Berlin
(di Lapo)
Ci sono città che cambiano aspetto alla velocità della luce. Berlino è una di queste. Provate ad andarci e a tornarci dopo un paio d’anni e troverete una città cambiata, sempre diversa.
Questo weekend siamo stati a Berlino per il lancio di Italia Independent. E’ andato tutto molto bene. A Berlino in questi giorni c’era la Design Week, e la situazione somigliava a quella del FuoriSalone del design di Milano. Negozi aperti, vernissage e installazioni dovunque. Noi abbiamo “occupato” per una giornata The Corner Berlin, un enorme store molto bello che vende abbigliamento ma anche mobili e magazines ed è diventato il nostro partner privilegiato in Germania: presentazione del prodotto e di come viene realizzato, conferenza e interviste con i media. Molto interesse da parte dei giornali sul concetto di Made in Italy 2.0.
Ma tornando a Berlino, la cosa che mi piace di questa città è il clima creativo e sopratutto artistico che vi si respira. A differenza di NY, Seul o Londra, a Berlino c’è una purezza creativa invidiabile; l’impressione che ho avuto è che qui si dia davvero spazio e opportunità alla creatività, senza porsi preconcetti o secondi fini. Intendo dire che altrove si pensa subito a sfruttare la cosa in termini utilitaristici e di business.
Per non parlare dell’Italia: giorni fa è uscito un articolo su La Stampa (grazie Annamaria) che pone l’Italia alla penultima posizione in Europa per la creatività e per la valorizzazione dei talenti. In Italia la creatività, che pur esiste in tutte le sue forme, non viene affatto valorizzata da una classe dirigente vecchia, incapace, con poca voglia di rischiare, che si finge innovatrice e che quando vuole la creatività si rivolge al “nome” di turno, come se fosse un marchio “ce” che la possa certificare.
Nel nostro piccolo con I-I l’obiettivo è quello di cambiare questo modo di pensare e agire.

July 16th, 2007 at 1:23 pm
é molto bello pensare che ci sono persone che la pensano come me e leggere quest’ultimo articolo su Berlino mi fa pensare a quanto sarebbe bello riprodurre quelle realtà in Italia. ci vuole tempo ma credo sia possibile, basta solo trovare gente in gamba e svecchiare i centri di potere che ovviamente condizionano tutte le scelte di governo di questo paese. ciao Lapo, come al solito ci troviamo sempre in coincidenza indipendente.
July 16th, 2007 at 2:22 pm
“…In Italia la creatività non viene affatto valorizzata da una classe dirigente vecchia, incapace, con poca voglia di rischiare…”
NE SONO VITTIMA
July 16th, 2007 at 3:31 pm
Caro Lapo,
ho sentito molto spesso parlare di Berlino in questi termini e non vedo l’ora di riuscire a trovare un pò di tempo per andare a visitare e scoprire questa città in continua evoluzione. Ammiro la tua creatività, oserei dire quasi geniale, ed il tuo modo di percepire la moda come un qualcosa di personale ed unico distaccato dagli stereotipi di massa. Finalmente anche in Italia si comincia a intendere la moda come una forma d’arte che scaturisce dal suo creatore che non è più vincolato a produrre in serie: l’individualismo finalmente trionfa! L’uomo sta ritornando ad essere un soggetto pensante, libero di esprimere la propria energia interiore e non più un automa programmato a rispondere ad un sistema predefinito da limiti soffocanti che non devono essere valicati. Sento che una rivoluzione sta incominciando e tu Lapo sei uno dei suoi portavoce come tanti altri giovani meno noti che esprimono giornalmente questa esigenza di indipendenza e libertà che da troppo tempo manca in Italia.
Un caro saluto
July 16th, 2007 at 4:24 pm
CARO LAPO, CONCORDO PERFETTAMENTE CON TE SULLA VALORIZZAZIONE DEI TALENTI IN ITALIA….SULLA “CREATIVITA’ ” DI UNA CLASSE DIRIGENTE CHE DI CREATIVO, PERMETTIMI DI DIRLO, HA SOLO IL PORTAFOGLIO.
INNOVARE VUOL DIRE ROMPERE GLI SCHEMI, ANDARE OLTRE, DARE SPAZIO AL TALENTO: SPERO CHE CONTINUERAI SU QUESTA STRADA E SO CHE CE LA FARAI COME SEMPRE!!!!!!
SALUTI!!!!
July 16th, 2007 at 7:20 pm
A la différence de Berlin, l’Italie comme bien d’autres pays n’a pas eu de cicatrice pendant plusieurs dizaines d’années. Les Berlinois, par la chute du mur, ont eu la volonté de tout effacer, et leur instinct de survie s’est transformé en un courant novateur et créateur que nous retrouvons partout dans cette ville en constante évolution. Cette ville est effectivement un exemple en termes d’ouverture artistique.
Si j’ai bien compris votre message, vous me semblez bien sévère avec votre pays sur ce point-là, enfin ceci dit vous le connaissez bien mieux. La faiblesse de l’Italie et la frilosité de celle-ci à s’engager dans la nouveauté et la créativité ne viendrait elles pas du poids de son héritage culturel et artistique ? Tout en assumant son passé culturel, Berlin a réussit à se renouveler. C’est tout simplement grâce à des projets comme le votre que cela peu bouger en Italie. Votre vision du luxe, votre innovation avec l’utilisation de matière comme le carbone ainsi que l’approche que vous avez de votre clientèle sont, j’en suis convaincue, les bonnes. Un très bon exemple pour que d’autres se lancent.
Pour conclure Italia Independent n’est-il pas l’argument parfait que je pourrais vous donner pour contrer votre sévérité ?
July 16th, 2007 at 8:06 pm
E’ vero è un paese bigotto anche in questo…E ci sono tanti artisti e persone valide che non vengono valorizzate ed ecco che sono costrette ad emigrare…Speriamo riusciate a cambiare qualcosa:)
Salvatori d’arte!!!:)
Berlino devo vederla,lo dicono in molti sia meravigliosa di architettura per parlare della cupola del Parlamento innovativa e sorprendente di cristallo…E di mentalità..
E’ bello viaggiare perchè apre la mente e l’Italia essendo un paese completo di tutto purtroppo limita la propria bellezza…
July 16th, 2007 at 10:15 pm
e allora che dire del neonato Consiglio Italiano del Design voluto da Rutelli?
Fabio Novembre ha scritto per noi un articolo a riguardo, ed è presente anche la lista completa dei consiglieri.
Consiglio di leggere attentamente anche i commenti.
http://www.officina-creativa.net/blog/2007/06/28/accetti-il-consiglio/
cheers
ps. Lapo, alla festa a Palazzo Corsini durante Pitti Uomo avrei voluto parlarti di alcune cose ma dopo la cena non ti ho più visto. Sarà per un’altra volta.
July 17th, 2007 at 1:58 am
To Lapo, to You-all:
l’articolo a cui fai riferimento nel tuo “Berlin” è apparso su “La Stampa” , giovedì 12 luglio: “I padroni del mondo”, di Irene Tinagli.
Di seguito il relativo link:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200707articoli/23604girata.asp
Per curiosità ed irresistibile ostinazione. Per altro che sei anche tu,
am
July 17th, 2007 at 10:08 am
Berlino sa essere immanente. come la magior parte di chi non lo è.
July 17th, 2007 at 11:46 am
Berlino rappresenta, in effetti, un luogo di molte avanguardie creative, ma va anche detto che la citt ha vissuto nell’ultimo decennio un periodo di cambiamenti sociali, culturali ed economici senza precedenti e senza analogie in nessun altro Paese al mondo.
Ma la situazione è forse peggiore da quella descritta da Lapo: non è solo la Germania! Sotto il punto di vista della creatività Italia è indietro rispetto a tutto il resto del mondo, e così le città italiane.
Per quanto mi riguarda, posso portare la mia testimonianza direttamente dal settore della comunicazione: un settore dominato da tre-quattro grandi agenzie, con a capo geniali - ma vecchi - direttori creativi, che dialogano con direttori marketing generalmente ignoranti sugli strumenti di comunicazione (leggasi internet) secondo dinamiche basate quasi interamente sulla conoscenza e raramente sul merito. Risultato: la creatività pubblicitaria italiana è la peggiore del mondo evoluto, e nei festival internazionali della publicità, non solo non vince mai, ma non viene praticamente considerata.
E non ci illudiamo! Non ci sarà alcun ricambio generazionale: l’abitudine italica alla conservazione del potere e l’avversione al rischio e alla sperimentazione sta già facendo sì che, al posto dei dinosauri che hanno occupato le posizioni di rappresentanza per almeno un quarto di secolo, stanno succedendo i loro “brillanti “delfini cinquantenni….
(Sarà colpa della crisi nelle nascite?
Er
July 17th, 2007 at 12:16 pm
La nuova 500 è una cagata pazzesca.
[Ste]
July 17th, 2007 at 3:18 pm
Noantri…….per piacere………taci !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
July 17th, 2007 at 3:34 pm
Non sto a citare la perifrastica passiva che i latini usavano in queste occasioni. Comunque certe affermazioni andrebbero perlomeno motivate.
July 17th, 2007 at 3:50 pm
Bravi…
Il blog è un valore aggiunto per questo sito (già curato nei minimi dettagli comunque).
Poi firmando i pezzi con il solo nome di battesimo si raggiunge la massima vicinanza con l’audience di riferimento.
