L.E.N.Y.
(di Antheus)
Come potete leggere nelle news , I-I partecipa al Limited Edition New York e la cosa ci inorgoglisce per tre motivi.
Il primo perchè è una manifestazione interessante, giunta alla seconda edizione, che ospita solo le edizioni limitate di importanti brand. Detto tra noi, magari per il prossimo anno consigliamo loro di fare un restyling al sito.
Il secondo perchè parte del ricavato delle vendite andrà a sostegno di The Climate Project, l’associazione creata da Al Gore per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti ambientali del surriscaldamendo del pianeta.
Terzo, perchè siamo interessati al tema della limited edition e all’estetica del pezzo unico. Ci piace pensare al prodotto come se fosse un “articolo artistico” che possa valorizzare la vita quotidiana. Liberare gli oggetti dall’obbligo dell’uguaglianza anonima e livellatrice, per farli diventare dei prodotti carismatici che spiccano nella banalità del quotidiano, pur nella loro naturale e umana imperfezione.
Nei nuovi prodotti che Italia Independent lancerà a fine settembre c’è il tentativo di fare e comunicare questo. E molto altro ancora.

September 4th, 2007 at 3:18 am
gran bel progetto!!! tutta la mia ammirazione….sarebbe bello una linea semplicissima di t-shirt per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento, ovviamente in edizione limitata e magari disegnata da personalità impegnate a livello internazionale..saluti a tutta la piccola comunità che si è creata su questo sito e spero davvero che possiamo conoscerci magari attraverso l’organizzazione di un forum in qualche città dove discutere oltre che di fashion & glamour magari anche di inquinamento e disastri urbanistici… Ciao
September 4th, 2007 at 7:31 am
il link al sito è sbagliato, c’è due volte http://.. correggete. =)
September 4th, 2007 at 7:32 am
Sono davvero curioso di vedere quali saranno i nuovi prodotti che I.I lancerà a Settembre.. e visto che ormai ci siamo non ci meritiamo qualche piccola anteprima o indizio? =)
Saluti
September 4th, 2007 at 8:28 am
Alessandro, grazie della segnalazione.
Sicuro, i lettori del blog vedranno alcuna immagini in anteprima e sicuramente più di un indizio. Prima ancora della stampa.
Stay tuned.
September 4th, 2007 at 9:56 am
Ciao a tutti,
complimenti a I-I per la sua presenza al L.E.N.Y.
Vorrei però altresì segnalare che la raccolta fondi a scopi “ambientalisti”
è a dir poco opinabile. Nulla toglie alla grandiosità e all’esclusività dell’evento.
A tal consiglio a tutti la lettura di un “romanzo - non romanzo” (come il film-non film di Gore)
di Cricton, Stato di paura, dove pur a romanzo sono evidenziate, sottolineate e giustificati dati
che vanno a discredito di molti movimenti ambientalisti che con la scusa del “global warming” spostano
l’attenzione su “catastrofi” improbabili o comunque inevitabili, a dispetto di altri problemi più tangenti
e più gravi. Climate Project e Global Warming prendono in considerazione l’inquinamento solo
dalla parte della immissione della CO2 e dei gas serra nell’atmosfera, ma se ne fregano del benzene,
o dei solfati che per cancro fanno molte più vittime di un uragano, e sono di interesse molto più
globale, che solo di una popolazione che si ostina a costruire case in legno, o in zone ad alto rischio
di smottamenti.
Sarebbe decisamente stato meglio che la raccolta fondi di quell’evento fosse stata a favore
di vittime di guerra, dei malati di aids, di ricerca sul cancro o di qualsiasi altro, poi il tema è molto complesso.
Cmq bravi I-I. Saluti
September 4th, 2007 at 10:38 am
Per Alessandro Bessi:
Ho visto che hai registrato un dominio, il nome è interessante ( o meglio nei miei interessi).
Di cosa si tratta?
Saluti
September 4th, 2007 at 11:08 am
Bene Antheus….l’Italia si muove!
L’anno prox potremo partecipare anche noi alla L.E.N.Y. e chissà che non ci si possa inventare un bel prodotto assieme I.I. ed E.L.
Non sarebbe mica male!
Ps : l’invito per la nostra presentazione di fine settembre a Milano è sempre valido.
Ciao e…avanti così
Sergio
September 4th, 2007 at 3:27 pm
@ Casalgrandi: era un sito attraverso il quale si poteva fare beneficenza con un semplice clic sfruttando il sistema adSense di Google. Purtroppo sono stato costretto a chiuderlo dopo le numerose critiche e accuse di truffa ricevute da parte di tante persone.
Il ricavato sarebbe andato all’associazione AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro).
September 4th, 2007 at 8:20 pm
Posso dire una cosa?
Pur comprendendo il vostro discorso sull’edizione limitata che consente di creare pezzi semi-artigianali, quasi unici…
Credo che il concetto abbia conosciuto una diffusione eccessiva e stia quindi perdendo gran parte del suo appeal.
