#mod.156 M-W Pezzi unici I-I // Rain jacket in Gore-Tex®

(di Antheus)

Il secondo pezzo unico che vorrei introdurvi è la giacca a vento in Gore-Tex®. E vi assicuro che la dicitura “giacca a vento in Gore-Tex®” non rende appieno l’idea.
Il fatto è che questa giacca è stata costruita sartorialmente e questo lo si può notare sia dal taglio sia dalla grande cura nei dettagli (non voglio tediarvi con descrizioni particolareggiate, le foto sono qui).

La vestibilità (si dovrebbe dire il fit, ma poi i nostri commentatori più fedeli si lamentano che usiamo troppe parole in inglese…) è il grande punto di forza di questo pezzo unico. Al punto tale che lo si può usare come capo elegante per la sera o per un’umida giornata allo stadio.

Sportswear ed eleganza in un colpo solo. Sotto il segno del no season.cid_cfbb85b4-9dae-4809-9e63-ae96ca396a1blocal.jpg

L’impermeabilità è garantita dalla tecnica della nastratura (la stessa dei vasi, per intenderci) e dal marchio Gore-Tex®. E questo è una cosa che ci inorgoglisce particolarmente: la Gore, licenziataria del marchio Gore-Tex® concede l’utilizzo del proprio materiale esclusivamente per i capi tecnici e di alta performance. Dopo che gli abbiamo spiegato il progetto e la filosofia dei pezzi unici I-I, hanno fatto volentieri un’eccezione.

All’interno del team I-I abbiamo voluto chiamare questo pezzo unico Teahupo, come la località a sud di Tahiti, dove i surfisti hanno avvistato l’”onda perfetta”: la rain jacket I-I riesce a resistere anche a questa.

33 Responses to “#mod.156 M-W Pezzi unici I-I // Rain jacket in Gore-Tex®”

  1. Francesca Says:

    Ciao Antheus e ciao a tutti i ragazzi/e del blog,
    dal video trasmesso pochi giorni fa avevo notato la rain jacket (occhietti vispi!), ed il cartellino del marchio Gore-tex: ho subito pensato alla grande qualita’ del capo perche’ la Gore-tex non si concede tanto facilmente…Quindi oltre ad essere effettivamente ed indubbiamente un capo molto bello, e’ anche un capo che vale, di grande qualita’!
    Soprattutto apprezzo (per mio gusto personale, intendiamoci) i capi che riescono ad essere sportivi-eleganti al tempo stesso, ovvero che mi permettano di mantenere un certo stile in ogni occasione; un capo che mi faccia sentire sempre a mio agio, wherever I am, e che sia sempre (o quasi) al posto giusto, adatto a varie situazioni.
    Credo che Teahupo possieda appieno queste caratteristiche, ed unisca (cosa non facile), eleganza, praticita’, qualita’, cura sartoriale dei dettagli…In piu’, rappresenta, come gli altri oggetti, la filosofia II…
    Congratulations…Buona scelta e ottima fusione di idee! Anzi, PERFETTA fusione di idee!!!
    Baci
    Francesca

  2. McR Says:

    Ho seguito il lancio dei nuovi pezzi I-I, a me sembra che questi prodotti (che non ho ancora visto) fatta eccezione per la linea occhiali, siano di una qualita’ intrinseca molto elevata (materiali, dettagli) ma non trasmettono enfasi e trasporto emozionale e sopratutto non hanno un’immagine giovane e dinamica, a quale cliente si rivolgono ?
    Un prodotto nuovo e unico deve avere caratteristiche di distinzione esteriore oltre ad essere innovativo per l’utilizzo che se ne puo’ fare, una borsa e’ una borsa, griffe o non griffe, etc.etc.
    altrimenti i pezzi unici finiscono al moma e basta…

    Ciao!!

