La musica è cambiata
(di Antheus)
La musica è davvero cambiata. Non sto parlando delle specifiche canzoni o dei generi che si mischiano, pescano dal passato, si evolvono o implodono. Sto parlando invece dell’industria discografica e del modello del music business. Il vecchio modello è da buttare, mi sembra che questo sia sotto gli occhi di tutti, solo alcuni discografici vecchio stile ancora negano l’evidenza.
I dischi si vendono sempre meno, per entrare nella top10 italiana basta vendere poche migliaia di copie (in USA poche decine di migliaia), in Italia il volume di affari delle suonerie dei cellulari ha superato quello della vendita dei cd, per i grandi successi il peer-to-peer la fa da padrone. Le case discografiche non possono più agire in modo routinario come in passato, ma essere sempre più creative e sorprendere i tanti appassionati di musica. I concerti oggi sono forse le attività che hanno più successo, ma non tutti, soltanto quelli che hanno dietro un’idea forte e una giusto bilanciamento tra costi di produzione e prezzo del biglietti (alcune tournee come quelle ultime degli Stones o di George Michael in Italia non possono essere considerate dei successi).
Tutto questo l’ha capito molto tempo fa Prince, dichiarando guerra alle major discografiche, anche con provocazioni forti e spesso non comprese, come quando cambiò il suo nome in The Artist e TAFKAP (The Artist Formerly Knows As Prince) e iniziò a distribuire i suoi dischi solo in rete. Quest’anno poi ha superato se stesso: avendo capito che i dischi non sono più un prodotto da vendere, ma una commodity o , meglio ancora, uno strumento promozionale per l’artista, allora in UK ha abbinato il suo nuovo disco Planet Earth in allegato gratuito al quotidiano Mail on Sunday. Risultato? La rivista e il disco hanno venduto circa tre milioni di copie solo in UK (numeri incredibili per il mercato discografico oggi) lui si è messo in tasca un bel gruzzolo di soldi ed le 21 date a Londra in agosto (dove regalerà il disco al pubblico) in 21 location diverse sono andate tutte sold-out.
Stupire, spiazzare, cambiare le regole del gioco. Questo è oggi l’unico modo per competere ed emergere nel mercato della musica. E far saltare gli equilibri: un giornalilsta del Los Angeles Times ha visto censurato il proprio editoriale in cui chiedeva al quotidiano di seguire l’esempio del Mail on Sunday e regalare un po’ di mp3 ai suoi lettori. L’articolo è stata cancellato per non fare un torto alle major discografiche che hanno la sede a L.A.. Ma il pezzo è uscito in rete grazie ad una testata concorrente e tra blog, social community e siti vari ha fatto il giro del mondo.
Prince nonostante i suoi 49 anni, è oggi l’artista più cool e innovativo oggi sul mercato.


August 3rd, 2007 at 3:42 pm
sic!
August 3rd, 2007 at 4:23 pm
E’ incredibile che i padroni del vapore discografico non riescano ancora a capire che il web va cavalcato e non combattuto …….
Prince è un grande, ma già una miriade di artisti ha compreso che le major possono essere combattute —- si pensi a Jay-Z, LL Cool J, lo stesso G Micheal ecc ecc….
August 3rd, 2007 at 4:39 pm
Credo che oggi il business per gli artisti non sia più sul disco singolo ma su tutto ciò che c’è intorno all’immagine di un artista, grazie ad internet ora è possibile scambiarsi musica con estrema rapidità , quindi gli artisti dovranno per forza adeguarsi e le case discografiche preoccuparsi della riduzione dei prezzi e puntare per i loro guadagni su tutto ciò che un’artista riesce a rappresentare.
August 3rd, 2007 at 5:24 pm
L’artista oggi per avere successo non può attaccarsi solo alla vendita dei dischi.E’ molto difficile per gli appassionati comprare questa merce,in primo luogo perchè ha un prezzo elevato e poi perchè oggi chi vuole avere nel suo mp3 nuovi brani,non compra il cd ma li scarica,spesso in maniera gratuita,ovvero pirata da internet.Un autore se vuole vendere il proprio materiale,oggi deve farlo promuovere anche attraverso la rete,in questo modo molte più persone,vedendolo publicizzare,stando comodamente sedute a casa saranno stimolate nell’acquisto.Arrivare a vendere in allegato la propria merce è un’altra soluzione alternativa a prezzi inferiori che stimola maggiormente l’acquisto.W PRINCE!!
