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	<title>Comments on: Parigi e altre storie</title>
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	<description>Il blog di Italia Independent</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:53:25 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>By: Alix</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-10750</link>
		<dc:creator>Alix</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 14:39:48 +0000</pubDate>
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		<description>Tempo fa scrissi su questo post che avrei tenuto d'occhio il duo milanese per verificare se le famose lettere del marchio, il logo per intenderci, fossero sparite sul serio dai capi della griffe. Come appunto gli stilisti erano intenzionati a fare. Per ora posso dire di non aver prestato molta attenzione, nei negozi, alle nuove collezioni, non posso dire se effettivamente il logo sia sparito oppure no. Di certo, o quasi, è sparito qualcos'altro. Mi sono imbattuta in un interessante articolo secondo il quale il fisco avrebbe (il condizionale è d'obbligo) contestato a Dolce e Gabbana un'evasione fiscale di almeno due milioni di euro. Certo, c'è chi l'ha combinata peggio...però....però mi viene da dire che al posto di fare finti processi alla moda, i due dovrebbero evitare di “predicare bene e razzolare male”….e forse controllare meglio il lavoro del commercialista...
Fa piacere, per contro, leggere che Re Giorgio non rinnega il lusso e l'alta moda, ma decide di investire il 30% del budget pubblicitario nella linea più giovane ed economica A/X, con lo scopo di avvicinarsi ai giovani, alle tasche dei molti, anche se non tutti, cercando di non intaccare le linee più costose.
Un bacio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa scrissi su questo post che avrei tenuto d&#8217;occhio il duo milanese per verificare se le famose lettere del marchio, il logo per intenderci, fossero sparite sul serio dai capi della griffe. Come appunto gli stilisti erano intenzionati a fare. Per ora posso dire di non aver prestato molta attenzione, nei negozi, alle nuove collezioni, non posso dire se effettivamente il logo sia sparito oppure no. Di certo, o quasi, è sparito qualcos&#8217;altro. Mi sono imbattuta in un interessante articolo secondo il quale il fisco avrebbe (il condizionale è d&#8217;obbligo) contestato a Dolce e Gabbana un&#8217;evasione fiscale di almeno due milioni di euro. Certo, c&#8217;è chi l&#8217;ha combinata peggio&#8230;però&#8230;.però mi viene da dire che al posto di fare finti processi alla moda, i due dovrebbero evitare di “predicare bene e razzolare male”….e forse controllare meglio il lavoro del commercialista&#8230;<br />
Fa piacere, per contro, leggere che Re Giorgio non rinnega il lusso e l&#8217;alta moda, ma decide di investire il 30% del budget pubblicitario nella linea più giovane ed economica A/X, con lo scopo di avvicinarsi ai giovani, alle tasche dei molti, anche se non tutti, cercando di non intaccare le linee più costose.<br />
Un bacio</p>
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	<item>
		<title>By: Francesca Contesi</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-8579</link>
		<dc:creator>Francesca Contesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 10:29:59 +0000</pubDate>
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		<description>scelta azzeccata...
aggiungo: da notare "Khiel's".Non York non mente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scelta azzeccata&#8230;<br />
aggiungo: da notare &#8220;Khiel&#8217;s&#8221;.Non York non mente.</p>
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	<item>
		<title>By: andrea squinobal</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7914</link>
		<dc:creator>andrea squinobal</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 13:20:42 +0000</pubDate>
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		<description>Premetto che i fututisti mi hanno sempre affascinato....belissimo il manifesto di Marinetti:

"Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente." 

Detto questo, Cecchini mi ha un po' disilluso in quanto credevo che dopo la tintura della fontana di Trevi, si aprisse un dialogo sul vero significato del gesto con interventi dei vari intelettuali, studenti, politici e gente comune..invece dopo il primo stupore dei media tutto è ritornato come prima come nulla fosse successo....Ora ha copiato un'idea già per altro utilizzata da altri, utilizzando addirittura uno sponsor per finanziare le palline!!!

