Parigi e altre storie
Tuesday, January 15th, 2008(di Antheus)
Nel mondo del “made in Italy”, noi di I-I ci sentiamo un po’ delle mosche bianche: non facciamo “collezioni”, ce ne freghiamo delle “stagioni” e non timbriamo obbligatoriamente il cartellino nelle varie settimane della moda milanesi e fiorentine.
Per noi indipendenza significa non sottostare ai ritmi e ai riti imposti dall’industria fashion italiana. Indipendenza significa realizzare e presentare i prodotti quando abbiamo l’idea giusta che piace a noi e che possibilmente piaccia anche ai nostri clienti.
Siamo piccoli, siamo un start-up (anzi siamo una culla, come ci ha efficacemente definito Raffaela) e come tale osserviamo e analizziamo il mercato e ci permettiamo di fare delle scelte controcorrente. Per esempio, in queste settimane non siamo andati nè a Pitti, nè a Milano. Abbiamo invece accettato l’invito di Colette, il noto fashion store parigino (leggi qui la news). Un’opportunità e un privilegio. L’opportunità di presentare a Parigi i pezzi unici I-I e il privilegio di avere una vetrina di Colette dedicata ad I-I nella settimana di massima visibilità per Parigi.
E poi ci sentiamo delle mosche bianche perchè spesso ci capita di dire cose fuori dal coro. Ma noto con piacere che non siamo i soli. Ieri su La Stampa c’era un’interessante intervista a Dolce & Gabbana dove, in pratica, ribadiscono i concetti che abbiamo più volte affrontato su questo blog (l’inutilità delle collezioni, l’invadenza dei loghi, cambiamento dei gusti delle persone…) e che fanno parte della filosofia di I-I.
Quel che voglio dire è che, con il massimo rispetto verso tutti coloro che lavorano in questo mondo e che per dimensioni e per struttura sono obbligati a rispettare certi riti e dogmi imposti, ci fa piacere che un marchio importante come Dolce & Gabbana sia giunto alle stesse nostre conclusioni. Segno che forse qualcosa prima o poi cambierà.
Presto arriveranno altri aggiornamenti da Paris.
Intanto questa è la foto della vetrina di Colette dedicata a I-I.

