Insert Coin
(di Antheus)
Nei prossimi post di questi blog vorrei anche segnalare casi italiani di aziende e singoli che sono riusciti, in modo indipendente e creativo, a mettere in piedi progetti concreti e originali, sfruttando le potenzialità di giovani talenti. Qualcuno potrà essere anche un nostro concorrente, ma che ce frega. Secondo noi la sana competizione significa rispettare l’avversario e anche applaudirlo quando se lo merita.
Piccolo inciso: è da molti anni che lavoro nel campo della comunicazione e del marketing e devo dire che, tranne poche eccezioni - Italia Independent, ad esempio – sono sempre piuttosto disincantato di fronte alle iniziative che vengono presentate in continuazione durante eventi quali Fuori Salone o alle mille conferenze stampa in cui spesso devo presenziare. E non per cattiva fede (anche se spesso questi eventi si rivelano un blablabla per avere visibilità sui giornali e aumentare l’awareness) ma anche perché so che ci sono sempre mille intoppi e ostacoli nel portare a termine un operazione complessa. Fine dell’inciso.
Fuori Salone 2007: Coin con il suo marchio Coincasa decide di diventare “editore di design” e propone a giovani designer italiani di creare dei prototipi di oggetti per la casa, oggetti leggeri, ironici ed economici (ad esempio non c’era la possibilità di fare degli stampi) che faranno parte della nuova collezione coincasadesign. I designer fanno parte della Squadra Italiana del Design, un gruppo di giovani designer messi insieme da Cristina Morozzi per “fare sistema” e rilanciare il design creativo italiano.
Questi prototipi vengono presentati, appunto, durante la settimana del design milanese e mi capita di vederli; alcuni di questi sono anche interessanti, altri sono cose già viste, comunque è una bella “collezione” di una trentina di oggetti.
I proclami sono roboanti, come si conviene in queste occasioni. I prodotti saranno in vendita in tutti i 65 punti vendita Coin sparsi in tutta italia, dicono. Ok - penso io - uno dei soliti buoni propositi che non riuscirà a vedere la luce. Invece, con mia somma sorpresa, i prodotti sono usciti nei negozi ad ottobre, dopo solo pochi mesi dalla presentazione.
Mi sembra già un ottimo risultato: per dire, un marchio come Coin poteva chiamare la solita star designer di turno e commissionarle il solito prodotto sempre uguale a sé stesso, invece ha voluto rischiare con giovani designer italiani. Complimenti.

November 23rd, 2007 at 1:22 pm
[...] Ciccsoft wrote an interesting post today!.Here’s a quick excerptInsert Coin November 23rd, 2007 (di Antheus) Nei prossimi post di questi blog vorrei anche segnalare casi italiani di aziende e singoli che sono riusciti, in modo indipendente e creativo, a mettere in piedi progetti concreti e originali, sfruttando le potenzialità di giovani talenti. Qualcuno potrà essere anche un nostro concorrente, ma che ce frega. Secondo noi la sana competizione significa rispettare l’avversario e anche applaudirlo quando se lo merita. Piccolo inciso: è da molti anni ch [...]
November 23rd, 2007 at 1:40 pm
bellissimo lo zerbino in cocco e la sedia con sgabello “tutto fiori”…Complimenti a coin per la scommessa fatta, sperando che i prodotti in questioni riescano a vendere e a trasformare questa sfida italiana in un successo.
November 23rd, 2007 at 2:32 pm
Devo essere sincera: alcuni prodotti sono veramente osceni!! Di altri, invece, me ne sono subito innamorata… W lo zerbino!!
November 23rd, 2007 at 2:33 pm
bravo ai coin, che danno lavoro a sti disgaziati di creativi……..gente che vivrebbe sotto i ponti altrimenti.ciao ivanoz
November 23rd, 2007 at 2:35 pm
ma guardando bene, non e’ che hanno studiato all’ikea?ciao ivanoz
November 23rd, 2007 at 3:27 pm
Credo che l’operazone Coin sia rivolta ad un piu’ ampio disegno di svecchiamento del marchio con prodotti di design Italiano, giovane e basico nella funzione e nel prezzo (forse per intaccare un po’ di Ikea?)….secondo me sono sulla giusta strada!
Ciao
November 23rd, 2007 at 4:31 pm
X ivanoz: sarei curioso di sapere di cosa ti occupi, visto che “sti disgraziati di creativi” non li sopporti proprio.
Ciao
November 25th, 2007 at 5:50 pm
in Italia si parla di giovani designer, ma nella Nazionale Italiana di Design sono tutti over 40, e non sono nomi presi così a caso.
Iacchetti e Ragni sono due Compasso d’Oro con il “Moscardino”, Mriam Mirri è un delle pià quotate designer donna nel paese ecc ecc…quindi il rischio non è che ci sia stato.
November 26th, 2007 at 10:02 am
skeggia: non e’che non sopporto sti creativi,e’ solo che non vedo la genialita’ nelle cose che fanno, negli asili italiani ,quando lasciano liberi i bambini di creare, fanno delle cose incredibili……..(6/7anni)…….questi bimbi non hanno studi alle spalle e master da 13000 euro, ma creano con gusto e sponteanita’.
November 26th, 2007 at 11:31 am
X Dimitris
Hai perfettamente ragione quando parli di rischio calcolato……ma mi sembra che l’operazione COIN sia un grande passo in avanti spt perchè è importante che le poche aziende italiane nel retail comincino ad investire sul design e la creazione originale……..è probabile che il successo dell’iniziativa apra, nei prossimi anni, anche a designer realmente esordienti…..
November 26th, 2007 at 3:52 pm
è la dinamica del 2.0 e degli user generate content, no? cioè, idee fresche a basso costo.
November 26th, 2007 at 5:46 pm
Alcuni pezzi apprezzabili (carina l’idea dietro la poltrona Soufflè), altri meno.
E’ vero, alcuni designer erano già conosciuti, ma credo che nel complesso sia un’iniziativa interessante…in ogni caso ha dato un’importante chance a chi inizia a muovere i primi passi in questo campo, e ha anche concesso a coloro un po’ più “rodati” di avere un ritorno d’immagine presso il pubblico di massa, dato il target al quale la catena Coin si riferisce.
Molto apprezzato e da segnalare l’uso di materiali ecologici fatto da alcuni.
Qualsiasi altro distributore di suppellettili per la casa avrebbe potuto farlo, ma l’idea questa volta è venuta ad una catena per la grande distribuzione. Che si è buttata in quest’avventura…sempre meglio che far niente…
Un bacio
November 27th, 2007 at 1:16 am
Avete regione. I designer non sono così giovani, ma sono molto italiani. Nel senso, l’idea della squadra italiana del design è stata fatta per “fare sistema italia” nei confronti delle star designer del nordeuropa, molto richieste dallel aziende italiane.
November 27th, 2007 at 10:01 am
Non so come funziona nel campo del design ma noi architetti veniamo definiti “Giovani” fino al compimento del 50esimo anno di età!!!!! Infatti per l’Almanacco di Casabella, che raccoglie i migliori progetti di Giovani Architetti Italiani, l’età massima per partecipare alla pubblicazione è 50 anni!!!
Quindi “largo ai giovani” o “allarghiamo il concetto di gioventù”!!??
November 29th, 2007 at 9:04 pm
solitamente nei concorsi di design per studenti e giovani il tetto massimo sono i 35 anni…mah
May 14th, 2008 at 6:33 pm
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