Non vorrei che siano solo dei modi per attirare l'attenzione sulla persona Cecchini con la scusa delle proteste (che per altro mi paiono al quanto sterili) e nulla più!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che i fututisti mi hanno sempre affascinato&#8230;.belissimo il manifesto di Marinetti:</p>
<p>&#8220;Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!&#8230; Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell&#8217;Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell&#8217;assoluto, poiché abbiamo già creata l&#8217;eterna velocità onnipresente.&#8221; </p>
<p>Detto questo, Cecchini mi ha un po&#8217; disilluso in quanto credevo che dopo la tintura della fontana di Trevi, si aprisse un dialogo sul vero significato del gesto con interventi dei vari intelettuali, studenti, politici e gente comune..invece dopo il primo stupore dei media tutto è ritornato come prima come nulla fosse successo&#8230;.Ora ha copiato un&#8217;idea già per altro utilizzata da altri, utilizzando addirittura uno sponsor per finanziare le palline!!!</p>
<p>Non vorrei che siano solo dei modi per attirare l&#8217;attenzione sulla persona Cecchini con la scusa delle proteste (che per altro mi paiono al quanto sterili) e nulla più!!!</p>
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	<item>
		<title>By: Alix</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7891</link>
		<dc:creator>Alix</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 20:57:46 +0000</pubDate>
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		<description>@Giulia, mi devo scusare con te in quanto in questi giorni sono stata, e sarò, un po’ impegnata e non ho il tempo materiale per seguire con continuità il blog e leggere con attenzione e per intero i vari post lasciati. Per questo motivo devo ammettere di non aver letto tutti i tuoi post quando ho scritto il mio commento, e tra questi anche quelli riguardante Versace e il suo logo e quelli in cui avevi già affrontato la tematica D&#38;G. Di questo mi scuso.
E perdonami anche se ti ho citato nel mio commento. Mi era sembrato che, nonostante ci fossero delle motivazioni diverse alla base dei nostri dubbi sulle ultime dichiarazione del duo milanese, fossimo arrivate entrambe alla conclusione che dietro a questa decisione di eliminare i loghi ci fosse in realtà qualcos’altro.
Hai toccato un tema molto interessante, l’effetto tarocco, che poi, a mio parere si ricollega con il tema del logo di Versace. Sarebbe interessante avere a disposizione i risultati di una ricerca commissionata per verificare i danni che i falsi prodotti hanno causato a ciascuna grande industria del fashion. Sbaglierò, ma per me al primo posto si classifica Dolce e Gabbana. L’arma del logo facilmente riconoscibile, in bella vista, a caratteri cubitali, è diventata nel corso degli anni a doppio taglio per loro, costituendo una facilitazione per tutti i contraffattori di maglie, borse, profumi e quant’altro. Altre aziende, come appunto Cavalli e la già citata Versace, hanno puntato fin dall’inizio su marchi molto più complessi e distintivi per imporre il loro dictat nel mondo della moda, non dovendo così oggigiorno correre ai ripari come invece stanno facendo loro, prima con gli ologrammi di sicurezza e ora con questa sorta di campagna no-logo. Perché in effetti uno degli scopi che ci potrebbero essere dietro questa iniziativa è proprio la speranza di giungere ad un brusco calo nelle imitazione dei prodotti del gruppo. Proprio in materia di logo, bello l’esempio che hai fatto riguardo la testa di medusa adottata da Versace che riprende la mitologia greca, dipinti di artisti come Leonardo Da Vinci, Caravaggio, e se non erro, è stata anche l’ornamento degli scudi dei romani. Come hai già detto, un importante esempio di riscoperta delle origini che dovrebbe coinvolgere maggiormente il mondo della moda. Ci sarebbero ancora mille discorsi da aprire a chiudere e non voglio stare qui a tediarti con altre argomentazioni che poi mi porterebbero a darti ragione anche quando parli di mostri sacri come Coco Chanel, colei che dettava LA Moda, ma non una passeggera, quella che trasformava le donne in donne eleganti, in vere donne, in contrasto invece con la moda odierna che ti suggerisce di portare il tutto e il contrario di tutto. Forse per non fare un buco nell’acqua gli stilisti danno un colpo al cerchio e uno alla botte.
Purtroppo non ho dati alla mano, né bilanci ( anche se in questo senso molte aziende che dicono di volere instaurare con il cliente una relazione di trasparenza potrebbero pubblicare i loro bilanci online, quei pochi che lo fanno o ti sottopongono ad un form interrogatorio o te li fanno pagare ), quello che so è quello che apprendo da riviste e giornali attraverso i quali mi documento, ma resta il fatto che io a questa rivoluzione di Dolce e Gabbana, per ora, non riesco proprio a credere e, ancora una volta, riprendo le tue parole quando dici “se Dolce &#38; Gabbana vuole iniziare realmente ad attuare un cambiamento dovrebbe non chiacchierare, ma fare” e ancora “ Io credo che ce la potrebbero fare meglio, per apparente controsenso, di piu Italia Independent o un’altra piccola impresa che a livello di immagine e commerciale non rientrano fra i colossi”.
Di più per ora non saprei che aggiungere.
