#mod.101M-102L Pezzi unici I-I // Shopping bag in nylon balistico

 (di Antheus)

Lo shopping oggi può essere considerata un’attività estrema, piena di insidie, rischi e pericoli: è importante perciò equipaggiarsi di conseguenza con un’attrezzatura capace e resistente.

A parte gli scherzi, capita spesso che le shopping bag vengano riempite a dismisura e anzitempo siano da buttare.

Per la shopping bag I-I (disponibile in due colori e due misure) abbiamo quindi voluto utilizzare il nylon balistico, un tessuto solitamente utilizzato per protezioni di materiali tecnici, che possiede caratteristiche uniche di resistenza e idrorepellenza, ma anche di estrema morbidezza.

Siamo lieti di vedere che anche un marchio come Clarks, solitamente molto tradizionalista, abbia progettato le sue classiche desert boot con questo materiale.

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35 Responses to “#mod.101M-102L Pezzi unici I-I // Shopping bag in nylon balistico”

  1. Francesca Says:

    Ciao Antheus,
    a parte gli scherzi, ma mica poi tanto, questa borsa unisce l’utile al dilettevole. Robusta, semplice, capiente e molto molto carina a mio avviso, mettibile every day; ci farò un pensierino; peraltro mi ricorda una borsa di Calvin Klein, che aveva prodotto qualche anno fa e che comprai a New York. Stessa forma e stesso colore (chiaro). L’unica differenza è che la mia borsa si portava con la tracolla (io le adoro!)… Mi piace davvero molto questa nuova creazione II…Per rendersi sempre distinti, anche durante lo shopping (ma non limitiamola a quello).
    Bacio
    Francesca

  2. Sandra Says:

    Caro Antheus,
    bella idea quella di fare una shopping bag in nylon balistico. Davvero originale!
    Meglio non lasciarsela scappare. A presto! Sandra

  3. ivanoz Says:

    caro ANTHEUS, scusa se mi ripeto, ma le borse di che dimensioni sono? Tu mi dirai sono M ed L…….non potete essere un po’ piu’ precisi? ciao ivanoz

  4. Antheus Says:

    Siamo qua per questo. Eccole:
    medium
    330X340X140 mm
    large
    400X440X140 mm

  5. ivanoz Says:

    ANTHEuS:grazie.

  6. Ermione Says:

    Ciao Antheus,mi piacerebbe sapere in base a quale criteri avete scelto i negozi per la distribuzione del vostro marchio;comunque complimenti per aver scelto Luisa Via Roma un esempio di shop contenitore non solo di prodotti ma anche di concetti contemporanei e culturali.
    Assolutamente in linea con il brand I-I
    Ho delle riseve invece su altri punti vendita.

  7. canto_libero Says:

    anche se non c’entra niente e quindi mi scuso subito lasciatemi riportare questo articolo, a me sembra la classica figura da retrogradi che fanno gli italiani:
    se la Levi Prodi diventerà legge, chiunque voglia aprire un blog o un proprio sito internet dovrà obbligatoriamente iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) e sottostare al controllo, alla burocrazia, alle sanzioni e alle tasse, perchè saranno considerate attività editoriali anche quelle esercitate senza scopo di lucro, come i blog.

    E’ per questo che anche uno dei quotidiani più famosi al mondo ha deciso di occuparsi dell’argomento e dall’articolo di ieri l’Italia non esce bene: “Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano – si legge – Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano”.
    cosa ne pensate???

  8. Skeggia Says:

    La Spagna di Zapatero sarebbe un esempio da seguire, indipendentemente dalle prorpie idee politiche; avere delle persone di 40 anni, che siano capaci di fare da tramite tra noi ventenni e le persone più mature, che siano aperte mentalmente…

  9. The First Says:

    La borsa é molto carina, il materiale si vede anche dalla foto che è particolare, penso questo sia uno dei vostri pezzi meglio riusciti, avete cercato di portare qualcosa di diverso in un “rito” cosi comune a tutte le ragazze che è lo shopping. Naturalmente non mi trovate d’ accordo sul prezzo, assurdo per una borsa da shopping, di qualsiasi materiale e fattura essa sia. è un prezzo fuori mercato. Ma tranquilli, qualcuno la compra lo stesso.

