The Art of the Band T-shirt
(di Antheus)
La t-shirt è il capo d’abbigliamento che, meglio di altri, riesce a comunicare un concetto o un messaggio. La t-shirt può parlare e spesso racconta qualcosa di chi la indossa.
Tutto questo lo capì la stilista inglese Katherine Hamnett quando, nella Londra degli anni ‘80, lanciò sul mercato una serie di t-shirt su cui campeggiavano scritte enormi, sul genere delle magliette delle rockband, che ebbero un enorme successo . E proprio di t-shirt rock parla questo libro intitolato The Art of the Band T-shirt e che racconta la storia di oltre 200 magliette delle band più note - dai Led Zeppelin ai Flaming Lips - con i commenti dei designer che le hanno create.
Curiosità: la prima T-shirt “musicale” la ideò il manager di Elvis Presley nel 1966; oggi vale circa 700$.


July 11th, 2007 at 9:12 am
ottimo blog. ciao.
July 11th, 2007 at 11:10 am
C’è un http di troppo nel link di Katherine Hamnett, no? :-S
July 11th, 2007 at 11:33 am
A quando le magliette I.I.??
July 11th, 2007 at 4:31 pm
Spero vivamente che le magliette (se mai ci saranno) non siano troppo commerciali e scontate (non nel senso di costi) e che rappresentino la filosofia del team I.I
Sono davvero curioso di vedere quali saranno le prossime novità che verranno proposte da Lapo e il resto dello staff.
July 11th, 2007 at 5:58 pm
Giusto parlando di magliette…. spero che tutti quelli che chiaccherano in questo blog abbiano comprato una maglietta con lo smile per “un nido per pollicino”…o almeno il CD!!!!
July 12th, 2007 at 11:00 am
forse per la comunicazione di massa le t-shirt effettivamente le piu dirette (viste le sempre piu vistose indicazioni di…vita che presentano) ma preferisco i messaggi subliminali che leggo in abbigliamenti meno vistosi ma con usi piu elaborati dei vari capi di abbigliamento.
July 12th, 2007 at 5:15 pm
Io nel mercato attuale delle t-shirt vedo veramente poca qualità e innovazione. Ogni t-shirt che vedo non presenta tratti distintivi o innovativi, purtroppo il trend degli ultimi anni è quello di mettere ben in evidenza il brand o la griffe e, ahimè, ci sono un sacco di persone che comprano capi solo per ostentare il marchio. Stesso discorso vale per occhiali da sole come quelli di Armani o Dior. Un brand di qualità non dovrebbe aver bisogno di ‘mettersi così in mostra’, dovrebbe piuttosto puntare sulla qualità che invece spesso e volentieri è carente.
Spero di non essere l’unico a pensarla così.
Cheers
Alessandro
July 12th, 2007 at 6:44 pm
Alessandro, nel campo delle griffes celebri tu hai completamente ragione.
Ma è tra i brand underground che vengono fuori le novità più creative. Ti segnalo alcuni marchi americani, spesso ideati da una sola persona, che secondo me sono da tenere d’occhio:
Barking Irons (www.barkingirons.com), No Mas (www.nomas-nyc.com) e The Hundreds (www.thehundreds.com).
ciao
A _._
July 12th, 2007 at 7:06 pm
Hey guys!
Concordo con voi sui brand e il loro uso contemporaneo! Meglio qualcosa di più underground come propone Antheus… cercherò di fare presto un viaggetto nella “grande mela” alla ricera di novità!
July 12th, 2007 at 7:42 pm
Innanzitutto grazie per i links che mi hai fornito (devo dire che No Mas e The Hundreds mi hanno colpito..). Cmq vorrei lanciare una provocazione: che sia la passione per ciò che facciamo la vera fonte di creatività? e che quando si perda la passione che ci ha fatti emergere si perda anche la capacità di creare e di innovare?
July 13th, 2007 at 3:08 pm
Concordo con l’affermazione di Alessandro Bessi………immaginate la polo di Ralph Lauren di quest’anno !!!!!!
Preferisco una t-shirt di nicchia o se devo spendere poco una unlabel di H&M o Zara o simili………
July 13th, 2007 at 4:22 pm
Hi guys!
Ormai è impossibile per me non connettermi con questo blog per leggere tutte queste idee frizzanti che ne stanno uscendo!!!!
Ho una domanda per chiunque mi voglia rispondere… dunque… se ognuno di voi dovesse “ri-pensare, ri-creare, ri-impastare” un qualsiasi oggetto della vita quotidiana, dalla casa all’ufficio, quale oggetto sceglierebbe???