Detto che il design in edizione limitata è un ossimoro (il dizionario ci dice che design = progettazione di articoli atti a essere riprodotti in serie, e quindi in un numero virtualmente infinito di copie), ultimamente ci sono persino i gelati, i sofficini e le cotolette in edizione limitata.
A questo punto, da un punto di vista strettamente legato alla comunicazione, secondo me farebbe assai più colpo parlare di unlimited edition.
xx
e.
September 4th, 2007 at 9:47 pm
Non sono d’accordo con Dowtowndoll ma senza dubbio il suo messaggio porta a fare una riflessione interessante sul significato di design, di originalità e di edizione limitata.
Devo dire che mi hai incuriosito, adesso mi vado a leggere il tuo blog!
September 4th, 2007 at 10:57 pm
Nemesis: Grazie per aver espresso il tuo parere.
Downtowndoll: Interessante punto di vista. In realtà il tema che sta più a cuore a noi di I-I, non è tanto quello dell’edizione limitata (sono d’accordo con te, pratica fin troppo abusata), quanto quella del pezzo unico, visto come uno spazio di sperimentazione vitale.
Una logica che di certo è più vicina al mondo dell’arte che a quella del design.
September 5th, 2007 at 10:38 am
Good morning I.I. Community!
…felice di ritrovarvi qui più attivi che mai!
Antheus: intanto complimentoni per il L.E.N.Y..
Secondo poi mi sta sfuggendo un passaggio, voi proponete il pezzo unico e okay!, ricercate la logica dell’opera d’arte, del pezzo irripetibile, e quindi, se irripetibile, inestimabile, una logica che, come scrivi tu, si allontana dal concetto di design per avvicinarsi a quello d’arte… non fa una piega!
Allora propongo un altro concetto: ci sono oggetti, ad esempio, le sedute di L. Mies van der Rohe, - sfido chiunque a dire che non sono un oggetto d’arte, - che ancora oggi vengono riprodotte in numero limitato e vendute a distanza di oltre 50 anni dal progetto originale…
Forse non si sta considerando che il concetto d’arte, dopo l’avvento del design, non sta nella composizione della materia ma nell’idea della composizione della materia stessa!
Esiste da tempo un design che sta tra l’opera d’arte e il pop-design…
…forse è lì che si collocano le produzioni di I.I.?
Cordialità!
T.
September 5th, 2007 at 11:20 am
@Antheus
Grazie della risposta, adesso mi è tutto più chiaro.
QUindi il vostro processo creativo sarebbe: mi concentro sul pezzo unico e sulle possibilità di sperimentazione che esso mi offre e poi lo riproduco in edizione limitata, corretto?
@Alessandro Bessi
Non ho capito, perdonami, su cos’è che non concordi?
September 5th, 2007 at 1:17 pm
pezzo unico, limited edition, global warming, riscaldamento globale …. anche i disastri globali - ambientali ormai vanno di moda e aiutano a sponsorizzare prodotti…..
September 5th, 2007 at 1:36 pm
@ Dowtowndoll: non concordo sul fatto che farebbe più colpo parlare di unlimited edition. I.I è nata per proporre pezzi unici e di fatto limited edition. Ogni prodotto è un’opera d’arte a sè stante. Penso sia proprio alla base della brand philosophy creare oggetti in edizione limitata!
Chi spende 1000 euro (ma anche 300) in un paio di occhiali da sole lo fa perchè è consapevole di essere uno dei pochi fortunati ad avere quel prodotto (che oltretutto vanta un processo costruttivo all’avanguardia). Capisci? Edizione limitata è sinonimo di esclusività ed è proprio questo quello che cerca il cliente che si interessa ad un brand come I.I.
Innovazione tecnologica, design all’avanguardia ed esclusività sono le carte vincenti di Italia Independent.
Ovviamente tutto in my humble opinion, magari poi non ho capito niente su quello che I.I è effettivamente e di come si vuole affermare in un mercato della moda ormai (concedetemelo) ripetitivo.
Saluti.
September 5th, 2007 at 5:58 pm
avere un un piao di occhiali, limite edition, a 1000 euro evidenzia l’agonia che questa nostra società e chi ne fa parte (io compresa) sta vivendo. Tutto questo è assurdo e irrazionale, nella vita non serve spendere mille euro per essere pezzi unici, ogni singola persona lo è già.
Tuttavia immiginiamo che a noi gente comune ci vengano offerte 1000 euro, da spendere come vogliamo, allora la mia domanda è: quanti di voi comprerebbero questi occhiali ? e quanti li spenderebbero in altro modo?
Io vi do la mia risposta: sicuramente li spenderei in altro modo e sono sicura che anche molti di voi li userebbero per altri scopi o altre limited edition (arte).
Questo significa che I-I non è “limited edition”, ma semplicemte roba da ricconi….
September 5th, 2007 at 6:03 pm
@Alessandro
No perdonami, non ci siamo capiti!
