Surrealismo Urbano
(di Antheus)
Le città e il territorio urbano stanno diventando sempre più un terreno fertile di sperimentazione. La pubblicità e il commercio creativo, in questo caso, danno il loro sostanziale contributo, basti pensare ai temporary store, a certe (non tutte) operazioni di guerrilla marketing e altre attività che, con la loro forza creativa, danno nuova linfa vitale ad alcune città.
Guardate cosa succede a Parigi.

No, la foto non è mossa e, non preoccupatevi, non avete qualcosa che non funziona alla vista.
Trattasi di “Surrealismo Urbano”.
Una società francese di comunicazione chiamata Athem ha deciso di coprire il palazzo del Bleeker Group in Avenue Georges V con una mega copertura che visualizza lo stesso palazzo come se fosse stato costruito da Salvador Dalì. Creando un’occasione di esperienza urbana inaspettata, sorprendente e condivisibile.

July 13th, 2007 at 5:41 pm
Mi fa tornare alla mente quando a Milano, durante i lavori di restrutturazione da Louis Vuitton, l’edificio che ospitava il negozio fu coperto da una enorme valigetta griffata LV. Una buona azione di marketing, sicuramente meglio che vedere le impalcature con i muratori sopra. Come dire, LV mantiene la sua eleganza in tutte le situazioni.. =)
ps. ora che ci penso non sono sicuro che si trattasse del negozio a Milano, ma sta cosa non me la sono sognata.. =P
Ciao a tutti
July 13th, 2007 at 6:25 pm
Era Parigi, Champs Elysées. E l’agenzia era sempre la Athem.
July 13th, 2007 at 6:48 pm
…succede spesso che si ricoprano gli edifici durante i resturi e le ristrutturazioni con enormi pubblicità e non solo….. a Venezia ormai lo fanno di routine e…. se non mi sono sognata sta cosa, mi sembra di ricordare di aver visto o a Washington DC o a NYC riprodurre scorci di altre città per rivestire le impalcature! Fosse solo che sono architetto ma apprezzo queste piccole distorsioni visive!
Impalcature sempre più architettoniche!
Antheus, complimenti per la tua prontezza!
July 14th, 2007 at 1:03 am
anche a roma a via condotti loui vuitton realizzò un grosso bauletto che si infilava e copriva la vetrina del negozio in apertura. è una bella idea un modo per sdrammatizare la bruttezza dei lavori in corso.
July 14th, 2007 at 11:55 pm
Un’ottima occasione per generare nuovi scorci , anche se di durabilità limitata, anche là dove un certo rigorismo architettonico ha spento l’inventiva. Ad esempio certi esempi di fusion architettonica suggerita nei progetti preliminari per la riedificazione di Dresda nel dopoguerra mi colpirono particolarmente. Peccato che tutto si risolse in una bolla di sapone e vinse la riproposizione filologica del preesistente.
July 15th, 2007 at 10:54 am
La società Athem ha avuto proprio una bella idea. Preferisco questo tipo di rivestimento per le impalcature rispetto alle varie pubblicità di abbigliamento o profumi o quant’altro.
July 16th, 2007 at 1:26 pm
Anche da Bulgari a Capri fu fatta una cosa del genere…
Se ristrutturerò mai casa.. che ci metto?
July 17th, 2007 at 1:45 pm
Si chiamava Salvador non Salvator
July 17th, 2007 at 2:16 pm
Mi pare una grande cazzata, come la torre di Pisa riprodotta a Venezia in piazza S.Marco, a ricoprire la torre dell’orologio. Ci si eccita per queste scemenze? Beati voi…
July 17th, 2007 at 2:28 pm
Alessio: grazie, corretto.
Lipo: Quella della torre a S. Marco detta così mi sembra una cosa stupida, in effetti. Questa di Parigi la trovo divertente. Peraltro siamo calmissimi.
July 17th, 2007 at 7:50 pm
Cito: ” ..nuova linfa vitale.. un’occasione di esperienza urbana inaspettata,sorprendente e condivisibile”. Perchè non una nuova maniera di fare business,visto che ci mangiano tanti attorno a queste “esperienze urbane” ?.
July 17th, 2007 at 10:27 pm
Lipo: E’ chiaro che qui si parla di business e non di beneficenza. Ma credo fermamente che oggi per fare business sia davvero necessario proporre cose sorprendenti o utili o altamente creative.
Poi, oh, de gustibus.
July 18th, 2007 at 11:28 am
Antheus,
una domanda: ma non è che l’immagine vuole ricordare un palazzo di Antoni Gaudì?
….non ricordo immagini di Dalì con prospettive distorte di edifici ma….posso sempre sbagliarmi!
In caso sbagliato,
scusami!
T.
July 18th, 2007 at 12:06 pm
Spettacolare…
L`arte non ha limiti…e neanche i modi per fare business!!!
Ho inserito il tuo articolo e i tuoi riferimenti sul mio blog.
Se ci sono problemi l`elimino subito.
Grazie
Kiky
July 18th, 2007 at 2:40 pm
A me ricorda molto Gaudi….
July 18th, 2007 at 3:35 pm
vorrei davvero che questo blog diventi l’agorà di tutti coloro che pensano globale e che abbiano un elevato senso della cosa pubblica perchè solo attraverso una mente a 360 gradi è possibile trovare le soluzione ai tanti problemi che affliggono la collettività. non solo un brand ma I-I vorrei fosse un modo per rendere la vita più bella e interessante anche a coloro che ormai non hanno più niente in cui credere. i sogni a mio avviso sono irrangiungibili ma aiutano a trovare la retta via.