  3. también Says:

    Bella la Teahupo??…..anche se in sostanza, x chi scrive, risulta essere un mix tra il capo tecnico da alpinismo (montura, millet, mammut, salewa, the north face, marmot, bailo, columbia, norrona, vaude, vuarnet…..etc…..etc…..) e il capo tecnico da barca (musto, north sails, henry lloyd, slam, marina yachting, doyle, gill, riva……etc…..etc……)!!! Rischiando di non essere nè l’uno, nè l’altro!! spero che abbia le cerniere cerate “windstop”. per l’uso tecnico (montagna e barca), sarebbe stato + utile con le tasche perpendicolari rispetto alla chiusura principale!!! avete mica in mente la produzione di un loden, di un peacoat, di un trench o di giacche stile “Capalbio” e “Braddock”??? besos

  4. Antheus Says:

    También: Niente riferimenti all’alpinismo.
    Essendo un capo certificato Gore-tex, ovviamente ha cerneire e tasche garantite waterproof.
    Gore-tex in questo caso oltre a garantire il materiale , garantisce anche la qualità complessiva del rain jacket e delle sue finiture.
    Ho messo una foto in più per farti capire meglio.

  5. también Says:

    merci!!!

  6. wowowo Says:

    concordo pienamente con McR: alta qualità, super tecnica, ma ricordiamoci che il made in italy è sempre stato capace anche di sorprendere, spiazzare, creare forti emozioni, quindi di risultare più desiderabile dal consumatore finale (ammessocheselopossapermettere). Credo che mantenendo un approccio molto sobrio, si rischi di annoiare e di creare poca aspettativa, visto che anche dal punto di vista dell’immagine risultate un pò piatti. Meno minimalisti sarebbe meglio!
    Cheers_wo!

  7. luigi f. Says:

    Io l’ho acquistata, senza troppi se, ma, però… Mi è piaciuta subito ad occhio.

  8. ivanoz Says:

    ANTHEUS:ma che taglia porto io? una L o una XL……..come faccio a verificare. ti ricordi i vecchi cataloghi di vendita per corrispondenza,nelle pagine finali c’erano le spiegazioni per determinare la taglia.ogni casa infatti ha le sue misure. grazie,ciao ivanoz.

  9. Antheus Says:

    ivanoz: grazie per la giusta osservazione. In effetti stiamo lavorando su una chart per chiarire meglio le taglie.

  10. Giulia Says:

    Il prodotto in se stesso credo sia di notevole qualità ed eleganza nel suo genere. Inoltre, il fatto stesso di aver ottenuto l’utilizzo del materiale da parte di una azienda di primo ordine, di per se é un successo. Mi chiedo, pero come l’azienda intenda promuovere e commercializzare tale prodotto/i……. considerando che le aziende che producono in Gore-tex sono molte. Ecco, qui chiamo in causa Antheus, quale principio aggiuntivo volete porre al prodotto, oltre le caratteristiche tecniche, e di fronte ad un mercato pretenzioso e di non facile apertura ( a contrario di cio che si possa credere). Come dicevi tu, il mercato potrà rispondere positivamente ad un prodotto di qualità senza una campagna pubblicitaria studiata ad ok? Penso a Burberry che, con un semplice impermeabile, ha lanciato una tendenza. Oppure a quella azienda nata dalle ceneri, che nel mio settore sta diventando un nastro nascente, Rosato Gioielli ( vai a visitare il loro sito http://www.rosato.it).
    Credo che i servizi che fornite non siano ancora maturi, almeno per l’Italia. Credo che la diversificazione dei prodotti dovrebbe essere rimarcata ancor di piu, spiegando alla gente che Italia Independent non è Lapo Elkann. Ma Lapo Elkann ed il suo staff stanno creando qualcosa di veramente unico. Perché la gente non ha ancora afferrato questo? Almeno non in Toscana, che rimane pur sempre parte dell’Italia. Io cercherei di unire una adeguata campagna pubblicitaria al valore del prodotto. Inoltre, arricchirei il catalogo con oggetti tipo: orologi da parete e da polso (adoro anche quelli da taschino. Sarebbe una bella riscoperta)…… il fattore tempo nella nostra società è un LUSSO….. Le idee che avrei, in parte gia scoperte, forse non valgono, almeno in questo Blog. In particolare mi riferisco ad Antheus, che con un sano snobbismo ha sorvolato….. Non so….. Buon week end a tutti ed un abbraccio.
    Ps: bravo Ivanoz per il tuo intervento. Sintetico, ma efficace. Bravo!

  11. Antheus Says:

    Giulia: Non ho capito quali idee avrei sorvolato, davvero.
    Se ti va, scrivimele. Le leggo volentieri.