August 3rd, 2007 at 6:35 pm
antheus condivido.. ma non hai dimenticato un’altro incredibile successo??
L’itunes di apple………. che è il futuro…… con le esclusive ect ect..
Con 0,99 cent non si compra nemmeno un pacchetto di patatine san carlo…
August 3rd, 2007 at 10:38 pm
Credo che il futuro della musica passi per i VIDEO MUSICALI: con I-POD, dvx per auto, tutti ormai sono alla ricerca di musica da vedere e da sentire; il problema è che ancora in commercio non c’è ampia scelta, ma credo che prossimamente saremo invasi!! Non sò se questo è positivo o meno per il mondo della musica……chi vivrà, vedrà!!
August 3rd, 2007 at 11:56 pm
antheus ha proprio ragione.il mercato discografico è in crisi anke se x alcune statistike sta migliorando.io credo ke sia anke x questo motivo ke i giovani cn grande talento non riescono a trovare 1 contratto discografico.io x esempio studio canto da qnd avevo 7 anni(ora ne ho 17)e sn quasi convinta ke nn avrò mai 1 possibilità xkè io nn sn prince.dobbiamo poi parlare di qll starlette ke appena cadono in qlk scandalo iniziano a cantare ?cm ad esmpio nina moric,fabrizio corona o loredana lecciso.ecco!qst xrò è 1 cosa vergognosa.i discografici non pensano neanke + alla vera musica ma a quella ke può portare qlk soldo in quel momento.non è affatto giusto xkè se la gente vedesse in giro dei nuovi cantanti ke sappiano parlare veramente di musica come ai vekki tempi,credo ke forse le cose potrebbero cambiare ma se si cintinua su qst scia….addio!!continueranno a vendere soltanto i soliti 4 artisti.
August 4th, 2007 at 11:53 am
prince non si discute e il re di minneapolis e ha un bagaglio culturale molto ampio se si tratta di dischi ballo per non parlare dei sui testi e della sua voce provocazione e bellezza che dire sentirlo fa sempre piacere…
vedremo in futuro i cambiamenti legati alla globalizzazione internet e cose varie ma soprattutto la rete ha portato grandi cambiamenti a quello che e la gdo e quindi tutto puo prendere forma ed essere captato dal pubblico con vari canali lui ha scelto quelli piu’ innovativi come sempre e che ne dici del suo profumo chi sa come sara sicurmaente con una fragranza unica come lui…
August 4th, 2007 at 11:59 am
luigi f. : itunes è già una realtà consolidata che pure i discografici hanno iniziato a comprendere, ma che spesso usano banalmente come un altro canale di vendita, senza capirne appieno le potenzialità.
August 4th, 2007 at 10:55 pm
sta passando tutto, gradualmente, dalle majors alle agenzie di pubblicità. Musica come strumento promozionale per l’artista ma artista comunque legato alle catene di qualcuno.
l’MP3 in vendità non è il futuro, è solo il presente.. a lungo termine non rappresenta un investimento solido. Così come non sono un investimento solido il vendere online altro, come suonerie, videogiochi, film.
L’anno scorso ho avuto occasione di scambiare 4 chiacchiere su questo con uno dei responsabili della Universal (anche se entrambi ci occupiamo d’altro) e dai rumors aziendali che si avvertono tra i “palazzi della musica” pare che il problema sia proprio il costruire un piano che garantisca introiti sul lungo termine. L’unica soluzione per ora è il dare un “valore aggiunto” all’acquirente. Un surplus che colpisca il fan, che lo identifichi tra la massa. L’esigenza di un surplus di questo tipo, probabilmente, farà sì che si creino nuove sinergie tra realtà diverse tra loro.
