Virtual Insanity

(di Antheus)

Per chi, come me, in gioventù è cresciuto con pane e fantascienza, la parola “ologramma” rimanda ad un immaginario fatto di Star Trek, racconti di Philip Dick e mondi futuribili. In realtà oggi l’ologramma è una realtà consolidata e molto utilizzata per l’organizzazione di eventi: ricordo che anni fa la Fiat per la presentazione della Grande Punto utilizzò una gigantesca installazione in 3D che rappresentava la vettura.

Leggo sul Wall Street Journal dell’altro ieri e sul sito di Business Week che la prossima settimana a New York, durante la Fashion Week, marchi come Target utilizzeranno ologrammi in 3d, al posto della classica sfilata con modelle in carne e ossa, per presentare i loro prodotti. Da quello che leggo pare che la definizione dell’immagine sia oggi praticamente perfetta.

Ovviamente tutto ciò se da un lato è esaltante e fa pensare ad un futuro pieno di piacevoli sorprese, dall’altro segna un preoccupante sorpasso del virtuale sull’esperienza del reale e, soprattutto, del materiale, sorpasso che col passare del tempo sarà sempre più incisivo.

32 Responses to “Virtual Insanity”

  1. sandra Says:

    Ciao Antheus,
    ormai il mondo virtuale fa parte del nostro vivere di oggi. Hai fatto caso a Second Life? E’ il mondo virtuale per eccellenza dove ognuno può fare tutto quello che forse nel mondo reale, per un motivo o per un altro, non riesce a fare. Io, per esempio, ho creato una piccola azienda e sono soddisfatta perchè credo di aver realizzato un piccolo sogno che vive solo nel mondo virtuale. Credo che il mondo virtuale rappresenti spesso ciò che la realtà non può essere: in second life riesco ad essere ciò che nella realtà non sono. La mia unica preoccupazione è che si arrivi ad un punto dove realtà e finzione si confondono, per cui è bene tenere le due cose separate e distinte.
    Come immagineresti Italia Independent su second life? Diversa da com’è adesso?
    A presto,
    con affetto Sandra

  2. ramy Says:

    Beh per una società come la nostra dove siamo bombardati da continui stimoli visivi..preoccuparsi che l’esperienza virtuale abbia sorpassato l’esperienza reale è uno dei mali minori considerando oltretutto che ormai la soglia tra virtuale e reale è minima…e poi come diceva Joseph Joubert L’immaginazione è l’occhio dell’anima…

  3. luigi f. Says:

    si ok, ma in fondo in fondo, cosa ci potrà riservare di nuovo il virtuale rispetto a quello che già abbiamo l’opportunità di vedere? Penso poco… I sentimenti e gli umori per fortuna non viaggiano in 3D….

  4. The First Says:

    L’ idea dell’ ologramma è molto bella, può essere molto utile per creare cose che possano attirare sempre di più, è un modo per sfogare la fantasia secondo me.

    Secondlife…io considero Secondlife sostanzialmente una grande puttanata, vi prego non finite su Secondlife pure voi perchè uccidereste tutto il vostro “credo” immediatamente. Considerato che anche per Secondlife non valgono troppi discorsi filosofici (perchè è un’ altro modo per fottere soldi), penso che sia semplicemente una moda, ora va di moda approdare su Secondlife, fra 100 anni andrà di moda farsi la passeggiata sulla Luna, io preferisco farmi la mia vita reale piuttosto che essere il Re di un popolo virtuale…io lo trovo parecchio frustrante. Ho sentito che molte aziende sono su Secondlife, come Gabetti…ma ho anche sentito che il primo anno non ha fatturato granchè, qualcosa sull’ ordine di qualche migliaio di euro. Ok che siamo solo all’ inizio, ma Secondlife comunque secondo me è ottima solo per farsi pubblicità, non tanto per guadagnare. Poi se c’è qualcuno che è capace di guadagnarci i miliardi, tanto di cappello…
    Però bisogna considerare anche una cosa: data la tendenza della gente a farsi coinvolgere dal primo stupido stimolo che gli viene messo davanti, se sfruttata bene anche Secondlife può diventare un ottimo mezzo di pubblicità. Io…personalmente…preferisco fare altro, ma questo è solo il mio parere.

