Archive for January, 2008

Homework

Wednesday, January 30th, 2008

(di Antheus)

Ultimamente sono, o meglio, siamo interessati ad osservare l’evoluzione del retail, cioè di come le aziende, quelle più innovative, si stanno attrezzando per rinnovare i loro punti vendita, i loro flagship store. E’ evidente che il punto vendita sta diventando sempre più un nuovo media, quello più interessante, quello in cui si può comunicare al meglio i valori, i contenuti, i prodotti e - perché no - la filosofia di un marchio. Un punto vendita ben realizzato permette la relazione funzionale ed emozionale con le persone che si avvicinano al marchio. Molte aziende hanno quindi cercato di creare degli spazi che fungano da “facilitatori” dell’esperienza con il brand, che ospitino il marchio e i suoi potenziali acquirenti. Ci provò tanto tempo fa Renualt con i suoi ‘atelier’ al posto delle classiche concessionarie, poi anche l’Apple Store e la Nike House, esempi di luoghi dove creare una nuova relazione con l’avventore. Più rilassata, non coercitiva all’acquisto. Divertente e soddisfacente.

Ultimamente si sta creando la nuova tendenza di ambientare questi nuovi concept store all’interno di case o appartamenti creati ad hoc. Lo fece Diesel a Milano e lo ha fatto recentemente Chloe a Parigi per il lancio del suo nuovo profumo. Ma in entrambi i casi si trattava di case o appartamenti fittizie, messe su per l’occasione. Oggi crediamo che questo tipo di operazioni funzionano solo se sono autentiche e credibili.

L’argomento ci interessa, quindi ci ritorneremo su.

Do It Yourself 2.0

Monday, January 28th, 2008

(di Antheus)

Nel nostro piccolo Italia Independent si è occupata della produzione dei portachiavi per i cinquecento esemplari della Alfa Romeo 8c Competizione, auto sportiva dalle finiture in fibra di carbonio e dalle prestazioni superlative, che segna il ritorno della Casa del Biscione anche negli Stati Uniti. Il portachiavi è in carbonio con la personalizzazione del numero di serie dell’auto, il logo dell’Alfa Romeo e quello di I-I inserito con il laser.

Fin qui la notizia ufficiale.

Dovete sapere che i due pezzi che compongono il portachiavi - la barra e il cappuccio, il primo in carbonio, il secondo in metallo trattato, presentano diverse lavorazioni e personalizzazioni - arrivano da due fornitori diversi e poi assemblati da un terzo artigiano che si occupa dell’assemblaggio fatto a mano. Giorni fa succede che ci arrivano i primi pezzi da assemblare, ma anche la consegna immediata della prima vettura. E chi si doveva occupare dell’assemblaggio dei due pezzi non era disponibile a farlo in tempi così brevi. Così nell’emergenza il product manager di I-I - Andrea , ragazzo ingegnoso e pieno di buona volontà - si è preso da casa la micro-fresa e una colla speciale occupandosi personalmente, con un lavoro certosino (che abbiamo immortalato nella foto qui sotto), dell’assemblaggio.

Beh, ditemi voi se questo non è Made in Italy 2.0…

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I mercati sono conversazioni

Thursday, January 24th, 2008

(di Antheus)

In questi giorni ho pensato spesso alla frase del titolo di questo post. E’ la frase con cui ha inizio un libro seminale e profetico del 1999 dal titolo Cluetrain manifesto. All’epoca non tutti avevano capito appieno la verità contenuta in questo libro. Oggi, quasi dopo dieci anni, i più attenti riusciranno a comprendere i link tra le 95 tesi del manifesto (le trovate qui) e ciò che sta succedendo oggi. Il libro analizzava i cambiamenti epocali che internet stava apportando e che, sopratutto, avrebbe portato sui mercati, sulle dinamiche relazionali tra le persone, sulle politiche delle imprese e su come sarebbero dovute cambiare le modalità di gestione.

In particolare, c’era una parte del libro che decretava la fine delle pratiche aziendali consolidate, come quelle della comunicazione e del marketing unidirezionale e che stimolava la pratica dell’ascolto attraverso strumenti trasparenti e partecipativi (allora i blog non esistevano ancora), eliminando ogni autoreferenzialità, accettando le critiche se espresse in modo corretto, supportando uno stile di comunicazione diretto, complice e coinvolgente. E, perché no, anche divertente.

Credo che questi messaggi possono essere oggi recepiti da un pubblico più vasto. E qui a I-I ci sembra di andare in questa direzione.

Made in Italy 2.0 applicato alla gastronomia

Tuesday, January 22nd, 2008

(di Antheus)

Ci piace osservare i casi eccellenti anche in ambiti e mercati lontani dal nostro ma che, per filosofia, innovazione, coraggio e spirito imprenditoriale, sentiamo vicini a noi. Quando parliamo di prodotti originari italiani e quindi di madeinitaly, non possiamo non pensare al cibo e alla gastronomia. Tra le varie iniziative più o meno felici che nascono ogni anno, ci piace segnalare Eataly, un progetto torinese molto interessante nato un anno fa.