Un bacione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giulia, mi devo scusare con te in quanto in questi giorni sono stata, e sarò, un po’ impegnata e non ho il tempo materiale per seguire con continuità il blog e leggere con attenzione e per intero i vari post lasciati. Per questo motivo devo ammettere di non aver letto tutti i tuoi post quando ho scritto il mio commento, e tra questi anche quelli riguardante Versace e il suo logo e quelli in cui avevi già affrontato la tematica D&amp;G. Di questo mi scuso.<br />
E perdonami anche se ti ho citato nel mio commento. Mi era sembrato che, nonostante ci fossero delle motivazioni diverse alla base dei nostri dubbi sulle ultime dichiarazione del duo milanese, fossimo arrivate entrambe alla conclusione che dietro a questa decisione di eliminare i loghi ci fosse in realtà qualcos’altro.<br />
Hai toccato un tema molto interessante, l’effetto tarocco, che poi, a mio parere si ricollega con il tema del logo di Versace. Sarebbe interessante avere a disposizione i risultati di una ricerca commissionata per verificare i danni che i falsi prodotti hanno causato a ciascuna grande industria del fashion. Sbaglierò, ma per me al primo posto si classifica Dolce e Gabbana. L’arma del logo facilmente riconoscibile, in bella vista, a caratteri cubitali, è diventata nel corso degli anni a doppio taglio per loro, costituendo una facilitazione per tutti i contraffattori di maglie, borse, profumi e quant’altro. Altre aziende, come appunto Cavalli e la già citata Versace, hanno puntato fin dall’inizio su marchi molto più complessi e distintivi per imporre il loro dictat nel mondo della moda, non dovendo così oggigiorno correre ai ripari come invece stanno facendo loro, prima con gli ologrammi di sicurezza e ora con questa sorta di campagna no-logo. Perché in effetti uno degli scopi che ci potrebbero essere dietro questa iniziativa è proprio la speranza di giungere ad un brusco calo nelle imitazione dei prodotti del gruppo. Proprio in materia di logo, bello l’esempio che hai fatto riguardo la testa di medusa adottata da Versace che riprende la mitologia greca, dipinti di artisti come Leonardo Da Vinci, Caravaggio, e se non erro, è stata anche l’ornamento degli scudi dei romani. Come hai già detto, un importante esempio di riscoperta delle origini che dovrebbe coinvolgere maggiormente il mondo della moda. Ci sarebbero ancora mille discorsi da aprire a chiudere e non voglio stare qui a tediarti con altre argomentazioni che poi mi porterebbero a darti ragione anche quando parli di mostri sacri come Coco Chanel, colei che dettava LA Moda, ma non una passeggera, quella che trasformava le donne in donne eleganti, in vere donne, in contrasto invece con la moda odierna che ti suggerisce di portare il tutto e il contrario di tutto. Forse per non fare un buco nell’acqua gli stilisti danno un colpo al cerchio e uno alla botte.<br />
Purtroppo non ho dati alla mano, né bilanci ( anche se in questo senso molte aziende che dicono di volere instaurare con il cliente una relazione di trasparenza potrebbero pubblicare i loro bilanci online, quei pochi che lo fanno o ti sottopongono ad un form interrogatorio o te li fanno pagare ), quello che so è quello che apprendo da riviste e giornali attraverso i quali mi documento, ma resta il fatto che io a questa rivoluzione di Dolce e Gabbana, per ora, non riesco proprio a credere e, ancora una volta, riprendo le tue parole quando dici “se Dolce &amp; Gabbana vuole iniziare realmente ad attuare un cambiamento dovrebbe non chiacchierare, ma fare” e ancora “ Io credo che ce la potrebbero fare meglio, per apparente controsenso, di piu Italia Independent o un’altra piccola impresa che a livello di immagine e commerciale non rientrano fra i colossi”.<br />
Di più per ora non saprei che aggiungere.<br />
Un bacione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Eleonora</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7855</link>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 15:16:27 +0000</pubDate>
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		<description>Il gesto di Cecchini è  tutto tranne che arte. L'arte trasmette qualcosa di bello o brutto, qualcosa che l'artista ha materializzato nell'opera. Il suo gesto ha creato solo fastidio ai romani e soprattutto ai spazzini che hanno dovuto ripulire la piazza a nostre spese. Sicuramente suscita del CHIACCHIERICCIO, ma ci sono molte altre cose di cui parlare. La tv italiana ( a mio parere scontata e vuota) purtroppo ce ne parlerà molto nei prossimi giorni, da Costanzo a Buona Domenica...... A Fontana di Trevi si è sfiorato il disastro se il rosso non andava via! 
