Finalmente i pezzi unici di I-I

(di Antheus)

L’ora zero alla fine è giunta. Abbiamo finalmente presentato i nuovi pezzi unici I-I. Mi scuso innanzitutto se in questi giorni non siamo riusciti ad aggiornare il blog quotidianamente, ma il lavoro nelle ultime settimane è stato febbrile.

Con questi nuovi dodici pezzi unici il Made in Italy 2.0 prende forma e si materializza. Con nuovi materiali, nuovi concetti di prodotto e nuovi incroci. Vasi per fiori realizzati come se fossero capi di abbigliamento, borse che utilizzano materiali impiegati nell’aeronautica, rain jacket in Goretex disegnate come giacche di alta sartoria. E molto altro ancora, di cui parleremo in modo più dettagliato nei prossimi giorni.

Oggi per un’intera giornata, a Milano, gli abbiamo presentati alla stampa, agli addetti ai lavori e a semplici curiosi. Tutti e dodici. Raccontando la loro storia, dall’idea creativa al primo prototipo, mostrando i materiali grezzi e le lavorazioni artigianali. Siamo esausti, ma molto felici perché guardando negli occhi le persone abbiamo capito di avere colto nel segno.

Qua potete vedere tutti i nuovi pezzi unici I-I. Nei negozi saranno disponibili prima di Natale, ma è possibile averli in anteprima acquistandoli sul web.

Nei prossimi giorni cercheremo di raccontarveli uno a uno. Con il cuore.

72 Responses to “Finalmente i pezzi unici di I-I”

  1. Vissia Says:

    Volevo solo farvi i complimenti. Good luck!!!

  2. raffy Says:

    STREPITOSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    PRENDO SICURO BORSA OCCHIALI BIANCHI ANNI 70
    E VASO.
    TANTI CARI AUGURI
    RAFFAELLA
    P.S. VEDO KE IL BLOG E RIMASTO SENZA PAROLE!
    RAGAZZI FATEVI SENTIRE!!!!!!

  3. Roberto Says:

    Ragazzi sono strepitosi!!!!!!!!! Però io sono dell’idea che ci vuole più personalizzazione. All’interno della giacca poter mettere il nome, il borsone poterlo personalizzare in modo diverso, magari con il colore delle cuciture (per dare una idea….ect. ect.) più unico insomma.
    Cosa ne pensate Antheus?

  4. Fra Says:

    Molto belli gli occhiali bianchi anni ‘60, ma il prezzo è un po’ eccessivo….!

  5. The Sub Says:

    Questi I-I mod.050 sono stupendi!!!!

    Davvero…e per gli occhiali non ho mai risparmiato…Oliver People ecc ecc…però 1007 euro…cazzarola….mi sembra una cifra davvero da brivido.

  6. ac9 Says:

    UN EMBOLO… TUTTO!!

  7. Claudia Says:

    già…in effetti…

  8. dama Says:

    WWWOOOWWW! Stre-pi-to-si! Alcuni di questi oggetti, per la qualità dei materiali, sopravviveranno allo scoppio di un’atomica (sarebbe anche una buona pubblicità, tra l’altro) ed inoltre il design mooolto sobrio li rende senza tempo (saranno perfetti anche fra 50 anni, senza nemmeno essere consunti, dati i materiali).
    Well done, guys! Well done!

    Complimenti a tutte le persone che hanno lavorato duramente, da Lapo ai designers, dagli ingegneri agli artigiani, ecc.

  9. luigi f. Says:

    bravissimi. complimenti

  10. Dimitris Zoz Says:

    Complimenti davvero ragazzi, anche l’evento non ha deluso, Si vedeva questo spirito unito tra di voi.

    Appena sarà pronto l’articolo vi mando il link.

    Dimitri

  11. Alessandro Bessi Says:

    Purtroppo non sono potuto essere dei vostri per impegni lavorativi.. :( complimenti davvero.. appena possibile mi farò raccontare l’evento da Dimitri! Ciao ragazzi e ancora complimenti per i prodotti!

  12. raffy Says:

    AVREI VOLUTO ESSERCI ANCH’IO MA AIMÈ NON HO POTUTO.
    NON VEDO L’ORA DI LEGGERE L’ARTICOLO DI DIMITRIS, SICURAMENTE MI DARÀ L’MPRESSIONE DI ESSERCI STATA,
    KISSÀ LAPO COME STAVI! MI IMMAGINO IL TUO SORRISO E LA CONSAPEVOLEZZA DI AVER FATTO CENTRO!
    FANTASTICO.
    CIAO RAFFY

  13. maria Says:

    la giacca è stupenda ma costa quasi uno stipendio!

  14. tiziana74 Says:

    ciao lapo,
    grandioso!! la collezione è fantastica e originale.
    voglio gli occhiali bianchi. sicuramente me li prenderò.
    complimenti per l evento magnifico a te e ai tuoi amici.
    baci tizi

  15. Dowtowndoll Says:

    Oh, comprerei tanto la giacca…
    Ma prima devo vedere se mi concedono il mutuo ;)

  16. ac9 Says:

    ANTHEUS… CHE COLORE HAI IMPOSTATO!!!!!

