Duepuntozzero
Friday, July 20th, 2007(di Antheus)
Sicuramente oggi il 2.0 è una formula che funziona molto, in tutti i suoi significati. Per Italia Independent il 2.0 significa semplicemente una versione aggiornata e migliorata di qualcosa, come si usa nei software. Un update, un reload. Abbinato al “made in italy” il 2.0 significa “fatto in Italia” ma con meno stereotipi del passato e più concretezza, più contaminato e innovativo (leggendo qui si capisce meglio il concetto). Ma altrove 2.0 fa anche riferimento a internet e a quei siti (youtube, wikipedia, flickr etc..) in cui gli utenti non sono più fruitori passivi, bensì autori e produttori di contenuti.
Anche il marketing - buon ultimo - si è accorto che i consumatori non sono più solo un target, un bersaglio passivo, ma possono diventare fedeli collaboratori per l’ideazione e lo sviluppo dei prodotti e per la loro comunicazione. Si parla quindi di marketing 2.0 quando le aziende cercano di coinvolgere i propri clienti e “nuovi consumatori” alla creazione del valore. Ad ottobre uscirà il libro Brand 2.0 che raccoglierà le case history di quelle aziende che hanno attivato operazioni in questo senso. Nell’attesa è stato organizzato un concorso dove chiunque può votare il suo brand 2.0 preferito inserendo una motivazione. In palio ci sono pass per il World Business Forum di Milano dove parleranno Kevin Roberts (gran capo mondiale di Saatchi&Saatchi), Giorgetto Giugiaro, Michael Eisner, Colin Powell e altri ancora. Considerati i nomi e il valore del pass (poco meno di 2000 €), non è male.