Qualcosa di simile è già accaduto, per esempio, con le riviste. E’ difficile vederne una senza un allegato speciale o senza un omaggio. Così come i quotidiani, sempre più spesso, decidono di allearsi con riviste o con altri quotidiani (quotidiano nazionale + quotidiano sportivo)
Alla fine, almeno per quel che riguarda i miei gusti, preferisco sempre avere un rapporto “caldo” con quello che acquisto. Per esempio un libro, per me, non sarà mai uguale ad un pdf. Così come scaricare 10 MP3 non mi darà mai la stessa soddisfazione dello scartare un cd appena comprato
August 5th, 2007 at 5:36 pm
Sono sempre più convinto che il mondo della musica stia cambiando e probabilmente pochissime persone capiscono che è necessario che il sistema cambi con esso!!!Ho sempre trovato scandaloso il ruolo invadente delle case discografiche e il potere che hanno anche nel condizionare un artista.
Alla fine i cantanti saranno anche strapagati, ma è allucinante che le major si intaschino una fetta enorme del prezzo per esempio di un singolo cd, che ormai è alle stelle!!La domanda è per quale motivo, nel mondo di oggi dove esistono: gli mp3, il peer-to-peer e anche i cd masterizzati, qualcuno dovrebbe ancora spendere 20 euro per acquistare un cd, quando spesso può averlo a costo zero??
Secondo me è necessario puntare su alternative, differenziare gli investimenti della “musica”..La trovata di Prince mi sembra ottima, tenendo presente che è un artista più che affermato e che quindi può permettersi di andare contro il sistema.
Le difficoltà più grandi le incontrano i giovani musicisti, che se non hanno alle spalle qualcuno di potente, difficilmente emergono!!
Io sono convinto che ormai puntare sulle vendite di cd sia inutile, anche perchè ormai i prezzi continuano ad aumentare..Credo che come Prince siano gli artisti, prima di chiunque altro, che possono provare a cambiare il sistema…(si spera in meglio)!
August 5th, 2007 at 7:28 pm
K: non per polemizzare, ma la tua è una visione chiaramente intrisa dalle logiche commerciali.
Hai mai pensato ad un Itunes completamente gratuito ove pubblicare i nuovi??
Magari potrebbe essere finanziato con la pubblicità; non musicale ovviamente….
E’ solo una piccola idea… ma sai di questi tempi l’ovvio è superato dalle logiche commerciali, quelle davvero solo presente…
con affetto e stima
August 5th, 2007 at 8:30 pm
Per un i-tunes libero e gratuito….io intanto vado nei negozi - e vedo che non sono l’unico - fotografo con il cellulare o scrivo come sms le novità, i dischi consigliati. Torno a casa, accendo Emule (ormai soprannominato confidenzialmente da me e amici “il mulo”), metto su “archivio” e via che si va…..quando ci sarà musica a prezzi più accessibili forse si ritornerà a comprare…ed intanto tornano di moda i nuovi vinili, basti pensare al Regno Unito…Statemi bene… ps:provate a pensare qal è il più bell’album uscito di recente..probabilmente la risposta non sarà immediata……
August 5th, 2007 at 10:52 pm
@luigi f. : quale pubblicità? I banner? Hanno preso la via del non ritorno da un pezzo
Non si guadagna più nulla dai banner e se li rendi invasivi, ecco che l’utenza adotta plugins che li eliminano.
Se dai gratis qualcosa, non devi nemmeno “rompere le scatole”. Altrimenti basta aprire un software di P2P ed è uguale.