  17. Roby82 Says:

    Dato che questa mi sembra un pò la sagra dei leccaculo e nessuno ha le palle di dire quello che tutti e sono sicuro tutti hanno pensato vedendo la collezione nuova, vorrei dire io allora una cosa: tutto molto bello, non metto in dubbio il lavoro che c’è dietro e non metto in dubbio la qualità dei materiali. ma non vi sembra un pò troppo ambizioso far pagare un paio di pantaloni 300 euro manco fossero Armani o Dolce & Gabbana? Posso capire gli occhiali, di solito hanno un costo di produzione un pò più elevato rispetto al resto…anche se 1007 euro è una cifra fuori da qualsiasi ragionamento…ma ragazzo mio perchè non ci spieghi “con il cuore” con che coraggio si possono partorire dei prezzi cosi assurdi? io ti saluto e vado all’ Armani Store in Via Manzoni a fare la spesa e stavolta 6/700 euro glieli lascio giù volentieri vedendo i tuoi prezzi. Saluti.

  18. Alessandro Bessi Says:

    Ci sarebbe da discutere parecchio sulla politica di prezzo di I-I.
    Io penso che ci sia stato un ritorno al vero made in italy, quello che si paga caro. Un passo indietro rispetto al lusso accessibile a cui ci hanno abituato alcuni dei più prestigiosi stilisti. Con questi nuovi prodotti I-I si impone come Luxury Brand a tutti gli effetti: prodotti innovativi, stilosi, curati in ogni dettaglio, personalizzabili e dal prezzo ‘esagerato’.

    Insomma.. da un lato mi dispiace.. perchè non posso permettermi una giacca da 1700 euro o un borsone da 1200.. ma in fondo sono semplicemente strategie di mercato ed il fatto che io non rientri nel target dei potenziali acquirenti non basta per dire se la strategia sia sbagliata o meno.

    Io mi limito a dire che i prodotti sono belli e innovativi. E che mi dispiace non potermeli permettere. =)

    Ciao a tutti..

  19. Antheus Says:

    Ovviamente qui ospitiamo e rispettiamo tutti le opinioni, anche quelle critiche.
    Mi permetto però di dare un’informazione in più.
    I pantaloni, come tutti gli altri nuovi pezzi unici, sono interamente tagliati e cuciti a mano. Questo vuol dire un tempo di lavorazione cinque volte superiore (e anche più) a quello degli altri capi prodotti in serie.
    Se vogliamo fare proprio dei confronti, allora facciamoli con i vestiti sartoriali, quelli fatti a mano e/o su misura e non con stilisti che spesso si fanno produrre i capi da terzi, fuori dall’italia.
    Vedrete che la differenza di prezzo, come per magia, immediatamente sparisce.

  20. Vincenzo Lettieri Says:

    Anch’io la penso come te. I-I ormai sta diventando, anzi è già diventata una grande realtà. materializza gran bei pezzi. mi piace molto la camicia a 4 bottoni.

  21. Alessandro Bessi Says:

    Su questo punto sono d’accordissimo con Antheus. E come ho già detto si tratta di un vero ritorno al made in italy! Un camicia di Armani che paghi 200 euro fatta in stabilimenti all’estero dove ci sono meno costi di manodopera (con una qualità direttamente proporzionale..) non può essere paragonato a una camicia come quella proposta da I-I.

    Anche se può essere paragonata con quella che mi faccio fare su misura, qui a Firenze, con cotone Loro Piana che scelgo io, con i polsi come voglio io, con il colletto come voglio io, lunga e larga quanto desidero e con le mie iniziali ricamate a mano. =) (150 euro circa..!!)

  22. T. Says:

    Ragazzi, la linea è veramente originale anche se dopo il post sui colori jappo di Lapo mi aspettavo qualche colore in più… cmq niente da dire, il nero è sempre il colore dell’eleganza.
    Resto titubante solo due cose: le taglie, che sono solo maschili, e il costo, che è esagerato.
    Io vesto solo con pezzi unici fatti interamente a mano, perchè mi piace scegliere i materiali, mi piace disegnarmi il modello e voglio che il capo sia solo mio; vi posso assicurare che farmi fare le cose in sartoria mi costa meno.
    Concordo col confronto fatto con i pezzi prodotti dagli stilisti, dei quali non è alta nè la qualità nè l’originalità, ma solo il prezzo!
    In bocca al lupo per tutto e complimenti ancora!

  23. David Golder Says:

    Ci sono cose molto carine, ma i prezzi come li fate? A muzzo?

  24. Roby82 Says:

    Infatti io ho premesso che non discuto nè qualità nè lavoro fatto a mano. rimane comunque il fatto che per essere un prodotto fatto a mano il prezzo è comunque spropositato come sostengono anche altri utenti…a meno che non scenda direttamente Dio in persona a cucire la camicia. Ma questo non è assolutamente un aspetto negativo di I-I, è però necessario che voi premettiate che il vostro è un prodotto esclusivamente d’ “elite”.