    @Antheus: per quello che ho capito io Secondlife è si un nuovo modo di comunicare(e quindi può rispecchiare il vostro pensiero) ma è anche troppo fenomeno di massa…e quindi contrario al vostro modo di esere…no?

  5. Paolo Convertito Blasio Says:

    hanno scoperto il volto di Bansky…

  6. Gaetano Marano Says:

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    .
    PER NOSTRA (O LORO) FORTUNA, OGGI GLI OLOGRAMMI 3D RICHIEDONO ANCORA DELLE PERSONE REALI PER GIRARE LE SCENE, MA LA CREAZIONE SU COMPUTER DI PERSONE TOTALMENTE “SINTETICHE” E PERFETTAMENTE REALISTICHE (OVVERO, NON DISTINGUIBILI DAL VERO) E’ MOLTO VICINA… TUTTAVIA, GLI ATTORI DEI FILM E LE MODELLE DELLE SFILATE NON RESTERANNO SENZA LAVORO, DEVONO SOLO DIVENTARE PROGRAMMATORI E GRAFICI DI CUI CI SARA’ UNA SEMPRE MAGGIORE RICHIESTA… :)
    .
    VI SEGNALO UN IDEA INTERESSANTE RIGUARDANTE IL POSSIBILE USO DI UNA NUOVA FIAT 500 PER REALIZZARE UN AUTO ELETTRICA A LUNGA PERCORRENZA GRAZIE A DELLE BATTERIE SOSTITUIBILI COME QUELLE USATE NEI TELEFONI CELLULARI, CHE HO CHIAMATO “cellphoneCAR”: http://www.gaetanomarano.it/articles/033cellphoneCAR.html
    .
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

  7. Antheus Says:

    Vi dico come la penso io su Second Life.
    Ad oggi su SL la penso come the first, una grande puttanata. Penso anche però che il futuro della rete stia da quelle parti là.
    Oggi SL è una macchina da soldi un po’ acchiappa-citrulli. Un hype dato in pasto ai media o alle aziende che vogliono cercare di stare al passo con i tempi, quelle che vogliono le novità senza capire se sono più o meno utili.
    E’ una puttanata perchè all’interno di un “luogo” SL non possono starci più di 80 utenti per volta. E lo è per altri mille motivi.
    Credo che il web abbia ancora molte carte da giocare, ma una volta che le ha giocate tutte, il passo successivo sarà quello di trasferirci noi “fisicamente” dentro la rete, con avatar o con quello che ci sarà.
    I-I non si sogna nemmeno di andare su SL per vari motivi: perché dobbiamo ancora sperimentare tutti i tool della rete e poi perché, quando è possibile, vogliamo far sì che le persone entrino in contatto fisico con i nostri prodotti.
    Per dire, l’invito alla presentazione dei 12 pezzi unici alla stampa s’intitolava “Si prega di toccare”!

  8. m.g. Says:

    concordo con Antheus su second-life: una puttanata, sebbene non sia da sottovalutarne il potenziale.

    Trovo necessario ai fini della discussione, porre però un distinguo tra “virtuale” e “ologramma”; mi spiego: la virtualità è un concetto che ha molto a che vedere con l’astrarre, partire cioè da un dato sensibile-fisico per idearne un corrispettivo migliore; con lo scopo di prescindere dai vincoli reali e tangibili e approdare ad un concetto di “passaggio” più immediato. In questo senso, la virtualità ha notevoli influenze nella vita di ogni giorno: la Borsa, la pubblicità, la rete, e quant’altro, sono tutte dimensioni “virtuali” con le quali si cerca di meglio gestire la realtà (corrispettivamente, il denaro, il prodotto, la comunicazione).

