazzi personali.Siamo in una società antiquata vecchia e incapace di vivere indipendentemente.Una socità infantile e ipocrita.Un Italia chè ha bisogno di stile e cultura per battere un sistema che stà corrodendo la società.
Vediamo di far crescere la società di oggi con cretività libertà rispetto e indipendenza
January 22nd, 2008 at 1:15 pm
è terribile! ma il vero patrimonio sono le persone, non gli oggetti. E le persone, se valgono (non in termini economici…) sono fatte di cervello,anima,sensibilià ed idee!
questa è la vera risorsa! Hanno rubato gli oggetti ed ora la voglia di continuare a creare cose nuove deve prendere il posto della rabbia.Antheus, sei, siete fortunati…avete una valanga di persone che vi appoggiano e tu, per quel poco che ti conosco, hai una marcia in più…capti le cose importanti, le rielabori e non ti fermi mai (mentalmente!). Sei dinamico…povera gente quelli che vi hanno sottratto gli oggetti: poveri di valori morali (che sono la vera ricchezza!).
January 22nd, 2008 at 1:38 pm
ladri,ma andate “a lavurà”,invece di rompere i co… alla gente che lavora e si fa un mazzo così,mi fate pena! antheus e lapo,vi capisco,è una cosa davvero brutta,e spero che la nostra vicinanza da parte di noi blogger vi sia d’aiuto.continuate così,sempre,in gamba!!
January 22nd, 2008 at 2:50 pm
prendetela con filosofia….avete le cose che vanno a ruba. vicino a voi in questi momenti di sofferenza. ciao ivanoz
January 22nd, 2008 at 4:33 pm
E’ bello quello che scrivi e mi tocca.
In piccolo …..stavo lavorando come te…in un altro settore…volevo seguire solo la creatività e essere aperta,solidale,anche con i piu’ poveri.Il risultato è che tra tre mesi dovrò chiudere.Io credo nei miracoli e so che qualche cosa di positivo sta per accadermi,quindi se stai per preoccuparti per me non farlo:)
Ma non vorrei mai che qualcun altro dovesse passare quello che ho vissuto io.Sono stata una fessa ….L’esperienza insegna,giusto?Io devo imparare il discernimento.
ciao vick
January 22nd, 2008 at 7:38 pm
sti figli di p….
La consolazione è che non sanno far altro che rubare.
January 22nd, 2008 at 8:33 pm
Pessima notizia…
January 22nd, 2008 at 8:57 pm
Spero soltanto che non siano stati mandati da qualcuno perchè rubare nuovi prodotti e i pc di solito e sintomo della volontà di rubare le idee…d’altronde lo spionaggio industriale verso l’azienda che è attualmente come concept quella più proiettata nel futuro credo che sia balenato nelle teste di più di una persona….dall’altra parte sono convinto che possono rubare le idee ma non i cervelli che le creano…
January 22nd, 2008 at 10:51 pm
Rileggo solo oggi il blog ed eccoti che sorpresa!!!! Caspita. Non voglio essere cosi drastica come KISSAKI (non facciamoci prenere da vene boondiane), anche perché ci sarà tutta una procedura post denuncia che tratterà il caso specifico…. Però credo che chi abbia operato sapesse esattamente cosa sgraffigniare, non si spiega altrimenti il fatto che abbiano portato via dei notebook e gli occhiali in carbonio, non calcolando tutto il resto. Gente sicuramente esperta e che nel rubare sa il fatto propio. Non si ruba mai in una azienda senza sapere come agire e per quale motivo. Comunque ragazzi, mi dispiace molto e comprendo per esperienza personale cosa significa. Abbiamo fede nella Giustizia (non mastelliana che porta male….).
Un abbraccio grande
January 23rd, 2008 at 12:53 pm
Potranno rubare ciò che vogliono, ma la creatività è un qualcosa che mai nessuno potrà sottrarre!!!E’ lo spirito che si cela dentro di noi e che ci porta a divenire padroni del proprio essere.
January 23rd, 2008 at 1:03 pm
Ciao Ragazzi, mi dispiace dell’accaduto, se vi puo’ tirare su di morale, sono un produttore di occhiali anche io, solo che a me rubano le idee senza rubare gli occhiali… non c’è più inventiva e quindi sono costretti a copiare quella degli altri! Ciaooo!
January 23rd, 2008 at 1:04 pm
Mah, che un paio di occhiali rappresenti la creatività mi torna proprio difficile da comprendere.
La creatività è indubbiamente il nostro patrimonio principale, unita ai sacrifici e alle competenze acquisite attraverso anni di dura gavetta ma, ragazzi, vi basta portare gli occhiali da 1000 euro (ovvero quanto uno stipendio per la maggior parte degli italiani) per sentirvi indipendenti e creativi ?
January 23rd, 2008 at 1:08 pm
Ma andate a cagare…..siete tutti patetici!!!
January 23rd, 2008 at 1:09 pm
Solidarietà con chi riesce ancora a sognare, a realizzare propri sogni e le proprie idee. Il danno maggiore sarà senz’altro quello dei progetti che si saranno trovati nei pc. Per quanto riguarda gli occhiali invece, sicuramente sarà inutile perchè sarà un furto davvero mirato per analizzare progetti e materiali.. però io un’occhiata su ebay nei prossimi giorni la darei.
Massima stima.
Zeroabs
January 23rd, 2008 at 1:10 pm
Ma andate a lavorare sul serio fighettini del cazzo che non siete altro!!
January 23rd, 2008 at 1:11 pm
anche se non ammetto il furto… però diciamo che chi la fa l’aspetti…
January 23rd, 2008 at 1:14 pm
MA CON I SOLDI CHE HA LAPO E COMPANY UN ANTIFURTO NON POTEVANO METTERLO
VI STA’ BENE…..MEDITATE IN FUTURO
January 23rd, 2008 at 1:15 pm
mi dispiace, davanti a tanta gente che non sa come arrivare in fondo al mese e non ha un lavoro sicuro il fatto che vi siano spariti 4 paia d’occhiali mi deprime in maniera inconsolabile, spero di riuscire a non suicidarmi, tenete duro, resistete e vedrete che magari li prendono questi ladri, speriamo li fucilino o li impicchino chè se lo meriterebbero questi sporchi ladri che rubano ai ricchi per rivendere occhiali (leggere tutto in modo ironico, forse non serviva dirlo ma….visto a chi scrivo e che cosa pubblicate non si sa mai).
January 23rd, 2008 at 1:27 pm
Lapo, ma veramente senti il bisogno di mettere in circolazione occhiali in carbonio? Perchè le migliaia di modelli esistenti non funzionano?
Il furto è parte del marketing. Se i tuoi occhiali non costassero tanto (e chissà perchè arrivano a costare tanto visto che sono pochi cm cubici di carbonio), quei ladri ignoranti non li avrebbero rubati. Ma quei caproni, invece di rubare opere d’arte, rubano semplici occhiali. Non pensi che sia un segno della degenerazione culturale della società?
Non pensi che la cultura dello “status symbol” sia ormai vecchia e decrepita? Non pensi che sia meglio un bel cervello con due lenti appiccicate sul naso piuttosto che uno che spenda 1000 euro per lo stesso identico motivo funzionale? vabbè, ognuno è libero di fare e disfare come vuole, lo so. Ma se una borsa di D&G fatta dai cinesi di Prato costa 13 euro e viene venduta a 600, non pensi che il vostro danno in realtà sia minore? Lascia che rubino. Lascia che svendano quegli occhiali (personalmente li trovo ineleganti) agli allocchi che si sentiranno VIP per un giorno o solo perchè sui soliti jeans e giacca nera e nelle solite auto grigie metallizzate, segno del declino del gusto italiano, penseranno di essere importanti, rientrando nei loro miniappartamenti dei condomini di periferia.
Questa è l’Italia, ahimè. E lo è sia da parte di chi eccede nelle cose, sia di chi anela ad esse e farebbe di tutto per averle. Che tristezza!
January 23rd, 2008 at 1:34 pm
proporrei un mese di lutto nazionale per il furto…la cosa che in italia mi fa più schifo sono i giornalisti, i mass media che danno risalto a queste notizie del c…., e che fanno diventare eroi personaggi (zingari) che uccidono ragazzi, un incidente può succedere purtroppo a tutti, ma per questo diventare un idolo mi sembra troppo….
January 23rd, 2008 at 1:35 pm
In merito agli ultimi post, bella raga questa è la creatività italiana
January 23rd, 2008 at 1:38 pm
ma chissene frega.
Adesso tutti i giornali e siti a parlare di 3 occhiali(pure orrendi) e 3 pc che hanno rubato a lapo.furto di idee…ah ah aha ha ha ha
January 23rd, 2008 at 1:39 pm
E’ terribile ragazzi! Sono costernato dall’atto criminale dell’ ol(d)fatto. Il Carbonio per carità è odioso da lavorare quanto il carbone però almeno non ci si sporca le mani, giusto?
Comunque l’altra sera al Fashion ho visto Carl e mi ha detto che adesso farete anche i giumbotti in Pellet e questo è grandioso!!! Siete dei geni.
Baci
January 23rd, 2008 at 1:40 pm
…cassspita. Magari sono gli stessi ladri che hanno rubato da noi ai primi di dicembre. Hanno fregato un sacco di capi ma ben scelti. Purtroppo la polizia ci ha detto che se mai riuscissero a beccarli non possono arrestarli, devono trovarli in flagranza di reato. Pensa te!
January 23rd, 2008 at 1:44 pm
“Hanno quindi preso le nostre idee e il nostro prodotto di punta, quantomeno quello più conosciuto.”
perciò il negozio, capisco da quanto scritto, è un museo più che una vendita di prodotti, ed i prezzi solo un vecchio ricordo di quando andava di moda il lusso…?!
Non è una bella occasione per scoprire il tuo blog e qualsiasi blog in generale.
Ciao.
January 23rd, 2008 at 1:58 pm
Mi dispiace davvero molto per questo increscioso evento occorso a uno dei miei personaggi preferiti (insieme a Costantino). C’è da dire che lo stato non ci difende più e la delinquenza verso i più deboli dilaga.
Sarebbe proprio ora che il nostro Lapo scendesse in campo e desse una bella ripulita a questo paese marcio.