  25. K Says:

    I prezzi sono relativamente alti ragazzi, non altissimi. Se li confrontate con quelli di altre “grandi firme” sono quasi economici. La manifattura si paga e bene, idem chi concepisce l’idea e chi si sforza nel mandare avanti I-I. Sapete quanto costa produrre un i-pod? Meno di un terzo del prezzo a cui viene venduto e lì fanno tutto le macchine e la manodopera a basso costo. Qui si fa tutto in Italia e senza sfruttare nessuno, in più i materiali sono costosi, quindi il prezzo della produzione sale di per se e a questo si aggiunge quanto detto prima.

    Sarebbe una bella idea quella di realizzare qualcosa di economico in modo che tutti possano avere un qualcosa prodotto da I-I senza dover rinunciare a nulla. Dai che si può fare! :)

    Antheus come mai nei prezzi torna sempre il numero 7? Ha il significato che penso io? ;)

  26. paolo Says:

    Amo la proposition di I-I. La condivido in pieno. Sono anarchico e individualista. Amo chi sa rompere gli schemi Amo i visionari.
    Sono l’importatore esclusivo in Italia di un giocattolo come le moto confederate e mi colpisce la similitudine tra la Vostra filosogia e la nostra. Venedo da esperienze diverse mi sembra la vediamo in modo simile
    In bocca al lupo

  27. paolo Says:

    ma non possiamo fare qualcosa insieme?

  28. dama Says:

    Domanda: qualcuno sa quanto costa farsi fare un abito su misura, cucito a mano (ossia di alta moda), da uno stilista di grido? So con certezza che i prezzi si aggirano anche sui 10.000 euro-20.000 euro,senza voler scomodare gente come Valentino i cui prezzi alta moda si aggirano sui 100.000 euro!Ricordo un abito da sera di pizzo e cucito e ricamato a mano di V. il cui costo era, mi vorrei sbagliare, di 250.000 euro! I-I è una marca che fa prodotti di lusso hi-tech. Punto. Tutto ciò premettendo che non mi posso permettere nemmeno i prodotti industriali prodotti in serie da una firma di grido (che ha prezzi simili a quelli di I-I), prodotti all’estero e assemblati in Italia (e tanto basta per legge a classificare un prodotto come made in Italy). é stupido pagare un oggetto 2 mila euro se NON VALE QUALITATIVAMENTE TANTO, nella maggior parte dei casi si paga la firma e basta, in questo caso si pagano e la firma e la qualità, per cui i prezzi saranno alti ma proporzionati alla qualità e al brand che non dimentichiamoci è stato fondato da una persona “molto in vista”, diciamo così. Ah dimenticavo, a proposito degli occhiali di marca: non è lo stilista di grido che disegna e che produce gli occhiali ma la azienda che li disegna e produce, lo fa per conto di un’altra (in genere luxottica) che paga lo stilista per usare il suo marchio….SIGH, lo stesso dicasi per profumi e quant’altro. Secondo voi quanto costerebbe davvero un paio di occhiali se non ci fosse stampato sulla stanghetta un nome famoso visto che sono prodotti industriali in serie?O un paio di jeans o una giacca senza la targhetta dietro con sopra scritto Tizio? Una volta vidi in un negozio un abito di Tizio a 1.750 euro (?!): 50% acetato, 50% viscosa, tutte le cuciture e le rifiniture fatte a macchina e male, mah avevo visto un abito simile in un altro negozio a 40 euro, stesso modello e stessa stoffa, solo che il primo aveva dei pon pon, orrendi, e il secondo aveva una bellissima fantasia, inoltre il secondo era di un prontista, vi lascio immaginare quale dei due ho alla fine comprato!Cose dell’altro mondo…quasi quasi non volevo crederci nemmeno io!

  29. Alessandro Bessi Says:

    Faccio solo una precisazione: la notizia che un i-pod viene a costare alla Apple 1/3 di quello che viene fatto pagare al consumatore non tiene conto dei costi di ricerca&sviluppo, marketing, comunicazione, etc.. ma solo dei materiali impiegati nella sua costruzione. Quindi, adesso che un i-pod nano da 4gb costa 150euri, non è che il prezzo unitario è 50 euro.. 50 euro è semplicemente il costo dei componenti utilizzati.

    Solo per dovere di informazione.. ;)

    Saluti

  30. Alessandro Bessi Says:

    paolo.. non avevo mai visto quelle moto.. che cosa sono??

  31. Dimitris Zoz Says:

    Ma la Confederate non era scomparsa dopo l’uragano kathrina????

  32. Antheus Says:

    Roby 82: nessuno qui ha mai detto che I-I è un marchio di massa e di largo consumo. E ti consiglio di leggere i prezzi citati da dama.
    Paolo: le moto sono bellissime. Ci sentiamo presto.