Un caro saluto
July 17th, 2007 at 4:30 pm
Ciao Lapo, sei fortissimo, mi reputo un creativo, con molta inventiva, ma le idee mi vengono sempre stoppate da persone,che per paura di sbagliare, continuano a seguire i vecchi schemi. Nessuno che osa rompere gli schemi e valorizzare il talento come hai fatto tu.
TI STIMO
July 17th, 2007 at 4:40 pm
Lapo quando vuoi vorremmo invitarti a cena con delle ns. amiche…non saranno strafighe ma per lo meno hanno un pò di cervello…senz’ altro più di quello dimostrato dalla Martina Stella….che nel momento del bisogno ed alla prima difficoltà è fuggita dimostrando di essere interessata solo al vile denaro !!! e di vile non solo il denaro….
July 17th, 2007 at 4:54 pm
Ti adoro Lapo sei un grande……………………. Ti amoooooooooooooo! Ammiro il tuo impegno per l’Italia, ammiro le tue idee
July 17th, 2007 at 4:59 pm
proprio così come dici tu. una classe dirigente vecchia ed incapace che non sa valorizzare i giovani e la loro creatività. e così finisce che la FIAT, invece che a te, la fanno gestire a quel matusa di tuo fratello
July 17th, 2007 at 5:28 pm
Davvero Bravi per il sito ed il blog e sopratutto per i contenuti.
Quello che hai scritto su Berlino è davvero sacrosanto, quello che hai scritto su l’Italia è verità, pura e semplice.
Ho un grande rammarico per questo, nel mio caso personale, per poter lavorare, per poter creare cose mie e che mi garantissero un minimo di feedback economico sono dovuto andare a Berlino…appunto….in Italia, qualcosa l’ho fatta attraverso myspace…e non attraverso la spedizione di DVD con portfolio come feci in Germania.
Vedi, la sostanziale differenza, tra loro e noi, è che loro guardano ed ascoltano, noi parliamo e non ascoltiamo a meno che, non veniamo evidenziati da interlocutori comuni.
Odio chi si lamenta, odio chi disprezza questo bellissimo paese, il mio paese, di cui sono follemente innamorato ma purtroppo se non è Maometto che va alla montagna…
Poi capito casualmente su questo forum e rimango basito per il contenuto di ciò che hai scritto.
E’ un vero peccato, in questo paese di grandi talenti sprecati, che solo in pochi se ne rendano conto.
Meglio cmq pochi…che nessuno!
Continuate così…vi prego…ci si sente molto meno soli.
The Sub
July 17th, 2007 at 6:02 pm
Leggendo i vari messaggi nel blog mi accorgo che la condizione di noi giovani creatori è la medesima…. sono d’accordo con l’articolo di Lapo e mi chiedo perchè l’Italia, che è sempre stata Esempio dignitoso per arte, architettura, scienza, (e quant’altro…)…, si sia ridotta così male!!??
Passi la politica sbagliata, le mille raccomandazioni, il “nome-marchio”….
….ma qualcuno ha idea di cosa possiamo fare e come??
July 17th, 2007 at 6:16 pm
Berlino è una favola.
Bel commento Lapo.
July 17th, 2007 at 6:17 pm
Ma il sito del Corner Berlin non ha lasciato traccia alcuna del passaggio di II….
July 17th, 2007 at 6:24 pm
livefast non mi pare che John stia facendo un brutto lavoro. Anzi, finalmente qualità e design sono tornati ad essere carti vincenti in FIAT. La FIAT ha subito un vero e proprio processo di modernizzazione (che secondo me è iniziato con il lancio delle felpe della h2o e delle borse proposte da Lapo) che ha portato grandi risultati.
July 17th, 2007 at 6:42 pm
Ciao! hai perfettamente ragione l’età media dei nostri capi è tale da non riuscire minimamente a capire il futuro, anche perchè non è che ne hanno molto difronte….!!ma questa è battutaccia. Spero che quello che tu dica sia vero, la tua voglia di valorizzare le nuove idee è un buon proposito, ma come pensi di realizzarla??? Hai realmente voglia di dare una chance anche a noi comuni mortali che abbiamo delle idee più o meno interessanti, ma non possiamo realizzarle per mancanza di budget..???
a presto L.
July 17th, 2007 at 7:04 pm
come Berlino è stata spunto per una riflessione sulla creatività, questo tema può essere spunto per ulteriori riflessioni. Si dice, spesso sotto l’anonimato del luogo comune, che il “sistema” è vecchio, fatto di vecchie regole e vecchi giocatori. e che i giovani, le idee dei giovani o semplicemente le giovani idee stentano ad emergere.
molti di coloro che si proclamano paladini della creatività, araldi di un auspicato ringiovanimento del “sistema”, sulle note di una lounge music di tendenza e imbracciando staus symbol - classici o recenti - , sono in realtà la nuova classe “vecchia” di domani. Molto di ciò che si autocelebra come “nuovo” è in realtà inserito in una sorta di ciclo virtuoso, destinato a restare fermo su sè stesso.
la soluzione di tutto ciò è veicolata da una parola: democrazia, che splende nella sua semplice etimologia: potere (alle) delle persone (di ogni persona e di tutte le persone).
il che non significa abolimento del marchio, ma semplicemente la maggiore importanza del trend rispetto al brand. il potenziale delle idee è illimitato: ogni persona, qualunque persona, può avere l’idea giusta. siamo tutti in un certo senso designer, artisti, architetti, manager. la profesionalità di queste figure dovrebbe riguardare la trasformazione dell’idea in atto, la realizzazione materiale dell’idea. questo è il nuovo sistema tout court. nel vecchio (cioè attuale), chi realizza è - o vuole essere - anche il SOLO padrone dell’ìdea.
capire che l’idea non ha padrone, che l’idea è di tutti e solo la produzione è dei professionisti è una cosa che contrasta la lobby e l’impostazione industriale odierna. qualche ionnovazione c’è stata in campo artistico e pubblicitario, ma è questa la linea da seguire.
se Italian Independent vuole essere davvero “nuova”, dia spazio alle idee, dia spazio a chiunque. sia indipendente dal sistema, dal marchio, dalle mode, dalle tendenze studiate a tavolino. faccia diventare questo blog una fucìna di idee. Come i cantieri di Berlino, si faccia tabula per la costruzione di un nuovo mondo, o, come la città di Berlino, un nuovo focus da cui osservare l’Europa e il mondo.
ciao a tutti,
M.G. classe 1983, italiano indipendente.
July 17th, 2007 at 7:08 pm
Come è andato il week a Berlino?
Bei ragazzoni……………….?
July 17th, 2007 at 7:23 pm
Ho vissuto in questi anni, anche andandoci piu volte per lavoro, il fermento creativo e creatore di Berlino. Il tasso di innovazione che vi ho rigistrato in tutti i campi è vorticoso, dall’arte, all’architettura, alla scienza, alla vita… esiste uno scarto abissale anche colle altre citta tedesche che prima del crollo del muro rappresentavano la punta di diamante dell’innovazione, Munchen e Frankfurt. Ho registrato la voglia di fare e di esplorare nuovi territori della mente e questo è sempre un modo di vivere che porta frutti . L’ho visto a suo tempo al MIT , nella Sylicon Valley, e dai racconti era quello che animava Princeton, come Paris della Belle Epoque.
Esistono germi anche in Italia , cose di indubbio valore , ma non concentrato specialmente in un luogo, può essere un bene per certi versi (la pluralità degli stimoli è importante) , ma può essere un disperdere energie dall’altro (la creatività in ogni campo ha bisogno di un terreno fertile e di energie vaste e concentrate con cui interagire) purtroppo per il nostro paese.
July 17th, 2007 at 7:24 pm
Trovo giusti certi commenti, sopratutto azzecato quello di Lapo. L’Italia é un paese invecchiato, con una classe politica chiusa nel propio fortino, una finanza ( paragonata ad altri Stati non lontani da noi ) ridicola. Nessun investimento innovativo in cultura, scienza, tecnologia…… Ormai da anni si parla di una fuga in massa di geni e creativi, verso la libertà e l’indipendenza. Verso quel sogno che non si chiama Italia, ma globalizzazione. Forse io non comprendo cosa possa significare sacrificare la propia genialità per un’altro Paese a scapito della propia cultura, ma sono fortemente convinta che se l’Italia non fosse piu composta da salottini di pseudo finanzieri, se la classe politica che ci governa fosse piu inteligente e politicamente più colta e raffinata, se i giovani rispettassero di piu il nostro patrimonio culturale….. se i giovani si sentissero semplicemente piu Fieri del nostro Bel Paese, invidiato molto piu di quanto possiamo immagianare, allora molto potrebbe essere migliore.
July 17th, 2007 at 7:27 pm
Lapo sei un grande!!! molto innovativa eh come frase.
Volevo sl dirti che ti StimO, che ci vorrebbero MoltE altre persone come te, con il tuo StilE, e con le tue idee!!! … e forse anche l’ ItaliA nn verrebbe giudicata come una repubblica delle BananE (giudizio molto diffuso all’ estero)… rimanendo cmq dell’ IdeA che quando SiamO con le spalle al MurO o quando tutti ci DannO per spacciati, noi ItalianI come per MagiA ribaltiamo il TuTTo e stupiamo il MondO.
CIAO LAPO
FORZA JUVE
July 17th, 2007 at 10:17 pm
il blog si sta davvero facendo interessante. davvero complimenti a tutti gli interventi, meno male che c’è ancora un pò di gente sensibile!!
