#mod.151M-W Pezzi unici I-I // Giacca sartoriale in Cordura
(di Antheus)
Vogliamo essere chiari fino in fondo. Quello che abbiamo fatto qui è un azzardo, ma è anche il pezzo unico di cui andiamo più fieri. Ed è quello che forse meglio sintetizza il progetto Italia Independent: un progetto fatto di sperimentazione, mix di innovazione e artiginalità, ricerca di materiali, stile, nuovo lusso, desiderio di non sottostare alle solite convenzioni di mercato. E azzardo, appunto.
Non voglio tediarvi con la descrizione particolareggiata sui materiali, sul processo produttivo, sui fornitori e sulla difficoltà di mettere insieme lavorazioni sartoriali e materiali tecnici - a tutto questo ci penserà (senza tediarvi, peraltro) il buon Renato Montagner, designer di I-I, attraverso una serie di video che presto saranno on line - ma, semplicemente, cercare di farvi capire l’originalità di questo pezzo unico I-I.
Se la si vede da lontano sembra una bella giacca da smoking, man mano che ci si avvicina però si nota che questo tuxedo, specialmente se portato sbottonato, ha una consistenza e una vestibilità particolare che lo fa assomigliare più a un capospalla che ad una giacca da gran galà. Il materiale con cui è fatta questa giacca è il Cordura, un tessuto tecnico estremamente resistente della DuPont, che viene accoppiata a una membrana antivento. Il taglio e i dettagli sono invece classici e tipici delle grande tradizione sartoriale italiana.
Insomma è un tuxedo, ma è anche un capospalla; si può indossare alla serata dei consegna dei Nobel (serata alla quale tutti voi avrete di certo partecipato, almeno una volta) o quando si va in scooter in città.
Sento già le critiche sul prezzo alto e poco accessibile. Non voglio mettermi qua a difendere punto per punto, ma dico solo: partite da una giacca da smoking e provate e trovare un capo paragonabile a questo, con la stessa dovizia di particolari eccellenti. Azzardiamo a dire che forse non c’è.

November 21st, 2007 at 2:34 pm
Mi ha affascinato molto la descrizione fatta da Renato sulla sua confezione, il sapere del sarto giapponese che cuce la fettuccia senza arricciarla….. la freschezza e la morbidezza del tessuto!
Un bel lavoro, frutto della collaborazione di molte mani, che riesce a dimostrare come si possa rivisitare un capo iper-classico ed adattarlo per la vita di ogni giorno.
November 21st, 2007 at 2:47 pm
una cosa è certa: si tratta di un capo dotato di tutte quelle caratteristiche tecniche che lo rendono unico. ma la sua unicità va oltre. esso incarna un’idea, una filosofia di vita.quella secondo la quale l’esistenza va vissuta da protagonista pur senza suscitare immediati clamori , lasciando di sè il ricordo di una persona unica, gentile,ma assolutamente ferma nelle prorie convinzioni (anche)estetiche.una persona che si può certo aver voglia di rivedere.perchè si distingue per natura e non per chiasso, perchè ti pone delle domande a cui non sai rispondere . e dunque ti affascina.
ho sempre cercato capi cosi.capi che in primis parlino con me e poi di me agli altri come io lo desidero.
di certo sarà un capo che vorrò provare .
November 21st, 2007 at 2:48 pm
una giacca perfetta! comoda e performante….
November 21st, 2007 at 2:50 pm
per il prezzo no comment ho visto di molto peggio, la giacca l’ho vista dal vivo e mi è piaciuta appunto per questo dico che perde molto buttata lì su cosa…un tavolino, per terra?
fatela vedere addosso a qualcuno anche un manichino sarebbe meglio di così…
November 21st, 2007 at 3:34 pm
Bella, la giacca, mi piace moltissimo, e, anche se io non me la posso permettere, non posso negare che l’idea é quantomeno originale.. Insomma, mica male, fabbricare giacche in tuxedo..!!
November 21st, 2007 at 4:08 pm
chi nomina chi mi nomina? A mani chino e/o non mai chi ? hi camino !!!
Mi offro insomma…..