FORZA LAPO, FONDA UN PARTITO E AVRAI IL NOSTRO SOSTEGNO!!!
January 23rd, 2008 at 2:12 pm
Prima volta che accedo a questo sito/blog… Sono arrivato tramite un percorso travagliato che casualmente alla fine mi ha portato qui. Se proprio devo dirla tutta, posso capire il fatto che siate dispiaciuti dal fatto che vi “abbiano rubato la creatività” (come voi dite) e 4 paia di occhiali e PC ma non mi sembrate persone che possano essere turbate (sul lato economico) da questo evento. Pensate a quanta gente viene rubata la macchina, a quanta gente viene licenziata e a quante persone gli viene ribaltata casa alla ricerca di qualche spicciolo e non dicono nulla, non pubblicano nulla in internet, lasciano che il destina faccia il suo decorso; e voi siete qui a piangere e a farne un caso nazionale per 4 paia di occhiali e 4 PC… Forse bisognerebbe distinguere le problematiche futili da quelle di livello superiore.
Domanda da 10 milioni di dollari: Ma poi sti occhiali valgono davvero 1000 € ??? Sinceramente dubito… ma mai dire mai !
Perfortuna che Lapo non è il designer FIAT, altrimenti la punto costerebbe 150 mila €.
January 23rd, 2008 at 2:45 pm
Mi spiace molto ragazzi di II…un furto è sempre una brutta cosa specie se si tratta di cose personali, pc in primis (non credo a tal punto che la perdita di qualche occhiale pur caro che sia possa mandarvi sul lastrico). Consolatevi col fatto che se qualcuno si è spinto fin li per derubarvi gli occhiali vuol dire che sono stati ben pubblicizzati, e se qualcuno ha altrettanto preso in considerazione l’idea di rubare “creatività” a livello di spionaggio industriale o similar beh vuol dire che vi state creando una immagine importante. Spero solo, a riguardo, che abbiate preso tutte le necessarie misure di sicurezza per il progetto “libertà di idee” visto che magari molte persone, confidando nella vostra associazione, hanno mandato i loro sogni tradotti in idee, disegni, prototipi ecc. ecc.
COME APPELLO: vorrei che tutti coloro che sono sempre stati d’accordo con le idee di II e che ne appreazzano oltre alla mission aziendale anche la filosofia di pensiero lascino un commento (negativo sarebbe un favore) a colui che ha scritto l’articolo su libero.it riguardante il furto di occhiali…io mi sono gia esposto…poi fate voi….questo è il Link http://magazine.libero.it/gossip/generali/ne7267.phtml
ciao a tutti
January 23rd, 2008 at 2:46 pm
Vai alla grande Lapo, lascia che tutti di denigrano, ciò vuol dire che sono invidiosi per quello che sei, la legge è uguale per tutti ricchi e poveri, prosegui per la tua vita fino in fondo e non voltarti mai segui i tuoi pensieri e non distoglierli con le banalità, un giorno sarai chiamato a fare il punto di tutte le tue azioni, ti saluto cordialmente dal profondo del mio cuore e sempre forza Juve
January 23rd, 2008 at 2:49 pm
Perchè leggendo il tuo blog devo rimanere esterefatto per le stupidate che scrivono
January 23rd, 2008 at 3:03 pm
mi dispiace per il furto subito credetemi, ma in quanto a creatività i vostri occhiali non sono diversi da centinaia di modelli già identici sul mercato,
non hanno rubato chissà quale scoperta, ma degli occhialoni in carbonio da 1007 euro da giostrari zingari quali sono i ladri.
January 23rd, 2008 at 3:10 pm
a me se rubano qualcosa per mille euro mi si spezza il cuore perchè è il mio stipendio…non perchè e un centesimo di quello che guadagno in un giorno…..
January 23rd, 2008 at 3:16 pm
…caro Sandro, sarà un forse effetto “mirror”, dovuto al fatto che esterrefatto si scrive con due erre?
January 23rd, 2008 at 3:34 pm
Ma non diciamo cazzate sul furto della creatività……le idee per avere un valore devono essere realizzate non soo pensate.
January 23rd, 2008 at 3:37 pm
Ma per fortuna che già qualcuno ha dimostrato il suo disgusto nel leggere questo blog! Ma io vi manderei a lavorare… tutti quelli come voi dovrebbero mandarli a spalare merda! C’è in tutto il mondo e pure in Italia gente che muore di fame a voi come altri fate prodotti che valgono 0 rispetto a quello che vi permettete di farli pagare! Solo xkè sopra c’è la vostra firma? E poi voi fareste tendenza? a me fate cagare quando vi si vede vestiti con i completi assurdi, che mettono in mostra calzini, oppure con cappelli assurdi! Ma la cosa più triste è gente che si dispera x voi… mamma mia che schifo! Siete immersi nella droga, uscite di casa conciati peggio dei poveri barboni che di meglio nn possono permettersi e siete pieni di soldi da far schifo e vi lamentate x 4 occhiali marci! io mi complimento con i ladri!
January 23rd, 2008 at 3:49 pm
Sicuramente essere derubati non è una bella cosa per nessuno.
Ma sinceramente leggere che hai speso 1007 euro per un paio di occhiali, quando io ne guadagno 500 al mese per lavorare 7 giorni su 7 almeno 15 ore al giorno, mi fa davvero ridere.
E non leggere invidia nelle mie righe, perché non sono una persona invidiosa e sicuramente anche io, se fossi di famiglia ricca, spenderei tutti quei soldi che ora non ho e che posso solamente sognare…
Ma almeno tu hai la possibilità di andare dal primo ottico che incontri per strada e spenderne anche 4000 di euro per un paio di occhiali, mentre c’è gente che si vede quotidianamente privare dei propri diritti e dei propri meriti nonostante la laurea, l’impegno, l’ingegno e la creatività vera…
E già perché io sono una creativa vera, lavoro nel campo del design da anni e più volte ho collaborato con Fiat… Ma il mio stipendio, in nero, resta di 500 euro al mese… il tuo conto in banca, invece, quanti 0 in più ha anche per merito mio!?!
January 23rd, 2008 at 3:50 pm
scusate magari il linguaggio poco fine ma queste sono cose che mi fanno arrabbiare da matti e che non meritano tante parole!
January 23rd, 2008 at 4:02 pm
E’ tremendo!!!!Gli occhiali in carbonio???Quelli costosissimi?Quelli praticamente uguali a qualsiasi altro paio di occhiali a mascherina presenti sul mercato? Quelli che se non fossero in carbonio altrimenti sarebbero meno perfomanti???? (Forse a paragone delle macchine da corsa o degli sci???)
Quelli dal prezzo assurdo ed esorbitante grazie al cui ricavato forse, dico forse, avreste potuto finalmente comprarvi una bella grammatica italiana ed imparare ala buon’ora a leggere e a scrivere??? Sì allora sì, è un dramma per davvero! La mia solidarietà!!!
g.
January 23rd, 2008 at 4:07 pm
Dai Lapo sei tutti noi!!
Fatti valere, secondo me son stati dei ladri interisti o milanisti di sicuro… che rubano computer,occhiali come partite, rolex, e fanno sparire arbitri…
January 23rd, 2008 at 4:15 pm
….ma non sarete stati mica un pò ingenui a lasciare “lo scatolone” con gli occhiali in bella vista ?
Non doveva valere molto per voi se lo avete lasciato cosi !
Vi serve qualche spicciolo per comprarvi una cassaforte ?
January 23rd, 2008 at 4:22 pm
ops…… hanno rubato una parte di genialità… pensa che si sono appropriati solo di un pezzo di “cosa” ma il genio è dentro e per sempre nella Vs. testa. che piccolini sono. limited
January 23rd, 2008 at 4:47 pm
Elegante l’oggetto. Elegante il furto. Elegante il commento. Dai, via gente. L’importante è l’eleganza.. Purtroppo ho testimonianza di VERI furti di idee, appropriazione indebita e sottrazione di progetto senza un minimo di scrupolo da parte di gente più potente; con la carriera, la vita e l’autostima di questa persona definitivamente rovinata.
Ecco, a proposito di questo e a proposito di eleganza.. non cacate il cazzo! Non ci pensate più voi che potete e smettetela con questi virtuosismi idioti
January 23rd, 2008 at 5:03 pm
STI CAZZI!
veramente un notizione!
un ladro di occhiali… oddio che tristezza!!!
January 23rd, 2008 at 5:12 pm
Ma in che mondo viviamo.. sono senza parole.. ragazzi, maaaa.. se per caso ritrovano la refurtiva e se ci dovessero essere degli occhiali danneggiati, una stanghetta destra da adattare ai miei (che l’ho persa da più di una ventina di giorni) me la tenete? Sapete, così risolvo un problema e a chi mi guarderà dal lato della stanghetta oggi mancante farò sicuramente un’altro effetto!!!!! Graaaazie amici…
January 23rd, 2008 at 5:21 pm
ma dico io…..ma quale creatività??????
io penso che sia tutto una vs messa in scena x fare pubblicità a degli occhiali che fanno letrteralmente schifo….
il mio saldatore li ha piu belli e certe volte me li faccio prestare per andare in giro….. e lo sapete cosa mi dicono?????
ma 6 proprio un cazzone a spendere 1000 euro x un paio di occhiali di merda:::.
lapo oggi fiat perde il 10%
January 23rd, 2008 at 5:27 pm
A me sinceramente non frega nulla!
Siete pieni di soldi ma che state a piagne per 4 occhiali!
E non ditemi che hanno rubato le vostre idee e vi sentite violentati ecc
Semplicemente (e comprensibilmente) vi rode che vi han fregato…
Per me quei 4 occhiali son 4 mesi di stipendio ma per voi? Dai nn fate le lagne!
Ciao belli!
January 23rd, 2008 at 5:47 pm
…mi domandavo se un preservativo a 40 strati di carbonio fosse più affidabile o solo più ritardante….magari nella rigidezza aiuterebbe…chissà se a fatica non avrebbe qualche rottura fragile…..
January 23rd, 2008 at 6:23 pm
….. manco avessero rubato la Gioconda!