July 17th, 2007 at 11:15 pm
Mi linki? Poi magari per festeggiare mi compro i tuoi occhiali…
July 17th, 2007 at 11:45 pm
Una vita creativa sta nelle idee e nei fatti, ma in molti casi può trovarsi nel semplice essere…è l’amore per qualcosa, una parola ben detta, frammenti di pittura, è nutrire la possibilità di esprimere le emozioni attraverso la potenza del pensiero, soddisfazione impagabile conferma delle nostre illimatate possibilità. Non è svecchiare ciò che già è vecchio, ma è la soddisfazione di vedere che un nostro contributo ha cambiato qualcosa nella realtà circostante, è il sottile piacere di condividere qualche cosa con quello che oggi siamo e potremmo rappresentare..ecco Lapo questo è il punto da cui partire per creare qualcosa che rimmarrà per sempre…..Saluti Federica
July 18th, 2007 at 9:13 am
Grazie Lapo, per quello che stai facendo.
La tua analisi su Berlino è calzante così come il richiamo alla classe politica!
Attenzione però alle stigmatizzazioni attraverso l’accusa di qualunquismo.
ciao luigi
July 18th, 2007 at 9:15 am
non capisco a cosa serva la moderazione del blog se poi viene permesso questo spam…
July 18th, 2007 at 10:29 am
Grazie, grazie, grazie. Grazie mille per i tanti commenti positivi e riflessioni che il mio post ha suscitato. Spero che questo blog diventi un luogo dove sviluppare nuove idee e pensieri costruttivi, e non fuffa markettara.
In questi giorni sono molto impegnato a New York e purtroppo non riesco a rispondere ai singoli messaggi. Ma li leggo tutti.
A prestissimo
July 18th, 2007 at 10:34 am
Ma perchè chi ha voglia di scrivere stronzate non se ne va in un altro blog???
…la “I.I. Community” sta crescendo e le battute squallide non servono a nessuno!!!
GRAZIE!
T.
July 18th, 2007 at 11:42 am
ciao a tutti! non posso che confermare quanto scritto nel post principale!
sono ormai, con questo, quattro anni che vado a Berlino, quattro anni nei quali ho scoperto le meraviglie di questa città in continuo movimento ed espansione!! menti aperte, giovani ovunque, creatività incentivata al 200%! negozi e locali sono ovunque, si tira su una seracinesca e spunta un locale! qui una tristezza.. negli ultimi mesi sto pensando seriamente a provare ad andare a lavorare su in germania. conosco decentemente l’inglese, il tedesco lo inizierò a studiare da settembre.
Berlino uber alles!
Stefano
July 18th, 2007 at 11:45 am
Avendo avuto la possibilità di lavorare un paio d’anni a Berlino, condivido in pieno lo spirito del post. Cosa che fa più rabbia è la quantita di giovani (e non) architetti, ingegneri, designer italiani che vi lavorano! Nel mio piccolo vi segnalo anche due città Madrid e soprattutto Bonn… scommetto che tra pochi anni diventerà una delle capitali culturali mondiali
Nicola
July 18th, 2007 at 11:57 am
Caro Lapo….hai perfettamente ragione….
Hai tutto il mio appoggio….non conterà molto ma lo hai! :oD
Sai…io e degli amici abbiamo messo su un giornale…gratuito…distribuito in tutta milano con un target giovanile 18-35…
Ci farebbe piacere fartene avere una copia…avere il tuo parere…tu sei un grande….i tuoi consigli sarebbero preziosissimi per noi….
beh….se vuoi contattarmi….non ci spero tanto ma serebbe fantastico…scrivimi pure a claudia.muzzi@undermilano.it
grazie mille…e scusa l’intrusione…
Claudia
July 18th, 2007 at 12:05 pm
hey ragazzi, siamo in prima pagina su corriere.it? avete visto? http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/18/rigatelli_lapo_blog.shtml
allora abbiamo svoltato!
sempre forza juve!
July 18th, 2007 at 12:08 pm
Ciao Lapo,
sono contento di leggere che anche tu la pensi come molti giovani italiani. Nella nostra Nazione non mancano i talenti, manca il sistema che permetta di sviluppare idee e progetti. Ho studiato Mkt e Lobbying ad Oxford e credo che il sistema anglosassone sia, ad oggi, uno dei migliori.
Apprezzo il tuo impegno imprenditoriale e considero ottima la tua capacità di muoverti nel campo del mkt e dell’immagine.
Mi piacerebbe averti come invitato alla presentazione di Edizione Limitata che avverrà a Milano il 28 settembre in via S.Andrea e che, spero, rappresenterà una “piccola rivoluzione” nel mondo dell’alta qualità prodotta in Italia, un progetto tutto italiano che riunisce aziende d’eccellenza. Sarebbe bello studiare sinergie per portare il vero made in Italy, quello dell’alta qualità artigianale, in giro per il mondo e far vedere che, oltre ai grandi marchi, esiste un “circuito” di Imprenditori Artigiani ed Artisti.
In bocca al lupo per I.I.
Sergio
July 18th, 2007 at 12:11 pm
Cari tutti, Caro Lapo,
l’Italia dei baroni e dei vecchi che non vogliono lasciare una briciola di potere decisionale ha un nome: FUFFA, e a questo proposito dovete assolutamente leggere un romanzo sulla nostra generazione che si chiama proprio FUFFA di Alessandro Militi e edito da Bladini & Castoldi, io l’ho anche recensito su http://www.ibs.it…lo trovo geniale..
Ciao
Francesco
P.S. Ma le vendite degli I-I come diavolo stanno andando?
July 18th, 2007 at 12:13 pm
Bravo Lapo,
chissa’ se leggerai questo post.
Scrivi bene e sei in gamba davvero, mi trovi d’accordo su tutto, abbiamo bisogno di una classe dirigente migliore, e politici giovani che sanno andare avanti.
Montezemolo, in una recente intervista ha detto che il mondo e la tecnologia vanno avanti nonostante la politica e le sue lentezze, e in Italia…..non si va avanti. Vai avanti tu allora, coraggio, io ti seguo
Corrado
July 18th, 2007 at 12:14 pm
si si, per carità. berlino è bellissima. ne sono tornata entusiasta e con gli occhi, le orecchie e il cuore pieno di “bello”. ma questa nostra altalenante esterofilia non sarà che dimentica che il nostro è un paese anche *fisicamente* vecchio? la berlino del dopo muro ha avuto una nuova chance. non è una vecchia città rinnovata grazie alla valanga di soldi arrivati dopo la caduta, è una città nata di nuovo. ho letto in qualche commento di Madrid e Bonn, paragonabili o prossime a venire. non concordo. Madrid la trovo una città di plastica, senza storia, costruita ad arte e ripulita per ricordare che si è nella capitale. un po’ come la Washington USA. Bonn la conosco poco, lo ammetto e non ne parlo.
Berlino è stupenda, lo ripeto, ma non ha quasi 3000 anni di storia continuativa sul groppone come per esempio la nostra capitale (e spiace dirlo per i tedeschi, si vede). l’età fisica delle città, secondo me, influenza anche quello che in quella città succede. o NON succede.
poi se vogliamo dire che la nostra è la nazione dove il potere è detenuto mediamente non da “vecchi”, ma da “antichi” italiani, beh, beh, impossibile negarlo, per carità… ho sentito una volta Beatrice Borromeo dirsi indignata del fatto che Andreotti parlasse di cosa vogliono i giovani. “cosa ne sa lui dei giovani”, arguiva la Borromeo. Come darle torto?
July 18th, 2007 at 12:16 pm
ma ancora hai il coraggio di apparire pubblicamente dopo quello che ti è capitato? io ci credo nelle trappole tese, ma fino a un certo punto.
sempre indaffarato a lanciare il brand, studiare il target, lanciare nel web… ma manco te sai di che parli… fai pace col cervello… mi sà che fa contatto con le basette.
July 18th, 2007 at 12:28 pm
fuffa markettara, spam, stronzate …. commenti sobri ed esaustivi che rispecchiano la logica del blog: svilluppare nuove idee e pensieri costruttivi. Bel concetto, come quello della “vecchia classe dirigente” troppo incapace di capire la creatività perchè troppo lontana dal concepire una realtà in piena evoluzione. Facile accusare una realtà che tutti conoscono, forse molto più difficile è cambiarla e trovare le persone che abbiano la voglia e la capacità per farlo. Sempre pronti a criticare, dovremmo fermarci e pensare più spesso a cosa realmente siamo in grado di offrire, quanto siamo competenti, abili e preparati. E’ vero in italia non c’è spazio per il nuovo, viviamo nell’illusione della trasformazione, ma allora dovremmo chiederci se anche noi giovani siamo in grado di modificare il corso degli eventi. La politica non ci rappresenta, ma quanti ragazzi la praticano, ci credono, la vogliono trafsormare? Nella maggior parte dei casi il commento è “fa schifo”…allora siamo banali o ancora peggio, siamo vecchi anche noi, e nemmeno ce ne siamo resi conto … Quando ho letto i commenti di questo blog ho pensato: “è veramento figo”, anche perchè ideato e creato da una persona che per la sua creatività, talentuosità, visibilità….potrebbe veramente rappresentare il volto di un’Italia che sta cambiando…. ma vedendo l’accoglienza forse è meglio che vi Saluti…..cordialmente Federica
July 18th, 2007 at 12:31 pm
Ciao, sono quasi 5 anni che sono a Milano, ho studiato qua e adesso lavoro. Son andata via dall’Argentina quando c’e stato il crollo economico. Adesso ogni volta che torno sento come dici tu a proposito di Berlino “Ma tornando a Berlino, la cosa che mi piace di questa città è il clima creativo e sopratutto artistico che vi si respira” la stessa sensazione che ho io a Bs-As. Per questo t’invito alla mia città perchè m’interesserebbe avere la tua opinione su Buenos Aires che secondo me e in uno stato di “ebullizione”. Bye! Inés.