  10. betty Says:

    Ragazzi lo ribadisco per un’altra volta ma quella borsa è proprio bella…con qualche sacrificio sarà mia!!!!!
    Per Canto Libero:hai assolutamente ragione ed hai fatto bene a divulgare questa cosa perchè molti non lo sanno…io l’ho saputo giusto due giorni fa attraverso la radio.Questi politici non sanno più a cosa attaccarsi pur di prendere soldi,è sempre stata una cosa libera aprire un blog ed è anche piacevole, perchè ci si può conoscere,parlare,come facciamo noi anche senza sapere come siamo fisicamente..quello che vogliono fare avrà solo lo scopo di ricavare soldi e chiudere le porte a delle generazioni(anche diverse)che vogliono interagire tra di loro.
    “Abbassiamo le tasse”-dicono- poi tassano altre cose che non ha per niente senso fare…tutto ciò è SCANDALOSO.

  11. Sandra Says:

    Ciao a tutti,
    in risposta a quello che dice “canto libero”, concordo con l’idea che l’Italia è un paese sempre più pazzo. Questa legge vuole mettere un bavaglio alla libertà di comunicare le proprie idee attraverso blog, siti internet al solo scopo di controllare meglio tutto quello che passa per la rete. Al diavolo quello che dice la Costituzione ( la libertà di espressione, la libertà di stampa)! Conta soltanto quello che dice e che fa una certa politica “schifosa” che pensa solo al proprio tornoconto personale ed economico. Mi auguro che ci si ribelli a questa forma di “controllo”!
    Caro Antheus, oggi in Italia arrivare a conquistare l’indipendenza è veramente molto difficile. Conto molto sul fatto che Italia Independent trasmetta un messaggio positivo soprattutto ai giovani, che sono fortemente penalizzati da questa situazione che oggi regna nel nostro paese.
    A presto, con affetto
    Sandra

  12. Antheus Says:

    The First: Va da sè che una shopping bag non è semplicemente una borsa per “fare shopping”. Noi qui ci abbiamo ironizzato, ma saprai benissimo che la shopping bag è una borsa da giorno, multiuso e capiente.

  13. Antheus Says:

    Ermione: I negozi che hanno i prodotti I-I sono per noi qualcosa di più di un semplice punto vendita. Sono dei partner commerciali che condividono la concezione di “nuovo lusso” , originale, indipendente e che va oltre le categorie e le etihette. Fashion store con una spiccata personalità. E questo vale sia in Italia sia all’estero (Barney a NYC, Bamford a Londra, The Corner a Belino, Colette a Parigi ecc…).

  14. Ermione Says:

    Antheus,questo volevo dire quando ho citato Luisa via Roma(a Firenze)spiegandone anke la filosofia…Non era una polemica,ma certo non puoi dire lo stesso di bla bla a Cava Dei Tirreni.

  15. Giulia Says:

    Sono aritina di origini, e fiorentina di denro avendoci abitato molto. In entrambe queste realtà, I-I ha appunto dei patner commerciali, uno Luisa Via Roma - che negli ultimi anni ha avuto un balzo di qualità enorme. Ha saputo cogliere il passo della modernità). L’altra Boutique é Sugar, realtà commerciale che é nata da un grande creativo: Beppe Angiolini, il titolare, superiore di Luisa Via Roma. Non é campanilismo, ma una mia opinione. Conoscendo personalmente da anni ormai il titolare di Sugar, e qui replico a Ermione, credo che non sia in toto come dici tu. Se conosco a sufficenzala persona, ha credo trovato nel prodotto di I-I un quid, una qualità ottima e una possibilità commerciale. Ora non conosco i meccanismi di collaborazione tra I-I ed i Fashion Store, e non mi interessa sapere, ma i livelli sono alti e quindi sapranno Loro come meglio impostare, organizzare e bla bla……
    Sulle etichette ho dato il mio parere in un altro post, e scrivo cosi: non credo che etichettare rientri assolutamente nella filosofia di I-I, deturperebbe altrimenti lo spirito di indipendenza e creatività che loro vogliono diffondere. Vogliono insegnare qualcosa di piu profondo, che non credo sia ancora stato recepito bene dal Paese. Le radici, la cultura ti portano a divenire cio che sei, ma ti viene data anche la libertà di scegliere cio che vuoi diventare, essere. Io leggo questo in questa azienda, e ridursi ad appiccicare una etichetta é offendere quanto ho appena detto. Bon, allora mi auguro che I-I, possa diventare, con indipendenza, una realtà tutta italiana e senza etichetta.