L’obiettivo è chiaro e semplice: promulgare e diffondere la democratizzazione del cibo di qualità. Come? Attraverso il più grande supermercato enogastronomico in Italia. 10000 metri quadrati (all’interno dei vecchi stabilimenti della Carpano), 10 aree di mercato e 10 ristoranti monotematici. Un mercato moderno dove da una parte si possono vedere/comprare le materie prime, prodotti enogastronomici freschissimi, italianissimi, tutti rigorosamente di stagione. Dall’altra parte l’area ristorazione: con servizio o senza, senza troppe formalità ma sempre di qualità. Il tutto senza puzza sotto il naso e a prezzi abbordabili. E con un approccio alla comunicazione molto interessante, fatto di poche uscite sempre con un messaggio diverso dall’altro.
Mercato, didattica e ristorazione. Per noi tutto questo è Made in Italy 2.0.

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Stolen moments

Monday, January 21st, 2008

 

(di Antheus)

A volte capita che certi segnali negativi racchiudano dentro sè altri messaggi significativi. Qui a Italia Independent lo abbiamo scoperto questa mattina. Mi spiego meglio.

Stanotte dei ladri sono entrati dentro gli uffici di I-I. Hanno portato via tre pc portatili e quattro occhiali in carbonio. Ma c’è di più: i ladri hanno aperto lo scatolone contenente molti occhiali, hanno aperto le varie confezioni e hanno rubato solo quelli in carbonio.

Hanno quindi preso le nostre idee e il nostro prodotto di punta, quantomeno quello più conosciuto. Magari c’erano altre cose di valore (quadri, mobili..) ma non sono stati rubati. Hanno invece sottratto la nostra creatività, sia nella forma primordiale che nel suo risultato finale. Tutto questo cosa significa? Forse è la conferma che la creatività è il nostro patrimonio principale.
E che ognuno hai i ladri che si merita: noi abbiamo i ladri intenditori.

Lasciate fare alle persone

Friday, January 18th, 2008

(di Antheus)

Tante forme di crowdsourcing stanno nascendo e crescendo. Per crowdsourcing si intende la messa in atto dell’”intelligenza collettiva”: una forma di business attraverso cui le aziende utilizzano la massa dei propri clienti e utilizzatori del marchio per affidare loro mansioni prima svolti da professionisti.

Ed è un po’ quello che stiamo cercando di fare anche noi - con grandissimo successo, grazie a tutti per la calorosa partecipazione - con La Libertà delle Idee.

Un esempio: Pepsi Cola di recente ha lanciato un’operazione in cui artisti, designers o semplici utilizzatori della bevanda possono cimentarsi nel ridisegnare il pack della lattina. E’ il trionfo della creatività, non ancorata da paletti e limiti che tipicamente rappresentano dei freni alla fantasia e all’innovazione nelle aziende.

Guardate la proposta qui sotto. Io non amo la Pepsi ma mi comprerei un six pack di queste solo per guardarmele e lasciarmi ispirare.

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Parigi e altre storie

Tuesday, January 15th, 2008

(di Antheus)

Nel mondo del “made in Italy”, noi di I-I ci sentiamo un po’ delle mosche bianche: non facciamo “collezioni”, ce ne freghiamo delle “stagioni” e non timbriamo obbligatoriamente il cartellino nelle varie settimane della moda milanesi e fiorentine.

Per noi indipendenza significa non sottostare ai ritmi e ai riti imposti dall’industria fashion italiana. Indipendenza significa realizzare e presentare i prodotti quando abbiamo l’idea giusta che piace a noi e che possibilmente piaccia anche ai nostri clienti.

Siamo piccoli, siamo un start-up (anzi siamo una culla, come ci ha efficacemente definito Raffaela) e come tale osserviamo e analizziamo il mercato e ci permettiamo di fare delle scelte controcorrente. Per esempio, in queste settimane non siamo andati nè a Pitti, nè a Milano. Abbiamo invece accettato l’invito di Colette, il noto fashion store parigino (leggi qui la news). Un’opportunità e un privilegio. L’opportunità di presentare a Parigi i pezzi unici I-I e il privilegio di avere una vetrina di Colette dedicata ad I-I nella settimana di massima visibilità per Parigi.

E poi ci sentiamo delle mosche bianche perchè spesso ci capita di dire cose fuori dal coro. Ma noto con piacere che non siamo i soli. Ieri su La Stampa c’era un’interessante intervista a Dolce & Gabbana dove, in pratica, ribadiscono i concetti che abbiamo più volte affrontato su questo blog (l’inutilità delle collezioni, l’invadenza dei loghi, cambiamento dei gusti delle persone…) e che fanno parte della filosofia di I-I.