November 21st, 2007 at 5:27 pm
a un manichino come a mani chine preferisco il chinino o no?
November 22nd, 2007 at 10:58 am
Complimenti ! non conoscevo qusto sito e Blog ! bello !!!!
bravi !
November 22nd, 2007 at 12:25 pm
kissi e kinnò, kissà?
November 22nd, 2007 at 1:35 pm
ma è un pezzo unico? dovremo litigare per averlo, allora.
November 22nd, 2007 at 2:40 pm
BELLA!!!!!!!!!
MA QUANDO LA VEDO INDOSSATA SU LAPO MI SANGUE!!!!!!
LO GRADIREI SENZA NULLA SOTTO!!!!!!!!!!!!
DAI LAPO , METTI SUL BLOG LA TUA FOTO A PETTO NUDO CON LA GIACCA
TI PREGO!!!!!!!!!!!
MA CHISSÀ!
CIAO
r.
November 22nd, 2007 at 4:13 pm
Ah bello…adesso ditemi che è peggio un The First che fa polemica di una raffy che spara queste stronzate.
November 22nd, 2007 at 6:13 pm
non fare domande sciocche!
November 22nd, 2007 at 6:57 pm
noto con piacere che il blog si sta animando di simpatici umoristi..
(raffy.. che tristezza!)
November 22nd, 2007 at 7:03 pm
caro Antheus
non me ne parlare tra serate Nobel, Oscar e sedute all’ONU non so più come fare
e alla bocciofila i soci protestano
:))
bon fin semana
November 22nd, 2007 at 7:28 pm
Per favore, non applicate alla lettera il commento di RAFFY…
Cmq la giacca sarebbe un ideale regalo di natale, peccato che costi così tanto!!!!!!
Va bene che usate dei materiali innovativi, però… mannaggia che prezzi!
Essendo una studentessa universitaria, col cavolo che posso permettermi degli oggetti del genere.
November 22nd, 2007 at 8:10 pm
Indiscussamente il pezzo migliore visto…. assieme ad un grande Renato che saluto affettuosamente…. Renato, inventati un altro oggetto, ma sul tempo…. pensa ad un orologio…..
November 22nd, 2007 at 8:22 pm
@ SEMPRE X RENATO…… i famosi vasi te li sei inventati prima della nascita di Italia Independent o mi sbaglio?
November 22nd, 2007 at 8:58 pm
the first : ATTACCA , ATTACCA RAFFY…..sono con te…..almeno da te qualcosa si impara.ciao ivanoz
November 22nd, 2007 at 9:01 pm
LA GIACCA E’ STREPITOSA………….PREZZO COMPRESO………….COMUNQUE STREPITOSA.almeno una cosa vi e’ riuscita alla grande.ciao ivanoz
November 22nd, 2007 at 9:13 pm
Oh ma siamo sempre i soliti a scrivere…. e che siamo una comunità ebraica…. ti proto cavoli….
November 22nd, 2007 at 11:13 pm
La giacca è veramente splendida, è “IL” CAPO che sempre dovrebbe essere tenuto in un guardaroba… E’ “quel” pezzo che permette di distinguerti tra gli altri, sempre e comunque… Complimenti davvero…
Francesca
November 23rd, 2007 at 12:20 am
Evitando ogni sterile polemica sul prezzo, oggettivamente la giacca è fatta bene; materiali scelti con cura, attenzione al particolare, ottima vestibilità ricercata, così come un eccellente Renato ci ha spiegato qualche settimana fa.
Devo dire però che questo capo mi lascia un po’ dubbiosa, sicuramente mi convince di più la Giacca Garibaldi. Splendida vista indossata, nuova, giovanile, molto più easy. Al contrario della giacca in questione per la quale penso sia necessario avere un minimo il “physique du role” per portarla con disinvoltura…per lo meno nel caso si decida di indossarla per andare allo stadio….
Un bacio a tutti.
November 23rd, 2007 at 1:27 am
In questo caso piu che le physique du role,credo che ci voglia molta classe ed eleganza innata per indossarla….. che ha queste caratteristiceh potrebbe pure indossarla anche con un paio di jeansacci strappati e risultare di uno chic affascinante…. la giacca Garibaldi la trovo Dandy….. alla Lapo.
