(di Antheus)
La musica è davvero cambiata. Non sto parlando delle specifiche canzoni o dei generi che si mischiano, pescano dal passato, si evolvono o implodono. Sto parlando invece dell’industria discografica e del modello del music business. Il vecchio modello è da buttare, mi sembra che questo sia sotto gli occhi di tutti, solo alcuni discografici vecchio stile ancora negano l’evidenza.
I dischi si vendono sempre meno, per entrare nella top10 italiana basta vendere poche migliaia di copie (in USA poche decine di migliaia), in Italia il volume di affari delle suonerie dei cellulari ha superato quello della vendita dei cd, per i grandi successi il peer-to-peer la fa da padrone. Le case discografiche non possono più agire in modo routinario come in passato, ma essere sempre più creative e sorprendere i tanti appassionati di musica. I concerti oggi sono forse le attività che hanno più successo, ma non tutti, soltanto quelli che hanno dietro un’idea forte e una giusto bilanciamento tra costi di produzione e prezzo del biglietti (alcune tournee come quelle ultime degli Stones o di George Michael in Italia non possono essere considerate dei successi).
Tutto questo l’ha capito molto tempo fa Prince, dichiarando guerra alle major discografiche, anche con provocazioni forti e spesso non comprese, come quando cambiò il suo nome in The Artist e TAFKAP (The Artist Formerly Knows As Prince) e iniziò a distribuire i suoi dischi solo in rete. Quest’anno poi ha superato se stesso: avendo capito che i dischi non sono più un prodotto da vendere, ma una commodity o , meglio ancora, uno strumento promozionale per l’artista, allora in UK ha abbinato il suo nuovo disco Planet Earth in allegato gratuito al quotidiano Mail on Sunday. Risultato? La rivista e il disco hanno venduto circa tre milioni di copie solo in UK (numeri incredibili per il mercato discografico oggi) lui si è messo in tasca un bel gruzzolo di soldi ed le 21 date a Londra in agosto (dove regalerà il disco al pubblico) in 21 location diverse sono andate tutte sold-out.
Stupire, spiazzare, cambiare le regole del gioco. Questo è oggi l’unico modo per competere ed emergere nel mercato della musica. E far saltare gli equilibri: un giornalilsta del Los Angeles Times ha visto censurato il proprio editoriale in cui chiedeva al quotidiano di seguire l’esempio del Mail on Sunday e regalare un po’ di mp3 ai suoi lettori. L’articolo è stata cancellato per non fare un torto alle major discografiche che hanno la sede a L.A.. Ma il pezzo è uscito in rete grazie ad una testata concorrente e tra blog, social community e siti vari ha fatto il giro del mondo.
Prince nonostante i suoi 49 anni, è oggi l’artista più cool e innovativo oggi sul mercato.