July 18th, 2007 at 12:33 pm
dear lapo,
ottimo il post about berlin.
ciò che mi ha sempre attirato di quella city è l’idea così cool di chi l’aveva creata: due città in una.
un must.
un design di contrasti now incociliabili now così uguali, a est il rigore classico delle linee, di là l’opulenza e la freedom totale.
e poi quel muro lì in mezzo, the wall, un’idea che I-I (ai-ai) potrebbe riprendere in una qualche urbs italica.
see you soon amico mio
stay cool
July 18th, 2007 at 12:39 pm
Carissimo Lapo,
per me tu sei un grande e leggo con molto interesse quello che fai.
io mi occupo di diritto internazionale ma nella mia famiglia di imprenditori c’e’ qualche pazzerello (come te) che si diverte a creare cose nuove per un Italia piu giovane e dimanica;io guardo con a queste tipo di persone con molto rispetto e ammirazione.
guarda il sito cittadella del mastro artigiano vicino a Vercelli,e’ un idea nuova, magari ti interessa, parlarne; se del caso fammi un cenno ac1737@nyu.edu
Forza Lapo!
Andrea
July 18th, 2007 at 12:47 pm
Ciao Lapo
In bocca al lupo per il blog e per la tua attività. Hai ragione riguardo alle pecche della classe dirigenziale italiana che spinge ad ostracizzare ogni forma di cambiamento, senza accorgersi che tutto diventa logoro. I blog stessi sono nati per dare spazio ai propri pensieri, alle proprie creazioni… Se non ci fosse stato il blog le mie foto sarebbero rimaste solo ed esclusivamente nell’HD del mio pc, ancora tanti auguri e quando raccoglierai i frutti di quanto stai seminando, ricordati sempre di questo post!!!
Con amicizia
K
July 18th, 2007 at 12:49 pm
Ho vissuto a Berlino 10 anni fa per un anno e ho toccato con mano il modello creativo Berlinese.
La formula e’ semplice: facilita’ di accesso a tutte le forme di cultura: e’ tanto semplice andare ad ascoltare un concerto dei Berliner Philarmoniker, quanto andare a un concerto musica Punk o SKA. A tutte le forme espressive di arte e creativita viene dato lo stesso supporto e risonanza da parte dei media e delle istituzioni. Non esiste una forma d’arte di serie A e di serie B.
Torno a Berlino ogni anno, e’ una citta che cambia in continuazione, una citta che ha piu anime: quella borghese/ imprenditoriale di Berlino Ovest e quella popolare di Berlino Est. Una citta’ che conta una popolazione di circa 700.000 turchi con i loro mercati di frutta ad ogni angolo, ma anche con un corrente letterario turco-tedesca. Una citta ponte tra Europa dell’est e dell’ovest.
Credo che la forme piu interessanti di creativita nascano non solo in citta’ come Tokyo o Berlino: ma anche nei quartieri piu poveri di Boca a Buenos Aires, nei mercati all’aperto di Accra in Ghana. La creativita’ e l’innovazione spesso nascono dalla poverta e dalla voglia di esprimere un proprio stato di disagio.
July 18th, 2007 at 12:52 pm
Bel blog.
Riporto il mio commento precedente. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dei quadri di stanley whitney. mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dell’arte in generale
ciao
paolo
July 18th, 2007 at 12:55 pm
e allora vi lasci e vi mando un grande bacio con un pensiero dedicato a tutti coloro che scrivono su questo blog…augurandovi di realizzare i vostri sogni ……“….Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”……Pablo Neruda
July 18th, 2007 at 1:02 pm
vedi è un probema culturale.
la tutela è rassicurante. il presente è rassicurante.
l’innovazione culturale mette paura.
mentre tutta l’europa si rinnova, ricerca forme nuove, in italia si dibatte quale sia il tono di intonaco corretto per un edificio neanche tanto bellino.
mentre in uno dei cortili del louvre l’arch. bellini, stravincendo un concorso, introduce una copertura fluida per la sezione museale araba, in italia giovani architetti, stravincendo un concorso, vengono bloccati da (mirabilia delle mirabilie) una fantomatica “commissione demoetnoantropologica” fatta da storici dell’arte che, praticamente, vincolano e mummificano il vuoto di una piazza.
è un vero suicidio.
se fossi l’editore di una rivista culturale titolerei un lungo elenco di progetti italiani bloccati da funzionari autoreferenziali:”il suicidio italiano”.
ci vorrebeb il coraggio di andare via.
paolo
July 18th, 2007 at 1:05 pm
Lapo sono contento che finalmente un componente della famiglia FIAT si decida a dare una spinta al rinnovamento.
Io ho lavorato tantissimo tempo nella azienda di tuo nonno, e purtroppo devo dire che non c’era aria di rinnovamento ,che l’azienda era governata solamente dall’ufficio del personale, che decidaeva su tutto creando spauracchio ec ecc.
Poi vi erano quelli che facevano apparire più nei numeri che nella sostanza la Qualità, e questo , oltre alla mancanza di concorrenza in Italia ha rovinato l’azienda.
Adesso vedo qualche cosa muoversi, ma scusa la franchezza non è quello che mi aspettavo.
Vorrei vederti battagliero ,tu e tuo fratello per lanciare davvero progetti innovativi, auto a celle di combustibile, auto super leggere, motori con consumi da 3 litri per 100 km ecc.ecc, invece nulla,solo progetti che lasciami dire non sono innovativi, solo progetti pescati nei cassetti, di qualche bravo tecnico. Per la vera innovazione , assumete giovani da varie parti del mondo metteteli insieme, create progetti coin concorsi internazionali, mandate i vs giovani a fare esperieenza nelle aziende concorrenti, poi riassumeteli, solo così potremo avere in casa progetti veramente innovativi.Mandate a casa tutti i più anziani, senza timore, e prima di mandarli a casa fate vuotare le loro scrivanie, i loro computer in modo che il loro sapere resti patrimonio dell’azienda.
Quindi Coraggio prosegui la Tua battaglia, verso l’innovazione, non guardarti indietro, affronta i soloni,i sapienti, che pontificano, Fate cose veramente innovative.
Poi sai una cosa….Chiudi le linee della Croma, al loro posto riattrezzale e fai passare vetture piccole, magari elettriche o con alimentazione a gas, oppure diversifica le produzioni, Un suggerimento.Pannelli solari flessibili, inventa una tegola che assorba calore e che produca energia termica,(nella azienda vi sono le persone in grado di fare questo)e crea una immagine della FIAT che risolve i problemi dell’inquinamento in tutti i campi.
Vediamo cosa fanno i giapponesi e miglioriamo, andiamo avanti FORZA LAPO
July 18th, 2007 at 1:10 pm
Lapo ho una domanda sull’argomento. Io sono in Lussemburgo da anni e ci sono venuto proprio per rompere con gli schemi italiani. Ma di tutti quelli che si lamentano, anche nel blog, quanti però hanno preso una decisione radicale ed hanno mollato il colpo? Perchè a parole….. siamo bravi tutti!!!!
Non vi piace com’è l’Italia? Nemmeno a me.
Proposte per cambiarla? A me viene in mente solamente quella di rifarla da zero, è troppo incancrenita. D’altra parte, anche Lapo che parla di vecchiume forse non ricorda chi sono i massimi dirigenti Fiat e Confindustria.
Soluzione? Dare l’addio.
Il mondo è pieno di offerte e di suggestioni.
July 18th, 2007 at 1:29 pm
E’ spesso frustrante riconoscere che molti notano, molti ne scrivono e molti si indignano, ma ben poco si riesce a fare. E’ davvero una realtà blindata la nostra. Immutabile. O forse in perenne movimento, certo, ma verso il declino. Tutta questa gerontocrazia, questo immobilismo e questo gioco di ricatti sta creando una nebbia sul futuro. Questa nebbia produce anche dei miasmi soffocanti per i giovani. E’ davvero tempo per qualcosa di rivoluzionario. Una rivoluzione di idee e energia. Un vento forte, per restituire un cielo cristallino, sopra le nostre teste.
Grazie
July 18th, 2007 at 1:33 pm
x federica…bellissima la citazione di pablo neruda.
July 18th, 2007 at 1:35 pm
Caro Lapo,
sono contento che qualcuno abbia voglia di dare uno scossone a quello che può essere considerato il “made in Italy” in senso lato, ancor di più se a proporlo è uno degli eredi di una delle più importanti dinastie industriali del Paese.
Da quando mi sono laureato ho dovuto scontrarmi con una realtà bloccata, da una classse dirigente vecchia e timorosa di perdere i propri privilegi a discapito di chi, più giovane, potrebbe avere le qualità per operare al meglio in un’ottica di rilancio sia dell’economia sia della politica italiana.
la tua idea, forse, potrebbe dare un input a coloro che operano da “blockers” verso le nuove generazioni e ancora, forse, dare uno stimolo a chi si sente rassegnato alla situazione esistente.