  12. The First Says:

    @ Giulia: il prodotto lo stanno già promuovendo in questo preciso istante in cui noi siamo qui a commentare il loro blog e a visitare il loro sito. La parte innovativa del prodotto è la filosofia di I-I, è il concetto di Made in Italy. Detto questo, il prodotto non ha un grande bisogno di promozioni dato che è rivolto non ad un mercato di massa ma ad un mercato di nicchia. Il concetto è che il vestito non è più un oggetto per coprirsi ma un opera d’ arte nel suo genere. Questo è quello che ho inteso io…Antheus correggimi se sbaglio. Ciao!

  13. Giulia Says:

    CaroTHE FIRST, forse non mi sono spiegata chiaramente. A prescindere da cio che si produce ed i valori concettuali annessi, credo che un certo tipo di promozione sia necessaria al di la di tutto. Ho riportato come esempio un marchio di oreficeria come Rosato Gioelli ( e l’oreficeria é di per se un bene di lusso e contemporaneamente opera d’arte. Io sono cresciuta in questo ambiente, quindi so di cosa stiamo parlando), per far comprendere come un sito e tutta una campagna pubblicitaria ad Hoc, possano contribire al potenziamento dell’immagine verso un target ben preciso ( che come dici tu, non é massa). Quindi, invito tutti coloro interessati al discorso a visitare http://www.rosato.it. Credo che vedere con i propi occhi cio che vorrei dire, sia piu esplicativo di mille parole. Non ho mai messo l’unicità e l’alta qualità del prodotto di I-I…… anzi, rileggendo i miei commenti, ho sempre difeso a spada tratta l’operato della squadra che lavora dietro la facciata. Io ho una grande ammirazione per questa azienda e per le persone che ne fanno parte, nonostante non le conosca. Anche perche, nel mio caso contrario di Lapo ho trovato la pappa scodellata. Mio padre ha cominciato una attività (nell’oreficeria) che io e mio fratello stiamo cercando di portare avanti….. con tanti sacrifici…… anche se non siamo un brand, dobbiamo creare quotidianamente e mettere in pratica, come diceva Antheus, é ancora piu arduo. Detto questo, nel nostro piccolo, rischiamo e cerchiamo di prendere le critiche per migliorarci. So benissimo, anche per esperienza quotidiana, il lavoro che Loro stanno facendo. E concordo con te, che stanno lavorando tanto, ma le mie sono semplici annotazioni per aiutari a far crescere loro ed il Made in Italy ( il settore orafo é parte integrante del sistema Made in Italy, che tra l’altro sta subendo una grave crisi nazionale e non). Ripeto ho grande ammirazione per questa azienda, altrimenti non starei a comunicare in questo blog. Cmq rispetto e condivido il tuo pensiero. Ciao!

  14. Giulia Says:

    ANTHEUS: cio che ho scritto a The First, risponde anche alla tua richiesta di esprimerti le mie idee. Aggiungerei inoltre, che ti avevo mandato una mail alla quale non ho ricevuto una risposta. Posso aver concepito dei concetti errati, ma il confronto e lo scambio di opinione ci vuole. Se le idee sono opinabili e se c’é divergenza, meglio ancora. Aiuta a crescere. Se ti andra, potrai radere una occhiata ai miei interventi e fare una riflessione. Ciao

  15. McR Says:

    Giulia: mi sembra che hai centrato in pieno il concetto, ad esempio ho notato la borsa che e’ tale e quale a mille altre nella linea ora molto di moda, avrei contrariamente visto benissimo per fare un esempio uno zaino innovativo tecnico/pratico giovane e fashion.
    The first: qual’e’ la filosofia di I-I ?
    se la promozione e’ fatta su questo blog, oltre naturalmente agli eventi e redazionali, dov’e’ il mercato di nicchia a cui fai riferimento…si potrebbe parlarne per ore… ho visto che sei informato in materia!

    Ciao!

  16. Antheus Says:

    Giulia: la tua mail purtroppo non l’ho mai ricevuta. Ti ho scritto io, in compenso.

  17. Giulia Says:

    Antheus: grazie mille, apprezzo. Ti risposto. Buon fine settimana a tutti.