  16. Ermione Says:

    Giulia non ho capito in cosa non sei d’accordo com me.Non sei stata molto chiara.

  17. Alix Says:

    Ha ragione Antheus. La shopping bag non è per forza solo una borsa per fare shopping, ma viene spesso utilizzata da noi donne un po’ per tutto, soprattutto per quelle, come me, che hanno sempre un sacco di cose in borsa e hanno bisogno di borse capienti. Anzi io avrei in mente di metterne alla prova la resistenza con i libri..
    E poi sinceramente, tutte le borse delle migliori marche sono expensive goods…ovvero molte costose! Personalmente, se devo spendere una cifra simile preferisco di gran lunga differenziarmi con una borsa di I-I piuttosto che acquistarne una di quelle marche che vanno per la maggiore (senza fare nomi) e uniformarmi alla massa, nella quale spesso ormai si confondono con sempre più facilità originali e contraffazioni. Insomma preferisco essere Independent…è questo uno degli scopi o sbaglio Antheus?
    Un bacio

  18. The First Says:

    @ Antheus: si per borsa per lo shopping non intendevo dire che serve per metterci dentro la roba che compri, intendevo da utilizzare x girare quando si fa shopping, per tenerci dentro quello che si vuole…poi è chiaro che viene usata per altre occasioni ed è quindi una borsa da passeggio, in effetti mi sono spiegato male. Però volevo dire una cosa…mi trovo sempre indeciso nel dare un’ opinione su alcuni vostri “pezzi”…nel senso che non so se vederli nell’ ottica dell’ originalità per i materiali e per la fattura o vederli come prodotto nella sua completezza, mi spiego: una borsa cosi che tipo di persona la può comprare? che target ha? e mi viene da dire…boh! Molte ragazze…quasi tutte a dire il vero, preferiscono la borsa che abbia qualche tema particolare…per distinguersi forse dalle borse comuni e semplici ed essendo il vostro abbastanza semplice come pezzo rischia addirittura (e per assurdo) di cadere nella banalità a prima vista. Quindi già cosi vi giocate una bella fetta di possibili acquirenti (per nn parlare poi della solita questione del prezzo…vabè). E va bene che non badate al vendere a tutti i costi ma al concetto…però siete pur sempre un’ azienda e il vostro primo obiettivo è quello. Quindi in definitiva bisogna chiedersi: in generale una ragazza, ricca o povera che sia preferisce una borsa allegra e colorata o una come la vostra magari di ottima fattura e di ottima qualità ma molto semplice e costosa?(stiamo pur sempre parlando di una borsa da passeggio)…e sinceramente non so darmi risposta :S aiutatemi…

    @betty: detto molto sinceramente…mettersi li a fare sacrifici per un oggetto non indispensabile come la shopping bag è un bel pò triste, cosi suona davvero un voler unirsi x forza ad un qualcosa che ti è lontano…questi oggetti costosi o te li puoi permettere o non te li puoi permettere senza vie di mezzo.

    @tutti: occhio però che col voler essere Independent in ogni cosa, pure nel bersi un bicchiere d’ acqua si diventa schiavi del concetto…si diventa “dependent” dall idea di dover essere per forza in questo modo…questo è quello che mi è parso di notare fra le righe in alcuni commenti.