Su emule, per esempio, venivano anche pubblicizzati gli artisti emergenti, che offrivano gratis i loro album. In pratica qualcosa di simile a quanto sembra nuovo, originale, e fuori dalle “logiche commerciali” a te. Come ti dicevo, tutto ciò che riguarda la vendita di mp3 è il presente, qualcosa che sta già diventando passato, non il futuro
August 5th, 2007 at 10:56 pm
errata corrige: su edonkey non su emule
August 6th, 2007 at 12:49 am
Su internet ormai se ne sono viste di tuti i colori cmq basta che paghi e ti rivolgi a qualche agenzia america e ti ritrovi in migliaia di sitti indicizzato e presente sulla rete…
cmq e un discrso molto ampio io sono stato project manager di un progetto u internet e i trucchetti li conosco quaisi tutti ma devi cercare sempre di avere l idea migliore per creare un certo appeal sul pubblico che decide di venire a visitare il tuo sito e quindi di conseguenza devi avere un ottima idea e un progetto interessante alle spalle navigo tutti i giorni da circa 10 anni e ne ho viste di tutti i colori cmq se vuoi puoi trovare sotto l aspetto marketing sempre nuove soluzioni e’ una ricerca interessantissima.
Niki Mckey
August 6th, 2007 at 8:25 am
K: non mi convinci comunque, per il resto rileggiti quello che ho scritto.
ciao
August 6th, 2007 at 8:29 am
P.S.: ma itunes qualcuno lo usa??
August 6th, 2007 at 8:51 am
Prince è un passo daventi a tutti come sempre. Abbina alla sua enorme qualità artistica una chiara visione di quanto sia importante realizzare una campagna marketing a supporto di ciò che fa.
Qualità + visione = un mix perfetto.
August 6th, 2007 at 3:20 pm
Siamo a tre milioni di download su itunes, sembra che qualcuno lo usi.
August 6th, 2007 at 7:38 pm
Cari amici di I-I-2,
posso dirvi che in Italia nel 1999 Zucchero con “Blue Sugar World Tour 1999″ fece una cosa molto originale…..so che molti di voi sorrideranno ma per me fu già una cosa molto “avanti”.
Il biglietto del concerto di Milano era il cd del cantante che era di forma rettangolare anzichè standard circolare da esibire all’ingresso al posto del biglietto….Bhe qui direi che il marketing aveva fatto un grandissimo lavoro tant’è che il tour fu il più riuscito dal punto di vista di date e di numeri.
Ragazzi facciamole girare le idee e Realizziamole.
Ciao
Buona serata
August 6th, 2007 at 11:53 pm
ritengo la musica l’espressione di un’arte,l’arte di saper comporre,scrivere musica e tirare fuori le proprie emozioni,la propria creatività sottoforma di note e parole.
e non me se ne voglia se paragono questa forma di arte ad altre,quali il cinema,la scultura,la fotografia,la pittura etc ..tutte estrinsecazioni della creatività e mente di coloro che per natura hanno il dono e l’inclinazione verso l’arte e l’essere artisti.
la cosa che riguardo la musica più mi sconcerta è che non si possa,o meglio non si voglia,porre finalmente una ridimensionata ai prezzi dei cd,che sono il supporto a mezzo del quale la musica è sempre circolata,prima di Napster e prima che nascessero programmi quali Emule,Limewire e affini con cui rendere libera da qualsiasi lucchetto la musica stessa.
questa è la questione fondamentale secondo me:prima dell’avvento del p2p e prima quindi che tutti diventassimo avvezzi a scaricare la musica che vogliamo,eravamo tutti un plotone felice di acquirenti di cd,cofanetti,bootleg e anche cd singoli..la musica prima era questo..
ma i tempi sono ahimè cambiati,è cambiata la disponibilità economica che ciascun individuo può indirizzare all’acquisto di quelli che non possono ahimè 2 essere annoverati tra i beni primari di cui ciascuna persona che mangia,lavora,paga l’affitto e le utenze ha bisogno.
e in tutto questo scenario di cambiamenti economici (in peggio) che è credo sotto l’occhio di tutti noi,non posso non pensare alla categoria dei giovani (che formano verosimilmente una fetta molto consistente del parco acquirenti cd) ,di quelli che come me hanno scelto di studiare fuori sede per l’università,sobbarcandosi quindi di spese quali affitto,bollette,spesa,tasse universitarie alle stelle e libri di testo costosi come reliquie sacre senza motivo..se poi aggiungiamo che molti giovani (again come me) conclusa l’università hanno scelto di fare un nuovo investimento su se stessi decidendo di frequentare un master ,ridovendosi sobbarcare di nuove spese soprattutto legate al mercato dei master,ecco che mi rendo tristemente conto che purtroppo acquistare un cd diventa avvenimento da segnare sul calendario,perchè entrare da Fnac,Feltrinelli e negozi di musica in generale significa trovarsi di fronte a scaffali e scaffali di bellissimi cd pronti per essere acquistati ,solo se i medesimi nn costassero di media 20 euro..