November 23rd, 2007 at 9:49 am
Fantastica la giacca. Sicuramente permette di uscire fuori dall’anonimato.
Come direbbe Seth Godin può essere definita la Mucca Viola!!!
November 23rd, 2007 at 10:01 am
il mio ragazzo non è quello che si chiama un adone, quindi diciamo che non ha il fisique du role di cui parlate…però spende una quantità vergognosa di soldi per vestirsi e vi posso assicurare che se un capo è fatto come si deve non è necessario un fisico di un certo tipo basta non essere oscenamente bassi, o avere spallucce da donna.
November 23rd, 2007 at 10:03 am
Trovo bellissima e “grintosetta” anche la giacca Garibaldi…A mio avviso, comunque, entrambi i capi si possono portare con disinvoltura e sono indicati per ogni occasione: li puoi abbinare bene con tutto, jeans piuttosto che pantalone elegante, camicia piuttosto che t-shirt; si possono indossare tranquillamente avendo quel “che” in piu’, quella ricercatezza del particolare che ti fa notare e distinguere.
Bacio e buona giornata
Francesca
November 23rd, 2007 at 10:40 am
si si nudo nudo nudo ! ! ! ! !
me fa sangue me fa . . . . .
è un capo che mi fa perdere il capo, capo do c…o ! ! ! ! !
November 23rd, 2007 at 12:08 pm
La giacca mi piace moltissimo, penso che sia di una vestibilità unica!!!
Io la metterei con un paio di jeans, una t-shirt bianca e un paio di Vans….
Lapo me ne regali una??? Scrivimi a senzaidea@hotmail.com e ti mando il mio indirizzo!!!
Fammi un regalo per Natale, visto che io guadagno poco più della metà del costo della giacca e non posso proprio comprarla!!!
Spero di indossare la giacca sartoriale in Cordura per Natale.
Un saluto a tutti
November 26th, 2007 at 1:32 pm
“sterili polemiche sul prezzo”, “già sento commenti sul prezzo” “prezzo strepitoso”………….
ragazzi inutile nascondervelo, o forse nascondercelo (mi piace molto ciò che state facendo) sui prodotti I-I il problema del posizionamento esiste,
non solo in quanto tale, ma in forma di concetto…
francamente da Lapo e co. mi sarebbe piaciuto un nuovo concetto di lusso, accessibile a tutti,
e non uno così autoreferenziale (non che la moda non lo sia…)
un paio di occhiali da mille euro forse vanno bene per lapo john e oceano :), ma per persone che vivono la moda ed il design, che lavorano nella moda e nel design, che “sudano” la moda ed il design come posso essere io e mille altri ragazzi, ritengo che il concetto di prezzo dei vs prodotti sia un prezzo molto eighties, ovvero per valere qualcosa devo costare qualcosa…
November 26th, 2007 at 4:42 pm
Definizione di LUSSO : sfoggio di ricchezza, di abbondanza; la ricchezza, l’abbondanza stessa; si dice di ciò che costa molto ed è fatto con cura, con finezza particolare, specialmente se non è strettamente necessario.
Ovvero l’antipode di massa, o è di lusso o è accessibile a tutti. Insieme non possono coesistere.
Si continua a parlare dei famosi occhiali da mille euro, i Sever, più una provocazione che un prodotto reale. Nessuno dice che I-I ha prodotto 9 modelli diversi di occhiali, tra i quali ben 8 costano sulle 300 euro….senza contare poi che un paio di Gucci, per dirne uno, costano almeno, almeno, 200 euro….e hanno le stanghette fatte in plasticaccia, in serie….
Un bacio
November 26th, 2007 at 4:47 pm
@Antheus: domanda che non c’entra nulla con l’argomento qui trattato.
Presso i vostri retailers è già possibile acquistare tutti i modelli che avete presentato su internet o avete deciso di lanciare prima alcuni modelli per poi mettere successivamente a disposizione anche gli altri, in base alle richieste e alle vendite dei primi?
Altra domanda, esiste un altro modello dei Sever in acetato e non in carbonio?
Grazie.