July 18th, 2007 at 3:36 pm
veramente bello e non squallido come le pubblicità di auto o delle banche
July 19th, 2007 at 1:31 pm
Concordo con Michelangelo,
bello il tuo blog.
Anch’io ho il mio blog, se vi va potete fare un salto qualche volta…
L’indirizzo è: http://nichartis.spaces.live.com
Lapo sei un grande.
Peccato che la Fiat non ti assomigli, è ancora troppo vecchia, fa fatica a guardare avanti.
Avrebbe bisogno di rinnovarsi, a livello di management, nei fatti e non solo a parole!
Il rinnovamento non deve riguardare solo l’immagine; occorre un rinnovamento interno, nuovi motori con particolare attenzione all’affidabilità, ai consumi, alle emissioni, evitando il più possibile di ascoltare i venditori di fumo che si trovano all’interno. Motori più leggeri e non più pesanti!!!!
Ciao
July 23rd, 2007 at 9:52 am
BELLISSIMA idea, questa della copertura del palazzo!!!!
Entusiasmante direi, penso che le nuove forme di pubblicità e marketing più innovative saranno quelle che si faranno sul territorio urbano, m’interessa molto il viral marketing penso che possa essere una nuova miniera di idee e business!
La nuova 500 è molto molto bella!!!!
July 23rd, 2007 at 12:56 pm
Ciaooo
vorrei far parte del team I-I dove siete? vi raggiungo…io abito a Roma potrei darvi una mano e una testa in più….a completa disposizione….
intanto Buon Lavoro e ancora complimenti Lapo!!!!!
A presto Filli
July 26th, 2007 at 2:51 pm
Ideata dall’architetto-designer californiano Gregg Fleishman, la “DH1 Disaster House” è una casa prefabbricata progettata per ospitare rapidamente le persone nelle situazioni d’emergenza.
L’assemblaggio si fa senza particolari dispositivi di fissaggio ed è sufficiente incastrare i pannelli fra loro secondo il progetto. Un’idea interessante, ma resta da rivedere il prezzo di 22.000 dollari che non corrisponde alla vocazione “umanitaria” del progetto. Credo che sia una strada da seguire…per evitare che nelle situazioni di emergenza si utilizzino squallidi container che aumenterebbero la tristezza nelle persone già colpite da tragedie che stravolgono la vita quotidiana. Però ci vorrebbe maggiore ricerca per ridurre i costi.
July 27th, 2007 at 9:32 pm
Mi sa che l’installazione é stata prodotta da JC Decaux. Ci passo ogni giorno in Vespa
e l’effetto ottico é piacevole!
August 2nd, 2007 at 3:57 pm
Ogni anno The Industrial Design Society of America organizza il premio International Design Excellence Awards (IDEA), uno dei più prestigiosi premi internazionali di industrial design al mondo.
Quest’anno sono stati selezionati 1961 lavori e tra questi un porta biciclette che ha preso la medaglia di bronzo nella categoria urban elements.
Questo per invitarvi ad andare a vedere lo studio che ha disegnato questo pezzo per Santa & Cole, cioè lo studio Lagranja, operante principalmente tra Spagna ed Italia…
August 3rd, 2007 at 12:28 pm
Non so se qualcuno conosce Bansky artista pazzo di Londra, ma oggi parlando con un mio amico artista che vive a Londra, ci siamo trovati in coincidenza indipendente su questo genio di strada che prende in giro un pò tutti in quanto nessuno sa la sua vera identità. Mi piace davvero molto..
August 3rd, 2007 at 3:16 pm
Un concorso inglese celebra la cabina, icona delle vacanze estive, per riqualificare la costa del Lincolnshire. Il concorso Bathing Beauties, lanciato nel 2006, invita artisti e architetti provenienti da 15 paesi del mondo a trasformare le spiagge moderne con le loro proposte per una capannina innovativa e confortevole. La mostra “The Hub: National Centre for Craft & Design” espone circa 100 esempi di Bathing Beauties selezionati tra gli oltre 240 progetti pervenuti a Sleaford, nel Lincolnshire, dal 15 giugno al 2 settembre 2007.
“La possibilità di re-immaginare la cabina ha ispirato allo stesso modo artisti, architetti, designer, proprietari di stabilimenti balneari e viaggiatori”, spiega Michael Trainor, l’artista che ha lanciato l’iniziativa.
L’edizione 2007 del concorso Bathing Beauties ‘Beautiful Beach Hut’ è aperta a privati che già possiedono una capanna da spiaggia nella zona compresa tra Mablethorpe e Anderby Creek, nel Lincolnshire. Nel corso dell’estate, dopo essere stati presentati al pubblico sabato 22 settembre, i nove progetti vincitori saranno esposti sulla costa britannica.
Ecco un sogno che vorrei che si realizzasse in Italia…Non è difficile ci vogliono solo le persone giuste che si impegnano su questo fronte coinvolgendo le amministrazioni locali.
August 8th, 2007 at 3:29 pm
E’ di oggi la notizia del Ponte di Santiago Calatrava a Venezia…mi piace molto questo architetto visionario, l’ho conosciuto a Valencia sia di persona che nelle sue opere. Vorrei tanto che l’Italia seguisse l’esempio della Spagna nella progettazione urbanistica delle città tanto da creare opere d’arte a cielo aperto visibili da chiunque.