July 13th, 2007 at 4:52 pm
Infatti spesso ho visto t-shirt di Zara che, qualità scadente a parte, sono più carine rispetto a quelle proposte dai grandi marchi.
July 17th, 2007 at 3:14 pm
Nel mio ufficio ho creato una postazione con i barattoli della Illy……è contemporaneamente ferma libri e portapenne……….ho re-inventato il portacaffè….!!!!!!!
July 18th, 2007 at 2:07 pm
Buongiorno, per ampliare il campo d’indagine sull’argomento mi permetto di segnalare un nostro libro: T-shirt, il tatuaggio di stoffa. Storia e attualità formato maglietta (www.komix.it/page.php?idArt=5075), il primo saggio italiano dedicato alla storia della T-shirt, scritto da Claudio Spuri. Qualcuno lo ha letto?
In bocca al lupo per I.I. e grazie per l’attenzione.
July 18th, 2007 at 5:42 pm
Non so il nome di chi mi ha risposto ma… intanto grazie!
Secondo: complimenti per l’idea!
Terzo: lo sai che sei la prima persona che mi risponde?
…nessuno ha mai trovato una risposta a questa mia domanda!
July 19th, 2007 at 3:59 pm
Giusta osservazione di Antheus. quando l’individuo compra una t-shirt o una felpa cerca sempre di trovare in essa qualcosa che rispecchi il suo pensiero,stile,anche fede perchè no (vedi le felpe con croci nordiche ,latine,ecc….). però non bisogna,secondo me,esagerare con i colori e le forme. Ad esempio,musicalmente parlando, i Depeche Mode (da 7 anni sono un loro fan accanito) creano il miglior merchandising proprio perchè puntano sulle figure decise,sulle scritte gotichamente decise ma non eccessivamente sgargianti nelle forme e nei colori.
July 23rd, 2007 at 8:14 am
a proposito di tshirt, web 2.0 e idee innovative ancora non arrivate in Italia,
ti segnalo http://reactee.com/, un sito attraverso il quale personalizzare, ordinare, indossare la propria Tshirt e cominciare ad interagire attraverso il proprio telefonino.
July 25th, 2007 at 1:22 pm
ciao a tutti
a proposito di TSHIRT e idee originali, se avete voglia fatevi un giro sul sito
http://www.straitjacket.it/t-shirt2.htm …l’ispirazione è milano e le sue zone!
bye
frenk
July 29th, 2007 at 11:17 pm
Io sono un designer che ha provato a creare un progetto internet deidcato ad una collezione di thsrit da me create con slogan stili ecc,… e devo dire che sinceramente e’ un business che non passera’ mai di moda ma allo stesso tempo e’ steriotipato in quello che puo’ essere il prodotto quindi con dei limiti di proposizione ampi solo chi da sempre produce t-shirt puo’ reggere l impatto con il mercato e i suoi continui cambiamenti.
La t-shirt e’ comunque ormai un capo che va inserito nel propio guardaroba ad serve per riuscire a dare un tocco personalizzato al propio stile, se doveste produrre una dico una t-shirt per inserirla nella vostra proposta commerciale fareste un ottima cosa.
Le t-shirt sono un buon investimento per il marketing in un era dove come dico io la comunicazione veste bisogna sapere trasformare un prodotto cosi semplice in un piccolo porta bandiera del brand.
Penso di aver trovato il giusto termine se si tratta di funzionalita’ di una tshirt io lo definisco lo stile per gli adetti ai lavori del clothing communication comunicazione che veste e’ lo stile comunque del momento che molti brand stamnno utilizzando per proporre i propi prodotti io ho cira 500 modelli pronti e in media per farne una ormai ci metto al massimo 10 minuti ma e’ un gioco divertente trovare in uno spazio piccolo come una stampa un idea che possa essere di un certo stile rappresentativo conisderando anche il marketing e tutti gli ingredienti necessari per trasformarlo in un prdotto di successo.
August 2nd, 2007 at 3:10 pm
…a proposito di t-shirt con messaggi e slogan la risposta migliore al fenomeno Corona e a tutti i ragazzini che vanno in giro con la sua bella T-shirt per emulare il loro idolo, l’ho trovata oggi sul sito http://styleandfashion.blogosfere.it/ , dove compare nella home la sua stessa maglia però con la scritta “Sfigati”. Vendetta perfetta con le medesime armi.
Qualcuno prima o poi glielo doveva dire…
October 2nd, 2007 at 4:22 am
I have to say, that I could not agree with you in 100% regarding The Art of the Band T-shirt, but it’s just my opinion, which could be wrong