  33. raffy Says:

    roby82: sai non e poi cosi caro dipende se una persona se lo puo permettere!
    ho fatto un sondaggio nel centro commerciale dove lavoro,
    ho fatto vedere la borsa e mi hanno detto: piuttosto, prada, fendi, ecc…..
    ma perche devo spendere gli stessi soldi e avere le borse che hanno tutti, pure i marocchini in piazza san carlo a torino?
    preferisco differenziarmi dalla massa e avere un prodotto unico e di qualità e prodotto interamente in italia.
    e poi ke dire, preferisco far crescere un’azienda di nuovi talent-scout e con un menager fighissimo e trendy come Lapo,
    che le classiche persone fatte in serie, sciape senza un briciolo di originalità e inventiva che lavorano soltanto per la quantità piuttosto ke la qualità del prodotto finito.
    raffy
    ciaoooooooooooooo

  34. raffy Says:

    sono sempre raffy,
    adesso vai pure all’armani store, aprono alle 15/30e chiudono alle 19/30
    p.s. vedi nn ti differenzi 6 uno dei tanti della massa, tarocco!!!!!!!!!!!

  35. Paolo Convertito Blasio Says:

    La moto è una muscle-bike turbocompressa impressionante per l’estremismo visionario che ne caratterizza ogni millimetro e per l’abbondanza di soluzioni pregiate impiegate, che la rendono un cult del mondo del design, ma ha visto il suo destino contrarsi beffardamente nel nome che le hanno dato: Wraith = spettro.
    Qualche giorno dopo il disastro katrina, la Confederate Motorcycles di New Orleans annunciava, con un amaro comunicato, di non esistere più.
    Le persone erano sopravvissute, ma gli impianti, le moto, i progetti, i computer, i telefoni e ogni altra cosa, se l’era portata via l’uragano, purtroppo noto con il nome di katrina.
    Si sarebbero rimessi in piedi dicevano, non sapendo però quando e come. Speriamo bene!!

  36. raffy Says:

    lapo sono idecisa occhiali 051 oppure 052?
    considera che ho gia il niro marrone con lente marrone aspetto un tuo consiglio
    ciao raffy

  37. Alessandro Bessi Says:

    I niro marroni con le lenti marroni sono favolosi. Fra 051 e 052 io sceglierei 051.. molto particolari e stilosi, poi bisogna vedere che tipa sei.. ;)

  38. m.g. Says:

    (SCRIVO IN MAIUSCOLO SOLO PER UNA QUESTIONE GRAFICA. BIANCO SU ROSSO NON SI LEGGE BENE, SOPRATTUTTO CON INTERVALLO DI CAMPI NERI).

    MI AGGIUNGO AL CORO DI CHI SI COMPLIMENTA E MANIFESTA LA SUA SODDISFAZIONE PER I NUOVI PRODOTTI I-I, ESPRIMENDO UN PARERE FAVOREVOLE VERSO CHIUNQUE SI SFORZI DI OFFRIRE UN PRODOTTO “NUOVO” O “MIGLIORE” SUL MERCATO.

    D’ALTRO CANTO, MI SEMBRA CHE SIA STATO MOLTO MAGGIORE LO SFORZO ALL’ESITO DI ESSO. MI SPIEGO:

    IN PRIMO LUOGO, MI CHIEDO DOVE SIA IL CONCETTO - PRESUPPOSTO CI SIA - DEL 2.0 NEI NUOVI PRODOTTI; pensavo che il concetto di “personal belongings” enfatizzato molto nella philosophy del brand I-I fosse molto più imperante. mi sembra sia stato rinnegato.

    IN SECONDO LUOGO, MI PERMETTO DI CONTESTARE LA PRETESA - ASSURDA A MIO AVVISO - DI EQUIPARARE I PRODOTTI I-I A QUELLI DI SARTORIA; si può davvero confondere una giacca fatta su misura, seguendo misure precise e assolutamente personalidi un fisico, con una giacca seppur dal taglio sicuramente bello e lineare, dalla fattura a mano e di ottimo materiale MA venduta on-line (allo stesso prezzo o quasi di una su misura) riportando come indicazione la sola misura delle spalle?? e poi dove starebbe la personalizzazione? si poteva fare meglio: personalizzare i bottoni sulle maniche, la foderatura interna, le cuciture sulle tasche, il retrobavero, il taschino interno..
    LA GIACCA (E LO STESSO DISCORSO VALE PER I PANTALONI) SEPPUR CONTRADDISTINTA DA OTTIMI MATERIALI E FATTURA MI SEMBRA SIA QUANTO DI PIU’ LONTANO DAL CONCETTO DI PERSONALIZZAZIONE CHE MI SEMBRAVA CARATTERIZZASSE LA FILOSOFIA DEL BRAND. penso che puntare solo sul materiale e sulla fattura non sia indice di sartorialità, nè di unicità, nè soprattutto di italianità e indipendenza.

