Gorilla vincente
(di Antheus)
I lettori più attenti di questo blog si ricorderanno di un post scritto da me a metà ottobre sullo spot della Cadbury dairy milk, la tavoletta di cioccolato al latte. Lo spot, che ritreva un gorilla che suonava alla batteria un celebre pezzo di Phil Collins, era assolutamente avulso dal prodotto: nel post mi interrogavo sulla sua efficacia e sul futuro della pubblicità.
Leggo sul Financial Times che grazie a questa campagna - nel frattempo scaricatissima su YouTube e che ha portato alla creazione di centinaia di varianti da parte degli internauti - le vendite sono cresciute del 10% e che porteranno alla divisione confectionery della Cadbury un aumento di fatturato del 4-6%.
Questi dati se da una parte mi sorprendono, dall’altra rafforzano la mia tesi. Credo cioè che la campagna abbia generato questi risultati eccezionali perché è la prima a scatenare la sorpresa della “pubblicità spettacolo”, quella cioè senza alcun collegamento al prodotto. Sono quasi sicuro che i successivi spot di questo tenore non facciano altro che far tornare tutto nella prassi, nella norma e nella noia.
Il tema dell’interazione invece, cioè quello di scatenare una lunga fila di fake spot da parte degli utenti internet, è invece una realtà molto interessante e che, secondo me, rappresenterà sempre più il futuro della pubblicità.

December 17th, 2007 at 2:00 pm
infatti l’effetto curiosità…ricordo che inoltre poco tempo fa….forse la apple… adottò la pubblicità per un suo prodotto realizzata da un ragazzino su youtube con qualche piccola variazione ma pagata abbastanza bene….questo è la potenza di internet….
December 17th, 2007 at 2:17 pm
Yep, era la Apple per lo spot dell’Ipod Touch.
December 17th, 2007 at 5:22 pm
ragazzi,ma a quale pubblicità di apple alludete?
sempre per rimanere in tema di apple,trovo molto efficace anke la campagna che su youtube è nominata “getamac”,perchè il budget era da paghetta settimanale di quando avevo 9 anni (15000 lire),ma,nonostante ciò,la trovo geniale,perchè la semplicità utilizzata evidenzia le qualità del sistema operativo mac (la semplicità,appunto).
quanto alla pubblicità cadbury,non mi attira per niente,anzi,non mi sa nemmeno di pubblicità.e a dire il vero l’avevo vista tempo fa su blob,su rai 3,e non avevo capito si trattasse di una pubblicità.boh,secondo me lo scollegare totalmente il tema della pubblicità ed il prodotto non è una tattica stupenda.in accordo con antheus,credo che l’incremento di vendite sia dovuto più che altro ai commenti,che allo spot in sè e per sè.
e,dopo questa filippica,vi dico che vado a mangiare la nostra amata nutella,altro che cioccolata inglese! alla faccia loro
December 17th, 2007 at 9:20 pm
Sì, era la Apple!
Ormai il futuro è nel web, nella possibilità che ognuno di noi ha di creare un mondo nuovo…Un mondo da trasmettere al mondo fuori!
Bacio
Francesca
December 18th, 2007 at 1:08 pm
Impressionante vedere, dati alla mano, che una pubblicità possa incrementare così tanto le vendite di un prodotto… Non voglio ripermi nel commentare la pubb. in questione, posso soltanto dire che nessun brand ha sfornato pubb. natalizie in grado di catturare le attenzioni delle masse… Ne deduco quindi che è molto difficile riuscire a colpire…. sia se aiutati da internet sia no!
December 18th, 2007 at 5:42 pm
Cito da Advexpress:
La giuria del Meribel Ad Festival, presieduta da Howard Draft, ha assegnato 2 European Grand Cristal, per la categoria Film e Outdoor. Quest’ultima ha visto la vittoria di Amv Bbdo London per The Economist.