e 20 euro non è cifra da sottovalutare per un ragazzo o per un qualsiasi individuo che da solo,con le proprie gambe sta iniziando a farsi strada nella società e nel lavoro.
e invece NO,i prezzi dei cd restano lì..sul costo finale di un disco incidono varie voci quali il costo di fabbricazione che di media può essere considerato sul 7%,5% di SIAE che è fissa sul supporto finale,distribuzione ancora sul 5% , registrazione del cd stesso,promozione,ricarico dei punti vendita che può arrivare al 35-40% a seconda che si tratti di grandi catene o singoli negozi e non da ultimo l’IVA ,la cui aliquota al 20% non solo è tra le più alte in Europa (in Francia ad esempio, è il 16%) ma risulta vessatoria se paragonata a quella di altri prodotti culturali, ad esempio quelli editoriali, che godono giustamente di un’imposizione pari al 4%.
in sostanza,e mi scuso se mi sono dilungata,trovo che uno dei nodi fondamentali della questione sia questo:il mercato della musica potrebbe avere un’inversione di marcia se e solo se si intervenisse concretamente sui prezzi dei cd stessi.
stesso discorso per i biglietti dei concerti: sono una grande appassionata di musica e se potessi andrei a molti concerti e festival,così da poter sentire dal vivo quanti più artisti possibili,,ma anche in questo caso le cifre di alcuni biglietti sono a dir poco esorbitanti,tanto da farmi a priori e a malincuore decidere di rinunciare,sempre per una questione di pecunia e priorità.
stimo artisti come Prince,e chi lo ha appoggiato in questa sua iniziativa,soprattutto perchè un artista con anni di musica e dischi venduti alle spalle, decide di non porre come assoluta priorità quella di fare cassa,ma quella di lasciare che quanti più utenti e fans possano avere il suo cd addirittura gratis in allegato ad una testata giornalistica..in italia progetti del genere presuppongono cmq un prezzo aggiuntivo a quello del giornale o rivista che allega ad una sua uscita un disco e per quanto riguarda itunes non posso non considerare un dato meramente tecnico: sarà pur vero che oggi online a pagamento o free è rintracciabile quasi la tutta la musica in circolazione,ma non posso non pensare a persone (e alcuni miei amici me ne parlano spesso) che pagano il disservizio di avere la propria area geografica sfornita da copertura adsl ,requisito minimo per accedere ai servizi di download,che quindi si trovano anche volendo nell’impossibilità di sfruttare servizi e portali quali itunes o programmi come il sopracitato emule.
sono la prima ad andare d’amore e daccordo con la tecnologia,il web e tutti i servizi che la rete rende,però non posso non pensare a situazioni come quelle di cui parlavo legate a chi una connessione internet nn ce l’ha..ed inoltre la tecnologia,la diffusione di siti come Vitiminic da cui scaricare podcast musicali,i programmi p2p e tutto il resto non possono cancellare il mercimonio assurdo legato al mercato dei CD,,perchè come giustamente postava qualcuno sopra,acquistare un cd è un piacere per lo spirito ed anche fisico,aprire il cd ,leggere il libretto e via via crearsi la propria collezione di dischi,che negli anni restano sempre lì,sotto gli occhi e che ripresi in mano nel tempo, rendono sempre un’emozione..cosa alla quale purtroppo oggi invece si deve a volte rinunciare.
August 7th, 2007 at 11:02 am
Grazie Alessandra per il tempo che hai dedicato a questo tuo interessante commento. Condivisibile. Per i dischi però temo l’irreparabile. A meno di operazioni folli e geniali come operazione di Prince, credo che i discografici abbiano superato il tempo massimo per poter cambiare il trend.