January 23rd, 2008 at 6:26 pm
scusate, eliminate pure il commento
January 23rd, 2008 at 6:53 pm
ma guarda un po’ che bel blogghino che c’è qua….. una riunione di figli di papà con la erre moscia… davvero mi son divertita a leggere quanta solidarietà a questi poveracci…. certo il commento più bello è stato del LapoFan …. sei un mito, anche per me “Lapo è uno dei miei personaggi preferiti (insieme a Costantino)” M I T I C O!
January 23rd, 2008 at 7:00 pm
Grazie per i tanti messaggi.
Come sempre, quando una notizia supera i confini della rete, arrivano qui nuovi utenti a dire la loro. Qui le crtitiche sono sempre ben accette, se sono minimamente circostanziate o quantomeno basate su informazioni corrette. Però spesso non lo sono, purtroppo.
E’ molto più semplice per molti vedere le cose in superficie. Peccato che la realtà sia un po’ più complessa, e che tra il bianco e il nero esistano un migliaio di sfumature.
Ma qui siamo pazienti e sereni (anche se ci girano un po’ i coglioni, invero) e quindi vogliamo puntualizzare alcune cose. Specialmente sulla questione degli occhiali in carbonio. Gli occhiali in carbonio sono state per I-I al contempo un esperimento, un’innovazione e un posizionamento verso l’alto.
Non voglio star qui a menarla nuovamente sulla grande complessità produttiva, vi basti sapere che ad oggi nel mondo nessun altro produttore di occhiali si è cimentato nella realizzazione di occhiali interamente in carbonio.
Sappiate quindi che il prezzo degli occhiali - che effettivamente è molto alto e che pochi si possono davvero permettere - è in linea in termini di ricarico con gli altri prodotti della categoria degli occhiali di fascia alta.
Perciò le allusioni sulla rapina e sui ladri tenetevele per voi, grazie. Non ne abbiamo venduti moltissimi, ma questo già lo sapevamo. All’interno del portafoglio prodotti non rappresentavano il nostro “cash cow”.
Gli occhiali in carbonio sono stati per noi anche uno strumento per “posizionare” in termini di marketing Italia Independent come un brand di fascia alta, che realizza prodotti sofisticati, originali e innovativi.
Ma si sa, per molti è divertente offendere gratuitamente con la scusa dell’ignoranza e dell’anonimato.
January 23rd, 2008 at 7:43 pm
Basta con tutte queste offese nei confronti dei Lapi.
In Italia c’è bisogno di giustizia e di occhiali da sole costosi per chi la giustizia la fa.
Siamo o non siamo il paese della birra?
January 23rd, 2008 at 10:17 pm
Veramente una vergogna….Sono semplicemente gelosi della vostra creatività!vi vogliono solo copiare vergogna!… voglio concludere con una frase di gianni agnelli quando gli dissero che una casa giapponese aveva copiato la ferrari…Lui rispose semplicemente:chi vuole veramente la ferrari non si comprerà mai l’imitazione!e aveva perfettamente ragione!!!
January 24th, 2008 at 12:34 am
Bravo Antheus…ma ricorda…a lavare gli asini si spreca la fatica e il sapone..
Un bacione.
January 24th, 2008 at 1:57 am
perchè non ne approfittate per studiare un nuovo sistema antifurto? marcato I-I.
January 24th, 2008 at 2:19 am
potrebbe essere facile rintracciare i ladri, visto che si sono portati via i computers
January 24th, 2008 at 10:02 am
Allora, Antheus, visto che giustamente affronti questo blog divertente in modo professionale, è bene aggiungere due parole professionali.
Che la ricerca debba andare avanti è cosa dovuta anzi necessaria. Che la ricerca porti progresso e miglioramento del tenore di vita dell’umanità dovrebbe essere obiettivo etico nonchè pratico. Che questa ricerca, nella fattispecie, abbia condotto voi (e le strutture tecniche cui vi siete affidati) a produrre un oggetto esclusivo, fatti vostri ma…. Ma esiste un sentimento diffuso che è quello della disperazione per cui nè i vostri, nè gli altri prodotti di fascia alta vengono ormai più tollerati. Non è un atteggiamento politico, nè di invidia. Ognuno spende i propri soldi come vuole, se li ha. Ma le aziende cosiddette di fascia alta dovrebbero chiedersi se in questo mondo di recessione, povertà e mancanza di fonti di energia, c’è ancora posto per una squallida esibizione delle proprie ricchezze (spesso provenienti da speculazioni mafiose o da ambiente petrolifero) o se bisogna scendere un gradino nell’esibizione e nei costi. Soprattutto quando si dimostra che l’oggetto, prodotto in serie, ha un costo di produzione ridicolo. Siccome viviamo abbastanza in questa società, sappiamo tutti che le montature normali delle grandi firme hanno un costo di produzione di pochi euro e vengono vendute a 100/200/300 euro. Il problema è che non c’è più proporzionalità tra valore vero del bene e prezzo di vendita. Io sono ingegnere e artista, quanto dovrei allora far pagare una mia opera prodotta in esemplare unico al mondo? Non è questione di ricerca, ma di proporzioni e misura. Understatement. Con un occhio al resto del mondo non è possibile, secondo me eh, mettere in commercio oggetti voluttuari a quel prezzo. Ma non solo per voi, anche per tutte le grandi firme della moda. E’ il sistema sbagliato. Le ricerche dovrebbero essere investite su oggetti utili, utili alle popolazioni in difficoltà, utili anche a questi giovani che scrivono qui e che si sentono presi in giro da tutti. Ecco perchè i ragazzi si incazzano, perchè in fondo voi avete fortuna, successo, possibilità e risorse che elementi anche validissimi non possono avere, e non mettete a frutto queste cose per motivi e “mission” (come va di moda oggi dire in inglesismo da periferia bocconiana) che forse vi renderebbero meno pubblicità e copertine ma più serenità d’animo e maggiore comprensione da tutti. Continuate la ricerca. Almeno in questo fate bene. Hai la mia mail. Se vuoi dirmi qualcosa scrivimi là.
January 24th, 2008 at 11:27 am
Giusto, affrontiamo le cose in maniera professionale. Bravo Danilo, è venuto spontaneo anche a me fare la battuta stupida su questo blog, dato l’elevato grado di irritazione che mi ha suscitato questa notizia. Ora però parlerò seriamente. Allora io sono un architetto (oltre che artista) e ho, senza alcuna presunzione, la capacità critica nonchè la competenza professionale di “guardare” gli oggetti di design e di capirne la potenzialità in termini di originalità, funzionalità e direi anche vendibilità. E’ davvero irritante per noi professionisti e creativi, ogni giorno umiliati dal fatto che diventa impossibile esercitare la professione senza avere alle spalle una famiglia che ci ha costruito uno studio, ci ha dato una casa o la macchina, o semplicemente ci ha presentato altre famiglie che diventeranno clienti. Quando bisogna lavorare per pagarsi l’università, (e parlo delle tasse e delle spese….non di CEPU) e poi bisogna fare un mutuo per acquistare un computer e tutta l’attrezzatura, indebitarsi fino al collo per pagare l’affitto di una stanza per esercitare la professione che tanto amiamo, vi renderete conto quanto l’essere bravi e creativi diventa insufficiente non solo per raggiungere il fine di diventare ricchi e famosi (che tra l’altro non è il mio obbiettivo), ma diventa insufficiente anche solo per fare il lavoro che amiamo. E’ frustrante vedere che quello che voi presentate qui viene definito (tra l’altro da voi stessi) come “design di alta fascia” come “idee creative”. Davvero pensate che un porta candele da tavola in fibra di carbonio sia una idea creativa? Davvero pensate che fare un oggetto costosissimo sia creatività? La creatività è legata indissolubilmente all’intelligenza e l’intelligenza mi dice che la fibra di carbonio non apporta qualità ad un portacandela, perchè non ci vado a sciare col portacandela nè ci gioco a tennis. La fibra di carbonio rende quel portacandela “prezioso” solo perchè costa di più, non lo rende più bello, non lo rende più funzionale, è assolutamente inutile. Lo rende solo più costoso e chi lo acquista non acquista “design”. Si è vero sono cruda e sincera, ma volevate un atteggiamento professionale, eccovelo servito.
January 24th, 2008 at 11:28 am
ma quanto mi vergogno di essere italiana oggi.
insulti rabbia rancore commenti patetici, volete parlare di crisi… avete sbagliato posto!!!!
avete voglia di cambiare qualcosa ragazzi? fatevi venire un pò di coraggio e cominciate dalle persone che vi circondano tipo non sò i V. sindaci i V. consiglieri comunali chiunque voi siate e ovunque voi siate.
Eccola quà la giovane italia che si presenta con frasi fallimentari che fanno prevedere già un futuro, rispecchiate i politici, andate avanti a insulti senza andare mai avanti
La diversità si paga sempre con l’incomprensione.
ne avete una di vita da gestire, il vostro tempo vale più di quanto possiate immaginare e noto che lo sprecate male, cominciate almeno a pensare di cambiare qualcosa partento proprio da lì, il posto in cui vivete dove le cose non vanno… comiciate da lì.
Lasciate perdere la destra la sinistra i ricchi e i poveri, ritrovate un pò di patriottismo solidarietà a qualsiasi livello, dico qualsiasi, invece di dividervi unitevi datevi la mano e non state lì a ostentar croci, perchè vedete che nessuno va senza.
Quando insultate questi giovani, dovete sapere che state insultando di riflesso Voi, ma vi rendete conto si o no che c’è un sistema governato male da tutti a qualsiasi livello, involuto. E voi cosa fate? lo trovate si il coraggio.. il coraggio di insultare un paio di occhiali… non ci si crede !!!!!
