Finanza cool ?

(di Antheus)

 

Come avevo già notato in un vecchio post, nel mondo della comunicazione si registra un fenomeno curioso. Esistono infatti settori o mercati molto ricchi, ma che investono molto poco in advertising e se lo fanno la modalità è vecchia e polverosa, sebbene il volume d’affari sia pazzesco e il target a cui si rivolgono coincida spesso con chi acquista abbigliamenti firmati e segue il coolness. Avevamo fatto in precedenza l’esempio del mercato immobiliare e dell’eccezione di Talisker. Oggi invece voglio illustrarvi un caso che riguarda il mondo della finanza, dei prodotti finanziari e dei fondi d’investimento.

 

Thrasher Funds è una società che gestisce un fondo di investimento che ha come target i componenti della Generation X e Gen Y, attraverso un approccio alternativo rispetto ai classici fondi di investimento. L’investimento infatti viene fatto su brand che l’investitore appartenente a quel target ama (Nike, Louis Vuitton, H&M, Google) e sul quale spende anche molti dei soldi. Il loro approccio è basato su quella che chiamano Demographic Convergence Thesis (DCT) e che unisce la competenza dei baby boomers con le informazioni che detengono gli appassionati di tendenze. Come potete vedere dalla foto e dal sito, la comunicazione (utilizzo del carattere gotico, foto cool etc..) è piuttosto interessante e decisamente alternative.

 

Personalmente considero la finanza come uno dei mali di questi tempi e una delle principali cause del declino di molti business, quindi non esprimo giudizi tecnici. Trovo tuttavia che Thrasher sia un esperimento dall’approccio innovativo

Update: Oggi anche il New York Sun dedica un articolo ai Thrasher Funds (ci ha forse copiato? :) )

7 Responses to “Finanza cool ?”

  1. andrea squinobal Says:

    Sono contento che si torni a parlare di advertising…Il sito che hai segnalato non l’ho ancora visto bene per mancanza di tempo, appena posso ci farò un salto. Sicuramente, si può trnquillamente dire, che la pubblicità abbia sdoganato il campo della finanza. Sempre più media introducono pubb. legate a banche, società di prestiti o finanziarie…staremo a vedere se adotteranno una linea classicona legata ai semplici prodotti offerti o se si indirizzeranno sulla vera creatività….

  2. Alp Says:

    “Personalmente considero la finanza come uno dei mali di questi tempi e una delle principali cause del declino di molti business”: complimenti Antheus, condivido totalmente questa tua opinione. e questo, molto più di eventi, iniziative e altro, mi convince ulteriormente del valore e della mentalità giusta che ha tutto il team di I-I. Tornando alla considerazione sulla finanza, voglio solo aggiungere un pensiero: si pensi solo che il calcio italico ha cominciato a essere sempre meno puro sport e più business corrotto, da quando alcune squadre si sono quotate in borsa. Penso che basti, insieme al fatto che, notoriamente, i piccoli investitori che provano a giocare in borsa sono notoriamente definiti “parco buoi”, ed è risaputo. Quindi ecco il livello etico dell’alta finanza.

  3. Paolo Convertito Blasio Says:

    interessante questo progetto..purtroppo la finanza è come una mare infestato dagli squali…business is business…

  4. Dario Ujetto Says:

    Caro Alp,

    il “parco buoi” è sempre esistito …..ti dicono niente i nomi Gualino, Morgan Stanley (il famoso fondatore di …) ecc ecc.

    Il declino di molti business è segno dei tempi e dell’incapacità di molti imprenditori….

    Detto questo il fondo dimostra di essere molto innovativo e verrà sicuramente premiato …

  5. Kissakì Says:

    Condivido la tua opinione sulla finanza sebbene sia uno dei principali oggetti dei miei studi. Per fortuna oltre agi studi esistono anche le passioni. Hai letto l’ultimo di Kevin Roberts? Immagino di sì altrimenti te lo consiglio. Lui afferma che il mercato stà cambiando io dico: non vedo l’ora che ciò avvenga.

    http://www.kissaki.splinder.com

  6. Alix Says:

    Lungi da me parlare di finanza, non me ne intendo e non mi interessa tanto da approfondirne la conoscenza, penso comunque che sia un’iniziativa interessante; uno sforzo da parte di una società che gestisce fondi di investimento nell’avvicinarsi al mondo giovanile.
    Però…non stupisce che guarda caso abbiano scelto principalmente la coorte della Generazione Y : da una parte c’è un’azienda americana;dall’altra la generazione in questione che identifica almeno 60 milioni di americani, la più grande coorte generazionale della storia americana, che spende almeno 1,5 miliardi di dollari all’anno in tecnologia. Per dire, sono andati sul sicuro.
    Avrei qualche dubbio su questa classificazione scelta a priori dato che, all’interno di una coorte, due individui possono differire quanto a fasi di vita, fisiografiche, effetti emotivi, socioeconomiche. Ma immagino siano supportati da una forte personalizzazione ad personam nel seguire gli investimenti…
    Baci

  7. Paolo Convertito Blasio Says:

    L’idea viene da lontano: a New York, nel 2004, contro gli 8 mila euro al metro quadro di canone della 55a Strada, sono comparsi i primi «vacant shop», boutique itineranti aperte il tempo necessario per esaurire la merce….il temporary shop sembrerebbe la nuova febbre commerciale milanese: negozi a tempo, aperti per un mese, al massimo due. Spuntano in spazi dismessi, vengono arredati con mobili di fortuna e garantiscono buoni guadagni…magari potrebbe anche I-I con il suo Independent movin’ store comparire in diverse città non solo in Italia….il lusso che scende in strada…è questo il contrasto….

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