@ANTHEUS:  in bocca al lupo per Parigi!, trovo giusta la scelta di portare il vostro made in italy 2.0 fuori dall'Italia, però  la vostra presenza è forte soprattutto a Torino, Milano,(al nord in generale), perchè non venite anche a Roma?. Forse sono poco informata ma se non sbaglio non avete fatto presentazioni dei vostri prodotti, incontri, "ospitate" nella capitale. 
Ciao 
Eleonora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il gesto di Cecchini è  tutto tranne che arte. L&#8217;arte trasmette qualcosa di bello o brutto, qualcosa che l&#8217;artista ha materializzato nell&#8217;opera. Il suo gesto ha creato solo fastidio ai romani e soprattutto ai spazzini che hanno dovuto ripulire la piazza a nostre spese. Sicuramente suscita del CHIACCHIERICCIO, ma ci sono molte altre cose di cui parlare. La tv italiana ( a mio parere scontata e vuota) purtroppo ce ne parlerà molto nei prossimi giorni, da Costanzo a Buona Domenica&#8230;&#8230; A Fontana di Trevi si è sfiorato il disastro se il rosso non andava via!<br />
@ANTHEUS:  in bocca al lupo per Parigi!, trovo giusta la scelta di portare il vostro made in italy 2.0 fuori dall&#8217;Italia, però  la vostra presenza è forte soprattutto a Torino, Milano,(al nord in generale), perchè non venite anche a Roma?. Forse sono poco informata ma se non sbaglio non avete fatto presentazioni dei vostri prodotti, incontri, &#8220;ospitate&#8221; nella capitale.<br />
Ciao<br />
Eleonora</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Paolo Convertito Blasio</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7853</link>
		<dc:creator>Paolo Convertito Blasio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 13:17:38 +0000</pubDate>
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		<description>mah..se fosse per me inonderei tutte le città di palline colorate però all'improvviso perchè quella di Cecchini è coerente da ogni punto di vista coi principi dell'arte contemporanea: un'arte che occupa il territorio, senza chiedere l'autorizzazione e aggiungendo per giunta un effetto di imprevisto...l'anarchia è un tratto tipico dell'arte contemporanea...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah..se fosse per me inonderei tutte le città di palline colorate però all&#8217;improvviso perchè quella di Cecchini è coerente da ogni punto di vista coi principi dell&#8217;arte contemporanea: un&#8217;arte che occupa il territorio, senza chiedere l&#8217;autorizzazione e aggiungendo per giunta un effetto di imprevisto&#8230;l&#8217;anarchia è un tratto tipico dell&#8217;arte contemporanea&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Giulia</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7848</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 10:45:02 +0000</pubDate>
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		<description>Su Cecchini coindivido piu o meno con tutti i vostri commenti. Soprattutto quando si parla di pubblicità:
1) Il suo gesto, nonostante il richiamo mediatico (a questo giro oscurato un po di piu da altre notizie oserei dire piu importanti) che puo suscitare, credo che non sia una formula pubblicitaria.
2) Come qualcuno suggerisce, volendo nolendo siamo continuamente sottoposti (il piu delle volte passivamente, quindi senza che ce ne accorgiamo il nostro cervello subisce degli imput visivi ed di udito, e quanto non si dica riconduciamo quel suono o quell'immagine ad un determinato prodotto).
3) Credo che il Cecchini volesse forse piu fare un attacco al sistema economico e mediatico che gira attorno alla pubblicità. E se cosi fosse, direi che sempre come qualcuno ha segnalato, direi che ho forse stancato questo tipo attacchi celato da qualche moviemto futurista e di "finta" ribellione a tutti i costi. 