  19. The First Says:

    Mi sono dimenticato di una cosa…

    @Antheus: non mi ricordo dove tu dici, riguardo ai punti vendita, che voi avete deciso di vendere nei punti dove ci sia comunque uno stile ed una filosofia coerente con la vostra. Ok, però non nascondiamoci dietro ad un dito. I cosidetti punti vendita coerenti con la vostra filosofia sono anche gli unici che possono permettersi un investimento di questo tipo e soprattutto sono gli unici che hanno un target di clientela conforme al vostro livello, aldilà dei vari discorsi filosofici che nel campo delle vendite incidono a mio avviso per il 10%…bisogna vendere punto e basta, non confondiamo la filosofia con il semplice attuare scelte ponderate. Faccio un esempio: è ovvio che è più sensato trovarvi da Bryan e Barry a Milano piuttosto che alla Jdc. Alla Jdc entrano i ragazzini con 100 euro in tasca, i vostri prodotti verrebbero matematicamente snobbati. Da Bryan e Barry ci entra il libero professionista, il benestante con la carta di credito. E qui risolviamo l’ “enigma” della scelta filosofica e si spiega anche il perchè della scelta del punto di vendita Pinco palla a cava de’ Tirreni(come aveva fatto notare qualcuno)…anche perchè New York, Parigi, Portofino, Cava dei Tirreni suona un pò male…Quindi ok la filosofia del brand e tutto, ma la scelta del punto vendita è cosa meramente pratica, anche perchè in un campo cosi spietato c’è poco posto per ragionamenti filosofici.
    Tutto questo secondo me….

  20. McR Says:

    The first: i punti vendita I-I sono negozi multimarca riconosciuti a livello mondiale,fanno tendenza e sperimentazione con marchi e prodotti nuovi in esclusiva, quindi devi esserci!
    se poi i prodotti non funzionano….esci senza alcuna filosofia….
    Ciao !

  21. Antheus Says:

    The first: se tu leggessi il mio commento noteresti che non uso la parola filosofia quando parlo dei punti vendita. Dico semplicemente che condividono la nostra visione di lusso contemporanea dove si sperimenta, dove i capi di sartoria si mixano con le tendenze più di strada. E che non si fermano a vendere solo alcune classi di prodotto.

  22. Ermione Says:

    The first:Ho parlato io di filosofia,semplicemente per spiegare le scelte commerciali e non di un negozio rispetto ad un altro.Altrimenti sarebbero tutti uguali.Ti assicuro che non è un problema di luogo non altisonante(nel caso Cava dei Tirreni)ma personalmente non ho colto in quel punto vendita “la visione di lusso contemporanea” di cui parla Antheus.

  23. The First Says:

    @Antheus: perdonami Antheus ma non giriamoci troppo intorno. A parte che casomai sono i buyer che decidono se voi avete la loro visione di lusso perchè sono loro che poi ci mettono la faccia, e poi mica mi verrai a dire che avete visitato tutti i 72 punti vendita in cui siete per vedere se avete la stessa visione del lusso contemporanea. O ve lo siete fatto raccontare dal rappresentante del punto vendita o vi hanno messo li davanti l’ assegno e avete firmato un contratto, perchè alla fine è questa la realtà…a meno che non vi abbiano presentato un “dossier” approfondito del loro punto vendita…ma non penso proprio. E poi cosa vorrà poi dire “visione di lusso contemporanea dove si sperimenta, dove i capi di sartoria si mixano con le tendenze più di strada”…sono parole che poi al lato pratico non vogliono dire un granchè. Vendete pantaloni, giacche, borse come tutto il resto del mondo, aldilà che siano di costosa fattura.