  39. raffy Says:

    ciao alessandro mi capita spesso di leggere fra le righe il tuo nome
    di dove 6? io di torino e adoro i-i
    adesso sono al lavoro e devo vendere 1 telefono ci sentiamo dopo
    ciao raffy

  40. m.g. Says:

    a proposito, io indosso abiti sartoriali e camicie fatte a mano e su misura. i materiali li scelgo io. la fattura anche. e li faccio personalizzare a mio piacimento, in modo che quella giacca o quella camicia o quei pantaloni siano davvero pezzi unici e miei. e il prezzo è molto vicino a quello proposto da voi, con la differenza che nel vostro store pagherei 1000, scusate 1007, euro per una giacca che possono avere altre tot persone.

    pensavo che I-I portasse il concetto di sartorialità (che vuol dire “SU MISURA” e non FATTURA ARTIGIANALE) a incontrare il concetto industriale, attraverso il 2.0. pezzi esclusivi pur prodotti in serie, ma resi unici dalle possibilità di personalizzazione offerte al cliente. in modo tale che questi possa esprimere la propria personale identità e unicità all’interno di un prodotto che lo contraddistingua anche come appartenenza ad un brand-style.

    se questo era l’obiettivo, non mi sembra siate riusciti a raggiungerlo.

    ma perchè non proporre un jeans su misura, con etichetta personalizzabile? o una giacca con una gamma di materiali e particolari da scegliere? o una nuova modalità di personalizzare una camicia, oltre alle iniziali canoniche e alle bandierine di Lapo (che trovavo molto interessanti)?

    avete mai visitato nike-ID.com? si possono letteralmente creare le proprie scarpe! o anche converseallstar, o anche molti altri siti che offrono una personalizzazione completa del prodotto!

    scusate, ma potevate proprio fare di meglio!

    consiglio: continuate con gli occhiali e lasciate perdere la couture!

  41. K Says:

    @Alessandro Bessi: parlavo dei soli costi di produzione infatti, rileggi ;)

  42. m.g. Says:

    per dama: una piccola precisazione; un conto è uno stilista, un conto è un sarto. se si parla di prezzi, una camicia su misura, fatta a mano varia da 80 a 190 euro, a seconda della qualità del tessuto, della complicatezza del taglio e delle rifiniture (tipo di bottoni etc..); una giacca sartoriale, fatta su misura e cucita a mano si aggira intorno agli 1000-1500 euro, sempre valendo il discorso di prima. idem per i pantaloni, che sono più “economici”, aggirandosi intorno ai 2-300. questi sono i prezzi di media. con 2000 euro io compro un abito fatto su misura e cucito a mano, assolutamente unico. certo, non è “firmato” da uno stilista come Valentino, o altri.. ma la qualità è eccellente, la finitura anche. quanto vale un nome sull’etichetta?

  43. Paolo Convertito Blasio Says:

    credo che i niro di qualunque colore siano favolosi addosso a chiunque, le giacche sono bellissime, le camice erano quelle che cercavo, i vasi eccentrici, il candelabro in carbonio magnifico, le borse eccezionali….davvero complimenti a tutti e se posso…il 27 mi sembrava di essere ad una riunione familiare…ma non di quelle noiose e costrette dal vincolo parentale, ma di quelle sempre desiderate tra persone che pur non essendo legate all’anagrafe sono invece legate da coincidenze indipendenti..

  44. Alessandro Bessi Says:

    Ma come mai il numero 7 ricorre sempre nei prezzi?

  45. Alessandro Bessi Says:

    x raffy: sono di firenze, se provi a cliccare sul mio nome vedi qual è il mio indirizzo email, se vuoi ci sentiamo in quel modo (almeno non disturbiamo gli altri utenti del blog!)

  46. Roby82 Says:

    raffy: veramente mi sembra di essermi differenziato dalla massa parecchio essendo l’ unico che qui ha mosso un briciolo di critica. Chiaramente quella dell Armani Store era una provocazione…

  47. Dimitris Zoz Says:

    non ho capito bene ma credo che il 7 sia il numero preferito di Lapo

    e poi il 7 è un numero molto complesso..

    7 i giorni 7 i peccati capitali 7 le meraviglie del mondo 7 i Re di Roma 7 i chakra 7 i colori dell’arcobaleno 7 le note ecc ecc

    ad esempio il 7/7/07 a Las Vegas celebravano i matrimoni di 7 coppie per volta, con 7 fiori e 7 foto per coppia al prezzo di 77$

  48. Alessandro Bessi Says:

    Nel borsone in Kevlar si può vedere la coerenza di Lapo, quella che segue è una sua dichiarazione in un’intervista:
    “Non hanno logo, non faccio pubblicità a nessuno. Non credo nel lusso imposto, ma in quello costruito con il proprio gusto… il lusso di massa non è il mio lusso” (parlando delle sue borse militari..)

  49. paolo Says:

    mi fa piacere che ci sia interesse per le moto…non volevo però su questo blog rubare spazio a Italia Independent facendo pubblicità. Confederate è viva e vitalissima. Stiamo cercando di farla conoscere in Europa. Su Riders di settembre trovate una prova della mia Wraith. .
    Mi premeva solo sottolineare come esistano progetti, non in competizione con Italia Independent che cercano di affermare la medesima filosofia dell’individualismo, della voglia di rompere schemi.
    Confederate non ha loghi. La vedi e non sai cosa sia. ti entra dentro e basta.
    Per questo mi piace I-I

  50. Antheus Says:

    Caro m.g.
    innanzitutto ti ringrazio per le tue osservazioni, seppur critiche; ci servono per fare sempre meglio.
    Il discorso sarebbe lungo, ci sono da fare dei distinguo tra personalizzazione e “customizzazione” , tra tailor made e custom made, unicità e personalità
    Se continuerai a seguirci, sono certo che troverai le risposte alle tue domande. Nei prossimi post, oltre alle segnalazioni di creatività indipendente intercettata nel resto del mondo, “racconteremo” infatti ogni singolo prodotto e scoprirai delle cose che magari nella descrizione sul sito sono sfuggite.
    ciao
    A_._

  51. ilenia Says:

    Per LAPO
    Tanti auguri di buon compleanno!