November 26th, 2007 at 10:36 pm
Perdonami Antheus, quando parlo di tutti i modelli mi riferivo agli occhiali..mi sono accorta di avere omesso l’argomento principale! Sorry!
November 27th, 2007 at 1:24 am
ALix: I modelli saranno disponibili nei negozi dalla seconda settimana di dicembre.
Il modello 053 http://www.italiaindependent.com/ita/?p=view_product&id=21&idCat=2 .
Fabio: il prezzo alto non è solo posizionamento. Dietro questi prodotti c’è una lavorazione complessa e c’è una ricerca dei materiali unica; per dire, i due prodotti premium - gli occhiali in carbonio e la giacca in cordura - sono realmente due pezzi unici. Non esiste un prodotti simile.
November 27th, 2007 at 10:23 am
Antheus/ALIx E’ proprio ciò che intendevo…far convivere gli antipodi, deve essere questa una delle mission dei giovani addetti ai lavori di oggi..
Katie Grand (EDITOR IN CHIEF DI POP) in Inghilterra con il suo progetto per RED è riuscita a farlo: si possono trovare capi di calvin klein, borse di mulberry e scarpe Pierre Hardy (tra glia altri) a due lire (sterline:))..
credo I-I abbia le potenzialità per rappresentare un qualcosa di diverso,
Antheus sono stato alla vostra presentazione a Milano, ho visto i pdt e non posso che essere dalla tua parte:sono unici.
Ciò che vorrei rappresentasse I-I è un qualcosa che definirei LUSSO concettuale…
un qualcosa che non affiancherei come idea al 3 stelle michelin, ma allo sconosciuto ristorante su una baia quasi totalmente da scoprire che pesca pesci e aragoste “proprio li davanti” e te li serve freschissimi e ad un prezzo giusto……il lusso sta nell’avere il tempo di scoprirlo, di fermarcisi, di gustarlo…
let me know
November 27th, 2007 at 5:23 pm
L’esempio citato, la designer Katie Grand, riassume bene i due antipodi. Prendendo le redini del brand Mulberry, la Grand vuole realizzare dei prodotti alla moda, di alta qualità, e non di lusso, alla portata di tutti. Ma non dimentichiamo che la designer ha lavorato e lavora come stylist per brand come Prada, Miu Miu, Fendi, Armani, Bottega Veneta, Gucci, Louis Vuitton..non certo così alla mano.
Stesso discorso si può fare per Roberto Cavalli. Oltre ai suoi brand, ha lanciato una linea per H&M, un grande successo alla portata di molte ( i prezzi di alcuni prodotti raggiungono comunque anche i 200 euro, abbastanza alti per una catena di grande distribuzione ). Non riuscirei comunque a definire questa iniziativa come un “lusso alla portata di tutti”, anche perchè i vestiti realizzati non hanno le stesse rifiniture e gli stessi materiali usati per creare i prodotti del suo brand.
Spesso capita che stilisti, designer, architetti famosi realizzino dei prodotti per il grande pubblico, diversi dalla loro produzione abituale. Ma riterrei le due cose ben distinte; da una parte c’è il lavoro definiamolo di lusso; dall’altro ci sono queste iniziative limitate che vanno incontro ai più.
Il lusso in quanto tale è esclusivo, è qualcosa alla quale non tutti possono auspicare; quando perde le sue caratteristiche cessa di essere tale…e non coinvolge per forza l’acquisto di un prodotto di qualsiasi genere esso sia…il lusso potrebbe anche essere prendersi una giornata del tutto libera dal lavoro a metà settimana per stare con la propria famiglia…
Un esempio di un prodotto veramente di lusso? Sempre restando in tema Cavalli, un paio di occhiali da sole realizzati in numero limitato, il cui astuccio si trasforma in una pochette dorata da sera.
E’ bella l’idea di un lusso concettuale, ma l’aspetto razionale e i numeri del marketing non sono mai da trascurare. Un prodotto come gli occhiali di I-I realizzati in carbonio, materiale prezioso e costoso, frutto di un’elaborata lavorazione fatta interamente a mano da esperti artigiani, piuttosto che la borsa cucita con il filo Kevlar, utilizzato per i giubbotti antiproiettile, chiusura in cerniera waterproof, manici collegati con placche di carbonio fissate con viti di acciaio, non può essere di massa e costare mediamente poco. C’è tutto un lavoro dietro, delle spese alle quali i produttori vanno incontro, che fanno sì che i prodotti logicamente debbano costare.