January 24th, 2008 at 11:48 am
miss j :sei arrivata da poco su questo blog, oramai su questioni che tratti gliene abbiamo dette di tutti i colori. manda anche te le tue idee creative, questi son talmente ‘pazzi’ che magari te le fanno fare. non dormire svegliati……….ciao ivanoz
January 24th, 2008 at 12:17 pm
…ma Raffaela, hai fumato qualcosa di forte? Che ci incastra la politca con questo blog in cui siamo stati catapultati per desiderio (e intelligenza) di conoscere e capire e partecipare? Chi insulta spesso non ha argomenti, lo so. Ma qui di argomenti (tecnici, professionali e non patetici) ne abbiamo portati, e mi sembra anche condivisibili, soprattutto dalla stessa II che viene così spinta ad aprirsi nuove direzioni di sbocco da creazioni al momento invece non proprio commerciabili. L’alta fascia pur esiste, ed è (era) giustificata da oggetti di alto valore e quindi di giustificato alto prezzo. Penso alle creazioni sartoriali amanuensi, alle bellissime impunture in pelletteria, all’artigianato ligneo (che non è Arte), alle automobili di lusso stesse. E’ successo poi che l’alta qualità è stata confusa (dalle masse, sì) con l’alto prezzo, per cui si è venuto a determinare il meccanismo per il quale ogni cosa che costi molto deve “per forza” rappresentare un oggetto di fascia alta, solo che l’aggettivo alta si riferisce ormai più al prezzo che all’oggetto, spesso e volentieri fabbricato in Cina, Tunisia, Romania o a ChinaPrato per pochi euro. Non bisogna essere mostri di creativismo per sapere che qualità del creato sono sia l’essere bello (per quel che signifchi questo termine, ma accettiamolo) sia il servire, sia l’essere “coerente” o congruo. Quest’ultimo aspetto tende spesso a sparire. La congruità di un qualcosa è la qualità che lo rende “giusto” in tutti i termini. Una BIC è congrua perchè è bella, scrive bene e costa poco. Una BIC d’oro non è congrua (pur se di fascia alta) perchè è un’esagerazione del modello originale e fa le stese identiche funzioni, con in più quella di ostentare, ma nel campo delle penne ancora possiamo accettarlo, vista la tradizione. E’ giusto dire che un portacandele di carbonio altro non fa che portare una candela e costa senz’altro di più (a livello produttivo eh) del Bird in the Sky di Brancusi che invece è e rappresenta l’Arte contemporanea per eccellenza. Bisogna allora domandarsi o domandare ai nostri amici se sono coscienti che la loro produzione è destinata a quelle persone che ritengono di sentirsi “di più” solo in virtù dell’acquisto di oggetti costosi (sì che lo sanno), o se ci sono reali motivi merceologici di sfornare oggetti che rappresentano solo rielaborazioni di cose da sempre in circolazione e per niente più funzionali.
Ben venga la ricerca. Anche la case automobilistiche hanno le Concept Car, ma non le vendono. Io, fossi in II, metterei all’asta almeno 20 occhiali e darei tutto in beneficenza. Questo sì che sarebbe un bel colpo di pubblicità. Davvero, Lapo mi piace, mi piace come veste, è un orsetto catapultato nel mondo vorace e troppo pieno di possibilità che non riesce a scegliere, sbagliando a volte. Non ci sono invidie e insoddisfazioni. Io ho 45 anni e voglio rimanere anonimo perchè troppo facile sarebbe spiattellare chi io sia; come si può parlare di fallimenti, di tempo sprecato, di insoddisfazioni? Su, ragioniamo…..
January 24th, 2008 at 12:43 pm
Gli interventi di Danilo V. e Miss J sono molto interessanti e stimolanti.
I-I, grazie anche alle conversazioni che si svolgono qui, è in continua evoluzione e cambiamento. Ci piace essere messi continuamente in discussione.
L’operazione “la libertà delle idee” va in questa direzione, in modo attivo e propositivo. Abbiano una “mission” (come dicono quelli della Bocconi) molto aperta. Questo vuol dire che non è scritto da nessuna parte che continueremo a realizzare prodotti di fascia alta. L’unica coerenza che vogliamo rispettare è di fare cose innovative, con una ricerca originale di materiali, ideati e fatti in Italia.
Miss J, aspettiamo via mail le tue proposte.
January 24th, 2008 at 1:10 pm
beh, speriamo che Miss J riesca a solleticarvi e che le “mission” di II siano di buona qualità e di prezzo congruo. Il “social product”, pur se di basso impatto mediatico, è una nuova frontiera della produzione e necessita di tecnologia forse più di un oggetto da fascia alta. Credo che occorra veramente darsi una regolata, e in questo intercetto parte del messaggio di Raffaela, e contribuire ad un mondo migliore. E chi più può, più deve. Senza per questo doversi sentire decaduti in un mercato minore….
Mille auguri
January 24th, 2008 at 1:10 pm
p.s.: però al preservativo in carbonio io ci penserei………
January 24th, 2008 at 1:43 pm
Bè…. che dire Antheus mi hai lasciato senza parole, davvero da una notizia di Gossip siamo arrivati a fare riflessioni molto interessanti, stanne certo che ti contatto, una opportunità di discutere di idee non me la perdo. Ringrazio Danilo per le sue riflessioni che condivido in pieno, anche nel modo “elegante” (tanto per rimanere in tema) e pragmatico con cui le ha espresse.
January 24th, 2008 at 2:25 pm
Grazie miss J per il tuo commento, sebbene il furto che abbiamo avuto non lo classificherei sotto la casella “gossip”.
January 24th, 2008 at 3:17 pm
@miss j e danilo.
interventi molto interessanti…a parte il fatto che il sogno del design “oggetti belli, utili e abbordabili a tutti” è sfumato subito dopo la fine della scuola di Gropius e molti, tra gli oggetti progettati dagli architetti della Bauhaus, sono stati prodotti solo verso gli anni sessanta da aziende che fin da subito li hanno inseriti in un contesto “alto”. Ciò detto è anche vero che ad oggi possiamo godere dell’Ikea, tutto costa poco perchè ha metodi di produzione massiva e fabbriche nel far east. Dunque le idee nuove ed il design, anche quando sono rivolte ad un pubblico esteso a prezzi buoni, ha comunque un costo di sviluppo molto alto…a mio parere. Dunque porelli sti poveri uomini di I.I, ognuno ha la sua politica e la sua strategia. l’occhiale in carbonio fa molto “russo a Portofino”, ma che dire di tante altre situazioni? La cosa buffa è che il mercato del lusso, non ha subito contrazioni esagerate e ha trovato altri paesi dai quali fare “cassetta” e da sempre recupera in fascinazione ed immagine.
Il problema quindi sta nel proporre idee nuove e belle cercando di abbattere i costi di sviluppo e di
produzione pur mantenendo un’immagine forte, concreta, appetibile e d’aspirazione. Il candelabro in carbonio è un bell’oggetto proprio per il fatto che ha una variazione materica interessante, avrebbe avuto la stessa “fascinazione” se fosse stato in cartone riciclato ignifugo, quindi tutto tranne che acciaio, in sostanza risponde ad un bisogno accessorio di una persona che desidera un oggetto prezioso senza che questo sia tempestato di incrostazioni in oro e argento!
miss j sono convinta che saprai proporre a II un’idea molto interessante e spero che ti diano l’opportunità di produrla!
January 24th, 2008 at 3:17 pm
Ehi Antheus, tu sì che sai addomesticare i cavalli selvaggi! EH Eh
January 24th, 2008 at 3:19 pm
p.s ho ancora la febbre….
January 24th, 2008 at 4:09 pm
ladri e anche di cattivo gusto…gli occhiali fanno veramente pena…
January 24th, 2008 at 4:11 pm
Si Chiara, ma io intendevo appunto anche le altre “situazioni”. Non parlo del candelabro in sè, ma del prezzo. E ne faccio una questione etica. Nè parlavo di funzionalismo spiccio (alla Bauhaus per capirci) che per fortuna ha avuto il suo tempo e rimane un concetto troppo semplice per le esigenze complesse di oggi (pur se certi minimalisti orientali taglierebbero anche i pochi fronzoli concettuali di quella scuola). Ciò che volevo sottolineare è l’esigenza ormai diffusa (almeno tra chi ha un po’ di testa) di superare il concetto di bello in quanto tale, come descrivi forse tu il candelabro, a prescindere da come esso sia fatto. Ovvio che un candelabro in carbonio sia in qualche modo “bello” oppure interessante oppure ameno. Consistendo in una variazione appunto materica, porta in sè la componente di novità che costituisce già una bella fetta del “bello”. Ma, e affronto giornalmente paginate di critica d’arte a tal proposito con i miei amici curatori, l’oggetto bello rimane pur sempre una variazione, mentre l’ideazione, il significato creativo, passano per percorsi che devono, per definizione, ignorare il concetto estetico salvo poi recuperarlo come prodotto finale di una buona invenzione. Poichè gli amici di II parlavano di creatività, davo a questa funzione una valenza un po’ superiore al semplice trovare “un nuovo vestito” a oggetti comuni. La struttura in carbonio, secondo me ovvio, è paragonabile a una decorazione, stavolta interna e intima all’oggetto, ma pur sempre una qualità aggiunta a un qualcosa già esistente. Diversa sarebbe l’idea di una candela che stia ritta da sè senza bisogno di un portacandele e che per far questo dovrebbe essere fatta solo in carbonio. E’ un esempio, ma dà l’idea di cosa intendo per creatività e matericità in luogo della decorazione. Il mio discorso quindi, ritornando alle cose iniziali, era una semplice riflessione sull’esigenza oggi, per chi produce, di dedicarsi a determinate classi di acquirenti invece che ad altre. Lo so, è un discorso pericoloso perchè potrebbe portare a pensare che non debbano esistere generi di lusso, beni costosi e quanto altro. No. Ben vengano, ma mi piacerebbe che strutture all’avanguardia, come credo sia la II, possano essere anche utili alla società invece/oltre che mirare al solo fatturato sperando che qualche facoltoso sia allettato dalle mode momentanee. E’ un’utopia. Ma è lecito credere anche in valori superiori alla semplice sopravvivenza quotidiana e in questo le aziende illuminate possono dir la loro.
P.s.: ehi Miss J, ti hanno dato del “cavallo”!