    L’uso degli “ologrammi” è una dimensione ulteriore, che sta trovando applicazioni vantaggiose nell’ambito della medicina, dell’ingegneria meccanica e dell’architettura (vista come ottimizzazione dello spazio). Lo scopo di fondo è il medesimo: si vuole, tramite la tecnologia, meglio incidere sulla realtà.

    Alla luce di quanto detto, mi trovo quindi in disaccordo con Antheus; il sorpasso del virtuale sull’esperienza del reale-materiale non avverrà mai, essendo il primo finalizzato al secondo: un menù può essere un “ologramma”, farmi vedere un panino al prosciutto, in modo che io ne possa valutare tutti i parametri, ma per nutrirmi devo (e dovrò) necessariamente mangiare un panino “materiale”. Dunque niente inutili allarmismi!

  9. McR Says:

    Antheus: condivido pienamente,inoltre da quello che so la creazione di spazi commerciali e business su SL e’ stato un flop completo.
    Ciao!

  10. luigi f. Says:

    antheus: stai parlando del futuro e ti apprezzo! Buona parte dei tuoi ragionamenti, però, sono legati all’esistenza di infrastutture fisiche e reali che la tecnologia è già in grado di fornire, ma tarda a fornirci. Penso al Wimax… la libertà di vivere in movimento dentro e fuori la rete……… una chimera….

  11. Paolo Convertito Blasio Says:

    per quanto riguarda le sfilate ritengo che non si possano sostituire le modelle con degli ologrammi, è un sacrilegio…second life non mi piace in primis perchè fa schifo la grafica e in secundisi perchè la vita è già piena di gente falsa..e quindi un caos tremendo..mario schifano diceva sempre che le persone sono più vere se riprodotte..ed è per questo che fotografava le tante televisioni del suo studio sempre accese..

  12. Antheus Says:

    m.g: Ho molto apprezzato il tuo distinguo. Però restiamo al fatto citato qui: in questo caso si sostituisce ad una sfilata (che è una forma di presentazione vetusta, ma questo è un altro discorso) un’ologramma delle modelle e degli abiti. Mantenendo l’unità di spazio, luogo e tempo.
    Per me questo è una sostituzione, del virtuale sul reale , in peggio.
    luigi f.: massimo rispetto per il wimax, ma credo che il tema in questo caso sia diverso.

  13. dama Says:

    La virtualità è legata alla potenzialità e quindi al non-essere, se una cosa è virtuale tecnicamente non esiste (o, per lo meno, non “dovrebbe” esistere), poi è nato internet che ha “realizzato” la virtualità, materializzandola (più o meno)…

    Personalmente mi ha inquietato di più la notizia riguardante la futura costruzione di robots così simili agli esseri umani da poter essere “usare” come partners ed alcuni scienziati ipotizzano anche futuri matrimoni tra esseri umani e robots. L’ho trovata una notizia mostruosa…ah la fonte, se la memoria non mi inganna è il Corriere della Sera.

    Second che?

  14. luigi f. Says:

    antheus: hai ragione. sono fuori tema. Ma il mondo legato al “virtuale” (second life) o semi-reale (penso al progetto true life), sarà necessariamente legato a internet ed in generale all’interagire attraverso una infrastruttura.