Il presidente della giuria del Meribel Ad Festival, Howard Draft, chairman & ceo Draftfcb, insieme ai presidenti delle giurie (Mercedes Erra, president of Film Cristal, Nicolas Guiramand, president of Client Jury of Film Cristal e Bernard Gassiat, president of Client Media Jury) ha annunciato ieri sera durante la European Awards Ceremony i vincitori del European Grand Cristal .
Si tratta di 2 campagne che si sono aggiudicate il premio rispettivamente nella categoria Film e in quella Outdoor: la campagna ‘Gorilla’ creata da Fallon London per Cadbury e quella per The Economist firmata da Amv Bbdo London.
December 18th, 2007 at 6:46 pm
Come si può vedere la vera creatività premia il brand e spesso quando questo succede (ma sempre solo dopo, e non si sa perchè) viene anche premiata dagli addetti ai lavori…poco lungimiranti e follower
December 19th, 2007 at 6:39 pm
La pubblicità di Cadbury è indecente, mentre il dairy milk caramel è una prelibatezza
…scoperto per caso a londra, attratta da quella grafica pacchiana giallo/viola…
Comunque a mio avviso è difficile teorizzare l’efficacia di una pubblicità: siamo tremendamente lunatici, penso che spesso vada molto a fortuna.
E a volte bastano 2-3 fanatici su youtube a creare un caso nazionale, considerando l’”effetto pecorone”.
December 22nd, 2007 at 4:41 pm
Si può aggiungere poco a quanto detto da Antheus. Questa “pubblicità spettacolo”, come anche citato da rodrigoalbesano, ha raggiunto il suo scopo : aumentare ulteriormente il fatturato di un’azienda già ben avviata nel mercato, che ovviamente si poteva permettere una pubblicità di questo tipo.
Fatturato aumentato, premio vinto, riconoscimenti ricevuti, brand-awareness in crescita, pubblicità che ha sviluppato un buon word-of-mouth..il tutto forse in un’azienda il cui prodotto stava iniziando ad entrare in una fase di declino del suo ciclo di vita.
E adesso? Cadbury ( a meno che non voglia dar vita ad una saga del gorilla ) ritornerà alla “pubblicità classica”, giusto per ricordare alle persone che quelli del gorilla che suona la batteria vendono principalmente il cioccolato.
La potenza del mezzo pubblicitario.
Baci
December 28th, 2007 at 2:37 pm
secondo me Antheus avevi cannato alla grande sul successo di questo spot.
December 28th, 2007 at 4:20 pm
caro lillo, se leggi bene io non avevo espresso giudizi. Anzi, per quanto se ne è parlato in UK e inrete, ero quasi sicuro che il successo dello spot avrebbe influito sulla vendita del prodotto , anche se non in questi termini.
Mi chiedevo soltanto se la pubblicità-spettacolo rappresenti e rappresenterà il futuro della pubblicità. Credo e spero di no.
January 13th, 2008 at 5:42 pm
Qui mi trovo molto concorde con Antheus. Non so quanta lunga vita possa avere questa tipologia di tecnica pubblicitaria. Credo innanzitutto che il consumatore, o comunque sia i fruitori in genere, non siano affatto degli sciocchi. Quindi se incitare all’acquisto di un prodotto depistando (almeno apparentemente) dal concetto base del prodotto stesso, alle lunghe perde di significato. Mi spiego meglio: il famoso gorilla/ batterista con tanto di musica pop perde il senso primario in fatto di tecniche pubblicitare. In un primo momento puo adulare, in quanto cosa nuova ma poi? Poi perde, credo, in assenza di significati. Uno spot piu tradizionale, costruito con tecniche raffinate, puo secondo me reggere piu a lungo nel tempo. Nel post dove Antheus segnalava lo spot su you tube ci furono delle interessanti osservazioni, tra cui quella dei sequel: questa ri - scoperta, per me é una soluzione ottima di pubblicità. Unisce il divertimento alla promozione del prodotto da lanciare, suscitando cosi curiosità e interesse molto piu diluito nel tempo. QUindi lo considero una formula molto piu inteligente rispetto a quella sopra indicata.