Credo che il vero lusso di Italia Independent sia anche riuscire a creare dei prodotti interamente nuovi con una commistione di materiali preziosi e provenienti da diversi campi, mai vista prima.
A proposito, quando trovi il ristorante fammi sapere quanto ti fa pagare l’aragosta..
Senza polemica.
Un bacio
November 27th, 2007 at 5:30 pm
Grazie Antheus. A dir la verità la mia domanda nasce dalla visita presso uno dei vostri retailer questa domenica. Buona conoscenza dei prodotti, spiegati discretamente, collocati in posizione di rilevanza nel negozio, ma forse un po’ di confusione sulla tempistica della distribuzione e sulla gamma completa dei prodotti.
November 27th, 2007 at 7:15 pm
Alix..mi sa che non condivido il tuo discorso secondo il quale il lusso deve per forza essere affiancato da un prezzo alto/altissimo…il concetto di lusso oggi se ci fai caso sta cambiando e si sta affiancando sempre più al taylor made piuttosto che all’estremamante costoso.C’è un ritorno al vestito su misura che spesso (molto spesso) costa meno di un vestito di un marchio famoso….anche li la libidine sta nel trovare il sarto giusto, trovare il produttore di stoffa…etc etc..
Il lusso di oggi è meno provinciale del lusso di una volta dove per essere considerato di lusso doveva avere un brand ben leggibile…
I-I sta cavalcando questa tendenza senza ombra di dubbio…
In riferimento a ciò che ha fatto la Grand, guarda che è estremamente diverso dall’operazione di cavalli, dove come dici tu si può notare il materiale meno bello rispetto allo standard…
nei prodotti red/grand la qualità è estremamente alta..
cmq mi piacerebbe sentire l’opinione di antheus…
baci
l’aragosta l’ho pagata $ 25
November 27th, 2007 at 8:17 pm
Oggi una definizione di lusso è molto difficile da dare.
Anche perchè - grazie al cielo, dico io - non c’è più bisogno di darla.
Voglio dire, un tempo era necessario definire il lusso perché, sulla base di questo, si poteva definire un mercato piuttosto vasto e da lì iniziare a fare tutti i ragionamenti di marketing del caso (segmenti, target, tassi di crescita etc…). E tutto questo veniva confezionato e proposto al consumatore che passivamente adeguava i propri gusti e i propri desideri a ciò che il mercato gli offriva.
Oggi tutto questo non vale più.
Le persone creano il mercato secondo i loro gusti, bisogni ecc… (discorsi fatti mille volte in questa sede..). E quindi anche il concetto di lusso è diventato assolutamente soggettivo, perciò c’è chi come fabio intende un lusso concettuale, chi un lusso formato da prodotti di qualità e eccellenza, chi il lusso caro e ostentativo.
Oggi Vale tutto.
November 28th, 2007 at 1:13 pm
In questo Fabio, devo proprio darti ragione. Il lusso di oggi è sicuramente meno provinciale, anche se (perdonami il termine) qualche “pacchianata” in giro la si vede ancora.
Posso essere concorde sul fatto che un lusso taylor-made stia sempre più prendendo piede; in effetti, avere la possibilità di farsi realizzare qualcosa su misura è sicuramente un lusso.
Il problema è che tu parli di un lusso fatto-su-misura che non è per forza estremamente costoso. A mio parere, se l’equazione taylor-made+brand porta sicuramente ad un prodotto molto caro (nonostante ritenga che la maggior parte dei casi continuino ad essere soldi mal sprecati), l’equazione taylor-made+no brand rischia in ogni caso di essere comunque un prodotto adatto alla tasche di pochi.