  18. The First Says:

    @McR: non intendo dire che la promozione sia fatta esclusivamente su questo sito…sarebbe troppo riduttivo. Intendo dire che se siamo tutti qua a parlarne è evidente che il messaggio(chiamiamolo cosi) ci è arrivato. Il loro secondo me è un mercato di nicchia alla quale il 90% di noi non fa parte (e del resto io non ho mai detto che siamo noi sul blog “la nicchia”). I-I ha un target molto alto, certamente non vedrai mai la pubblicità in Tv dei loro capi,per ora puntano più su un passaparola molto raffinato, basato soprattutto su una filosofia che loro hanno…ed in futuro penso che punteranno su un tipo di pubblicità di immagine più che di divulgazione. Questo è il mio modesto parere.

    @Giulia: il fatto che tu fai parte di quest ambiente vuol dire molto e vuol dire nulla. Anche io studio Economia eppure non vengo qua pensando che le mie idee siano giuste, hai un modo di porti insopportabile. E ti comunico che si dice “ad hoc” non ” ad ok” come hai scritto qualche commento fa…se la metti su questo piano allora vediamo chi ha più cose da insegnare.

  19. Giulia Says:

    The First: io non ho bisogno di venire a comunicare qui per sfida. Sono, stando alle tue parole: Insopportabile, Professoressa (che tra l’altro non sa scrivere) ed Acida. Bene, accetto e vado avanti. Non ho bisogno di insegnare niente a nessuno, dico la mia e basta. Se dopo una quasi laurea in Lettere, ancora non ho imparato a scrivere in Italiano…… eeeh meno male ci sei tu pronto a correggermi. Io faccio parte del mio ambiente che non ha certo livelli di primo ordine come quello di I-I. Cio che ho é forse la sottomarca della sottomarca. Ma lavoro onestamente e cerco di realizzare il meglio, sempre nel rispetto di me stessa e degli altri sapendoli ascoltare ed accettare. Sono qui per capire il mondo altrui, che é infinito. Condivido il parere che hai mandato a McR, ma non a pieno. Cio che avevo da dire l’ho segnalato sopra. Inutile ripetersi due volte sullo stesso concetto. Credo che qui, si stia cercando di attaccarsi a cose inutili, soprattutto quando si vedono degli scambi che sanno, concettualmente parlando, di qualcosa. Quel qualcosa, non sempre é giusto o condivisibile, ma rispettabile come tutti gli altri. Non ho piu nessuna intenzione di rispondere a certe provocazioni inutili e volgari, nate solo per il gusto di attaccare. Pensa quello che preferisci, non ci sono problemi. Almeno la liberta di pensiero, non te la puo togliere nessuno. Non volgio piu ridicolizzare questo spazio e l’opportunita che certe persone ci sta offrendo. Saluti.

  20. Francesca Says:

    X Antheus e x tutti ovviamente: ho già giudicato positivamente il prodotto nel mio primo commento (e ancora ripeto…ottimo lavoro). Anch’io lavoro in questo ambiente e tra i consigli che mi sento di ripetervi (lo saprete già o forse ve ne avranno già parlato) è quello di puntare molto sulla comunicazione e sull’immediatezza di essa; riprendo qui un concetto di Giulia, analizzato da un altro punto d vista, ovvero, siamo in una società che ha poco tempo, che è fin troppo bombardata dai media, da notizie, da pubblicità e che ha una vasta scelta di prodotti. L’importante diventa, oltre ad offrire un prodotto di qualità, differenziarsi per ciò che si offre e caricare il brand di forza, nel senso…nicchie di mercato (target precisi come già avete), con prodotti su misura e adattabili a diverse esigenze, pubblicizzati sapientemente e qualitativamente (il vostro marchio punta, giustamente, sulla qualità piuttosto che sulla quantità eccessiva)…Devo dire che la vostra strategia di comunicazione è veramente studiata da Dio!!! Mi colpisce ed mi affascina moltissimo il fatto che siate sempre rimasti fedeli a voi stessi e alla vostra filosofia iniziale (non è sempre facile non scendere a compromessi)…Tutto è funzionale ad esaltare il prodotto…Vi ammiro davvero!
    Scappo che continuo a lavorare…
    A presto, baci
    Francesca

  21. MDV Says:

    E’ da un pò che manco su questo blog, sono ritornato in occasione del lancio dei nuovi prodotti, tra cui quello di cui si parla in questi post, che personalmente trovo assolutamente straordinario.
    Devo dire che sul blog si continuano a leggere cose a proposito del fatto che i prodotti I-I costino molto, che siano indirizzati a certe persone..e bla bla bla. Credo che non ci voglia un blog per dire questo, ma che questo spazio sia meglio utilizzarlo per confrontarsi e discutere su altro…
    Inoltre vedo che siamo caduti proprio in basso se si fanno addirittura correzioni di Italiano… ;-)
    Vabbe…
    Complimenti ad Antheus per come porta aventi l’iniziativa.

