William Gibson
Tuesday, August 28th, 2007(di Antheus)
Uno dei romanzi più interessanti - e quando dico “interessanti” significa non solo scritti bene e con una trama avvincente, ma anche inseriti in un contesto originale e stimolante - che ho letto negli ultimi anni è senza dubbio “Pattern recognition” (in Italia tradotto da Mondadori con il titolo L’accademia dei sogni). Gibson è un celebre e apprezzato scrittore di science fiction - quella più estrema, tipo cyberpunk - ma questo romanzo lo ha voluto ambientare in un presente prossimo: le prime duecento pagine, oltre ad essere godibilissime da leggere, spiegano il viral, guerrilla e l’hijack marketing meglio dei cento saggi o manuali che intasano gli scaffali delle librerie.
La protagonista Cayce Pollard ha una sensibilità particolare nei confronti dei loghi e dei brand e il suo lavoro è quello di dare il suo parere sul successo di un brand. La sua sensibilità è così potente che non indossa abiti firmati ma si veste solo con abiti dell’ex germania dell’est. La protagonista si troverà coinvolta in una serie di video enigmatici e ipnotici (il libro è del 2003, youtube ancora non esisteva: Gibson è stato premonitore anche questa volta) che vengono immessi anonimamente sulla rete. Il tutto sfocerà in una storia di spionaggio, post-geografie, terrorismo internazionale e cultura della rete.
Le buone notizie da dare sono due: la prima è che il regista Peter Weir (quello di The Truman Show, per intenderci) sta girando un film tratto dal romanzo; la seconda è che è uscito una sorta di seguito ideale. Il romanzo, appena uscito in USA, si intitola “Spook Country” ovvero “Terra degli spettri” (ma chissà come lo tradurranno in Italia) e qui si è già ordinato.