  15. sandra Says:

    Caro Antheus,
    sei proprio sicuro che second life sia da buttare? Fossi al tuo posto non sarei così sicura.Ti sei attenzionato oggi sull’ologramma: il marchio Target ha avuto una brillante idea per presentare i suoi prodotti. Il mondo virtuale sarà destinato a espandersi sempre di più: che si tratti di ologrammi in 3D o di second life non ha importanza. Ciò che conta è il concetto: il mondo virtuale si presenterà come anteposto al mondo reale. Second life anticipa tutto questo! L’unica preoccupazione, ripeto, è che si faccia un miscuglio tra le due cose, si confonda la realtà con la finzione. Ciò bisogna evitarlo!
    Per il resto, il mondo virtuale è molto più presente di quanto non pensiamo: il fatto che tu, Antheus, abbia creato questo blog come modo di incontrarsi per discutere, per confrontarsi dimostra perfettamente che il mondo virtuale rappresenta oggi forse l’unico modo per far comunicare persone che vivono nei posti e nei luoghi più disparati. I nostri sono incontri virtuali su questo blog!
    Il marchio Target non fa niente di eccezionale: anticipa soltanto quello che sarà il futuro. Per quanto riguarda second life, non è una brutta esperienza: sono possibili sicuramente margini di miglioramento, però la base di partenza non è male. Anche questo è anticipare il futuro! Ne riparleremo tra 10 anni per trarne le opportune conclusioni.
    A presto,
    Sandra

  16. on the rocks Says:

    vista la fisicità delle modelle penso che se non dichiarato prima, in pochi si sarebbero accorti della differenza tra modelle in (carne) e ossa e dei semplici ologrammi!

    scherzi a parte, riprendo la palla lanciata da qualcuno: ormai il virtuale è reale.

  17. m.g. Says:

    concordo con Antheus; nella fattispecie di cui si discute il virtuale si sostituisce in toto al reale; ma non mi sembra una cosa del tutto deteriore; con tutto il rispetto per chi svolge il lavoro di indossatrice, non trovo così tanta differenza tra veder sfilare “figurine” reali o “figurine” virtuali. Il punto di vista è puramente economico: ottimizzazione dello spazio, dei tempi di passerella, del numero e combinazioni di mise e notevole risparmio dei costi (cachet delle modelle, trucco&parrucco e quant’altro).
    Mi auguro però che al party post-sfilata intervengano le modelle, quelle vere!

    Ovviamente il mio commento è e vuole essere ironico. In realtà, ripensandoci, trovo in questa “sfilata olografica” un qualcosa di quantomeno paradossale.

  18. Francesca Says:

    Ciao Antheus e ciao ragazzi,
    stavo rientrando a casa, poco fa, in macchina alla radio parlavano proprio di questo, della sfilata e dell’idea di far sfilare l’ologramma…Detta così l’idea a me non dispiace (alla radio erano molto focalizzati sul fatto che ovviamente non si vedranno sfilare modelle scheletro con l’aria malaticcia)… Anyway, staremo a vedere, anche se ripeto, l’idea sembra buona.
    Tempo fa ho avuto l’occasione di parlare con Liguori ed altre persone delle potenzialità del web e anche di secon life (che lui difendeva a spada tratta). Personalmente, se penso alle preziose potenzilità del web, la facilità e l’accesso odierno alla comunicazione cross cultural e senza frontiere, mi sorprendo, mi affascino e mi rendo conto di non poterne fare a meno: fanno parte della nostra quotidianità, è innegabile. Ma scusatemi, su SL no! Non riesco ad esprimere un parere positivo. E’ una cazzata, e concordo con The First e Antheus, credo sia un modo per spillare soldi alla gente. Personalmente non mi interessa questa seconda vita irreale e scialba (ovviamente è il mio giudizio)… Io ho la mia vita e cerco di renderla meravigliosa ogni giorno, da protagonista, step by step…Non sento la necessità di fingermi un’altra persona o di vivere un’altra vita. In questo mi ritengo molto realista, se così vigliamo dire…
    Un bacio
    Francesca

  19. RAFFY Says:

    io non me ne intendo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  20. The First Says:

    @francesca: già, anche io sono d’ accordo…e aggiungerei anche che spesso molte persone che non sono contente della loro vita sostituiscono sempre più spesso il loro virtuale con il loro reale e la loro Second life diventa la loro First Life…e questo non è di certo un bene nè per loro e neanche per l’ innovazione stessa.

