Death of the dreams?

(di Antheus)

Laura Keeble è un’artista contemporanea molto interessante che mescola la cultura pop con una visione millenarista piuttosto affascinante. Questi sono alcuni scatti della sua ultima installazione chiamata “Graveyard Install”. Il tema in questo caso è il livello di idolatria e di venerazioni verso simboli e marchi.

“The project was based on the theory of magical thinking, looking at belief systems and idol worship, and creating an intervention that like other work I have installed, plays with the viewers perception and with any luck creates a pause for thought! The ‘headstones’ were made from polystyrene, plaster and spraypaint.”

29 Responses to “Death of the dreams?”

  1. canto_libero Says:

    troppo bella!
    ok per zio mac e nike, però chanel se la poteva risparmiare!

  2. The Punisher Says:

    Bella cazzata. Questa fa il paio con i bambini appesi impiccati agli alberi di Cattelan a Milano…qualche anno fa. Questa è arte spazzatura, chiunque potrebbe arrivarci a fare una cosa del genere ma si preferisce evitare per il buon senso. Ma dato che la fa un’ artista allora è opera d’arte. Riusciamo a valutare obiettivamente le cose e capire ciò che è sensato da ciò che non lo è?

  3. japo7 Says:

    Antheus , visto che non ti saluto mai CIAO!,
    ma ti chiami accon…..?
    va bè, lasciamo stare è una lunga storia!
    io non commento mai l’arte perchè non ne capisco un gran kè,
    sono una semplice impiegata che vende tecnologia, quindi ho studiato altre cose,
    il blog e popolato di artisti, pubblicitari,opinionisti, giornalisti,ecc…ecc…ke alle volte si pronunciano senza sapere,
    io invece mi collego con la curiosità di leggere i commenti in gran parte positivi e
    alle volte per scrivere 2righe sempre positive, x vedere e acquistare i vostri prodotti, per altro ho gia fatto il primo ordine,
    (i mie primi occhiali(niro) purtroppo ho dovuto prenderi da san carlo) ke delusione dei def…. in piedi che non conoscevano neanche il prodotto.
    xrò mi sono rifatta l’altro ieri con l’ordine 630
    non è che potresti dare una spinta? volevo averli prima di tutti!
    ciao e grazie.
    r

  4. canto_libero Says:

    è ovvio che si tratta di “spazzattura” e non di roba “sensata”, ma volendo essere “obiettivi” fa ridere, vai a punire qualcun’altro punisher dei miei stivali, ma guarda tu!

  5. Paolo Convertito Blasio Says:

    Grande antheus non la conoscevo questa artista, mi piace molto vedrò di informarmi sulle sue opere. saluti.

  6. SylviaR Says:

    Al cattivo gusto non c’è fine. Questa è una creazione artistica?
    L’arte contemporanea è qualcosa di tremendamente discutibile secondo me.
    E soprattutto mi chiedo, chi ha l’autorità di dire che certe opere sono arte e altre/i no?
    Il critico d’arte è specializzato nel valutare le opere d’arte, con riferimento a attribuzione, autenticità, valore estetico, classificazione, quotazione ecc…ma immagino che chiunque, senza conoscere a priori certe opere d’arte, senza avere studiato arte, riesca a distinguere fra spazzatura e arte, fra la bellezza di un Picasso e uno scarabocchio fine a sè stesso.
    L’arte si impone per sè o per la suggestione di chi studia arte e dice che una è arte e l’altra è spazzatura?

  7. Paolo Convertito Blasio Says:

    x sylviar e x gli altri
    al tempo di Picasso anche lui veniva accusato di fare scarabocchi così come tutti gli artisti contemporenei..e vi voglio ricordare che anche Caravaggio nel suo tempo era arte contemporanea..tutto è arte contemporanea nel tempo in cui viene realizzata.

  8. betty Says:

    molto bella la “scultura” di Chanel ed è anche molto interessante come nuovo modello di arte…Brava Laura!!!ma dove sono messe queste opere??ciao Betty