Questo perché se è vero che la vecchia asfittica classe dirigente non permette la crescita dei migliori talenti è anche vero che la maggior parte dei trentenni si sente rassegnata e aspira a fare carriera all’interno del sistema preesistente, con la scusa del “siamo in Italia e è sempre stato così”; discorso valido sia per le nuove leve imprenditoriali sia per i giovani, d’età ma non di mente, che hanno avuto l’opportunità di entrare in Parlamento.
Tanti auguri, quindi, per la tua nuova avventura con la speranza che possa essere l’inizio del vero rinnovamento italiano.
July 18th, 2007 at 1:55 pm
Arte, idee , ingegno, si scontrano contro la realta fatta di mutui e conti della spesa.
Sogni di cambiamento normalmente si identificano con l’erba del vicino, sempre più verde.
Mettersi in gioco per cosa per rinunciare all’ ottima vita borghese !!
Datemi un contenitore, una bauhaus, ma non rendetela arrogante, iconoclastica tropo di dx, di sx. Fatemi crescere, motivatemi a cambiare.
Non è un problema di vecchi dirigenti ma di giovani, troppo dipendenti dall’Euro
E’ meglio forse essere il più ricco dei poveri o il più povero dei ricchi ?
July 18th, 2007 at 1:58 pm
Caro Lapo,
mi fa piacere leggere le tue parole, che condivido in tutto e per tutto. Ho all’incirca la tua età e ho la fortuna/sfortuna di lavorare nel mondo del giornalismo e della comunicazione. Vuoi sapere perché parlo di fortuna/sfortuna? E’ presto detto: fortuna perché ritengo che il mondo della comunicazione sia fra i più vasti ed interessanti possibili, sfortuna perché, purtroppo, dire quello che si pensa e provare, almeno in parte, ad uscire dagli schemi, è in questo settore nel 90% dei casi davvero un’utopia.
Ho un’osservazione, però, per te e per tutti quelli che con noi condividono la generazione dei nati a ridosso degli anni ‘80: sarà poi davvero colpa di tutti i “vecchi” se la creatività nel nostro paese viene frustrata e calpestata? Non sarà forse anche colpa nostra che, a differenza di chi ci ha preceduto, accettiamo tutto passivamente senza mai provare a replicare, alzare la testa, fare valere i nostri diritti?
Tutti noi - e me compresa - passiamo la vita a lamentarci di questi “vecchi” che non mollano le loro posizioni, che non accettano di andare in pensione, che non si aprono alle nuove idee. E noi, però, cosa facciamo? Recriminiamo, ci disperiamo, abbassiamo il capo e poi, inevitabilmente, accettiamo.
Forse, e arrivo al punto, se oggi in Italia si assiste ad una totale assenza di creatività, la colpa sarà sì nella mancanza di apertura dei vecchi, ma certamente, almeno un po’, anche nella mancanza di uno spirito di gruppo orgoglioso e soprattutto propositivo da parte dei giovani.
E’ tutto ciò premesso che il mio plauso verso la tua nuova attività voglio ti arrivi ancora più sincero e sentito.
In bocca al lupo, perché i giovani italiani - ne sono più che convinta - hanno ancora molto da raccontare!
July 18th, 2007 at 1:59 pm
Ciao Lapo,
auguri per il tuo nuovo progetto, e per il blog, sperando che dia davvero opportunità alla gente creativa e con voglia di fare.
Quanto all’ostracismo della creatività in Italia…beh per fortuna che c’è internet, e con la blogosfera finalmente non ci sono più quei filtri spesso corrotti e corrompenti
K
July 18th, 2007 at 2:06 pm
Lapo, ma quale futuro può pretendere il design e l’innovazione Italiana? Non si riesce a farsi assumere in nessuna azienda se non si ha un laurea e una raccomandazione valida. In Italia ( che da secoli è il paese degli artisti )non si riesce ad emergere. Non si dà la possibilità di mettersi in mostra. E’ pieno di giovani volenterosi che darebbero lo smalto perso al nostro paese, ma sono bloccati da un sistema vizioso..
Come sperare di avvicinarsi a modelli come Berlino se alla fine nessuno metto in atto meccanismi per crescere? Lo vedo sulla mia pelle.. voglia di fare tanta ma oppurtunità pressochè zero. Ti imbatti in un colloquio che alla fine è un test psicologio.. pensa se Modigliani ne avesse fatto uno… credi che avremmo i suoi quadri oggi? In Italia stiamo sprofondando..
July 18th, 2007 at 2:06 pm
Pienamente d’accordo sul giudizio espresso nei confronti della “senilità” della classe dirigente. Pongo però una domanda: la dinastia del buon Lapo non ha forse qualche “piccolissima” responsabilità sulla forma mentis della suddetta classe dirigente, ed in particolar modo dei politici? La cosa bella è che io sono cresciuto a pane e Juventus, ma non mi va proprio giù che i proprietari della più grande azienda italiana, che pure ha molti incontestabili meriti, abbiano di fatto costituito un “casato regnante” nel nostro Paese con il denaro pubblico. Ancora oggi la politica e la società italiana sono fortemente influenzate dalle “lune” della Famiglia, così come accade da circa 75 anni. Ora, ben vengano sferzate come questa, ma per cortesia lo si faccia almeno per chi non gode di privilegi indiscutibili, di strade spianate, di convenienti contiguità con la lobby sindacale, di prime pagine dei “compagnucci del Corrierino”. A proposito, tranquilli, non ho alcuna intenzione di acquistare il Corriere, nemmeno in edicola…
July 18th, 2007 at 2:15 pm
secondo me quello della creatività “castrata” in Italia è un problema di cui il mondo del lavoro è solo la punta dell’iceberg. Già dai primi mesi universitari si capisce benissimo come vengano privilegiati un certo tipo di mentalità che si focalizza sul vecchio e sulla tradizione, e un certo tipo di studenti che la mettono in atto, piuttosto che qualcosa di realmente dinamico, innovativo e quindi in un certo senso “rischioso”. Sarà un caso che i professori italiani (come i politici) sono quasi tutti ultra cinquantenni, e a volte peggio?
un saluto a tutti, bel blog.
ps: a breve andrò a Berlino!
July 18th, 2007 at 2:29 pm
Berlino fa lo stesso effetto che faceva londra circa 12 anni fa e forse Milano negli anni ‘80. Si potrebbe parlare di cicli…ma temo che non sia così. Lavoro in pubblicità da tempo eppure c’è una stagnazione spaventosa, tutti attaccati al testimonial di turno a creare soluzioni aride e con zero lungimiranza. Brand awareness ? Troppo poca. Direct response ? Fatta di fretta e male su prodotti spesso scadenti. Non mancano le idee, manca chi ha il coraggio di metterle in pratica ed investirci. Lavoro in un’agenzia…e entro le prossime due settimane avrò altri due colloqui…saranno un test importante per cercare di capire sulla mia pelle qual’è veramente la situazione del mercato creativo in italia. Anche se temo di conoscere già la risposta. Comunque complimenti a voi ed un grande in bocca al lupo per tutto.
July 18th, 2007 at 2:31 pm
Ciao Lapo, complimenti per l’articolo… che dire hai ragione… In Italia si è considerati giovani quando si ha 50 anni, i ruoli più importanti nella nostra società sono occupati da ultrasessantenni. Coon questo non voglio dimostrare che queste persone siano incompetenti , ma vorrei una società che dia più spazio a noi giovani.
Non bisogna mollare, l’importante è non perdere di vista l’obiettivo. In bocca al lupo per tutto quello che fai e che farai …
Ciao
Giuseppe
July 18th, 2007 at 2:38 pm
Dear Lapo,
la creatività…per “me” fa rima con curiosità,spirito critico..atteggiamento mentale…verso il nuovo,verso un mondo che cambia e che non riusciamo (italiani) a capire…
L’Italia è un sogno,è come una donna bella e impossibile..ma che non sappiamo conquistare..
Spero che le tue iniziative siano solo l’inizio,una base per dar voce a chi questo paese lo vuole cambiare con il talento e la passione che hanno sempre contraddistinto…gli ITALIANI..avete capito bene…gli ITALIANI…un tempo i migliori….
Ti abbraccio e in bocca al lupo
Alessio
July 18th, 2007 at 2:42 pm
Ciao Lapo,
mi piacerebbe molto conoscere la tua opinione (e quella di tutti i partecipanti a questo blog) sulla definizione di Creative Industries data dal governo inglese attraverso il Department for Culture Media and Sport:
“A broad definition of Creative Industries is those goods and services in the creative sector (advertising, architecture, art and antiques, creft, design, fashion, film and video, interactive leisure software, television and radio, performing arts, music and software and computer services) which feature original creativity and generate intellectual property with a potential for wealth and job creation”.
La prima cosa che mi e’ venuta in mente leggendola e’ stata “e la fotografia se la sono dimenticata?!?”. A parte questo, c’e’ un riconoscimento istituzionale ufficiale di tutte quelle attivita’ che hanno come denominatore comune una pura e libera creativita’. I “creativi” in UK sono 1.8 milioni, contribuiscono al 7.3% dell’intera economia e le creative industries hanno una crescita produttiva del 5% l’anno (due volte il tasso di crescita del resto dell’economia). Praticamente la grandezza delle creative industries e’ comparabile a quello del financial services sector.
Viva la creativita’!!!
I look forward to hearing from you soon….take care!
Silvio
July 18th, 2007 at 2:42 pm
caro Lapo creatività ne abbiamo a tonnellate.
Mancano le persone (potremmo chiamarli organizzatori) che la valorizzino e che organizzino le menti creative in un network in grado si esprimere le sue potenzialità.