January 24th, 2008 at 5:13 pm
Caro Danilo, i cavalli sono degli animali meravigliosi, ti dirò di più: è tra le mie numerose manìe quella di andare a cavallo, bene bene…. essere paragonata ad un cavallo (o meglio sarebbe una bella puledra purosangue) mi sta benissimo. Che poi qualcuno mi possa addomesticare …..eheheh…. bello mio ce ne vuole! Per quanto riguarda il tema “design” concordo di nuovo con Danilo, finalmente discorsi sul design “congrui” e intelligenti, è davvero piacevole leggere queste cose. Spero che anche altri le sappiano capire, non mi sembra che fino ad ora sia stato colto il noccìolo del suo discorso. So bene che non si riferiva ad un design “Ikea” proponendo alla II di fare un design che non sia esclusivamente di “fascia alta”. Nonostante io apprezzi moltissimo le linee semplici e di “buon gusto” degli economici prodotti Ikea, il design di alto livello (che non sempre coincide con la fascia alta) è un’altra cosa. Vi invito a vedere cosa faceva Achille Castiglioni fino a non molti anni fa, ma lo stesso Philip Starck pur essendo una “star” del design sa molto bene che anche una sedia in plastica (magari anche leggera e impilabile) con bassissimi costi di produzione può essere un oggetto di grande design. Un porta candele che ha come qualità che le “candele sono quindi sostenute da steli di diverse altezze praticamente indistruttibili” potrebbe tornare utile nel caso volessi infilarci dei petardi a capodanno, ma anche a livello di “comunicazione” non lo trovo funzionante.
January 24th, 2008 at 5:14 pm
… e mi permetto di aggiungere che un soprammobile in carbonio è una contraddizione in sè, in quanto l’aspetto tipico può pur essere riprodotto con appositi accorgimenti serigrafici (come lo stand di Prada a Valencia) mentre la sostanza, la leggerezza, non è affatto richiesta visto che si presuppone almeno un tavolo che lo sostenga. E’ quindi un esercizio tecnico di ricerca rispettabilissimo (perchè no una lampada, una sedia, una penna, ecc) ma fine a se stesso. Domanda invece da farsi: cos’è che pesa molto e che necessita di leggerezza? Un cinghiale ad esempio, o i libri degli scolari (un bel libro in carbonio….) o le chiavi di casa o i cerchioni delle auto… le scarpe, i telai dei quadri, i bicchieri da birra, la mobilia, Garfield, le valigie, i muri…….
January 24th, 2008 at 5:40 pm
…certi nostri interventi
January 24th, 2008 at 6:04 pm
ciao, sono renato, il designer dei prodotti I-I.
Mi sento messo in mezzo e quindi credo sia necessario rispondere alle varie domande e critiche che mi sono pervenute.
Premetto che non sono figlio di chissacchì, anzi ho parecchi casini familiari e non frequento salotti bene. Ho incontrato anni fa Lapo per caso perche gli piacevano le cose che disegno per Dainese e abbiamo fatto insieme una concept car per Panda. Tutto qui.
Lavoro un casino, tante ore ogni giorno tutti i giorni; i ragazzi che ho in studio con me lavorano altrettanto e vengono da tutto il mondo facendo sacrifici e nessuno di questi si considera un artista.
Design in inglese significa progetto, quindi quando c’e dietro un progetto si puo parlare di design.
Per quanto riguarda il candelabro, non è che il vetro abbia delle performance particolari per fare un porta candele, oppure l’ottone.Ma il vetro puo avere usi laddove le sue doti vengono sfruttate la massimo, e nessun altro materiale potrtebbe svolgere bene quelle funzioni, pensiamo al pirex in cucina o nel medicale. Lo stesso vale per l’ottone o l’argento che viene utilizzato per fare un candelabro, ma anche per fare spazzolini da denti grazie alle sue doti di azioni anti batteriche se “attivato” dall acqua. Perciò mettere l’argento in uno spazzolino vuol dire essere snob figli di papa che si lavano i denti solo con lo spazzolino silver plated? Non credo.
Lo stesso discorso vale per il carbonio del candelabro: non abbiamo mai parlato di performance strutturali del materiale aramidico utilizzato , bensi di un valore emozionale attraverso il quale volevamo rivendicare (forse piu come artisti, anche se io direi comunicatori) la nostra volonta di far convivere tradizione (quindi la luce tenue di una candela e non un led tanto caro ai moderni “diseiner”) con un’icona del tecnologico…cioe il carbonio. Per fare questo abbiamo usato una “calza” in carbonio e abbiamo “indurito” la calza utilizzata per il suo essere intrecciata, quindi simile alla maglieria piu che ad un oggetto di stampaggio, ad un oggetto di disegno industriale.
Niente di nuovo tra l’altro perche Jasper Morrison ha fatto lo stesso processo con la Knot Chair, dove ha “irrgidito” una corda annodata per fare una poltrona, oppure Marcel Wanders che ha “irrigidito” con resina un merletto per fare delle lampade o degli sgabelli. Niente di nuovo, appunto, anche mia nonna faceva dei “centrini” in cotone a uncinetto poi con acqua e zucchero li irrigidiva e fceva dei vassoi, ma non era né designer né artista.
Ora noi con il candelabro abbiamo voluto parlare della candela…….e irrigidito con resina epossidica con un processo a spruzzo realizzato modificando delle pistole da carozziere per stendere un velo e mantenere un aspetto tessile al carbonio. Potevamo farlo con una fibra di vetro o un poliestere: il costo non è del materiale - che costa sicuramente meno dell’argento, usato da anni senza lamentele di nessun blogger - quello che costa e la manodopera, perche noi paghiamo il giusto prezzo alle persone che lavorano, producendo in Italia da artigiani.
Il candelabro non vuole avere performance, non l’abbiamo mai detto: la giacca in cordura le ha, ma il candalbro tiene in piedi le candele, nothing more, nothing less. Lo abbiamo fatto, ci piaceva farlo, ci siamo ingegnati per produrlo, tutto qui.
Per il momento è tutto
ciao
January 24th, 2008 at 6:27 pm
EDIT: Renato, mi spiace ma c’è qualcosa che non funziona a livello di comunicazione, ciò che io ho scritto l’ho citato testualmente da questo sito , dove appunto si evidenzia l’indistruttibilità del candelabro “Il corpo del candelabro è realizzato con la stessa tecnica di stampaggio utilizzata per le mazze da golf” fa sorridere chiunque abbia un minimo di sale in zucca, poichè ti viene da dire “e c’era bisogno di tutta sta tecnologia per sostenere una candela?” Quando ci siamo irritati in tanti su questo blog al quale siamo arrivati in massa da un articolo pubblicato sul portale di “Libero Gossip” (ecco il perchè prima parlavo di gossip) è stato perchè si parlava di “furto di creatività” e poichè non abbiamo visto tutta questa ricchezza creativa se non nei prezzi esageratamente elevati ne è nata una sfilza di commenti sarcastici (direi molto divertenti) prima e poi una bella discussione sul tema “design”. Profondo rispetto per il tuo lavoro e quello dei tuoi collaboratori, chissà quante belle creazioni avete in portfolio, ma credo tu sappia benissimo (proprio per il lavoro che fai) che mettersi in gioco con delle realizzazioni significa anche beccarsi un mare di critiche che siano positive o negative. La tua spiegazione mi è piaciuta molto ma continuo a pensare un pò le cose che ha scritto Danilo : “un soprammobile in carbonio è una contraddizione in sè, in quanto l’aspetto tipico può pur essere riprodotto con appositi accorgimenti serigrafici”.
January 24th, 2008 at 7:26 pm
……….queste discussioni le abbiamo gia’ lette su questi schermi tanto tempo fa’, vedi lapogeneration, the first ecc,ecc……diamoci un mossa….creativi create…..un candelabro in carbonio o in vetro o in carta pesta cosa cambia nella vita? l’importante e cercare di fare un ottimo lavoro…..buono non ci basta piu’……..vogliamo il massimo…….fatti non parole…….ciao ivanoz
January 24th, 2008 at 7:28 pm
Danilo V
hai detto che esiste un sentimento diffuso come la ‘disperazione’, questo mi fà pensare molto… ma chi è disperato credimi neanche ti guarda.
Tutto il mondo è in recessione e c’è qella frase tipo “squallida esibizione delle proprie ricchezze” aggiungi che i giovani si sentono presi in giro da tutti e le ricerche dovrebbero essere investite su oggetti utili alle popolazioni in difficoltà. Ho letto altri commenti che si mi fanno capire che c’è un sentimento diffuso tipo l’insoddisfazione, e arrivo in qualche modo a citare la politica oggi, cosa che non faccio mai perchè è sempre argomento di inutili discussioni.
Ho poco tempo purtroppo, altre cose che dici son giuste cmq.
Ho smesso di fumare per causa forza maggiore, quindi no, non ero fumata stamane, ho espresso un opinione punto, faccio un lavoro che mi porta ad ascoltare qualche fotografo, produttori, fornitori, clienti, passo per la produzione ad ascoltare qualche dipendente quà e là, faccio un pò di ricerca, milano bologna parigi, ascolto l’esperienza e la vita che tutte queste persone hanno e posso arrivare a dire ciò che ho detto perchè evidentemente c’è un motivo. Ho invitato a fare stage in azienda ragazze che uscivano da accademie di moda e a prescindere dalla condizione economica se mi soffermassi a dirti cosa hanno udito le mie orecchie… il discorso di stamane ci rientra.
Ci sono cmq molte ricerche utilissime alle popolazioni, non concordo su questo.
January 24th, 2008 at 9:18 pm
ehi ehi, calma! Io ho detto, e mi sembravo chiaro (mi ero capito, insomma), che le ricerche servono, che i giovani hanno grossissimi problemi, così come li hanno interi popoli, che gli oggetti progettati dal bravo Renato sono validi, ben fatti, tecnicamente impeccabili (e questo va a onore del tanto lavoro e della preparazione di chi vi lavora), ma semplicemente inutili, anche in relazione alle citazioni dalla comunicazione del sito che ne esalta le qualità strutturali in luogo di quelle squisitamente e solo estetico/innovative. E il senso delle mie parole in fondo può essere riassunto da questa domanda: al di là dell’innegabile evento della ricerca effettuata, del lavoro svolto, del risultato ottenuto, “cui prodest” un candelabro così? Siamo nell’effimero. Che è anche quello un mercato. E come se lo è! Mi dispiaceva che tanti giovani venuti da tutte le parti del mondo e tanti cervelli, e quindi tanti soldi, fossero investiti in un reggimoccolo invece che in un pantalone a fibre ottiche che funga da ripetitore per una televisione installata negli occhiali di Lapo al posto delle lenti. Scherzo, ma veramente ritengo, sempre come opinione personale e rispettando quella degli altri, che la ricerca possa così chiamarsi quando, come dice Miss J (oh, anche se vi rema contro fatela provare eh!) a proposito di Starck, un oggetto “con bassissimi costi di produzione può essere un oggetto di grande design” e quindi essere accessibile a molti, anche se , è vero, quelli disperati nè ci guardano nè si interessano di come viene retta la candela (probabilmente sul classico piattino di ceramica con la goccia di cera colata all’inizio). Non è politica. E non è un giudizio di merito sul vostro lavoro, che non posso e non voglio dare, ma solo un intervento di etica professionale, certamente provocatorio, teso a far riflettere il mondo aziendale sulla “necessità del superfluo” o sull’inutilità di certo “necessario”.