Per quanto ho visto finora, le due cose sono abbastanza simili. Hai parlato di vestito su misura, ti rispondo con un abito da uomo fatto su misura..beh, spesso accompagno mio padre quando fa acquisti; per il suo lavoro deve essere sempre impeccabile e ho visto quanto costa un abito fatto su misura scegliendo stoffa e tutto…e ovviamente non parlo di negozi di marche famose…
Comunque credo che a questa nostra simpatica e piacevole querelle abbia risposto esaustivamente Antheus, quando dice che è difficile oggi trovare una definizione di lusso . E io e te ne siamo l’esempio lampante. Tu la vedi in un modo, io un po’ diversamente. Ma oggi vale tutto.
A proposito di made in Italy e lusso : http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/11/27&id=21610&categoria=servizio&from=tg5
Un bacio
P.S. un’aragosta a 25 dollari?…Ah, in America quindi?…..il mio gusto personale purtroppo mi porta ad essere un’accanita sostenitrice del cibo e della cucina made in Italy….
In effetti ora che mi ci fai pensare, anch’io mi concedo un piccolo lusso culinario a poco : mangio solo pesto fresco fatto da una cara amica che possiede un pastificio in Liguria.
Anche questo è un lusso no?
November 28th, 2007 at 1:26 pm
oltretutto e’ insopportabile il luogo comune “il mondo del lusso”…ma che cos’e'? ecco una bella domanda…
November 28th, 2007 at 4:00 pm
il lusso e’ fatto per chi non ha personalita’…………..ostentare per farsi ammirare…….e questo succede nella nostra societa’ a vari livelli…….. comunque sotto il livello di intelligenza.ciao ivanoz
November 29th, 2007 at 4:30 pm
Alis è prorpio ciò di cui parlavo mi hai capito perfettamente..vedi è la direzione in cui vorrei andasse il lusso ma anche I-I…poi devo anche dirti che da quando ho letto gli interventi di McR e ivanoz sono più informato e tranquillo rispetto a cio che mi circonda.
W LA CUCINA ITALIANA..SEMPRE
a presto
fà
November 29th, 2007 at 8:08 pm
@Antheus : perdonami il disturbo, ma volevo sottoporre alla tua attenzione una curiosità che ho letto sfogliando un famoso giornale di moda.
http://www.urbahia.fr/article.php?type=resume&id=26&PHPSESSID=bbdcdf38e7188a27bde2efc1cd86f932
Come potrai leggere, vengono usati dei termini che ricorrono spesso nelle descrizioni di alcuni pezzi I-I, come taglio sartoriale, capi tecnici…( anche se l’impermeabile in questione sembra più un sacchetto della spazzatura..). Il brand francese arriva ora anche in Italia, tra l’altro in alcune boutique famose scelte anche da voi come retailer.
Credi che lo stile di I-I sia precursore o abbia saputo cogliere una tendenza che nel mondo della moda si stava già affermando a livello globale, (fermo restando che I-I l’abbia interpretata in maniera del tutto personale e particolare)?
Grazie
November 30th, 2007 at 2:27 pm
non credo si posso paragonare Urbahia con I-I..non sono affatto belli i prodotti di questo marchio francese…
November 30th, 2007 at 10:50 pm
Infatti Paolo non voleva essere un paragone, non sarebbe possibile.
A mio parere sembra più che questo marchio francese abbia realizzato prima un tessuto resistente all’acqua e poi l’abbia cercato di adattare “alla bene e meglio” al corpo di una persona.
Ho voluto riportare il caso solo perchè mi aveva incuriosito la descrizione (”L’idea tutt’altro che scontata : realizzare capi tecnici e impermeabili al 100%, con un appeal moda e un taglio sartoriale impeccabili.”) e la scelta di alcuni retailer che, per pura coincidenza, sembravano rimandare allo stile di I-I.
Tutto qui, niente paragoni nè malizia.
December 1st, 2007 at 3:21 pm
ivanoz,the first chi siete voi per giudicare una frase che ho scritto!!!
mi andava di dirla e l’ho scritta, un pò come voi che continuate a dare giudizi senza senso.
ke dire! senza parole!!!!!!!!
non voglio abbassarmi al vosto livello, quindi
ciao
r.
December 3rd, 2007 at 5:24 pm
raffy@: ma che ti incazzi a fare?………….prendi la vita con allegria.ciao ivanoz