  21. Francesca Says:

    The First: concordo pienamente, il tuo è un punto focale… L’innovazione del web è certamente splendida, utile, interessante, e chi più ne ha, più ne metta… Ma fingere un’identità, o considerare il virtuale la propria esistenza può essere davvero contro-producente, per l’innovazione ed anche/soprattutto per la qualità delle informazioni che giungono quotidianamente al vasto pubblico.
    Baci
    Francesca

  22. sandra Says:

    Carissimi The First e Francesca,
    ripeto a voi ciò che ho detto ad Antheus: ne riparleremo tra 10 anni di ciò che ne sarà di Second Life e del mondo virtuale.
    A presto
    Sandra

  23. The First Says:

    @ sandra: ma anche fra 50 anni chi sostituisce il reale col virtuale non avrà mai la mia stima(anche perchè o si vive il reale o il virtuale: sfruttare SL solo quelle 2 orette la sera come fanno molti è come giocare alla Playstation allora)…del resto ho detto anche io che potrebbe essere un ottimo mezzo di pubblicità e lo è già ora(ma solo per chi è facilmente influenzabile), considerato che unisce un pò tutto il mondo. Però si ferma tutto li…già Youtube nel suo genere è un mezzo di pubblicità. Second Life è un pò l’ esaltazione dell’ aria fritta. Molti lo usano perchè fa figo, perchè è di moda. E poi andare a investire soldi in qualcosa che non ti dà garanzie è un pò assurdo secondo me…già è difficile vivere la vita reale…Molti magari buttano nel cesso i soldi su SL e poi si lamentano che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
    Poi, sia chiaro, se a te piace io non ho niente in contrario, ci mancherebbe, è solo una questione di avere punti di vista differenti.

  24. Giulia Says:

    Caro Antheus, concordo pienamente con te. Concordo su come una certa generazione sia cresciuta e abbia visto apparentemente modificare i contenuti fantascentifici…… Gli scenari sono sempre gli stessi di allora. Blade Runner esiste ancora (tanto per riprendere Dick). Come esiste tuttora un Odissea 2001 nello spazio. Il senso dell’uomo legato al tempo e allo spazio, guidato da una intelligenza artificiale dalla scenza in Kubrick o il cencetto filosofico cartesiano di Ridley Scott, sull’esisstenza e la morte, l’impotenza dell’uomo difronte a questi due contrapposti. E di qui i replicanti umani e quelli artificiali scoprono di avere dei sentimenti. “Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare….. “. Venti anni fà questa frase era fantascenza evocativa, oggi é evocativamente realtà markettara, perche non si ha piu - nel caos generale- la voglia di mettersi in discussione. Si strausa il 3D, la tridimiensionalità umana, la si getta nel mercato e si mercifica l’uomo surreale….. e quello reale…… far sfilare in 3D é aberrante, pensando poi tutte le polemiche fatte sulle top model e la loro anoressia e dipendenza da droghe….. si crea cosi un divario, una lacerazione, una crepa causata da catastrofe umana…… L’opera di di Kubrick o di Scott hanno avuto un insegnamento che va oltre il tempo, fantagoricamente avanti anni luce ed ora viste come meteore……. ecco credo che riscoprire ora piu che mai, certi capolavori, sia di grande importanza nel ritrovare la fiducia nell’uomo e creare un sorpasso nel tempo che non ha niente a che vedere con lo scanzionamento della mareria, ma prendere dalla materia l’illusione ottica prioettata in avanti….. Vorrei che le meteore di Coccon - L’ Energia dell’Universo (diretto dal mitico Ricky Cunningham di Happy Days, al secolo Ron Howard), tornassero ad esistere e riprendere dall’umana paura per tutto ccio che vecchio e ricondurlo in tridimensione…… Oggi c’é solo paura di riprendere, reinventare, plasmare e far sfilare il falso in 3D…… Che miseria……. non portera a niente, solo ad ingannare, questo si.