  24. m.g. Says:

    mi schiero con the First e sono pienamente d’accordo con le ultime 4 righe del suo intervento precedente. non ho ancora compreso quale (presunta, pretenziosa o reale) “filosofia” - intesa nel senso più deteriore del termine - il brand I-I voglia veicolare. mi spiego: scrivere frasi ad effetto, mixare sartoria e street-style, proclamarsi indipendenti, autocelebrarsi come portatori di un nuvo concetto di lusso, alternare tradizione e qualche mot d’esprit, le 3 paroline inglesi tanto per fare figo, tutto ciò mi sembra quanto di meno INDIPENDENTE vi possa essere.
    solo 3 cose:
    1) ripeto che il concetto di sartoria non sta tanto nel “fatto a mano”, quanto sul “fatto su misura”.
    2) le vostre scelte, come alcuni dei vostri prodotti sono ovvi, nel loro risvolto commerciale e pratico.
    3) caro Antheus, non ho avuto più notizia (perdonami se ciò dipende da una mia disattenzione) del famoso incontro proposto/promesso da I-I con i frequentatori del blog. se non ricordo male, la promessa aveva come scadenza fine ottobre.

  25. on the rocks Says:

    scusate.. ma le mitiche clarks (famose perché tengono caldo d’estate e freddo d’inverno) in nylon balistico sono davvero una stronzata. il prossimo passo quale sarà? le church’s in carbonio?
    non vorrei essere tacciato di anacronismo: ma la tecnologia, la modernità, è il blackberry che sta nella tasca del mio cappotto; il bluetooth; skype.. cose così. non l’avere le scarpe in nylon balistico!!
    potete dire quello che volete, ma una giacca in cordura non sarà MAI E POI MAI lussuosa ed elegante come una in cachemire!
    già che ci sono una cosa: a parte il materiale.. certo che il design della vostra shopping bag (in sostanza un parallelepipedo con due ganci attaccati) è proprio miserino!!! e non confondete con “essenziale” o “minimal”..

  26. Alix Says:

    Devo dire che, con mio grande stupore, questa volta concordo su alcune cose che ha scritto THE FIRST. Per quanto un’azienda voglia sperimentare usando nuovi materiali o tecniche innovative di fattura,ecc. ecc., uno degli obiettivi primari, se non addirittura il principale, è quello di vendere. Punto. Le imprese vanno avanti soprattutto con i numeri, nonostante le idee sulle quali si basano debbano essere altrettanto forti e valide. Insomma deve essere una commistione paritaria. E’ il discorso che facevamo l’altro giorno con Giulia su un altro post. E concordo anche sul fatto che i prodotti I-I si possano trovare più facilmente presso alcuni punti vendita prestigiosi piuttosto che nei negozi frequentati dai ragazzini, ma questo perchè sono più consoni ai primi, è una semplice deduzione logica.
    Quello che invece devo rimproverare a THE FIRST, e qui mi ricollego all’argomento di questo post, è che non è assolutamente vero che “Molte ragazze…quasi tutte a dire il vero, preferiscono la borsa che abbia qualche tema particolare…per distinguersi forse dalle borse comuni e semplici”. Magari fosse così! Non so se ci hai mai fatto caso, ma se guardassi in giro con più attenzione noteresti che la maggioranza delle ragazze, ma anche delle donne, portano la stessa borsa. Io parlo pricipalmente di Milano, dove qui la fantasia sembra avere ben poco spazio : tutte portano borse non proprio semplici e comuni, ma si uniformano tutte con borse che portano una sigla, (o due), ben nota. Certo poi spaziano in dimensioni e colori, ma la marca, o le marche, sono più o meno le stesse. Anzi, secondo il mio modestissimo parere di ragazza, ribasco che preferirei differenziarmi con questa semplice shopping bag di I-I, piuttosto che confondermi nella massa.
    Un bacio

  27. wowowo Says:

    ..ma mixare un pò di più?