  22. MDV Says:

    Ohps…. AVANTI… cosi ho evitato di essere ripreso dai prof di questo blog :-)

  23. Alix Says:

    Devo dire di aver avuto lo stesso pensiero di Giulia. Anch’io mi sono domandata se I-I avesse iniziato prima o poi a creare una campagna pubblicitaria studiata appositamente per i propri prodotti. E’ vero che i prodotti di I-I si riferiscono piuttosto ad un mercato di nicchia ( anche se devo dire che il prezzo della giacca in questione non mi sembra per nulla fuori luogo, avete provato a vedere in giro i prezzi di alcuni articoli di brand sconosciuti senza arte nè parte ) e questo non solo perchè presentano un prezzo elevato, ma per tutto il lavoro che c’è dietro, le finiture, i materiali utilizzati, ecc. Quando si parla di questo tipo di mercato mi viene in mente un’altra azienda, come la Ferrari, e in effetti non capita di trovare pubblicità di questa macchina in televisione piuttosto che sulla carta stampata, a meno che non si tratti di giornali del settore. Detto questo non credo che I-I debba contare solo sul passa parola, ma debba anche pensare a sponsorizzare i suoi prodotti nei mercati di riferimento. Credo che puntare solo sull’immagine di Elkann sia un’arma a doppio taglio, che alla lunga potrebbe tramutarsi in un errore. A mio parere Lapo è un bravo manager e sta godendo di un periodo di ribalta come non pochi, ma cosa succederà alla sua azienda quando questo scemerà? L’interesse nei suoi confronti ci sarà sempre ma non manterrà lo stesso livello. E allora come continuare ad attirare l’attenzione dei consumatori in un mondo dove se non ti sbrighi a divorare l’avversario, sarai fatto fuori a tua volta? Penso che Giulia, seppur lavori in un settore diverso da quello di I-I, abbia voluto esprimere tutti i dubbi che ogni imprenditore a capo di un’impresa famigliare si trovi ad affrontare. Perchè, gira che rigira, il problema alla fine è sempre quello: promuovere e vendere il proprio prodotto. E anch’io, per esperienza, condivido.
    Un bacio a tutti

    P.S. per quanto riguarda la giacca in questione, tanto di cappello! Credo che già il fatto che un’azienda come la Gore-Tex abbia sostenuto il progetto di una impresa del tutto nuova in questo campo sia già un successo e questo voglia dire molto. Ritengo fermamente ridicola qualsiasi affermazione volta a sostenere che, se la Gore-Tex ha appoggiato questo prodotto, sia solo perchè la I-I appartiene a Lapo Elkann. Se quest’ultimo avesse ideato una “ciofega” sono convinta che la Gore-Tex non si sarebbe rovinata la reputazione di azienda leader nel suo campo solo per dar retta al signor Elkann.

  24. luigi f. Says:

    La mia è forse un’idea banale: ma perché non cucire il nome e cognome sull’etichetta interna?

  25. ivanoz Says:

    LUIGI: non te la prendere eh……….ma se non te lo cuciono loro ,lo facciamo io e lapogeneration. ben ritrovato.ciao ivanoz

  26. Alix Says:

    @luigi f. : la tua non è un’idea banale. Certo fa un po’ bambino dell’asilo ( così non perde il giubbotto..), però la customerizzazione, o personalizzazione che sia, è ormai un fenomeno riconosciuto a livello globale.
    Ciao!