Le generazioni più giovani ormai vivono di mp3 e il cd viene visto come un supporto vetusto.
Vedo invece difficile le riduzioni dei prezzi dei bigliietti dei concerti: avendo avuto a che fare con questo mondo ti assicuro che l’organizzazione di concerti ha un costo altissimo e spesso i promoter sono costretti ad andare in perdita su alcuni tour. A meno di aiuti da parte di sponsor che usano il concerto come promozione per il proprio brand o di qualche ente pubblico, ma che molti puristi non vedono di buon occhio, credo che i prezzi dei biglietti siano destinati a salire anno dopo anno.
E ti garantisco che i prezzi in Italia sono tra i più bassi in Europa.
A_._
August 7th, 2007 at 3:26 pm
difatti spiace anche a me che il cd sia considerato oggi dai più giovani,veri divoratori di musica,come un supporto vetusto..proliferano i lettori mp3 di ogni marca,dimensione e colore e anzi quando ho l’ipod scarico e pur di avere della musica con me scelgo di portarmi dietro il caro e fidato lettore cd,forse penso di sembrare una “disadattata tecnologica!”..cmq temo l’irreparabile anche io,ormai scardinare le logiche dei discografici è davvero un’operazione fuori tempo massimo..
e per quanto riguarda i biglietti dei concerti di un singolo artista o gruppo o dei vari festival musicali,sono davvero poche le realtà che ancora oggi riescono a tenere in equilibrio i costi di produzione di uno show e di un tour intero rispetto alla somma che deve pagare il singolo per accedere al concerto..ho avuto modo di leggere i dati relativi al concerto dei Rolling Stones a milano,dove davvero la minima parte di tutto l’incasso era destinata poi al promoter e capisco perfettamente che spesso si creino situazioni limite dove il rischio di andarci in perdita sia tangibile per non dire concreto.
in ogni caso proprio perchè l’Italia si attesta in Europa tra uno dei paesi in cui i prezzi dei biglietti risultano essere tra i più bassi,spero che quanto meno la musica e i concerti continuino,nonostante l’innalzamento dei prezzi,a restare abbordabili per un numero sempre sostenuto di utenti.
August 7th, 2007 at 5:47 pm
anche a mio avviso i cd dovrebbero essere venduti ad un prezzo più basso, soprattutto considerando i giovani come scrive alessandra. però mi viene in mente che gli stessi giovani spendono mediamente 50 euro per una, dico UNA, serata in discoteca. bisogna fare delle scelte, io rinunciavo ad una serata fuori per prendermi un disco originale con libretto e tutto, molti ragazzi preferiscono il download illegale e la serata in disco. sono scelte. però i cd andrebbero venduti a 12,90 per come la vedo io….
August 7th, 2007 at 10:24 pm
Riagganciandomi al discorso, mi sembra che l’idea di Prince sia stata intelligente in quanto non vende un oggetto meteriale, ma un’opera dell’ingegno che non e’ fisicamente individuabile, quindi e’ importante che si diffonda e sia ascoltata dal maggior numero di persone possibili, facendola apprezzare magari da chi non l’avrebbe mai ascoltata.
Sul fatto che il cd come supporto sia vetusto avrei dei dubbi, si e’detto lo stesso del vinile, mentre sono un oggetto di culto e ora ritornano.Il cd e’ un supporto superato ma essenziale per chi vuole individuare fisicamente il bene acquistato, il download da internet (fatto in maniera legale) un ottimo canale di fruizione alternativo all’acquisto e all’ascolto live, che ritengo l’unico anello che lega il cantante al suo pubblico.Per quanto mi riguarda il calare delle vendite e i piagnistei dei discografici risiede nel fatto che promuovono solo cantanti che fanno il “boom” con motivetti populisti senza essere artisti e le case in primis ne pagano la scelta; direi che si contano sulle dita di una mano i musicisti, di ogni genere, ed abbassare il prezzo dei cd non cambierebbe di molto le scelte degli acquirenti in quanto e’ il contenuto quello che manca…
August 7th, 2007 at 10:49 pm
Stracondivido quello che dice Modigliani…
Io vedo che la gente quando un cd scende di prezzo compra eccome…
Per quanto riguarda Itunes trovo da sciocchi pagare 99 centesimi per un brano in mp3 a 128 kbps: a questo livello di compressione c’è una differenza di qualità audio notevole con un brano non compresso(il cd originale), se poi si aggiunge che su certi canali si trova l’album a 320 kbps gratis capisco quanto bravi siano stati gli addetti marketing della Apple. Anzi, si sa già da anni,sono dei geniacci!