  28. The First Says:

    @Alix: si in effetti è vero, vedo purtroppo che girano troppe ragazzine con borse identiche. Però per quello che vedo non sono la maggior parte di ragazze. Io parlo di ragazze e di donne…(anche te le citi)…mmm….sinceramente più che altro sono ragazzine che si uniformano alle coetanee. Ad ogni modo, quello che volevo dire è forse quello che vorrei che fosse, mi sono spiegato male. Però sempre secondo me(in questo blog è fondamentale specificare il SECONDO ME) è facile dire che ti differenzi perchè hai una borsa da 500 euro che è fatta a mano. nessuno cerca di differenziarsi comprando una borsa da 5 euro al mercatino di zona, nonostante magari sia fatta a mano(e certamente di materiali meno pregiati), diversa da tutte le altre e unica. Comprare una borsa da 500 euro non è differenziarsi, è SFOGGIARE. Per non parlare di casi limite mi capita spesso di vedere nei negozi borse da ragazza molto carine (da regalare si intende eheh), colorate, con temi diversi…(che non siano le solite odiose Pinko Bag x essere chiari) che non saranno fatte di materiale balistico ma sono belle lo stesso. Questo è quello che voglio dire e che ha ripreso in parte on the rocks, la shopping bag di I-I è una borsa semplicissima…nn ci trovo niente di bello, come può “far impazzire” qualcuna?(anche se cmq a me piace il minimal quindi fossi una ragazza magari me la comprerei anche…).

    E collegandomi al mio intervento precedente…sono sempre più convinto che cercando a tutti i costi di essere “independent” in ogni cosa, anche nel vestire, rischia di diventare una sorta di paranoia e si rischia di diventari schiavi di questo ideale.

    Fortunatamente vedo che comunque non ho idee cosi non condivisibili…bene!

  29. The First Says:

    LO RIMETTO PERCHE’ è SPARITO…

    @Alix: si in effetti è vero, vedo purtroppo che girano troppe ragazzine con borse identiche. Però per quello che vedo non sono la maggior parte di ragazze. Io parlo di ragazze e di donne…(anche te le citi)…mmm….sinceramente più che altro sono ragazzine che si uniformano alle coetanee. Ad ogni modo, quello che volevo dire è forse quello che vorrei che fosse, mi sono spiegato male. Però sempre secondo me(in questo blog è fondamentale specificare il SECONDO ME) è facile dire che ti differenzi perchè hai una borsa da 500 euro che è fatta a mano. nessuno cerca di differenziarsi comprando una borsa da 5 euro al mercatino di zona, nonostante magari sia fatta a mano(e certamente di materiali meno pregiati), diversa da tutte le altre e unica. Comprare una borsa da 500 euro non è differenziarsi, è SFOGGIARE. Per non parlare di casi limite mi capita spesso di vedere nei negozi borse da ragazza molto carine (da regalare si intende eheh), colorate, con temi diversi…(che non siano le solite odiose Pinko Bag x essere chiari) che non saranno fatte di materiale balistico ma sono belle lo stesso. Questo è quello che voglio dire e che ha ripreso in parte on the rocks, la shopping bag di I-I è una borsa semplicissima…nn ci trovo niente di bello, come può “far impazzire” qualcuna?(anche se cmq a me piace il minimal quindi fossi una ragazza magari me la comprerei anche…).

    E collegandomi al mio intervento precedente…sono sempre più convinto che cercando a tutti i costi di essere “independent” in ogni cosa, anche nel vestire, rischia di diventare una sorta di paranoia e si rischia di diventari schiavi di questo ideale.

    Fortunatamente vedo che comunque non ho idee cosi non condivisibili…bene!

  30. Alix Says:

    @The First:per carità, hai (ancora una volta devo dire) ragione. Una persona, in questo caso una ragazza, può benissimo differenziarsi anche con una borsa da 5 euro del mercatino. Anzi, io ritengo che sia molto più difficile uscire dal gruppo in questo modo che comprandosi un accessorio costoso come può essere la borsa in questione. Questa però è anche una questione di disponibilità economiche: chi possiede di più può scegliere come “essere diverso”, anche comprando la borsetta al mercato; chi non ne ha si arrangia con i mezzi che possiede. Ma vorrei lasciare da parte il giudizio sulla borsa di I-I che, come tutti i giudizi estetici, è puramente soggettivo. Quello che volevo esprimere è che oggigiorno i prodotti, di qualsiasi tipologia essi siano, hanno raggiunto dei prezzi non certo equilibrati. Questo sabato in centro a Milano ho visto il prezzo di certi giacconi di marche sconosciute e per giunta di pessima fattura, raggiungere se non addirittura superare i prezzi di marche molto famose. Se, e ribadisco se, la mia intenzione fosse quella di comprarmi una bella borsa, rifinita come si deve e fabbricata con materiali eccellenti, e avessi a disposizione una cifra elevata come budget di spesa, sceglierei piuttosto QUESTA borsa, che è molto particolare nel suo genere (non per la forma ma la manifattura) e sarei così sicura di non trovarla al braccio di ragazzine che pensano solo ad apparire e che o si fanno comprare la borsa di marca dal papi o che peggio ancora ne comprano una contraffatta o rubata dal marocchino, tanto è forte il desiderio di averne una per poter andare in giro e dire “avete visto?Anch’io ce l’ho”. E credimi, parlo sinceramente, nel mio armadio non troveresti borse di marca, ma non certo perchè non ne ho le possibilità ma perchè mi rifiuto. Quindi il mio discorso era : SE voglio spendere quella cifra, almeno lo faccio per qualcosa per la quale ne valga la pena. Certo poi qui si ritorna al prezzo della borsa di I-I..ma siamo tutti d’accordo che l’azienda si rivolge ad un mercato di nicchia.
    Un bacio