Tutti i network creativi finora esistenti si basano sull’iniziativa di singoli che si propongono come polo aggregante.
In sintesi:
menti creative che lavorano singolarmente
menti creative che si organizzano fra loro sulla base di conoscenze e vision condivise
nessun sistema che organizzi il tutto.
Ciao
Fabrizio Reznor
July 18th, 2007 at 2:47 pm
Grande Lapo… Dopo il post su Berlino potresti diventare il mio eroe… ci sono stato 6 volte e fin da ora mi “appropinquo” a prenotare volo e albergo per la berlinale2008… il problema è che in febbraio ci sono gli esami, ma va bene cmq, un piccolo sacrificio per Berlino ci sta tutto. Cmq sono perfettamente d’accordo con il fatto che sia una città in continuo movimento e poi vorrei dire a tutti quelli che ancora nn ci sono stati di andarci assolutamente perchè è una citta che si modella addosso al turista… anzi no, nessuno a Berlino è un turista, chiunque diventa parte della città… fidatevi voi andate per trovare qualcosa, ma qualsiasi cosa intendo, e la troverete! e poi è un sogno dovve passato presente e futuro si fondono per creare un’atmosfera unica e fuori dalle imposizioni di stile di vita che la società ci impone… a Berlino dovete semplicemente essere voi stessi c’è un basilare rispetto per chiunque e poi via a divertirsi a cibarsi di arte e storia, a qualsiasi ora del giorno e della notte s’intende! Mi fermo perchè potrei andare avanti all’infinito a parlare della città degli orsi!!!… per quanto riguarda la valorizzaazione dei giovani talenti in Italia, beh, nn c’è da stupirsi del resto nn sono ancora riusciti a valorizzare la creatività di “geni” di tanti anni fa… figuriamoci se le istituzioni italiane riescono a capire cos’è l’inventiva giovanile… però nn ci per questo dobbiamo arrenderci… giriamo il mondo e portiamoci dietro la nostra creatività da qualche parte qualcuno ci darà spazio e poi potremmo tornare in Italia a “spazzare-via-chi-non-ha-creduto-in-noi”…ciauz
July 18th, 2007 at 2:57 pm
Ciao Sergio Meschi,
potresti indicarmi il sito dell’iniziativa Edizione Limitata…..ne vorrei sapere di più.
Per quanto riguarda il ragionamento sulla classe dirigente beh………guardiamoci negli occhi…..la classe dirigente la votiamo noi, le aziende che assumono solo raccomandati le sosteniamo con i nostri acquisti, quindi …….
Le classi creative sono sempre minoranza e possono essere sostenute solo da una classe di consumatori curiosa, colta, intelligente e con tanta voglia di sperimentare …..
Ma se come pecoroni i consumatori comprano le marche pubblicizzate da Costantino …….allora non lamentiamoci se Andreotti parla dei giovani, se ………..beh avete capito il concetto.
Ricordate che l’Italia, alla fine, la facciamo sempre NOI.
P.S.: Bravo Lapo per il blog, per gli occhiali e per l’idea di I-I. Ma purtroppo (permettimi lo sfogo da tifoso) tu e tuo fratello con la JUVE avete sbagliato tutto.
July 18th, 2007 at 3:15 pm
Caro Lapo,
purtroppo una realtà come Berlino è molto lontana dagli stili di vita che ci propongono le città italiane… Non è il caso di ripetere concetti già espressi in questa sede. Sono comunque del parere che sei una grande personalità in grado di muovere le montagne.
E’ il mio primo messaggio in questo blog, ti saluto con affetto.
a presto!!!
July 18th, 2007 at 3:16 pm
a Berlino ho diretto una fabbrica alla fine degli anni 90. Cosa c’entra la fabbrica con la creativita’ ? C’entra, eccome ! La’ ho capito la storia, il perche’ il Berlinese ha la passione per il dettaglio, il gusto per il colore, la voglia di trovare nuove soluzioni, l’ entusiasmo di vivere. Quindi anche il perche’ quella citta’ attiri le menti creative.
Avete mai provato a stare dentro una fabbrica o un ufficio oggi in Italia ? nulla di tutto cio’ almeno nel 90% dei casi. Cambiera’ ? non credo nel medio periodo, il fondo non e’ ancora stato toccato. La storia di Berlino lo insegna.
BR
July 18th, 2007 at 3:16 pm
Nella città di Prato c’è sicuramente bisogno di creatività. Date un’occhiata ai video all’interno del nostro blog! un saluto da welcome 2 prato! http://w2prato.blogspot.com
July 18th, 2007 at 3:28 pm
sulla creativita` italiana non penso vi siano dubbi, certamente competitiva e con enormi risorse. Creare nuovi canali di comunicazione esterni alla vecchio sistema dirigenziale con una visione APOLITICA e`sicuramente un primo passo
In Italia il passaggio di testimonee` un pessimo esempio di innovazione spesso con mancanza di competenza, visione e volonta` di rinnovarsi. Quindi keep up the good work!!!!
July 18th, 2007 at 3:30 pm
complimenti lapo per il blog e soprattutto per le tue idee innovative e fresche.
purtroppo non appena si esce dall’italia ci si accorge come questo paese stia lentamente declinando e come non riesca ad adeguarsi ai cambiamenti.
paesi che non hanno la creatività e la qualità delle idee di cui l’italia dispone e non sfrutta sono cmq più attivi e recettivi alle novità.
ciò che preoccupa di più però è la totale mancanza di stima e fiducia verso i suoi giovani..
p.s. già berlino mi intrigava, sicuramente ci andrò!
July 18th, 2007 at 3:33 pm
Berlino è certamente un crocevia del mondo contemporaneo.
L’ansia di mutamento e di originalità è frutto postumo e beneficatore di una vecchia ma moderna città, un tempo violentata ed offesa dai deliri politici degli uomini di Yalta.
Non mi sorprende tutto questo fervore, questa capacità poliedrica di proporre qualcosa di nuovo e di fresco.
E piacevolmente creativo.
Per quanto concerne la nostra classe dirigente, caro Lapo, hai certamente messo il dito nella piaga, con mia somma soddisfazione.
E’ verissimo: abbiamo purtroppo un mondo economico-produttivo affollato di cigolanti cariatidi.
Ma abbiamo anche una classe politica assolutamente inadeguata, incapace di riconoscere ed adeguarsi a mutate esigenze collettive, un caravanserraglio fatto di pochissime idee ed altrettanto esigue azioni.
Una è l’interfaccia dell’altra: pochi rischi, nessuna proiezione al domani, il bidone di benzina ben sorvegliato e qualche party ingessato la notte.
Ben venga qualche spiffero di cambiamento.
Ma -stante la situation - qui servirebbero dei monsoni.
July 18th, 2007 at 3:47 pm
Caro LAPO, non sai quanto ti stimo e quanto condivido le tue parole soprattutto quando parli di una classe politica incapace di dare un futuro alla Nazione. E non parlo di destra e sinistra; parlo di vecchi e giovani. Analizzando attentamente le carte in tavola ci si rende facilmente conto che l’immobilismo del nostro BENEDETTO ASSURDO BELPAESE dipende proprio dal fatto che le nuove leve non hanno il coraggio di mettersi in discussione e di scendere in campo in prima linea…. Forse perchè siamo cresciuti nella bambagia o meglio sotto una campana di vetro, che ci ha reso immuni da ogni soppruso e ogni ingiustizia che quotidianamente i matusa al governo compiono.
Solo mandandoli a casa cambierà qualcosa… a quel punto avremmo innovazione, tecnologia e modernità, innanzitutto di pensiero. Ed è quello il punto da cui bisognerà ripartire per avere delle BERLINO ITALIANE.
Un giovane commercialista di Varese
PS: visto che si sta parlando di innovazione design tecnologia il Blog mi sembra un po’ povero… Non è una critica ma uno sprone a far meglio
July 18th, 2007 at 4:06 pm
Ciao a tutti.
credevo che la visibilità data dalla stampa a questo blog avrebbe finito per calamitarvi i “soliti guastatori”, sempre prodighi di quel qualunquismo e, ancor peggio, di quel disfattismo che ammorbano, purtroppo, il nostro Paese dalla fine degli Anni di Piombo. Noto invece con inaspettato piacere che “l’istituzionalità” di questa iniziativa ha finito per stimolare alcuni dei (tanti) giovani che hanno non soltanto spirito di iniziativa ed ambizioni di cambiamento, ma anche, e soprattutto, capacità ed intraprendenza. Gli stessi giovani che, tuttavia, sfiduciati dal lassismo generale, anzichè fare gioco di squadra ed ergersi ad alternativa tangibile all’”ancien régime”, preferiscono ripiegare sull’individualismo, sulla sola tutela del proprio interesse, su un uso esclusivamente utilitaristico delle proprie capacità, rifugiando così il ruolo “istituzionale” di nuova classe dirigente e di modello di riferimento che pur gli spetterebbe.
Di qui, la permanenza dell’ormai imperitura “vecchia classe dirigente” che, immune dai particolarismi e dagli egoismi che evidentemente disgregano le nuove leve, continua, saldamente compatta, unita ed organizzata, ad amministrare, da più di 40 anni, il nostro Paese (nel bene e nel male…a questo punto, più nel bene, vista la sostanziale mancanza di alternative credibili). Noi giovani - termine che sempre più spesso, ahimè, richiama una moltitudine di esseri informe ed inerme - non riusciamo a rappresentare quell’alternativa di cui sentiamo il bisogno, e che saremmo anche in grado di proporre, ma che, di fatto, ci limitiamo ad invocare o, ancor meno lucidamente, a pretendere da altri.