  52. m.g. Says:

    Caro antheus,
    innanzitutto ti ringrazio per la risposta alle mie osservazioni. concordo con te nel ritenere doverosa una precisazione in termini; e ribadisco che la mia critica non fosse rivolta tanto ai prodotti in sè, ma piuttosto incentrata sui concetti e le idee in nuce, quanto meno presupposti o presupponibili.

    Pertanto, nonostante sia curioso di leggere le descrizioni dettagliate sulla “storia” dei singoli prodotti, il loro concepimento e la loro produzione, esprimo solo una certa delusione - ritengo condivisa da altri - rispetto a quanto si diceva nei primi post, all’inizio di questo blog.

    Insomma, la mia sensazione è stata quella di una sorta di tradimento del 2.0. Mi viene solo da chiedere: “dove sta l’apporto del consumatore?, di chi compra e indossa I-I?” “che cosa di I-I rappresenta me e che cosa rappresento di me attraverso la scelta di I-I? a quest’ultima domanda, certo non mi basta l’essere proprietario di un prodotto esclusivo e dal prezzo inaccessibile ai più. anche l’innovazione dei materiali mi sembra ripieghi solo ed essenzialmente sul concetto di status symbol, mentre il prodotto I-I dovrebbe esserne qualcosa di antitetico.

    per quanto riguarda la precisazione in termini (penso sia utile anche ad altri visitatori del blog):

    La custom work: lavoro su misura

    custom-made -aggettivo: adattato alle esigenze individuali

    customized -aggettivo: personalizzato

    custom-built -aggettivo: fuori serie

    custom-cut -aggettivo: su misura

    custom-made -aggettivo: su misura

    custom-made -aggettivo: fatto su misura

    custom-tailored -aggettivo: fatto su misura

    la customizzazione differisce dalla personalizzazione perché concede un certo grado di controllo diretto sul prodotto, mentre la personalizzazione limita questa libertà ad alcune possibilità prestabilite dal produttore in base a parametri standard.

    in merito a questa cosa mi chiedo dove sia l’uno e dove sia l’altro nei nuovi prodotti;

    Il termine custom indica infatti un manufatto progettato e realizzato su misura, in base alle necessità dell’acquirente.
    cioè, la giacca è bella, ma non è un pezzo di design; è un indumento che deve calzarmi a pennello! e per 1707 euro non deve fare neanche una piega! altrimenti è come avere una Ferrari senza avere i soldi per farci il pieno!

    posso parlare liberamente? il mio discorso è questo: ” se io compro la giacca (per fare un esempio), sicuramente acquisterò un capo dall’ottimo materiale. verrò notato da tutti, e riceverò complimenti da molti, mentre solo in pochi apprezzeranno la vera qualità del prodotto. dato il costo, sarò uno dei pochi ad averla, e anzi la esibirò con quella noncuranza snobistica tale di chi si può permettere un qualsiasi bene lussuoso - un bell’orologio, una bella automobile - . per quanto tutto ciò sia semplicisticamente appetibile, non mi rappresenta affatto. esprimere il lusso, la qualità, l’eleganza è una cosa; ma altra cosa è il MIO lusso, la MIA qualità, la MIA eleganza. speravo tanto che I-I non fosse alla stregua di marchi di status (alla stregua di un rolex o di una moleskine), piuttosto fosse un qualcosa di più identificativo. solo altre due cose:
    1) il brand è troppo legato all’idea di Lapo-personaggio; ciò ne fa solo un esempio deleterio di emulazione modaiola (della serie: vorrei essere come Lapo, altro che cantare come Biagio);
    2) perché avete concepito e realizzato dei prodotti adatti per essere messi in mostra nel design, al Moma e sui giornali di settore e non prodotti adatti per essere messi e basta?

  53. Alessandro Bessi Says:

    Mi complimento con m.g. per la qualità dei suoi interventi. Concordo su certi punti, su altri meno.. ma è certo che la sua è un’ottima riflessione.

    Saluti

  54. m.g. Says:

    lasciando da parte una sensibilità circa il design o questioni meramente estetiche (ricordo che design è quanto di più lontano dal concetto di estetica: scopo del design è - o dovrebbe - essere sempre la funzionalità, essendo il “bello” un elemento funzionale, e non creare oggetti belli ma inutili - quella è pop art!) mi sono posto alcune domande che mi piacerebbe condividere:

    - qual è il senso di un borsone multiuso (esempio palestra) realizzato in tessuto anti-proiettile?
    se fosse rigido, avrebbe senso per i voli aerei o i check-in-distruggi-bagagli..
    ma ho immaginato un borsone contenente i miei calzini sudati resistente alle pallottole.. per resistere ai colpi della fidanzata o della mamma quando torno dal calcetto?