  31. Aloysius Says:

    Una domanda, molto terrra a terra, ad Antheus… Forse non ho avuto tempo di scandagliare tutto il sito, ma ho sbirciato qua e là e letto attentamente il BRAND BOOK. Tuttavia mi sfugge la definizione di PEZZO UNICO. All’inizio pensavo che accanto a una collezione di oggetti, per così dire, “PRET A PORTER”, anche se rivisitati e progettati con la massima attenzione al design e alla scelta dei materiali e prodotti artigianalmente, ci fossero dei pezzi veramente unici, ovvero prodotti in un solo esemplare. Poi leggo questa descrizione: QUESTO NUOVO PEZZO UNICO I-I SARA’ CONSEGNATO A PARTIRE DA DICEMBRE. ACQUISTANDOLO SUBITO SARAI TRA I PRIMI A RICEVERLO. Quindi pezzo “unico” cosa significa?!

  32. Anna Says:

    Ho notato questo sito solo oggi, tramite una segnalazione di una collega. Ho dato un’occhiata ai prodotti molto attentamente, dato che studio nel vasto campo del design, e non ho potuto fare a meno di notare i prezzi di tali prodotti. Volevo chiedere se la ricerca dei materiali (più costosi) e lo stile da cosa sono nati… cioè, perchè non puntare al design, allo stile, all’interfaccia, utilizzando materiali più convenienti ma comunque buoni e aprire così il mercato ad una più ampia parte di popolazione, italiana e non?

    distinti saluti

  33. Aloysius Says:

    @The First: comprare una borsa dall’aspetto, come le definisci tu, abbastanza “banale”, ma sapere che è stata fatta a mano con materiali d’avanguardia e pagarla 500 euro per poi utilizzarla solamente per farci la spesa senza che nessuno se ne accorgo è il VERO LUSSO. E il lusso non ha nulla a che vedere con lo SFOGGIARE…

  34. Riccardo Says:

    Non rappresenta il mio stile purtroppo. Bellissimo il colore

  35. Antheus Says:

    aloysius: La definizione pezzi unici in questo caso significa che non fa parte né di una serie né di una collezione. Non ci sono variazione di diversi colori. Solo taglie per i vestiti ( e per i vasi). Ovviamente la definizione serve “pezzi unici” serve anche per rimarcare il fatto che la modalità di realizzazione è più vicina alla modalità artigianale piuttosto che a quella industriale di serie.

    Anna: Sono molte le aziende che stanno puntando sul design e sull’interfaccia , come dici tu. A noi pareva più interessante puntare su una scelta di materiale eccellente, sul mixare tradizione e tecnologia e oltrepassare certe barriere di categorie merceologiche standardizzate.
    C’è molta ricerca, molta originalità nelle scelte (almeno questo pensiamo) e un’attenzione maniacale per i dettagli.
    Questo significa ovviamente costi più alti (anche perché realizziamo tutto in Italia) e un pubblico ristretto. Per ora funziona così.

    Grazie per le vostre osservazioni.

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