Gandhi ammoniva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”, e - aggiungerei ben più modestamente io - non pretendere che il cambiamento sia promosso dagli stessi che il cambiamento dovrebbe avvicendare.
L’esperienza berlinese richiamata da Lapo ha rappresentato lo spunto, da parte di alcuni, per il - permettetemi di dire - solito sfogo esterofilo cui si abbandona spesso l’italiano deluso: non volendo (ovviamente) delegittimare/svilire in alcun modo le altrui capacità, mi limito a riportare quanto mi disse un ragazzo cinese nell’ambito di alcune esperienze lavorative condivise: “1 italiano è probabilmente più brillante di 1 cinese, ma 100 cinesi sono senz’altro più efficaci di 100 italiani”. Credo sia emblematico dell’individualismo che pervade la nostra generazione. In altre parole, ci manca quella “dimensione politica”, quello spirito comune capace di innescare il processo di cambiamento e, soprattutto, di indirizzarlo nella direzione giusta. Ci manca quella stessa dimensione politica - e qui per politica non mi riferisco, badate bene, ad un colore o ad un partito, bensì al concetto viscerale di politica, intesa come manifestazione comune di idee - che seppero invece esprimere i nostri “padri” e che, di fatto, permise loro di occupare i posti di comando che tuttora detengono.
Credo che in questo momento in Italia ci siano diversi giovani/associazioni di giovani (vedi Lapo, Milano Young, solo per citarni alcuni) che, anche in virtù della loro visibilità/risonanza pubblica, possano assolvere a questo ruolo propulsore di cui c’è disperato bisogno; sono convinto che sia necessaria soltanto una scintilla, uno stimolo iniziale, per innescare quel processo di cambiamento che da troppo tempo cova sotto la cenere.
In questo senso, dovrà essere loro volontà farsi promotori di questo cambiamento del quale, certamente, tutti siamo in attesa ed al quale molti sono desiderosi di partecipare, ovviamente secondo le proprie capacità e possibilità.
Spero che questo blog possa costituire non soltanto una trovata innovativa ed un contesto di aggregazione, ma una vera e propria fucina di iniziative ed idee che, opportunamente coordinate e promosse dai webmaster, possano assumere una connotazione ed una rilevanza nazionale.
Sarebbe una piccola dimostrazione di quella creatività, di quella genialità e di quell”‘italianità positiva” che CI valsero fama e gloria in tempi non tanto remoti.
Un saluto a tutti
B.
July 18th, 2007 at 4:41 pm
Ciao Dario Ujetto,
il sito di Edizione Limitata sarà on-line dopo la presentazione del 28 settembre, se vuoi maggiori info scrivimi a meschis@hotmail.com e ti manderò tutto.
Sergio
July 18th, 2007 at 5:11 pm
Per rispetto verso chi non parla la nostra lingua, rispondo prima alla commentatrice francese
Un des buts que I-I s’est donne’ est d’essayer de faire passer un message d-une Italie nouvelle,qu’y croit, comme tu l as très justement souligne.
July 18th, 2007 at 5:25 pm
Ciao Sergio Meschi, non voglio appropriarmi di una tua info di servizio data tramite blog a Dario Ujetto e, quindi, ti chiedo se posso avere maggiori informazioni sulle idee di “Edizione Limitata”???
Grazie!
T.
July 18th, 2007 at 5:48 pm
La moda è creatività senz’anima.
L’arte è creatività vivificata dall’anima.
La moda è viva. L’arte è morta.
Almeno in Italia.
p.s. è stato un impulso…perdonatemi la retorica
July 18th, 2007 at 6:25 pm
Ciao T.,
Edizione Limitata è un’iniziativa innovativa per il mercato italiano di cui, purtroppo, non posso ancora svelare nulla “on-line” fino al 28 settembre per accordi presi. Puoi tranquillamente contattarmi alla mail che ho lasciato. La filosofia dell’iniziativa è molto simile a quella che si trova nel progetto di Lapo. L’iniziativa ha visto un percorso di preparazione di quasi un anno e mezzo e, credo, rappresenterà ad oggi un unicum nel panorama italiano (ma anche internazionale se consideriamo che il “fatto in italia” è leader nel mercato/mondo).
Ovviamente l’invito fatto a Lapo per la presentazione è esteso a tutti quelli che credono che con la condivisione di idee e sinergie la nostra generazione possa veramente portare l’Italia fuori dal pantano in cui galleggia da tempo. La lobby dei trentenni si può fare basta che i parametri siano la creatività, l’intelligenza e l’intraprendenza e non la ricchezza ed il “fondoschiena parato”.
Io ci credo e credo che progetti come I.I. ed Edizione Limitata possano far muovere le acque.
Sergio
July 18th, 2007 at 7:45 pm
E’ vero che a Berlino si respira un’aria migliore…
Ma anche a Parigi, a Londra e Madrid ( giusto per restare in Europa) ci sono maggiori stimoli ed opportunità per chi - giovano e meno- bbia volgia di fare.
Il guaio dell’italia è che è più redditizio avere che fare e se le cose non cambiano io il futuro lo veggo buio assai.
xx
e.
July 18th, 2007 at 8:37 pm
Ciao lapo,
volevo ringraziarti percheè per me sei una fonte di ispirazione,e quelle due volte che ti ho incontrato e ho scmabiato due parole mi hai stupito per la tua semplicita e per la tua grande voglia di non mollare mai e rendere possibile cio che per altri è impossibile.
Come te ho tatuato il tricolore perche essere italiano è un orgoglio: portare l’italia e il made in italy in giro per il mondo ti fa grande onore..
sei e sarai sempre un grande ITALIANO…
July 18th, 2007 at 10:08 pm
Just a message.. Urgente. Sto cercando di mettermi in contatto con Lapo. Se vieni in Sardegna, puoi farmi sapere quando? Grazie mille, so che risponderai. Un abbraccio, spero stia bene. i.
July 18th, 2007 at 11:30 pm
Su “La Stampa” interessante articolo di Renato Rizzo, titolo: “VIVE D’ARTE SOLO UN ARTISTA SU CINQUE”.
Una mezza pagina con il seguente sottotitolo: Speranze e frustrazioni dei giovani creativi italiani in una ricerca della Fondazione Agnelli.
Ecco alcuni passaggi: L’artista, in Italia è “contemporaneo” perchè fa l’artista e, “contemporaneamennte, deve trovarsi un’altra attività per vivere”.L’arte, spesso, non dà pane. Perchè, come sostiene Francesco Jodice, “per le istituzioni del nostro paese, la tutela dell’arte, spesso, si ferma alla protezione del passato e prende in scarsa considerazione ciò che viene prodotto oggi”.
Il reddito medio dei giovani artisti-compresi aiuti famigliari, stipendi e borse di studio- s’attesta attorno ai 13 mila euro e diventa inferiore del 20% se si tratta di donne. A vivere di sola arte, è solo un su cinque.
……………..Le opinioni degli addetti ai lavori oscillano tra due poli: “quelli favorevoli al mercato per la sua funzione selettiva e di scambio monetario culturale; ai quali si contrappone chi è convinto che la valutazione data dal mercato a un’opera sia, soprattutto, legata a meccanismi speculativi e relazionali”.
La napoletana Betty Bee che, un pò celia e, forse un pò per non morire, illustra il suo progetto d’adozione a distanza : “Per l’arte si potrebbe fare così: versi 20 euro al mese per un anno e ricevi in cambio la fotografia di un’opera che alla scadenza delle rate, diventa tua”.
……………..Difficile la vita dell’artista italiano: specie al sud ( con la sorprendente esclusione di Napoli, prima del Paese per effervescenza d’iniziative.) Robert Storr, direttore della prossima Biennale di Venezia; ” Gli artisti non sono forza lavoro e il loro successo è impossibile da quantificare”.Così c’è voglia d’emigrare. Accanto alla fuga dei cervelli, quella dei pennelli?
…………………”A Roma si parla, a Milano si vende, a Torino si fa” sostiene, con uno sloga efficace, un intervistato. E, così Torino è inserita al secondo posto, sia nella classifica dei “luoghi chiave,” sia in quella degli emergenti.”
………………….Se “Caravaggio per diventare Caravaggio è andato a Roma”, i futuri Merz o Penone potrebbero trovare forza sotto la mole.
Conclusione personale: Ogni artista, nelle sue possibilità, deve cercare di combattere per far capire alla gente quali siano i modi sensati di spendere il denaro pubblico nella gestione dell’Arte, per il sostegno degli artisti locali, l’uso degli spazi, e per il ripristino di una funzione che possa accendere l’identità artistico-culturale delle proprie realtà cittadine.
July 18th, 2007 at 11:34 pm
A proposito di creatività, noi ci interrogheremo su questo tema a Cava de’ Tirreni il 26 luglio nella mostra Creatives are bad! (www.creativesarebad.com per info) dove metteremo in mostra la creatività bocciata dai clienti alle agenzie di comunicazione chiedendoci: perché tutta questa difficoltà anche nel produrre comunicazione e pubblicità in Italia? davvero la nostra creatività è così surclassata dagli altri? e perché ciò avviene? il cortocircuito è nel dialogo tra il fornitore e il cliente oppure nello spirito del tempo che stiamo attraversando?
Lapo Elkann, sei invitato a partecipare.