  9. SylviaR Says:

    Non è una questione di presente, passato o futuro…ma di talento, valore artistico, comunicazione non verbale che ti colpisce e ti trafigge l’anima…
    L’ “artista” in questione ha “creato” delle tombe con logo. Niente di più niente di meno.
    Interpretala come meglio credi, ma come si fà a classificarla come opera d’arte?
    E’ originale? No.
    E’ bella esteticamente? No.
    E’ piacevole da vedere? No.
    “Davvero una trovata geniale” e, ripeto, soprattutto “DI BUON GUSTO”.
    Ma tutto ciò a mio umile giudizio.
    Io nel tempo libero dipingo (olio su tela) o almeno ci provo. Non ho la presunzione neanche di pensare che ciò che raffiguro sia qualitativamente buono, e lo faccio solo per puro piacere personale…ma almeno evito di definirmi artista o di pagare qualche critico affinchè definisca i miei lavori “degli autentici capolavori di un’interessante e promettente artista”…
    La cosa triste è che non tutti si rendono conto di non aver talento in ciò che credono di saper fare.
    E soprattutto chi non ha carattere e personalità segue il gregge…anche nelle opinioni

  10. Jennyk Says:

    Antheus queste opere sono molto belle e indicano che siamo fissati con i marchi.
    Ma cosa c’entra un cimitero. Scusa non tutti i defunti sono degli idoli e soprattutto mica in cimitero facciamo delle venerazioni. E poi con un cimitero come sfondo non si può pensare che i marchi sono morti e che quindi muore anche l’idolatria del marchio stesso?
    Ciao
    vl

  11. dama Says:

    Scommetto che la Keeble starà ridendo sia delle critiche che delle lodi!
    Le opere di Picasso spesso non sono “belle” per gli occhi, ma sono SEMPRE una pugnalata all’anima…la disperazione è la malattia mortale per un cristiano, tanto per citare il buon caro vecchio Soren.

  12. m.g. Says:

    ho letto i vari commenti;
    solo 2 cose per ampliare un filino la portata del discorso:

    1) ciò che va disprezzato dell’arte contemporanea è la parola “contemporanea”, cioè il contesto cui si riferisce. l’arte si identifica e si pone come specchio/riflessione/critica/denuncia della società in cui viene espressa. la spazzatura è la società, mai l’arte. che poi l’arte contemporanea sia paradossale è quantomeno identificativo della mancanza di contenuti della società, cosicché assistiamo sempre di più a manifestazioni e allestimenti di artisti dissacranti, sempre “contro” qualcosa o qualcuno (il riferimento è a Cattelan, sia coi suoi bambini appesi - ma il telegiornale non fa lo stesso? - sia col suo meteorite sul papa. o hitler bambino).

    2) in una società senza valori, o con il solo valore di non “avere valori”, l’artista si pone - paradossalmente - come non artista; si mostra irriverente verso le forme canoniche, in quanto anacronistiche; si pone come il pubblicitario del suo prodotto al pari di ciò che vuole denunziare, ma solo nel circolo vizioso di un “in sè”. e soprattutto si pone una ri-flessione sul mondo del consumo, che lo assoggetta, lui per primo - in ciò sta il paradosso - e tutti noi.
    d’altronde che dall’essere umano si sia passati all’”avere” umano, è la scoperta dell’acqua calda.

    3) espressioni artistiche come queste non veicolano - e forse non vogliono veicolare - alcun contenuto esistenziale - come invece artisti come i citati Picasso e altri; sono solo istantanee sul comune sentire; mettere una griffe su di una tomba presenta notevoli spunti di discussione/riflessione. l’arte, purtroppo, oggi, può essere solo questo.

    in ogni caso, grazie ad ogni espressione d’arte, qualunque e comunque sia.

  13. m.g. Says:

    a proposito (qui mi incazzo) Picasso non è MAI stato tacciato di fare scarabocchi. a chi possa interessare, consiglio Carsten-Peter Warncke, a cura di Ingo f. Walther “Picasso”. un’opera fra le più complete (tradotta in italiano), sull’antologia delle opere e sulla biografia artistica dell’artista spagnolo.

    Mi incazzo perché non è possibile che uno tra gli artisti più conosciuti sia anche uno di quelli conosciuti meno. cazzo, è come giudicare una ferrari senza avere cognizione di cosa sia un’automobile. e non è questione di cultura o nozionismo, solo di sensibilità.

  14. dama Says:

    @ m.g.: Un bel respiro…

  15. canto_libero Says:

    @m.g.:ce la fai a sintetizzare con 2 righe quello che pensi?
    …sempre se pensi…e poi che so io magari con qualche cazzo in meno sempre se ci riesci…ti assicuro che per quel che mi riguarda capisco lo stesso il concetto…è sicuramente…com’è che dicevi?ah si…questione di “sensibilità”…

  16. SylviaR Says:

    Ragazzi che tensione!
    Relax, è venerdì!
    @m.g.: mi illumi il cammino. Se hai qualche evento artistico di rilievo da segnalare, siamo tutt’orecchi/occhi….