    - qual è il senso di una shopping bag (che è nata per la spesa al fruttivendolo o al supermarket) con manici collegati con placche di carbonio fissate con viti a piastre in acciaio e con finitura in titanio? cioè, in una borsa di acciaio, titanio, carbonio e super-nylon dovrei potervi riporre una smart quando vado a milano a fare shopping!

    - qual è il senso di un portacandele in carbonio? cioè.. sono più leggeri a parità di resistenza.. ma perchè una struttura di supporto a una candela dovrebbe essere così resistente? capisco un telaio della bici, una tavola da kite-surf, una mazza da golf, una racchetta.. ma tra un portacandele in acciaio e uno in carbonio che cosa cambia? cioè perchè il carbonio?

    le critiche ai prodotti di couture le ho già mosse; per quanto riguarda gli occhiali, quelli li trovo molto interessanti; per i fabric vase, discorso analogo: molto interessante il concetto di vaso in tessuto e molto accattivante la descrizione che ne fate! per quelli vi faccio i miei complimenti!

  55. Antheus Says:

    caro m.g,
    le critiche quando sono argomentate, sono sempre ben accette. Peccato però parlare di cose che non si sono ancora viste o toccate.
    Il discorso sarebbe molto lungo e le parole le porta quasi sempre via il vento, per questo stiamo pensando di organizzare un incontro con i lettori del blog per farvi vedere i prodotti dal vivo; un’anteprima, dato che nei negozi compariranno soltanto a dicembre . E poi anche per far due chiacchiere.
    Sulle tue critiche mi riservo di rimandarti alla spiegazione di ciascun prodotto che metterò sul blog nei prossimi giorni e poi vorrei fare un paio di appunti: come ho già scritto qui
    http://blog.italiaindependent.com/2007/07/20/duepuntozzero/
    per noi 2.0, non significa “coinvolgimento e partecipazione del consumatore (puah!)”. Non siamo un marchio di largo consumo e quindi questa tattica al momento non ci interessa. Il Made in Italy 2.0 va invece inteso come un upgrade del MiI, un aggiornamento di un concetto che ha perso il suo senso (la formula 2.0 esiste già da prima della nascita del web 2.0. Se non lo sai, c’era una rivista chiamata Business 2.0, nata nel 2004 http://money.cnn.com/magazines/business2/business2_archive )
    Non crediamo proprio di essere un marchio status symbol, e lo si può anche vedere dall’understatment con cui trattiamo il marchio, mai visibile o ingombrante.
    Tu chiedi “perché avete concepito e realizzato dei prodotti adatti per essere messi in mostra nel design, al Moma e sui giornali di settore e non prodotti adatti per essere messi e basta?” Perché I-I vuole fare per prima cosa prodotti innovativi, originali, non facilmente replicabili e possibilmente belli. E’ chiaro che per fare oggi un prodotto innovativo non hi-tech è necessario mixare competenze diverse: il designer e il camiciaio napoletano, il materiale supertecnico e l’artigiano vecchio stile.
    Per il resto sono certo che le tue considerazioni troveranno delle risposte nei prossimi giorni e, in ultima ipotesi, a fine ottobre a Milano. Sei invitato! Siete tutti invitati!
    Stay tuned.

  56. robert Says:

    ma scusate senn potete permetteverli non criticate…….gli oggetti son belli di qualita’ e innovativi.
    forza lapo continua cosi….

  57. ivanoz Says:

    CARO ANTHEUS, MA LE COSE LE FATE PER VENDERLE O NO?NON CAPISCO DOVE SIETE DIFFERENTI DA ALTRE CASE DI PRODUZIONE,FORSE SONO SOLO STRATEGIE DI MARKETING…… SPIEGAMI……….CIAO ivanoz

  58. m.g. Says:

    caro Antheus,
    ti ringrazio per il chiarimento. e sono contento di un eventuale incontro con gli utenti del blog (anche se resterà solo una proposta al vento, è comunque una cosa apprezzabile). anche solo perché una comunicazione fruttuosa ritengo non possa passare che per il canale dell’interazione reale e istantanea.
    ti ringarzio per i link. li leggerò subito. però mi/ti chiedo altre due cose:

    1) lo status symbol diventa tale proprio perchè prescinde e va oltre il marchio: un rolex è rolex non perché ha scritto rolex, ma perchè è riconoscibile come tale. - in questo senso “Status Seekers”, di Packard,1959 - mi sembra che il vostro understatement sia proprio così: I-I passa attraverso la qualità, non attraverso un logo.

    2) sul 2.0 riconosco il fallire delle mie critiche. solo però mi permetto di osservare come dal canto mio - e di chi come me appartiene a un background sociale non comune - il coinvolgimento non sia per il largo consumo - una cosa per chiunque -, ma sia piuttosto l’espressione ancora più marcata di un’appartenenza elitaria. della serie: non è ciò che acquisto che mi da valore, ma sono io che do valore a ciò che acquisto.

    non mi rimane che aspettare i tuoi prossimi chiarimenti sul blog!