  25. Alix Says:

    Credo che l’iniziativa intrapresa dalla catena Usa Target voglia essere solo una provocazione nei confronti dello statico e paradossale mondo della moda, oltre che a un mezzo per pubblicizzarsi. Purtroppo il mondo della moda, nonostante i frequenti richiami in materia di modelle troppo magre, spese esorbitanti e abiti a dir poco eccentrici che non indosserà mai nessuno, ha delle regole da rispettare e che lo caratterizzano in quanto tale. E credo che così sarà ancora per molto. Si è parlato tanto di anoressia ma voi avete visto dei cambiamenti nelle recenti sfilate?
    Queste modelle-ologramma non fanno altro che rientrare nel gruppo di quei fuochi di paglia che esauriranno ben presto il loro effetto. Le sfilate oggi giorno sono un mezzo davvero importante non solo per mostrare le nuove collezioni degli stilisti e i nuovi trend di stagione, ma ormai anche per esibire e rafforzare il proprio parterre di clienti vip; sono un evento mediatico a tutti gli effetti con cui farsi pubblicità. Che senso avrebbe invitare ospiti come Sharon Stone alle sfilate se poi i vestiti in pratica non ci sono? Perchè con gli ologrammi viene a mancare non tanto la fisicità delle modelle (e in questo concordo con on the rocks) quanto proprio la materia, i tessuti, pregiudicando la bellezza stessa del capo. E che senso avrebbero allora mostre come quella di Armani alla Triennale di Milano, piuttosto che quella di Valentino all’Ara Pacis di Roma? (tra l’altro le ho viste entrambe, davvero stupende). Penso quindi che ci siano troppi interessi, economici e non, in circolo affinchè questa nuova tendenza possa davvero dettar legge. Succede nel campo della moda come nel cinema : diverse pellicole recenti hanno utilizzato figure in 3D piuttosto che attori del tutto virtuali e la maggior parte sono stati dei flop: i colossal e i film da botteghino rimangono sempre altri. Apprezzerei maggiormente altre iniziative nel fashion system, come quella di Stella McCartney : vegetariana convinta, rifiuta pellicce, accessori in pelle di canguro ecc. Insomma una svolta un po’ più eco-solidale.
    Per quanto riguarda Second Life, mi aggiungo al coro : grande puttanata. Il fatto che una persona debba ricorrere ad un ambiente virtuale per esprimere la propria personalità, seppur poliedrica, mi da’ un senso di tristezza. L’aspetto più preoccupante è che c’è gente che si attacca a questo tipo di comunicazione e arriva quasi a tagliare i legami REALI con il mondo esterno.
    Second Life ha sicuramente stuzzicato la curiosità di molti all’inizio, così come è accaduto per i vari Moo ( o Mud ), ovvero ambienti condivisi, ma come questi poi non è andato oltre.
    Se posso permettermi, suggerirei a Sandra di leggere qualcosa sulla NetArt ( c’è anche un libro che s’intitola così, di Desiriis e Marano se non sbaglio ). Una forma d’arte che utilizza proprio tutti i mezzi della tecnologia, vecchi e nuovi, da internet passando per i browser, il codice Ascii fino alle Gui, per creare qualcosa di innovativo e criticare gli usi convenzionali degli stessi. Proprio un esempio di netart è l’opera di un quartetto di artiste che, inserendosi in uno dei più popolati Moo, è riuscito a fingersi attori professionisti di un noto serial americano, aiutato anche inconsapevolmente dalle “vittime”, teenagers americani, prive dell’ironia e della malizia necessaria per affrontare il senso di simulazione che questi Moo comportano. E’ davvero grazie a questi abitanti tipo che anche Second Life riuscirà ad avere successo? E poi tra 10 anni? E chi ci investe delle risorse adesso che ritorni dovrebbe avere nel breve periodo?
    In concreto, la penso come The First : a mio parere il virtuale non supererà mai il reale, per un centinaio di motivi.
    E in tutto questo, perdonatemi, ma l’headline di I-I è stato ancora una volta geniale.
    Un bacio