Quel che voglio dire è che, con il massimo rispetto verso tutti coloro che lavorano in questo mondo e che per dimensioni e per struttura sono obbligati a rispettare certi riti e dogmi imposti, ci fa piacere che un marchio importante come Dolce & Gabbana sia giunto alle stesse nostre conclusioni. Segno che forse qualcosa prima o poi cambierà.

Presto arriveranno altri aggiornamenti da Paris.

Intanto questa è la foto della vetrina di Colette dedicata a I-I.

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Tante idee in libertà

Sunday, January 13th, 2008

(di Antheus)

Ringraziamo tutti coloro che stanno inviando idee di prodotto alla nostra mail e al nostro indirizzo postale per l’operazione ideata e illustrata da Lapo.

C’è molta creatività in giro, ed è un piacere poterla convogliare in qualcosa di concreto.

Girando in rete in questi giorni ho scoperto due progetti di “sharing creative ideas”, due piattaforme molto interessanti di condivisione di idee, progetti e portfolio.

Il primo si chiama Behance, un social network che ha come efficace claim Make Ideas Happen e che ha come obiettivo quello di creare un Creative Professional Network.

Il secondo è Big Think, un global marketplace for idea-sharing che si autodefinisce il ‘You Tube delle idee’.

Dateci un’occhiata: mi sembra che siamo abbastanza in linea con questi due progetti innovativi, sebbene questi non siano guidate da aziende produttrici.

Prima di finire il post provo però a sintetizzare alcune “condizioni” che inevitabilmente abbiamo dovuto inserire in “La libertà delle idee” e che ho quà e là indicato sui commenti del precedente post

- “La libertà delle idee” riguarda esclusivamente nuove idee, concept e realizzazioni di prodotti. Le decisioni commerciali, di comunicazione e di marketing sono un po’ più complesse, dipendono da mille variabili e, di sicuro, possono limitare lo spirito dell’operazione . Quindi ci limiteremo ai prodotti, ma anche ai servizi accessori.

- Come ben sapete I-I non pone limiti alle categorie merceologiche, però ovviamente l’area rimane sempre quella dell’abbigliamento, oggetti di design, accessori e, più genericamente, prodotti per il tempo libero. In due parole Personal Belonging.

- le proposte possono arrivare nelle modalità più diverse e variegate: dalla singola idea descritta in modo semplice ed efficace fino alle bozze di progetto con indicazioni di materiali e caratteristiche tecniche.

- è evidente che maggiori saranno i dettagli a supporto dell’idea, e maggiori saranno le possibilità di coinvolgimento dell’ideatore al progetto di realizzazione del prototipo e della sua valutazione e quindi della parte economica.

- sulla base del progetto o dei progetti specifici I-I prenderà le adeguate misure legali e non per tutelare le parti sulla collaborazione al progetto.

- l’ultima variabile è il nostro insindacabile giudizio sulla scelta o meno delle idee che ci sono pervenute.

La libertà delle idee

Wednesday, January 9th, 2008

(di Lapo)

Un anno fa a Firenze nasceva Italia Independent. E’ ancora presto per poter fare dei consuntivi, però possiamo dire che in questi mesi il progetto ha compiuto dei notevoli progressi. La nostra prerogativa è sempre stata quella di essere indipendenti. Indipendenza nel nostro caso significa anche dare il massimo spazio alle idee. Libertà di sguardo, capacità di intuire e urgenza di spingersi oltre le barriere che ci vengono imposte dal mercato e dalla concorrenza. Le conversazioni sul blog e le mail che ci arrivano vanno in questa direzione. Ed è per questo che in questo giorno importante per me e per tutto il team allargato di I-I, vogliamo far partire una nuova operazione.

Siamo pronti ad ascoltare e a recepire le vostre idee su prodotti e progetti che Italia Independent potrebbe realizzare in futuro. Siamo convinti che le idee migliori, normali o pazze che siano, provengano dal basso.

“La libertà delle idee”, questo il nome dell’operazione, non è un polveroso concorso con un regolamento preciso, perché le idee devono correre libere senza costrizioni e senza barriere. E, lo dico subito, non ci sarà nessun premio, anche se le idee che verranno realizzate concretamente porteranno la firma e il coinvolgimento diretto di chi le ha ideate e un’equa ricompensa per il lavoro svolto.

Le idee possono essere mandate all’indirizzo idee@italiaindependent.com oppure inviate a Italia Independent Via Lessolo 3 10153 Torino

Fate volare la vostra creatività.

Parole da lasciare al 2007 /2

Saturday, January 5th, 2008

(di Antheus)

Virtuale, ostentazione, standard, manipolazione, routine, leadership, distrazione, apparenza, mediocrità, arroganza, apatia, ‘gerontograzia’ .