Non funziona piu questo tipo di approccio poiché, viviamo in un Paese che comunque ha avuto dei cambiamenti culturali, seppur lenti rispetto ad altre realtà. Il Cecchini alla fine lo vedo lui stesso come schiavo della pubblicità ed una bolla che andrà a sparire. Credo sia molto piu significatico un approccio, discutibile o meno, che assume Beppe Grillo con le sue provocazioni. Quanto meno mi sembra ottenga piu lui alla fine che Ceccini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su Cecchini coindivido piu o meno con tutti i vostri commenti. Soprattutto quando si parla di pubblicità:<br />
1) Il suo gesto, nonostante il richiamo mediatico (a questo giro oscurato un po di piu da altre notizie oserei dire piu importanti) che puo suscitare, credo che non sia una formula pubblicitaria.<br />
2) Come qualcuno suggerisce, volendo nolendo siamo continuamente sottoposti (il piu delle volte passivamente, quindi senza che ce ne accorgiamo il nostro cervello subisce degli imput visivi ed di udito, e quanto non si dica riconduciamo quel suono o quell&#8217;immagine ad un determinato prodotto).<br />
3) Credo che il Cecchini volesse forse piu fare un attacco al sistema economico e mediatico che gira attorno alla pubblicità. E se cosi fosse, direi che sempre come qualcuno ha segnalato, direi che ho forse stancato questo tipo attacchi celato da qualche moviemto futurista e di &#8220;finta&#8221; ribellione a tutti i costi.<br />
Non funziona piu questo tipo di approccio poiché, viviamo in un Paese che comunque ha avuto dei cambiamenti culturali, seppur lenti rispetto ad altre realtà. Il Cecchini alla fine lo vedo lui stesso come schiavo della pubblicità ed una bolla che andrà a sparire. Credo sia molto piu significatico un approccio, discutibile o meno, che assume Beppe Grillo con le sue provocazioni. Quanto meno mi sembra ottenga piu lui alla fine che Ceccini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Antheus</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7847</link>
		<dc:creator>Antheus</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 10:28:42 +0000</pubDate>
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		<description>Io non critico la presenza di uno sponsor. In verità c'è da sempre, più o meno visibile.
L'operazione di Cecchini la critico invece perchè è vecchia , già vista e con un messaggio da "signora mia" da chiacchiericcio in fila alla Posta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non critico la presenza di uno sponsor. In verità c&#8217;è da sempre, più o meno visibile.<br />
L&#8217;operazione di Cecchini la critico invece perchè è vecchia , già vista e con un messaggio da &#8220;signora mia&#8221; da chiacchiericcio in fila alla Posta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: canto_libero</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7844</link>
		<dc:creator>canto_libero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 10:15:58 +0000</pubDate>
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		<description>senza sponsor non si farebbero tante cose quindi a volte bisogna abbassare la cresta e passare sopra queste cose, e quindi fare pubblicità volente o nolente.
l'importante è non cadere nei controsensi, del tipo (e l'ho visto succedere dove lavoro...) il sindacato sponsorizzato dalla società...mah (e io li pago pure mensilmente per essere indipendenti!!)
cmq a proposito di pubblicità se c'è una cosa che non sopporto è pagare le buste (sportine per quelli del nord) della spesa al supermercato con sopra la scritta del supermercato...ma ti pare che ti faccio pubblicità in giro e ti pago pure???
allora ho comprato un sacchetto in cotone molto trendy e pensavo di aver risolto, perfetto non inquino e non ti pago...e poi puntualmente non mi ritrovo i sacchetti di plastica per la spazzatura...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>senza sponsor non si farebbero tante cose quindi a volte bisogna abbassare la cresta e passare sopra queste cose, e quindi fare pubblicità volente o nolente.<br />
l&#8217;importante è non cadere nei controsensi, del tipo (e l&#8217;ho visto succedere dove lavoro&#8230;) il sindacato sponsorizzato dalla società&#8230;mah (e io li pago pure mensilmente per essere indipendenti!!)<br />
cmq a proposito di pubblicità se c&#8217;è una cosa che non sopporto è pagare le buste (sportine per quelli del nord) della spesa al supermercato con sopra la scritta del supermercato&#8230;ma ti pare che ti faccio pubblicità in giro e ti pago pure???<br />
allora ho comprato un sacchetto in cotone molto trendy e pensavo di aver risolto, perfetto non inquino e non ti pago&#8230;e poi puntualmente non mi ritrovo i sacchetti di plastica per la spazzatura&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: ivanoz</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/01/15/parigi-e-altre-storie/#comment-7842</link>
		<dc:creator>ivanoz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 09:07:13 +0000</pubDate>
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		<description>anche gli artisti devono mangiare. le palline, dopo la fontana sono state un grande idea, il cecchini ha monetizzato la sua creativita' anche se l'idea non e' proprio originale......dal resto anche le idee hanno un costo. anche I-I crea novita' di idee e prodotti......ma cari miei tutto costa. ciao ivanoz</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche gli artisti devono mangiare. le palline, dopo la fontana sono state un grande idea, il cecchini ha monetizzato la sua creativita&#8217; anche se l&#8217;idea non e&#8217; proprio originale&#8230;&#8230;dal resto anche le idee hanno un costo. anche I-I crea novita&#8217; di idee e prodotti&#8230;&#8230;ma cari miei tutto costa. ciao ivanoz</p>
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