July 19th, 2007 at 1:20 am
Berlino e le sue meraviglie sono ogni giorno qui: http://walkingclass.blogspot.com/. ciao.
July 19th, 2007 at 8:42 am
Certo, I giovani hanno creatività, però di trascurare quelli che hanno fatto iniziazioni che la più parte della gente non conoscerà mai è ignoranza terribile. La creatività non è solo per certi; Monet stava creando opere incredibili a un’età avanzata, e lui è solo il primo esempio di cui ho pensato.
Non cadere nell”ageism”! Io sto creando ogni giorno, e ho più di doppio della tua età, wakashu!
July 19th, 2007 at 8:55 am
ciao Lapo,
ricordi me un amico Italiano. Che pero fa security ma il concept che esprime è lo medesimo, puro e semplice: “amore per l’Italia e bisogno di originalità”
Probablimente serve creatività a 360°, in tutti i fields. Sarebbe bello se tutti voi creativi vi unite!
Ti invio la sua url tramite contacts
scusa il mio Italiano,
I Love Italia
July 19th, 2007 at 9:37 am
IN PRIMA LINEA
ciao Lapo,
le tue considerazioni sulla creatività in Italia sono condivise dallla maggior parte di noi creativi,
non dobbiamo far altro che prenderci il nostro spazio e creare un forte sistema consapevole che dia VOCE
alle nostre capacità e sviluppare le nostre risorse umane e pervadere il quotidiano in tutti i suoi aspetti.
PRONTI_PARTENZA_VIA
July 19th, 2007 at 11:15 am
quel traparentesi (grazie Annamaria) offre la cifra di come il caro e coccolato Lapo è immerso in quell’Italia che non ci piace. Fatta di nepotismo e clientelismo. Conosco, per cui esisto. Trasposizione cartesiana di quella pizza e mandolino che fa tanto male alla creatività. Non seguite un abbaglio, lui fa parte della grande casta.
Ciao
July 19th, 2007 at 11:37 am
Caro Roby, quell’Annamaria è una lettrice come me e come te che semplicemente ha trovato il link dell’articolo sul sito La Stampa ( http://blog.italiaindependent.com/2007/07/16/berlin/#comment-85 ) e l’ha comunicato. Inizialmente non c’era il link.
Questo tuo commento offre la cifra di come tu sia immerso in quell’Italia che non ci piace. Fatta di preconcetti e superficialità. Non so, per cui esisto.
July 19th, 2007 at 11:49 am
Caro Lapo,
Io trovo che tu abbia ragione in italia chi sta al potere (tutti over 60) non vogliono lasciare la poltrona e quindi sono restii a qualsiasi innovazione! Ci vorrebbe gente giovane che, come te, ha idee innovative e tramite queste riesce a far immaginare il proprio mondo agli altri! Lapo sono sicuro che tu potresti essere uno dei traghettatori di questo nuovo pensiero…
Ciao
Andrea
July 19th, 2007 at 12:17 pm
Sarei grato ricevere da chi di competenza (società o Lapo) delle informazioni più dettagliate circa il Vostro progetto I-I per un lavoro universitario…
Ringrazio anticipatamente
Manu
July 19th, 2007 at 12:54 pm
Penso non sia il luogo appropriato per chiedere informazioni di questo tipo, ma credo sia l’unico modo per contattarVi.
July 19th, 2007 at 1:02 pm
vero, qui noi si soffoca a cercare di fare qualcosa di nuovo, nessun aiuto da nessuno… pare propio che senza santi, soldi o firma si faccia fatica a fare qualunque cosa…
ma di creativi ne abbiamo in sovrabbondanza… solo relegati alla autoproduzione e alla morte lenta per asfissia… magari I.I potrebbe diventare il patrono del design made in italy 2.0 per organizzare e aiutare quelle piccole realtà che respirano a fatica in italia…
July 19th, 2007 at 1:09 pm
concordo… in italia la creatività è soffocata… coem tutte le attività giovani… il design è ancora legato alle grandi firme (grandi si… ma le stesse da 20 anni ormai) in tutti i campi della creatività… dal design al fumetto… non ci sono mai i soldi, nessuno rischia mai su un giovane di talento… così noialtri relegati all’autoproduzione siamo condannati ad una lenta morte per asfissia… e le idee buone o balorde che siano rimangono inespresse o morte sul nascere… noi ci si arrabbatta ma mice è facile fare 3 lavori per alimentare un idea, un sogno che rischia di morire da un giorno all’altro… o no?
meglio comprare qualche appartamento che investire su un giovane sconosciuto con un’idea. questa è la filosofia d’impresa italiana.
(e noi si espatria…)
July 19th, 2007 at 1:12 pm
ops scusate il doppio post… ma il refresh lento mi ha ingannato…
July 19th, 2007 at 2:52 pm
Ciao Lapo, ho letto proprio ora la tua intervista sul nuovo numero di Vanity Fair e… mi è piaciuta molto.
Ti auguro perciò buon lavoro per i tuoi progetti professionali e anche per la tua vita, mi sembra che tu abbia scelto un cammino non facile (ma quale cammino lo è poi??) ma molto stimolante.
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi.”
M. Proust
July 20th, 2007 at 1:48 pm
Ciao Lapo
Sto facendo uno stage in un’azienda, e la parola marketing per loro non esiste… e come dici tu, ogni volta per fare una linea nuova chiamano il vecchio architetto di turno…
Mi dispiace per l’Italia, ma io me ne vado all’estero!
July 20th, 2007 at 6:22 pm
Marco, concordo in pieno con te!!!
Io sono un’architetto - donna - e, oltre alle mille problematiche che ho col farmi valere in ufficio dove regna il mondo “uomo”, gli anzianotti mi passano sempre davanti ….
….. e pensare che due anni fa sono stata selezionata per una borsa di studio mondiale, finanziata dal governo americano …sai che soddisfazione fare parte di un gruppo di sole 10 persone selezionate in tutto il mondo??!!
……..peccato che in Italia certe cose non te le sogni neanche di notte!!!
…..che rabbia che mi fa!!! sono orgogliosa dell’Italia e con gli anni lo sono diventata sempre di più…. ma mi irrito a vedere che stupidamente ci tagliamo le gambe da soli per non rimanere al passo!
July 20th, 2007 at 7:02 pm
Ti stimo molto.
Grande Lapo.
Con sincero affetto.
Martina
July 22nd, 2007 at 12:48 am
ciao lapo, ho assistito alla presentazione della 500, credo che la creatività, la bellezza e l’originalità della nostra vecchia ma sempre buona macchinina italiana sia attribuibile a te e ai ragazzi che con te hanno iniziato il progetto……i vecchi dirigenti avrebbero dovuto ricordarlo durante l’evento. dai ragazzi sicuramente quello è stato solo un inizio di tante menti creative messe insieme che spaccheranno le pagine di giornali in futuro.
July 23rd, 2007 at 3:21 pm
caro lapo,
ti scrivo per esprimerti l’ammirazione per la tua genialità, l’avallo per le tue iniziative, la condivisione dei tuoi intreressi e del tuo progetto di reinterpretare l’impresa italiana.
ti scrivo perchè, quella sera recente a formentera, a cena in villa dal gentilissimo carlo s. (ricordi? ero seduta di fiaco alla carinissima moglie di renzo r.), ho ascoltato con tacita ammirazione le tue idee innovative e assolutamente utili per il nostro paese…
per discrezione (e per rispetto del tuo spiccato e percepibile senso della riservatezza) nonchè per la mia proverbiale timidezza, non sono voluta intervenire nei tuoi ragionamenti, rapita com’ero dall’ascoltarti…
io, figlia diun noto imprenditore pugliese, respiro impresa da sempre, ma ho scelto di fare l’avvocato, anche un pò spinta dalla voglia di perseguire l’obittivo, che sembrerebbe essere il medesimo tuo, di diventare un self made man (woman, nel mio caso)…certo in questo paese l’obiettivo è lodevole, ma la strada da percorrere per raggiungerlo è tutt’altro che irta di difficoltà.
Mi piacerebbe se potessi, compatibilmente con tutti i tuoi impegni, dare riscontro a questa mia all’indirizzo di seguito indicato, per restare in contatto e per fruire di tuoi preziosi, direi geniali, consigli in merito a una attività d’impresa che intendo avviare di qui a poco: valeriamartino@tiscali.it
Con l’auspicio di poterti presto (ri)sentire, ti saluto caramente,
v.
July 24th, 2007 at 2:38 pm
Ciao Lapo,
sono un ragazzo di 29 anni e abito da 7 in Milano.
Ho letto i tuoi articoli New York, Berlin e la critica sull’Italia.
Partendo dalle città voglio segnalare Dublino, città che stà rivedendo la sua architettura accentrata sul fiume, con edifici in vetro che contrastano nettamente le abitazioni classiche di un tempo, segnali di vita che coinvolgono anche lo stato economico di questo paese.
Ebbene si, la città è diventata giovanile, imprese americane come Google, Microsoft, Apple si sono situate in Irlanda con centri logistici e operativi per quanto riguarda le attività che interessano l’area UE e Africa.
Naturalmente non perchè in Irlanda vi sia un bel clima, si mangi bene e vi siano competenze umane di alto livello, ma perchè il discorso onere fiscale è nettamente vantaggioso.
Questo ha portato ad un netto ritorno d’immagine ed investimenti che coinvolge l’intero paese. Lo stesso è invaso da giovani provenienti da tutta Europa perchè v’è soddisfazione nelle persone quando puoi lavorare in ambienti che non tarpano le ali alla cretività,