Come dice Raffaela (che non fuma allora), anche io penso che le ricerche dovrebbero essere tese a migliorare la qualità di vita della maggiorparte dei fruitori (allargare la base imponibile dell’oggetto) e quindi focalizzare le grandissime risorse di cui si dispone per obiettivi più utili. Ma per fare questo occorre avere un’etica della “mission” che in campo aziendale appare veramente “impossible” e che mi auguro, anche per una limitata gamma di oggetti, possa in qualche modo toccarvi e commuovervi. E tutto questo, veramente a prescindere dagli oggetti che producete, la cui qualità ritengo alta e buona, ma che sono tristemente “normali” nel loro desiderio effimero di sublimazione. Con amore e interesse porgo buon lavoro a tutti voi che non conosco ma stimo.
Danilo Verticelli
January 24th, 2008 at 9:44 pm
Ciao Lapo,
ci siamo conosciuti ad una festa alla triennale di Milano ed ho capito subito che possedevi delle qualità, buttati alle spalle quanto recentemente accaduto e concentrati sulle tue idee sempre vincenti.
Viva l’Italia.
ciao
Danilo
January 24th, 2008 at 10:00 pm
giusto ivanoz!! buttiano a mare le seghe mentali!
questa discussione mi è piaciuta molto! grazie miss j, grazie danilo e grazie renato.
Antheus, so sorry ma il furto è passato in secondo piano…
January 25th, 2008 at 12:40 am
Dopo la triste notizia che il governo è caduto, un’altrettanto triste notizia:I tuoi occhiali non ci sono più! Povera Italia….Ah Lapoooooooo!!! Ma vai a ……
January 25th, 2008 at 12:50 am
Se nn ricordo male, anke a ligabue era capitato qualcosa di simile anni indietro..nei suoi pc c’erano solo tracce musicali incomplete, ma generate da lavoro intenso ed idee ke erano nate dalle emozioni e dai pensieri di un piccolo genio..nn basta rubare le cose x poterle utilizzarle ed esprimerle al meglio..ci vuole anke l’intelleto ke a queste persone manca..cambiare e creare subito vuol dire ridurre al minimo la possibilità di rischiare di essere copiati..se credete quindi ke abbiano copiato le vostre idee..inventatevi subito qualkos’altro..questo deve anke essere uno stimolo..
January 26th, 2008 at 7:29 pm
Sono entrato piu` o meno per caso in questo blog, prima ho guardato la web di I-I ho visto i prodotti, poi ho letto i vari commenti di persone piu`o meno autorevoli o seguito le vari discussioni a proposito di carbonio design candellabri occhiali prezzi ecc ecc.
Ho cercato di capire la poltica commerciale, sia di distribuzzione di vendita, sia le idee, ho riscontrato personalmente una superficialita`a proposito di un impegno sociale dell’ impresa, se cosi`si puo chiamare.
Voglio spiegarmi meglio nei tantissimi commentari letti, piu`o meno critici, solo poche volte ho letto la parola beneficienza o impegno sociale, dico questo perche`Lapo con la sua immagine potrebbe essere un ottimo catalizzatore o stimolo per sensibilizzare di piu`l’ alta societa`Italiana a largire qualche offerta per i piu`bisognosi.
Mettendo ad esempio una piccola percentuale economica nei prodotti in vendita a scopo umanitario, pero`facendo attenzione a non usarla per fini propagandistici, semplicemente usandola come una giusta causa.
E non usarla come se lui fosse il Nelson Mandela o il Ghandi del secolo, semplicemente usando la sua immagine e trovare un giusto ecuilibrio per sponsozorizzare nuove idee a proposito.
E cosi`nello stesso tempo continuare a publicizzare il
Made in Italy nel mondo.
Prodotti anche con dei fini umanistici e rivoluzionari, come presempio regalare pannelli solari di altovoltaico per energia pulita in Africa o sud America o regalare la rete in luoghi prima inragiungibili, queste sarebbero solo alcune idee che secondo me aiuterebbero sia gli altri sia la prospettiva futuristica di cui parla Lapo nelle sue idee.
Bene dopo questa mia piccola collaborazione nel blog spero aver posto un piccolo sassolino a chi ha piu`bisogno, spero trovare appoggio da piu`persone in questo blog a proposito di questa discussione.
UN SALUTO A TUTTI Ciaooooo
January 26th, 2008 at 8:23 pm
rubano le idee? no problem perchè ne verrano altre più belle più libere più in ogni senso l’anima però no….quella non te la può prendere nessuno neppure l’amore più grande o l’idea più immensa…buona vita
January 27th, 2008 at 12:15 am
ma vaffanculo!
January 27th, 2008 at 10:48 am
..beh, non so il vaffa per chi fosse, ma l’idea di Fidel, di cui però non si può essere d’accordo sul nickname latore di miserie e dittature ormai ben storicizzate, in fondo non è male. Affiancare una “mission” sociale ad una produzione di oggetti alternativi comporta poco spreco e tanta buona immagine in cambio. Anche questa è creatività. In altro ambito. Non commerciabile. Ma i “mostri” del marketing usciti dgli IED e dalle Bocconi ci hanno insegnato che l’oggetto commerciato è veramente l’ultima cosa rispetto alla commercializzazione della sua idea. Per assurdo potrebbe anche non esistere…. Tipo Cacao Meravigliao o Tucano Urbano….(si chiama così?).
E’ comunque un’idea che non può trovare conforto se affiancata a produzioni come semplici camicie in cotone vendute a 197 euro o semplici pantaloni in misto lino, taglio jeans, venduti al costo di 247 euro, o una semplice borsa parallelepipedo in materiale sintetico (nylon) venduta a 387 euro… Forse le “mission” che si vorrebbero qui vedere, sono davvero impossibili per questa azienda o forse lo scopo della II è proprio quello di riuscire a far costare davvero tanto, cose normali che invece giustamente costano poco in virtù del loro uso, della lorodiffusione, dela loro utilità. E’ veramente un azienda dell’effimero i cui prodotti sono quindi destinati ad un cliente effimero…
January 28th, 2008 at 5:22 pm
Certo sono pienamente consapevole del fatto che si possa essere piu`o meno daccordo sul mio nikname questa pero`e`certamente un’ altra discussione.
Il centro dell argomento era senza ombra di dubbio un`altro di cui sie colto il senso.
E sono abbastanza sodisfatto di essere riuscito a toccare la “fibra sensibile” senza esagerare chiaramente, di persone che frequentano questo blog, per me e`gia un gran risultato.
La “mission” sociale come e`stata definita elegantemente e`secondo me un idea da non scartare solo perche’ i “mostri” del marketing sono definitivamente in un altra onda commerciale.
Voglio commentare, che a volte anche i luminari dei settori piu differenti si possono sbagliare.
Come purtroppo abbiamo tanti esempi nel nostro bel paese.
E a proposito di prezzi e cualita`dei prodotti non voglio adentrarmi, pero si ,a proposito dell’ effimero se ci sono persone che possono permettersi prodotti di questa`”utilita”`sicuramente queste sono le persone che possono permettersi di dare cualcosa a chi ha piu`bisogno di loro.
Senza entrare per cuesto nella polemica che siano i soggetti piu`o meno giusti.
Lascio cosi’ cuesta discussione a chi piu`o meno puo`essere nella mia stessa lunghezza d’onda…
UN SALUTO
ciaoooooooooo
January 28th, 2008 at 8:47 pm
I due interventi di Fidel Castro e Danilo V mi portano a fare delle considerazioni - anche un po’ tranchant - su un paio di temi.
Il tema principale, che noi di I-I portiamo avanti, è quello di rispettare le persone, non raccontare frottole e cercare di fare prodotti curati possibilmente originali, sicuramente non per tutti, pensati e realizzati in italia. Su questo si fonda il nostro made in italy 2.0.
A me fanno sorridere - e spesso incazzare - quelle aziende che si fanno belle ai consumatori con le loro nobilissime attività umanitarie e di charity a favore delle categorie più bisognose e poi non pagano i contributi ai loro dipendenti o si fanno realizzare i propri prodotti da sub-fornitori non specializzati di cinesi in Italia o direttamente in India o in Corea a donne, bambini e a manodopera sottopagata o sfruttata. E ce ne sono a centinaia, ve lo assicuro.
I nostri prezzi sono alti anche perché tutto questo non lo facciamo. Produciamo tutto in Italia, da artigiani esperti e specializzati, con una grande attenzione per il dettaglio. E ci teniamo che tutto sia regolare.
Poi ovviamente le nostre dimensioni e il nostro posizionamento ci consentono di fare delle produzioni limitate e, per questo motivo, il prezzo è ancora più alto. Crescendo e potendo sfruttare le economie di scala, sicuramente i costi diminuiranno e i prezzi di conseguenza.
Poi c’è un altro fattore: siamo piccoli, siamo una start up, dobbiamo farci le ossa sul mercato e nei confronti delle persone, acquirenti o semplici curiosi. Acquisire credibilità come marchio. E, sinceramente, partire a spronbattuto con azioni e attività umanitarie, mi sembrerebbe più che altro delle operazioni tipicamente di marketing, ma nel senso di marketta: un’operazione di maquillage per farsi belli con le frange più sensibili del mercato.
Ma quest’ultima è solo una mia opinione.
January 29th, 2008 at 3:04 am
Sono perfettamente daccordo sul fatto di non raccontare frottole ai propi clienti ,anche perche`come ben dici essendo un start up non mi sembra certo la migliore maniera per cominciare, anche sulla originalita’ e la cura dei dettagli nei prodotti non c’e`alcun dubbio anche sulla fascia della clientela.
