Virtual Insanity
Friday, November 2nd, 2007(di Antheus)
Per chi, come me, in gioventù è cresciuto con pane e fantascienza, la parola “ologramma” rimanda ad un immaginario fatto di Star Trek, racconti di Philip Dick e mondi futuribili. In realtà oggi l’ologramma è una realtà consolidata e molto utilizzata per l’organizzazione di eventi: ricordo che anni fa la Fiat per la presentazione della Grande Punto utilizzò una gigantesca installazione in 3D che rappresentava la vettura.
Leggo sul Wall Street Journal dell’altro ieri e sul sito di Business Week che la prossima settimana a New York, durante la Fashion Week, marchi come Target utilizzeranno ologrammi in 3d, al posto della classica sfilata con modelle in carne e ossa, per presentare i loro prodotti. Da quello che leggo pare che la definizione dell’immagine sia oggi praticamente perfetta.
Ovviamente tutto ciò se da un lato è esaltante e fa pensare ad un futuro pieno di piacevoli sorprese, dall’altro segna un preoccupante sorpasso del virtuale sull’esperienza del reale e, soprattutto, del materiale, sorpasso che col passare del tempo sarà sempre più incisivo.