August 9th, 2007 at 6:51 pm
poi ovviamente manca la qualità…..
in inghilterra sono arrivati ad affermare che gli arctic monkeys erano i nuovi beatles……..
August 10th, 2007 at 1:18 pm
X Modigliani:
premettendo che non sono un fan degli Arctic Monkeys…e che ascolto tutt altro genere…Non trovo cosi scontata la tua critica sull’affermazione che contesti…”in inghilterra sono arrivati ad affermare che gli arctic monkeys erano i nuovi beatles……”
Magari il paragone sara pure esagerato, ma dipende dai punti di vista, e poi secondo me si e creato un mito troppo grande attorno ai Beatles, non vedo tutta questa “grandezza” musicale nel gruppo di liverpoll…piuttosto ne intravedo l’avanguardia rispetto al panorama italiano dell’epoca, dove le canzoni erano ferme al livello del Quartetto cetra, questo si, ma nel resto del mondo c’era gia nell’aria quell’evoluzione musicale…E poi trovo che ci sia molta pochezza anche nelle canzoni dei beatles, in media durano 2 minuti, e non per essere cattivo a tutti i costi ma ripetere lo stesso ritornello per due minuti non mi sembra nulla di che…Qualche bella canzone, ma credo che questo valga per tutti i gruppi, non commerciali che hanno prodottto dischi….
Poi, soprattutto, la mia osservazione vuole portare alla luce un altro, a mio parere, tipico problema italiano: guardare sempre al passato e fare i confronti con il passato, che alla fine vince sempre….
Capisco che per noi italiani, detentori di un grande e glorioso passato in tutti i campi, sia a volte difficile guardare avanti, ma se continuiamo cosi non avremo mai una evoluzione in grado di renderci grandi ancora!!!!!!
Quindi, se in inghilterra ritengono gli A.M. i nuovi beatles (peraltro sempre artisti di casa loro) ben venga…vorra dire che anche al giorno d’oggi nascono nuovi miti….
Comunque senza voler essere una critica a te Modigliani, solo un ossrevazione….
Ciao a tutti
August 10th, 2007 at 1:22 pm
che poi se ci penso bene e vedo che mezzo mondo impazzisce per Gwen Stefani, che tolto forse due pezzi, non ha mai fatto nulla di che da quando non e piu coi no doubt…..e che il livello dei suoi brani e Hollabank girl che non so come faccia ad essere chiamata musica data la totale assenza di melodia e poche frasi peraltro quasi balbettate….Forse rivaluto di piu i beatles…
August 10th, 2007 at 1:51 pm
nessuno fermi mai quel genio di prince. the funk is not dead!!!!!
August 10th, 2007 at 4:05 pm
beh cavolo.. sgt pepper e il white album non mi sembrano ripetere sempre lo stesso ritornello!!
comunque non è un caso il fatto che le major discografiche puntano a far soldi solo sul catalogo vecchio.. segno che i nuovi non vendono come “i vecchi”……. appunto per la totale assenza di melodia!
August 10th, 2007 at 6:17 pm
secondo me i nouvi vendono meno anche perche essendo nuove tendenze per lo piu vengono ascoltate da giovani, i quali non comprano ma scaricano, per la maggior parte dei casi….
Mentre a mio parere sono molto rari i casi del 5oenne che si mette su internet a downloadare….
August 11th, 2007 at 2:12 pm
Concordo con quanto ha scritto Modigliani..lode ad Apple, o meglio alla sezione marketing di Apple….e aproposito di prezzi, non sono per niente d’accordo con Antheus…i prezzi più bassi d’Europa…..un colpo di sole forse….