Sono certo che il giorno che avrete piu`mercato i prezzi spero e mi auguro saranno piu`acessibili,
Pur restando sempre per una certa elite`per esclusivita`e originilita`.
A proposito delle aziende che si fanno belle con le propie azzioni umanitarie e charity , dopo hanno tutto cuel mercato dietro che e`onestamente a un livello dire poco mediovale, io sinceramente non l`avevo neanche voluto menzionare per passare a chi cuesto mercato non lo tiene neanche in considerazzione, perche`lo considero a lo stesso livello di schiavitu`e neanche degnio di attenzione ma piu`semplicemente lo castiguerei con sanzioni dire poco dure ,se non adirittura obliguerei la chiusura dele stesse.
La mia idea non era cuella di usare azzioni umanitarie, non a scopo propagandistico come torno a ripetere ancora meno come “MARKETTA” e senza dubbio non per farsi belli con le frange piu`sensibili del mercato come ben mi hai fatto notare,
Ma bensi tentare d¡ inoltrare idee nuove anche nel campo dell’ aiuto umanitario con alcune idee che ti avevo gia`precedentemente menzionato, solo al fine di fare del bene e sapere che e`per una giusta causa e non cercare obligatoriamente un fine publicitario, anche se comuncue potrebbe servire per continuare a rilanciare il nostro gran made in italy nei paesi piu`lontani.
Nonostante accetto e condivido che forse per un azienda cosi`nuova come la vostra non e,`ne`facile e neanche il momento piu`apropiato pero`devo dire una cosa, mi darebbe una grande illusione sapere che il giorno che sarete una grande azienda sul mercato vi procuperete anche di chi a piu`bisogno.
Senza per cuesto cadere nella retorica che per far del bene deve esserci dietro o plublicita` o propaganda andiamo oltre possiamo!!!
UN SALUTO
ciaooooooo
January 29th, 2008 at 11:17 am
Cari amici, come dice Fidel, esistono creatività forse marginali a livello di etichetta ma sostanziali a livello di funzionalità. La funzionalità di un mercato è (anche) la capacità di proporre un prodotto (perchè alla fine dei conti qui si parla di prodotti) “giusto”. Ciò che è giusto non lo decidiamo noi ma purtroppo il cosiddetto mercato. O meglio, sarebbe così in una società libera e non condizionata. Ma il marketing e la pubblicità (che ne fa parte) condizionano pesantemente scelte e gusti, orientando le produzioni. Esempio classico ne sono i colori delle auto che tendono sempre più a ridursi ed ad appiattirsi sui grigi e neri, perchè così “vengono richiesti”. Ma è anche vero che se qualcuno vuole un colore diverso non lo trova in produzione. Quale sarà la giusta interpretazione? Venendo alla I-I, già una grossa fetta di attrazione deriva dal solo fatto che in questa azienda vi sia coinvolto Lapo, senza il quale, ma lo sapete anche voi, probabilmente l’azienda chiuderebbe in quanto i prodotti proposti sono assolutamente fuori mercato, davvero. E senza alcun astio. Solo che pubblicizzare una camicia bianca come quella che indossa Lapo, forse fa sentire importante qualcuno che la indosserà. E’ quindi su tale aspetto, credo, che Fidel poneva la sua attenzione: sulla possibilità di utilizzare l’immagine di cui vi siete dotati per proporre (anche) prodotti sociali. Non è beneficenza, attenzione. Siamo tutti coscienti che le major internazionali speculano sulla manodopera 1000 per fare 1 in beneficenza a beneficio dell’immagine (Coca Cola in Colombia?). E’ allora giusto proprio orientare una branch a fare cose che vi diano il giusto guadagno ma che siano veramente degne di questo terribile mondo a cui andiamo incontro. E poi un po’ di ironia no? Se aveste realizzato non un portacandele siffatto (ma la prerogativa di un portacandele non deve essere la pesantezza per evitare che si ribalti?), ma ad esempio proprio una rielaborazione del vecchio piattino, insieme al materiale alternativo avreste riproposto un oggetto che è nella memoria di tutti. Non so chi vi faccia da direttore creativo, o se facciate brain storming quotidiano, ma l’essere startup non vuol dire cercare di fare cose che nessuno ha mai fatto per forza. Può anche voler dire fare le stesse cose ma meglio, e meglio vuole anche dire costare meno. Un portacandele oggi come oggi è perfettamente inutile. E’ un soprammobile. Credo che anche nel design ormai si cerchi molta più utilità che disegno. Poi c’è l’Arte, che è la più necessaria tra le cose non utili, ma è tutto un altro discorso.
Mi parli giustamente di manodopera locale e contributi pagati. Va bene.
Ma siccome viviamo tutti a questo mondo ti dico che una camicia in popeline, piquet, oxford o come vuoi, disegnata sul mio busto, con il collo che voglio io, con i polsini che voglio io, nella mia città la pago al massimo 120 euro in boutique e non ha nulla da invidiare alla vostra. E le camicie in vendita a Oviesse a 26 euro in puro cotone non hanno nulla di meno della vostra. Sempre cotone è. E qualsiasi camicia, anche la migliore, dopo un anno la butti via. Fate camicie usa e getta allora. Faccio per dire eh…. Ho un cappotto in casentino giallo, certificato. Credo di essere l’unico in Italia o almeno nella regione dove vivo. L’ho pagato in boutique, produzione parallela sartoriale ma identica all’originale, 1. Quello originale costava 1,5. Lo stesso identico originale nel Capoluogo di regione lo vendevano a 3. Identico e stessa marca. Questo modo di fare non è più accettabile. E voi che siete una startup (forza +39) siete sempre in tempo a darvi un’identità che vi distingua non per i prezzi, ma veramente per la creatività. ma prima di tutto dovete creare voi stessi…
January 29th, 2008 at 12:17 pm
Lascia perdere Lapo, forse era il momento di rinnovare il parco occhiali.
Magari con una nuova lega.
Affettuosi saluti.
P.s. Io li ho ancora!
January 29th, 2008 at 2:24 pm
Gentile Danilo,
le tue considerazioni e critiche sono stimolanti, sebbene tu alterni temi interessanti e credibili ad altri che non stanno nè in cielo nè in terra, tipo il confronto tra la camicia I-I e quella dell’Oviesse (ma poco prima avevi parlato di ironia, isn’t it?). Siamo in continua evoluzione, e in cambiamento, con poche salde certezze, e ci paice ascoltare quel che le persone hanno da dire prendendo il buono che ne deriva. Il confronto con la camicia del sarto ci onora. Il fatto è che una camicia trebottoni in lino elesticizzato sul mercato raramente si trova, a meno che non sia commissionato ad un sarto, appunto.
Il tuo esempio del casentino invece lo leggo come “è necessario controllare i punti vendita in cui il prodotto è venduto”. E noi lo facciamo, avendo la distribuzione in pochi negozi all’interno dei quali c’è un I-I ambassador. Continuo però a pensare che la qualità va pagata.
January 29th, 2008 at 3:07 pm
Hai perfettamente ragione. La qualità va pagata. Forse però abbiamo un concetto diverso di qualità. Tu la vedi molto legata al prodotto. Io la vedo come concetto esteso, quindi legato ad altre categorie di analisi, anche etiche. Ciò che volevo buttare nella discussione, ma fin dall’inizio, non da ora, e che hai abbastanza colto nel suo aspetto provocatorio ma non sostanziale, è il fatto che oggi come oggi una camicia trebottoni in lino elasticizzato non serve. Come non serve la duebottoni. Perchè si è perfettamente eleganti anche con una camicia Oviesse o con una normale a collo francese comprata su misura su Internet a 69 euro (ci sono, ci sono i siti…), perchè l’eleganza è un fatto interno, anche culturale, non la si compra e non la si camuffa con un abbigliamento. La sostanza cruda del mio discorso è che io, ma come opinione personale ovvio, non ammetto più che nel mondo in cui viviamo, si possano spendere 197 euro per una camicia in lino, comunque essa sia fatta e da chiunque essa sia fatta. Così come non ammetto che si possano spendere 150.000 per un’auto che due minuti dopo l’immatricolazione ne vale 30.000 in meno (ma quante adozioni a distanza si possno fare con quei 30.000 euro?), o 1.000.000 di euro per un appartamento, solo perchè è lì invece che là. Negli anni ‘80, a Bologna, l’urbanista Cervellati fece un piano di recupero del centro storico realizzando molte zone in PEEP (edilizia economico popolare), accanto a residenze invece dall’alto valore per la localizzazione. Fu molto criticato, ma oggi molte persone normali a Bologna possono vivere dove è naturale vivere, nelle città, nel centro della città, lì dove è “giusto” vivere, invece che nella periferia suburbana. E questo meccanismo di espulsione dai centri è stato voluto dai muratori arricchiti diventati palazzinari che così hanno costruito interi quartieri ex novo. Dov’è l’eleganza in queste persone? Eppure spesso sono loro, i parvenue della società, a potersi permettere prodotti di fascia alta, cercando di comprarsi una dignità che geneticamente non possono avere. Quello di Bologna è un esempio di etica. L’etica a volte viene affiancata alla politica ed ancor di più alla partitica. Non è così. Se ci guardiamo intorno, anche oggi prendiamo coscienza di un mondo in affanno. Quattro persone dell’Italia bene, sono andate in Afghanistan ed a proprie spese hanno creato 26 scuole per bambini. Uno è giornalista, l’altro commercialista, ecc. Pensi che indossino camicie in lino elasticizzato? O forse pensi che con quei soldi possano aver contribuito alla felicità di un qualche bambino? Tutto qui. Non metto in dubbio che i vostri oggetti abbiano quei costi. Per quanto ritengo che i vostri margini siano superiori al 100% (lo spero per voi altrimenti veramente sareste fuori mercato anche come costi), ma la mia posizione è proprio quella di saltare a pie’ pari la consistenza del prodotto per analizzare la filosofia della Ditta. A prescindere dalla bontà tecnica (che ritengo eccelsa) dei prodotti che create e commercializzate. Il confronto ineguale tra la povera (si fa per dire) camicia di Oviesse e la vostra, per me vede vincitrice la prima, ma perchè ha un rapporto qualità/prezzo infinitamente superiore al vostro, anche se parliamo di oggetti realisticamente differenti. Il cappotto serviva solo a dire che se io pago 1 una cosa in boutique, vuol dire che il costo all’ingrosso è 0,5 e quindi se la trovo in vendita a 3 sono 6 volte quanto costa. Ciò è immorale anche se nel commercio ormai si da’ per scontato, come lo sono le squallide borsette di D&G vendute a 20 volte il costo o tutti gli occhiali griffati venduti ad almeno 10 volte il costo di produzione. Come lo sono le arance vendute a 2, 5 euro alla Coop (ma non erano di sinistra?) mentre sono a 1 euro al mercato (ma gli alberi non sono tutti uguali?). Insomma, chiedo scusa per i miei interventi così lunghi, bisognerebbe parlare a voce, ma qui tutto sembra così lungo…..
p.s.: ma se il confronto con il sarto vi onora, per quale motivo uno dovrebbe abdicare alla sartoria per acquistare un prodotto pur sempre industriale ed a prezzo doppio? Non vogliatemene…..