  27. Giulia Says:

    ALIX: hai colto in pieno e rafforzato ogni mia parola, dalla prima all’ultima. Grazie, veramente. L’esempio che hai portato, la Ferrari, é calzante. Il Rosso, eh……… eeeh eeeh! Il Rosso ( che alla fine ri - torna sempre), o meglio il Rosso Ferrari, ha dei vantaggi: 1) é una macchina, e la massa impazzisce per l’ebrezza che la sua potenza e senso del rischio ha negli ingranaggi; 2) E’ uno Status Symbol. possedere una Ferrari, é sentirsi unici, potenti, un Dionisio; 3) il processo che ha portato questa azienda a leggenda, é partito dalla genialità e dalla creativitò di un Grande Uomo di nome Enzo Ferrari. Per me, Ferrari é L’italianita. E’ Come la Nazionale di Calcio, come un dipinto del Rinascimento Fiorentino…… è patrimonio di una Nazione. Quando la Ferrari vince un mondiale, ti senti Fiero di essere italiano. Questa azienda ha una tradizione tutta nostra e nasce dalla familiarita.
    Le aziende italiane, hanno un 99% di Famiglia ( la Fiat stessa, é ancora nelle mani di una famiglia che, come ho letto da qualche parte, hanno continuato ha “regnare” l’Italia, con la caduta dei Savoia). Il motore dell’economia italiana é appunto la Famiglia, e forse é la cosa che piu ci invidiano nel resto del mondo.
    Tornando alle “etichette”, non credo che etichettare rientri assolutamente nella filosofia di I-I, deturperebbe altrimenti lo spirito di indipendenza e creatività che loro vogliono diffondere. Vogliono insegnare qualcosa di piu profondo, che non credo sia ancora stato recepito bene dal Paese. Le radici, la cultura ti portano a divenire cio che sei, ma ti viene data anche la libertà di scegliere cio che vuoi diventare, essere. Io leggo questo in questa azienda, e ridursi ad appiccicare una etichetta é offendere quanto ho appena detto. Bon, allora mi auguro che I-I, possa diventare, con indipendenza, una realtà tutta italiana e senza etichetta.

  28. Alix Says:

    @Giulia: figurati! Anch’io semplicemente la penso come te. Buona fortuna per il tuo lavoro.

  29. Riccardo Says:

    carina…ma come va indossata?
    magari una taglia più grande?

  30. Alix Says:

    ANTHEUS : io comunque sto ancora aspettando una risposta. Italia Independent ha intenzione di sviluppare una campagna pubblicitaria creata ad hoc per sponsorizzare i suoi prodotti?
    Domandare è lecito, rispondere cortesia.
    Grazie

    Un bacio

  31. Antheus Says:

    Perdonami Alix, pur avendo letto il tuo commento, la tua domanda mi era proprio sfuggita.
    Ti rispondo subito.
    No, non abbiamo intenzione nel breve periodo - quindi, diciamo per il primo semestre 2008 - di fare campagne pubblicitarie tabellari sui nostri prodotti.
    Ad oggi il blog rimane il nostro principale mezzo di informazione -comunicazione.
    Scusa ancora per il ritardo nella risposta.

  32. Alix Says:

    Come si dice…meglio tardi che mai! A parte gli scherzi, ti ringrazio per avermi risposto in un post già pubblicato da tempo. E spero tu renda partecipe noi abitanti del blog alla creazione di questa campagna…o perlomeno parlo per me e per tutti coloro che fanno della pubblicità il loro lavoro e oggetto di studio.
    Se posso esprimere un parere, direi che penso sia la mossa più adatta per un’azienda come I-I, con un targeting del tutto particolare. Il blog è sicuramente una buona arma di comunicazione diretta con quello che è il potenziale pubblico di riferimento; un ottimo mezzo per testare il terreno prima di investire soldi in una campagna pubblicitaria vera e propria che potrebbe anche rischiare di non essere altrettanto mirata e sprecare quindi denaro inutilmente.
    Continuate così!
    Un bacio

  33. Alex Says:

    Mi piace l’idea e il modo di comunicarla.
    Mi piace anche la giacca e avrei due domande pratiche.
    Gore Tex ha quattro diverse linee di prodotto. Non sarà softshell, ma quale utilizzate (e in quanti strati) per produrre la giacca? Vivo in un posto freddo sul serio.
    Avete già detto che state provvedendo, ma senza tabella dettagliata non so se prendere M o L. Grazie e ciao.

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