  59. Antheus Says:

    caro m.g.,
    il thread sta assomigliando sempre più alla discussione sul sesso degli angeli. Né io, né tu, né Lapo abbiamo in mano la verità su queste questioni (e per fortuna, dico io) e tutte le opinioni ,se di buon senso, sono rispettate e accettate. Quindi mi fermerei qui e rinnovo l’appuntamento a fine ottobre.
    Non è una proposta al vento. E’ una promessa.

  60. ivanoz Says:

    grazie ANTHEUS per le risposte che non mi dai. alla fine della sagra se non ci fosse la popolarita’ di lapo gli oggetti che avete fatto sarebbero solo grandi cazzate. ciao ivanoz

  61. Antheus Says:

    ivanoz: alla tue “domande” puoi autorisponderti tu stesso dopo aver letto i post che ci sono e che ci saranno.

  62. ivanoz Says:

    chi di spada ferisce di spada perisce………..tanta innovazione ma e’ la solita canzone……….l’imperativo e’ solo vendere………..il resto grandi fregnacce…………………………………………………….addio ivanoz

  63. ivanoz Says:

    DIMENTICAVO: con il personaggio che avete alle spalle potreste fare MOLTO di piu’. nuovamente addio ivanoz

  64. emanuele Says:

    Ivanoz…non condivido nel modo più assoluto quello che dici.
    Lapo, prima di essere Personaggio, è sicuramente un creativo, un leader (sicuramente sul lavoro), bravo a scoprire e scegliere i suoi collaboratori, sa aiutare e motivare le persone e, soprattutto lavora dal mattino alla sera come qualsiasi persona normale vicino alla sua Squadra.
    Ai tempi in cui lavorava in Fiat, avrebbe potuto tranquillamente starsene in giro per il mondo a rappresentare la Sua Azienda ma al contrario ha voluto fortemente un ruolo operativo, più umile, se vogliamo, ma che gli permettesse di imparare e, soprattutto, di capire quali erano realmente i mali dell’Azienda (l’immagine vecchia, i prodotti obsoleti, ecc.) per tentare di risolverli.
    Il risultato oggi è evidente e, credimi, il merito di come Fiat è oggi percepita, soprattutto dai giovani, è solo ed esclusivamente il suo.
    Bene…non credo che la gente oggi sia tornata a comprare Fiat solo perchè si ricorda che ci lavorava Lapo Elkann…
    La gente è tornata a comprare Fiat perchè è un’Azienda trasformata, più giovane, moderna, dinamica, molto più orientata al mercato e, soprattutto molto più “simpatica”.
    …e questi meriti non sono certo di Marchionne, che comunque è un Grande…ma per latre cose…
    In Italia Independent rivedo uno schema simile, ottima Squadra, grande Leader, tanta motivazione e, soprattutto, voglia di lavorare e di mettersi in gioco.
    Abbi fiducia, aspettiamo i risultati, saremo sempre in tempo a non condividere.
    Un abbraccione

    ema

  65. SylviaR Says:

    @ema: che sviolinataaaaaa….
    Lapo santo subito!

  66. ivanoz Says:

    emanuele: quello che voglio dire io e’ che I.I. e’ come tutte le altre aziende. Credi che nelle altre aziende non ci siano persone motivate?che tu venda stuzzicadenti o ferrari devi solo vendere e vendere al meglio…………….il resto INNOVAZIONE….CREAZIONE……sono tutte BALLE. compreresti tu le stesse cose della I.I. fatte da CICCIO PANIN? ITALIA INDEPENDENT e’ un marchio registrato,vai a vedere su http://www.uibm.gov.it non una filosofia e’ una azienda come tante, non l’innovazione…………l’unica cosa che gli da’ merito e solo quella di produrre in italia(spero) le felpe FIAT erano fatte all’estero……….smetti di sognare……te la vendono come vogliono……ciao ivanoz

  67. rocco Says:

    grande ANTHEUS ……ammiro la tua franchezza …. ma come farete ad invitare tutti i partecipanti del blog alla presentazione dei prodotti???

  68. Alessandro Bessi Says:

    Per quanto riguarda il successo FIAT non va sminuito il contributo di DE MEO, eletto uomo marketing dell’anno dalla rubrica marketing di ItaliaOggi.

    Ciaooo

  69. ema Says:

    …De Meo, infatti è sempre stato uno dei meglio considerati e stimati da Lapo sin dai tempi in cui si occupava di marketing Lancia. Credo che questo, oltre alle sue grandi capacità, abbia certamente contribuito alla sua meritata crescita.
    E come lui ce ne sono altri che attualmente ricoprono ruoli di rilievo all’interno del Gruppo.
    ema

  70. Paolo Convertito Blasio Says:

    Tanti auguri di buon compleanno. Ciao Lapo

  71. The Sub Says:

    per K.
    Seppur in ritardo ho letto : I prezzi sono relativamente alti ragazzi, non altissimi…azz…1007 un paio di occhiali…dai su…un minimo di rispetto per chi ci mette un mese a guadagnarli…

  72. cash till payday loan Says:

    atlantic city…

    In general atlantic city high school student credit card…

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