January 29th, 2008 at 4:48 pm
DANILO V mi tolgo il cappello per il tuo intervento oserei dire cuasi perfetto…
lol…..
ciaooooo
January 29th, 2008 at 6:11 pm
aaah, nulla è perfetto e tutti impariamo da tutti…..
January 29th, 2008 at 10:06 pm
@danilo V
è il primo lungo commento (sensato) che ho letto su questo blog ..tutto ciò che tu dici è verissimo tra l’altro io credo fortemente che le case popolari dovrebbero essere realizzate da architetti o artisti di indubbia valenza estetica…comunque credo anche che l’eccellenza in qualunque campo purtroppo ha i suoi costi perchè la domanda supera l’offerta…è una regola di mercato applicabile a qualunque settore ed ovviamente anche a quelli da te citati
January 30th, 2008 at 4:11 am
Ben detto tutti impariamo da tutti, per questo in questa occasione qualcosa hai insegnato e qualcosa avrai anche appreso.
Questi scambi di conoscenza sono utili anche se a volte negativi e altre volte positivi.
Tutto comunque serve anche se a volte non si vorrebbe sentire il negativo pero`il risveglio dell’ auto critica e`essenziale per migliorare e cosi`ottenere migliori risultati.
E spero sia questa una delle ragioni di questo blog.
Per assimilare e cocretare migliori soluzioni sotto tutti gli aspetti che mi sembrerebbe superflo elencare.
UN SALUTO
January 31st, 2008 at 6:48 am
http://www.elpais.com/fotografia/Camiseta/Marc/Jacobs/cuyos/beneficios/van/destinados/lucha/cancer/piel/elpdiagen/20080130elpepuage_4/Ies/
Antheus e Danilov e tutti gli altri oviamente.
Questa mi e sembrata una inizziativa degna di osservazzione e non e`certo una “MARKETTA”.
E anche lo fosse e` per una giusta causa lodevole della nostra attenzione come minimo.
A questo mi riferivo quando parlavo di impegno sociale o meglio di “Mission” come ben mi faceva notare Danilov nel suo sucessivo commentario.
Chiaro che in tutto questo cada azienda agisce secondo i suoi parametri, mezzi,gusti o stile.
In questo caso la Marc Jacobs si e’ inpegnata in questa lotta e come si suol dire “schapo’”.
Scusate se insisto…
Pero ogni giorno veniamo bombardati di informazzioni a proposito di opere sociali, piu o meno lodevoli dai piu famosi personaggi dei settori piu svariati anche se questa di Victoria Beckhamp chiaramente atrae l ‘ attenzione per ragioni chiaramente Bip-Bip-bip.
Pero`come si dice!!!
“Il fine giustifica i mezzi”
Anche se siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che non sara certo una maglietta a cambiare il mondo pero sicuramente lo aiuta ad essere migliore.
UN SALUTO
January 31st, 2008 at 12:05 pm
ehi Fidel, io mi nicknamavo Danilo V e non Danilov (mica sono russo!) ah ah ah
Bella e semplice iniziativa.
Una bella maglietta però in carbonio elasticizzato con su scritto “Lapo Non Vuole” e una piaga sociale sotto.
dai Antheus scherzooooooo
Prendiamo il lato buono dell’iniziativa. Ma Lapo non può mancare. Qui urge azione.
Un gossip (pettegolezzo) su Fidel: hai una sintassi ottima ed una verve linguistica invidiabile, ma fai errori di ortografia e grammatica inconciliabili con quanto sopra. Sei straniero o lo fai apposta?
Scusa ma non è un rilievo assolutamente. Solo una curiosità ….
Ciao
January 31st, 2008 at 3:43 pm
Danilo v e amici.
O preferisci Danilov dalla Piazza Rossa da Mosca con vodka… Scherzo heheheheh
Che humor a proposito della maglietta “Lapo non vuole” mi hai fatto davvero ridere.
Spero che anche Atheus apprezzi il tuo senso del umorismo.
Grazie per il complimento su la sintassi e la verve.
E aprofitto per chiedere scusa a tutti i lettori per i miei errori di ortografia e grammaticali dettati un po` dalla fretta e si` anche perche’ sono per meta` straniero.
E questa anche la ragione del mio nikname.
Che non ha nessun riferimento politico vorrei far notare, ma bensi`geografico.
Spero nonostante cio`di riuscire ad esprimere il senso di quello che desidero comunicare.
UN SALUTO
January 31st, 2008 at 4:25 pm
Antheus apprezza, apprezza. Ha detto che i miei interventi sono benemeriti. Non sa cosa l’aspetta…

Grazie per la spiegazione dell’arcano. Era davvero curioso leggere periodi praticamente inossidabili ma abbastanza punteggiati di errori e pensavo fosse un’operazione concettuale chic. Avevo cmq considerato la nazionalità straniera.
Danilo è nome russo e norma Danil da quelle parti. Credo esista nella letteratura un qualche principe Danilo, (Dottor Zivago?), esiste un Ordine del Principe Danilo I (che ovviamente non sono io), nella Vedova Allegra e leggo esiste anche un San Danilo Principe di Mosca che come sopra non sarei io. Poi c’è un Danilo Coppola a Roma ma lasciamo perdere… Danilov è una “russata” che meglio suonerebbe su una donna come Danilova, ma anche qui lasciamo perdere….
Allora la facciamo o no ’sta maglietta?
January 31st, 2008 at 5:04 pm
Mah, ora dico la mia.
.
Credo che questo tipo di operazioni - diciamo ad alto contenuto etico - hanno successo se e solo se sono sostenute da un’idea brillante , originale, spiazzante oppure provocatoria o quanto meno d’impatto, altrimenti va a finire nel minestrone mediatico dove tutto è uguale, normale e conforme.
Peraltro, credo, che il testimonial miss Spice Beckham sia uno tra i meno credibili sul mercato.
Io la penso così.
Danilo, interessanti le tue opere, deh
Ti si tiene d’occhio.
January 31st, 2008 at 5:59 pm
boia deh! ehi ma qui ci abito da trent’anni, mica ci sono nato… Quresto Blog non è un luogo adatto per parlare di Arte e soprattutto di mie opere, anche se hanno finalità ecumenica (insomma sono finalizzate a comunicare un pensiero), quindi metafore, epifanie, o, come dico spesso, metafanie. Per il 2008 ho progettato una lunga strisicia in digital art (12/15 metri) sul tema della TV, comunicazione visiva e realtà quotidiana. Questo solo per dire che anche qui si fa ricerca e ci si modifica, nonstante il mercato voglia altre cose. Nel sito che avete visitato c’è un link ad un mio video su UTube che invito a vedere nonostante la tristezza che ne deriva.
Beh, tenete d’occhio tutto il mondo dell’arte vera. Ripeto, con le vostre entrature (Lapo docet) potreste sia fare cose egregie nel campo della comunicazione sociale, sia far convergere (per moda o reale interesse) personalità “utili” intorno ad artisti che non appartengono al sistema… E poi, cazzo, fate cose colorate chè il carbonio e così grigio. Grazie e vi tengo d’occhio. Insomma diamoci un’occhiata. Occhiamoci. Ma senza occhiali…
p.s.: testimonial credibili non vedo più chi possano essere. Dal punto di vista aziendale occorre legarsi a qualcuno che non ti crei poi problemi (non la Hilton per capirci), ma dal punto di vista della finalità occorre uno che buchi il gruppo di persone (target) cui è destinato il messaggio. Il successo cui ti riferisci è forse quello del ritorno di immagine (pubblicità) dall’iniziativa o del riuscire veramente a fare qualcosa per qualcuno? In termini sociali “ogni lasciata è persa” nel senso che ogni occasione perduta è pur sempre una possibilità in meno di fare qualcosa. dallo spicciolino al mendicante alla grande iniziativa Telethon. Perchè porsi problemi di minestroni mediatici se questi neanche mangiano un tozzo di pane? Se dal minestrone (che però non è mai uguale se cambi gli ingredienti e non è zuppa nè pan bagnato) riesci in fondo a farne un qualcosa, una piccola stazione di desalinizzazione somewhere, e se del mediatico questa operazione alla fine avesse ben poco, che male c’è? Perchè farla? Non so. Forse per stare meglio dentro di sè. Per avere la forza di lottare. Per capire meglio le persone… Forse per avere un po’ di alibi per vendere candelabri a certe cifre
February 1st, 2008 at 8:45 am
Mi spiace per il furto. Da un po di tempo ci terrei molto a parlare o scambiare qualche idea via mail con Lapo. Se non è possibile mi scuso. Mi occupo di arte.
grazie dell’attenzione fabrizio verbascum@libero.it
February 7th, 2008 at 3:23 pm
Non lo avrei detto, eppure quà e là sono saltati fuori argomenti interessanti in questa discussione che ho preferito seguire solo da lettore.. a proposito, questa stanghetta per i miei occhiali siamo riusciti a recuperarla???…
February 13th, 2008 at 10:25 am
Nice
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March 2nd, 2008 at 10:09 pm
[...] i soliti ignoti sono andati a visitare la sua azienda di design, la Italia Indipendent. E Lapo - in un post - ha messo nero su bianco tutto il suo malumore. Incassando, per