  17. Dowtowndoll Says:

    Bellissimi!
    L’unica strade per l’arte oggi è l’ironia

  18. m.g. Says:

    vabbé.. un saluto a tutti.
    complimenti a dowtowndoll per il suo blog.

  19. gastone Says:

    reputo che il nostro cervello sia molto più intelligente delle nostre parole, per cui umilmente lascio la mia prima impressione senza commenti:
    nei primi secondi ho provato esattamente questo:
    1) la” marca ” in questione è morta.
    2) il pianale di appoggio poteva essere curato più nei particolari ( mettendo dello stucco per non far vedere un semplice appoggio)
    3) bello l’effetto antico
    ciao gastone

  20. DADA Says:

    Che sguardo libero !!! E’ facile dire smetto….. però si vede si legge tutta la tua bellezza sei ritornato ragazzino. Non arrendersi mai!!. Io sono per te, ti osservo sei troppo carino e coraggiosissimo. Forse ci riusciremo un giorno ad incontrarci.

    bacio grande come

  21. miki duke Says:

    le sensazioni valgono più delle spiegazioni.
    la difficoltà sta nel trasformarle in un insieme di segni parole movimenti che in qualche modo le trasmettano esattamente.
    spesso però le sensazioni vengono filtrate dalla conoscenza che è limitata.
    come si può allora trasmetterle così come si sentono?
    chiudi gli occhi e la libertà di sognare un mondo sensazionale ti trasporterà…..

  22. gastone Says:

    uau

  23. Dowtowndoll Says:

    @m.g.
    Arigtou!

  24. Alix Says:

    Ciao a tutti!
    L’opera dell’artista in questione è sicuramente e solo provocatoria.Affermare che ci sia una nuova forma di idolatria (o meglio che quest’ultima abbia cambiato il suo campo d’azione) nei confronti delle marche è noto a tutti, altrimenti non si spiegherebbero figure come i brand manager, i new-product manager, i manager del valore della marca e le loro relative attività. Ma non sono d’accordo con la provocazione della Keeble : i marchi continueranno ad esercitare un potere quasi “magico” sui consumatori; non ci sarà una sorta di “addio alla marca”, ma il brand apporterà sempre vantaggi e soprattutto valore per il cliente. Un bacio

    P.S. e tu Antheus, che ne pensi? Non ti sei ancora espresso…

  25. Paolo Convertito Blasio Says:

    forse secondo me il marchio non sarà più il simbolo o il logo…..ma il prodotto con le sue caratteristiche diventerà il marchio del futuro, il prodotto si contraddistinguerà per le sue fattezze e non per le sue “scritte” ostentate.

  26. Alix Says:

    Hai ragione Paolo, un prodotto dovrebbe sempre distinguersi per le sue peculiarità e per il valore che offre al cliente. A volte è così, a volte non lo è. Ma in ogni caso avrà sempre bisogno di un nome, un simbolo, un logo per comunicare ed essere riconosciuto tra i tanti concorrenti che affollano ormai quasi ogni mercato. Buona serata

  27. K. Says:

    l’arte, per esser tale, deve scatenare un’emozione, non importa che sia positiva o negativa. Da quanto leggo, l’ha fatto, quindi la Keeble ha centrato nuovamente il bersaglio.

    Io avrei fatto delle lapidi più grandi :P

  28. LapoGeneration Says:

    Fashion Victim, vittime in vita ed oltre……

  29. alessandra Says:

    onestamente le installazioni di questa artista mi piacciono e non mi sento di scagliarmi contro a quella che arte è.
    arte è un concetto a mio giudizio di ampio respiro e non possono essere bannate dalla faccia della terra tutte quelle espressioni di arte che non siano confrontabili con grandi pittori o artisti del passato.
    arte è un concetto in evoluzione e soprattutto è un canale di comunicazione ed espressione di qualcosa che l’artista ha dentro:c’è chi riesce a svilupparla sotto forma di pittura,scultura,fotografia,chi di installazioni hitech,chi in maniera provocatoria o chi invece in maniera più canonica.
    ritengo che nella società attuale sia necessario coniugare il concetto di arte alla società stessa,alle sue contraddizioni e a volte anche agli eccessi.non si può procedere per compartimenti stagni di pensiero perchè semplicemente a mio giudizio non è appropriato..siamo in una società veloce,dove forse le potenzialità superano le cose che concretamente vedono la luce e attecchiscono nella quotidianità.
    ovviamente in tutto questo ben vengano le diversità di giudizio e gradimento,altrimenti che noia se tutti la pensassimo allo stesso modo.

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