August 11th, 2007 at 2:33 pm
Simone: Correggo la risposta. I prezzi dei grandi concerti in Italia sono inferiori rispetto agli stessi in Uk, Francia e Germania. Non conosco la situazione nei paesi iberici e nell’est europa.
August 14th, 2007 at 12:47 am
Grazie Antheus per la risposta….spero tu non te la sia presa per “il colpo di sole”…comunque mi scuso ankio perché credevo ti riferissi ai prezzi dei Cd e non dei concerti…a proposito di “live”, però, bisogna stare attenti…basti pensare ai prezzi dell’Heineken Jammin Festival e di Glastonbury per i festival…Bisogna tenere conto, inoltre, della differenziazione dei prezzi in base alla “postazione” per assistere ai concerti…ho un ricordo incredibile di un concerto Counting Crows/Live a Philadelphia…i prezzi erano esorbitanti….
August 16th, 2007 at 2:53 pm
a proposito di fermi tutti, è agosto.
Sono stata invitata a pranzo.
Ho deciso di presentarmi con dei fiori.
Sono dovuta andare in cimitero, per trovare uno straccio di fiorista aperto.
xxe.
October 1st, 2007 at 4:41 pm
Si chiama «Up to you» e significa «Sta a te». Un riferimento alla tariffa liberamente scelta dall’utente per scaricare l’ultima creazione dei Radiohead. E se la band di Thom Yorke ha fatto bene i suoi conti evidentemente l’operazione conviene: il loro nuovo album, intitolato In Rainbows, dal 10 ottobre sarà in…vendita sul sito web del gruppo a un prezzo deciso dal pubblico. Meglio, da ogni singolo fan al momento dell’acquisto. Valgono tutte le cifre, non c’è un minimo prefissato. E’ sufficiente andare sul sito e scegliere la modalità download. A questo punto si fissa il costo considerato equo, a propria totale discrezione, e si riceverà immediatamente un codice di attivazione che si potrà utilizzare dal 10 ottobre, data a partire dalla quale il settimo cd della band di Oxford sarà disponibile. Dai pochi centesimi al prezzo di mercato, l’operazione di e-commerce viene eseguita comunque con successo, qualsiasi cifra venga inserita. Credo sia un ottimo esempio di come sia cambiata la musica…e i Radiohead sono i primi ad averlo capito.
October 2nd, 2007 at 11:21 am
Scrivo con la consapevolezza che probabilmente nessuno mi risponderà, d’altra parte perchè dar retta ad un illustre sconosciuto!
Ma non demordo, magari basterà esser italiano, creativo, innovativo ed desideroso di emergere per sperare di essere ascoltato!
Caro Lapo, sono un giovane papà che ha rivoluzionato la propria esistenza e vita professionale per amore delle proprie passioni, fra queste la creatività ed il design, ho rinunciato ad una discreta sicurezza economica per un sogno unico, quello di pensare e riuscire a realizzare oggetti non solo belli che diventino parte integrante della vita delle persone.
Mi ritrovo in molte delle tue caratteristiche, la curiosità per la vita stessa ,l’energia, la voglia di osare, di stupire alle volte e perchè no la capacità di gestire gli errori che inevitabilmente la vita ti porta a fare, per questo ti scrivo e perchè credo tu possa essere la persona giusta per ascoltare quello che ho da dire.
Voglio sottoporre a te un’idea precisa, e vorrei farlo personalmente!
L’unica cosa che posso anticiparti per provocare la tua curiosità è: pensa agli occhiali come mezzo di vera comunicazione, al pari del telefonino! Tutti oramai ne abbiamo un paio sul naso! E se li utilizzassimo per dire delle cose senza aprir bocca!
Io vivo a Padova e lavoro da tempo su questo progetto, sarebbe un sogno vero incontrarti per discutere di ciò. Il mio cellulare è il 3468614193, la mia mail: tropea.francesco@gmail.com.
Chissà se……..
Ciao.
Francesco Tropea