Io non mi riferivo ai prodotti I-I parlando di unlimited, era un discorso generale del tipo:
sai come farebbe colpo una campagna giocata su questo concetto?
September 5th, 2007 at 6:18 pm
Ah ok, adesso mi è tutto chiaro!
September 5th, 2007 at 6:23 pm
una buona campagna giocata su questo concetto avrebbe sicuramente successo, il problema è trovare il prodotto di successo: dal mio punto di vista I-I ha riproposto l’oggetto più banale e ripetitivo, ma soprattutto commerciale e non innovativo che il consumatore italiano medio non comprerebbe. Chi ha creato questo prodotto sicuramente ha pensato ad un pubblico esclusivo ( nel senso di ricco) e non di massa a cui venderlo….una persona comune non penserebbe mai di spendere quella cifra per un prodotto del genere….la vera innovazione che fa guadagnare è il contrario di I-I: trovare qualcosa innovativo a portata di persone come me…..
September 5th, 2007 at 6:29 pm
@ federica: io non sono d’accordo con te. Sono d’accordo con te quando dici che la società italiana sta vivendo un periodo di agonia.. ma io questa agonia l’associo all’impiegato che spende 1/3 del suo stipendo per pagarsi il SUV. Macchina costosa, che non gli serve e che non rappresenta la categoria sociale di cui fa parte. Poi è ovvio che per permettersi certi oggetti devi avere un’ottima condizione economica, ma non ci vedo niente di male in un tipo che ha la Porsche, la Ferrari o una Mercedes al top di gamma e si compra un paio di occhiali da sole da 1000 euro. Con questo non voglio dire che 1000 euro non siano tanti, per l’amor del cielo.. ci mancherebbe.. penso solo che ad ognuno il suo.
Se mi regalassero mille euro? ora come ora? ti dico la verità.. davvero non saprei, probabilmente li metterei in banca perchè in questo momento ho tutto quello che mi serve. Vero, non comprerei gli occhiali ma non comprerei nemmeno un’opera d’arte. Questo perchè, come ho spiegato prima, AD OGNUNO IL SUO. Non mi risulta che i grandi collezionisti d’opere d’arte siano studenti o impiegati.
Poi siamo d’accordo sul fatto che una persona è giù unica di per sè, nessuno lo ha mai messo in dubbio.. ma in fondo che male c’è a comprarsi un oggetto che può renderci felici?
September 5th, 2007 at 6:58 pm
Scommetto che sarà un successo! In bocca al lupo ragazzi!
September 5th, 2007 at 7:28 pm
per alessandro: forse non hai compreso bene il senso delle mie parole.
Chi compra I-I fa benissimo perchè significa che ha i soldi per poterlo fare…..ed io sono contenta per loro ed assolutamente non c’e’ niente di male ne tantomeno di strano. Non ritrovo in questo oggetto gli elementi per poterlo definire pezzo unico nè tanto meno originale. Per le opere d’arte; ho vissuto molto tempo a Barcellona e ho conosciuto molti artisti di strada; ti posso dire che non è il prezzo che fa l’arte, ma è il valore che ognuno di noi gli dà per quello che ci rappresenta. Per te delle cose possono non avere alcun valore, per me possono esprime tutto quello che sono…AD OGNUNO IL SUO
September 6th, 2007 at 2:30 am
ci sarebbe un settore in cui potreste lanciarvi nella produzione di pezzi one-off…
Lapo pensa al tuo caro “Stealth”
September 10th, 2007 at 10:21 am
@federica: tu non troverai gli elementi per poter definire pezzo unico l’occhiale I-I… a mio modesto parere credo tu ti sbagli… pensandoci non mi viene in mente nessun brand capace di offrire una così vasta gamma di personalizzazioni quali colore della montatura e delle lenti assemblate a nostro piacere o ancor meglio la scritta all’interno della stanghetta…. Forse negli anni ‘80 la swatch aveva cercato, sull’onda della moda dell’epoca, di creare una vasta gamma di cinturini, ghiere e quadranti in modo di acconsentire una personalizzazione dell’orologio.
September 10th, 2007 at 7:48 pm
bella l’idea del blog, xò se manipolate anche questa allora non è più uno spazio alle idee, ieri vi ho scritto e oggi non c’è più il mio commento!!!! ok volete solo che vi si dica che SIETE I PIU’ BRAVI E I PIU’ FIGHI!!!!!!!!!!!!! e se solo si accenna a LAPO SEI UN PO’ GASATO…si censura!!!! baci comunque
September 10th, 2007 at 8:20 pm
cara anna blu, noi interveniamo solo sui commenti pesantemente offensivi o fuori dal contesto.
Non mi sembra di aver visto un tuo commento, comunque.
Sicura di aver commentato?
September 11th, 2007 at 12:40 pm
Caro Antheus, sì sono sicura a me non che non sia intervenuto un manipolatore dall’alto a deviare il messaggio…anyway apprezzo la tua risposta, sei gentile!