  26. canto_libero Says:

    ma non è in SL che hanno trovato un sotto mondo virtuale in cui si incontravano pedofili?
    mio parere:
    la tecnologia “sana” è quella che ti permette di vivere la tua vita reale più comodamente e felicemente tutto il resto non si vende a lungo, cmq oggi mi avete fatto venire in mente kaiser soze…tutti ne parlano ma nessuno lo ha mai visto vai a vedere che non esite???
    cmq ben tornati a tutti quelli che hanno pontificato!

  27. NorBerto VxV Says:

    il movimento A R I A N U O V A , è un concetto che non trova corrispondenza nei mondi da Voi citati, esula dalla materializzazione reale e si infrange nella tridimensionalità poligonale della realtà virtuale;
    l’idea valica i confini, il sentimento ci comanda, lo spazio è ancor più etereo nella personale dimensione..
    INDIpendenza è libero pensiero, irrazionalità, impossibilità di circoscrivere l’immaginazione Mia e Tua,
    conserviamo intatte queste peculiarità dell’intelletto che ci contraddistinguono e diversificano, e che ancora (e ancora per molto tempo, spero) non ci renderanno schiavi di un progresso dove la comunicazione sarà esclusivamente bypassata al Ns rispettabile cervello da un alterego/avatar che dir si voglia…. Me ditate gentes, me ditate… A. N.
    ps: HO RESPIRATO / GENTE / HO RESPIRATO ASSAI / E L’ARIA ERA PULITA ! ! ! ! !
    un saluto a tutti Voi….

  28. sandra Says:

    Carissimi,
    capisco perfettamente tutte le vostre perplessità. Mi fa piacere che abbiate discusso su questo tema. Vi dico una cosa: io e i miei amici abbiamo voluto lanciare una sfida, prima di tutto a noi stessi. Non so sinceramente dove arriverà il mondo virtuale o che trasformazioni avrà Second Life. Il fatto di creare un’azienda su SL è stato un modo per metterci alla prova. Il mondo virtuale ci interessa molto, ma è chiaro che dalla realtà non possiamo e non intendiamo scappare. Ho imparato ad affrontare questo mondo con serenità, le sfide non mi spaventano. Vedremo dove arriveremo.
    Alla prossima,
    Sandra

  29. smokey quartz Says:

    C’é già stato in precedenza nella moda uno stilista che ha usato il sistema dell’ologramma per chiudere la sua sfilata.
    Alexander McQueen, nel marzo 2006, ha proiettato un ologramma che partendo da una piccola lucina si trasformava lentamente in Kate Moss(assente durante tutte le fashion week), che fluttuava nell’aria avvolta in un lungo abito di mousseline di seta.
    Il video lo trovate qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=7rRqolYm-vQ

    Io non ho assistito allo show dal vivo , ma credo sia stato davvero forte l’impatto, e ho trovato il tutto molto poetico.

  30. a squino Says:

    sl è stata una sconfitta…molti brand e persone comuni hanno investito soldi veri per creare pubblicità finte che haimè non hanno ottenuto le aspettative sperate. Non capisco il perchè se neparli ancora così tanto…..

  31. fabio Says:

    diesel ha fatto qualcosa di simile durante l’ultima sfilata a firenze….figo senza ombra di dubbio…non penso per la moda sia l’ideale, troppo importante il tessuto e la lavorazione..
    si può pensare di utilizzare in altri ambiti ma in associazione con altri sensi (olfatto gusto gli altri non me li ricordo:))

  32. wowowo Says:

    fabio qui sopra mi ha fatto sul tempo nel segnalarvi la sfilata diesel all’ultimo pitti:
    http://www.youtube.com/watch?v=rtNfPnjq1nI
    ovviamente pare che dal vivo l’effetto era nettamente superiore..

Leave a Reply